Lo
scorso Luglio la Commissione Europea ha attivato una procedura
d’ infrazione nei confronti del nostro Paese per
l’inderogabilità dei minimi e massimi tariffari di alcune
categorie di liberi professionisti (in primis per gli
avvocati). In questo contesto appena qualche giorno fa
l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – dopo
che nell’ultimo biennio erano stati ben sei i “moniti”
rimasti inascoltati - ha segnalato ancora una volta l’
eccessiva limitazione all'accesso al
mercato dei servizi professionali.Invero, a fruire dei
benefici degli attuali vincoli esistenti sono i
cosiddetti insider
degli Ordini Professionali a dispetto degli outsider
che invano cercano di ritagliarsi un proprio spazio nel
mondo delle Libere Professioni.La difesa ricorrente
da parte degli Ordini Professionali sul punto è affidata alla
necessità della garanzia della qualità delle prestazioni per
i cittadini, nonché dai rischi derivanti da una concorrenza
« selvaggia » che discenderebbe dall’equiparazione tra
libero professionista ed impresa.A parte che “concorrenza
selvaggia” è un vero e proprio ossimoro, atteso che quando
vi è concorrenza non esistono monopoli od oligopoli (essi si
“selvaggi”),nondimeno queste sono le medesime ragioni -
riciclate per l’occasione - che venivano portate a supporto
contro gli asseriti “pericoli” delle liberalizzazioni in
tema di monopoli pubblici delle telecomunicazioni o
dell’energia.Nel libro Lobby
d’Italia
il Professor Giavazzi nel parlare espressamente di «tappi»
all’espansione della concorrenza da parte delle lobbies
corporative che sarebbero rappresentate dagli Ordini
Professionali, ripropone la necessità di una riscoperta
dell’adrenalina della
concorrenza.Anche Giovanni Floris nel libro Monopoli
si chiede se sia giusto parlare di Ordini o piuttosto di
“Corporazioni”.Gli
iscritti agli Ordini e Collegi professionali sono secondo il
Censis circa un milione e 800 mila.Se è incontestabile che i
parlamentari liberi professionisti hanno dimostrato di saper
fare blocco unico, è assai probabilmente privo di fondamento
l’assunto per cui gli iscritti agli albi professionali
garantiscano in modo compatto una corrispondente messe di
voti.Com’è noto la categoria dei liberi professionisti si
è non di rado distinta per lo sfrenato individualismo che
connota la posizione politica di ciascuno.Si pensi alla classe
forense ove esiste il cosiddetto “Organismo
Unitario dell’Avvocatura” che dovrebbe perorare in
modo unitario e condiviso le istanze politiche di tutta l’
Avvocatura e sulla cui esistenza per converso non di rado ci
si scontra.Oltre all’ A.N.P.A., l’Associazione Nazionale
che riunisce i Praticanti ed i Giovani Avvocati Italiani,
anche l’Unione Camere Penali Italiane, forse il più
conosciuto sodalizio associativo forense, contesta da quasi un
decennio apertamente l’O.U.A.Sempre nell’ambito della
classe forense è in atto uno scontro generazionale tra gli
Avvocati Cassazionisti ed i Giovani Avvocati.I primi sono
assertori indefessi della giustezza del vincolo tariffario,
mentre noi Giovani Legali Italiani protendiamo per abbattere
sia l’obbligatorietà delle tariffe minime,sia delle massime
al fine di iniettare quella concorrenza nelle libere
professioni che è stata financo evocata assai meritoriamente
dal Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo
all’Assemblea Generale del 26.05.2005.Se gli iscritti agli
Albi professionali “pensano” e “votano” in modo
distinto gli uni dagli altri,una vera coesione elettorale la
si può riscontrare invece nei circa 700 mila giovani,
iscritti come praticanti ogni anno nei vari albi.A livello
politico si pensa erroneamente ad una eventuale retribuzione
durante la pratica professionale, la qual cosa non risponde
certo alla principale richiesta degli aspiranti professionisti
che non vogliono essere degradati a dipendenti dei loro
Colleghi più esperti, ma desiderano mettersi al più presto
in competizione con gli stessi a mezzo di un accesso agli albi
professionali il più equo e rapido possibile.Ecco che si crea
purtroppo un unico fronte coeso ,quello dei Praticanti e dei
Giovani Professionisti abilitati contrapposto a quello dei
Colleghi più anziani.Il Segretario dei Democratici di
Sinistra Fassino, con il suo ultimo intervento al Convegno DS
sulle libere professioni, sembra essersi iscritto al partito
unico – trasversale agli schieramenti parlamentari –
contro le liberalizzazioni.Solo per avere un’idea del peso
elettorale che i Giovani legali possono avere, ci affidiamo
alle parole del giornalista forse più esperto in materia di
Lobbies ed Ordini Professionali, ovvero Antonio Galdo.Senza
contare i Giovani Avvocati (diverse decine di migliaia) e gli
studenti di giurisprudenza (circa 270.000 in Italia),
nell’articolo “Quanto
vale nell’urna l’avvocato” del 19.05.2003 della
versione on line
del noto settimanale Panorama,
Antonio Galdo identifica in circa 100.000 i voti che i
praticanti avvocati potrebbero da soli garantire.Non sarebbe
allora forse opportuno cavalcare la coesa forza elettorale dei
Giovani Professionisti e quindi le loro istanze in tema di
liberalizzazione?
Avv.
Gaetano Romano
Presidente
Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati