PER
ESSERE AGGIORNATI SU DATA ED ORARIO DELLA PROSSIMA
MANIFESTAZIONE UNITARIA A NOSTRA DIFESA CONTRO LA
RIFORMA FORENSE :
SU FACEBOOK
:http://www.facebook.com/group.php?gid=158795769355&ref=ss
"IN PIAZZA
UNITI CONTRO RIFORMA FORENSE? NON POSSO MANCARE"
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AVVOCATI LANCIANO TOGHE IN
SEGNO DI PROTESTA A MONTECITORIO
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Giornata di protesta dei
giovani avvocati contro la riforma della
professione forense prevista dal ddl Alfano. I
giovani legali dell'Ugai si sono dapprima
radunati a Piazza Farnese, a Roma, per un
sit-in di protesta al quale hanno aderito, tra
gli altri, i giovani del Pd e dell'Idv, i
Radicali Italiani e numerose associazioni di
consumatori. Poi la protesta si e' spostata
davanti al Parlamento. Qui gli avvocati hanno
lanciato in aria le loro toghe.
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..............«Ma c’è di più — dice
Gaetano Romano,
presidente Ugai -.Con questa norma, legata
alla continuità professionale, ci sono
circa 50 mila avvocati a
rischio: tutti avranno interesse a far
salire il numero delle loro udienze,
magari con cause pretestuose.Provate a
immaginare che tragedia sarebbe se
ciascuno di loro attuasse un simile
progetto: saremmo alla paralisi della
giustizia italiana. Senza considerare
quanto aumenteranno le parcelle di quegli
avvocati costretti ad arrivare a una
soglia minima di reddito». Paralisi del
sistema e parcelle impazzite, è questo il
contraccolpo che potrebbe portare una
riforma tanto attesa?
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"LA RIFORMA FORENSE NON E' SUSCETTIBILE DI
EMENDAMENTI ;DEVE ESSERE RISCRITTA TOTALMENTE"
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Poveri Avvocati
Chi l'ha detto che Berlusconi se la prende solo con i
magistrati? Stavolta l'ha messo in culo anche agli avvocati...
La Riforma Alfano prevede infatti la cancellazione
dall'Ordine degli Avvocati (link) di quelli che (magari
perchè neo-abilitati, o con problemi di salute) non superano
una certa soglia di fatturato... in pratica se non sei ricco
che cazzo di avvocato sei?Se facessero una cosa del genere
negli altri campi Amauri, che non segna mai, non potrebbe
più fare l'attaccante, i comici del Bagaglino, che non fanno
ridere manco pagando, non sarebbero più considerati comici,
e Minzolini, che spesso salta le notizie importanti, non
potrebbe fare il giornalista... per non parlare degli
stallieri che passano pochissimi tempo con i cavalli...
vabbè, quello è un altro discorso...
".........bisogna
evitare interventi che vanno in senso contrario, come la
riforma della professione forense ........."
PER RINGRAZIARE LA PRESIDENTESSA EMMA
MARCEGAGLIA ECCO LA MAIL DI CONFINDUSTRIA
confindustria@confindustria.it
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Confindustria: rivedere la riforma dell’
avvocatura
1/10/2009 Il Sole 24 Ore
Professioni. Lettera ad Alfano
Un ripensamento sulla riforma dell’avvocatura.
E’ quanto chiede Confindustria al Governo in una lettera
che il presidente dell’associazione degli industriali Emma
Marcegaglia ha scritto al ministro della Giustizia
Angelino Alfano..............
Giovanni Negri
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ROMA - .............Oggi pomeriggio, in piazza
Navona, protesteranno anche i giovani avvocati dell' Ugai
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EDITORIALE DAL TITOLO
"PROFESSIONE FORENSE , UN PROGETTO DI RIFORMA CHE PENALIZZA
I GIOVANI AVVOCATI" SUL NUMERO 49 DI GUIDA AL
DIRITTO DA PG 10 A PG 12 USCITO LUNEDI'
Professione forense: un progetto di riforma
che penalizza l’attività dei giovani avvocati
DI GAETANO ROMANO - Presidente dell’Unione giovani avvocati
italiani
E D I T O R I A L E
R I F O R M E I N C A N T I E R E
GUIDA AL DIRITTO IL SOLE-24 ORE 11 N° 49 12 DICEMBRE 2009
Dall’opposizione spontanea di migliaia di avvocati - anche
attraverso i social networks - la protesta contro la riforma
della professione forense all’esame del Senato (atto S/601)
si è trasferita a Piazza Farnese a Roma sabato 28 novembre.
Per la prima volta nella storia repubblicana i giovani
avvocati italiani sono scesi in piazza. Siamo
d’accordo con chi dice che il progetto di legge
professionale non è un intervento corporativo, ovvero
favorevole per i legali. Si tratta, a nostro parere, di
un’innovazione diretta contro gli iscritti all’albo e
favorevole ai componenti degli ordini. È triste
notare che – con la riforma contro la base degli avvocati –
il Governo stia tradendo una categoria che con molta
probabilità ha votato in modo quasi compatto l’attuale
maggioranza parlamentare. Un tale atteggiamento non può
essere condiviso dalla base, soprattutto in relazione alla
conferma della formazione professionale coattiva “a spese”
dei legali. Non riteniamo, infatti, condivisibile
l’uso che sembrerebbe farsi talvolta di questa coercizione
professionale. Dalle “facilitazioni” economiche
nell’iscrizione ai corsi formativi – se si aderisce alla
stessa associazione forense che li organizza – come se non
si avesse altro modo per reclutare iscritti, al fatto di
sfiorare talvolta quasi il business nell’organizzazione dai
privati dei corsi. L’aggiornamento coattivo, dunque,
rappresenta un indubbio e inutile fastidio nell’attività
professionale. Senza contare che nel testo del progetto è
prevista l’esenzione dall’aggiornamento obbligatorio anche
per gli avvocati - docenti e per i politici-avvocati. A tal
proposito, esiste una risoluzione europea (2002/C 163/01 del
27/06/02) che auspica l’aggiornamento per tutte le
professioni senza però prevedere alcun obbligo. I legali non
erano i soli professionisti a non prevedere la formazione
coattiva. La stessa scelta è stata fatta dagli architetti e
ingegneri, i quali ancora hanno l’aggiornamento facoltativo
senza ricorrere all’avvilente sistema dei crediti a punti.
Non corrisponde al vero l’affermazione secondo la quale i
consumatori chiedono alla categoria di “formarsi”. Infatti,
il Codacons, venendo in soccorso della base, aveva impugnato
innanzi al Tar Lazio anche il regolamento adottato dal
Consiglio nazionale forense per la formazione coattiva.
La riforma prevede altre norme come quella sulla continuità
professionale che produrrà un aumento vorticoso di
contenzioso processuale, dato che circa 50mila legali, pur
di rimanere iscritti all’albo, saranno costretti, negli anni
futuri, a incardinare cause pretestuose contro i cittadini.
Si tratta, dunque, di una questione di principio, relativa
al diritto del professionista di rimanere libero. La norma
in questione potrebbe essere addirittura peggiorata qualora
si pensasse a differenziazioni o esenzioni a seconda
dell’anzianità professionale. Inotre, la modifica
legislativa è inaccettabile sia per chi è all’inizio
dell’attività, sia ancora di più per chi ha, ad esempio, 15
o 20 anni di anzianità. Non si può condividere neanche una
successiva regolamentazione attraverso il ricorso al
criterio del reddito minimo, questa scelta probabilmente
tramuterà gli ordini in controllori anche fiscali. In
relazione a quest’ultimo aspetto si nasconde forse anche un
inaccettabile preconcetto
per cui i professionisti sarebbero tutti evasori da stanare.
Qualora gli ordini locali non provvedano alla cancellazione
è incredibilmente previsto un intervento autoritario da Roma
a mezzo di Commissari ad hoc per ovviare alle eventuali
omesse revisioni-cancellazioni negli albi.La
controriforma è caratterizzata da una nuova serie
indiscriminata di balzelli e incombenze, a carico della
base, tra cui l’assicurazione civile obbligatoria, che
servirà solo a riempire le casse delle compagnie
assicurative, e ad aumentare il rischio di pretestuose
azioni legali contro gli avvocati (come avviene da anni
contro i medici). Stesso discorso per il nuovo iter
necessario a iscriversi negli elenchi degli specialisti
caratterizzato da esami professionali e altre spese.
