Alle 18.15 del
giorno 05.07.2006 su RADIO24 vi è stata una intervista
al Presidente Nazionale dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" assieme a quella del Presidente del CNF
Avv. Alpa sul DL Bersani all'interno di "Focus
Economia".
A confronto le posizioni dei Giovani Avvocati che sono a
favore del DL Bersani e quelle invece di chi è contrario
all'abolizione delle tariffe obbligatorie.
Su http://www.radio24.ilsole24ore.com/fc?cmd=sez&chId=40&sezId=9768 è
possibile riascoltare la puntata
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Giorno 1.07.2005 all'interno del TG della Radio RTL 102.5 è
stato data notizia dell' adesione dei Giovani Legali al DL
Bersani.
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Il 3.07.2006 in un articolo ( titolo "il caso
liberalizzazioni") a pg 3 su "La Nazione",
"Il Giorno" ed "Il Resto del Carlino"
intervento dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani"
assieme ai commenti di Capezzone, Storace, Della Vedova,
Cicchitto, Castelli, Monaco, Profumo, Buonaiuti .
Un estratto dell'articolo
"............
Un sì "alla pubblicità e all'abolizione delle tariffe
forensi è giunto dall'Associazione dei Giovani Avvocati ( "ANPA-Giovani
Legali Italiani") il cui Presidente Gaetano Romano, ha
auspicato che il "governo non si pieghi alla volontà
dell'avvocatura cassazionista........".
L'articolo integrale:
La rabbia sale
in taxi: sciopero
Barricate contro la 'rivoluzione Bersani' per le licenze, stop
spontanei in molte città, serrata nazionale l'11 luglio. L'Aduc:
'Ma a Roma una corsa costa il 360% in più che a Parigi'
ROMA, 2
luglio 2006 - I più arrabbiati sono i tassisti. Talmente
arrabbiati che, oltre a continuare le proteste cominciate
venerdì con blocchi della circolazione e gravi disagi per gli
utenti del servizio, hanno annunciato per l’11 luglio uno
sciopero nazionale contro la liberalizzazione delle licenze
decisa dal governo nell’ambito della manovra-bis.L’astensione
dal lavoro è stata decisa da tutte le organizzazioni
sindacali e le associazioni della categoria, che hanno inviato
in proposito una comunicazione alla Commissione di garanzia
per gli scioperi.Martedì 11, dunque, gran parte dei 50 mila
tassisti italiani marcerà sulla capitale per sfilare in
corteo da piazza della Repubblica a piazza Venezia. Una
delegazione si sposterà poi sotto Palazzo Chigi. Prima dello
sciopero, esattamente mercoledì prossimo, nella capitale ci
sarà un’assemblea nazionale della categoria che dovrebbe
svolgersi al Circo Massimo.Qualora però la questura non
dovesse autorizzare la manifestazione, i tassisti romani
replicheranno il sit-in cui hanno dato vita in piazza della
Repubblica nella notte tra venerdì e ieri. Ma questa volta il
sit-in sarà diurno, con effetti disastrosi sulla circolazione
.Insomma, in attesa dello sciopero nazionale i tassisti sono
sul piede di guerra e la loro rabbia aumenta di ora in ora.
Nelle principali città italiane i disservizi maggiori si sono
registrati ieri negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.
Circolazione bloccata e ulteriori disagi per i passeggeri in
arrivo e in partenza dagli scali aeroportuali milanesi di
Linate e Malpensa: i tassisti meneghini, infatti, hanno messo
in atto un’ennesima protesta spontanea contro il pacchetto
sulle liberalizzazioni.In entrambi gli aeroporti i conducenti
di taxi hanno rifiutato di caricare i passeggeri, mentre i
radio-taxi non hanno accettato prenotazioni nè per la
giornata di ieri nè per quella di oggi, visto che si prevede
la reiterazione della protesta, e hanno consigliato ai clienti
di utilizzare mezzi di trasporto alternativi.Il Comune di
Milano ha reso noto che, se il numero dei taxi aumentasse
senza danneggiare la categoria, è pronto a una «consultazione
preventiva» con i rappresentanti dei tassisti.Anche a Torino
tutti i taxi (1500) ieri sono scesi in sciopero, con presidi
alla stazione ferroviaria di Porta Nuova e all’aeroporto di
Caselle, proseguendo in tal modo la protesta cominciata
spontaneamente la sera prima. All’aeroporto di Fiumicino
finora non si sono registrati disagi nè proteste, ma i
tassisti capitolini sono schierati con i loro colleghi delle
altre città e si sono detti pronti a mobilitazioni e blocchi.
