I GIOVANI
AVVOCATI CONTRO GLI AVVOCATI CASSAZIONISTI:L'
"A.N.P.A.- GIOVANI LEGALI ITALIANI" PRESENTE
SULLE RADIO NAZIONALI, SUI QUOTIDIANI,SETTIMANALI
E SULLE AGENZIE DI STAMPA NAZIONALI
Mercoledì
12.'07.2006 il Presidente Nazionale dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" Avv. Gaetano Romano è intervenuto
su RADIO24 dalle ore 9.00 alle ore 10.00 in una
intervista a tre con il Sottosegretario alla
Giustizia Li Gotti ed il Segreteraio dell'U.C.P.I.
Avv. Spigarelli.
Il sito www.anpaitalia.it ha
una rinnovata veste grafica dato anche il cambio
dell'acronimo in "A.N.P.A.-Giovani legali
Italiani",le modifiche statutarie ed all'interno
delle cariche sociali nazionali.
Ringraziamo tutti coloro (tanti) che hanno inviato
complimenti per il nostro webmaster Dalla Gherarda.
Nel tardo autunno ,dopo che c'è stata la riunione
elettiva urgente di Perugia di fine maggio, si
terrà il VI Congresso Nazionale "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani".
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Nuovo Presidente dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali
Italiani" a Milano
Il NeoPresidente è l' Avv. Manuela Mongili
per contatti:
milano@anpaitalia.it
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L' Avv. Rossella Cortis è il
nuovo Presidente della sezione cagliaritana.
Per contatti
cagliari@anpaitalia.it
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Nuova sezione a Genova
Il Presidente è Anton Maria Dellepiane
Per contatti
genova@anpaitalia.it
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Nuova sezione a Pavia
Il presidente dell'"A.N.P.A.-Giovani legali
Italiani" di Pavia è l'Avv. Maria Pia Taraso
Per contatti
pavia@anpaitalia.it
Costituite nuove sezioni dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" a Crema Lodi e
ViboValenzia cui è stato concesso ai
sensi dell'art 21 Statuto Nazionale "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" l'utilizzo del nostro logo ed
acronimo.
Dopo un anno di mancanza di nostri rappresentanti
locali , anche i Fori di Salerno e Pescara
riavranno a breve una loro sezione "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani"
Stiamo ricevendo parecchie richieste, specie dopo
la campagna pro DL Bersani, di utilizzo del nostro
acronimo,del nostro logo e quindi di apertura
sezioni nei Fori ove non vi sono nostre
rappresentanze.
Cercheremo di esaudire tutte le richieste.
Ordini
professionali: dai Giovani Avvocati si' alle
liberalizzazioni corriere della sera
Corriere della sera, 01 lug 16:53 da www.corriere.it
Ordini professionali: dai Giovani
Avvocati si' alle liberalizzazioni
ROMA - A sorpresa i giovani
avvocati approvano le liberalizzazioni introdotte
dal governo Prodi, compresa l'abolizione delle
tariffe minime e massime per gli iscritti agli
ordini professionali. "Comprendiamo le proteste
della parte dell'avvocatura piu' 'navigata' - ha
detto Gaetano Romano, presidente dell'Anpa - ma noi
giovani avvocati siamo assolutamente favorevoli
all'abolizione delle tariffe forensi e alla
pubblicita'. Questi due divieti servivano solo a
mummificare il mercato professionale a danno di noi
giovani professionisti". Finora "a parita' di
tariffa, i clienti erano portati a scegliere gli
avvocati
cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12 anni
professionali, e non
noi giovani". (Agr)
http://www.agi.it/news.pl?doc=200607011710-1142-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia
LIBERALIZZAZIONI: ANPA, RIFORME
AGEVOLANO I GIOVANI AVVOCATI
(AGI) - Roma, 1 lug. - "Siamo assolutamente
favorevoli all'abolizione delle tariffe forensi e
della pubblicita', perche' questi due divieti
servivano solo a mummificare il mercato
professionale a danno di noi giovani
professionisti". Cosi' Gaetano Romano, presidente
nazionale dell'Anpa (Giovani legali italiani),
prende le distanze dall'avvocatura "piu' navigata",
che ha bocciato le riforme del decreto approvato
ieri dal governo. "Lo scontro generazionale era
prevedibile - continua Romano -, perche' era logico
che a parita' di tariffa i clienti fossero portati a
scegliere gli avvocati cassazionisti (ovvero con
almeno 12 anni di esperienza) e non noi giovani".
"Il governo sta operando bene - conclude - e noi
saremo vigili affinche' non si pieghi alla volonta'
dell'avvocatura cassazionista". (AGI) -
011710 LUG 06
COPYRIGHTS 2002-2006 AGI S.p.A.
http://it.news.yahoo.com/10072006/201/avvocati-12-giorni-sciopero-contro-dl-bersani.html
Avvocati, 12 giorni di sciopero
contro il dl Bersani
Roma, 10 lug . (Adnkronos/Ign) -
Dodici giorni di astensione dalle udienze. Da oggi e
fino al 21 luglio gli avvocati sono in sciopero
contro il decreto Bersani sulla competitività, nella
parte riguardante la professione forense. Rinviate,
dunque, tutte le udienze civili, penali e
amministrative. Le corti resteranno attive solo per
i provvedimenti urgenti. Una protesta che ha preso
il via nonostante la Commissione di garanzia sul
diritto di sciopero, presieduta da Antonio Martone,
abbia contestato all'avvocatura la mancata
osservanza dei termini di preavviso e di durata
massima, chiedendo uno slittamento dell'inizio dello
sciopero al 16 luglio. ''Quello degli avvocati è uno
sciopero senza preavviso al contrario di quello che
prevede la legge che naturalmente, sono certo, gli
avvocati conosceranno'', sottolinea oggi il ministro
per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani. Il
ministro spiega che ''stiamo facendo delle norme che
correggono degli elementi, alcuni dei quali sono
sotto infrazione europea. Questo mi pare
indiscutibile. Non stiamo facendo la riforma degli
ordini che si vedrà più avanti''.
Le ragioni della categoria
verranno illustrate questo pomeriggio in Commissione
Giustizia del Senato. Alla base della lunga
protesta, decisa lo scorso 5 luglio dall'Assemblea
generale degli ordini forensi e che prevede una
manifestazione nazionale il 21 luglio, le norme
sull'abolizione dei minimi tariffari e la
possibilità di pubblicità negli studi professionali.
Ma all'interno della categoria non sono tutti
d'accordo sullo sciopero.
I giovani legali dell'Anpa, l'associazione nazionale
praticanti ed avvocati, condividono la riforma
adottata dal ministro Bersani e sono quindi contrari
allo sciopero deciso dai loro colleghi.
Ad ogni modo, secondo la
presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura
italiana (Oua) Michelina Grillo, ''tutta
l'Avvocatura sta scioperando: l'adesione
all'astensione è totale''.Anche il boss mafioso
Bernardo Provenzano ha acconsentito oggi che il suo
legale, Francesco Marasà, si astenesse dall'udienza
per aderire allo sciopero. ''Faccio quello che dice
il mio avvocato: quindi non partecipo all'udienza'',
ha detto il capo di Cosa nostra collegato in
videoconferenza con il presidente della seconda
sezione penale del Tribunale di Palermo, Vittorio
Anania, che presiede il processo 'Trash'. Quindi,
l'udienza è stata rinviata al prossimo 5 ottobre.
Salta anche l'udienza - rinviata al 16 settembre -
del processo al deputato di Forza Italia, Gaspare
Giudice, accusato di concorso esterno in
associazione mafiosa. (Adnkronos)
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"A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" su IL MONDO
(settimanale della RCS) pg 101
http://www.ilmondo.rcs.it/
Titolo: ANPA CONTRO TUTTI A DIFESA DEL DECRETO
BERSANI a firma del giornalista Dott. Franco
Stefanoni
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Giorno 12.07.2006 dalle ore 8.05 alle 0re 8.15 vi è
stata un' intervista al Presidente Nazionale sul DL
Bersani sulla nota radio di Roma "Radio Città
Futura"
http://www.radiocittafutura.it/home/home.asp preceduta
da un'altra intervista svolta al Presidente dell'
agenzia apcom Calabrò sempre sullo stesso tema
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da www.corriere.it
Contrari all'agitazione i giovani dell'Anpa
Da oggi legali in sciopero,
udienze a rischio
Protesta di dodici giorni contro l'abolizione dei
minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per
gli studi contenuti nel decreto Bersani
ROMA - Da oggi e per dodici giorni gli avvocati
incrociano le braccia. Comincia uno degli scioperi
più lunghi della categoria, contro il decreto
Bersani e in particolare la parte del provvedimento
che riguarda la professione forense. L'obiettivo è
ottenere lo stralcio di queste norme, tra cui
l'abolizione dei minimi tariffari e il via libera
alla pubblicità per gli studi professionali.
L'astensione riguarda tutta la categoria e potrebbe
portare al blocco delle udienze civili, penali e
amministrative. Tra l'altro si sovrapporrà per
alcuni giorni (dal 14 al 21) alla protesta che i
penalisti avevano indetto in anticipo contro il
disegno di legge di sospensione della riforma
dell'ordinamento giudiziario.
APERTURA AL DIALOGO - «È di indubbia gravità - si
legge nel documento che annunciava la protesta e una
manifestazione nazionale il 21 luglio - la
situazione determinata dal decreto. Ci sono
violazioni di diritti e prerogative anche
costituzionalmente protetti». Un documento di
denuncia, dove l'avvocatura chiedeva al Governo di
«stralciare dal testo la parte del decreto legge che
riguarda la professione forense, nonché le norme che
dispongono riduzioni degli stanziamenti per la
giustizia». Ma nell'annunciare le quasi due
settimane di astensione dalle udienze penali, civili
e amministrative, fatti salvi i provvedimenti
urgenti e i servizi essenziali, gli avvocati si
erano detti aperti al dialogo, assicurando la loro
disponibilità a definire con il ministro della
Giustizia Clemente Mastella un testo di riforma
della professione forense, una volta stralciate le
parti del decreto riguardante le professioni
forensi.
CONTRARI - E il Guardasigilli proprio ieri, alla
vigilia della lunga astensione, ha invitato la
categoria a «riaprire il dialogo», assicurando che
né lui né il Governo intendono limitare le
prerogative e l'autonomia dell'avvocatura, né tanto
meno abolire gli ordini. Un primo incontro tra
rappresentanti della categoria e Palazzo Chigi
potrebbe esserci già martedì, quando gli esponenti
del mondo dell'avvocatura spiegheranno i motivi
della loro protesta alla Commissione Giustizia del
Senato, che li ha convocati.
Ma all'interno della categoria
non sono tutti d'accordo sullo sciopero.I giovani
legali dell'Anpa, l'associazione nazionale
praticanti ed avvocati, condividono la riforma
adottata dal ministro Bersani, e quindi non
partecipano alla protesta.
COMMISSIONE DI GARANZIA -
Sull'astensione pende tra l'altro la dichiarazione
di «illegittimità» della Commissione di garanzia sul
diritto di sciopero presieduta da Antonio Martone,
che ha contestato la mancata osservanza dei termini
di preavviso e di durata massima e che ieri ha
perciò chiesto inutilmente di far slittare al 16
l'inizio dell'astensione e di limitarne i giorni.
Sono in gioco «diritti costituzionali», ha replicato
il fronte degli avvocati, spiegando che proprio
questo pericolo rende lecita la deroga dai termini
previsti. Ma proprio la dichiarazione della
Commissione di garanzia potrebbe provocare tensioni
nelle aule di giustizia: al tribunale di Torino,
secondo quanto da alcuni penalisti, ci sarebbero
giudici pronti a denunciare i legali che si
asterranno dalle udienze per interruzione di
pubblico servizio.
10 luglio 2006
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L'."A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" è citata anche
dal noto editorialista Andrea Mingardi che scrive
anche sul "Wall Street Journal"
http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=0000001496
L’astensione dei legali ci fa
perdere una buona causa
di Alberto Mingardi
Da Libero, 11 luglio 2006
Dodici giorni senza avvocati.
Cos’è, un sogno ad occhi aperti? No, è la seconda
puntata della manovra d’accerchiamento del soldatino
Bersani, “giapponese” spedito da Prodi
all’arrembaggio della fregata delle corporazioni.
Obiettivo: lo stralcio della parte più controversa
(e buona) del decreto legge che ha battezzato
l’altra settimana. L’opposizione c’entra poco. Lo
sciopero, che reagisce alla decisione d’introdurre
norme a difesa della concorrenza nell’unico modo in
cui in un Paese ingessato lo si può fare: cioè tutto
d’un fiato, al limite spezzandosi la schiena nello
sforzo, potrebbe persino sembrare il frutto di una
concertazione parallela. Quella fra gli avvocati e
il ministro della giustizia, Clemente Mastella, che
da giorni soffia sul fuoco della protesta. Una faida
tutta interna al governo, con l’inquilino di via
Arenula che marca il territorio.
Quella cominciata ieri sarà la dimostrazione più
lunga mai fatta dalla categoria, però il giudizio
d’illegittimità spiccato dalla Commissione di
garanzia sul diritto di sciopero, che vi ha
ravvisato un mancato rispetto dei termini di
preavviso e durata massima, non turba il sonno dei
legali. La consapevolezza di stare ulteriormente
rallentando, e per propria consapevole decisione, i
tempi già lunghissimi della giustizia italiana,
neppure.
Che ci sarà mai di tanto grave, nel decreto Bersani,
da trasformare in cigiellini autodidatti tanti
principi del foro? Sostanzialmente, due cose:
l’abolizione dei minimi e massimi tariffari, e la
soppressione dei divieti del patto di quota lite e
di pubblicità per gli studi professionali. L’una e
l’altra condurrebbero alla “mercificazione” del
mestiere. “Mercificazione”: la parola sta bene in
bocca a Don Benzi, quando rastrella le sue derelitte
su qualche sfortunato lungomare. Fa sorridere
sentirla rimbombare fra le fauci di fior di legulei
giustamente ben pagati, che non ci risultano
affiliati all’opera San Francesco per i poveri,
quanto piuttosto – e ci mancherebbe – ai rispettivi
studi.
Vale la pena allora domandarsi cosa sta dietro, a
questa nuova antipatia per il mercato, a
quest’improvvisa allergia della pecunia, del baratto
di lavoro per denaro, della sua trasformazione,
insomma, in merce come tante. Una legittima
preoccupazione per la tutela della qualità del
servizio, che in questo caso sarebbe garanzia
tangibile dei diritti di noi tutti?
Fatta salva la buona fede degli
scioperanti, vale la pena leggersi le dichiarazioni
di Gaetano Romano, presidente dell’Anpa,
associazione nazionale praticanti e avvocati, che
riunisce i giovani legali italiani. Dice Romano:“noi
giovani avvocati siamo assolutamente favorevoli
all'abolizione delle tariffe forensi e alla
pubblicità. Questi due divieti servivano solo a
mummificare il mercato professionale a danno di noi
giovani professionisti”.
Segue spiegazione: “è naturale che, a parità di
tariffa, i clienti erano portati a scegliere gli
avvocati cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno
12 anni professionali, e non noi giovani. Allo
stesso modo la clientela era impossibilitata a
conoscere le offerte professionali delle nuove leve,
essendo vietata la pubblicità”.
L’abolizione di tariffe minime e
massime colpisce sostanzialmente l’interesse delle
fascia intermedia della categoria. Gli
azzeccagarbugli d’un certo blasone, si capisce, da
sempre volano alto. I nuovi entrati nella
professione sgomitano per un posto al sole, e non
avendo clienti cui affidarsi per un’infinita catena
di sant’antonio che altri gliene procuri, chiedono
semplicemente di fare i prezzi che credono. Il
tariffario è l’equivalente istituzionalizzato di un
accordo di cartello: aspira ad escludere nuovi
competitori, levando loro l’unica leva per scalzare
quelli vecchi. Cioè batterli alla conta dei costi.
Il silenzio pubblicitario, analogamente, danneggia
chi nella corporazione s’è appena infilato, gli
impedisce di farsi conoscere, di veder circolare il
proprio nome. Il divieto di patto di quota lite
penalizza invece i clienti più deboli: quelli che
non hanno molti quattrini ma, magari, una causa
buona sì. Ora non possono comprare il tempo di un
grande professionista con una quota del bottino, e
si accontentano di chi li piglia – ancora, a un
minimo tariffario che è quello.
L’avvocatura scioperante, insomma, s’immola a
maggior gloria di una regola ben strana: in
tribunale, tutti i gatti sono bigi. A smenarci,
ironia della sorte, sono i micetti che appena
cominciano a zampettare. Accendiamo la luce?