L’abolizione dell’abilitazione automatica per diventare
cassazionista risponde a una miopia gerontocratica che vede
i giovani principali bersagli predestinati del
provvedimento.
Non concorderemmo con la volontà di introdurre l’obbligo per
i titolari di studio di retribuire i praticanti. Ciò
comporterebbe, da un lato l’impossibilità per i tirocinanti
di trovare uno studio dove fare pratica, la qual cosa deve
rimanere un diritto del praticante, e dall’altro un gravame
sui titolari degli studi legali inaccettabile. Diverso
sarebbe invece il discorso se tale peso economico fosse
posto a carico semmai degli ordini. Non è possibile
gravare gli avvocati di vecchi e nuovi obblighi, come
l’aggiornamento coattivo o in ultimo anche la Pec;
incombenze che alcuni ordini locali, come constatato anche a
mezzo nostra diretta conoscenza, sanno applicare con
raziocinio o gratuitamente; in moltissimi altri
ordini locali invece l’insofferenza della base della
categoria verso chi li rappresenta è evidente.È solo lì che
l’Ugai sarebbe pronta, già da ora, ad aprire le proprie
liste elettorali a qualunque collega per far sì che quegli
ordini locali difendano finalmente i loro rappresentanti.
Nessuno, ad esempio,ha contrastato la nuova
normativa sulla mediazione civile, propedeutica
obbligatoriamente all’azione legale in tribunale. Lo schema
di decreto legislativo, infatti, prevede un minimo di
anzianità professionale di quindici anni per essere inseriti
tra i mediatori. Tra le proposte uscite dalla manifestazione
di Piazza Farnese dei giovani avvocati, cui ne seguiranno
altre a livello locale e nazionale, c’è anche quella di
autocancellarsi legittimamente dalle liste delle difese
d’ufficio e quelle per il gratuito patrocinio.La riforma
forense grava i difensori d’ufficio di nuovi oneri mentre,
come sappiamo, lo Stato deve ancora agli iscritti alle liste
del gratuito patrocinio le spettanze economiche da mesi. La
libera decisione del difensore di iscriversi a queste liste
è un servizio, che soprattutto i più giovani, offrono ai
cittadini. Sappiamo che iniziative come queste potrebbero
produrre dei disagi a una parte del sistema giustizia per i
processi futuri, ma non potremmo rimanere passivi di fronte
al fatto che c’è davvero la possibilità che quella riforma
contro la base degli avvocati approdi nelle aule
parlamentari di una Repubblica democratica.
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CORRIERE DELLA SERA PG 9 17.11.2009
Tratto dall'intevista :"......Per l'unione dei
Giovani Avvocati Italiani, professione e generazione si
incrociano. Il loro presidente Gaetano Romano ci tiene a
precisano: «L'Ugai è un'associazione, non un ordine. Anzi,
noi siamo contrari agli ordini professionali». Quella
dell'Ugai è la strada che «gli lnvìsibili percorrono per
diventare visibili». In settimane che vedono la riforma
della professione forense nel centro del dibattito, i
«meno visibili» tra gli avvocati italiani quelli che hanno
meno di 40 anni o meno di otto annidi iscrizione all'albo
sono «contrari su tutta la linea a una riforma che impone,
tra l'altro, il reddito minimo per conservare l'iscrizione
all'albo», Per molti giovani legali, «significherebbe
uscire dal mercato per legge mentre nessuno ci spiega
com'è possibile che a un libero professionista sia imposto
come dove e quanto lavorare». Per questo il 28 novembre
2009 a Piazza Navona scenderemo in piazza in toga, con
l'appoggio dei consumatori e di 12 organizzazioni
imprenditoriali.
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nov 26, 2009
SUL QUOTIDIANO "AVVENIRE" ieri pg 7
".....L'Unione dei Giovani Avvocati è pienamente d'accordo
e prepara una manifestazione per sabato prossimo a Roma
contro la riforma forense da loro giudicata "illiberale e
medievale".La riforma approvata in Commissione
Giustizia del Senato produrrà un aumento delle tariffe per
i consumatori e le imprese, spese e nuove incombenze per
la base della classe forense ed un aumento del contezioso
processuale accusa il Presidente Gaetano Romano.."
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gio nov 26, 2009
SU REPUBBLICA PG 26 "..........L'
Unione dei Giovani Avvocati ha organizzato una
manifestazione di protesta per sabato prossimo (Piazza
Navona ore 15.30) e parla di controriforma favorevole alle
gerarchi ordinistiche....
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nov 26, 2009
SU CORRIERE DELLA SERA OGGI LA NOTIZIA
DELLA MANIFESTAZIONE ieri A PG 32 ."............Sabato
prossimo l'Unione Giovani Avvocati Italiani manifesterà a
Roma..."
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(Ansa)
«CONTRORIFORMA» - Secondo l'Ugai la 'controriforma
della professione forense «produrrà un aumento delle
tariffe per i consumatori e le imprese, spese e nuove
incombenze per la base della classe forense ed un
aumento del contenzioso processuale» Romano punta il
dito in particolare contro norme «aberranti» come
quella sulla continuità professionale - sostiene -
«produrrà un aumento vorticoso di contenzioso
processuale, dato che circa 50.000 avvocati, pur di
rimanere iscritti all'albo, saranno costretti ad
incardinare cause pretestuose contro i cittadini».«La
professione è libera - protesta Romano -: nessuno può
dirci quanto, dove e come lavorare». L'Ugai fa
sapere, infine, che questa sarà solo la prima
iniziativa di protesta contro la riforma, alla quale
faranno seguito altre: «al più presto sfileremo in
corteo a Roma», conclude il presidente.
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http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=147039&Edizione=1&A=20091129
Giovani avvocati dell'Ugai contro la riforma
forense
Giovanna Meccoli
ROMA
Giornata di protesta dei giovani avvocati contro la
riforma della professione forense prevista dal ddl
Alfano. I giovani legali dell'Ugai hanno cominciato a
radunarsi nel pomeriggio a Piazza Farnese, a Roma, per
un sit-in di protesta al quale hanno aderito, tra gli
altri, i giovani del Pd e dell'IdV, i Radicali
Italiani e numerose associazioni di consumatori.
Alcuni giovani avvocati, a Piazza Colonna hanno
deposto le proprie toghe davanti Palazzo Chigi perché
– afferma Gaetano Romano, presidente dei giovani
avvocati – «per noi la professione è finita», se
passerà così com'è il ddl approvato in commissione
Giustizia al Senato. Secondo l'Ugai la «controriforma»
della professione forense «produrrà un aumento delle
tariffe per i consumatori e le imprese, spese e nuove
incombenze per la base della classe forense ed un
aumento del contenzioso processuale». Romano punta il
dito in particolare contro norme «aberranti» come
quella sulla continuità professionale che – sostiene –
«produrrà un aumento vorticoso di contenzioso
processuale, dato che circa 50.000 avvocati, pur di
rimanere iscritti all'albo, saranno costretti ad
incardinare cause pretestuose contro i cittadini».«La
professione è libera – protesta Romano –: nessuno può
dirci quanto, dove e come lavorare». L'Ugai fa sapere,
infine, che questa è stata solo la prima iniziativa di
protesta contro la riforma, alla quale faranno seguito
altre: «Al più presto sfileremo in corteo a Roma»,
conclude il presidente.Stefano Fassina del Partito
democratico commenta: «La manifestazione promossa
dall'Ugia è un importante segnale di speranza per chi
ritiene che la liberalizzazione delle professioni deve
andare avanti. Hanno ragione, i giovani avvocati, a
chiamare controriforma il disegno di legge sulla
professione forense approvato dal PdL e dalla Lega in
Commissione Giustizia al Senato. Se il testo diventerà
legge, ne faranno le spese anche i cittadini e le
imprese. Il governo e la maggioranza ascoltino le
richieste dei giovani avvocati. La reintroduzione
delle tariffe minime, il ripristino dell'esclusiva
nella conciliazione e in materia di consulenza,
l'innalzamento di ulteriori barriere per l'accesso e
per l'affermazione dei giovani avvocati nella
professione riportano la regolazione della professione
di avvocato indietro anche rispetto alla normativa
precedente alle riforme Bersani. Il presidente
dell'Antitrust giustamente ha richiamato le
corporazioni medievali per denunciare quanto avviene.
