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- ROMA, 31 MAR - Abolizione, per tutte le libere
professioni, del numero predeterminato di
professionisti autorizzati ad operare nel settore
d'appartenenza; delle tariffe minime e massime
obbligatorie. Ma anche del divieto di costituire
societa' intra e interdisciplinari e del divieto
di pubblicizzare le proprie competenze e servizi.
Sono queste le richieste nero su bianco
dell'appello al prossimo governo che arriva in
modo congiunto da: Movimento Nazionale Liberi
Farmacisti (MNLF), Associazione Giovani Medici
Italiani (A.S.GI.ME.I), insieme all'Associazione
Nazionale Praticanti e Avvocati (ANPA),
Associazione Professionisti Europei Laureati
(APE), Comitato di Difesa degli interessi degli
Architetti (Co.Di. Arch.). Un appello per
''affrancare l'economia italiana da rendite di
posizione corporative con soluzioni e concrete che
rifuggano la demagogia - dicono i professionisti
dei sodalizi associativi che sottoscrivono il
documento - affinche' il futuro sia affidato a
professionisti capaci, che si siano potuti formare
grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo'',
un invito esplicito a ''riformare il sistema
legislativo delle professioni intellettuali''.
''Il Paese non puo' piu' permettersi di
sacrificare intere generazioni di talenti
sull'altare d'interessi particolari''. Si tratta
di ''una riforma gia' richiesta dalla Commissione
Europea, dall'Antitrust e recentemente anche dal
Fondo Monetario Internazionale''.
Dal
sito dell'Osservatorio sulla legalità e i diritti
http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/04apr1/0322avvojus.htm
I
giovani professionisti interpellano i politici
lettera aperta
L'A.N.P.A.,
l’Associazione Giovani Medici Italiani,
l’Associazione Professionisti Europei Laureati, il
Comitato di Difesa degli Architetti e Il Movimento
Nazionale Liberi Farmacisti - attraverso un
documento unitario - rivolgono al "governo che
verra'" le loro richieste:
I
professionisti rappresentati dai sodalizi
associativi che sottoscrivono il seguente documento,
si rivolgono al futuro Presidente del Consiglio e ai
futuri Ministri della Repubblica affinché si
assumano la responsabilità politica ed
Istituzionale di riformare il sistema legislativo
delle professioni intellettuali.
Affrancare
l'economia italiana da rendite di posizione
corporative non è solo una priorità d'ordine
economico, ma un principio di Libertà
irrinunciabile. Il Paese non può più permettersi
di sprecare energie e capacità. Il Paese non può
più permettersi di sacrificare intere generazioni
di talenti sull'altare d'interessi particolari. Il
Paese ha il dovere di tutelare le nuove generazioni,
affinché il futuro sia affidato a professionisti
capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri
meritocratici e non di nepotismo. Il Paese ha il
dovere di dare l'opportunità ai giovani di
inserirsi nel mondo del lavoro e di accrescere la
professionalità la cui qualità si misurerà nei
prossimi anni al cambio generazionale.
L'Italia
ha bisogno di una svolta liberale e riformatrice.
Una riforma già richiesta dalla Commissione
Europea, dall'Antitrust e recentemente anche dal
Fondo Monetario Internazionale, che dovrà essere
ispirata alla strategia di Lisbona permettendo
all'Italia di competere sugli scenari internazionali
a testa alta.
Vi
chiediamo soluzioni che rifuggano la demagogia. Vi
chiediamo soluzioni innovative e concrete che siano
funzionali all'abolizione -indistintamente per tutte
le libere professioni -
- del numero predeterminato di professionisti
autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
- delle tariffe minime e massime obbligatorie;
- del divieto di costituire società intra e
interdisciplinari;
- del divieto di pubblicizzare le proprie competenze
e servizi.
Richiediamo
una riforma che rispetti il diritto del consumatore
di scegliere in piena autonomia e libertà il
professionista idoneo alle proprie necessità e
problematiche. Vi chiediamo di aprire il mercato dei
servizi professionali alla meritocrazia senza
reintrodurre surrettiziamente contrappesi
corporativi.
Noi
vi chiediamo coraggio. Il coraggio di permettere a
tutti i professionisti di dimostrare le proprie
capacità e di contribuire alla crescita economica
del Paese.
Roma,
31 marzo 2006
Per le Associazioni firmatarie, i
rispettivi presidenti:
Avv. Gaetano Romano
Dott. Ing. Elena Zunino
Dott.ssa Alessandra Bagnoli
Arch. Alberto Scarzella
Dott. Vincenzo Devito
Il
comunicato è stato pubblicato anche su http://www.mnlf.it/riforma_professioni_appello_al_Governo.htm e
http://www.generazioneelle.it/notizia.asp?n=1458
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