LETTERA
DEL NOSTRO VICARIO AVV. GUALDINI PUBBLICATA SUL CORRIERE
DELLA SERA E CITATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Di seguito l'estratto dal
resoconto stenografico della seduta della Camera dei
Deputati dello 01.08.2006 in cui è stata citato
l'intervento sul Corriere della Sera da parte del
VicePresidente-Vicario Gualdini
dall'intervento dell' On.
Antonio Rotondo (L'Ulivo):
.........Non vi è stato ancora, invece, alcun accordo per
gli avvocati, che hanno comunque deciso di rinviare a
settembre la loro protesta. Ma anche nel caso degli avvocati
si delinea un diverso approccio alla professione, che ha
precisi connotati generazionali. Domenica 23 luglio è stata
pubblicata sul Corriere della Sera un'articolata lettera
dell'avvocato Maria Guandalini, vicepresidente dei giovani
legali dell'ANPA. L'ANPA è l'unica associazione
forense non presieduta da un avvocato di Cassazione.
In tale lettera che, per i suoi contenuti meriterebbe di
essere letta per intero, i giovani avvocati dell'ANPA si
schierano in favore del decreto Bersani, per tre buone
ragioni. La prima, perché l'abolizione delle tariffe minime
favorisce i giovani.È inevitabile - argomenta l'avvocato
Guandalini - che, finché vige l'attuale regime, i clienti,
a parità di costo, finiscono per rivolgersi all'avvocato più
affermato. La seconda, perché l'abolizione del divieto di
commisurare il compenso al risultato della causa consente ai
clienti meno abbienti di rivolgersi a studi legali
qualificati, invece di essere costretti a ricorrere
all'istituto del gratuito patrocinio, una pratica che tra
l'altro altro pesa non poco sulle casse dello Stato. La
terza, perché il divieto di abolizione di operare sotto
forma di società di persone o di associazione professionale
consente di costituire anche in Italia studi
interprofessionali, in grado di servire meglio e a minor
costo i clienti e di competere efficacemente con gli studi
internazionali europei e d'oltre manica.
Prese di posizione come queste ci fanno scoprire che,
accanto all'Italia degli ordini e delle corporazioni, c'è
anche un'altra Italia che guarda con ben altro approccio al
futuro e alle sfide che esso comporta e che ci chiede di
andare avanti sulla strada delle liberalizzazioni con il
gradualismo e il pragmatismo che la materia comporta, ma
anche con la necessaria fermezza circa la direzione di
marcia, così come abbiamo cominciato a fare con il decreto
Bersani. ...
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Ecco l'originale lettera del
Vicario Gualdini
Avvocati: la riforma del decreto
Bersani pg 27 Corriere della Sera del 23.07.2006
www.corriere.it
Pietro Ichino (Corriere , 12
Luglio) ha sollevato due tematiche principali: la
prima che la forma di protesta tipica
dell’avvocatura qual’è l’astensione, disciplinata
sia sul piano legislativo sia su quello deontologico,
non sarebbe applicata appieno da qualche iscritto per
assecondare proprie convenienze personali; trattasi di un
malcostume che non può più essere ignorato: è
opportuno, anziché alzare le barricate che nulla
producono, fare autocritica ed iniziare sin da subito ad
operare quello che si sarebbe dovuto fare da tempo, ovvero
un controllo ferreo del rispetto della deontologia. La
seconda questione riguarda invece le modalità di
esercizio dell’astensione che non arrecano alcun danno
agli astenuti, in quanto i diritti dell’udienza rinviata
gravano sul cliente senza dimenticare che
l’avvocato, nel suo studio, continua ad espletare la
propria attività con l’esclusione quindi di alcun
pregiudizio economico.Noi giovani legali dell’A.N.P.A.
non abbiamo aderito ai dodici giorni di astensione
proclamati perché appoggiamo le riforme contenute nel
decreto Bersani: siamo favorevoli all’abolizione delle
tariffe minime che favorisce i Giovani Avvocati perchè è
ovvio che, a parità di tariffe predeterminate ed
inderogabili, i clienti siano indotti a scegliere
l’avvocato già affermato, e condividiamo l’assunto
che il compenso al legale sia commisurato al risultato
della causa, la qual cosa avrà il pregio di innalzare
qualitativamente la prestazione legale. L’abolizione del
divieto del patto di quota lite permetterà ai soggetti
deboli, in possesso di una buona causa ma privi di risorse
economiche, di potersi avvalere della prestazione di
studi legali prestigiosi senza dover attingere ad un nome
nelle liste del gratuito patrocinio, con un notevole
risparmio per le già martoriate casse dello Stato.E’
indubbio inoltre che l’abbattimento del divieto di
pubblicità garantirà a tutti gli avvocati di far
conoscere meglio la propria formazione professionale ai
potenziali clienti, così come le associazioni o società
interdisciplinari permetteranno agli iscritti di diverse
categorie professionali di unire le proprie
sinergie, ottimizzare i costi, fornire una risposta
completa al cliente, e soprattutto di essere veramente
competitivi di fronte agli studi internazionali dei
colleghi europei e d’oltre manica. Noi pertanto, quale
unica associazione forense rappresentante le giovani leve
dell’avvocatura non presieduta da un avvocato
cassazionista, insistiamo per la conversione del decreto
legge n.223/2006 senza modifiche.
