I GIOVANI AVVOCATI CONTRO GLI AVVOCATI CASSAZIONISTI:L' "A.N.P.A.- GIOVANI LEGALI ITALIANI"  PRESENTE SULLE RADIO NAZIONALI, SUI QUOTIDIANI,SETTIMANALI E SULLE AGENZIE DI STAMPA NAZIONALI
 
 
 

Mercoledì 12.'07.2006 il Presidente Nazionale dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" Avv. Gaetano Romano è intervenuto su RADIO24 dalle ore 9.00 alle ore 10.00 in una intervista a tre con il Sottosegretario alla Giustizia Li Gotti ed il Segreteraio dell'U.C.P.I. Avv. Spigarelli.

Su http://www.radio24.ilsole24ore.com/fc?cmd=sez&chId=40&sezId=9768 è possibile riascoltare la puntata della nota trasmissione "VivaVoce"

Il sito www.anpaitalia.it ha una rinnovata veste grafica dato anche il cambio dell'acronimo in "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani",le modifiche statutarie ed all'interno delle cariche sociali nazionali.
Ringraziamo tutti coloro (tanti) che hanno inviato complimenti per il nostro webmaster Dalla Gherarda.
Nel tardo autunno ,dopo che c'è stata la riunione elettiva urgente di Perugia di fine maggio, si terrà il VI Congresso Nazionale "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani".
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Nuovo Presidente dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" a Milano
Il NeoPresidente è l' Avv. Manuela Mongili
per contatti: milano@anpaitalia.it 
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L' Avv. Rossella Cortis è il nuovo Presidente della sezione cagliaritana.
Per contatti cagliari@anpaitalia.it 
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Nuova sezione a Genova

Il Presidente è Anton Maria Dellepiane
Per contatti genova@anpaitalia.it

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Nuova sezione a Pavia

Il presidente dell'"A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" di Pavia è l'Avv. Maria Pia Taraso

Per contatti pavia@anpaitalia.it

 


 

Costituite nuove sezioni dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" a Crema Lodi e ViboValenzia cui è stato concesso ai sensi dell'art 21 Statuto Nazionale "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" l'utilizzo del nostro logo ed acronimo.
Dopo un anno di mancanza di nostri rappresentanti locali , anche i Fori di Salerno e Pescara riavranno a breve una loro sezione "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani"
Stiamo ricevendo parecchie richieste, specie dopo la campagna pro DL Bersani, di utilizzo del nostro acronimo,del nostro logo e quindi di apertura sezioni nei Fori ove non vi sono nostre rappresentanze.
Cercheremo di esaudire tutte le richieste.

 


Ordini professionali: dai Giovani Avvocati si' alle liberalizzazioni corriere della sera
Corriere della sera, 01 lug 16:53 da www.corriere.it

Ordini professionali: dai Giovani Avvocati si' alle liberalizzazioni

ROMA - A sorpresa i giovani avvocati approvano le liberalizzazioni introdotte dal governo Prodi, compresa l'abolizione delle tariffe minime e massime per gli iscritti agli ordini professionali. "Comprendiamo le proteste della parte dell'avvocatura piu' 'navigata' - ha detto Gaetano Romano, presidente dell'Anpa - ma noi giovani avvocati siamo assolutamente favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e alla pubblicita'. Questi due divieti servivano solo a mummificare il mercato professionale a danno di noi giovani professionisti". Finora "a parita' di tariffa, i clienti erano portati a scegliere gli avvocati
cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12 anni professionali, e non
noi giovani". (Agr)

http://www.agi.it/news.pl?doc=200607011710-1142-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia

LIBERALIZZAZIONI: ANPA, RIFORME AGEVOLANO I GIOVANI AVVOCATI
(AGI) - Roma, 1 lug. - "Siamo assolutamente favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e della pubblicita', perche' questi due divieti servivano solo a mummificare il mercato professionale a danno di noi giovani professionisti". Cosi' Gaetano Romano, presidente nazionale dell'Anpa (Giovani legali italiani), prende le distanze dall'avvocatura "piu' navigata", che ha bocciato le riforme del decreto approvato ieri dal governo. "Lo scontro generazionale era prevedibile - continua Romano -, perche' era logico che a parita' di tariffa i clienti fossero portati a scegliere gli avvocati cassazionisti (ovvero con almeno 12 anni di esperienza) e non noi giovani". "Il governo sta operando bene - conclude - e noi saremo vigili affinche' non si pieghi alla volonta' dell'avvocatura cassazionista". (AGI) -
011710 LUG 06
COPYRIGHTS 2002-2006 AGI S.p.A.

http://it.news.yahoo.com/10072006/201/avvocati-12-giorni-sciopero-contro-dl-bersani.html 

Avvocati, 12 giorni di sciopero contro il dl Bersani

Roma, 10 lug . (Adnkronos/Ign) - Dodici giorni di astensione dalle udienze. Da oggi e fino al 21 luglio gli avvocati sono in sciopero contro il decreto Bersani sulla competitività, nella parte riguardante la professione forense. Rinviate, dunque, tutte le udienze civili, penali e amministrative. Le corti resteranno attive solo per i provvedimenti urgenti. Una protesta che ha preso il via nonostante la Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, presieduta da Antonio Martone, abbia contestato all'avvocatura la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima, chiedendo uno slittamento dell'inizio dello sciopero al 16 luglio. ''Quello degli avvocati è uno sciopero senza preavviso al contrario di quello che prevede la legge che naturalmente, sono certo, gli avvocati conosceranno'', sottolinea oggi il ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani. Il ministro spiega che ''stiamo facendo delle norme che correggono degli elementi, alcuni dei quali sono sotto infrazione europea. Questo mi pare indiscutibile. Non stiamo facendo la riforma degli ordini che si vedrà più avanti''.

Le ragioni della categoria verranno illustrate questo pomeriggio in Commissione Giustizia del Senato. Alla base della lunga protesta, decisa lo scorso 5 luglio dall'Assemblea generale degli ordini forensi e che prevede una manifestazione nazionale il 21 luglio, le norme sull'abolizione dei minimi tariffari e la possibilità di pubblicità negli studi professionali. Ma all'interno della categoria non sono tutti d'accordo sullo sciopero.
I giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti ed avvocati, condividono la riforma adottata dal ministro Bersani e sono quindi contrari allo sciopero deciso dai loro colleghi.

Ad ogni modo, secondo la presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana (Oua) Michelina Grillo, ''tutta l'Avvocatura sta scioperando: l'adesione all'astensione è totale''.Anche il boss mafioso Bernardo Provenzano ha acconsentito oggi che il suo legale, Francesco Marasà, si astenesse dall'udienza per aderire allo sciopero. ''Faccio quello che dice il mio avvocato: quindi non partecipo all'udienza'', ha detto il capo di Cosa nostra collegato in videoconferenza con il presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Palermo, Vittorio Anania, che presiede il processo 'Trash'. Quindi, l'udienza è stata rinviata al prossimo 5 ottobre. Salta anche l'udienza - rinviata al 16 settembre - del processo al deputato di Forza Italia, Gaspare Giudice, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. (Adnkronos)

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"A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" su IL MONDO (settimanale della RCS) pg 101 http://www.ilmondo.rcs.it/
Titolo: ANPA CONTRO TUTTI A DIFESA DEL DECRETO BERSANI a firma del giornalista Dott. Franco Stefanoni
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Giorno 12.07.2006 dalle ore 8.05 alle 0re 8.15 vi è stata un' intervista al Presidente Nazionale sul DL Bersani sulla nota radio di Roma "Radio Città Futura" http://www.radiocittafutura.it/home/home.asp preceduta da un'altra intervista svolta al Presidente dell' agenzia apcom Calabrò sempre sullo stesso tema
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da www.corriere.it
Contrari all'agitazione i giovani  dell'Anpa

