IL
COSIDDETTO CONGRESSO NAZIONALE FORENSE A
ROMA E' SOLO L'ASSISE DELLE ISTITUZIONI E
DELLE ASSOCIAZIONI FORENSI PRESIEDUTE
DA AVVOCATI CASSAZIONISTI.I GIOVANI LEGALI
ITALIANI LO DISERTANO.
DA "CORRIERE
DELLA SERA" A "LA STAMPA", DA
"IL SOLE 24 ORE" A "REPUBBLICA"
FINO A "L'UNITA'" ANCORA UNA VOLTA
I GIOVANI LEGALI ITALIANI SU TUTTI I PIU'
IMPORTANTI MEDIA NAZIONALI
L'unica storica associazione nazionale forense,
al di là di sigle o acronimi vari, presieduta da
un Avvocato Giovane (quindi non patrocinante in
Cassazione) non parteciperà al cosiddetto
Congresso Nazionale Forense.
I Giovani Legali Italiani diserteranno quella
che è diventata ormai solo l'assemblea dell'
Avvocatura Cassazionista.
Di seguito una parte della rassegna stampa sulla
seconda ondata di scioperi dell'Avvocatura
"navigata" dalla quale i Giovani si sono
dissociati.
Gli avvocati ci riprovano contro il decreto
Bersani
8/9/2006
Il Corriere della Sera
Dal 18 settembre astensione dalle udienze per 6
giorni. L'Ordine di Venezia:niente più difensori
d'ufficio. Ma la categoria si divide
Torna «toga selvaggia».Contro il decreto Bersani
sulle liberalizzazioni gli avvocati hanno
proclamato ieri altri sei giorni di sciopero,
dal 18 al 23settembre, dopo i 13già effettuati
due mesi fa. Intanto però il decreto è stato
approvato, ma alla classe forense non sono
bastati i correttivi introdotti. La protesta
riguarda in particolare l'abolizione delle
tariffe minime. L'Organismo unitario
dell'avvocatura (Oua) ha decretato l'astensione
in tutte le udienze: civili,penali,
amministrative e tributarie; salvo i casi
previsti dal codice di autoregolamentazione
degli avvocati. E non basta: a Venezia l'Ordine
degli avvocati ha invitato i propri iscritti a
cancellarsi dall'elenco speciale dei difensori
d'ufficio e dei patrocinanti a spese dello
Stato, suscitando l'ira delle associazioni dei
consumatori. Ieri le ragioni della protesta sono
state spiegate alla Commissione di Garanzia sul
diritto di sciopero: gli avvocati giudicano«del
tutto insoddisfacenti» le modifiche apportate
con la conversione in legge del provvedimento e
«ben lontane da quelle richieste e attese
dall'avvocatura». Non solo. I legali denunciano
anche il moltiplicarsi di «iniziative assunte o
preannunciate da esponenti di rilievo
dell'attuale maggioranza di governo, connotate
da una marginalizzazione ed uno svilimento della
professione forense sempre più
significativi».Tra questi, «l’approvazione del
regolamento di esecuzione del cosiddetto
indennizzo diretto nell'assicurazione rc auto,
la ripresa del progetto delle class actions, la
pubblicazione della disciplina attuativa della
normativa sulla conciliazione in materia
societaria, nonché le minacce all'autonomia e
all'indipendenza dell'apparato previdenziale
forense». Gli avvocati infine chiedono la «più
sollecita discussione ed approvazione della
riforma delle professioni e dell'ordinamento
professionale forense».
Ma la categoria non è del tutto unita: a
fare da controcanto ci sono i debuttanti che
mostrano di apprezzare la liberalizzazione di
Bersani e bollano la protesta come «il canto del
cigno di chi non vuole cambiare».È la denuncia
dell'Anpa, l'associazione dei giovani legali,
secondo cui «il totale delle manifestazioni di
luglio voluto dalle parti più conservatrici
degli Ordini professionali non ha insegnato
nulla».