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Avvocati in corteo contro un giudice
Data Pubblicazione 12/7/2006
Articolo tratto da: La Repubblica
La battaglia sul decreto Bersani
sfocia in un’ordinanza che contesta l’astensione dei
legali dalle udienze
Milano, tensione per lo sciopero.
Il magistrato:protesta illegittima
MILANO- Al secondo giorno di
sciopero degli avvocati italiani contro il "decreto
Bersani", arriva dal tribunale di Milano l'attacco
più deciso contro l'agitazione dei legali. Mentre in
buona parte delle aule del paese i giudici accolgono
di buon grado le richieste di rinvio delle udienze
avanzate dagli avvocati, a respingere le istanze dei
legali è a Milano il presidente della Seconda
sezione penale, la sezione-chiave dei processi per
reati finanziari: si chiama Vincenzo Perozziello,
esponente di Magistratura democratica. Un giudice di
sinistra che però, in questa circostanza, ritiene
che lo sciopero degli avvocati sia illegittimo. E
ordina di proseguire le udienze. Scontri sporadici
tra giudici ed avvocati si registrano anche altrove:
l'altro ieri a Torino, ieri a Rovigo. Ma è a Milano,
di fronte all'ordinanza del giudice Perozziello, che
la situazione rischia di degenerare. Gli avvocati
cui il giudice ordina di proseguire l'udienza
lanciano l'allarme ai colleghi in assemblea
nell'aula magna del primo piano:Lo sciopero indetto
dall'Oua, l'organismo unitario dell'avvocatura,
comunque prosegue. Dodici i giorni previsti. Ieri l'Oua
ha dichiarato con un comunicato che l'adesione è
stata «alta»:
ma è stata invitata da un altro
organismo della categoria,l'Associazione nazionale
praticanti ed avvocati, a non cantare vittoria: <È-
davvero comico che giornalmente gli stessi organismi
che hanno proclamato lo sciopero pensino di
ammantare di ufficialità i loro dati circa il tasso
di adesione all'astensione».Luca Fazzo
L'Oua: adesione sempre molto alta.
Ma i giovani: trionfalismo comico
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Quotidiano "La Stampa"
11/07/2006
ROMA La terza udienza del
maxiprocesso Parmalat è slittata al 24 luglIo, il
processo d'appello per il delitto di Cogne va a
settembre, quello al boss Bernardo Provenzano
addirittura al 5 ottobre. Stessa sorte per le
udienze sulle stragi naziste di Cortona e Marzabotto
in agenda al Tribunale ilitare di La Spezia. Ieri
gli avvocati italiani hanno scioperato in massa e
l'attività di tutti i fori (da Torino a Palermo, da
Milano a Roma) si è fermata: adesioni oltre il 90%
in tutti i settori (civile, penale e
amministrativo). Protestano contro il decreto
Bersani, alzano le barricate contro le norme che
liberalizzano la loro professione. "L'avvocatura non
può essere trattata come un settore commerciale", si
lamentano. Temono la dequalificazione e la
mercificazione della professione per effetto della
pubblicità e di una concorrenza che potrebbe
diventare molto "spinta". Vogliono difendere il loro
status: attenti, proseguendo su questa strada,
lamenta Walter Militi che pure guida l'AIGA, "si va
verso la creazione di un proletariato
intellettuale". "Fosse per me - ha spiegato ieri il
difensore di Anna Maria Franzoni, Carlo Taormina -
non sciopererei, ma questa protesta è stata
deliberata dai massimi organismi dell'avvocatura.
Non mi posso sottrarre". Aule deserte, dunque,
corridoi vuoti. A Milano e Torino momenti di
tensione tra giudici e legali. A Napoli record di
adesioni. Solo i processi per direttissima e quelli
con imputati detenuti si sono svolti regolarmente.
Tutto il resto è stato aggiornato. "E' un successo
in tutta Italia" proclama Michelina Grillo,
presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura
che ieri, dopo l'audizione in Senato, ha chiesto
incontri sia al Guardasigilli Clemente Mastella sia
al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi
Bersani. "Ho sempre detto, e lo ribadisco ancora
oggi, di essere disponibile all'ascolto e al
dialogo", ha dichiarato in serata Mastella. Il
quale, sostenendo di non voler negare "agli avvocati
quello che si è concesso ai tassisti", ha chiesto
che lo sciopero di 12 giorni venga revocato. "Sono
in gioco i diritti dei cittadini e di chi lavora per
farli tutelare - afferma la Grillo -. A settembre
siamo pronti a replicare la nostra protesta".
Non la pensa allo stesso modo
Gaetano Romano, giovane penalista messinese
presidente dell'Anpa, l'Associazione nazionale
praticanti ed avvocati che parla di "spaccatura
generazionale nella categoria" e di una protesta
voluta "soprattutto dagli avvocati cassazionisti". I
più anziani, insomma. "Che oggi si sentono
minacciati dal confronto coi giovani". Al centro del
braccio di ferro ci sono l'abolizione delle tariffe
minime e la fine del divieto di pubblicità. Ma molte
critiche raccoglie anche il divieto di ricevere
somme in contanti al di sopra dei 100 euro. Romano,
in particolare, è molto critico col meccanismo dei
listini bloccati: "Vanno a detrimento della qualità
delle prestazioni e disincentivano la possibilità di
migliorare perché tanto alla fine un avvocato
guadagna sempre la stessa cifra". E fino ad ora,
proprio il combinato tariffe fisse-pubblicità
vietata, ha favorito soprattutto gli avvocati
cassazionisti, più anziani, noti ed affermati a
scapito delle nuove leve.
La lettura del decreto Bersani
fatta dai "seniores" porta, ovviamente, a risultati
opposti. "L'eliminazione delle tariffe e il
cambiamento del sistema di anticipazione delle spese
processuali - denuncia la Grillo - renderanno
impossibile il gratuito patrocinio e la difesa
d'ufficio". Gli avvocati, spiega Stefano Savi
(presidente dell'Ordine degli avvocati di Genova),
alla fine "si troverebbero a dover lavorare sotto
costo anticipando addirittura le spese in funzione
di un risultato che richiede anni per arrivare". Per
non parlare poi della pubblicità. "Non è decorosa -
lamenta Savi - e con un mercato in crisi scatenerà
una corsa al ribasso a scapito della qualità". Il
primo giorno di protesta qualche malumore l'ha
creato anche tra gli stessi avvocati: in molti hanno
criticato la violazione delle norme sugli scioperi
(mancato preavviso e durata massima) parlando di
"autogol" della categoria. Giudizio condiviso anche
da Bersani: "Mi spiace che ci siano 12 giorni di
sciopero, anche perché capisco bene cosa ci rimette
l'utente ma non ho ancora capito cosa ci rimettono
gli avvocati". La risposta arriva dai consumatori
Codacons: "Gli avvocati si possono permettere di
scioperare perché ci guadagnano comunque".
L'adesione allo sciopero va infatti comunicata al
giudice durante l'udienza, che viene regolarmente
addebitata al cliente. Anche se dura un minuto.
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da Il Foglio del 12 luglio 2006, pag. 3
Perché agli avvocati giovani (e a
quelli bravi) conviene Bersani
Capezzone dice che, anche
stralciando l’articolo due del decreto, poi dovremmo
comunque metterci in regola con Bruxelles.
Gli avvocati hanno cominciato lo
sciopero di dodici giorni, il più lungo della loro
storia. Una manifestazione giudicata illegittima
dalla Commissione di garanzia sul diritto di
sciopero, che ha ravvisato il mancato rispetto dei
termini di preavviso e durata massima. Nel mirino
dei legali ci sono quelle norme del decreto Bersani
che cancellano minimi e massimi tariffari e
sopprimono i divieti del patto di quota lite e di
pubblicità degli studi professionali. Guido Alpa,
presidente del Consiglio nazionale forense, ha
espresso “sconcerto” per provvedimenti a suo avviso
“in contrasto con la disciplina attuale della
professione forense”. Di segno opposto i commenti
del ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi
Bersani: “Capisco bene cosa ci rimette l’utente
dall’agitazione degli avvocati. Non ho capito ancora
bene cosa ci rimettono gli avvocati”. Nonostante la
massiccia adesione allo sciopero, il governo per ora
tiene duro. La ragione della protesta, secondo i
legali, è il rischio di una mercificazione della
professione, con uno scadimento nella qualità del
servizio. L’adozione di una mentalità orientata al
mercato porterebbe infatti a una sorta di
livellamento verso il basso spinto dall’esigenza di
tagliare sempre più le tariffe. Alfredo Biondi ha
addirittura rigettato l’idea che il cliente
dell’avvocato sia un consumatore: “L’avvocato non si
‘consuma’, ma esercita e diffonde il suo sapere”.
