In un articolo sul sito della BBC Mark Duff, corrispondente
da Milano dell’emittente britannica, evidenzia come
addirittura nel programma dell'Unione" non ci sia
parola sulla riforma dei sindacati, delle professioni o del
settore pubblico"
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/4732630.stm
Su
www.studenti.it (il
portale italiano piu' importante per gli studenti
universitariche vanta un totale oltre un milione di
iscritti) il dissenso degli studenti di giurisprudenza sul
programma dell'Unione in tema di libere professioni
http://www.studenti.it/lex/dopolalaurea/riforma_ordine.php
Fare
a meno dei vecchi… prima che sia troppo tardi
Régys Debray proponeva una riserva naturale…basterebbe un
po’ di concorrenza
a cura di Pasquale Annicchino
Prima i fatti:
Se
avevamo bisogno di un'altra prova l'abbiamo avuta il giorno
20 a Parma. Lì si riuniva tutto il meglio della
gerontocrazia forense italiana. Brave persone per carità,
ed anche competenti, ma il problema è un altro. Mentre da
più parti si rincorrono le proposte di liberalizzazione
degli ordini professionali e di nuovi spazi per i giovani,
cosa si inventano loro? Le scuole di specializzazione
obbligatorie, a pagamento ed a numero chiuso. Poi come tutti
i nonni, al bastone uniscono la carota: daranno un
indennizzo al povero praticante che tra la scuola di
specializzazione e lo studio legale dovrà pure trovare il
tempo per colmare i vuoti affettivi con qualche
psicofarmaco.In pochi mesi tre conquiste a favore del ceto
forense a danno di tutti i praticanti e degli studenti di
giurisprudenza che aspirano a diventarlo:
-
l'eccezione strappata al parlamento europeo per quel che
riguarda i servizi legali nell'approvazione della direttiva
Bolkestein
-il
nuovo decreto sulle facoltà di giurisprudenza che, parole
del presidente della conferenza dei presidi di facoltà,
istituisce una vera e propria “gabbia di ferro” sui
curricula, azzerando la libera scelta di esami per gli
studenti in ossequio ad una pianificazione centralista degna
della miglior tradizione sovietica
-ora
la proposta dell' OUA (organismo unitario dell'avvocatura):
scuola di specializzazione e tirocino obbligatori, esami
ogni 6 mesi nelle scuole, limitazione del numero di
praticanti per ogni avvocato
Poi
le considerazioni:
Nel 2050 quando la Nigeria sarà popolata in media da
diciottenni, la Cina da trentaduenni, Gli U.S.A. e la Gran
Bretagna da cittadini di 37 e 42 anni noi ci attesteremo sui
52 anni…
Sommando l'età media di Berlusconi e Prodi si arriva a 135
anni provate a paragonarla con quella di Tony Blair e David
Cameron…
Tutti esaltano i giovani, ma il problema è che viviamo in
una società di vecchi ed i vecchi votano… la politica
debole cede facilmente di fronte alla possibilità di
garantirsi il consenso di quella che è comunque la fetta
maggiore di elettorato, così è stato a livello europeo così
probabilmente sarà a livello nazionale.
Infine
le azioni …
Se non possiamo chiuderli in una riserva…proviamo almeno a
portarli nella “ giungla del mercato ” , alla fine i
guardiani sono i consumatori, decideranno loro se affidarsi
e dare una possibilità ad un giovane, magari risparmiando
qualcosa o pagare una tariffa minima ad un avvocato
affermato.
E ripetiamolo ancora: un avvocato non è un missionario che
cura il pubblico interesse, ma un'impresa che presta un
servizio in favore del suo cliente; niente eccezioni alle
regole che tutti gli altri devono rispettare.
Se
davvero la nuova modernità è “ la società del rischio
”, non possiamo accettare differenze tra chi subisce la
concorrenza mondiale come gli operai e i metalmeccanici che
vedono de-localizzare le loro fabbriche e pochi che chiedono
rendite di posizione a danni di tutti.
p.s.:
se andate all'estero e parlate con un inglese o un
tedesco…non dite che per superare l'esame forense ci
vorranno 7 o 8 anni di studio, nella migliore delle ipotesi,
o che il praticantato non è pagato…potrebbero credere che
i “ vecchi ” nella riserva abbiano chiuso voi….