Avv. Maria Gualdini
Vice-Presidente Vicario "A.N.P.A.- Giovani Legali
Italiani"
Lunedì 08.05.2006 la VicePresidentessa Avv. Maria Gualdini
ha presenziato ,in nostra rappresentanza al Forum Nazionale
di discussione organizzato da Diritto e Giustizia www.dirittoegiustizia.it
dal titolo "Quale futuro per la professione
forense"
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Nuove cariche sociali, nuovo
logo e nuovo acronimo per l'A.N.P.A. - Giovani Legali
Italiani
dell' Avv. Ivano Lusso –
Segretario Nazionale A.N.P.A.- Giovani Legali Italiani
Dall'Assemblea elettiva di
Perugia, anticipazione dell'imminente Congresso Nazionale
del decennale, numerose sono le modifiche statutarie per l'
"A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani"
L'A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani rimane
l'associazione per i Giovani;composta e presieduta solo da
Giovani.
A Perugia la condivisione profonda di queste idee e volontà
di cambiamento –tradizionalmente appannaggio delle giovani
generazioni dell’avvocatura, ha trovato nuove voci e ne ha
confermato altre.In primo luogo l’Ufficio di Presidenza ha
visto la conferma di Gaetano Romano quale Presidente
Nazionale e di Maria Gualdini Vicepresidente – Vicario,
che hanno segnato la strada dell’attuale politica
associativa, a cui si sono aggiunti il Vicepresidente per il
centro Sud Massimo Autieri e Ivano Lusso alla Segreteria
Nazionale.
La Commissione Nazionale dei Probiviri ha visto riconfermato
Ruggero Valori della sezione di Arezzo quale Presidente; i
nuovi componenti sono l’Avv. Damiano Marinelli della
sezione di Perugia, il Dott. Alberto Binanti della sezione
di Macerata, il Dott. Carlo Sotgiu della sezione di Savona e
l’Avv. Michele Morenghi della sezione di Piacenza.
Si è proceduto inoltre ad integrare l’acronimo statutario
dell’Associazione che pertanto è divenuto nella sua
versione definitiva per esteso “ A.N.P.A. ( Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati) – Giovani Legali
Italiani “ aggiungendo alla congiunzione “e” la
“d”, nonché la dizione “Giovani Legali Italiani”.
Per brevità si utilizzerà l’
acronimo “A.N.P.A. – Giovani Legali Italiani”.
L’Assemblea dell’ A.N.P.A.
– Giovani Legali Italiani ha provveduto ad innovare lo
statuto anche nella parte in cui si è deciso di intitolare
il Centro Studi Formazione alla memoria del giovane Collega
Michele Sigalotti, scomparso a Pordenone nel Settembre 2005.
L’Assemblea ha infine deciso di dare il via libera alla
preparazione del VI Congresso Nazionale che coinciderà
quest'anno con il decennale.
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Altre novità per l' "A.N.P.A-
Giovani Legali Italiani"
- Pasquale Annicchino si occuperà
della Consulta Esterna degli universitari per l'A.N.P.A.,
- L' Ufficio Legale sarà retto dal Vicario Gualdini
- La sede legale è stata spostata a Parma
- L'Avv. Michele Morenghi di Piacenza è il nuovo
Responsabile per la Deontologia
- Confermati anche tutti gli altri Responsabili ad hoc
- Confermate le deleghe ai Responsabili esteri
- Oltre all'acronimo, innovato anche il logo con l'aggiunta
della dicitura "Giovani Legali Italiani"
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La carriera forense
Abbiamo chiesto a Pasquale
Annicchino dell’Associazione Nazionale praticanti e
Giovani Avvocati i consigli per chi aspira alle professioni
legali.