Tuttavia, l’economista Carlo Scarpa sottolinea che
“non c’è alcuna evidenza di una correlazione tra i
minimi tariffari e la qualità. E’ chiaro che da
questi provvedimenti gli avvocati più giovani e
quelli più bravi hanno solo da guadagnare”.
Paradossalmente, infatti, mentre i tassisti
difendono razionalmente una rendita di posizione,
gli avvocati manifestano contro un’opportunità che
gli viene offerta – gestire la loro professionalità
in maniera più libera, senza dover sottostare a
vincoli imposti dalla loro associazione di
categoria.
Ne è convinto anche il presidente
dell’Associazione nazionale praticanti ed avvocati,
Gaetano Romano: “l’abolizione delle tariffe e
l’introduzione della pubblicità innalzeranno
qualitativamente il servizio: oggi l’avvocato non è
incentivato a offrire una prestazione migliore,
perché il suo compenso comunque non scenderà al di
sotto di una certa soglia”. Un analogo meccanismo
potrebbe scattare con l’introduzione del patto di
quota lite, cioè la possibilità di parametrare il
compenso rispetto al raggiungimento degli obiettivi.
Per Scarpa, “la quota lite tutela
il piccolo consumatore: se ha in mano una causa
buona, anche contro un soggetto forte, l’avvocato ha
interesse ad accettarla, in caso contrario no. Oggi
invece al legale conviene comunque andare in aula e
allungare i tempi del giudizio, a prescindere dalle
probabilità di vittoria”. Inoltre, il tariffario è
incompatibile con l’articolo 49 del Trattato Ue, che
tutela la prestazione dei servizi in Europa: sulle
scrivanie della Commissione ci sono due procedure di
infrazione aperte contro l’Italia a proposito,
rispettivamente, delle tariffe giudiziali e
stragiudiziali. Nella lettera con cui avvisava il
nostro paese della messa in mora nel luglio dello
scorso anno, il commissario al Mercato interno
Charlie Mc- Creevy scriveva che “la determinazione
del prezzo delle prestazioni rappresenta un fattore
privilegiato di promozione presso i clienti”.
Pertanto “il divieto di deroga alle tariffe fissate
rappresenta un grave ostacolo all’esercizio delle
attività di avvocato in Italia”. McCreevy evocava
anche un contrasto col principio della libera
circolazione, in quanto l’adeguamento ai tariffari
italiani potrebbe essere in contrasto con gli
obblighi a cui un legale straniero è tenuto nei
confronti dell’Ordine del paese d’origine. Commenta
il presidente della commissione Attività produttive
della Camera, Daniele Capezzone: “Se anche il
governo stralciasse l’articolo due del decreto, come
chiedono gli avvocati, nel giro di poco tempo
dovremmo prendere in mano la questione per metterci
in regola con l’Europa. Mi spiace che, in questo
caso, gli amici avvocati, quasi sempre protagonisti
di battaglie liberali, siano presi dalla sindrome
del Not In My Backyard: riforme liberali sì, ma non
in casa nostra”.
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Paralisi dei tribunali, sciopero di 12 giorni
Data Pubblicazione 10/7/2006
Articolo tratto da: Il Tempo
www.iltempo.it
Gli avvocati si asterranno dalle
udienze fino al 21 luglio contro il decreto sulle
liberalizzazioni
I legali contro l’abolizione dei
minimi tariffari e la possibilità di pubblicità
negli studi professionali
IL governo è riuscito a evitare
lo sciopero dei tassisti contro il decreto Bersani,
ma contro il decreto sulle liberalizzazione ci sono
altre categorie che sono pronte a mobilitarsi. Da il
ministro Bersani dovrà fare i conti con la protesta
degli avvocati che hanno deciso di incrociare le
braccia per ottenere lo stralcio dal provvedimento
di tutta la parte che riguarda la professione
forense. Sarà uno degli scioperi più lunghi
dell'avvocatura: 12 giorni di seguito di astensione
dalle udienze in tutta Italia, con una punta massima
di 22 a Genova, per decisione dell'Ordine e delle
associazioni forensi locali. Si prevede la paralisi
nei tribunali con il caos. A tentare di far recedere
i legali dalla linea dura scelta è alla vigilia
dell'astensione il Guardasigilli Clemente Mastella,
che inaugurando il Palazzo di giustizia di Viterbo,
ha invitato la categoria «a riaprire il dialogo»,
assicurando che nè lui nè il governo intendono
«limitare le prerogative o l'autonomia»
dell'avvocatura, nè tanto meno «abolire gli ordini»;
un'ipotesi questa, che semmai venisse avanzata, lo
porterebbe a dimettersi «da ministro». Insomma il
governo da una parte vorrebbe mantener fede al
decreto varato e dall’altra però non scatenare la
protesta delle categorie interessate al punto da
creare forti disagi ai cittadini. Oggi intanto gli
esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno il
loro dissenso sul decreto alla Commissione Giustizia
del Senato, che li ha convocati per ascoltare le
loro ragioni e «valutare - come ha spiegato il
presidente Cesare Salvi - se sia il caso di proporre
degli emendamenti al decreto legge». La protesta -
indetta dall'assemblea generale degli Ordini e delle
associazioni forensi - dovrebbe provocare lo stop di
tutte le udienze civili, penali e amministrative;
saranno garantiti solo i procedimenti urgenti e i
servizi essenziali.
Ma nella categoria non mancano i
dissensi: i giovani legali dell'Anpa, l'associazione
nazionale praticanti ed avvocati, condividono la
riforma del ministro Bersani e per questo contestano
lo sciopero.
Sull'astensione pende tra l'altro
la dichiarazione di «illegittimità» della
Commissione di garanzia sul diritto di sciopero
presieduta da Antonio Martone, che ha contestato la
mancata osservanza dei termini di preavviso e di
durata massima e che ha perciò chiesto inutilmente
di far slittare al 16 l'inizio dell'astensione e di
limitarne i giorni. Sono in gioco «diritti
costituzionali», ha replicato il fronte degli
avvocati, spiegando che proprio questo pericolo
rende lecita la deroga dai termini previsti. Ma
proprio la dichiarazione della Commissione di
garanzia potrebbe provocare tensioni nelle aule di
giustizia: al tribunale di Torino, secondo quanto
hanno riferito alcuni penalisti, ci sarebbero
giudici pronti a denunciare i legali che si
asterranno dalle udienze per interruzione di
pubblico servizio. Nel mirino della protesta ci sono
soprattutto l'abolizione dei minimi tariffari e il
via libera alla pubblicità commerciale per gli studi
professionali contenuti nel decreto; si tratta di
«finte liberalizzazioni», dicono gli avvocati, a
«danno dei cittadini», che non produrranno una
riduzione dei costi della difesa, ma semmai
gioveranno «agli studi più ricchi».
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Sole 24 ore 08.07.2006
www.ilsole24ore.com
Titolo: Avvocati, prevale la
linea dura
della giornalista Dott.ssa Maria Carla De Cesari
Ecco un estratto dell'articolo
.................................[La protesta
dell'Avvocatura è però censurata dall'A.N.P.A.,
associazione dei giovani avvocati.Lo sciopero
secondo l'A.N.P.A. - sarebbe stato deciso senza
consultare la base e soprattutto i giovani."Da parte
delle nuove leve - ribatte l'A.N.P.A. c'è una
sostanziale adesione alle riforme del Ministro
Bersani.Non ci sentiamo rappresentati da chi ha
proclamato questo sciopero che serve solo a
mantenere le rendite di posizione dell'avvocatura
cassazionista a danno dei Giovani....]"
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La Libertà di Piacenza
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=607122013&H=
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Il Gazzettino del Nord Est
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2995386&Luogo=Main&Data=2006-7-11&Pagina=ATTUALIT%C0
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Affari Italiani
http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/avvocati1007.html
Dl Bersani/ Avvocati, al via 12
giorni di sciopero. Federfarma non trova l'accordo
con il governo
Martedí 11.07.2006 09:20
Avvocati sul piede di guerra. Mentre per tassisti è
stata trovata la via del dialogo, a dare inizio alla
protesta saranno oggi i legali. Dodici giorni di
sciopero contro l'abolizione dei minimi tariffari e
il via libera alla pubblicità per gli studi.