Da oggi legali in sciopero, udienze a rischio
Protesta di dodici giorni contro l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per gli studi contenuti nel decreto Bersani
ROMA - Da oggi e per dodici giorni gli avvocati incrociano le braccia. Comincia uno degli scioperi più lunghi della categoria, contro il decreto Bersani e in particolare la parte del provvedimento che riguarda la professione forense. L'obiettivo è ottenere lo stralcio di queste norme, tra cui l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per gli studi professionali. L'astensione riguarda tutta la categoria e potrebbe portare al blocco delle udienze civili, penali e amministrative. Tra l'altro si sovrapporrà per alcuni giorni (dal 14 al 21) alla protesta che i penalisti avevano indetto in anticipo contro il disegno di legge di sospensione della riforma dell'ordinamento giudiziario.
APERTURA AL DIALOGO - «È di indubbia gravità - si legge nel documento che annunciava la protesta e una manifestazione nazionale il 21 luglio - la situazione determinata dal decreto. Ci sono violazioni di diritti e prerogative anche costituzionalmente protetti». Un documento di denuncia, dove l'avvocatura chiedeva al Governo di «stralciare dal testo la parte del decreto legge che riguarda la professione forense, nonché le norme che dispongono riduzioni degli stanziamenti per la giustizia». Ma nell'annunciare le quasi due settimane di astensione dalle udienze penali, civili e amministrative, fatti salvi i provvedimenti urgenti e i servizi essenziali, gli avvocati si erano detti aperti al dialogo, assicurando la loro disponibilità a definire con il ministro della Giustizia Clemente Mastella un testo di riforma della professione forense, una volta stralciate le parti del decreto riguardante le professioni forensi.
CONTRARI - E il Guardasigilli proprio ieri, alla vigilia della lunga astensione, ha invitato la categoria a «riaprire il dialogo», assicurando che né lui né il Governo intendono limitare le prerogative e l'autonomia dell'avvocatura, né tanto meno abolire gli ordini. Un primo incontro tra rappresentanti della categoria e Palazzo Chigi potrebbe esserci già martedì, quando gli esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno i motivi della loro protesta alla Commissione Giustizia del Senato, che li ha convocati.

Ma all'interno della categoria non sono tutti d'accordo sullo sciopero.I giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti ed avvocati, condividono la riforma adottata dal ministro Bersani, e quindi non partecipano alla protesta.

COMMISSIONE DI GARANZIA - Sull'astensione pende tra l'altro la dichiarazione di «illegittimità» della Commissione di garanzia sul diritto di sciopero presieduta da Antonio Martone, che ha contestato la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima e che ieri ha perciò chiesto inutilmente di far slittare al 16 l'inizio dell'astensione e di limitarne i giorni. Sono in gioco «diritti costituzionali», ha replicato il fronte degli avvocati, spiegando che proprio questo pericolo rende lecita la deroga dai termini previsti. Ma proprio la dichiarazione della Commissione di garanzia potrebbe provocare tensioni nelle aule di giustizia: al tribunale di Torino, secondo quanto da alcuni penalisti, ci sarebbero giudici pronti a denunciare i legali che si asterranno dalle udienze per interruzione di pubblico servizio.
10 luglio 2006
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L'."A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" è citata anche dal noto editorialista Andrea Mingardi che scrive anche sul "Wall Street Journal"

http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=0000001496 

L’astensione dei legali ci fa perdere una buona causa

di Alberto Mingardi

Da Libero, 11 luglio 2006

 

Dodici giorni senza avvocati. Cos’è, un sogno ad occhi aperti? No, è la seconda puntata della manovra d’accerchiamento del soldatino Bersani, “giapponese” spedito da Prodi all’arrembaggio della fregata delle corporazioni. Obiettivo: lo stralcio della parte più controversa (e buona) del decreto legge che ha battezzato l’altra settimana. L’opposizione c’entra poco. Lo sciopero, che reagisce alla decisione d’introdurre norme a difesa della concorrenza nell’unico modo in cui in un Paese ingessato lo si può fare: cioè tutto d’un fiato, al limite spezzandosi la schiena nello sforzo, potrebbe persino sembrare il frutto di una concertazione parallela. Quella fra gli avvocati e il ministro della giustizia, Clemente Mastella, che da giorni soffia sul fuoco della protesta. Una faida tutta interna al governo, con l’inquilino di via Arenula che marca il territorio.
Quella cominciata ieri sarà la dimostrazione più lunga mai fatta dalla categoria, però il giudizio d’illegittimità spiccato dalla Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, che vi ha ravvisato un mancato rispetto dei termini di preavviso e durata massima, non turba il sonno dei legali. La consapevolezza di stare ulteriormente rallentando, e per propria consapevole decisione, i tempi già lunghissimi della giustizia italiana, neppure.
Che ci sarà mai di tanto grave, nel decreto Bersani, da trasformare in cigiellini autodidatti tanti principi del foro? Sostanzialmente, due cose: l’abolizione dei minimi e massimi tariffari, e la soppressione dei divieti del patto di quota lite e di pubblicità per gli studi professionali. L’una e l’altra condurrebbero alla “mercificazione” del mestiere. “Mercificazione”: la parola sta bene in bocca a Don Benzi, quando rastrella le sue derelitte su qualche sfortunato lungomare. Fa sorridere sentirla rimbombare fra le fauci di fior di legulei giustamente ben pagati, che non ci risultano affiliati all’opera San Francesco per i poveri, quanto piuttosto – e ci mancherebbe – ai rispettivi studi.
Vale la pena allora domandarsi cosa sta dietro, a questa nuova antipatia per il mercato, a quest’improvvisa allergia della pecunia, del baratto di lavoro per denaro, della sua trasformazione, insomma, in merce come tante. Una legittima preoccupazione per la tutela della qualità del servizio, che in questo caso sarebbe garanzia tangibile dei diritti di noi tutti?

Fatta salva la buona fede degli scioperanti, vale la pena leggersi le dichiarazioni di Gaetano Romano, presidente dell’Anpa, associazione nazionale praticanti e avvocati, che riunisce i giovani legali italiani. Dice Romano:“noi giovani avvocati siamo assolutamente favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e alla pubblicità. Questi due divieti servivano solo a mummificare il mercato professionale a danno di noi giovani professionisti”.
Segue spiegazione: “è naturale che, a parità di tariffa, i clienti erano portati a scegliere gli avvocati cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12 anni professionali, e non noi giovani. Allo stesso modo la clientela era impossibilitata a conoscere le offerte professionali delle nuove leve, essendo vietata la pubblicità”.

 

L’abolizione di tariffe minime e massime colpisce sostanzialmente l’interesse delle fascia intermedia della categoria. Gli azzeccagarbugli d’un certo blasone, si capisce, da sempre volano alto. I nuovi entrati nella professione sgomitano per un posto al sole, e non avendo clienti cui affidarsi per un’infinita catena di sant’antonio che altri gliene procuri, chiedono semplicemente di fare i prezzi che credono. Il tariffario è l’equivalente istituzionalizzato di un accordo di cartello: aspira ad escludere nuovi competitori, levando loro l’unica leva per scalzare quelli vecchi. Cioè batterli alla conta dei costi.
Il silenzio pubblicitario, analogamente, danneggia chi nella corporazione s’è appena infilato, gli impedisce di farsi conoscere, di veder circolare il proprio nome. Il divieto di patto di quota lite penalizza invece i clienti più deboli: quelli che non hanno molti quattrini ma, magari, una causa buona sì. Ora non possono comprare il tempo di un grande professionista con una quota del bottino, e si accontentano di chi li piglia – ancora, a un minimo tariffario che è quello.
L’avvocatura scioperante, insomma, s’immola a maggior gloria di una regola ben strana: in tribunale, tutti i gatti sono bigi. A smenarci, ironia della sorte, sono i micetti che appena cominciano a zampettare. Accendiamo la luce?
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Avvocati in corteo contro un giudice
Data Pubblicazione 12/7/2006