Carriera forense? Oggi non è
una strada semplice e l’accesso alla professione sta
cambiando. Pasquale Annicchino, 23 anni, una laurea in
Giurisprudenza all’Università degli Studi di Siena con
una tesi in “Diritto e organizzazione internazionale”,
ha deciso di tentare ugualmente di diventare avvocato ed
esercitare la professione in Italia. Il suo consiglio, però,
vista la sua attività nell’Associazione nazionale
praticanti e avvocati-giovani legali italiani, è di fare
molta attenzione a come si stanno modificando le regole di
questa professione.
In questo momento stai lavorando?
"Non ancora, al momento sono in procinto di finire il
corso di laurea specialistica in giurisprudenza presso
l’Università di Siena e nel frattempo mi occupo della
consulta esterna degli universitari per l’Associazione
nazionale praticanti e avvocati- giovani legali
italiani".
Hai fatto esperienze di studio all’estero durante
l’Università?
"Sì, sono stato studente Erasmus a Praga
all’Università Carlo IV, poi ho partecipato ad un
programma post-laurea a Bruxelles e ultimamente sono stato
visiting student all’Università di Ghent presso il Centro
di analisi economica del diritto".
Hai anche avuto esperienze di lavoro all’estero?
"Sì, durante la mia permanenza a Bruxelles ho avuto
modo di effettuare uno stage al Parlamento europeo che mi ha
permesso di vedere da vicino molte cose studiate
all’Università. Ho infatti seguito i lavori di diverse
commissioni (giuridica, commercio internazionale, affari
esteri, bilancio) con il compito di stendere report per
delineare analisi di impatto sulla regolamentazione in via
di adozione al parlamento europeo".
Quale è stata l’importanza delle tue esperienze fuori
dall’Italia?
"Sicuramente le esperienze all’estero arricchiscono
prima di tutto da un punto di vista personale e
successivamente anche professionale. La capacità di
adattamento richiesta dall’esperienza e il fatto di
convivere spesso con persone che hanno stili di vita,
culture e abitudini diverse educa alla relatività e alla
tolleranza".
Quali sono le tue aspettative, i tuoi progetti per il
futuro?
"Per ora aspetto di finire la laurea specialistica, poi
come molti laureati in giurisprudenza probabilmente tenterò
la via della professione forense, anche se il sistema
italiano non agevola di sicuro l’entrata nel mercato dei
giovani professionisti. Che dire? Ci impegneremo a
cambiarlo…".
Un consiglio a chi si sta per
laureare in giurisprudenza e si affaccia sul mondo del
lavoro…
"Soprattutto in questo periodo, con la politica forense
in fermento e con le riforme che si annunciano, è
importante essere aggiornati sulle eventuali modifiche che
ci saranno e che possono riguardare i laureati in
giurisprudenza. Ne abbiamo avuto un esempio con il passaggio
dal sistema del 3+2 a quello dell’1+4. Ora, ad esempio, si
parla di modificare il sistema delle scuole di
specializzazione e quindi in definitiva il sistema di
accesso alla professione. Tutto ciò ha sicuramente un
impatto sulle scelte che si trovano a compiere gli studenti
e i laureati in giurisprudenza".
Hai utilizzato AlmaLaurea? Ti è servita?
"Ritengo molto utile il sistema Almalaurea.
Personalmente utilizzo molto il database con i dati
statistici che rivela e fotografa molto bene la situazione
delle varie realtà locali e, aggregando i dati, la
situazione nazionale. Inoltre penso sia molto utile anche il
sistema di offerte di formazione e di lavoro".
Redazione AlmaLaurea, 17 luglio
2006
L'"A.N.P.A.-Giovani Legali
Italiani" nelle agenzie di stampa conferma la propria
opposizione ad un Organismo contrario ai Giovani
Avvocati come l'O.U.A.
GIUSTIZIA: AVVOCATI, NUOVO
PARLAMENTO DEDICHI SESSIONE VOTATO DOCUMENTO UNITARIO A
ASSEMBLEA OUA, MA RESTANO POLEMICHE (ANSA) - ROMA, 5 apr -
Il nuovo Parlamento dedichi una ''sessione speciale ai temi
della sicurezza e della giustizia'', con la partecipazione
dei ministri dell'Interno e della Giustizia. E' una delle
richieste contenute nel documento approvato all'uanimita'
dall'assemblea nazionale dell'avvocatura convocata oggi a
Roma dall'Oua (Organismo Unitario dell' Avvocatura),che
aveva indetto anche uno sciopero della categoria per la
giornata di oggi contro la situazione di degrado della
giustizia; protesta revocata dopo il no della Commissione di
garanzia e dopo che dall'iniziativa si erano dissociati il
Consiglio nazionale forense e alcune componenti
dell'avvocatura. ''I temi della giustizia sono stati
cancellati dalla campagna elettorale, gli avvocati si
batteranno in tutte le sedi perche' tornino al centro del
dibattito politico nella prossima legislatura'' assicura il
presidente dell'Oua, Michelina Grillo, commentando l'esito
dell'assemblea, che - dice - nonostante le inutili polemiche
di questi giorni ha visto la partecipazione di delegati
degli Ordini di tutta Italia. ''Per garantire i diritti dei
cittadini, oggi negati dall'inefficienza del sistema, e'
necessario varare subito un grande progetto di riforma:
dalle professioni ai codici - aggiunge Grillo -. E serve la
presa d' atto da parte di chiunque sara' chiamato a
governare che senza adeguati investimenti ogni riforma e'
destinata a fallire''. Con l' Oua polemizzano due delle
associazioni che si erano dissociate dallo sciopero, l' Aiga
e l' Anpa. ''L' ostinata volonta' dell'Oua di continuare nel
percorso iniziato con la proclamazione dell'astensione altro
non e' che il sintomo di una evidente propensione all'autoreferenzialita'
- dice il presidente dell' Aiga, Valter Militi - e segna nei
fatti e nelle idee la distanza dell'Organismo dal mondo
dell' avvocatura''.
Dopo aver ''esposto
l'Avvocatura ad una brutta figura'' con lo sciopero, ''l'Oua
ripiega sull'ennesima odierna inutile assemblea nazionale
che conferma lo stato comatoso in cui versa questo organismo
- accusa a sua volta, Gaetano Romano, dell' Anpa-Confidiamo
che i suoi rappresentanti abbiamo un moto di orgoglio che li
porti a porre fine all'agonia di questo organismo forense''.
(ANSA). FH 05-APR-06 18:59 NNN
Roma. Una proposta unitaria
dell’ordinamento forense.
E’ questo l’obiettivo che si è data l’assemblea
dell’Avvocatura Italiana svoltasi ieri a Roma. Un progetto
che la delibera conclusiva dei lavori affida il prossimo
Congresso nazionale che dovrebbe svolgersi a Roma a giugno,
dopo la prima parte a Milano nell’autunno scorso.
Il condizionale è d’obbligo dopo che ieri sono
emerse frizioni tra il comitato organizzatore e il Cnf,
che aveva chiesto di rinviare al 29 aprile la riunione in
calendario ieri.
Riunione che poi si è svolta regolarmente, ma il Presidente
dell’Ordine di Roma e padrone di casa, Alessandro Cassini,
non ha potuto che mettere in evidenza le difficoltà di
procedere tra questi continui stop and go.
In realtà le assise congressuali si preannunciano
“calde” dopo le polemiche delle scorse settimane che
hanno visto contrapposti soprattutto Oua e Cnf sullo
sciopero prima proclamato e poi revocato dell’Organismo
Unitario dell’avvocatura, con l’appoggio di una
larga parte degli ordini e la contrarietà invece,
di Camere penali, Aiga, e Anpa. Il
Consiglio nazionale forense ha infatti messo esplicitamente
sul tavolo il problema della rappresentatività dell’Oua
o, meglio, del significato di un congresso al quale da
qualche tempo l’avvocatura non riesce a presentarsi unita.
Ieri la delibera è stata votata all’unanimità e
all’assemblea erano presenti, tra gli altri, i presidenti
degli ordini di Roma,Milano, Bari, Napoli, Palermo,Torino. E
il documento approvato riecheggia per larghi tratti le
ragioni che erano state alla base dell’annuncio, poi
rientrato, di astensione dalle udienze: scarsa attenzione da
parte delle forze politiche alle ragioni dell’avvocatura,
ma più in generale, assenza di sensibilità per le misure
che potrebbero permettere lo sblocco della macchina della
giustizia. E poi contestazione di norme come quelle
sull’indennizzo diretto, sugli incidenti stradali, su
privacy e antiriciclaggio.
A smentire l’esistenza di una qualsiasi lobby degli
avvocati, la delibera sottolinea come il peso delle riforme
varate nel settore della giustizia anche nel corso della
passata legislatura ricade in gran parte sulle spalle dei
legali. Di conseguenza la delibera chiede che in apertura
della prossima legislatura una sessione speciale venga
dedicata ai problemi della giustizia in un confronto con gli
operatori in generale e con l’avvocatura in particolare.
E l’assemblea, in vista del riaprirsi della bagarre sulle
varie proposte di revisione dell’ordinamento
professionale, ha deciso di mettere nero su bianco almeno un
impegno: che dal prossimo congresso forense emerga una
proposta condivisa di revisione nella quale fare confluire i
progetti e suggerimenti che nel recente passato sono stati
predisposti.