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SUL QUOTIDIANO "EUROPA" EDITORIALE DEL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI  GIOVANI LEGALI ITALIANI  E DI QUELLE DEI GIOVANI ARCHITETTI E DEI GIOVANI FARMACISTI 
 
 
 
In uno speciale del quotidiano "Europa" (vicino al partito politico "La Margherita) è stato chiesto il parere delle tre associazioni nazionali che rappresentano alcune categorie di Giovani Professionisti.

Per i Giovani Farmacisti Italiani è intervenuto Fabio Romiti, VicePresidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti www.mnlf.it

L'articolo del MNLF è a questo indirizzo http://www.mnlf.it/professioni100giorni.htm

Per i Giovani Architetti Italiani è intervenuto Giovanni Loi, Segretario Codiarch www.codiarch.org

Per i Giovani Avvocati Italiani è intervenuta l'A.N.P.A. con questo Editoriale.

Dal Quotidiano "Europa" http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp del 30.11.2005

Titolo :

Il parere dell'Associazione Giovani Avvocati

"Liberalizzare l'accesso"

Il profilo tenuto dal Quotidiano Europa in merito all’annosa querelle relativa alla riforma delle Libere Professioni trova la convinta adesione anche dei 60.000 Praticanti, nonché  dei Giovani Avvocati Italiani rappresentati dall’A.N.P.A..Mentre paradossalmente sembra ingrossarsi il partito unico – trasversale a tutti gli schieramenti parlamentari –  contro le liberalizzazioni, il condivisibile Editoriale di Ruggero Orlando del 15.11.2005 intitolato “Gli Ordini contro i Giovani Professionisti” ha avuto invece il pregio di anticipare , anche a livello di contenuti, la Relazione  di sabato scorso sul tema da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Esiste infatti un problema di  accesso sia formale, sia sostanziale alle libere professioni che interessa rispettivamente gli aspiranti professionisti nonchè i Giovani già abilitati.Una corsa ad ostacoli scandita  in primo luogo da un esame di stato non di rado reso più simile ad un concorso che ad una vera abilitazione.Le ultime proposte ad esempio in tema di formazione forense da parte del Sott. al MIUR Siliquini volte a delegare anche all’ Ordine Professionale  le cd Scuole di Formazione – si badi a pagamento - evidenziano il fin troppo ovvio rischio – assai ben tratteggiato da Linda Lanzillotta nel recente articolo “Le professioni che vogliamo” - di demandare nei fatti agli Ordini il “controllo” degli accessi alle professioni.Spiace che tali prospettive siano incredibilmente caldeggiate anche da importanti esponenti in materia del centro sinistra quali ad esempio l’On. Pierluigi Mantini che continua  anche a ritenere come questione fondante l’ equo compenso per il tirocinante.Ciò risponde ad una miope visione che vuole l’aspirante avvocato come un dipendente parcheggiato presso Colleghi più esperti, e non come un libero professionista da far accedere alla carriera di avvocato il più presto possibile.Semmai durante il tirocinio forense sarebbe auspicabile l’estensione temporale degli attuali sei anni del cd patrocinio legale, ovvero la possibilità per il praticante – dopo un anno di tirocinio - di poter esercitare l’attività giudiziale , anche se solo innanzi alle Corti inferiori, e quindi di guadagnare in modo autonomo.Superata questa prima barriera relativo all’accesso formale, i Giovani Avvocati si trovano a condividere assieme alla quasi totalità degli altri giovani professionisti, la persistenza di vincoli tariffari che rappresentano un enorme ostacolo ad un vero accesso sostanziale alle rispettive professioni.L’ auspicabile abolizione dei minimi e massimi tariffari permetterebbe invece lo smobilizzo del Mercato iniettando forti dosi di concorrenza ,come richiesto più volte anche dai vertici  di Confindustria, garantendo  quindi ai Giovani Professionisti la possibilità di acquisire assai piu’ agevolmente un proprio “pacchetto clienti”.Chi oppone che in tal modo non verrebbe garantita la qualità della prestazione, tende a dimenticare – colpevolmente - che il titolo di laurea ,nonché il superamento dell’esame di abilitazione rappresentano sicuramente un’ indubitabile garanzia per il Mercato.La mancata riforma dello status quo viene giustificata con la forte presenza di Parlamentari iscritti agli Albi Professionali, che Giovanni Floris nel libro “Monopoli” chiama anche Caste ; se tale forza trasversale in effetti si è fatta sentire nei luoghi istituzionali nelle ultime legislature facendo naufragare ogni intento riformatore, non riteniamo che gli altri professionisti – specie quelli più “navigati” – orientino il proprio consenso elettorale in base alla difesa o meno dell’attuale strutturazione degli Ordini Professionali, che in verità non di rado intravedono come financo troppo invasiva.Viceversa i circa 700 mila praticanti iscritti nei vari albi nonchè le altre centinaia di migliaia di Giovani Professionisti già abilitati, ma che cercano di acquisire uno spazio nel Mercato, sono assai sensibili ad una politica attenta alle loro istanze –  quale quella ad esempio tratteggiata dal Presidente della Margherita On.Rutelli – che alla lunga può diventare lungimirante e quindi vincente.Concordiamo infine ancora una volta con l’illuminante editoriale di Ruggero Orlando  quando dice che “mentre parliamo di giovani, i Giovani invecchiano”.Ci permettiamo di aggiungere – a beneficio della classe politica - che ,mentre invecchiano, i Giovani votano.

                                                                        Avv.  Gaetano Romano

Presidente Nazionale A..N. P.A. - Giovani Legali Italiani