I PANETTIERI Le ostilità contro le liberalizzazioni
annunciate dal governo sono state aperte anche da Antonio
Marinoni, presidente dell’Associazione dei panificatori di
Milano e provincia, il quale, commentando la prevista
possibilità di aprire un panificio senza licenza ma con una
semplice comunicazione al Comune, ha affermato che «la
riforma Prodi semina zizzania e raccoglierà tempesta». Poi
ha annunciato la convocazione di un’assemblea straordinaria
per le ore 16 di domani. Gli effetti della riforma, ha
aggiunto Marinoni, «saranno disastrosi perchè aumenteranno a
dismisura i panifici, si venderà meno pane e, per
sopravvivere e garantiere un prodotto di qualità, i
panettieri saranno costretti ad aumentare il prezzo al chilo».I
CONSUMATORI Favorevoli al pacchetto governativo sono invece,
con toni più o meno sfumati, le associazioni dei consumatori,
quelle degli esercenti e quelle delle libere associazioni
professionali.
Un sì «alla
pubblicità e all’abolizione delle tariffe forensi» è
giunto dall’Associazione dei Giovani Avvocati ("ANPA-Giovani
Legali Italiani") il cui presidente, Gaetano Romano, ha
auspicato che il governo «non si pieghi alla volontà
dell’avvocatura cassazionista».
di Gaetano Basilici
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Sole 24 Ore 02.07.2006
Titolo:"Coro di proteste da tutti gli Ordini"
Un estratto dell'articolo:
"...........Gaetano
Romano, Presidente dell'Associazione Nazionale Praticanti ed
Avvocati da tempo favorevole ai tentativi di liberalizzare il
settore: "Siamo assolutamente favorevoli all'abolizione
delle tariffe forensi e della pubblicità, perchè questi due
divieti servivano solo a mummificare il mercato a danno di noi
giovani professionisti....."
L'articolo per esteso:
Coro di proteste da tutti gli
Ordini
di LUCA DELLO IACOVO
MILANO • Sono
sempre più accesi i commenti e le dichiarazioni dei
professionisti contro il pacchetto di riforme sulla
concorrenza e sui diritti dei consumatori, approvato venerdì
dal Consiglio dei ministri.Dagli avvocati agli ingegneri si
compatta un fronte intenzionato a far sentire la propria voce
sui provvedimenti che riguardano il mondo degli ordinamenti
professionali: in particolare, è nel mirino l'abolizione del
minimo tariffario. Già da mercoledì si incontreranno a Roma
i componenti di associazioni e Ordini dell'avvocatura: è
stato proclamato lo stato di agitazione. I rappresentanti dei
legali italiani hanno espresso «indignazione e sconcerto per
le iniziative del Governo che, con un tratto di penna, senza
alcuna consultazione e dietro lo schermo della tutela del
cittadino consumatore, stravolgono l'intero sistema delle
libere professioni in nome di un malinteso liberalismo».Soffia
sulla fiamma dell'agitazione Valter Militi, presidente dell'AIGA:
«Non stiamo combattendo una battaglia per difendere rendite
di posizione, ma nell'interesse del cittadino».È dello
stesso parere Michelina Grillo, presidente dell'Organismo
unitario dell'avvocatura italiana: «Siamo contrari
all'abolizione del minimo tariffario decisa dal ministro
Bersani».
Una delle poche
voci fuori dal coro è quella di Gaetano Romano, presidente
dell'Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati, da tempo
favorevole ai tentativi di liberalizzare il settore: «Siamo
assolutamente favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi
e della pubblicità, perché questi due divieti servivano solo
a mummificare il mercato a danno di noi giovani professionisti».
Le contestazioni
contro le riforme varate dal consiglio dei Ministri hanno
coinvolto anche altri settori del mondo professionale.
