CONTINUA LA BATTAGLIA
CONTRO LA FORMAZIONE COATTIVA A SPESE DEGLI AVVOCATI
Titolo
GIOVANI AVVOCATI, IL SUD SEGUA ROMA da Il Corriere
Economia del Corriere della Sera (solo per le regioni
regioni
Sicilia-Calabria-Campania-Puglia-Molise-Basilicata)
L'ordine capitolino ha
reso facoltativi i corsi di formazione
Il ruolo
del Vicepresidente UGAI Autieri è anche quello di
aiutare i nuovi professionisti meridionali a trovare più
spazio
Sempre più
spesso una parte dell’avvocatura discetta sul presunto
scadimento della qualità dei servizi resi dalla classe
forense alla collettività. I cittadini hanno tuttavia
una percezione dell’avvocatura ben diversa. Da un
sondaggio Doxa di Milano pubblicato in un articolo de
“Il Mondo” del 30.11.2007 risulta che ,per gli italiani,
gli avvocati sono ritenuti , tra tutti i professionisti,
quelli dotati della più “alta preparazione culturale e
professionale” Ciò è, a nostro parere, dovuto ad una
maggiore concorrenza - negli ultimi anni – all’interno
della professione e quindi alla necessità per l’avvocato
- se vuole competere sul mercato - di prestare servizi
professionali sempre più accurati. Nondimeno ,secondo
una ricerca recentissima commissionata dal Consiglio
Nazionale Forense al Censis ed all’Università Roma Tre,
ben il 66,5% dei clienti ritiene che i servizi degli
avvocati siano in linea con la proprie aspettative. In
ogni caso il calo d’immagine dell’avvocatura - anche
qualora fosse reale - non sarebbe in ogni caso dovuto di
certo ai giudizi “in serie” che i giovani avvocati
avrebbero l’abitudine di intraprendere. In quest’ ottica
l’impegno del Vicepresidente U.G.A.I. per il Sud Italia
Avv. Massimo Autieri è anche quello aiutare i giovani
professionisti meridionali a trovare sempre più spazio
nella libera professione. Certo i costi
della formazione professionale recentemente imposta agli
avvocati produrranno - oltre alla sottrazione di tempo
prezioso al lavoro di studio - anche la necessità -
proprio al fine di coprire queste nuove “spese” - di
innalzare le tariffe per i propri clienti. Sarebbe
pertanto opportuno quindi che anche gli ordini forensi
del Sud Italia seguissero l’esempio dell’Ordine degli
avvocati di Roma che ha sostanzialmente reso facoltativa
la formazione – ove non sia possibile garantirne la
gratuità - per i propri iscritti. C’è poi un
problema reale di rappresentanza nazionale femminile. Da
una nostra ricerca condotta lo scorso anno all’interno
di quasi tutti i singoli Consigli Nazionali degli
Avvocati d’Europa (quindi anche oltre i limiti
dell’Unione Europea) – e ripresa anche nell’articolo del
6.11.2007 intitolato “Avvocatura per soli uomini” sul
sito del settimanale “Panorama” – risulta che il massimo
organo istituzionale forense italiano sembra essere
davvero l'unico a livello del continente europeo a non
avere alcuna donna avvocato tra i propri 26 membri. Si
consideri che la media delle donne iscritte all'albo
degli avvocati italiano ,ovvero il 36%, è quasi pari
alla media (35%) delle donne avvocato nel continente
europeo. Qualcuno parla di superamento degli ordini
professionali come unica riforma necessaria. Dai dati
raccolti dall’ Unione Giovani Avvocati Italiani -
pubblicati sul Sole 24 ore nell’articolo “Al voto per
gli ordini una minoranza di legali ” del 12.11.2008 -
risulta che ,su un campione di quasi 80.000 avvocati
rappresentativi di circa 30 C.d.O. di tutte le
dimensioni ed aree geografiche, la percentuale nazionale
di partecipazione degli avvocati alle elezioni dei vari
Consigli dell’Ordine locali è di meno del 45%
(precisamente 44,5%) e la stessa scende al 40% se si
considerano i 4 fori più grandi ovvero Roma, Milano,
Napoli e Palermo rappresentativi di quasi 50.000
avvocati. Ne discende che a livello nazionale più di un
avvocato su due non ha interesse alla “vita” degli
ordini forensi. Se infine si attenziona il decreto legge
185/2008 del 29 novembre scorso (cd “pacchetto
anticrisi”) ,si noterà come i professionisti scontino il
fatto di non poter essere - in Italia a differenza che
nell’U.E. - oggetto delle importanti facilitazioni
previste per le altre imprese. Ecco forse perché ,anche
per questo,da più parti si ritiene conveniente una
diversa collocazione strutturale degli studi
professionali (magari all’interno delle confederazioni
nazionali di rappresentanza imprenditoriale)
Avv. Gaetano
Romano
Presidente Unione Giovani Avvocati Italiani
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da
http://www.positanonews.it/dettaglio.php?id=21802
MONTERA RISCHIANO DI ESSERE UNO
SFRUTTAMENTO
Salerno, oggi il presidente dell´ordine degli avvocati
di Salerno Americo Montera lancia l´allarme "Dietro i
corsi di formazione c´è qualche interesse commerciale -
denuncia Montera -, si sta lavorando per farli in futuro
a pagamento. Finchè sarò io a presiedere l´ ordine non
averrà. Intanto stiamo studiando un modo per far corsi
in rete per evitare che ci siano colleghi come Cinque da
Positano in Costiera Amalfitana o De Marco da Paestum
nel Cilento vengano a impiegare una intera giornata di
lavoro per seguire un corso. Questi corsi sono troppo
spesso una perdita di tempo, non è questo il caso, ma
alcuni vengono solo per riempire il libretto."