Obiettivo: ottenere lo stralcio di queste norme dal
decreto sulle liberalizzazioni. Intanto, finisce
male il faccia a faccia tra il premier Prodi e il
presidente di Federfarma. Per il monento infatti non
è stato raggiunto nessun accordo per quanto riguarda
la vendita di farmaci da banco anche nei
supermercati: sciopero confermato lo sciopero di
mercoledì 19 luglio. E il ministro dello Sviluppo
economico, Pierluigi Bersani: "Nelle discussioni
fatte non ho riscontrato motivi per modifiche
radicali di questo decreto. Il Governo dovrà essere
determinato".
Si tratterà di una protesta lunghissima per i legali
italiani. L'astensione riguarda tutta la categoria e
potrebbe portare al blocco delle udienze civili,
penali e amministrative. Non solo: lo sciopero si
sovrapporrà per alcuni giorni (dal 14 al 21) alla
protesta che i penalisti avevano indetto in anticipo
contro il disegno di legge di sospensione della
riforma dell'ordinamento giudiziario. Confermate,
insomma, le modalità decise dall'assemblea degli
Ordini Forensi, nonostante l'invito del presidente
della Commissione di garanzia sullo sciopero,
Antonio Martone, di rinviare l'avvio della protesta
al 16 luglio e di limitarne la durata.
E il Guardasigilli proprio ieri, alla vigilia della
lunga astensione, ha invitato la categoria a
"riaprire il dialogo", assicurando che né lui né il
Governo intendono limitare le prerogative e
l'autonomia dell'avvocatura, né tanto meno abolire
gli ordini. Un primo incontro tra rappresentanti
della categoria e Palazzo Chigi potrebbe esserci già
martedì, quando gli esponenti del mondo
dell'avvocatura spiegheranno i motivi della loro
protesta alla Commissione Giustizia del Senato, che
li ha convocati.
Ma all'interno della categoria
non sono tutti d'accordo sullo sciopero. I giovani
legali dell'Anpa, l'associazione nazionale
praticanti ed avvocati, condividono la riforma
adottata dal ministro Bersani, e quindi non
partecipano alla protesta.
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La Stampa on line
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200607articoli/7492girata.asp
CRONACHE
Liberalizzazioni, avvocati in sciopero
Niente udienze fino al 21 luglio
10/7/2006
ROMA. Cominciano oggi i dodici
giorni di astensione dalle udienze degli avvocati.
Fino al 21 luglio i legali sciopereranno contro il
decreto Bersani sulla competitività, nella parte
riguardante la professione forense.Alla base della
lunga protesta, decisa lo scorso 5 luglio
dall'Assemblea generale degli ordini forensi, le
norme sull'abolizione dei minimi tariffari e la
possibilità di pubblicità negli studi professionali.
«È di indubbia gravità - era scritto nel documento
che aveva stabilito i 12 giorni di sciopero e una
manifestazione nazionale il 21 luglio - la
situazione determinata dal decreto. Ci sono
violazioni di diritti e prerogative anche
costituzionalmente protetti».Un documento di
denuncia, dove l'avvocatura chiedeva al Governo di
«stralciare dal testo la parte del decreto legge che
riguarda la professione forense, nonchè le norme che
dispongono riduzioni degli stanziamenti per la
giustizia». Ma nell'annunciare le quasi due
settimane di astensione dalle udienze penali, civili
e amministrative, fatti salvi i provvedimenti
urgenti e i servizi essenziali, gli avvocati si
erano detti aperti al dialogo, assicurando la loro
disponibilità a definire con il ministro della
Giustizia Clemente Mastella un testo di riforma
della professione forense, una volta stralciate le
parti del decreto riguardante le professioni
forensi.Il Guardasigilli proprio alla vigilia della
lunga astensione, ha invitato la categoria a
«riaprire il dialogo», assicurando che nè lui, nè il
Governo intendono limitare le prerogative e
l'autonomia dell'avvocatura, nè tanto meno abolire
gli ordini.Un primo punto d'incontro tra avvocati e
Governo potrebbe esserci già da oggi, quando gli
esponenti del mondo dell'avvocatura spiegheranno i
motivi della loro protesta alla Commissione
Giustizia del Senato, che li ha appunto convocati
per discutere della questione.
Ma all'interno della categoria
non sono tutti d'accordo sullo sciopero. I giovani
legali dell'Anpa, l'associazione nazionale
praticanti avvocati, condividono la riforma adottata
dal ministro Bersani, e quindi non condividono lo
sciopero deciso dai loro colleghi.
Anche la Commissione di garanzia
sul diritto di sciopero, presieduta da Antonio
Martone, ha contestato all'avvocatura la mancata
osservanza dei termini di preavviso e di durata
massima, chiedendo uno slittamento dell'inizio dello
sciopero al 16 luglio. Una richiesta che non è stata
presa in considerazione dagli avvocati, che da
domani incroceranno le braccia.Il ministro Pierluigi
Bersani: «Sciopero senza preavviso»«Quello degli
avvocati è uno sciopero senza preavviso al contrario
di quello che prevede la legge che naturalmente,
sono certo, gli avvocati conosceranno». La critica
arriva all'astensione dal lavoro degli avvocati
iniziata oggi arriva dal ministro per lo sviluppo
economico, Pier Luigi Bersani, a margine della
presentazione del rapporto sulla società e
l'economia del nord est 2006 in corso a PadovaFiere.Il
ministro sottolinea che «stiamo facendo delle norme
che correggono degli elementi, alcuni dei quali sono
sotto infrazione europea. Questo mi pare
indiscutibile», ha sottolineato Bersani. Non stiamo
facendo la riforma degli ordini che si vedrà più
avanti«. Ecco, mi spiace che ci siano 12 giorni di
sciopero -ha detto amareggiato il ministro- anche
perchè francamente, capisco bene cosa ci rimette
l'utente dall'agitazione degli avvocati. Non ho
capito ancora bene cosa ci rimettono gli avvocati. E
anche questo è un aspetto che andrebbe considerato.
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Il Gazzettino del Nord est
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2993714&Luogo=Main&Data=2006-7-9&Pagina=ATTUALIT%C0
Domenica, 9 Luglio 2006
GIUSTIZIA Il ministro vuole
scongiurare l’annunciato sciopero di 12 giorni per
protesta contro la riforma dell’ordinamento e la
competitività
Mastella riapre il dialogo con gli avvocati
Roma
«Non c'è da parte del governo e tanto meno da parte
mia la volontà di espropriare l'avvocatura, di
limitarne le prerogative o l'autonomia. È finita
anche l'offensiva contro la magistratura durata
cinque anni». Lo ha annunciato ieri da Viterbo il
ministro della giustizia Clemente Mastella,
intervenendo alla cerimonia d'inaugurazione del
nuovo palazzo di giustizia, insieme con il ministro
dell'Istruzione Giuseppe Fioroni e il vicepresidente
del Csm, Virginio Rognoni.Mastella, replicando al
presidente dell'ordine forense di Viterbo, Riccardo
Micci, che nel suo intervento aveva elencato le
ragioni dello sciopero di 12 giorni proclamato dagli
avvocati, ha poi aggiunto che «nell'ambito
dell'amministrazione della giustizia è finita
l'epoca della sacralità dei magistrati e degli
avvocati. Arbitri della situazione sono i cittadini
che chiedono una giustizia rapida, efficace, giusta.
Tutti dobbiamo sentirci impegnati a rispondere alle
loro esigenze, senza innalzare totem».Il ministro
della giustizia ha poi ricordato di aver incontrato
la totalità degli ordini professionali, che
rappresentano circa due milioni di iscritti, tutti
egualmente interessati ai contenuti del pacchetto
Bersani, e che nessuno di loro, a parte i circa
300mila avvocati, ha indetto scioperi. «Rivolgo un
invito all'ordine forense ha detti Mastella a
riaprire il dialogo, a trovare un punto di
equilibrio tra le varie esigenze, come sta avvenendo
con i tassisti». Infine, sugli ordini professionali
Mastella ha detto: «Non intendo abolire gli ordini.