Articolo tratto da: La Repubblica

La battaglia sul decreto Bersani sfocia in un’ordinanza che contesta l’astensione dei legali dalle udienze

Milano, tensione per lo sciopero. Il magistrato:protesta illegittima

MILANO- Al secondo giorno di sciopero degli avvocati italiani contro il "decreto Bersani", arriva dal tribunale di Milano l'attacco più deciso contro l'agitazione dei legali. Mentre in buona parte delle aule del paese i giudici accolgono di buon grado le richieste di rinvio delle udienze avanzate dagli avvocati, a respingere le istanze dei legali è a Milano il presidente della Seconda sezione penale, la sezione-chiave dei processi per reati finanziari: si chiama Vincenzo Perozziello, esponente di Magistratura democratica. Un giudice di sinistra che però, in questa circostanza, ritiene che lo sciopero degli avvocati sia illegittimo. E ordina di proseguire le udienze. Scontri sporadici tra giudici ed avvocati si registrano anche altrove: l'altro ieri a Torino, ieri a Rovigo. Ma è a Milano, di fronte all'ordinanza del giudice Perozziello, che la situazione rischia di degenerare. Gli avvocati cui il giudice ordina di proseguire l'udienza lanciano l'allarme ai colleghi in assemblea nell'aula magna del primo piano:Lo sciopero indetto dall'Oua, l'organismo unitario dell'avvocatura, comunque prosegue. Dodici i giorni previsti. Ieri l'Oua ha dichiarato con un comunicato che l'adesione è stata «alta»:

ma è stata invitata da un altro organismo della categoria,l'Associazione nazionale praticanti ed avvocati, a non cantare vittoria: <È- davvero comico che giornalmente gli stessi organismi che hanno proclamato lo sciopero pensino di ammantare di ufficialità i loro dati circa il tasso di adesione all'astensione».Luca Fazzo
L'Oua: adesione sempre molto alta.
Ma i giovani: trionfalismo comico
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Quotidiano "La Stampa"

11/07/2006

 

ROMA La terza udienza del maxiprocesso Parmalat è slittata al 24 luglIo, il processo d'appello per il delitto di Cogne va a settembre, quello al boss Bernardo Provenzano addirittura al 5 ottobre. Stessa sorte per le udienze sulle stragi naziste di Cortona e Marzabotto in agenda al Tribunale ilitare di La Spezia. Ieri gli avvocati italiani hanno scioperato in massa e l'attività di tutti i fori (da Torino a Palermo, da Milano a Roma) si è fermata: adesioni oltre il 90% in tutti i settori (civile, penale e amministrativo). Protestano contro il decreto Bersani, alzano le barricate contro le norme che liberalizzano la loro professione. "L'avvocatura non può essere trattata come un settore commerciale", si lamentano. Temono la dequalificazione e la mercificazione della professione per effetto della pubblicità e di una concorrenza che potrebbe diventare molto "spinta". Vogliono difendere il loro status: attenti, proseguendo su questa strada, lamenta Walter Militi che pure guida l'AIGA, "si va verso la creazione di un proletariato intellettuale". "Fosse per me - ha spiegato ieri il difensore di Anna Maria Franzoni, Carlo Taormina - non sciopererei, ma questa protesta è stata deliberata dai massimi organismi dell'avvocatura. Non mi posso sottrarre". Aule deserte, dunque, corridoi vuoti. A Milano e Torino momenti di tensione tra giudici e legali. A Napoli record di adesioni. Solo i processi per direttissima e quelli con imputati detenuti si sono svolti regolarmente. Tutto il resto è stato aggiornato. "E' un successo in tutta Italia" proclama Michelina Grillo, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura che ieri, dopo l'audizione in Senato, ha chiesto incontri sia al Guardasigilli Clemente Mastella sia al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. "Ho sempre detto, e lo ribadisco ancora oggi, di essere disponibile all'ascolto e al dialogo", ha dichiarato in serata Mastella. Il quale, sostenendo di non voler negare "agli avvocati quello che si è concesso ai tassisti", ha chiesto che lo sciopero di 12 giorni venga revocato. "Sono in gioco i diritti dei cittadini e di chi lavora per farli tutelare - afferma la Grillo -. A settembre siamo pronti a replicare la nostra protesta".

Non la pensa allo stesso modo Gaetano Romano, giovane penalista messinese presidente dell'Anpa, l'Associazione nazionale praticanti ed avvocati che parla di "spaccatura generazionale nella categoria" e di una protesta voluta "soprattutto dagli avvocati cassazionisti". I più anziani, insomma. "Che oggi si sentono minacciati dal confronto coi giovani". Al centro del braccio di ferro ci sono l'abolizione delle tariffe minime e la fine del divieto di pubblicità. Ma molte critiche raccoglie anche il divieto di ricevere somme in contanti al di sopra dei 100 euro. Romano, in particolare, è molto critico col meccanismo dei listini bloccati: "Vanno a detrimento della qualità delle prestazioni e disincentivano la possibilità di migliorare perché tanto alla fine un avvocato guadagna sempre la stessa cifra". E fino ad ora, proprio il combinato tariffe fisse-pubblicità vietata, ha favorito soprattutto gli avvocati cassazionisti, più anziani, noti ed affermati a scapito delle nuove leve.

La lettura del decreto Bersani fatta dai "seniores" porta, ovviamente, a risultati opposti. "L'eliminazione delle tariffe e il cambiamento del sistema di anticipazione delle spese processuali - denuncia la Grillo - renderanno impossibile il gratuito patrocinio e la difesa d'ufficio". Gli avvocati, spiega Stefano Savi (presidente dell'Ordine degli avvocati di Genova), alla fine "si troverebbero a dover lavorare sotto costo anticipando addirittura le spese in funzione di un risultato che richiede anni per arrivare". Per non parlare poi della pubblicità. "Non è decorosa - lamenta Savi - e con un mercato in crisi scatenerà una corsa al ribasso a scapito della qualità". Il primo giorno di protesta qualche malumore l'ha creato anche tra gli stessi avvocati: in molti hanno criticato la violazione delle norme sugli scioperi (mancato preavviso e durata massima) parlando di "autogol" della categoria. Giudizio condiviso anche da Bersani: "Mi spiace che ci siano 12 giorni di sciopero, anche perché capisco bene cosa ci rimette l'utente ma non ho ancora capito cosa ci rimettono gli avvocati". La risposta arriva dai consumatori Codacons: "Gli avvocati si possono permettere di scioperare perché ci guadagnano comunque". L'adesione allo sciopero va infatti comunicata al giudice durante l'udienza, che viene regolarmente addebitata al cliente. Anche se dura un minuto.

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da Il Foglio del 12 luglio 2006, pag. 3

Perché agli avvocati giovani (e a quelli bravi) conviene Bersani

Capezzone dice che, anche stralciando l’articolo due del decreto, poi dovremmo comunque metterci in regola con Bruxelles.