«La nostra è una critica di metodo — nota Carlo Daniele,
presidente di Confedertecnica, confederazione sindacale delle
professioni tecniche —. Non si può prendere un
provvedimento importante come l'abolizione dei minimi
tariffari senza consultare le parti sociali interessate». E
precisa: «Probabilmente, però, saremmo stati d'accordo con
le decisioni del Governo».I cambiamenti nelle professioni
hanno raccolto tiepidi consensi da parte del Coordinamento
libere associazioni professionali guidato da Giuseppe Lupoi:
«Bene le iniziative del ministro Bersani, ma sono
insufficienti».E aggiunge: «Per dare competitività al
Paese, tutelare i consumatori, aprire il mondo delle
professioni ai giovani, occorre riconoscere le associazioni»
delle professioni non regolamentate.Neanche il mondo politico
resta indifferente alla protesta che sta attraversando ampi
settori dell'universo professionale. «La cosiddetta
liberalizzazione altro non è che un'aggressione politica ai
professionisti» ha dichiarato Maria Grazia Silinquini,
responsabile dell'ufficio libere professioni di Alleanza
nazionale.E rinforza la polemica: «II decreto Bersani —
continua la Siliquini — mira pervicacemente a penalizzare
chi lavora e rischia in proprio, come i piccoli e medi
professionisti italiani, circa 2 milioni, che hanno una
rilevante forza economico-sociale del nostro Paese, e che
danno occupazione e gettito economico alle casse dello Stato».In
difesa dei provvedimenti del ministro Bersani e del cammino
intrapreso verso la liberalizzazione si è schierato il
responsabile per le professioni della Margherita Pierluigi
Mantini, stemperando i toni della polemica: «E´ una manovra
brusca, ma si tratta di un primo passo verso la riforma delle
professioni». Dove — aggiunge Mantini — si potranno anche
ritarare alcuni effetti della liberalizzazione.
Il Sole 24 Ore
L'intero articolo può essere
letto su
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/07/03MI21021.PDF
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Articolo su "Europa Quotidiano" http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp del
6.07.2006 pg 5 dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali
Italiani" pro DL Bersani che va in favore delle
nuove leve.
ORDINI PROFESSIONALI/2
L’ANPA SI SCHIERA CON LE LIBERALIZZAZIONI
Un’opportunità anche ai giovani avvocati
di GAETANO ROMANO *
Il dl Bersani
sulle liberalizzazioni è stato accolto con enorme favore dai
giovani legali italiani. Il dl è condivisibile sia nei
contenuti sia per l’iter legislativo che assevera
l’estrema necessità e urgenza che si renda più
concorrenziale il mercato professionale, anche a favore dei
giovani avvocati. Il mantenimento degli attuali vincoli
tariffari è guardato positivamente solo da chi appartiene
alla cosiddetta categoria degli insider rispetto agli
outsider, ovvero i giovani avvocati che naturalmente cercano
di ritagliarsi un proprio spazio nel mercato professionale.
È ovvio che l’ipotetico cliente, a parità di tariffa
praticata dal professionista, si affidi al collega più
navigato. D’altro canto i parametri professionali che
potrebbero sicuramente far pendere la bilancia per i servizi
legali offerti dai giovani avvocati (frequenza di master,
conoscenza delle lingue straniere e dei sistemi informatici)
di solito rimangono colpevolmente sconosciuti all’utenza per
l’attuale divieto della pubblicità.
Slegare l’avvocato dai vincoli tariffari e dall’attuale
divieto di patto di quota lite porterà ad un innalzamento
qualitativo dei servizi legali resi; l’abolizione del
tariffario obbligatorio eliminerà la fallace presunzione che
una determinata offerta professionale di un avvocato sia di
qualità tale da meritare sempre quella determinata tariffa.
È quindi necessario che la variabile “tariffa” possa e
debba crescere ex post in modo direttamente proporzionale alla
variabile qualità della prestazione.
L’Anpa-Giovani legali italiani ha sottoscritto
congiuntamente alle associazioni nazionali degli altri giovani
professionisti (associazione giovani medici italiani,
movimento nazionale liberi farmacisti, giovani ingegneri
dell’Ape e comitato di difesa degli interessi degli
architetti) un manifesto unitario per l’apertura del mercato
professionale (ad esempio anche dell’accesso forense o
dell’abolizione del numero chiuso delle farmacie). Nella
stessa direzione va lo Statuto degli outsider firmato anche da
illustri economisti come ad esempio Francesco Giavazzi. Mai
come in questo momento la frattura interprofessionale tra
giovani avvocati e colleghi più esperti è dettata da opposti
interessi. Ciò è evidente nella misura in cui le proteste e
le possibili astensioni contro il decreto potranno venire solo
da altre associazioni forensi presiedute tutte indistintamente
da avvocati cassazionisti, ovvero con almeno 12 anni di
anzianità professionale.Noi rappresentiamo l’”altra metà
del cielo”, ovvero quella dei giovani avvocati che potranno
solo avvantaggiarsi da questo provvedimento che chiediamo
venga strenuamente difeso in fase di conversione.