Lo vado ripetendo da tempo. Se un'ipotesi del
genere, peraltro non prevista nel programma della
coalizione di governo, dovesse essere avanzata, mi
dimetterei da ministro. Ma anche su questa materia
dobbiamo prendere atto che il mondo è cambiato e che
le articolazioni sociali si devono adeguare ai
mutamenti se vogliono restare in sintonia con la
società». Lo sciopero dei legali sarà uno degli più
lunghi della categoria. La protesta - indetta
dall'assemblea generale degli Ordini e delle
associazioni forensi - dovrebbe provocare lo stop di
tutte le udienze civili, penali e amministrative;
saranno garantiti solo i procedimenti urgenti e i
servizi essenziali.
Ma nella categoria non mancano i
dissensi: i giovani legali dell'Anpa, l'associazione
nazionale praticanti e avvocati, condividono la
riforma del ministro Bersani e per questo contestano
lo sciopero.
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Il primo Quotidiano on line
dell'Abruzzo
Continua la protesta degli
avvocati: le mille ragioni del dissenso
Inviato da Redazione
ABRUZZO. In tutta Italia sono giorni difficili per
la giustizia. Giorni di sciopero per una rivoluzione
annunciata nel mondo forense dal decreto Bersani.
Ecco che cosa cambierà per avvocati e clienti.
Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Teramo
invia una lettera ai responsabili di questo decreto
d’urgenza, Prodi e Bersani, nonché al Guardasigilli
Mastella.
L’avvocato Divinangelo D’Alessio, ironizza sulla
produttività e sull’organizzazione aziendale perché
ormai: «un cliente che entra in studio non è più un
cittadino con le sue richieste, e i suoi diritti, ma
soltanto un nemico strappato all’avversario, cui
affrettarci a far sottoscrivere clausole capestro
per garantire a noi, alle nostre famiglie e ai
nostri collaboratori un onesto reddito mensile».
Il presidente ce l’ha anche con la pubblicità che,
d’ora in avanti, gli studi legali potranno farsi e
prospetta un bello spot dove : «due coniugi,
giovani, distinti ed abbronzati» escono dallo
studio, il quale, magari, è controllato da una
società di capitali che organizza crociere per
single.
Scherzi a parte, gli avvocati rifiutano le modifiche
introdotte dal decreto Bersani per vari motivi.
PERCHÉ SCIOPERANO GLI AVVOCATI?
A sentire gli aderenti alla mobilitazione, il
governo ha messo in campo un decreto urgente che non
aveva nulla di urgente.
Il governo è passato sopra le loro teste e le
associazioni di categoria gridano alla mancanza di
concertazione.
Intanto la Commissione di garanzia sugli scioperi ha
deliberato all'unanimità' di chiedere informazioni
sulle astensioni collettive degli avvocati dalle
udienze.
Che sarebbero illegali, essendo mancato il
necessario preavviso.
Senza addentrarci in cavilli tecnici, la carta che
giocano le associazioni degli avvocati è quella dei
motivi d’urgenza.
E, la commissione, attivando una valutazione sulle
modalità dello sciopero, ha rimandato la decisione
perché solo alla fine di tale valutazione le
modalità possono dirsi illegali o meno. Uno a zero
per gli avvocati per ora.
COSA CAMBIA IN CONCRETO?
La pubblicità dell’avvocato sulle pagine gialle sarà
possibile.
O in televisione, o per radio. Come in America. Come
pure l’accordo tra le parti di dividere una quota
dell’eventuale risarcimento che sarà assegnato.
Questo vuol dire che sarà possibile pattuire un
compenso in relazione all’obbiettivo (vincita della
causa) raggiunto. Insomma, una persona con pochi
soldi ma con una dote di una buona causa potrà
allettare anche il principe del foro che prima,
probabilmente, non lo prendeva neanche in
considerazione.
Tra le modifiche anche quella che riguarda le
società di capitali, le quali potranno impegnare
avvocati.
Magari in un futuro prossimo vedremo uno studio
legale al Megalò, con l’avvocato che da consigli
legali al papà mentre la mamma fa shopping?
Cambieranno i tempi dei rimborsi per le difese
d’ufficio e del gratuito patrocinio che si
allungheranno.
Cambierà il modo di pagare l’avvocato. Infatti, per
parcelle oltre i cento euro sarà vietato il
conferimento di contanti e si dovrà procedere
tramite strumenti bancari (assegno, transazione
telematica, bonifico)
.............[...................................]
I GIOVANI SONO CON BERSANI.
L’Anpa, presieduta dall’avvocato
Gaetano Romano, dichiara che : «noi giovani avvocati
siamo assolutamente favorevoli all'abolizione delle
tariffe forensi e alla pubblicità. Questi due
divieti servivano solo a mummificare il mercato
professionale a danno di noi giovani».Per Romano
infatti : «è naturale che, a parità di tariffa, i
clienti erano portati a scegliere gli avvocati
cassazionisti, ovvero i colleghi con almeno 12 anni
professionali, e non noi giovani. Allo stesso modo
la clientela era impossibilitata a conoscere le
offerte professionali delle nuove leve, essendo
vietata la pubblicità».
Tra voci discordanti, opinioni e
pareri diversi, lo sciopero degli avvocati
proseguirà fino al 21 luglio. In ogni caso i
procedimenti urgenti sono assicurati.
Alessio De Laurentiis 13/07/2006 13.55
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Gazzetta del Sud martedì
11.07.2006
www.gazzettadelsud.it
[.................Ma nella
categoria non mancano i dissensi: i giovani legali
dell'Anpa,l'associazione nazionale praticanti e
avvocati, condividono la riforma del ministro
Bersani e per questo contestano lo sciopero.]
----------------------------------------------------------------------------
La VicePresidentessa Gualdini ha rilasciato alcune
inteviste per Alicenonlosa, per "L'Informazione"
,per il mensile "INgiustizia.
Interviste ancora della VicePresidentessa su LA VOCE
DI PARMA titolo "I Giovani Avvocati si ribellano
agli anziani"(pag.1) "I giovani avvocati si
ribellano allo sciopero" (pag.3) sottotitolo "
Scontro Generazionale nel Foro di Parma"
Intervista sulla Gazzetta di
Parma
Giovani avvocati di Parma: « Uno sciopero
illegittimo, deciso senza la base »
POLEMICA Parla il presidente
dell'Anpa
http://www.gazzettadiparma.it/gazzettadiparma/GF_viewArticle.jsp?idarticolo=73799212&showimage=on
Sempre l'Avv. Gualdini
Intervistata l' 11.07.2006 telefonicamente da RTB (
canale 829 sul satellite) all'interno del TGP (
telegionale dei Professionisti) con inizio alle
h.20.00 20.10.
----------------------------------------------------------------------------
La sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani"
di Savona attraverso il Segretario Nazionale Avv.
Lusso presente in un articolo de "La Stampa" a firma
del giornalista Dott. Vimercati
----------------------------------------------------------------------------
La sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani legali Italiani"
di Cagliari si è presentata in modo adeguato sull'
"Unione Sarda"
Titolo " In città l'associazione dei Giovani legali"
----------------------------------------------------------------------------
A breve l'Avv. Cioppa responsabile dell' "A.N.P.A.-Giovani
legali Italiani" per gli Stati Uniti dovrebbe
mettere mano ad un lavoro in collaborazione con
l'Istituto Bruno Leoni www.brunoleoni.it sulle
differenze tra la professione forense in Italia e
negli USA
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Quotidiano "Brescia Oggi"
domenica 09 luglio 2006 nazionale pag. 9
Ringraziamo il Collega Vitiello della sezione
bresciana per l'articolo
-COMPETITIVITÀ. Domani vertice
del governo con i tassisti. Lavoro nero: arriva una
tessera magnetica
Decreto Bersani, avvocati in
rivolta
Da domani 12 giorni di sciopero:
udienze a rischio. Mastella: «Dialoghiamo»
Roma. Il governo è riuscito a evitare lo sciopero
dei tassisti contro il decreto Bersani, ma da domani
dovrà fare i conti con la protesta degli avvocati
che hanno deciso di incrociare le braccia per
ottenere lo stralcio dal provvedimento di tutta la
parte che riguarda la professione forense. Sarà uno
degli scioperi più lunghi dell’avvocatura: 12 giorni
di seguito di astensione dalle udienze in tutta
Italia, con una punta massima di 22 a Genova, per
decisione dell’Ordine e delle associazioni forensi
locali.