Gli avvocati hanno cominciato lo sciopero di dodici giorni, il più lungo della loro storia. Una manifestazione giudicata illegittima dalla Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, che ha ravvisato il mancato rispetto dei termini di preavviso e durata massima. Nel mirino dei legali ci sono quelle norme del decreto Bersani che cancellano minimi e massimi tariffari e sopprimono i divieti del patto di quota lite e di pubblicità degli studi professionali. Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, ha espresso “sconcerto” per provvedimenti a suo avviso “in contrasto con la disciplina attuale della professione forense”. Di segno opposto i commenti del ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: “Capisco bene cosa ci rimette l’utente dall’agitazione degli avvocati. Non ho capito ancora bene cosa ci rimettono gli avvocati”. Nonostante la massiccia adesione allo sciopero, il governo per ora tiene duro. La ragione della protesta, secondo i legali, è il rischio di una mercificazione della professione, con uno scadimento nella qualità del servizio. L’adozione di una mentalità orientata al mercato porterebbe infatti a una sorta di livellamento verso il basso spinto dall’esigenza di tagliare sempre più le tariffe. Alfredo Biondi ha addirittura rigettato l’idea che il cliente dell’avvocato sia un consumatore: “L’avvocato non si ‘consuma’, ma esercita e diffonde il suo sapere”. Tuttavia, l’economista Carlo Scarpa sottolinea che “non c’è alcuna evidenza di una correlazione tra i minimi tariffari e la qualità. E’ chiaro che da questi provvedimenti gli avvocati più giovani e quelli più bravi hanno solo da guadagnare”. Paradossalmente, infatti, mentre i tassisti difendono razionalmente una rendita di posizione, gli avvocati manifestano contro un’opportunità che gli viene offerta – gestire la loro professionalità in maniera più libera, senza dover sottostare a vincoli imposti dalla loro associazione di categoria.

Ne è convinto anche il presidente dell’Associazione nazionale praticanti ed avvocati, Gaetano Romano: “l’abolizione delle tariffe e l’introduzione della pubblicità innalzeranno qualitativamente il servizio: oggi l’avvocato non è incentivato a offrire una prestazione migliore, perché il suo compenso comunque non scenderà al di sotto di una certa soglia”. Un analogo meccanismo potrebbe scattare con l’introduzione del patto di quota lite, cioè la possibilità di parametrare il compenso rispetto al raggiungimento degli obiettivi.

Per Scarpa, “la quota lite tutela il piccolo consumatore: se ha in mano una causa buona, anche contro un soggetto forte, l’avvocato ha interesse ad accettarla, in caso contrario no. Oggi invece al legale conviene comunque andare in aula e allungare i tempi del giudizio, a prescindere dalle probabilità di vittoria”. Inoltre, il tariffario è incompatibile con l’articolo 49 del Trattato Ue, che tutela la prestazione dei servizi in Europa: sulle scrivanie della Commissione ci sono due procedure di infrazione aperte contro l’Italia a proposito, rispettivamente, delle tariffe giudiziali e stragiudiziali. Nella lettera con cui avvisava il nostro paese della messa in mora nel luglio dello scorso anno, il commissario al Mercato interno Charlie Mc- Creevy scriveva che “la determinazione del prezzo delle prestazioni rappresenta un fattore privilegiato di promozione presso i clienti”. Pertanto “il divieto di deroga alle tariffe fissate rappresenta un grave ostacolo all’esercizio delle attività di avvocato in Italia”. McCreevy evocava anche un contrasto col principio della libera circolazione, in quanto l’adeguamento ai tariffari italiani potrebbe essere in contrasto con gli obblighi a cui un legale straniero è tenuto nei confronti dell’Ordine del paese d’origine. Commenta il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone: “Se anche il governo stralciasse l’articolo due del decreto, come chiedono gli avvocati, nel giro di poco tempo dovremmo prendere in mano la questione per metterci in regola con l’Europa. Mi spiace che, in questo caso, gli amici avvocati, quasi sempre protagonisti di battaglie liberali, siano presi dalla sindrome del Not In My Backyard: riforme liberali sì, ma non in casa nostra”.

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Paralisi dei tribunali, sciopero di 12 giorni
Data Pubblicazione 10/7/2006

Articolo tratto da: Il Tempo www.iltempo.it

Gli avvocati si asterranno dalle udienze fino al 21 luglio contro il decreto sulle liberalizzazioni

I legali contro l’abolizione dei minimi tariffari e la possibilità di pubblicità negli studi professionali

IL governo è riuscito a evitare lo sciopero dei tassisti contro il decreto Bersani, ma contro il decreto sulle liberalizzazione ci sono altre categorie che sono pronte a mobilitarsi. Da il ministro Bersani dovrà fare i conti con la protesta degli avvocati che hanno deciso di incrociare le braccia per ottenere lo stralcio dal provvedimento di tutta la parte che riguarda la professione forense. Sarà uno degli scioperi più lunghi dell'avvocatura: 12 giorni di seguito di astensione dalle udienze in tutta Italia, con una punta massima di 22 a Genova, per decisione dell'Ordine e delle associazioni forensi locali. Si prevede la paralisi nei tribunali con il caos. A tentare di far recedere i legali dalla linea dura scelta è alla vigilia dell'astensione il Guardasigilli Clemente Mastella, che inaugurando il Palazzo di giustizia di Viterbo, ha invitato la categoria «a riaprire il dialogo», assicurando che nè lui nè il governo intendono «limitare le prerogative o l'autonomia» dell'avvocatura, nè tanto meno «abolire gli ordini»; un'ipotesi questa, che semmai venisse avanzata, lo porterebbe a dimettersi «da ministro». Insomma il governo da una parte vorrebbe mantener fede al decreto varato e dall’altra però non scatenare la protesta delle categorie interessate al punto da creare forti disagi ai cittadini. Oggi intanto gli esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno il loro dissenso sul decreto alla Commissione Giustizia del Senato, che li ha convocati per ascoltare le loro ragioni e «valutare - come ha spiegato il presidente Cesare Salvi - se sia il caso di proporre degli emendamenti al decreto legge». La protesta - indetta dall'assemblea generale degli Ordini e delle associazioni forensi - dovrebbe provocare lo stop di tutte le udienze civili, penali e amministrative; saranno garantiti solo i procedimenti urgenti e i servizi essenziali.

Ma nella categoria non mancano i dissensi: i giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti ed avvocati, condividono la riforma del ministro Bersani e per questo contestano lo sciopero.

Sull'astensione pende tra l'altro la dichiarazione di «illegittimità» della Commissione di garanzia sul diritto di sciopero presieduta da Antonio Martone, che ha contestato la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima e che ha perciò chiesto inutilmente di far slittare al 16 l'inizio dell'astensione e di limitarne i giorni. Sono in gioco «diritti costituzionali», ha replicato il fronte degli avvocati, spiegando che proprio questo pericolo rende lecita la deroga dai termini previsti. Ma proprio la dichiarazione della Commissione di garanzia potrebbe provocare tensioni nelle aule di giustizia: al tribunale di Torino, secondo quanto hanno riferito alcuni penalisti, ci sarebbero giudici pronti a denunciare i legali che si asterranno dalle udienze per interruzione di pubblico servizio. Nel mirino della protesta ci sono soprattutto l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità commerciale per gli studi professionali contenuti nel decreto; si tratta di «finte liberalizzazioni», dicono gli avvocati, a «danno dei cittadini», che non produrranno una riduzione dei costi della difesa, ma semmai gioveranno «agli studi più ricchi».

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Sole 24 ore 08.07.2006 www.ilsole24ore.com 

Titolo: Avvocati, prevale la linea dura
della giornalista Dott.ssa Maria Carla De Cesari

Ecco un estratto dell'articolo

.................................[La protesta dell'Avvocatura è però censurata dall'A.N.P.A., associazione dei giovani avvocati.Lo sciopero secondo l'A.N.P.A. - sarebbe stato deciso senza consultare la base e soprattutto i giovani."Da parte delle nuove leve - ribatte l'A.N.P.A. c'è una sostanziale adesione alle riforme del Ministro Bersani.Non ci sentiamo rappresentati da chi ha proclamato questo sciopero che serve solo a mantenere le rendite di posizione dell'avvocatura cassazionista a danno dei Giovani....]"