Vanno, invece, fatti passi avanti sulla retribuzione
dei praticanti durante il tirocinio, sulla
partecipazione gratuita ai corsi di preparazione,
sulle spese per l'aggiornamento, sull'eliminazione
delle discriminazioni di genere nell'esercizio della
professione, sui conflitti d'interesse tra mandato
parlamentare e svolgimento della professione. La
battaglia del Pd – conclude Fassina – contro la
"controriforma" della professione forense proseguirà
in aula al Senato».
......................................».
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Riforma forense: Unione Giovani Avvocati
Italiani: rischio aumento contenziosi pretestuosi.
Imprenditori e consumatori compatti: no esclusiva consulenza
legale
"Dall’opposizione spontanea di migliaia di
avvocati - anche attraverso i social networks - la protesta
contro la riforma della professione forense all’esame del
Senato (atto S/601) si è trasferita a Piazza Farnese a Roma
sabato 28 novembre".
L'Unione Giovani Avvocati Italiani, la rappresentanza dei
giovani legali che insieme alla quali totalità delle
associazioni imprenditoriali e dei consumatori si è messa di
traverso alla corporativistica riforma forense, tira le
somme della manifestazione di protesta di fine novembre.
"Per la prima volta nella storia repubblicana i giovani
avvocati italiani sono scesi in piazza", precisa il
presidente UGAI, l'avvocato Gaetano Romano. "Si tratta, a
nostro parere, di un’innovazione diretta contro gli iscritti
all’albo e favorevole ai componenti degli ordini. È triste
notare che – con la riforma contro la base degli avvocati –
il Governo stia tradendo una categoria che con molta
probabilità ha votato in modo quasi compatto l’attuale
maggioranza parlamentare. Un tale atteggiamento non può
essere condiviso dalla base". Romano mette poi in guardia
sugli effetti verso i consumatori che avrebbe l'approvazione
del progetto di legge: "La riforma prevede altre norme come
quella sulla continuità professionale che produrrà un
aumento vorticoso di contenzioso processuale, dato che circa
50mila legali, pur di rimanere iscritti all’albo, saranno
costretti, negli anni futuri, a incardinare cause
pretestuose contro i cittadini". Tra le proposte uscite
dalla manifestazione di Piazza Farnese dei giovani avvocati,
cui ne seguiranno altre a livello locale e nazionale, c’è
anche quella di autocancellarsi legittimamente dalle liste
delle difese d’ufficio e quelle per il gratuito patrocinio.
La riforma forense grava i difensori d’ufficio di nuovi
oneri mentre lo Stato deve ancora agli iscritti alle liste
del gratuito patrocinio le spettanze economiche da mesi. "La
libera decisione del difensore di iscriversi a queste liste
è un servizio, che soprattutto i più giovani, offrono ai
cittadini. Sappiamo che iniziative come queste potrebbero
produrre dei disagi a una parte del sistema giustizia per i
processi futuri, ma non potremmo rimanere passivi di fronte
al fatto che c’è davvero la possibilità che quella riforma
contro la base degli avvocati approdi nelle aule
parlamentari di una Repubblica democratica", chiosa Romano.
Ma i giovani avvocati non sono soli nella protesta contro la
casta giuridica. Pur con motivazioni diverse
(l'impossibilità per le grandi aziende di gestire uffici
legali interni) anche Confindustria contesta una riforma che
riporta indietro di decenni il nostro paese, disarmandolo
davanti alla competizione economica mondiale. Il no secco è
poi pervenuto, praticamente all'unanimità, dalle
associazioni di consumatori e di categoria, cui, con la
riforma, sarebbe impedita l'erogazione di servizi di
consulenza legale ai propri associati/iscritti. Niet anche
dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ovviamente
vedrebbe azzerata la possibilità di fornire supporto legale
alla clientela. Una massa enorme, compatta e qualificata di
no, che ha fatto fare una parziale marcia indietro a
Maurizio De Tilla, presidente dell'Organismo Unitario
dell'Avvocatura ‘OUA’, che ha dichiarato pochi giorni fa:
“Imprenditori e avvocatura non possono essere in conflitto
tra di loro: ferma restando la consulenza legale esclusiva,
si può dare la possibilità alle associazioni di categoria ed
agli enti esponenziali di svolgere attività di consulenza
nei confronti dei propri iscritti ed associati”. “Così si
può chiudere ogni questione controversa" - ha aggiunto De
Tilla - "in attesa che in aula al Senato si proceda entro
fine anno all'approvazione della riforma della professione
forense”. Una retromarcia ingranata anche da Guido Alpa,
presidente del Consiglio Nazionale Forense, che ha spiegato:
“Ogni specificazione sulla riserva della consulenza legale
che fughi gli equivoci in cui sono incorse Confindustria e
le altre associazioni ci trova favorevoli. Infatti, il Cnf
ha sempre sostenuto che l'esclusiva non si estendeva alla
consulenza prestata dalle associazioni imprenditoriali ai
propri iscritti o dalle società per le consorelle dello
stesso gruppo. L'esclusiva non compromette la consulenza
legale offerta da società appartenenti allo stesso gruppo
societario o dalle associazioni a favore dei propri
iscritti”. Ma non basta affatto: gli imprenditori e i
consumatori non vogliono assolutamente cedere sull'esclusiva
della consulenza legale. Altrimenti, fanno sapere, sarà
battaglia durissima in Parlamento. E, col governo già
traballante, il rischio serio per la lobby forense è di
veder sfumare una riforma che sembrava ormai a portata di
mano.
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'Oggi 28 novembre dalle 15.30 l'Unione dei Giovani Avvocati
Italiani manifestera' in Piazza Farnese, a Roma, nonostante
i disagi dovuti allo spostamento della sede della
manifestazione (prevista originariamente a Piazza Navona)
dando voce ai cittadini consumatori, ai giovani, agli
studenti ed agli avvocati per esprimere pubblicamente il
proprio 'no' alla controriforma forense voluta dal Ministro
Alfano e dalle gerarchie ordinistiche'. E' quanto afferma il
Segretario dell' Unione Giovani Avvocati Italiani, Ivano
Lusso.'La manifestazione nazionale, organizzata
nell'imminenza dell'approvazione della riforma - spiega - e'
solo la prima forma di protesta, estemporanea, a cui
seguiranno ulteriori iniziative piu' incisive. Una
delegazione simbolica lascera' possibilmente Piazza Farnese,
alle ore 16, per consegnare, nello spazio antistante Palazzo
Chigi, le proprie toghe in segno di protesta contro la
riforma forense'.'La controriforma forense - sottolinea
Lusso - approvata in Commissione Giustizia al Senato della
Repubblica, farebbe retroagire il sistema professionale
italiano al periodo pre-liberalizzazioni del governo Prodi.
Danneggiati dalla riforma saranno non solo i circa 50.000
gli avvocati (perlopiu' giovani) cancellati dagli albi
professionali (a causa della normativa sulla continuita'
professionale), ma studenti, tirocinanti, consumatori ed
imprese. Hanno sostenuto la manifestazione Stefano Fassina,
a nome della segreteria del Pd, i giovani del Pd, i giovani
dell'Idv, i Radicali Italiani, l'Udu, le associazioni dei
consumatori (Federconsumatori, Movimento Consumatori,
Cittadinanza Attiva, Codici), Studenti Luca Concioni'.
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http://www.uniconsum.it/notizie-utili/3139.html?task=view
Sabato 28 novembre dalle ore 15.30 l'Unione dei Giovani
Avvocati Italiani (UGAI) ha organizzato una manifestazione
in Piazza Navona a Roma per esprimere il proprio dissenso
alla controriforma forense. Si tratta infatti di una riforma
favorevole alle gerarchie ordinistiche ma contro la base
della classe forense, i consumatori ed il sistema produttivo
italiano. L'UGAI stima che saranno circa 50.000 gli avvocati
cancellati dagli albi professionali a causa dell' illiberale
normativa sulla continuità professionale. Ciò comporterà che
gli avvocati a rischio incardineranno cause, anche
pretestuose, con gravissimo danno per il sistema giustizia e
per i cittadini. Inoltre non è trascurabile il fatto che si
assisterà ad un aumento delle tariffe a causa del diminuito
numero di avvocati iscritti agli albi.L'UGAI auspica la
presenza alla manifestazione di tutte le associazioni dei
consumatori perchè la controriforma forense mira a scaricare
sui consumatori e sulla base degli avvocati i costi
derivanti dalla necessità di dare ancora più poteri a quei
carrozzoni burocratici chiamati "ordini professionali".