Per Giuseppe Consolo,capogruppo di An nella
commissione Giustizia della Camera, «il nuovo
sciopero non è certo casuale» ma il frutto
dell'assenza di qualsiasi dialogo del governo
con la categoria. La protesta è criticata invece
dal Movimento difesa del cittadino, secondo cui
«l'astensione dalle udienze pesa gravemente e in
maniera inaccettabile sui cittadini-clienti e
esprime chiaramente una chiusura corporativa
preoccupante e anacronistica». Antonella Baccaro
Liberalizzazioni,avvocati in rivolta
8/9/2006
La Repubblica
Dopo la protesta di
due settimane a luglio,nuova agitazione delle
toghe contro il decreto Bersani:"Governo chiuso al
dialogo"
Proclamati altri sei
giorni di sciopero, bloccati tutti i processi
Torna toga selvaggia.
Gli avvocati hanno proclamato sei giorni di
sciopero consecutivi (dal 18 al 23 settembre) per
protestare contro il decreto Bersani. La decisione
è stata presa dall'assemblea generale degli ordini
forensi. Saranno bloccate tutte le udienze:
civili, penali e amministrative. Assicurati solo i
procedimenti urgenti e i servizi essenziali. Il
piano di mobilitazione è stato illustrato alla
Commissione di garanzia per il diritto di
sciopero. A sostegno della rivolta degli avvocati
si sono schierati i partiti del centro destra, in
particolare Forza Italia e Alleanza nazional;
hanno stigmatizzato la decisione (gli avvocati
hanno già scioperato per tredici giorni a luglio)
diverse associazioni dei consumatori. L'Oua
(l'organismo unitario dell'avvocatura), una sorta
di braccio politico" dell'ordine, contesta
l'impianto complessivo del provvedimento del
governo ormai convertito in legge. Gli avvocati
sono contro il superamento delle tariffe minime,
la possibilità per gli studi professionali di
farsi pubblicità e di costituirsi in società.
Difendono, in sostanza, la situazione esistente
prima della legge presentata dal ministro Bersani
e temono, ora, pure possibili «attacchi» alla
Cassa previdenziale della categoria. Critici anche
nei confronti della cosiddetta class action e
della riforma delle assicurazioni che, prevedendo
il meccanismo dell'indennizzo diretto (il danno
pagato dalla compagnia di cui si è clienti) mette
di fatto fuori gioco gli avvocati. Tutte scelte –
secondo la categoria - che porta allo «svilimento»
del ruolo degli avvocati e ne riducono
l'indipendenza. «In assenza di qualunque novità
positiva da parte del governo rispetto al decreto
Bersani e nella totale mancanza di dialogo - ha
detto il presidente dell'Oua, Michelina Grillo -
non possiamo che confermare la nostra astensione».
E la mobilitazione potrebbe continuare: a Venezia
l'ordine degli avvocati ha invitato i propri
iscritti a cancellarsi dall'elenco speciale dei
difensori d'ufficio e dei patrocinanti a spese
dello Stato. Nuove proteste potrebbero essere
decise in occasione del congresso nazionale
forense, in programma a Roma dal21 al 24 settembre
prossimi. Dai penalisti è arrivato un sostegno
esplicito allo sciopero: «Auspichiamo che il
governo torni su posizioni più civili - ha detto
il presidente dell'Unione delle camere penali
italiane, Ettore Randazzo –data la rilevanza
costituzionale della difesa, qui massacrata da
disposizioni forsennate». L'associazione dei
consumatori Cittadinanzattiva ha definito lo
sciopero «una grave ritorsione nei confronti dei
cittadini»:E il Movimento difesa del cittadino ha
parlato di «una chiusura corporativa preoccupante
e anacronistica».
Ma contro
l'iniziativa dell'Oua si è schierata anche l'Anpa,
che è associazione di giovani avvocati: «La
conferma dello sciopero è solo il canto del cigno
di chi non vuole cambiare. È una protesta dannosa
e anche inutile perché il decreto legge è già
stato convertito in legge».
A chiedere al governo
di aprire un confronto con gli avvocati è stato il
capogruppo di An nella Commissione Giustizia della
Camera, Giuseppe Consolo secondo il quale sono
«legittime» le richieste dei difensori.