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La Libertà di Piacenza

http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=607122013&H= 

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Il Gazzettino del Nord Est

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2995386&Luogo=Main&Data=2006-7-11&Pagina=ATTUALIT%C0 

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Affari Italiani

http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/avvocati1007.html 

Dl Bersani/ Avvocati, al via 12 giorni di sciopero. Federfarma non trova l'accordo con il governo
Martedí 11.07.2006 09:20
Avvocati sul piede di guerra. Mentre per tassisti è stata trovata la via del dialogo, a dare inizio alla protesta saranno oggi i legali. Dodici giorni di sciopero contro l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per gli studi. Obiettivo: ottenere lo stralcio di queste norme dal decreto sulle liberalizzazioni. Intanto, finisce male il faccia a faccia tra il premier Prodi e il presidente di Federfarma. Per il monento infatti non è stato raggiunto nessun accordo per quanto riguarda la vendita di farmaci da banco anche nei supermercati: sciopero confermato lo sciopero di mercoledì 19 luglio. E il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: "Nelle discussioni fatte non ho riscontrato motivi per modifiche radicali di questo decreto. Il Governo dovrà essere determinato".
Si tratterà di una protesta lunghissima per i legali italiani. L'astensione riguarda tutta la categoria e potrebbe portare al blocco delle udienze civili, penali e amministrative. Non solo: lo sciopero si sovrapporrà per alcuni giorni (dal 14 al 21) alla protesta che i penalisti avevano indetto in anticipo contro il disegno di legge di sospensione della riforma dell'ordinamento giudiziario. Confermate, insomma, le modalità decise dall'assemblea degli Ordini Forensi, nonostante l'invito del presidente della Commissione di garanzia sullo sciopero, Antonio Martone, di rinviare l'avvio della protesta al 16 luglio e di limitarne la durata.
E il Guardasigilli proprio ieri, alla vigilia della lunga astensione, ha invitato la categoria a "riaprire il dialogo", assicurando che né lui né il Governo intendono limitare le prerogative e l'autonomia dell'avvocatura, né tanto meno abolire gli ordini. Un primo incontro tra rappresentanti della categoria e Palazzo Chigi potrebbe esserci già martedì, quando gli esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno i motivi della loro protesta alla Commissione Giustizia del Senato, che li ha convocati.

Ma all'interno della categoria non sono tutti d'accordo sullo sciopero. I giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti ed avvocati, condividono la riforma adottata dal ministro Bersani, e quindi non partecipano alla protesta.

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La Stampa on line

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200607articoli/7492girata.asp 

 

CRONACHE
Liberalizzazioni, avvocati in sciopero
Niente udienze fino al 21 luglio
10/7/2006

 

 

ROMA. Cominciano oggi i dodici giorni di astensione dalle udienze degli avvocati. Fino al 21 luglio i legali sciopereranno contro il decreto Bersani sulla competitività, nella parte riguardante la professione forense.Alla base della lunga protesta, decisa lo scorso 5 luglio dall'Assemblea generale degli ordini forensi, le norme sull'abolizione dei minimi tariffari e la possibilità di pubblicità negli studi professionali. «È di indubbia gravità - era scritto nel documento che aveva stabilito i 12 giorni di sciopero e una manifestazione nazionale il 21 luglio - la situazione determinata dal decreto. Ci sono violazioni di diritti e prerogative anche costituzionalmente protetti».Un documento di denuncia, dove l'avvocatura chiedeva al Governo di «stralciare dal testo la parte del decreto legge che riguarda la professione forense, nonchè le norme che dispongono riduzioni degli stanziamenti per la giustizia». Ma nell'annunciare le quasi due settimane di astensione dalle udienze penali, civili e amministrative, fatti salvi i provvedimenti urgenti e i servizi essenziali, gli avvocati si erano detti aperti al dialogo, assicurando la loro disponibilità a definire con il ministro della Giustizia Clemente Mastella un testo di riforma della professione forense, una volta stralciate le parti del decreto riguardante le professioni forensi.Il Guardasigilli proprio alla vigilia della lunga astensione, ha invitato la categoria a «riaprire il dialogo», assicurando che nè lui, nè il Governo intendono limitare le prerogative e l'autonomia dell'avvocatura, nè tanto meno abolire gli ordini.Un primo punto d'incontro tra avvocati e Governo potrebbe esserci già da oggi, quando gli esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno i motivi della loro protesta alla Commissione Giustizia del Senato, che li ha appunto convocati per discutere della questione.

Ma all'interno della categoria non sono tutti d'accordo sullo sciopero. I giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti avvocati, condividono la riforma adottata dal ministro Bersani, e quindi non condividono lo sciopero deciso dai loro colleghi.

Anche la Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, presieduta da Antonio Martone, ha contestato all'avvocatura la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima, chiedendo uno slittamento dell'inizio dello sciopero al 16 luglio. Una richiesta che non è stata presa in considerazione dagli avvocati, che da domani incroceranno le braccia.Il ministro Pierluigi Bersani: «Sciopero senza preavviso»«Quello degli avvocati è uno sciopero senza preavviso al contrario di quello che prevede la legge che naturalmente, sono certo, gli avvocati conosceranno». La critica arriva all'astensione dal lavoro degli avvocati iniziata oggi arriva dal ministro per lo sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, a margine della presentazione del rapporto sulla società e l'economia del nord est 2006 in corso a PadovaFiere.Il ministro sottolinea che «stiamo facendo delle norme che correggono degli elementi, alcuni dei quali sono sotto infrazione europea. Questo mi pare indiscutibile», ha sottolineato Bersani. Non stiamo facendo la riforma degli ordini che si vedrà più avanti«. Ecco, mi spiace che ci siano 12 giorni di sciopero -ha detto amareggiato il ministro- anche perchè francamente, capisco bene cosa ci rimette l'utente dall'agitazione degli avvocati. Non ho capito ancora bene cosa ci rimettono gli avvocati. E anche questo è un aspetto che andrebbe considerato.

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Il Gazzettino del Nord est

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2993714&Luogo=Main&Data=2006-7-9&Pagina=ATTUALIT%C0 

Domenica, 9 Luglio 2006

GIUSTIZIA Il ministro vuole scongiurare l’annunciato sciopero di 12 giorni per protesta contro la riforma dell’ordinamento e la competitività
Mastella riapre il dialogo con gli avvocati

 

Roma
«Non c'è da parte del governo e tanto meno da parte mia la volontà di espropriare l'avvocatura, di limitarne le prerogative o l'autonomia. È finita anche l'offensiva contro la magistratura durata cinque anni». Lo ha annunciato ieri da Viterbo il ministro della giustizia Clemente Mastella, intervenendo alla cerimonia d'inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia, insieme con il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni e il vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni.Mastella, replicando al presidente dell'ordine forense di Viterbo, Riccardo Micci, che nel suo intervento aveva elencato le ragioni dello sciopero di 12 giorni proclamato dagli avvocati, ha poi aggiunto che «nell'ambito dell'amministrazione della giustizia è finita l'epoca della sacralità dei magistrati e degli avvocati. Arbitri della situazione sono i cittadini che chiedono una giustizia rapida, efficace, giusta. Tutti dobbiamo sentirci impegnati a rispondere alle loro esigenze, senza innalzare totem».Il ministro della giustizia ha poi ricordato di aver incontrato la totalità degli ordini professionali, che rappresentano circa due milioni di iscritti, tutti egualmente interessati ai contenuti del pacchetto Bersani, e che nessuno di loro, a parte i circa 300mila avvocati, ha indetto scioperi. «Rivolgo un invito all'ordine forense ha detti Mastella a riaprire il dialogo, a trovare un punto di equilibrio tra le varie esigenze, come sta avvenendo con i tassisti». Infine, sugli ordini professionali Mastella ha detto: «Non intendo abolire gli ordini. Lo vado ripetendo da tempo. Se un'ipotesi del genere, peraltro non prevista nel programma della coalizione di governo, dovesse essere avanzata, mi dimetterei da ministro. Ma anche su questa materia dobbiamo prendere atto che il mondo è cambiato e che le articolazioni sociali si devono adeguare ai mutamenti se vogliono restare in sintonia con la società». Lo sciopero dei legali sarà uno degli più lunghi della categoria. La protesta - indetta dall'assemblea generale degli Ordini e delle associazioni forensi - dovrebbe provocare lo stop di tutte le udienze civili, penali e amministrative; saranno garantiti solo i procedimenti urgenti e i servizi essenziali.