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Sulla riforma forense mezzanotte in punto e
tutto va bene
Pasquale Annicchino
Volemose bene in Parlamento. L’articolo odierno di Dino
Martinaro sul Corriere della sera descrive bene
l’atmosfera che regna sulla controriforma forense. Clima
rilassato. Se il Presidente del Consiglio Nazionale
Forense aveva timidamente provato a rispondere ai rilievi
di una antitrust che evidentemente deve esser impazzita,
proviamo a vedere come la pensano i Giovani avvocati.
Ecco, per i lettori di Chiago-Blog, l’opinione di Gaetano
Romano presidente dell’UGAI (Unione Giovani Avvocati
Italiani).
Presidente Romano, il Corriere della sera parla di un
clima “rilassato”, roba da pacche sulle spalle, in
Parlamento sulla riforma della professione forense. Cosa
ne pensa?
Tutto ciò ci lascia quantomeno
perplessi.Non riusciamo nemmeno a comprendere come la
riforma della professione forense, che non interessa ai
cittadini se non per gli inevitabili profili negativi,
possa avere così tanta eco ed addirittura godere di un’accellerazione
parlamentare senza precedenti.
Perche’ questa riforma non la convince?
La controriforma non convince alcuno se non
una parte degli addetti ai lavori (avvocati). C’è una
profonda spaccatura tra le autoreferenziali gerarchie
ordinistiche e la base della classe forense. In breve si
tratta di una riforma assai peggiore di quella fascista
del 1933. Qualche settimana fa è stato proprio il
Presidente dell’Antitrust Catricalà a Ballarò su Raitre a
definirla così. Io mi permetto di qualificarla
ulteriormente: una controriforma censocratica, illiberale,
antieuropea. Solo per dirne una, manca colpevolmente nella
proposta, la previsione della partecipazione alle società
professionali da parte dei soci di mero capitale, la qual
cosa invece garantirebbe non solo di ampliare la struttura
degli studi professionali, ma di dare occupazione e
sostegno economico a un maggior numero di giovani
avvocati. L’eventuale mancanza di indipendenza e di
autonomia dell’avvocato, rispetto a chi apporterebbe il
capitale esterno, è una favola a cui non crede più
nessuno, anche perché lo stesso discorso si potrebbe
obiettare per quegli studi legali che vivono sulla base di
“pratiche” ricevute per amicizie politico-elettorali. Agli
studi professionali bisognerebbe dare la possibilità,
essendo considerati imprese a livello comunitario, di
iscriversi alle associazioni imprenditoriali nazionali che
sicuramente difenderebbero meglio gli interessi della base
più di quanto non lo faccia il Consiglio Nazionale
Forense.
Cosa dira’ il 28 novembre?
Il 28 Novembre a Piazza Navona a Roma dalle
ore 15, assieme al mondo dei consumatori ed al mondo
imprenditoriale, daremo voce ai cittadini che vogliono
essere difesi da questo attacco normativo che li colpirà
attraverso una aumento vorticoso delle tariffe, nonchè con
un incremento del contenzioso processuale dovuto al fatto
che, per essere ritenuti esercitanti la professione con
continuità, gli avvocati saranno obbligati ad incardinare
cause anche pretestuose. Ricordiamo con tristezza un altro
tipo di cancellazione dagli albi degli avvocati, non per
questioni di condizioni economiche come in questo caso, ma
per questioni razziali. E’ purtroppo, mutatis mutandis,
storicamente provato – come i giovani avvocati italiani
hanno ricordato nel “Giorno della Memoria” 2009 – che il
Consiglio superiore forense non esitò a rigettare con una
«decisione-standard» e in un’unica serie di sedute tra il
17 e il 19 dicembre 1940 – i ricorsi disperati degli
avvocati ebrei avverso le invereconde cancellazioni
dall’albo ordinario a seguito della famigerata legge
razziale 1054/1939.
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Cronaca | 26/01/2010 | ore 12.32 »
Shoah: Giovani avvocati con stella gialla per ricordare
colleghi ebrei cancellati da albiRoma, 26 gen. (Adnkronos) -
"Domani a Roma, dalle ore 9.30 alle 12.30, in Viale Giulio
Cesare 54/b, all'entrata del Tribunale, una simbolica
delegazione dei Giovani Avvocati Italiani ricordera' i
colleghi ebrei cancellati dagli albi degli avvocati a causa
delle leggi razziali. Per l'occasione effettueremo un
volantinaggio e qualcuno di noi indossera' anche le stelle
di David gialle a ricordo di quell'ignobile avvenimento". Lo
annuncia il presidente dell'Unione Giovani Avvocati Italiani
(Ugai) Gaetano Romano."Nel quasi totale silenzio generale
sul tema, ancora una volta saranno i giovani avvocati a
togliere il velo, in favore della grande opinione pubblica
sugli errori morali, che a nostro parere poi si tramutarono
in orrori, in cui caddero alcune istituzioni forensi
nazionali. E' storicamente provato infatti -spiega Romano-
che il Consiglio Superiore Forense non esito' a rigettare
con una 'decisione-standard', in un'unica serie di sedute
tra il 17 ed il 19 dicembre 1940, i ricorsi disperati degli
avvocati ebrei avverso le loro invereconde cancellazioni
dall' albo ordinario a seguito della legge numero 1054 del
29.06.1939 recante norme in tema di 'Disciplina
dell'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di
razza ebraica'". "Con queste 'decisioni-tipo' quasi si'
aderi' burocraticamente ai principi ispiratori delle leggi
razziali fasciste, e quindi non si salvarono i Colleghi
ebrei, e l'immagine delle istituzioni forensi, da un' onta
ancora oggi pressoche' sconosciuta al grande pubblico. E'
ripugnante ogni tipo di inibizione dell'attivita'
professionale in base a criteri che facciano riferimento
alla razza, al sesso, alla situazione socioeconomica o alla
religione e noi ci batteremo perche' quel tipo di 'selezione
razziale' ,non adeguatamente contrastata in passato da parte
di ordini forensi, non si ripeta mai piu'", conclude il
presidente dell'Ugai.
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http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/164078/
adnkronos
Shoah: Giovani avvocati con stella gialla per ricordare
colleghi ebrei cancellati da albi
Roma, 26 gen. (Adnkronos) - "Domani a Roma, dalle ore 9.30
alle 12.30, in Viale Giulio Cesare 54/b, all'entrata del
Tribunale, una simbolica delegazione dei Giovani Avvocati
Italiani ricordera' i colleghi ebrei cancellati dagli albi
degli avvocati a causa delle leggi razziali. Per l'occasione
effettueremo un volantinaggio e qualcuno di noi indossera'
anche le stelle di David gialle a ricordo di quell'ignobile
avvenimento". Lo annuncia il presidente dell'Unione Giovani
Avvocati Italiani (Ugai) Gaetano Romano. "Nel quasi totale
silenzio generale sul tema, ancora una volta saranno i
giovani avvocati a togliere il velo, in favore della grande
opinione pubblica sugli errori morali, che a nostro parere
poi si tramutarono in orrori, in cui caddero alcune
istituzioni forensi nazionali. E' storicamente provato
infatti -spiega Romano- che il Consiglio Superiore Forense
non esito' a rigettare con una 'decisione-standard', in
un'unica serie di sedute tra il 17 ed il 19 dicembre 1940, i
ricorsi disperati degli avvocati ebrei avverso le loro
invereconde cancellazioni dall' albo ordinario a seguito
della legge numero 1054 del 29.06.1939 recante norme in tema
di 'Disciplina dell'esercizio delle professioni da parte dei
cittadini di razza ebraica'". "Con queste 'decisioni-tipo'
quasi si' aderi' burocraticamente ai principi ispiratori
delle leggi razziali fasciste, e quindi non si salvarono i
Colleghi ebrei, e l'immagine delle istituzioni forensi, da
un' onta ancora oggi pressoche' sconosciuta al grande
pubblico. E' ripugnante ogni tipo di inibizione dell'attivita'
professionale in base a criteri che facciano riferimento
alla razza, al sesso, alla situazione socioeconomica o alla
religione e noi ci batteremo perche' quel tipo di 'selezione
razziale' ,non adeguatamente contrastata in passato da parte
di ordini forensi, non si ripeta mai piu'", conclude il
presidente dell'Ugai.
(Sin/Col/Adnkronos)Amministratore del Forum
GiovaniAvvocati
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La capitale celebra la Giornata della
Memoria. Con un’iniziativa dopo l’altra. Per non
dimenticare.