*presidente "ANPA - Giovani legali italiani"
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LIBERALIZZAZIONI/ GIOVANI AVVOCATI: BENE ABOLIRE TARIFFE
"Non è vero che tutta la classe forense contesta
dl"
01-07-2006 16:19
Roma, 1 lug. (Apcom)
- "Comprendiamo le proteste della parte dell'avvocatura
più 'navigata', ma noi giovani avvocati siamo assolutamente
favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e alla
pubblicità. Questi due divieti servivano solo a mummificare
il mercato professionale a danno di noi giovani
professionisti". E' Gaetano Romano, presidente dell'Anpa,
a dar voce alla posizione dei giovani legali su alcune delle
norme del 'pacchetto' Bersani approvato ieri dal Consiglio dei
ministri.
"E'
naturale - osserva ancora il leader dei giovani avvocati -
che, a parità di tariffa, i clienti erano portati a scegliere
gli avvocati cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12
anni professionali, e non noi giovani. Allo stesso modo la
clientela era impossibilitata a conoscere le offerte
professionali delle nuove leve, essendo vietata la pubblicità".
"Era
prevedibile - afferma ancora Romano - che questi
provvedimenti, anche a favore della concorrenza interna alla
nostra professione, producessero lo scontro generazionale in
atto tra giovani avvocati e avvocatura cassazionista. Saremo
vigili affinchè il governo, che sta ben operando, non si
pieghi alla volontà dell'avvocatura cassazionista
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COMUNICATO STAMPA
“I GIOVANI LEGALI ITALIANI
DENUNZIANO CHE LO SCIOPERO, DICHIARATO GIUSTAMENTE ILLEGITTIMO
DAL GARANTE, E’ STATO INDETTO SENZA CONSULTARE LA BASE
DELL’AVVOCATURA”
“Assistiamo
inermi ad uno sciopero contro il Dl Bersani indetto senza il
minimo consulto con la base della classe forense.
E’ anche
intollerabile che si dia l’immagine all’esterno di
un’avvocatura che non osserva incredibilmente nemmeno le
leggi dello Stato in tema di astensioni e quindi con uno
sciopero indetto fuori dai termini di legge e per una durata
superiore a quella prevista come legittima.
La verità è
che c’è un timore , da parte di alcuni vertici della classe
forense, a confrontarsi con la base della categoria, specie
con i Giovani, perché vi è , da parte delle nuove leve, una
sostanziale adesione alle riforme del Ministro Bersani.Non
accettiamo scioperi proclamati dall’alto e non ci sentiamo
rappresentati da chi ha proclamato questo sciopero che serve
solo a mantenere le rendite di posizione dell’Avvocatura
Cassazionista a danno dei Giovani Avvocati.
Non aderiremo ad
uno sciopero illegittimo contro un provvedimento governativo
che va tra l’altro nella direzione giusta e siamo sicuri che
il tasso di adesione all’astensione svelerà finalmente come
ad opporsi alla modernità sia solo la parte più
“navigata” dell’avvocatura, ovvero i Cassazionisti, non
certo i Giovani” dichiara il Presidente Nazionale dell’
”A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani”, Avv. Gaetano Romano.
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COMUNICATO STAMPA
“DOPO LO STOP
ALLO SCIOPERO DICHIARATO GIUSTAMENTE ILLEGITTIMO DA PARTE DEL
GARANTE, L’IMMAGINE DELLA CLASSE FORENSE VIENE GRAVEMENTE
DANNEGGIATA”
“Chi ha
proclamato lo sciopero fuori dai termini di legge e per una
durata superiore a quella prevista come legittima ha esposto
l’avvocatura ad un gravissimo danno d’immagine.Non è
possibile che proprio chi dovrebbe far osservare la legge
dichiari l’astensione senza neppure premunirsi di osservare
la disciplina in tema di astensioni.
Fortunatamente
come già anticipato oggi in un articolo a nostra firma
a pg. 5 su “Europa Quotidiano” ed ieri all’interno della
trasmissione “Focus Economia” su Radio24 in cui
siamo stati intervistati in merito allo speciale sul DL
Bersani, i Giovani Legali Italiani avevano preso le distanze
da questo sciopero indetto da una parte dell’avvocatura,
ovvero dalle rappresentanze istituzionali ed associative che
sono presiedute da Avvocati Cassazionisti.
Se andiamo a
scorgere le associazioni forensi che hanno proclamato lo
sciopero verificheremo che, al di là delle sigle e degli
acronimi,esse sono presiedute tutte indistintamente da
legali con almeno 12 anni di anzianità professionale, quindi
iscritti allo speciale albo dei Cassazionisti.