Ma nella categoria non mancano i dissensi: i giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale praticanti e avvocati, condividono la riforma del ministro Bersani e per questo contestano lo sciopero.

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Il primo Quotidiano on line dell'Abruzzo

Continua la protesta degli avvocati: le mille ragioni del dissenso
Inviato da Redazione
ABRUZZO. In tutta Italia sono giorni difficili per la giustizia. Giorni di sciopero per una rivoluzione annunciata nel mondo forense dal decreto Bersani. Ecco che cosa cambierà per avvocati e clienti.
Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Teramo invia una lettera ai responsabili di questo decreto d’urgenza, Prodi e Bersani, nonché al Guardasigilli Mastella.
L’avvocato Divinangelo D’Alessio, ironizza sulla produttività e sull’organizzazione aziendale perché ormai: «un cliente che entra in studio non è più un cittadino con le sue richieste, e i suoi diritti, ma soltanto un nemico strappato all’avversario, cui affrettarci a far sottoscrivere clausole capestro per garantire a noi, alle nostre famiglie e ai nostri collaboratori un onesto reddito mensile».
Il presidente ce l’ha anche con la pubblicità che, d’ora in avanti, gli studi legali potranno farsi e prospetta un bello spot dove : «due coniugi, giovani, distinti ed abbronzati» escono dallo studio, il quale, magari, è controllato da una società di capitali che organizza crociere per single.
Scherzi a parte, gli avvocati rifiutano le modifiche introdotte dal decreto Bersani per vari motivi.
PERCHÉ SCIOPERANO GLI AVVOCATI?
A sentire gli aderenti alla mobilitazione, il governo ha messo in campo un decreto urgente che non aveva nulla di urgente.
Il governo è passato sopra le loro teste e le associazioni di categoria gridano alla mancanza di concertazione.
Intanto la Commissione di garanzia sugli scioperi ha deliberato all'unanimità' di chiedere informazioni sulle astensioni collettive degli avvocati dalle udienze.
Che sarebbero illegali, essendo mancato il necessario preavviso.
Senza addentrarci in cavilli tecnici, la carta che giocano le associazioni degli avvocati è quella dei motivi d’urgenza.
E, la commissione, attivando una valutazione sulle modalità dello sciopero, ha rimandato la decisione perché solo alla fine di tale valutazione le modalità possono dirsi illegali o meno. Uno a zero per gli avvocati per ora.
COSA CAMBIA IN CONCRETO?
La pubblicità dell’avvocato sulle pagine gialle sarà possibile.
O in televisione, o per radio. Come in America. Come pure l’accordo tra le parti di dividere una quota dell’eventuale risarcimento che sarà assegnato.
Questo vuol dire che sarà possibile pattuire un compenso in relazione all’obbiettivo (vincita della causa) raggiunto. Insomma, una persona con pochi soldi ma con una dote di una buona causa potrà allettare anche il principe del foro che prima, probabilmente, non lo prendeva neanche in considerazione.
Tra le modifiche anche quella che riguarda le società di capitali, le quali potranno impegnare avvocati.
Magari in un futuro prossimo vedremo uno studio legale al Megalò, con l’avvocato che da consigli legali al papà mentre la mamma fa shopping? Cambieranno i tempi dei rimborsi per le difese d’ufficio e del gratuito patrocinio che si allungheranno.
Cambierà il modo di pagare l’avvocato. Infatti, per parcelle oltre i cento euro sarà vietato il conferimento di contanti e si dovrà procedere tramite strumenti bancari (assegno, transazione telematica, bonifico)
.............[...................................]
I GIOVANI SONO CON BERSANI.

L’Anpa, presieduta dall’avvocato Gaetano Romano, dichiara che : «noi giovani avvocati siamo assolutamente favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e alla pubblicità. Questi due divieti servivano solo a mummificare il mercato professionale a danno di noi giovani».Per Romano infatti : «è naturale che, a parità di tariffa, i clienti erano portati a scegliere gli avvocati cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12 anni professionali, e non noi giovani. Allo stesso modo la clientela era impossibilitata a conoscere le offerte professionali delle nuove leve, essendo vietata la pubblicità».

Tra voci discordanti, opinioni e pareri diversi, lo sciopero degli avvocati proseguirà fino al 21 luglio. In ogni caso i procedimenti urgenti sono assicurati.
Alessio De Laurentiis 13/07/2006 13.55

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Gazzetta del Sud martedì 11.07.2006 www.gazzettadelsud.it

[.................Ma nella categoria non mancano i dissensi: i giovani legali dell'Anpa,l'associazione nazionale praticanti e avvocati, condividono la riforma del ministro Bersani e per questo contestano lo sciopero.]
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La VicePresidentessa Gualdini ha rilasciato alcune inteviste per Alicenonlosa, per "L'Informazione" ,per il mensile "INgiustizia.
Interviste ancora della VicePresidentessa su LA VOCE DI PARMA titolo "I Giovani Avvocati si ribellano agli anziani"(pag.1) "I giovani avvocati  si ribellano allo sciopero" (pag.3) sottotitolo " Scontro Generazionale nel Foro di Parma"

Intervista  sulla Gazzetta di Parma
Giovani avvocati di Parma: « Uno sciopero illegittimo, deciso senza la base »

POLEMICA Parla il presidente dell'Anpa
http://www.gazzettadiparma.it/gazzettadiparma/GF_viewArticle.jsp?idarticolo=73799212&showimage=on 

Sempre l'Avv. Gualdini Intervistata l' 11.07.2006 telefonicamente da RTB ( canale 829 sul satellite) all'interno del TGP ( telegionale dei Professionisti) con inizio alle h.20.00 20.10.
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La sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" di Savona attraverso il Segretario Nazionale Avv. Lusso presente in un articolo de "La Stampa" a firma del giornalista Dott. Vimercati
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La sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" di Cagliari si è presentata in modo adeguato sull' "Unione Sarda"
Titolo " In città l'associazione dei Giovani legali"
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A breve l'Avv. Cioppa responsabile dell' "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" per gli Stati Uniti dovrebbe mettere mano ad un lavoro in collaborazione con l'Istituto Bruno Leoni www.brunoleoni.it sulle differenze tra la professione forense in Italia  e negli USA
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Quotidiano "Brescia Oggi"
domenica 09 luglio 2006 nazionale pag. 9
Ringraziamo il Collega Vitiello della sezione bresciana per l'articolo

-COMPETITIVITÀ. Domani vertice del governo con i tassisti. Lavoro nero: arriva una tessera magnetica

Decreto Bersani, avvocati in rivolta

Da domani 12 giorni di sciopero: udienze a rischio. Mastella: «Dialoghiamo»
Roma. Il governo è riuscito a evitare lo sciopero dei tassisti contro il decreto Bersani, ma da domani dovrà fare i conti con la protesta degli avvocati che hanno deciso di incrociare le braccia per ottenere lo stralcio dal provvedimento di tutta la parte che riguarda la professione forense. Sarà uno degli scioperi più lunghi dell’avvocatura: 12 giorni di seguito di astensione dalle udienze in tutta Italia, con una punta massima di 22 a Genova, per decisione dell’Ordine e delle associazioni forensi locali.
A tentare di far recedere i legali dalla linea dura è stato ieri il Guardasigilli. Clemente Mastella ha invitato la categoria «a riaprire il dialogo», assicurando che né lui né il governo intendono «limitare le prerogative o l’autonomia» dell’avvocatura, né «abolire gli ordini»; un’ipotesi questa, che semmai venisse avanzata, lo porterebbe a dimettersi «da ministro».
Domani intanto gli esponenti del mondo dell’avvocatura spiegheranno il loro dissenso sul decreto alla Commissione Giustizia del Senato, che li ha convocati per ascoltare le loro ragioni e «valutare», come ha spiegato il presidente Salvi, «se sia il caso di proporre degli emendamenti al decreto.
La protesta dovrebbe provocare lo stop di tutte le udienze civili, penali e amministrative; saranno garantiti solo i procedimenti urgenti e i servizi essenziali.