In mattinata è il ministro della Gioventù Giorgia Meloni a
dare il via alla girandola di eventi con una visita ai
bambini della scuola elementare Palatucci dove, assieme al
Fondo nazionale ebraico per l’ambiente, ha commemorato le
vittime della violenza nazifascista. «Ricordiamo la barbarie
più terribile della storia nell’anniversario della sua fine
- ha detto il ministro - consapevoli che non siamo poi così
lontani dall’Olocausto perché la violenza serpeggia
costantemente intorno a noi: il nostro dovere della memoria
è anche quello di essere oggi delle sentinelle e di prendere
esempio da chi ha fatto una scelta diversa». Al Quirinale,
invece, sono state premiate le scuole vincitrici del
concorso «I giovani ricordano la Shoah», alla presenza, tra
gli altri, del sindaco Gianni Alemanno, del presidente della
Provincia Nicola Zingaretti e del vicepresidente della
Regione Esterino Montino. Sempre in mattinata, una
delegazione dell’Unione nazionale giovani avvocati ha
esibito le stelle di David all’ingresso del Tribunale per
ricordare i colleghi ebrei cancellati dagli albi per effetto
delle leggi razziali.Il giorno della Memoria è stato scelto
anche per inaugurare una mostra documentale al Museo storico
della Liberazione, che rimarrà aperta fino al 14 febbraio,
sulla prostituzione forzata nei lager, un volto inedito
della follia nazista. L’esposizione approda per la prima
volta in Italia grazie alla cooperativa sociale «Be Free» e
il patrocinio dell’università Roma Tre.
Il sindaco Alemanno ha preso parte inoltre ad una cerimonia,
nel campo nomadi Casilino 900, per ricordare il «Porrajmos»,
lo sterminio dei rom e dei sinti che morirono assieme agli
ebrei nei campi. Erano esposti cartelli che raccontavano la
tragica storia ed è stato proiettato il documentario
«Lacrime di memoria» per non dimenticare ciò che successe
durante la seconda guerra mondiale. «Oggi è il giorno della
Memoria - ha detto il primo cittadino - e dobbiamo ricordare
che l’Olocausto non fu solo quello degli ebrei, ma ci sono
stati altri stermini che hanno riguardato i rom, i sinti,
gli omosessuali, i disabili». Per ricordare che le
deportazioni non colpirono solo ebrei e prigionieri
politici, ieri sera una fiaccolata è partita dall’Esquilino
e ha raggiunto via degli Zingari. Nel corteo anche il
sindaco. Nel pomeriggio, invece, nella sala della
Protomoteca del Campidoglio, una piece teatrale dal titolo
significativo «La stella sul cappotto» ha offerto
l’occasione per una riflessione sugli stermini nazisti.
Sempre in Campidoglio Mario Limentani, ebreo romano
sopravvisuto a Mauthasen ha incontrato la nipote della
principessa Mafalda di Savoia, morta a Buchenwald nel ’44,
che poi si è intrattenuta brevemente con Alemanno.
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RIFORMA FORENSE: Giovani avvocati pronti a
cancellarsi dalle liste del gratuito patrocinio
Non solo una manifestazione sabato prossimo nel
cuore di Roma, a piazza Navona. Contro la riforma
dell'ordinamento forense, approvata dalla Commissione
Giustizia del Senato e da loro giudicata «illiberale e
medievale», i legali aderenti all'Unione Giovani Avvocati
Italiani sono pronti a cancellarsi dalle liste delle difese
d'ufficio e quelle per il gratuito patrocinio. «La
riforma approvata in commissione giustizia senato produrrà
un aumento delle tariffe per i consumatori e le imprese,
spese e nuove incombenze per la base della classe forense ed
un aumento del contenzioso processuale» accusa il
presidente, Gaetano Romano, che punta l'indice in
particolare contro alcune disposizioni. «Vi sono norme
aberranti - dice - come quella sulla continuità
professionale che produrrà un aumento vorticoso di
contenzioso processuale ,dato che circa 50.000 avvocati, pur
di rimanere iscritti all'albo, saranno costretti ad
incardinare cause pretestuose contro i cittadini. E sempre
nell'ottica della minore concorrenza e dell'aumento delle
tariffe è l'abolizione sostanziale della possibilità di
diventare avvocato cassazionista per anzianità
professionale. Il numero di cassazionisti si ridurrà
drasticamente obbligando i cittadini a rivolgersi ad un
numero ristretto di patrocinatori in cassazione che saranno
liberi di applicare un tariffario altamente neroso». (D.Ca.)
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TUTTO IL RESOCONTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 28.11.2009
.........sugli avvocati incombe la scure di una riforma
“corporativa” e “per censo”, voluta dall’Oua, Organismo
unitario dell’avvocatura, e dal suo padre padrone Maurizio
De Tilla, ma fortemente avversata sia dall’Unione delle
camere penali italiane, che contestano tout court che l’Oua
rappresenti altri che sé stessa, sia dai civilisti. Fare
infatti decadere dal diritto di svolgere il proprio lavoro
chi non raggiunge un determinato reddito annuo appare una
cosa un po’ illogica nel momento che tutti in Italia tirano
i remi in barca. Ma tant’è. Sabato comunque i
giovani avvocati sono scesi in piazza non tanto contro il
governo e non solo contro questa riforma, ma proprio contro
l’Oua di De Tilla. Ne vedremo e sentiremo delle
belle..........
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La legge "cancella avvocati" e la civile e corretta protesta
dei giovani legali italiani contrari alla sua approvazione.
Mercoledì 27 Gennaio 2010 20:53 Eugenio Gargiulo
Legge “cancella avvocati” che non raggiungono
un reddito minimo “fatturato”, e che non svolgono la
professione in modo continuativo : “monta” la protesta dei
giovani legali in tutta Italia
In tutta Italia si è mobilitata la civile e corretta
protesta dei “giovani avvocati”, nonchè di quei “legali” che
esercitano saltuariamente la professione, contro il disegno
di legge, contenuto nella più ampia cosiddetta "Riforma
Alfano" , in tema di giustizia , che ha come finalità
principale la cancellazione dall’albo degli avvocati di
tutti quei professionisti che, nel corso dell’anno fiscale,
non abbiano “fatturato” per un minimo reddito, deciso di
volta in volta dai vari Ordini Forensi territoriali, o che
gli stessi Consigli dell’Ordine abbiano “riscontrato” non
esercitare il “mestiere di avvocato” in modo continuativo
.La norma in questione , contenuta nel disegno di legge
attualmente al vaglio della Commissione Giustizia al Senato,
è una norma palesemente classista ed illiberale, ed è stata,
subito, “ribattezzata” ironicamente con la definizione di
“legge sfolla-avvocati”, poiché propone, per l’appunto, la
cancellazione dall’albo dell’Ordine Forense di appartenenza
di quei legali che non raggiungano un minimo di guadagno
annuale.L’introduzione di tale norma è stata “giustificata”
da chi l’ha “ideata” , “spacciandola” come un utile sistema
per contrastare l’evasione fiscale della classe forense, ma
rischia, in realtà, esclusivamente di “tagliare fuori dal
mercato del lavoro” i giovani avvocati che,
fisiologicamente, durante i primi anni della loro
professione, non possono sperare di guadagnare chissà
quanto, perché non possono “contare e fare affidamento” su
una sufficiente clientela, capace di assicurare loro un
minimo di entrate reddituali annue garantite . E che dire di
quegli avvocati che ,anche non più giovani, non esercitano
la professione in modo continuativo e tale da garantirgli
sufficienti entrate per i più svariati motivi , come
l’occuparsi in modo principale di altro nella vita o, cosa
ancor più grave, per seri motivi di salute.Correttamente, da
più parti, è stato osservato che gli evasori, tra gli
avvocati , non si rinvengono tanto nelle categorie dei
giovani legali ,quanto più in quei loro “colleghi” che
,magari, dichiarano un reddito da 30 mila euro l’anno, ma
possono poi permettersi l’affitto di uno studio ampio ed
elegante in pieno centro a Roma, o a Milano.La norma, “pomo
della discordia” tra colleghi più titolati ed anziani con
quelli appena “affacciatisi” nel non più “dorato mondo
dell’avvocatura” , appare ,senza ombra di dubbio, ingiusta
e, probabilmente, “anticostituzionale” , poiché tende a
“sottrarre” un titolo professionale e “culturale”, che non è
stato “acquistato”, come una qualsiasi “licenza di vendita
commerciale” , bensì è stato “guadagnato” tramite il
