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I GIOVANI PROFESSIONISTI ITALIANI UNITI:MANIFESTO FIRMATO DALL'A.N.P.A. INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DEI GIOVANI MEDICI, DEI FARMACISTI, DALL'ASSOCIAZIONE PROFESSIONISTI EUROPEI PRESIEDUTA DAL DOTT. ING. ELENA ZUNINO E DAI GIOVANI ARCHITETTI

 
Il Sole 24 Ore del 07.04.2006 a pg. 27 ,in esclusiva tra tutti i quotidiani economico-politico-giudirici italiani, ha dato notizia di un documento unitario sottoscritto unitariamente dalle Associazioni di Giovani Professionisti (A.N.P.A, Associazione Professionisti Europei Laureati, Associazione Giovani Medici Italiani,Comitato di Difesa degli Architetti e Movimento Nazionale Liberi Farmacisti).
Per la prima volta Giovani Avvocati,Giovani Ingegneri,Giovani Architetti,Giovani Medici, e Giovani Farmacisti chiedono in modo unitario di rendere anche più flessibile l'accesso alle professioni e di abolire le tariffe professionali.
 
 

ALBI, I GIOVANI ALL'ATTACCO della Dott.ssa Angela Manganaro

Alla vigilia del voto si riaccende il dibattito sugli Ordini e sui problemi della giustizia

MILANO. Sono tra gli appuntamenti mancati di questa legislatura: la rivisitazione del Codice penale e di procedura penale, così come l'assetto complessivo del modello professionale. Giustizia e professionisti - in quest'ultimo caso, soprattutto i giovani – chiedono di entrare -tra le priorità della prossima legislatura. Con impegni precisi. L'Unione delle Camere penali e l' Oua (si vedano le interviste riportate sotto) rilanciano la necessità di chiudere il riordino dei Codici, la separazione delle carriere e l'attuazione del «giusto processo». Mentre i giovani professionisti chiedono un'iniezione coraggiosa di concorrenza. A muovere sulla scacchiera della liberalizzazione sono cinque associazioni di giovani professionisti che chiedono di «affrancare l'economia italiana da rendite di posizione corporative» per «non sacrificare intere generazioni sull'altare di interessi particolari». Avvocati, medici, ingegneri e architetti tra i 30 e 40 anni e farmacisti non titolari di farmacie firmano, per la prima volta, un documento unico, l' «Appello al Governo che verrà». Chiedono di aprire il mercato alla meritocrazia, di abolire le tariffe minime ed eliminare i divieti su pubblicità e società interdisciplinari. Dietro l'appello c'è il malessere per regole d'accesso e d'esercizio «che falsano la concorrenza», tirocini lunghi «che si traducono in sfruttamento», tariffe che impediscono ai nuovi arrivati di competere, dubbi su funzioni e rappresentatività degli Ordini. Sono innanzitutto tariffe e limiti di accesso a penalizzare i giovani. Per Marco De Allegris, del direttivo Codiarch (Comitato di difesa degli interessi degli architetti), «non è possibile continuare a usare l'esame di Stato come strumento per regolare l'ingresso sul mercato. E poi, la Comunità europea e il trattato di Lisbona ci chiedono di eliminare le tariffe minime che permettono ai pigri di ottenere lo stesso compenso di chi si impegna». Secondo Gaetano Romano, presidente dell' Associazione nazionale praticanti e avvocati (Anpa), «l'esame di Stato è contraddittorio: decidono sui futuri competitori del mercato altri concorrenti che già esercitano. Lo stesso vale per le tariffe che impediscono ai nuovi arrivati di competere».Elena Zunino, presidente dell'Ape (Associazione professionisti europei laureati), aggiunge: «Come si fa a competere con chi ha 40 anni di esperienza a parità di prezzo? Per chi non è figlio d'arte è difficile esercitare: meccanismi medievali e nepotismo vincono sulla meritocrazia».E di merito parla anche Alessandra Bagnoli, presidente dell' Associazione giovani medici italiani: «Chiediamo che vengano riconosciute le specializzazioni come criteri di selezione nei concorsi e meccanismi che impediscano di far vincere figli di primari grazie a bandi ad personam che escono da un giorno all'altro». Ma sul "banco degli imputati" c'è anche il ruolo degli Ordini professionali.Fabio Romiti, vicepresidente del Movimento nazionale liberi farmacisti, attacca: «Siamo fermi a una predeterrninazione del numero delle farmacie con una legge del 1934 che alimenta una rendita di posizione dei titolari di generazione in generazione. L'Ordine non dovrebbe avere funzioni di regolatore ma solo garantire la preparazione degli iscritti». Gli fa eco De Allegris: «L'Ordine degli architetti è un'istituzione politica, ma a cosa serve? La soluzione è che diventi un' Authority di controllo del codice di condotta, ma in questo caso deve essere un organo "terzo", non composto solo da professionisti ». Romano è per un «superamento dell'Ordine con competenze limitate ad aggiornamento e deontologia». Mentre Elena Zunino conclude: «Il Cup è fatto dai vertici degli Ordini ma solo un sesto degli iscritti va a votare il rinnovo degli "esecutivi"».