E’ naturale
che essi abbiano delle sensibilità diverse rispetto ai
Giovani Avvocati che sono rappresentanti dall’ “A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani” che è l’unico sodalizio associativo
nazionale forense che non è presieduto da un Avvocato
Patrocinante in Cassazione.
Dato che gli
Avvocati Cassazionisti non hanno deciso di scendere in piazza
essendo consapevoli del flop numerico cui sarebbero in quel
caso andati incontro ed avendo quindi deciso di
ripiegare su una sorta di Convegno Nazionale a Roma , l’”A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani”, nel caso in cui si confermasse lo
sciopero, attende di verificare il tasso di adesione alle
minacciate astensioni alle udienze nei vari Fori
Italiani.Finalmente si potrà verificare come ad opporsi al
Decreto Bersani sia solo la parte più “navigata”
dell’avvocatura, ovvero i Cassazionisti, non certo i
Giovani” dichiara il Presidente Nazionale dell’ ”A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani”, Avv. Gaetano Romano.
LIBERALIZZAZIONI/
GARANTE SCIOPERI: PROTESTA AVVOCATI ILLEGITTIMA
Manca preavviso, supera durata massima
06-07-2006 13:49
Roma, 6 lug. (Apcom)
- Con provvedimento urgente la commissione di garanzia sugli
scioperi nei servizi pubblici ha segnalato che lo sciopero
degli avvocati proclamato per dodici giorni a partire da lunedì
10 luglio "viola la disciplina vigente". In una nota
la commissione spiega che sono state violate le norme sul
termine di preavviso, che la legge fissa in "almeno 10
giorni" e quelle sul limite massimo di durata,
"fissato in sette giorni dalla regolamentazione
provvisoria vigente nel settore
I Giovani Avvocati puntano sugli universitari
Data Pubblicazione 20/6/2006
Articolo tratto da: Il Sole 24
Ore www.ilsole24ore.com
MILANO. Punta
sui giovanissimi l'Anpa, l'Associazione nazionale praticanti e
avvocati. Nel prossimo congresso è prevista una modifica
dello statuto: consentirà una partecipazione più attiva
degli studenti universitari, riuniti nella consulta esterna
all'associazione. Sono molti i fronti caldi dell'impegno dell'Anpa
per la liberalizzazione del settore: si va dall'abolizione
delle tariffe all'ampliamento del patrocinio, dal diritto
all'elettorato attivo e passivo negli Ordini locali
all'istituzione del numero chiuso per l’indirizzo forense
della facoltà di Giurisprudenza, in moda tale da intervenire
nel settore direttamente all'inizio del percorso formativo.
Preoccupa un recente orientamento emerso nelle assemblee
dell'Unione camere penali: è la proposta di
istituzionalizzare con un esame l'accesso alle magistrature
superiori. «Ci opponiamo a quest'idea, sarebbe un esame
ulteriore rispetto all'abilitazione forense» ha osservato
Maria Gualdini, vicepresidente nazionale Anpa. Durante la
recente assemblea di Perugia, l'Anpa ha rinnovato le cariche
sociali: nella carica di presidente è stato riconfermato
Gaetano Romano. Accanto a lui ci sono due nuovi entrati
nell'ufficio della presidenza nazionale: Massimo Autieri della
sezione di Torre Annunziata e Ivano Russo della sezione di
Savona. Completa il vertice Maria Gualdini. LUCA DELLO IACOVO
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LIBERALIZZAZIONI/ MCCREEVY: OTTIMO PACCHETTO IN GIUSTA
DIREZIONE
Commissario accoglie con favore ultimi sviluppi
07-07-2006 12:53
Bruxelles, 7
lug. (Apcom) - "Il commissario McCreevy ha la netta
opinione che si tratti di un ottimo pacchetto nella giusta
direzione". Così Oliver Drewes, portavoce del
commissario europeo al Mercato interno Charlie McCreevy, ha
commentato le misure contenute nel decreto Bersani sulle
liberalizzazioni, sottolineando che il commissario "ha
accolto con favore gli sviluppi in corso in Italia".
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Per iscriversi all'"A.N.P.A.- Giovani Legali
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sezione "iscrizioni" www.anpaitalia.it/sito/iscrizioni.html del
sito www.anpaitalia.it
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".................La funzione dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" è soprattutto quella di restituire
finalmente ai Giovani rappresentatività ed una Casa Comune
nell'ambito di un panorama forense che vede quali
Presidenti delle varie associazioni nazionali solo esponenti
dell'Avvocatura Cassazionista.............."