Ma nella categoria non mancano i dissensi: i giovani legali dell’Anpa, l’associazione nazionale praticanti ed avvocati, condividono la riforma Bersani. Sull’astensione pende tra l’altro la dichiarazione di «illegittimità» della Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, che ha contestato la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima.

Sono in gioco «diritti costituzionali», ha replicato il fronte degli avvocati, spiegando che proprio questo pericolo rende lecita la deroga dai termini previsti. Ma la dichiarazione della Commissione di garanzia potrebbe provocare tensioni nelle aule di giustizia: al tribunale di Torino, secondo alcuni penalisti, ci sarebbero giudici pronti a denunciare i legali che si asterranno dalle udienze per interruzione di pubblico servizio. Nel mirino della protesta ci sono soprattutto l’abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità commerciale per gli studi professionali contenuti nel decreto; si tratta di «finte liberalizzazioni», dicono gli avvocati, a «danno dei cittadini», che non produrranno una riduzione dei costi della difesa, ma semmai gioveranno «agli studi più ricchi».
Ed oggi i tassisti inconteranno il governo alle 17 al ministero dello Sviluppo per tentare di uscire dall’impasse della vertenza taxi, cui partecipano i rappresentanti della categoria e anche dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani. Il ventaglio delle ipotesi di intervento che i tassisti stanno elaborando, dopo aver fermato lo sciopero, prevede flessibilità di turni e orari, integrazione del conducente da affiancare al titolare della licenza, ma anche sburocratizzazione dell’accesso alle licenze più potere ai Comuni, una cabina di monitoraggio territoriale, lotta all’abusivismo, qualificazione professionale.
Intanto sul fronte del lavorodal ministro del Lavoro, Cesare Damiano e il prefetto di Torino Goffredo Sottile, hanno siglato un protocollo d’intesa sulla sicurezza nel lavoro che servirà da modello per iniziative analoghe in altre città. Tra le misure previste, una tessera magnetica identificativa di ogni lavoratore. Questa dovrebbe rendere più facile il lavoro di controllo degli ispettori e contribuire ad eliminare la piaga del lavoro nero. Il pacchetto sicurezza prevede una nuova legge sugli appalti e l’inasprimento delle sanzioni sul lavoro nero.

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http://www.studenti.it/universita/orientarsi/consulta_anpa.php 

Nasce la Consulta esterna ANPA per gli Studenti Universitari
A dieci anni dalla sua fondazione l'ANPA-Giovani Legali Italiani prova ad espandere il suo raggio d'azione. Dopo aver difeso con successo gli interessi dei giovani avvocati e dei praticanti, l'associazione che riunisce le nuove leve dell'avvocatura prova a dare voce anche agli studenti universitari
a cura di Pasquale Annicchino
Perché?
Le recenti modifiche legislative hanno confermato il crescente interesse, visto anche il numero imponente (circa 270.000 studenti), per le facoltà di giurisprudenza. Accanto ad una modifica portata poi a compimento con il passaggio dal modello del 3+ 2 a quello dell'1+4, che non pochi problemi sta creando sia alle facoltà per adeguarsi che agli studenti per compiere una scelta opportuna, numerosi tentativi sono stati fatti per introdurre l'obbligatorietà di scuole di specializzazione post-laurea che avrebbero obbligato gli studenti e le famiglie ad ulteriori sacrifici economici.

I pericoli non sono del tutto scampati, anzi c'è una battaglia per la liberalizzazione della professione da portare avanti, perché è scandaloso che i risultati dell'esame forense siano disponibili dopo più di un anno, perché è scandaloso che la maggior parte dei praticanti in barba al codice deontologico forense non abbia la benché minima retribuzione, questo a fronte di anni di studio e di sacrifici.

Cosa fare?
L'ANPA tramite la Consulta esterna per gli studenti universitari tenterà di raccogliere gli umori e le aspettative degli oltre 270.000 studenti universitari delle facoltà di giurisprudenza e di far sentire la loro voce nelle sedi opportune, sperando in una professione più libera ed in un mercato professionale più aperto per i giovani.
Per contatti o per esser referenti presso la vostra facoltà

pasqualeannicchino@yahoo.it 
http://www.anpaitalia.it/sito/organi.html
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Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com

ALBI & MERCATO - Nella prima delle dodici giornate di blocco delle udienze partecipazione elevata alla protesta Martedí 11 Luglio 2006
Avvocati in sciopero, giustizia ferma

 

ROMA - Aule deserte nei tribunali di mezza Italia. Centinaia le udienze, penali e civili, saltate ieri a Roma come a Palermo, a Milano come a Foggia. I dodici giorni di scioperi proclamati dagli avvocati italiani contro il decreto legge sulle liberalizzazioni hanno avuto ufficialmente inizio. Ed è stato subito boom di adesioni, con un'astensione «massiccia dalle udienze, vicina al 90%», ha precisato l'Oua (l'Organismo unitario dell'avvocatura.
Processi rinviati in tutta la Penisola, quindi. A cominciare, ieri mattina, da quello che vedeva imputato il boss di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, che in assenza del suo legale si è rifiutato di partecipare all'udienza del processo "Trash" davanti al giudice della seconda sezione del tribunale di Palermo. Il processo riprenderà il 5 ottobre. Così come ricomincerà a fine settembre la dodicesima udienza del processo d'Appello per il delitto di Cogne prevista per il 13 luglio. Lo scenario non cambia a Roma, dove sono stati celebrati soltanto i riti per direttissima e quelli con imputati detenuti.
Sulla protesta degli avvocati, tuttavia, continua a pendere la dichiarazione di illegittimità della Commissione di garanzia presieduta da Antonio Martone, che ha contestato la mancata osservanza dei termini di preavviso e di durata massima dello sciopero. A fargli eco non soltanto il ministro allo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ma anche il giudice della I sezione del tribunale di Torino, Giuseppe Casalbore, che ha sostituito gli avvocati assenti con i legali d'ufficio. Resta dunque aperta la querelle con l'Oua che, da parte sua, conferma la correttezza della protesta anche per l'assenza di comunicazioni ufficiali dalla Commissione. Intanto, il ministro Bersani è tornato a precisare che «non si sta facendo la riforma degli ordini». Anzi. Le norme varate dal Governo - ha sottolineato il ministro - sarebbero rivolte a correggere alcuni degli elementi sotto infrazione europea. «Mi spiace - ha aggiunto Bersani - che ci siano 12 giorni di sciopero, anche perché francamente io capisco bene cosa ci rimette l'utente a causa dell'agitazione degli avvocati, non capisco ancora bene cosa ci rimettono gli avvocati». Ieri sera si è svolto un incontro tra i sindacati di categoria e il presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, che ha detto: «Metteremo a punto nei prossimi giorni una proposta emendativa al decreto sulle liberalizzazioni». Questo, il risultato dell'audizione che ha lasciato soddisfatta anche Michelina Grillo, presidente del l'Oua. Disponibilità al confronto anche da parte del Guardasigilli, Clemente Mastella, che ha utilizzato toni concilianti: «Non si può negare agli avvocati quello che è stato concesso ai tassisti», aggiungendo poi la richiesta all'avvocatura di sospendere lo sciopero.
Ma nel merito dei contenuti il decreto legge continua ad agitare fantasmi. «Forse con questo provvedimento - ha dichiarato Guido de Rossi, presidente dell'Unione regionale degli ordini forensi pugliesi - vogliono che si aprano degli sportelli degli avvocati nei supermercati». L'immagine richiama una pratica che comincia a profilarsi in Inghilterra, laddove in Italia il Dl 223/2006 ha previsto, tra l'altro, l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per gli studi professionali. «Non è vero - ha precisato il presidente dell'Ordine di Cagliari, Ettore Atzori, a margine dell'assemblea - che con l'abolizione delle tariffe minime e l'introduzione della pubblicità vengano migliorate le prestazioni». Proprio sulla pubblicità è arrivata la precisazione del presidente delle toghe genovesi, Stefano Savi, secondo il quale nel codice deontologico sono già state introdotte forme di comunicazione dell'offerta professionale.
Divise, infine, anche le rappresentanze dei giovani. Per Valter Militi  «il decreto Bersani è il primo passo verso la creazione del proletariato intellettuale e impedirà ai giovani avvocati di far valere le capacità tecniche e le specializzazioni acquisite, imponendo l'offerta della propria prestazione intellettuale a prezzi da saldi di fine stagione».