Gli avvocati tornano a
incrociare le braccia
8/9/2006
La Stampa
Dopo le proteste dei mesi scorsi I legali
torneranno a incrociare le braccia ancora per
sei giorni, dal 18 al 23 settembre prossimo, per
protestare contro il decreto Bersani. La nuova
agitazione è stata proclamata dall'Organismo
unitario dell'avvocatura su mandato dei
presidenti degli Ordini degli avvocati e delle
associazioni rappresentative della categoria.
l'astensione riguarderà tutte le udienze:
civili,penali, amministrative e tributarie,
salvi i casi previsti dal codice di
autoregolamentazione degli avvocati. Gli
avvocati, che già avevano protestato contro il
decreto Bersani, ormai approvato dalla camere in
via definitiva, giudicano «del tutto
insoddisfacenti le modifiche apportate con la
conversione In legge del provvedimento e «ben
lontane da quelle richieste e attese
dall'avvocatura”. Appoggio alla protesta degli
avvocati è arrivato da molti esponenti del
centrodestra,
mentre ci sono alcune voci critiche
all'interno della stessa categoria. Tra queste
ultime l'Anpa, associazione che raccoglie i
praticanti e I giovani avvocati, secondo la
quale lo sciopero «dannoso, come i precedenti,
ma anche Inutile dato che il dl Bersani è stato
già convertito, ricevendo peraltro consensi
bipartisan dal cittadini».
Avvocati in sciopero per altri sei giorni ma la
categoria non è più unita
8/9/2006
L'Unità
Nuova tornata di scioperi degli avvocati contro
la legge Bersani. Dopo le proteste dei mesi
scorsi i legali torneranno a incrociare le
braccia ancora per sei giorni,dal 18 al 23
settembre prossimo. La nuova agitazione è stata
proclamata dall'Organismo unitario
dell'avvocatura su mandato dei presidenti degli
Ordini degli avvocati e delle associazioni
rappresentative della categoria. Le ragioni
della nuova astensione dalle udienze sono state
spiegate oggi alla Commissione di garanzia sul
diritto di sciopero dai vertici dell' Oua.
L'astensione riguarderà tutte le udienze:
civili, penali, amministrative e tributarie,
salvi i casi previsti dal codice di
autoregolamentazione degli avvocati. Gli
avvocati, che già avevano protestato contro il
decreto Bersani ormai approvato dalla Camere in
via definitiva, giudicano «del tutto
insoddisfacenti» le modifiche apportate con la
conversione in legge del provvedimento e «ben
lontane da quelle richieste e attese
dall'avvocatura».
Molte le critiche agli avvocati questa
questa nuova serrata delle udienze. «Confermiamo
la nostra contrarietà allo sciopero come fatto
nello scorso luglio: se prima era errato, oggi è
anche inutile, dato che il decreto Bersani è
stato convertito in legge» commenta il
presidente nazionale dell'Anpa (Associazione
nazionale praticanti e avvocati), Gaetano
Romano. «Questa protesta d appare - afferma
Romano- solo come un tentativo di avere
visibilità. Ribadiamo che il decreto era
necessario per adeguarsi alle direttive europee,
e che, attraverso la liberalizzazione della
pubblicità e l'abolizione dell'obbligo del
tariffario minimo, dà la possibilità ai giovani
avvocati di essere finalmente competitivi sul
mercato».
Per il Movimento difesa del cittadino
«l'astensione dalle udienze pesa gravemente e in
maniera inaccettabile sui cittadini-clienti ed
esprime chiaramente una chiusura corporativa
preoccupante e anacronistica, Le ragioni di
questo sciopero non reggono. La legge Bersani
contiene provvedimenti che vanno nella direzione
della modemizzazione delle professioni e non
rappresentano alcuna minaccia alla dignità dell'
avvocatura» .