superamento di un esame di stato , tutt’altro che semplice,
e che “porta via”, nella migliore delle ipotesi (ovvero
quando non si è bocciati, e quindi lo si debba “ripetere”
l’anno successivo) ben tre anni di vita di un giovane
laureato in giurisprudenza, che intenda “acquisire” il
“nobile titolo di avvocato”.Se “passasse” questa norma non
sarà più possibile,quindi, per un qualsiasi avvocato neppure
decidere quanto e come lavorare, quante cause seguire, e
quando voler esercitare, poiché ,per legge, gli Ordini
potranno decidere chi cancellare dall'albo degli avvocati in
base a criteri di reddito territoriali, preventivamente
fissati all’inizio dell’anno.Ma molti altri sono i motivi a
sostegno della protesta dei giovani legali contro questa
assurda riforma , come , ad esempio, l’ingiustificato
aumento del controllo fiscale "autoritario" sui redditi
degli avvocati da parte degli Ordini che , secondo la
proposta del Consiglio Nazionale Forense, potranno, se
passerà la legge de quo, consultare anche gli Uffici
Tributari, con grave violazione della “privacy” dei singoli
professionisti iscritti negli albi.Quei grandi studi
legali,poi, che non vorranno aumentare la retribuzione nei
confronti dei “colleghi avvocati dipendenti” , garantendogli
quel minimo reddito utile previsto dalla "Riforma Alfano",
potranno impedire, di fatto, a questi ultimi di potere
rimanere iscritti nell'albo degli avvocati, eliminando
potenziale futura concorrenza e “prendendo per la gola” chi
voglia continuare a “far parte” dello staff di quello studio
professionale.Una delle gravi conseguenze della norma, dal
punto di vista deontologico, potrebbe ,inoltre, essere la
“corsa all'accaparramento di clientela” che si innescherebbe
, con grave turbamento dei rapporti di civile convivenza tra
colleghi, al fine di evitare la “ghigliottina” della
cancellazione a fine anno per il mancato raggiungimento del
reddito minimo.In Italia è la seconda volta che rischia di
entrare in vigore una legge che “agevola” la cancellazione
di avvocati dall’albo: la prima volta capitò per gli
avvocati italiani-ebrei a seguito della promulgazione delle
cosiddette “leggi razziali”; la seconda potrebbe accadere
qualora sia approvato il testo attualmente in Commissione
Giustizia al Senato.Ecco perché soprattutto le associazioni
rappresentative dei “giovani avvocati italiani” come l’
U.G.A.I. (Unione Giovani Avvocati Italiani - vedi
www.ugai.it)
hanno invitato ed esortano i “colleghi” ad inviare e far
inviare fax di protesta contro tale legge, in primo luogo,
al numero 06 6791131 (uno dei fax della Presidenza del
Consiglio dei Ministrii); ma anche,in aggiunta, al numero di
fax 06.68897951 (uno dei fax del Ministro della Giustizia
On. Angelino Alfano); ed infine ai numeri 06 67063660
(Commissione Giustizia del Senato) ed 06 6795350
(Commissione Giustizia della Camera) con oggetto “Avvocati
uniti contro la cancellazione dall'albo per mancata
continuità professionale e reddito minimo fatturato
conseguito”.Questo Governo aveva promesso una riforma della
Giustizia che assicurasse tempi più rapidi e certezza del
diritto, nonché più posti di lavoro per i giovani. Invece di
rispettare tali “proclami elettorali” ,magari, assumendo
giovani laureati ed avvocati come cancellieri di Tribunale e
Giudici Onorari , il Parlamento sta solo per “introdurre”
termini di decadenza per i processi, senza aumentare il
personale nei Palazzi di Giustizia; ed ora cerca ,perfino,
di “cancellare” un titolo professionale che , quanto meno,
consente a qualche giovane laureato di avere la
“potenzialità” di “mettersi in tasca qualcosa” esercitando
il nobile ed antico “mestiere” di avvocato!
Foggia, 27 gennaio 2010
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COMUNICATO STAMPA PD
Per la liberalizzazione delle professioni. No alla
contro-riforma della professione forense
Il disegno di legge sulla professione forense approvato dal
PdL e dalla Lega in Commissione Giustizia al Senato è un
evidente passo indietro rispetto alle norme introdotte dal
Ministro Bersani nel 2006. Se il testo diventerà legge, ne
faranno le spese i cittadini, le imprese ed i giovani
avvocati. La contro-riforma peserà negativamente
sull'equità, sulla mobilità sociale, sulla distribuzione del
reddito e sulla competitività dell'Italia.È un arretramento
la re-introduzione delle tariffe minime. È un arretramento
il ripristino dell'esclusiva nella conciliazione e in
materia di consulenza. È un arretramento l'innalzamento di
ulteriori barriere per l'accesso e per l'affermazione dei
giovani avvocati nella professione. Non si fanno passi
avanti sulla retribuzione dei praticanti durante il
tirocinio, sulla partecipazione gratuita ai corsi di
preparazione, sulle spese per l'aggiornamento,
sull'eliminazione delle discriminazioni di genere
nell'esercizio della professione, sui conflitti d'interesse
tra mandato parlamentare e svolgimento della professione.Il
Partito Democratico è per una riforma organica di tutti gli
ordini professionali e di tutte le professioni secondo i
principi guida contenuti nelle misure di liberalizzazione
realizzate nel 2006 dal Governo Prodi. Procedere, come fa il
Governo e la maggioranza, per interventi su singoli ordini e
su singole professioni rafforza le spinte corporative e di
restaurazione, come denunciato anche dal Presidente
dell'Autorità Anti-trust. La battaglia del Pd per la
modernizzazione di tutti gli ordini e di tutte le
professioni e contro la “contro-riforma” della professione
forense proseguirà in aula al Senato. Sabato pomeriggio
saremo presenti in Piazza Navona a Roma alla manifestazione
dell'Unione Giovani Avvocati Italiani.
Stefano Fassina, Segreteria Nazionale PdStefano Fassina
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Roma, 27 nov. (Adnkronos) - "A causa del cantiere con gli
stand natalizi posti in Piazza Navona dal sindaco Gianni
Alemanno, la manifestazione nazionale contro la riforma
forense, di cui avevamo dato il preavviso ad inizio
novembre, si terra' a Piazza Farnese". E' quanto lamenta il
presidente del'Unione giovani avvocati italiani, Gaetano
Romano, che aggiunge: "Rimaniamo sinceramente dispiaciuti
per avere dovuto spostare la sede della manifestazione, dato
che colleghi e cittadini erano gia' venuti a conoscenza di
questo evento a Piazza Navona attraverso i mass media
nazionali"."In ogni caso, domani, alle 15.30 a Piazza
Farnese, si terra' la manifestazione contro una riforma
forense che e' stata anche definita peggiore di quella
fascista degli anni '30 -continua Romano- durante la
manifestazione una piccolissima delegazione lascera'
possibilmente Piazza Farnese, alle ore 16, per gettare a
terra, nello spazio antistante Palazzo Chigi, per qualche
minuto, le proprie toghe in segno di protesta contro la
riforma forense. Con questo gesto dimostrativo e pacifico -
aggiunge- vogliamo sensibilizzare tutti sulla necessita' che
si ritiri integralmente la riforma forense contro i
cittadini e la base degli avvocati e che si prenda in
considerazione la possibilita' di dar vita eventualmente ad
una riforma europea, liberale e moderna"."L'altra iniziativa
di cui si discutera' in Piazza Farnese - conclude Romano-
sara' quella della possibile autocancellazione legittima
dalle liste delle difese d'ufficio e da quelle per il
gratuito patrocinio, qualora questa controriforma dovesse
giungere davvero nelle aule repubblicane".
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La manifestazione degli avvocati (Ansa)
ROMA - Giornata di protesta dei giovani avvocati contro la
riforma della professione forense prevista dal ddl Alfano. I
giovani legali dell'Ugai hanno cominciato a radunarsi nel
pomeriggio a Piazza Farnese, a Roma, per un sit-in di
protesta al quale hanno aderito, tra gli altri, i giovani
del Pd e dell'Idv, i Radicali Italiani e numerose
associazioni di consumatori. Una delegazione di giovani
avvocati, sempre nel pomeriggio, si recherà a Piazza Colonna
per deporre le proprie toghe davanti Palazzo Chigi perchè -
afferma Gaetano Romano, presidente dei giovani avvocati -
«per noi la professione è finita», se passerà così com'è il
ddl approvato in Commissione giustizia al Senato.
