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ARTICOLO A.N.P.A. SULL'"INDIPENDENTE"

Pubblichiamo un articolo A.N.P.A. edito a pg 2 del 23.11.2005 del quotidiano l'"Indipendente" sulla necessità di liberalizzare tariffe ed accesso alla professione forense.
 
Titolo
 
"Professionisti divisi per Caste"
 

Lo scorso Luglio la Commissione Europea ha attivato una procedura d’ infrazione nei confronti del nostro Paese per l’inderogabilità dei minimi e massimi tariffari di alcune categorie di liberi professionisti (in primis per gli avvocati). In questo contesto appena qualche giorno fa l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – dopo che nell’ultimo biennio erano stati ben sei i “moniti” rimasti inascoltati - ha segnalato ancora una volta l’ eccessiva limitazione all'accesso al mercato dei servizi professionali.Invero, a fruire dei benefici degli attuali vincoli esistenti sono i cosiddetti insider degli Ordini Professionali a dispetto degli outsider che invano cercano di ritagliarsi un proprio spazio nel mondo delle Libere Professioni.La difesa ricorrente da parte degli Ordini Professionali sul punto è affidata alla necessità della garanzia della qualità delle prestazioni per i cittadini, nonché dai rischi derivanti da una concorrenza « selvaggia » che discenderebbe dall’equiparazione tra libero professionista ed impresa.A parte che “concorrenza selvaggia” è un vero e proprio ossimoro, atteso che quando vi è concorrenza non esistono monopoli od oligopoli (essi si “selvaggi”),nondimeno queste sono le medesime ragioni - riciclate per l’occasione - che venivano portate a supporto contro gli asseriti “pericoli” delle liberalizzazioni in tema di monopoli pubblici delle telecomunicazioni o dell’energia.Nel libro Lobby d’Italia il Professor Giavazzi nel parlare espressamente di «tappi» all’espansione della concorrenza da parte delle lobbies corporative che sarebbero rappresentate dagli Ordini Professionali, ripropone la necessità di una riscoperta dell’adrenalina della concorrenza.Anche Giovanni Floris nel libro Monopoli si chiede se sia giusto parlare di Ordini o piuttosto di “Corporazioni”.Gli iscritti agli Ordini e Collegi professionali sono secondo il Censis circa un milione e 800 mila.Se è incontestabile che i parlamentari liberi professionisti hanno dimostrato di saper fare blocco unico, è assai probabilmente privo di fondamento l’assunto per cui gli iscritti agli albi professionali garantiscano in modo compatto una corrispondente messe di voti.Com’è noto la categoria dei liberi professionisti si è non di rado distinta per lo sfrenato individualismo che connota la posizione politica di ciascuno.Si pensi alla classe forense ove esiste il cosiddetto “Organismo Unitario dell’Avvocatura” che dovrebbe perorare in modo unitario e condiviso le istanze politiche di tutta l’ Avvocatura e sulla cui esistenza per converso non di rado ci si scontra.Oltre all’ A.N.P.A., l’Associazione Nazionale che riunisce i Praticanti ed i Giovani Avvocati Italiani, anche l’Unione Camere Penali Italiane, forse il più conosciuto sodalizio associativo forense, contesta da quasi un decennio apertamente l’O.U.A.Sempre nell’ambito della classe forense è in atto uno scontro generazionale tra gli Avvocati Cassazionisti ed i Giovani Avvocati.I primi sono assertori indefessi della giustezza del vincolo tariffario, mentre noi Giovani Legali Italiani protendiamo per abbattere sia l’obbligatorietà delle tariffe minime,sia delle massime al fine di iniettare quella concorrenza nelle libere professioni che è stata financo evocata assai meritoriamente dal Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo all’Assemblea Generale del 26.05.2005.Se gli iscritti agli Albi professionali “pensano” e “votano” in modo distinto gli uni dagli altri,una vera coesione elettorale la si può riscontrare invece nei circa 700 mila giovani, iscritti come praticanti ogni anno nei vari albi.A livello politico si pensa erroneamente ad una eventuale retribuzione durante la pratica professionale, la qual cosa non risponde certo alla principale richiesta degli aspiranti professionisti che non vogliono essere degradati a dipendenti dei loro Colleghi più esperti, ma desiderano mettersi al più presto in competizione con gli stessi a mezzo di un accesso agli albi professionali il più equo e rapido possibile.Ecco che si crea purtroppo un unico fronte coeso ,quello dei Praticanti e dei Giovani Professionisti abilitati contrapposto a quello dei Colleghi più anziani.Il Segretario dei Democratici di Sinistra Fassino, con il suo ultimo intervento al Convegno DS sulle libere professioni, sembra essersi iscritto al partito unico – trasversale agli schieramenti parlamentari – contro le liberalizzazioni.Solo per avere un’idea del peso elettorale che i Giovani legali possono avere, ci affidiamo alle parole del giornalista forse più esperto in materia di Lobbies ed Ordini Professionali, ovvero Antonio Galdo.Senza contare i Giovani Avvocati (diverse decine di migliaia) e gli studenti di giurisprudenza (circa 270.000 in Italia), nell’articolo “Quanto vale nell’urna l’avvocato” del 19.05.2003 della versione on line del noto settimanale Panorama, Antonio Galdo identifica in circa 100.000 i voti che i praticanti avvocati potrebbero da soli garantire.Non sarebbe allora forse opportuno cavalcare la coesa forza elettorale dei Giovani Professionisti e quindi le loro istanze in tema di liberalizzazione?

                                                                        Avv.  Gaetano Romano

Presidente Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati