L'ASSOCIAZIONE
NAZIONALE DEI PRATICANTI E DEI GIOVANI AVVOCATI INTERVISTATA
IN ORDINE ALLA TARIFFE PROFESSIONALI SUL SETTIMANALE DEI
CONSUMATORI ITALIANI "IL SALVAGENTE"
Qui di seguito lo
speciale sulle Tariffe forensi pubblicato sul numero 46 del
01.12.2005 pg 28 in cui la Sig.ra Giornalista Dott.ssa Giorgia
Nardelli ha chiesto il parere della Giovane Avvocatura
Italiana (A.N.P.A.)
Tratto da www.ilsalvagente.it
Titolo:
Tariffario:e la categoria
si divide
PARLA l'A.N.P.A.
L'imposizione di tariffe
minime per le prestazioni forensi non irrita solo l'Unione
Europea.Pur considerata un privilegio della categoria (che
mette al riparo dalla concorrenza "sleale") ,divide
all'interno i suoi stessi appartenenti, tra chi vede beneficio
dalla prerogativa e chi ,invece, se ne vede penalizzato.E
se non si può parlare di lotta intestina, quello che si è
creato all'interno del Consiglio Nazionale Forense, tra i
giovani avvocati e quelli della vecchia guardia,è un vero e
proprio "scontro generazionale", per dirla con
Gaetano Romano, Presidente dell'A.N.P.A.,Associazione
Nazionale Giovani Avvocati.Il pomo della discordia ,neanche a
dirlo,le tariffe minime.Che i "giovani" vorrebbero
eliminare e gli "anziani" difendono a spada
tratta.Il perchè lo spiega Romano:"I Minimi tariffari
impediscono a noi giovani di applicare tariffe
concorrenziali,necessarie soprattutto all'inizio della
carriera per farsi conoscere ed apprezzare.A parità di spese,
è normale che il cliente scelga un professionista di maggiore
esperienza ,anche per una pratica di poca importanza.In questo
modo a noi viene praticamente preclusa la possibilità di
affacciarsi sul mercato".Un ostacolo che sembra fatto
apposta per limitare l'impatto delle migliaia di neolaureati
(circa 10mila) che ogni anni si affacciano alla professione,
eche minacciano lo status di oligopolio degli avvocati più
anziani.Nella stessa direzione va il progressivo
inasprimento delle regole di accesso alla professione.Da
un paio di anni ,infatti,il Consiglio Nazionale Forense che
gestisce per intero l'abilitazione alla professione,ha
modificato le modalità di svolgimento degli esami di stato
,rendendo sensibilmente più ardue le prove, che oggi vengono
ripetute anche nove volte."Superati gli esami,
per chi non ha uno studio alle spalle gli inizi sono davvero
duri.Ma non è questo il punto" assicura Romano."E'
anche il principio che conta.E infatti contestualmene
chiediamo l'abolizione delle tariffe massime, che non
assicurano affatto la qualità della prestazione,
tutt'altro.Non è un mistero che, in un libero mercato,la
concorrenza si gioca tutta sul rapporto tra qualità e prezzo
della prestazione.E i giovani ,più aggiornati,hanno tutto
l'interesse a puntare alla qualità ed a garantire un servizio
adeguato"