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Roma, 28 nov. (Adnkronos) - "Aderiamo convintamente alla
manifestazione promossa oggi a Roma dall'Ugai e dalle altre
organizzazioni dei giovani avvocati che manifestano contro
il disegno di legge, in corso di approvazione, che mira
solamente a conferire ai consigli dell'ordine enormi poteri
di vigilanza e direzione". Ad annunciarlo e' Carmelo Lentino,
segretario nazionale di Giovani Insieme in merito alla
manifestazione dell'Unione dei Giovani avvocati italiani che
si e' svolta oggi a Roma.
"Si cerca con questo provvedimento -continua Lentino- sia a
restringere le possibilita' di accesso alla professione che
all'eliminazione di molti avvocati gia' iscritti all'Albo,
trasformando i consigli dell'Ordine in veri e propri
controllori fiscali. E' uno scempio che deve essere
cambiato".
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http://www.ivanscalfarotto.it/?p=4651
VicePresidente PD
Non è un paese per giovani (avvocati)
Nel disastro di un mercato del lavoro che mette i giovani
italiani in una situazione dove anche la dignità (oltre
che il diritto) pare persa per sempre, i giovani
professionisti, e gli avvocati tra di loro, sono tra i più
vessati e derelitti. Costretti a anni e anni di pratica,
ad un esame in alcune sedi praticamente impossibile (vedi
alla voce Gelmini), pagati nulla o quasi nulla e senza
nessun diritto, messi nelle condizioni di non misurarsi
mai con il mercato, protagonisti di un meccanismo di casta
dove la professione si passa il più delle volte di padre
in figlio, i giovani avvocati sono scesi in piazza per
contrastare una proposta di riforma delle professioni che
li penalizza ancora, rafforzando ulteriormente il ruolo di
quei vecchi e inspiegabili arnesi che sono gli ordini
professionali. Chiunque abbia a cuore l’apertura e la
modernizzazione di questo paese non può che solidarizzare
con loro.
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http://www.stato-oggi.it/archives/000100047.html
GIUSTIZIA: ORLANDO (PD), CON I GIOVANI AVVOCATI CHE
MANIFESTANO
(AGI) - Roma, 28 nov. - “Il Partito Democratico segue con
molto interesse la manifestazione che si sta svolgendo
contro la proposta di riforma della professione Forense
recentemente licenziata dalla commissione Giustizia del
Senato, e credo che debbano essere tenute in considerazione
molte delle istanze avanzate dall Unione Giovani Avvocati
Italiani”. Lo ha dichiarato in una nota Andrea Orlando,
presidente Forum giustizia del Partito Democratico.
“Nei prossimi passaggi dell iter parlamentare del testo in
discussione pensiamo si debbano apportare diverse
correzioni”, ha aggiunto, “organizzeremo per questo, nei
prossimi giorni, occasioni di confronto con l UGAI e con le
altre associazioni dell’avvocatura per definire le
iniziative in proposito”. (AGI) Com/Sab
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http://www.aziende-oggi.it/archives/00057428.html
AVVOCATURA: MANIFESTAZIONE GIOVANI AVVOCATI CONTRO RIFORMA
(AGI) – Roma, 28 nov. – Manifestazione oggi pomeriggio dell’Ugai
(Unione dei Giovani Avvocati Italiani) in Piazza Farnese,
per esprimere pubblicamente – come ha detto il Segretario
avv.Ivano Lusso – ‘il proprio “no” alla controriforma
forense voluta dal Ministro Alfano e dalle gerarchie
ordinistiche. La manifestazione nazionale, organizzata
nell’imminenza dell’approvazione della riforma, e’ solo la
prima forma di protesta – estemporanea – a cui seguiranno
ulteriori iniziative piu’ incisive’. Ha parlato anche il
presidente nazionale avv. Gaetano Romano e sono intervenuti
i giovani del PD e dell’IDV, i Radicali Italiani e altre
associazioni. Nel corso della manifestazione una delegazione
composta da cinque avvocati si e’ recata davanti
Montecitorio dove hanno lanciato in modo simbolico le
proprie toghe in segno di protesta contro la riforma
forense.Secondo l’Ugai, ‘la controriforma forense, approvata
in Commissione Giustizia al Senato della Repubblica, farebbe
retroagire il sistema professionale italiano al periodo
pre-liberalizzazioni del governo Prodi. Danneggiati dalla
riforma saranno non solo i circa 50.000 gli avvocati (perlopiu’
giovani) cancellati dagli albi professionali (a causa della
normativa sulla continuita’ professionale), ma anche
studenti, tirocinanti, consumatori ed imprese’. (AGI)
Red
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sab dic 05, 2009 6:22 pm
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=90352
Avvocati: Fassina, "No alla contro-riforma della professione
forense"
Dichiarazione di Stefano Fassina, segreteria nazionale del
Pd
Il disegno di legge sulla professione forense approvato dal
Pdl e dalla Lega in Commissione Giustizia al Senato è un
evidente passo indietro rispetto alle norme introdotte nel
2006 dall’allora ministro Bersani. Se il testo diventerà
legge, ne faranno le spese i cittadini, le imprese ed i
giovani avvocati. La contro-riforma peserà negativamente
sull'equità, sulla mobilità sociale, sulla distribuzione del
reddito e sulla competitività dell'Italia.È un arretramento
la re-introduzione delle tariffe minime. È un arretramento
il ripristino dell'esclusiva nella conciliazione e in
materia di consulenza.È un arretramento l'innalzamento di
ulteriori barriere per l'accesso e per l'affermazione dei
giovani avvocati nella professione. Non si fanno passi
avanti sulla retribuzione dei praticanti durante il
tirocinio, sulla partecipazione gratuita ai corsi di
preparazione, sulle spese per l'aggiornamento,
sull'eliminazione delle discriminazioni di genere
nell'esercizio della professione, sui conflitti d'interesse
tra mandato parlamentare e svolgimento della professione.Il
Partito Democratico è per una riforma organica di tutti gli
ordini professionali e di tutte le professioni secondo i
principi guida contenuti nelle misure di liberalizzazione
realizzate nel 2006 dal Governo Prodi.Procedere, come fa il
Governo e la maggioranza, per interventi su singoli ordini e
su singole professioni rafforza le spinte corporative e di
restaurazione, come denunciato anche dal Presidente
dell'Autorità Anti-trust.La battaglia del Pd per la
modernizzazione di tutti gli ordini e di tutte le
professioni e contro la “contro-riforma” della professione
forense proseguirà in aula al Senato.Sabato pomeriggio
saremo presenti a Piazza Farnese a Roma alla manifestazione
dell'Unione Giovani Avvocati Italiani
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http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=90397
Giustizia: Fassina, “Il Governo e la maggioranza ascoltino i
giovani avvocati”
“La manifestazione di oggi promossa dall’Unione Giovani
Avvocati Italiani e’ un importante segnale di speranza per
chi ritiene che la liberalizzazione delle professioni deve
andare avanti. Hanno ragione, i giovani avvocati, a chiamare
‘controriforma’ il disegno di legge sulla professione
forense approvato dal PdL e dalla Lega in Commissione
Giustizia al Senato. Se il testo diventerà legge, ne faranno
le spese anche i cittadini e le imprese. Il Governo e la
maggioranza ascoltino le richieste dei giovani
avvocati”.Così Stefano Fassina della Segreteria Nazionale
del Partito Democratico.“La re-introduzione delle tariffe
minime, il ripristino dell'esclusiva nella conciliazione e
in materia di consulenza, l'innalzamento di ulteriori
barriere per l'accesso e per l'affermazione dei giovani
avvocati nella professione riportano la regolazione della
professione di avvocato indietro anche rispetto alla
normativa precedente alle riforme Bersani.Il presidente
dell’Anti-trust giustamente a richiamato le corporazioni
medievali per denunciare quanto avviene. Vanno, invece,
fatti passi avanti sulla retribuzione dei praticanti durante
il tirocinio, sulla partecipazione gratuita ai corsi di
preparazione, sulle spese per l'aggiornamento,
sull'eliminazione delle discriminazioni di genere
nell'esercizio della professione, sui conflitti d'interesse
tra mandato parlamentare e svolgimento della
professione”.“La battaglia del Pd -conclude Fassina- per la
modernizzazione di tutti gli ordini e di tutte le
professioni e contro la “contro-riforma” della professione
forense proseguirà in aula al Senato”
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La chiamano riforma, ma è un attacco allo spirito del Popolo
della Libertà
Inserito il 28 novembre 2009
LUCA SCUDIERO
http://www.libertiamo.it/2009/11/28/la-chiamano-riforma-ma-e-un-attacco-allo-spirito-del-popolo-della-liberta/
- E la chiamano riforma. Ma il nuovo ordinamento forense in
discussione presso la Commissione Giustizia del Senato è
definibile come tale? ........................... Per questa
ragione oggi pomeriggio Libertiamo parteciperà alla
manifestazione di protesta organizzata dall’Unione dei
Giovani Avvocati Italiani contro la contro – riforma della
professione forense in discussione al Senato. “La
manifestazione di oggi – spiega Gaetano Romano, presidente
di UGAI – servirà a dar voce ai cittadini ed alla base della
classe forense chiedendo unanimemente il ritiro in toto
della controriforma forense. Non c’è spazio di discussione
su un testo inaccettabile e contenutisticamente, a nostro
parere, di ispirazione quasi fascista. La base
dell’avvocatura, colpita dalla riforma, deciderà oggi anche
eventuali ulteriori clamorose iniziative di protesta
democratica”. PdL, cui prodest?