La scannerizzazione dell'articolo originale del Sole 24 Ore la potrete trovare anche su http://www.codiarch.org/Online/Documenti/Sole24ore.jpg

Dall'agenzia di stampa nazionale ANSA

31/03/2006 12:28 SANITA': LIBERI FARMACISTI CHIEDONO RIFORMA ORDINI INSIEME A LORO ANCHE GIOVANI MEDICI E ALTRI PROFESSIONISTI
- ROMA, 31 MAR - Abolizione, per tutte le libere professioni, del numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza; delle tariffe minime e massime obbligatorie. Ma anche del divieto di costituire societa' intra e interdisciplinari e del divieto di pubblicizzare le proprie competenze e servizi. Sono queste le richieste nero su bianco dell'appello al prossimo governo che arriva in modo congiunto da: Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF), Associazione Giovani Medici Italiani (A.S.GI.ME.I), insieme all'Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati (ANPA), Associazione Professionisti Europei Laureati (APE), Comitato di Difesa degli interessi degli Architetti (Co.Di. Arch.). Un appello per ''affrancare l'economia italiana da rendite di posizione corporative con soluzioni e concrete che rifuggano la demagogia - dicono i professionisti dei sodalizi associativi che sottoscrivono il documento - affinche' il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo'', un invito esplicito a ''riformare il sistema legislativo delle professioni intellettuali''. ''Il Paese non puo' piu' permettersi di sacrificare intere generazioni di talenti sull'altare d'interessi particolari''. Si tratta di ''una riforma gia' richiesta dalla Commissione Europea, dall'Antitrust e recentemente anche dal Fondo Monetario Internazionale''.

Dal sito dell'Osservatorio sulla legalità e i diritti

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/04apr1/0322avvojus.htm

I giovani professionisti interpellano i politici
lettera aperta

L'A.N.P.A., l’Associazione Giovani Medici Italiani, l’Associazione Professionisti Europei Laureati, il Comitato di Difesa degli Architetti e Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti - attraverso un documento unitario - rivolgono al "governo che verra'" le loro richieste:

I professionisti rappresentati dai sodalizi associativi che sottoscrivono il seguente documento, si rivolgono al futuro Presidente del Consiglio e ai futuri Ministri della Repubblica affinché si assumano la responsabilità politica ed Istituzionale di riformare il sistema legislativo delle professioni intellettuali.

Affrancare l'economia italiana da rendite di posizione corporative non è solo una priorità d'ordine economico, ma un principio di Libertà irrinunciabile. Il Paese non può più permettersi di sprecare energie e capacità. Il Paese non può più permettersi di sacrificare intere generazioni di talenti sull'altare d'interessi particolari. Il Paese ha il dovere di tutelare le nuove generazioni, affinché il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo. Il Paese ha il dovere di dare l'opportunità ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro e di accrescere la professionalità la cui qualità si misurerà nei prossimi anni al cambio generazionale.

L'Italia ha bisogno di una svolta liberale e riformatrice. Una riforma già richiesta dalla Commissione Europea, dall'Antitrust e recentemente anche dal Fondo Monetario Internazionale, che dovrà essere ispirata alla strategia di Lisbona permettendo all'Italia di competere sugli scenari internazionali a testa alta.

Vi chiediamo soluzioni che rifuggano la demagogia. Vi chiediamo soluzioni innovative e concrete che siano funzionali all'abolizione -indistintamente per tutte le libere professioni -
- del numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
- delle tariffe minime e massime obbligatorie;
- del divieto di costituire società intra e interdisciplinari;
- del divieto di pubblicizzare le proprie competenze e servizi.

Richiediamo una riforma che rispetti il diritto del consumatore di scegliere in piena autonomia e libertà il professionista idoneo alle proprie necessità e problematiche. Vi chiediamo di aprire il mercato dei servizi professionali alla meritocrazia senza reintrodurre surrettiziamente contrappesi corporativi.

Noi vi chiediamo coraggio. Il coraggio di permettere a tutti i professionisti di dimostrare le proprie capacità e di contribuire alla crescita economica del Paese.

Roma, 31 marzo 2006
Per le Associazioni firmatarie, i rispettivi presidenti:
Avv. Gaetano Romano
Dott. Ing. Elena Zunino
Dott.ssa Alessandra Bagnoli
Arch. Alberto Scarzella
Dott. Vincenzo Devito

Il comunicato è stato pubblicato anche su http://www.mnlf.it/riforma_professioni_appello_al_Governo.htm e http://www.generazioneelle.it/notizia.asp?n=1458