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E' caccia ai
corsi per gli avvocati a punti
da Corriere della
Sera Sera Magazine
05-03-2009
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Per
scaricare la petizione contro la formazione coattiva a
spese degli avvocati vai su
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Intervento della VicePresidentessa Nord Italia Avv.
Manuela Mongili dell' U.G.A.I. sulla formazione forense
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UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI : “L’INDICE DELLE
LIBERALIZZAZIONI 2008 DELL’ ISTITUTO BRUNO LEONI
CONFERMA UN SISTEMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI BLOCCATO
A DANNO DEI GIOVANI”
“L’Indice annuale dell’Istituto Bruno
Leoni sulle liberalizzazioni del Mercato in Italia che
verrà presentato oggi alle 18 presso Palazzo Affari ai
Giureconsulti a Milano – dichiara Gaetano Romano
Presidente dell’ Unione Giovani Avvocati Italiani -
conferma tra l’altro che il grado di libertà nelle
professioni intellettuali (avvocati,
contabili,architetti ed ingegneri) rimane basso (solo
46% se parametrato rispetto a quello di riferimento
ovvero quello dell’Inghilterra). Siamo lieti che l’IBL
nella sua pubblicazione - il cui incontro di
presentazione oggi sarà coordinato da Gianfranco Fabi
(vicedirettore, Il Sole 24 Ore) - abbia ritenuto in modo
negativo anche il recente obbligo di formazione
obbligatoria a spese degli avvocati istituito dal C.N.F.
con la circolare datata 13 luglio 2007. All’interno
dell’indice annuale relativamente alle libere
professioni condotte da Silvio Boccalatte per l’IBL
viene rilevato infatti testualmente come con la
formazione obbligatoria “si
svaluta lo studio personale, che costituisce la
principale forma di aggiornamento, secondariamente si
impone al professionista una vera e propria corvée,
riducendo il tempo che egli potrebbe allocare alla
propria attività”. Ricordiamo come la nostra
associazione negli scorsi mesi ha presentato una
denuncia alla Commissione Europea Divisione
“Competition” proprio su questo tema denotando come
l’aggravio di costi per gli avvocati, discendenti
dall’obbligo di formazione a pagamento, vada poi a
ripercuotersi sulle tariffe professionali e quindi sui
consumatori”
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L'indice delle
Liberalizzazioni dell'IBL www.brunoleoni.it qui
per esteso
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI : “ DELUDENTE LA RELAZIONE DEL
PRESIDENTE DELL’ANTITRUST CATRICALA’; L’ A.G.C.M. NON HA
FATTO NULLA PER ELIMINARE LE BARRIERE A DANNO DEI
GIOVANI PROFESSIONISTI; PRESENTEREMO UN “LIBRO NERO”
ALLA COMMISSIONE CONCORRENZA U.E.”
“L’ Unione
Giovani Avvocati Italiani ritiene assolutamente
deludente la parte dedicata agli ordini professionali
all’interno della relazione odierna del Presidente dell’
A.G.C.M. Catricalà sull’attività svolta dall’ Antitrust
nel 2007.
Prendiamo atto che l’ A.G.C.M. - pur avendo con
un’apposita indagine conoscitiva iniziata ormai nel
lontano gennaio 2007 - stigmatizzato il fatto che la
maggior parte dei codici deontologici professionali non
si siano perfettamente adeguati alla Legge Bersani, non
ha ancora nemmeno comminato una multa agli Ordini
Professionali interessati.