A tentare di far recedere i legali dalla linea dura
è stato ieri il Guardasigilli. Clemente Mastella ha
invitato la categoria «a riaprire il dialogo»,
assicurando che né lui né il governo intendono
«limitare le prerogative o l’autonomia»
dell’avvocatura, né «abolire gli ordini»; un’ipotesi
questa, che semmai venisse avanzata, lo porterebbe a
dimettersi «da ministro».
Domani intanto gli esponenti del mondo
dell’avvocatura spiegheranno il loro dissenso sul
decreto alla Commissione Giustizia del Senato, che
li ha convocati per ascoltare le loro ragioni e
«valutare», come ha spiegato il presidente Salvi,
«se sia il caso di proporre degli emendamenti al
decreto.
La protesta dovrebbe provocare lo stop di tutte le
udienze civili, penali e amministrative; saranno
garantiti solo i procedimenti urgenti e i servizi
essenziali.
Ma nella categoria non mancano i
dissensi: i giovani legali dell’Anpa, l’associazione
nazionale praticanti ed avvocati, condividono la
riforma Bersani. Sull’astensione pende tra l’altro
la dichiarazione di «illegittimità» della
Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, che
ha contestato la mancata osservanza dei termini di
preavviso e di durata massima.
Sono in gioco «diritti
costituzionali», ha replicato il fronte degli
avvocati, spiegando che proprio questo pericolo
rende lecita la deroga dai termini previsti. Ma la
dichiarazione della Commissione di garanzia potrebbe
provocare tensioni nelle aule di giustizia: al
tribunale di Torino, secondo alcuni penalisti, ci
sarebbero giudici pronti a denunciare i legali che
si asterranno dalle udienze per interruzione di
pubblico servizio. Nel mirino della protesta ci sono
soprattutto l’abolizione dei minimi tariffari e il
via libera alla pubblicità commerciale per gli studi
professionali contenuti nel decreto; si tratta di
«finte liberalizzazioni», dicono gli avvocati, a
«danno dei cittadini», che non produrranno una
riduzione dei costi della difesa, ma semmai
gioveranno «agli studi più ricchi».
Ed oggi i tassisti inconteranno il governo alle 17
al ministero dello Sviluppo per tentare di uscire
dall’impasse della vertenza taxi, cui partecipano i
rappresentanti della categoria e anche dell’Anci,
l’Associazione dei Comuni italiani. Il ventaglio
delle ipotesi di intervento che i tassisti stanno
elaborando, dopo aver fermato lo sciopero, prevede
flessibilità di turni e orari, integrazione del
conducente da affiancare al titolare della licenza,
ma anche sburocratizzazione dell’accesso alle
licenze più potere ai Comuni, una cabina di
monitoraggio territoriale, lotta all’abusivismo,
qualificazione professionale.
Intanto sul fronte del lavorodal ministro del
Lavoro, Cesare Damiano e il prefetto di Torino
Goffredo Sottile, hanno siglato un protocollo
d’intesa sulla sicurezza nel lavoro che servirà da
modello per iniziative analoghe in altre città. Tra
le misure previste, una tessera magnetica
identificativa di ogni lavoratore. Questa dovrebbe
rendere più facile il lavoro di controllo degli
ispettori e contribuire ad eliminare la piaga del
lavoro nero. Il pacchetto sicurezza prevede una
nuova legge sugli appalti e l’inasprimento delle
sanzioni sul lavoro nero.
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http://www.studenti.it/universita/orientarsi/consulta_anpa.php
Nasce la Consulta esterna ANPA
per gli Studenti Universitari
A dieci anni dalla sua fondazione l'ANPA-Giovani
Legali Italiani prova ad espandere il suo raggio
d'azione. Dopo aver difeso con successo gli
interessi dei giovani avvocati e dei praticanti,
l'associazione che riunisce le nuove leve
dell'avvocatura prova a dare voce anche agli
studenti universitari
a cura di Pasquale Annicchino
Perché?
Le recenti modifiche legislative hanno confermato il
crescente interesse, visto anche il numero imponente
(circa 270.000 studenti), per le facoltà di
giurisprudenza. Accanto ad una modifica portata poi
a compimento con il passaggio dal modello del 3+ 2 a
quello dell'1+4, che non pochi problemi sta creando
sia alle facoltà per adeguarsi che agli studenti per
compiere una scelta opportuna, numerosi tentativi
sono stati fatti per introdurre l'obbligatorietà di
scuole di specializzazione post-laurea che avrebbero
obbligato gli studenti e le famiglie ad ulteriori
sacrifici economici.
I pericoli non sono del tutto
scampati, anzi c'è una battaglia per la
liberalizzazione della professione da portare
avanti, perché è scandaloso che i risultati
dell'esame forense siano disponibili dopo più di un
anno, perché è scandaloso che la maggior parte dei
praticanti in barba al codice deontologico forense
non abbia la benché minima retribuzione, questo a
fronte di anni di studio e di sacrifici.
Cosa fare?
L'ANPA tramite la Consulta esterna per gli studenti
universitari tenterà di raccogliere gli umori e le
aspettative degli oltre 270.000 studenti
universitari delle facoltà di giurisprudenza e di
far sentire la loro voce nelle sedi opportune,
sperando in una professione più libera ed in un
mercato professionale più aperto per i giovani.
Per contatti o per esser referenti presso la vostra
facoltà
pasqualeannicchino@yahoo.it
http://www.anpaitalia.it/sito/organi.html
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Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com
ALBI & MERCATO - Nella prima
delle dodici giornate di blocco delle udienze
partecipazione elevata alla protesta Martedí 11
Luglio 2006
Avvocati in sciopero, giustizia ferma
ROMA - Aule deserte nei tribunali
di mezza Italia. Centinaia le udienze, penali e
civili, saltate ieri a Roma come a Palermo, a Milano
come a Foggia. I dodici giorni di scioperi
proclamati dagli avvocati italiani contro il decreto
legge sulle liberalizzazioni hanno avuto
ufficialmente inizio. Ed è stato subito boom di
adesioni, con un'astensione «massiccia dalle
udienze, vicina al 90%», ha precisato l'Oua
(l'Organismo unitario dell'avvocatura.
Processi rinviati in tutta la Penisola, quindi. A
cominciare, ieri mattina, da quello che vedeva
imputato il boss di Cosa Nostra, Bernardo
Provenzano, che in assenza del suo legale si è
rifiutato di partecipare all'udienza del processo
"Trash" davanti al giudice della seconda sezione del
tribunale di Palermo. Il processo riprenderà il 5
ottobre. Così come ricomincerà a fine settembre la
dodicesima udienza del processo d'Appello per il
delitto di Cogne prevista per il 13 luglio. Lo
scenario non cambia a Roma, dove sono stati
celebrati soltanto i riti per direttissima e quelli
con imputati detenuti.
Sulla protesta degli avvocati, tuttavia, continua a
pendere la dichiarazione di illegittimità della
Commissione di garanzia presieduta da Antonio
Martone, che ha contestato la mancata osservanza dei
termini di preavviso e di durata massima dello
sciopero. A fargli eco non soltanto il ministro allo
Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ma anche il
giudice della I sezione del tribunale di Torino,
Giuseppe Casalbore, che ha sostituito gli avvocati
assenti con i legali d'ufficio. Resta dunque aperta
la querelle con l'Oua che, da parte sua, conferma la
correttezza della protesta anche per l'assenza di
comunicazioni ufficiali dalla Commissione. Intanto,
il ministro Bersani è tornato a precisare che «non
si sta facendo la riforma degli ordini». Anzi. Le
norme varate dal Governo - ha sottolineato il
ministro - sarebbero rivolte a correggere alcuni
degli elementi sotto infrazione europea. «Mi spiace
- ha aggiunto Bersani - che ci siano 12 giorni di
sciopero, anche perché francamente io capisco bene
cosa ci rimette l'utente a causa dell'agitazione
degli avvocati, non capisco ancora bene cosa ci
rimettono gli avvocati». Ieri sera si è svolto un
incontro tra i sindacati di categoria e il
presidente della commissione Giustizia del Senato,
Cesare Salvi, che ha detto: «Metteremo a punto nei
prossimi giorni una proposta emendativa al decreto
sulle liberalizzazioni». Questo, il risultato
dell'audizione che ha lasciato soddisfatta anche
Michelina Grillo, presidente del l'Oua.
Disponibilità al confronto anche da parte del
Guardasigilli, Clemente Mastella, che ha utilizzato
toni concilianti: «Non si può negare agli avvocati
quello che è stato concesso ai tassisti»,
aggiungendo poi la richiesta all'avvocatura di
sospendere lo sciopero.