Del tutto opposto il parere dell'Anpa schierata «a favore delle misure modernizzatrici» del decreto Bersani, nei confronti delle quali «gli avvocati più maturi si sentono minacciati nei propri privilegi».
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI A.N.P.A.: “SCIOPERO DI DOMANI  INUTILE E DANNOSO ;IL DL BERSANI VA INCONTRO AI GIOVANI ”

“Come Giovani Avvocati non aderiremo allo sciopero indetto ,a partire da domani, da una parte dell’avvocatura.

Non lo riteniamo utile perché acuisce lo scontro generazionale tra i Giovani professionisti che sono per lo più favorevoli al DL Bersani, ed il resto dell’avvocatura.

L’astensione e’ inutile anche perché il DL Bersani anticipa provvedimenti che comunque l’U.E. ci avrebbe a breve imposto:la Commissione Europea aveva infatti già attivato nei mesi scorsi una procedura d’ infrazione per quanto attiene alle tariffe forensi e successivamente l’Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea , nell’ambito di due cause pendenti sempre in tema di obbligatorietà del minimo tariffario, aveva già richiesto la condanna dell’Italia.

Lo sciopero è infine dannoso per l’immagine dell’avvocatura perché non tiene conto dei rilievi  della Commissione di Garanzia sul rispetto della legge sugli scioperi essendo stato proclamato fuori dai termini di legge e per una durata superiore a quella prevista come legittima

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COMUNICATO STAMPA
SI ATTENDANO I DATI UFFICIALI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI CIRCA L’ADESIONE DELL’AVVOCATURA ALLO SCIOPERO
“E’ davvero comico che giornalmente gli stessi organismi che hanno proclamato lo sciopero pensino di ammantare di ufficialità i loro dati circa il tasso di adesione all’astensione.

Ci si consenta pertanto di attendere gli assai più probanti dati provenienti dagli uffici giudiziari circa l’adesione dei singoli avvocati allo sciopero e non solo il numero delle cause che non sono state trattate.

Invero il fatto che una causa civile non sia trattata non vuol dire necessariamente che ambedue gli avvocati hanno aderito allo sciopero perché basta che uno dei due difensori decida di astenersi perché l’altro abbia l’obbligo deontologico di non trattare la causa e di chiedere un rinvio ad altra udienza”
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COMUNICATO STAMPA
LO SCIOPERO VOLUTO DA UNA PARTE DELL’AVVOCATURA CONFERMA LA SPACCATURA CON I GIOVANI PROFESSIONISTI

“Lo sciopero voluto soprattutto dagli Avvocati Cassazionisti, contro le misure modernizzatrici del Dl Bersani, conferma la spaccatura esistente all’interno dell’Avvocatura. A scioperare sono stati soprattutto gli Avvocati più anziani che si sentono minacciati dal confronto con i Giovani derivante dall’abolizione sia delle tariffe forensi, sia del divieto di pubblicità.

L’adesione allo sciopero sostanzialmente da parte di uno specifico settore generazionale dell’avvocatura si trasforma quindi in un autentico autogol, dimostrando che l’avvocatura è tutt’altro che coesa contro il Dl Bersani.

L’astensione dei Colleghi più “navigati” e’ anche inutile  perché il DL Bersani anticipa provvedimenti che comunque la Commissione Europea ed il Garante per la Concorrenza ed il Mercato avevano già annunciato in riferimento alle tariffe forensi
Chiediamo pertanto al Ministro Mastella di non cedere al diktat dell’Avvocatura Cassazionista ”
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I Giovani Legali non aderiscono allo sciopero proclamato dagli Avvocati Cassazionisti contro il Dl Bersani che introduce degli elementi concorrenziali a favore delle nuove leve dell'avvocatura.
Con l'abolizione delle tariffe bloccate prevista dal DL Bersani verrà meno il controllo sulle parcelle degli avvocati e quindi dovrebbero venire meno anche i ricorsi dei clienti contro le medesime parcelle degli avvocati.
EssendoVi il libero accordo delle parti, questo si sostituisce al controllo di terze parti che quindi non potranno più sindacarli come avviene adesso.
Con l'abolizione del divieto di patto di quota lite per i GiovaNi vi sarà la possibilità di un più celere ed ingente guadagno (si potrà guadagnare una ingente percentuale anche su cause di alto valore economico).
Oggi non è possibile e bisogna accontentarsi delle risicatissime (perchè bloccate tariffe).
Ad es per una controversia assicurativa, di lavoro etc che molte volte riguardano somme di rilevantissima entità vi sarà la possibilità di concertare una qualunque percentuale con il cliente senza che alcuno possa ritenerla troppo onerosa (come invece oggi è possibile).
Comprendiamo le proteste dell'avvocatura cassazionista ma il Dl Bersani va incontro agli interessi dei Giovani Avvocati,e la sua conversione aprirà il fronte della riforma dell'accesso che sarà più flessibile, oltre a dare la svolta per l'espunzione immediata dai Registri speciali delle migliaia di Praticanti Avvocati di tutti coloro i quali svolgono un tirocinio fittizio.
Chiediamo agli avvocati Cassazionisti che hanno proclamato lo sciopero in quale Nazione (Italia) esistono ancora vincoli tariffari e divieti di promozione ed in quali no (quasi tutte le Nazioni Europee oltre agli Stati Uniti).
Li invitiamo a verificare dove esiste uno squilibrio maggiore tra (miseri) guadagni dei giovani avvocati e (lauti) di Avvocati Cassazionisti (Italia) e dove la situazione è più equilibrata (quasi tutte le Nazioni Europee oltre agli Stati Uniti).
Comprendiamo allora perchè i Giovani voglianio cambiare le cose, e perchè gli Avvocati Cassazionisti no.
Qualora il Dl Bersani non venisse convertito sarebbe preclusa ogni possibilità di riforma in favore di tutti i Giovani Legali Italiani.
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Campagna mail a favore del DL Bersani per i Giovani

Vi invitiamo ad inviare la sottoindicata mail a:

mastella_m@posta.senato.it;manzione_r@posta.senato.it

Oggetto: Giù le mani dal DL Bersani a favore di noi Giovani Avvocati

Con la presente Vi chiedo di non modificare in alcun modo il DL Bersani che viene incontro alle legittime aspettative dei circa 80.000 praticanti e delle decine di migliaia dei Giovani Avvocati.
Vi chiediamo pertanto di non cedere al diktat dei rappresentanti dell'Avvocatura Cassazionista.
Con Osservanza
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