In tal modo si impedisce ai Giovani Avvocati ed ai
consumatori di usufruire dei vantaggi garantiti dalla
Legge Bersani in termini di possibilità reale di
utilizzare la pubblicità e di praticare tariffe al di
sotto dei minimi.
Inoltre le barriere all’accesso alla professione forense
si aggravano dato che - che secondo le ultime
statistiche - l’esame per diventare avvocato è quasi
diventato un concorso con appena il 35% di candidati
promossi ogni anno .Trattasi della percentuale più bassa
tra tutti gi esami di abilitazione per liberi
professionisti.
Diamo atto comunque che nella relazione a pg 223 - nella
parte dedicata ai servizi legali - viene evidenziato
come “i requisiti di accesso si sono trasformati in
ingiustificate barriere” nelle Nazioni , come l’ Italia,
in cui “è la stessa professione legale a controllare
l’accesso alle facoltà di legge e la procedura di
abilitazione all’ entrata”.
L’Antitrust non è intervenuta nemmeno in ordine alla
formale segnalazione da noi presentata nell’aprile 2007
in ordine ad un regolamento del Consiglio Nazionale
Forense sulla formazione obbligatoria a spese degli
avvocati che – come abbiamo dimostrato – origina delle
dinamiche anticoncorrenziali a danno soprattutto dei
Giovani Avvocati ed indirettamente colpirà i consumatori
che subiranno tariffe professionali più onerose.
Per questo motivo qualche mese fa abbiamo inoltrato una
denuncia alla Commissione Europea , Divisione
Concorrenza proprio su questo argomento chiedendo un
intervento che sopperisca all’inerzia dell’ Antitrust
italiano.
Alla luce di quanto sopra nei prossimi mesi l’Unione
Giovani Avvocati Italiani invierà alla Commissione
Europea un “Libro Nero” sulla mancata tutela dei Giovani
Professionisti da parte dell’ A.G.C.M. e sullo stato
delle libere professioni che risulta bloccato da anni.
L’ Unione Giovani Avvocati Italiani - conclude Gaetano
Romano Presidente dell’ U.G.A.I. - rileva infine come
questa relazione annuale dell’ A.G.C.M. sull’attività
svolta nell’anno 2007 sarebbe stata probabilmente
presentata con quasi due mesi di ritardo rispetto al
termine espressamente previsto dall’ art 23 della legge
10.10.1990 n. 287 il quale prevede che “l' Autorità
presenta al Presidente del Consiglio dei Ministri, entro
il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'attività
svolta nell'anno precedente. Il Presidente del Consiglio
dei Ministri trasmette entro trenta giorni la relazione
al Parlamento”.
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http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=19105
CONCORRENZA. Antitrust, i
commenti. Scajola: "Terremo conto delle valutazioni di
Catricalà"
24/06/2008 - 15:24
Il Ministro dello Sviluppo economico
terrà conto delle valutazioni espresse dall'Antitrust e
conferma l'impegno a migliorare le norme sulla class
action per farle entrare in vigore il primo gennaio
2009. "Terremo conto - ha detto il ministro Claudio
Scajola - delle utili valutazioni e degli stimoli del
presidente dell'Antitrust Catricalà, che mi paiono del
resto in linea con quanto realizzato dal governo in
queste prime settimane di lavoro: l'impegno per una
maggiore concorrenza nel settore della distribuzione dei
carburanti di intesa con le categorie interessate, la
tutela dei consumatori con la segnalazione all'Antitrust
di anomali andamenti dei prezzi di generi di largo
consumo come latte e burro, la liberalizzazione dei
servizi pubblici locali. Per quel che riguarda la class
action, confermiamo l'impegno a migliorare le norme,
anche con la collaborazione dell'Antitrust e delle
organizzazioni dei consumatori, in modo da far entrare
in vigore il provvedimento dal 1° gennaio prossimo".
L'Adiconsum
sottolinea il ruolo dell'Autorità: "Per contrastare le
pratiche commerciali scorrette e la non corretta
applicazione delle norme sulle liberalizzazioni, resta
indispensabile un forte ruolo dell'Autorità garante
della concorrenza e del mercato e una efficace azione
risarcitoria da attuare con la class action". Si
sofferma sulle pratiche commerciali scorrette: per
contrastarle, afferma l'associazione, "resta
indispensabile avere in futuro un forte ruolo
dell'Autorità abbinato ad un'azione di risarcimento che
deve essere garantito dall'azione collettiva".
"Riteniamo positivo l'operato dell'Antitrust - conclude
Paolo Landi - per la tempestività con cui vengono
affrontati i problemi che le associazioni dei
consumatori portano all'attenzione dell'autorità.