Ma nel merito dei contenuti il decreto legge
continua ad agitare fantasmi. «Forse con questo
provvedimento - ha dichiarato Guido de Rossi,
presidente dell'Unione regionale degli ordini
forensi pugliesi - vogliono che si aprano degli
sportelli degli avvocati nei supermercati».
L'immagine richiama una pratica che comincia a
profilarsi in Inghilterra, laddove in Italia il Dl
223/2006 ha previsto, tra l'altro, l'abolizione dei
minimi tariffari e il via libera alla pubblicità per
gli studi professionali. «Non è vero - ha precisato
il presidente dell'Ordine di Cagliari, Ettore Atzori,
a margine dell'assemblea - che con l'abolizione
delle tariffe minime e l'introduzione della
pubblicità vengano migliorate le prestazioni».
Proprio sulla pubblicità è arrivata la precisazione
del presidente delle toghe genovesi, Stefano Savi,
secondo il quale nel codice deontologico sono già
state introdotte forme di comunicazione dell'offerta
professionale.
Divise, infine, anche le rappresentanze dei giovani.
Per Valter Militi «il decreto Bersani è il primo
passo verso la creazione del proletariato
intellettuale e impedirà ai giovani avvocati di far
valere le capacità tecniche e le specializzazioni
acquisite, imponendo l'offerta della propria
prestazione intellettuale a prezzi da saldi di fine
stagione».
Del tutto opposto il parere dell'Anpa
schierata «a favore delle misure modernizzatrici»
del decreto Bersani, nei confronti delle quali «gli
avvocati più maturi si sentono minacciati nei propri
privilegi».
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI A.N.P.A.: “SCIOPERO DI DOMANI
INUTILE E DANNOSO ;IL DL BERSANI VA INCONTRO AI
GIOVANI ”
“Come Giovani Avvocati non
aderiremo allo sciopero indetto ,a partire da
domani, da una parte dell’avvocatura.
Non lo riteniamo utile perché
acuisce lo scontro generazionale tra i Giovani
professionisti che sono per lo più favorevoli al DL
Bersani, ed il resto dell’avvocatura.
L’astensione e’ inutile anche
perché il DL Bersani anticipa provvedimenti che
comunque l’U.E. ci avrebbe a breve imposto:la
Commissione Europea aveva infatti già attivato nei
mesi scorsi una procedura d’ infrazione per quanto
attiene alle tariffe forensi e successivamente
l’Avvocato generale della Corte di Giustizia Europea
, nell’ambito di due cause pendenti sempre in tema
di obbligatorietà del minimo tariffario, aveva già
richiesto la condanna dell’Italia.
Lo sciopero è infine dannoso per
l’immagine dell’avvocatura perché non tiene conto
dei rilievi della Commissione di Garanzia sul
rispetto della legge sugli scioperi essendo stato
proclamato fuori dai termini di legge e per una
durata superiore a quella prevista come legittima
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COMUNICATO STAMPA
SI ATTENDANO I DATI UFFICIALI DEGLI UFFICI
GIUDIZIARI CIRCA L’ADESIONE DELL’AVVOCATURA ALLO
SCIOPERO
“E’ davvero comico che giornalmente gli stessi
organismi che hanno proclamato lo sciopero pensino
di ammantare di ufficialità i loro dati circa il
tasso di adesione all’astensione.
Ci si consenta pertanto di
attendere gli assai più probanti dati provenienti
dagli uffici giudiziari circa l’adesione dei singoli
avvocati allo sciopero e non solo il numero delle
cause che non sono state trattate.
Invero il fatto che una causa
civile non sia trattata non vuol dire
necessariamente che ambedue gli avvocati hanno
aderito allo sciopero perché basta che uno dei due
difensori decida di astenersi perché l’altro abbia
l’obbligo deontologico di non trattare la causa e di
chiedere un rinvio ad altra udienza”
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COMUNICATO STAMPA
LO SCIOPERO VOLUTO DA UNA PARTE DELL’AVVOCATURA
CONFERMA LA SPACCATURA CON I GIOVANI PROFESSIONISTI
“Lo sciopero voluto soprattutto
dagli Avvocati Cassazionisti, contro le misure
modernizzatrici del Dl Bersani, conferma la
spaccatura esistente all’interno dell’Avvocatura. A
scioperare sono stati soprattutto gli Avvocati più
anziani che si sentono minacciati dal confronto con
i Giovani derivante dall’abolizione sia delle
tariffe forensi, sia del divieto di pubblicità.
L’adesione allo sciopero
sostanzialmente da parte di uno specifico settore
generazionale dell’avvocatura si trasforma quindi in
un autentico autogol, dimostrando che l’avvocatura è
tutt’altro che coesa contro il Dl Bersani.
L’astensione dei Colleghi più
“navigati” e’ anche inutile perché il DL Bersani
anticipa provvedimenti che comunque la Commissione
Europea ed il Garante per la Concorrenza ed il
Mercato avevano già annunciato in riferimento alle
tariffe forensi
Chiediamo pertanto al Ministro Mastella di non
cedere al diktat dell’Avvocatura Cassazionista ”
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I Giovani Legali non aderiscono allo sciopero
proclamato dagli Avvocati Cassazionisti contro il Dl
Bersani che introduce degli elementi concorrenziali
a favore delle nuove leve dell'avvocatura.
Con l'abolizione delle tariffe bloccate prevista dal
DL Bersani verrà meno il controllo sulle parcelle
degli avvocati e quindi dovrebbero venire meno anche
i ricorsi dei clienti contro le medesime parcelle
degli avvocati.
EssendoVi il libero accordo delle parti, questo si
sostituisce al controllo di terze parti che quindi
non potranno più sindacarli come avviene adesso.
Con l'abolizione del divieto di patto di quota lite
per i GiovaNi vi sarà la possibilità di un più
celere ed ingente guadagno (si potrà guadagnare una
ingente percentuale anche su cause di alto valore
economico).
Oggi non è possibile e bisogna accontentarsi delle
risicatissime (perchè bloccate tariffe).
Ad es per una controversia assicurativa, di lavoro
etc che molte volte riguardano somme di
rilevantissima entità vi sarà la possibilità di
concertare una qualunque percentuale con il cliente
senza che alcuno possa ritenerla troppo onerosa
(come invece oggi è possibile).
Comprendiamo le proteste dell'avvocatura
cassazionista ma il Dl Bersani va incontro agli
interessi dei Giovani Avvocati,e la sua conversione
aprirà il fronte della riforma dell'accesso che sarà
più flessibile, oltre a dare la svolta per
l'espunzione immediata dai Registri speciali delle
migliaia di Praticanti Avvocati di tutti coloro i
quali svolgono un tirocinio fittizio.
Chiediamo agli avvocati Cassazionisti che hanno
proclamato lo sciopero in quale Nazione (Italia)
esistono ancora vincoli tariffari e divieti di
promozione ed in quali no (quasi tutte le Nazioni
Europee oltre agli Stati Uniti).
Li invitiamo a verificare dove esiste uno squilibrio
maggiore tra (miseri) guadagni dei giovani avvocati
e (lauti) di Avvocati Cassazionisti (Italia) e dove
la situazione è più equilibrata (quasi tutte le
Nazioni Europee oltre agli Stati Uniti).
Comprendiamo allora perchè i Giovani voglianio
cambiare le cose, e perchè gli Avvocati
Cassazionisti no.
Qualora il Dl Bersani non venisse convertito sarebbe
preclusa ogni possibilità di riforma in favore di
tutti i Giovani Legali Italiani.
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Campagna mail a favore del DL
Bersani per i Giovani
Vi invitiamo ad inviare la
sottoindicata mail a:
mastella_m@posta.senato.it;manzione_r@posta.senato.it
Oggetto: Giù le mani dal DL
Bersani a favore di noi Giovani Avvocati
Con la presente Vi chiedo di non
modificare in alcun modo il DL Bersani che viene
incontro alle legittime aspettative dei circa 80.000
praticanti e delle decine di migliaia dei Giovani
Avvocati.
Vi chiediamo pertanto di non cedere al diktat dei
rappresentanti dell'Avvocatura Cassazionista.
Con Osservanza
.......................
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Giovani Legali Italiani" o chiedere la delega ad
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Legali Italiani" per un Foro ove non è una nostra
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Legali Italiani" è soprattutto quella di restituire
finalmente ai Giovani rappresentatività ed una Casa
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