Avvocati ancora in
sciopero
8/9/2006
Il Sole 24 Ore
C'è anche
l'opposizione alla ripresa del progetto delle
class action alla base del nuovo sciopero indetto
dall'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura. I
legali incroceranno le braccia dal 18 al 23
settembre (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) per
protestare contro le iniziative assunte o
preannunciate dal Governo «connotate - si legge
nella delibera dell'Oua – da una marginalizzazione
ed uno svilimento della professione forense sempre
più significativi», quali l'azione collettiva,
l'approvazione del regolamento di esecuzione dell'
indennizzo diretto, la pubblicazione della
disciplina attuativa della normativa sulla
conciliazione in materia societaria, nonché le
minacce dell'autonomia e dell'indipendenza
dell'apparato previdenziale forense. L'organo,
presieduto da Michelina Grillo,rivendica la
mancanza di qualunque novità positiva da parte del
Governo rispetto al decreto Bersani e una totale
mancanza di dialogo. Anche Valter Militi,
presidente nazionale dell'Associazione italiana
giovani avvocati (Aiga) sostiene che l'Esecutivo
non abbia mostrato interesse a una seria
interlocuzione con gli avvocati. «È significativo
- aggiunge Militi - che il Governo non abbia
recepito il parere della commissione Giustizia del
Senato, che cristallizzava quali fossero i
dissensi. Inoltre Bersani non può affermare che il
decreto va a favore dei giovani, ciò che serve ai
giovani lo lasci dire a loro». Il presidente
dell'Unione delle Camere Penali italiane, Ettore
Randazzo definisce «condivisibile» la protesta
contro il decreto Bersani. «Quella sulle
liberalizzazioni - osserva - è una legge per cui
auspichiamo che il Governo torni su posizioni più
civili, data la rilevanza costituzionale della
difesa, qui massacrata da disposizioni
forsennate».
Unica voce
fuori dal coro proviene dall'Anpa, Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati. Il presidente
Gaetano Romano conferma la contrarietà, già
manifestata lo scorso luglio, a questo nuovo
sciopero di sei giorni: «Se prima era errato, -
sostiene - oggi è anche inutile, dato che il
decreto Bersani è stato convertito in legge».
Virginia Volpe
LIBERALIZZAZIONI/ GIOVANI
AVVOCATI: SCIOPERO DANNOSO E INUTILE
"Canto del cigno di chi non
vuole cambiare"
Roma, 7 set. (Apcom)
- Uno sciopero "dannoso, come i precedenti, ma anche
inutile dato che il dl Bersani è stato già
convertito, ricevendo peraltro consensi bipartisan
dai cittadini". L'Anpa, l'associazione che riunisce
i giovani legali, torna a prendere le distanze dalla
nuova protesta proclamata dall'Organismo unitario
dell'avvocatura. "A quanto sembra - commenta il
presidente Gaetano Romano - il flop totale delle
manifestazioni di piazza di luglio voluto dalle
parti più conservatrici degli Ordini professionali
non ha insegnato nulla"."Ricordiamo ancora -
aggiunge - l'adesione di appena 500 professionisti
al corteo contro le liberalizzazioni e quindi il 'de
profundis' del mito degli Ordini professionali come
lobbies che sarebbero capaci di mobilitare decine di
migliaia di consensi. Hanno dimostrato di
rappresentare invece un'assai marginale minoranza
rumorosa a fronte di una maggioranza silenziosa di
circa 2 milioni di liberi professionisti che non ha
seguito le loro indicazioni e quindi non è scesa in
piazza"."La conferma dello sciopero degli avvocati
cassazionisti contro gli interessi dei giovani
avvocati e dei consumatori è solo il canto del cigno
di chi non vuol cambiare", sostiene il leader dell'Anpa.
