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L'A.N.P.A SUL "CORRIERE ECONOMIA" DEL CORRIERE DELLA SERA IN MERITO AI GUADAGNI DEI GIOVANI AVVOCATI ITALIANI
 
 
 
Di seguito l'intervento del Presidente Nazionale all'interno del supplemento "Corriere Economia" ,rubrica "Professioni & Futuro" del Corriere della Sera.
Continueremo a seguire il "Corriere Economia", importante supplemento del lunedì del Corriere della Sera, la sua interessantissima rubrica interna "Professioni & Futuro", esempio di informazione a 360°, corretta ed equilibrata  e che presta particolare attenzione alle Giovani Generazioni.
 
Corriere della Sera Corriere Economia del 07.11.2005 
 
Titolo dell'articolo: "Dura la vita per i Giovani Avvocati"

 

 

L’indagine Solo attorno ai 35 anni si comincia a guadagnare. Studi italiani, inglesi e americani messi a confronto dalla rivista «Top Legal»

Il presidente Romano: «Il sistema penalizza le nuove leve». Al Sud la maglia nera degli «incassi»

Quella dell'avvocato è una professione lenta, come direbbe Adriano Celentano, non è rock. In effetti, a un accesso difficoltoso corrispondono guadagni lenti, anzi lentissimi. Dopo la laurea, tra pratica, patrocinio, esame di Stato, occorrono 8-9 anni per svolgere a pieno titolo l'attività forense. Solo verso i 33-35 anni s'incomincia a guadagnare in modo dignitoso, giusto per vivere. Nel caso di ripetute bocciature all'esame, fenomeno frequente, considerate le difficoltà di superarlo, ci si riesce a mantenere solo verso i 40 anni. «Se abbiamo faticato noi a farci strada nel mondo del lavoro - dice Guido Alpa, presidente del Collegio nazionale forense - è giusto che fatichino gli aspiranti avvocati di oggi. Secondo il nostro codice deontologico per i giovani praticanti è previsto una specie di rimborso spese. Negli studi di Genova, una piazza poco incline a sperperare denaro, dopo il primo anno di pratica vengono dati 600 euro mensili. Per i professionisti iscritti all'Ordine la situazione territoriale è divergente. Secondo la Cassa autonoma di previdenza, gli avvocati del Sud guadagnano molto meno: hanno introiti annui di 21 mila euro lordi, mentre la media nazionale si aggira sui 40-45 mila euro». Ma non tutti rispettano la deontologia.
«La maggioranza degli studi legali - sostiene Gaetano Romano, presidente dell'Anpa, l'Associazione nazionale praticanti e giovani avvocati - non paga i praticanti. Per chi non è figlio di avvocato e non gode dei vantaggi di uno studio avviato, la situazione è difficile: si è in balia di un mercato che penalizza le nuove leve. Anche una volta superato l'esame di Stato la situazione non migliora molto perché, con le tariffe minime imposte dall'Ordine, i giovani avvocati sono svantaggiati rispetto ai professionisti già conosciuti: Per poter allargare il raggio della clientela dovrebbero praticare onorari più competitivi».
Se non si viene assunti come dipendenti da un'azienda, la professione forense viene svolta in modo libero. Sono due le possibilità di guadagno: o si apre una propria attività da soli o con altri colleghi per dividersi le spese, oppure si lavora al servizio degli studi legali. Anche in questo caso le differenze sono sostanziali e il pagamento avviene tramite contratti libero professionali.
La rivista «Top Legal», mensile specializzato reperibile nelle principali librerie, per la prima volta in Italia ha svolto un'indagine approfondita sui guadagni dei giovani avvocati, pubblicata sul numero di ottobre. I dati evidenziano gli importi annui lordi, cui va detratto il 25-45% per le trattenute previdenziali e fiscali.
Dalla ricerca comparativa effettuata su 20 studi legali presenti in Italia (vedi tabella) emerge che quelli internazionali pagano in genere meglio i giovani avvocati. Si arriva anche a compensi di 70 mila euro lordi annui già al primo anno. Gli studi italiani elargiscono compensi inferiori, anche man mano cresce il numero di anni di attività professionale svolta. L'indagine mette inoltre a confronto la situazione del nostro Paese con ciò che succede all'estero. Gli appannaggi degli studi inglesi e statunitensi sono più vantaggiosi. Nel primo anno di attività la media delle retribuzioni percepite dagli avvocati degli studi della City di Londra è di 81 mila euro, quella di Wall Street a Ney York 115 mila euro. Al quarto anno di attività i compensi salgono sensibilmente: a Londra si arriva a 112 mila euro, a New York a 168 mila euro.
Ma cosa suggerire a un giovane per inserirsi in un ambito lavorativo difficoltoso? «Puntare - consiglia Aldo Scaringella, editore della rivista «Top Legal» - all'eccellenza nella preparazione e arricchire il proprio percorso. La pratica in uno studio tradizionale, se non accompagnata da esperienze all'estero, anche facendo lavoretti occasionali, non ha lo stesso valore. I giovani avvocati o praticanti di provincia non devono guardare a questo mondo come a qualcosa che non gli appartiene e da cui sono lontani. Devono pensare che la gente che ci lavora è come loro, con le stesse aspirazioni e gli stessi sogni. Il mondo degli studi d'affari è a portata di tutti, a patto che si abbia un buon curriculum».