L'UNICA ASSOCIAZIONE
NAZIONALE FORENSE PRESIEDUTA DA UN AVVOCATO NON
CASSAZIONISTA DISERTA LA MOBILITAZIONE DI UNA PARTE
DELL'AVVOCATURA CONTRO I GIOVANI (PRESENTE ANCHE IL SOTT.
SILIQUINI)
Vi
segnaliamo anche in prima fila contro gli interessi dei
Giovani Legali Italiani come al solito anche il Sott. Maria
Grazia Siliquini presente al Convegno.
Tratto da a Diritto e Giustizia
20.12.2005
www.dirittoegiustizia.it
Titolo:
"Avvocatura unita contro la direttiva
Bolkestein" della Dott.ssa Cristina
Cappuccini
Sabato scorso a Roma, presso il cinema
Adriano si è tenuta la mobilitazione generale
dell’Avvocatura contro la direttiva Bolkestein. A
proclamarla erano stati Valter Militi, presidente dell’Aiga
e Maurizio De Tilla, presidente della Cassa forense che lo
scoro 17 dicembre hanno chiamato a raccolta in un cinema della
capitale i legali, provenienti da tutta Italia.
Sono intervenuti anche Guido Alpa, presidente
del Cnf, Michelina Grillo, presidente dell’Oua, Giuseppe
Abbamonte, presidente dell’Unione amministrativisti
italiani, Ettore Randazzo, presidente delle penali italiane e
Salvatore Grimaudo, presidente della Camere civili italiane.
Erano presenti in sala anche Maria Grazia Siliquini,
sottosegretario al Miur e l’onorevole Ignazio La Russa.
La Siliquini ha condiviso il manifesto dell’AIGA e della
Cassa forense a sostegno della libertà, dell’autonomia e
dell’indipendenza dell’Avvocatura.
«Sono contraria da sempre – ha dichiarato il
sottosegretario all’Istruzione – allo
smantellamento degli Ordini professionali, alla
liberalizzazione indiscriminata, all’abolizione delle
tariffe minime, alla pubblicità commerciale per i
siti professionali e, soprattutto, sono contraria
all’introduzione di soci di capitale nelle società tra
professionisti, posizione – questa – che Alleanza
Nazionale sostiene sin dagli anni ‘90».
«Ai cittadini dobbiamo far capire - ha dichiarato Valter
Militi, presidente dell’Aiga - come la prospettata
liberalizzazione del mercato dei servizi professionali
risponda solo a logiche di mero profitto, di chi senza una
minima preoccupazione verso la qualità dell’attività, mira
solo a mettere fuori mercato migliaia di professionisti,
riducendoli, nella migliore delle ipotesi, al rango di
dipendenti di azienda». E ha concluso «La presenza del Cnf,
dell’Oua, degli Ordini, della Cassa forense e delle Camere
civili e penali testimonia come non si può essere divisi di
fronte agli attacchi che in questi ultimi mesi sono venuti da
più fronti (Commissario Europeo alla Concorrenza,
l’Antitrust, il mondo economico)».
Maurizio De Tilla, invece, ha esortato l’Avvocatura a
reagire. E ha incalzato «Noi ci rifiutiamo di diventare un
supermercato. Fatelo in Europa ma non Italia».
Il successo della mobilitazione di sabato scorso, ha affermato
Guido Alpa, presidente del Cnf, pone le premesse per la
creazione di «coordinamento dell’Avvocatura».
Sono queste le ragioni che hanno indotto i giovani legali e la
Cassa forense a chiedere alle associazioni di astenersi dalle
udienze nei giorni 26, 27 e 28 gennaio. Un’ipotesi che sarà
vagliata nei prossimi giorni.
La reazione dell’Anpa sulla mobilitazione nazionale
dell’Avvocatura. «Il fatto che la tanto decantata
mobilitazione nazionale dell’Avvocatura sia stata convocata
presso un cinema cittadino di Roma – ha dichiarato Gaetano
Romano, presidente dell’Anpa – dimostra inequivocabilmente
come anche i vertici della classe forense siano consapevoli
della incapacità di coinvolgere la gran parte dell’intera
categoria nella battaglia contro la “deregulation” degli
Ordini professionali». E ha incalzato «Se davvero i circa
160.000 avvocati italiani, ma soprattutto le decine di
migliaia di avvocati iscritti all’albo forense romano,
avessero a cuore la difesa dell’inderogabilità delle
tariffe forensi , le istituzioni legali avrebbero potuto
organizzare una imponente manifestazione di piazza invece di
dovere ripiegare su un cinema cittadino».Del resto, ha
aggiunto il presidente dell’Anpa, «per i praticanti ed i
giovani avvocati dell’Anpa., volutamente assenti a Roma, il
fatto poi che l’organizzazione sia stata perorata
soprattutto da esponenti dell’avvocatura cassazionista
dimostra evidentemente come ormai la spaccatura generazionale
all’interno della classe forense sia quasi insanabile». E
ha concluso «I giovani legali Italiani ritengono più utile
aprirsi al cambiamento meritoriamente richiesto anche dalle
forze imprenditoriali, politiche e sociali piuttosto che
rintanarsi in fortini corporativi come la manifestazione
odierna».
Qui di seguito il
COMUNICATO STAMPA A.N.P.A.
“ PER I GIOVANI LEGALI ITALIANI
L’ASSEMBLEA DELL’AVVOCATURA CASSAZIONISTA AL CINEMA
ADRIANO E’ UN FLOP ANNUNCIATO”
“Il fatto che la tanto decantata
Mobilitazione Nazionale dell’Avvocatura sia stata convocata
presso un cinema cittadino di Roma dimostra inequivocabilmente
come anche i vertici della classe forense siano consapevoli
della incapacità di coinvolgere la gran parte dell’intera
categoria nella battaglia contro la “deregulation” degli
Ordini Professionali.
Se davvero i circa 160.000 avvocati
italiani, ma soprattutto le decine di migliaia di avvocati
iscritti all’albo forense romano, avessero a cuore la difesa
dell’inderogabilità delle tariffe forensi , le istituzioni
legali avrebbero potuto organizzare una imponente
manifestazione di piazza invece di dovere ripiegare su un
cinema cittadino.
Per i Praticanti ed i Giovani Avvocati
dell’A.N.P.A., volutamente assenti a Roma, il fatto poi che
l’organizzazione sia stata perorata soprattutto da esponenti
dell’avvocatura cassazionista dimostra evidentemente come
ormai la spaccatura generazionale all’interno della classe
forense sia quasi insanabile.
I Giovani Legali Italiani ritengono più
utile aprirsi al cambiamento meritoriamente richiesto anche
dalle forze imprenditoriali, politiche e sociali piuttosto che
rintanarsi in fortini corporativi come la manifestazione
odierna”.