“ LO
SCIOPERO PROCLAMATO DALL’AVVOCATURA CASSAZIONISTA
CONTRO GLI INTERESSI DEI GIOVANI AVVOCATI E’
INUTILE OLTRE CHE DANNOSO”
“Ci
stupisce che i rappresentanti dell’avvocatura
cassazionista abbiano confermato lo sciopero dal
18 al 23 Settembre.Questa
volta lo sciopero oltre ad essere dannoso come i
precedenti, è anche inutile dato che il DL Bersani
è stato già convertito ricevendo peraltro consensi
bipartisan dai cittadini.A quanto sembra il flop
totale delle manifestazioni di piazza di Luglio
voluto dalle parti più conservatrici degli Ordini
Professionali non ha insegnato nulla.Ricordiamo
ancora l’adesione di appena 500 professionisti al
corteo contro le liberalizzazioni e quindi il
de profundis del mito degli Ordini
Professionali come Lobbies che sarebbero capaci
di mobilitare decine di migliaia di consensi.Essi
hanno dimostrato di rappresentare invece un’ assai
marginale minoranza rumorosa a fronte di una
maggioranza silenziosa di circa 2 milioni di
liberi professionisti che non ha seguito le loro
indicazioni e quindi non è scesa in piazza.La
conferma dello sciopero degli Avvocati
Cassazionisti contro gli interessi dei Giovani
Avvocati e dei consumatori è solo il canto del
cigno di chi non vuol cambiare”
LIBERALIZZAZIONI. Sciopero
avvocati, Adiconsum: “Una manifestazione inutile e
dannosa”
08/09/2006 - 17:03
Gli scioperi degli avvocati non possono fermare il
processo di rinnovamento che sta investendo il
nostro paese: dopo la conversione in legge del
decreto Bersani e l'imminente entrata in vigore
del risarcimento diretto (primo gennaio 2007), è
la volta della class action. A sostenerlo è
Adiconsum che spiega: "I primi due provvedimenti
saranno utili a far risparmiare i cittadini e a
velocizzare le pratiche per i risarcimenti; la
class action sarà invece un utile strumento di
difesa per i consumatori contro le pratiche
commerciali illegali e contro i comportamenti
anticoncorrenziali ma allo stesso tempo
valorizzerà anche i comportamenti virtuosi delle
imprese".
"Per questo - continua
l'associazione - chiediamo al Parlamento una
veloce approvazione dell'azione collettiva,
ricordando quello che è successo nella passata
legislatura: dopo l'approvazione alla Camera il
disegno di legge si arenò al Senato per quasi due
anni, sotto la spinta di lobby evidentemente
contrarie ad uno strumento di difesa dei
cittadini".
Lo sciopero degli avvocati -
sottolinea Adiconsum - è quindi una manifestazione
inutile e dannosa, in quanto il risarcimento
diretto è già legge e tali attività di protesta
hanno come unico scopo quello di difendere i
privilegi di una singola casta e di mantenere lo
status quo in difesa di interessi di parte
contrapposti a quelli della comunità degli
assicurati che con questo nuovo provvedimento
potrebbero vedere diminuire del 10% il costo delle
proprie polizze rc auto mentre sicuramente
aumenterà la velocità di liquidazione dei
sinistri. La stessa Anpa-Giovani legali
l'ha definito lo sciopero "il canto del cigno di
chi non vuol cambiare"; peccato che
alcuni restini fedeli alla figura del "parafangaro".
2006 - redattore: NZ
Su "Top Legal"
www.toplegal.it di
Ottobre 2006 speciale sulle Liberalizzazioni ed il
DL Bersani con intervista anche al Segretario
Nazionale dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali
Italiani",Avv. Ivano Lusso.
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completamento necessario per un'ottima preparazione
per l'esame di avvocato.
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Dal 19 settembre al 2 dicembre
2006 a Milano e Roma
Milano, 30 agosto 2006 - L’esame
di abilitazione alla professione di avvocato è
diventato un appuntamento che negli ultimi anni ha
coinvolto più di 40.000 giovani aspiranti alla
carriera forense. Visto il cospicuo numero di
candidati e l’elevato interesse intorno alla
materia, Il Sole 24 Ore ha organizzato un corso di
preparazione alla prova scritta a Milano e Roma, dal
19 settembre al 2 dicembre ogni martedì alle 18.00
e, dal 14 ottobre, ogni sabato mattina dalle 9.00
alle 13.00. Il corso avrà luogo a Milano presso la
sede del Sole 24 ORE , a Roma presso la Cassa N. F.
Traendo spunto dalle ultime
novità sulla prova d’esame, due docenti per la parte
penale e due per il settore civile prepareranno gli
aspiranti avvocati con un metodo pratico ed
operativo. Per apprendere in maniera guidata le
tecniche di redazione degli atti sono previste 20
prove scritte.
Nella prima lezione di ciascun
docente gli allievi saranno introdotti ad un certo
atto o parere, secondo un modello generale per
quella determinata tipologia e dopo che ne sarà
stata spiegata la struttura verrà redatto e corretto
in aula l’atto o il documento.
Per il secondo incontro con il
medesimo docente, a distanza di un mese dal primo,
gli studenti predisporranno a casa un altro atto o
parere, che verrà quindi corretto insieme in aula.