Chiediamo al ministro per l'Economia Giulio Tremonti di
destinare una parte delle sanzioni, nel 2007 84 milioni
di euro, all'attività di informazione e di assistenza ai
consumatori come previsto dalla legge".
Di
"intervento magistrale" parla Cittadinanzattiva.
"L'odierna relazione di Catricalà - ha detto il vice
segretario generale Giustino Trincia - riprende aspetti
centrali come la abolizione delle commissioni di massimo
scoperto applicate dalle banche, i legami tra i
concorrenti e la portata criminale dei cartelli, gli
ostacoli delle banche alla portabilità dei mutui. Tutte
patologie che confermano la nostra analisi di fondo:
abbiamo a che fare con liberalizzazioni all'italiana
davanti alle quali c'è una gravissima crisi del sistema
di tutela dei diritti dei cittadini. Non è più il tempo
della retorica sui cittadini consumatori, ma di scelte
chiare e concrete che devono essere fatte da Parlamento
e Governo, e rispetto alle quali ognuno si dovrà
assumere le proprie responsabilità".
Di diverso
tenore il commento dell'Unione Giovani Avvocati
Italiani, che considera invece "deludente" la relazione
dell'Antitrust sul versante degli ordini professionali.
"L' Unione Giovani Avvocati Italiani - dichiara il
presidente Gaetano Romano - ritiene assolutamente
deludente la parte dedicata agli ordini professionali
all'interno della relazione odierna del Presidente dell'
AGCM Catricalà sull'attività svolta dall'Antitrust nel
2007". L'Autorità, pur avendo stigmatizzato il fatto che
la maggior parte dei codici deontologici professionali
non sia perfettamente adeguata alla Legge Bersani, "non
ha ancora nemmeno comminato - affermano l'Unione Giovani
Avvocati - una multa agli Ordini Professionali
interessati. In tal modo si impedisce ai Giovani
Avvocati ed ai consumatori di usufruire dei vantaggi
garantiti dalla Legge Bersani in termini di possibilità
reale di utilizzare la pubblicità e di praticare tariffe
al di sotto dei minimi". La sigla denuncia inoltre le
barriere alla professione forense, con solo il 35% di
candidati promossi annualmente all'esame per diventare
avvocato. "L'Antitrust - aggiunge - non è intervenuta
nemmeno in ordine alla formale segnalazione da noi
presentata nell'aprile 2007 in ordine ad un regolamento
del Consiglio Nazionale Forense sulla formazione
obbligatoria a spese degli avvocati" che, commenta la
sigla, "origina delle dinamiche anticoncorrenziali a
danno soprattutto dei Giovani Avvocati ed indirettamente
colpirà i consumatori che subiranno tariffe
professionali più onerose". L'Unione Giovani Avvocati
annuncia che nei prossimi mesi invierà alla Commissione
europea un "Libro Nero" "sulla mancata tutela dei
Giovani Professionisti da parte dell'AGCM e sullo stato
delle libere professioni che risulta bloccato da anni".
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La vicepresidentessa Centro
Nord UGAI, Avv. Mongili denuncia la "formazione
business" contro gli avvocati sul Sole 24 Ore
Centro-Nord
I contenuti di
un'intervista con la VicePresidentessa U.G.A.I. per il
Centro Nord Avv. Manuela Mongili nell'articolo "La
formazione diventa business" a pg 20 del Sole24Ore
CentroNord del 17.12.2008.L' Unione Giovani Avvocati
Italiani resta l'unica associazione nazionale forense a
tutela degli avvocati e contro la formazione coattiva
voluta dal vertice del CNF e da più o meno
rappresentative associazioni forensi (OUA, Unione Camere
Penali,AIGA, Camere Civili, ANF)
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Pubblichiamo alcuni stralci della Relazione Annuale per
l’inaugurazione dell’anno forense 2007 (consultabile
integralmente sul sito
www.consiglionazionaleforense.it )
dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense Prof.
Avv. Guido Alpa
Sotto l’intestazione “La seconda fase del XXVIII
Congresso forense” si legge che“ :
[..............] Alla sessione di Milano (del
Congresso Nazionale Forense n.d.r.) [..............]
Il dibattito si è soprattutto svolto
intorno ai profili politici, per cercare di capire come
raggiungere il risultato di ridurre l'enorme schiera di
avvocati iscritti agli albi e di aspiranti , per
far sì che la "legione" non divenisse un ostacolo al suo
stesso sviluppo e al suo stesso benessere.
Si è dunque parlato dei filtri
all'ingresso, dell'aggiornamento
professionale, della qualificazione professionale.
[..............]
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