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Questa riforma Alfano , per noi FAVOREVOLE ALLE
GERARCHIE ORDINISTICHE ma CONTRARIA ALLA BASE
DELL'AVVOCATURA , è supportata oltre che dal Consiglio
Nazionale Forense, anche da alcune associazioni forensi (UCPI,OUA,Camere
Civili,AIGA,ANF etc).Sono già partiti in poche settimane
migliaia di fax dai Colleghi di tutta Italia, ma è
necessario implementare ancora di più la protesta anche con
l'aiuto ,se possibile, di questo gruppo.Vi invitiamo quindi
,non solo ad inviare, ma anche a sollecitare , non solo
ovviamente gli altri Colleghi , ma anche i Vostri familiari,
parenti, amici, conoscenti a solidarizzare con la nostra
protesta e quindi ad inviare quanti più fax possibili
Vi invitiamo quindi ,non solo ad inviare, ma anche a
sollecitare , non solo ovviamente gli altri Colleghi , ma
anche i Vostri familiari, parenti, amici, conoscenti a
solidarizzare con la nostra protesta e quindi ad inviare
quanti più fax (anche dai luoghi professionali, da casa etc).
Per chi non possedesse un suo fax ,ovviamente è possibile
inviarli da negozi per invio fax,cartolerie, centri telecom
etc.
Inviare e far inviare in primo luogo i fax di protesta al
numero 06 6791131 (uno dei fax diretti del Presidente del
Consiglio On. Silvio Berlusconi).
In aggiunta, ma dopo quelli inviati al Premier, è possibile
inviare i fax allo 06.68897951 (uno dei fax del Ministro
della Giustizia On. Angelino Alfano)
Tutti fax con questo oggetto ed eguale contenuto
Oggetto :Uniti contro qualunque riforma forense
Alla C.A. Ill.mo Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi
Preg.mo Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano
Contenuto: Con il presente fax esprimo la mia più totale
avversione per qualunque riforma della professione di
avvocato
Distinti Saluti
Nome e cognome.......
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In aggiunta ai fax di cui sopra inviare e far inviare un fax
al numero 06 6795350 (Commissione Giustizia della Camera)
con questo oggetto ed eguale contenuto
Oggetto :Uniti contro qualunque riforma forense
Alla C.A. Ill.mi Componenti Commissione Giustizia
Contenuto: Con il presente fax esprimo la mia più totale
avversione per qualunque riforma forense
Distinti Saluti
Nome e cognome.......
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LA PROTESTA SU FACEBOOK
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DAL SITO DELLA CORRENTE DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE
DELL' ANM
Sono fra i colleghi il cui intervento all'Assemblea ANM del
16 gennaio é stato "tagliato" per problemi di tempo. Poco
male, perchè da una parte il gran numero di interventi é
stato segno di enorme interesse, dall'altra col passare
delle ore le cose più importanti che dovevo dire sono state
tutte esposte da altri.
Sento però l'esigenza di rimarcare un argomento in
particolare che mi sta a cuore, che é stato peraltro già
sottolineato dal cons. Pepino e dal Procuratore di Palermo.
Lo svuotamento delle Procure é con alta probabilità un
progetto importante del Governo attuale, collegato non
soltanto al fine dell'indebolimento del principio
dell'obbligatorietà dell'azione penale (come ha osservato il
cons. Berruti) ma soprattutto al fine, molto più concreto ed
in linea con i modi di agire del partito-azienda (alias
regno), di "sistemare" i miles et centuriones.
Afferma l'avvocato Gaetano Romano, Presidente dell'U.G.A.I.
(Unione Giovani Avvocati Italiani), nel contestare la
riforma forense ancora all'esame del Parlamento, che prevede
una serie di sacrosanti paletti e rafforza oneri
preesistenti, nel tentativo di regolamentare l'accesso alla
professione forense ed il suo esercizio: "si tratta, a
nostro parere, di un'innovazione diretta contro gli iscritti
dell'albo e favorevole ai componenti degli ordini. E' triste
notare che con la riforma contro la base degli avvocati il
Governo stia tradendo una categoria che con molta
probabilità ha votato in modo quasi compatto l'attuale
maggioranza parlamentare (...)" (http://www.newslinet.it/notizie/riforma-forense-unione-giovani-avvocati-italiani-rischio-aumento-contenziosi-pretestuosi-imp).
Ritengo che l'attuale maggioranza abbia fatto promesse forti
ai giovani avvocati (troppi, poveri, e desiderosi di lustro
e ricchezze, spesso bisogna dirlo avviliti dal non essere
riusciti a passare un concorso pubblico) ed alla
magistratura onoraria.
Ora l'U.G.A.I. (che rappresenta anche una parte
significativa della magistratura onoraria) preme, con
manifestazioni di piazza, raccolte di firme, editoriali,
raccolta di consenso tramite pagine facebook, e ostacola le
riforme.
Anche la magistratura ordinaria, intendiamoci, preme e
ostacola le riforme, ma non trattasi credo di categoria che
può avere "votato in modo quasi compatto l'attuale
maggioranza parlamentare".
Giovani avvocati e magistratura onoraria devono essere
sistemati, rabboniti, e se le Procure si desertificano per
mancanza di buona volontà e senso dello Stato dei magistrati
ordinari, si sopperisce col reclutamento straordinario, e si
colgono due piccioni con una fava, perchè si spera che i
miles et centuriones siano più controllabili e meno attenti
ai principi costituzionali, e perchè a questo punto la
separazione delle carriere diventa più facile.
L'apparente irragionevolezza delle recenti scelte
legislative (o meglio governative!) cade se si lascia la
ragion di stato e si guarda alla ragion di partito-regno.
Ecco allora spiegate le contraddizioni apparenti fra il
divieto di andare in Procura per i magistrati giovani e
l'obbligo di andarci a seguito di trasferimento d'ufficio,
in applicazione fra l'altro di norme farraginose - come ben
hanno spiegato in assemblea alcuni colleghi - che rendono
gli stessi trasferimenti d'ufficio difficili se non
impossibili per diverse regioni d'Italia.
Il Governo e la maggioranza parlamentare non ha partecipato
all'assemblea, perchè hanno preparato una trappola. Noi
gridiamo aiuto aiuto le Procure si svuotano (come dobbiamo)
e protestiamo contro la normativa sui trasferimenti
d'ufficio (come dobbiamo) smontandone con ragionamenti
complessi le complicazioni, il Governo risponderà in mala
fede, ma con parole poche e chiare: le Procure si svuotano,
voi non collaborate, siamo costretti al reclutamento
straordinario.
D'altra parte la strategia dei due piccioni con una fava i
nostri Illuminati l'hanno già sperimentata in Sardegna col
G8: quando l'Abbruzzo é stato colpito dal terremoto non
erano disponibili i fondi necessari per farvi fronte, ma
c'erano i fondi del G8, non potendo spostare il terremoto
alla Maddalena hanno spostato il G8, e hanno beneficiato
anche della motivazione morale...
Sarebbe opportuno che la Giunta ANM si consulti con i due
relatori che hanno introdotto il tema "reclutamento
straordinario" in assemblea, ed esterni il problema per
tentare di smontare la trappola.
grazie per l'attenzione,
Maria Angioni
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