Nei due incontri successivi per ciascuna materia,
gli allievi si cimenteranno in due prove simulate,
per abituarsi a lavorare sotto stress, sulla base di
quanto appreso in precedenza. I compiti saranno
corretti e restituiti loro tra una prova e l’altra
individualmente. Nell’ultimo incontro il docente
riepilogherà i criteri cui ci si deve attenere nella
redazione di un atto o di un parere, alla luce degli
errori commessi dagli allievi nelle prove scritte.
Il costo del corso è di 990
Euro+IVA. Per iscriversi telefonicamente:
02/4587020, via fax: 02/4587025
Prossime aperture sezioni dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" a Trieste,
Latina,Salerno,Pescara,Palermo e Lagonegro(PZ)
Dal Responsabile Nazionale per la
Consulta esterna degli Universitari per l' "A.N.P.A.-Giovani
legali Italiani", Pasquale Annicchino
http://www.studenti.it/lex/dopolalaurea/nuovescuole_specializzazioni.php
Scuole di specializzazione, 1+4,
decreto Bersani: cosa cambia per gli aspiranti
avvocato?
Alle innovazioni del Decreto Bersani che introduce
importanti cambiamenti nella professione forense si
aggiungono i dubbi su cosa ne sarà delle scuole di
specializzazione e dei tirocinanti. Qualcuno ha
azzardato un'ipotesi e lanciato una provocazione...
a cura di Pasquale Annicchino
E' stata un'estate “calda” per i giovani che
aspirano a diventare avvocato. Il decreto Bersani
contestato da tutta la categoria con l'eccezione dei
Giovani Legali Italiani ha abolito i minimi
tariffari, consentito la pubblicità ed apportato
significative innovazioni nel mondo delle
professioni legali. L'ex ministro Moratti, aveva
inoltre provveduto a modificare il sistema
universitario del 3+2 con quello dell'1+4 gettando
nel panico interi consigli di facoltà, che si sono
ritrovati per l'ennesima volta alle prese con piani
di studio da modificare e crediti da ridistribuire.
Per non parlare della situazione delle migliaia di
studenti calati in interregni normativi, nel dubbio
se passare dal sistema del 3+ 2 a quello dell'1+4,
divenuti ormai veri e propri esperti del “credit-shopping”,
abili chicaneurs nel valutare come sostituire,
contrattare barattare un esame da 4 crediti con uno
da 6 nel passaggio da un sistema all'altro.Ma è
sulle scuole di specializzazione che vogliamo
concentrarci. Non ancora previste come obbligatorie
potrebbero diventare vero e proprio terreno di
battaglia per gli ordini dopo la sconfitta subita
sul decreto Bersani. In attesa di una chiara e
precisa riorganizzazione le scuole si trovano ora in
una strana situazione: organizzate su base biennale
per gli studenti del “vecchissimo ordinamento”
(quello dei 4 anni per intenderci), dovrebbero
essere strutturate su base annuale per gli studenti
in possesso di laurea specialistica (3+2), ma
nessuno ha riorganizzato le scuole per rispettare i
dettami del decreto istitutivo.E' quindi facile
ipotizzare che ci saranno dei ricorsi al TAR da
parte di studenti che, in possesso di laurea
specialistica vorranno vedersi giustamente
riconosciuta la durata annuale della scuola.In
attesa di novità che comunque dovrebbero arrivare a
breve, essendo previsto il test di ammissione per
metà ottobre, altro tema scottante è quello del
compenso per i giovani praticanti.Previsto dal
codice deontologico forense e quasi mai rispettato,
l'obbligo di equo compenso per i giovani praticanti
è argomento di discussione nel mondo politico e
forense.
Ci limitiamo a lanciare qui, in
attesa delle prossime decisioni e di ulteriori
approfondimenti, una provocazione: non è che
l'eventuale previsione di un compenso per i giovani
praticanti sarà un modo per diminuire il numero di
coloro che possono svolgere un effettivo tirocinio
(essendo un costo per gli studi legali), e quindi un
modo per diminuire il numero di coloro che si
presentano all'esame? Non sarebbe questo un modo
paradossale di restringere l'accesso alla
professione? A volte a pensar male….
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