Il Mondo RCS
Tariffe minime ? Certo che no
A sorpresa, i professionisti promuovono le norme della riforma professioni
LIBERALIZZAZIONI
sondaggio il mondo tomorrow swg
Sono scesi in piazza per protestare contro il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, autore del decreto di luglio sulla liberalizzazione delle professioni. Hanno minacciato la raccolta di firme contro il guardasigilli Clemente Mastella, che ha steso il disegno di legge sulla riforma degli ordini approvato dal governo. Ma, misurati sul campo, i professionisti sembrano essere molto meno anti liberalizzazioni di quanto non dicano. È ciò che emerge da un sondaggio che il Mondo ha fatto con Tomorrow Swg fra i rappresentanti di molte categorie, fra cui quelle protette da ordini e albi. Alla prima domanda (è d' accordo con l' abolizione delle tariffe minime ?) a sorpresa il 62,5% del campione (1.654 rispondenti) ha detto sì: il 26,8% "molto", e il 35,7% "abbastanza". A dire "poco" o "per niente" sono rimasti rispettivamente il 19,6% e il 14,4%, poco più di un terzo del totale (grafici in basso). Nel campione sondato, ci sono tutte le categorie che a luglio avevano manifestato con maggior determinazione (uno dei punti contestati era proprio l' abolizione delle tariffe minime) come architetti, geologi e avvocati. Che insieme a ingegneri, geometri, commercialisti (dottori e ragionieri) e consulenti (aziendali, finanziari e informatici) rappresentano il 52,8% del totale. In maggioranza maschi (70%), per due terzi sotto i 44 anni, tutti di scolarità medio alta e distribuiti in modo omogeneo sul territorio italiano. Dopo tante polemiche, insomma, i più sembrano essere d' accordo con Bersani e Mastella. Alla seconda domanda (è favorevole alla pubblicità dei titoli, delle specializzazioni, delle caratteristiche e dei costi delle prestazioni professionali ?) ben il 72,5% ha risposto di sì, con solo il 16,6% di contrari. Perfino Vincenzo Visco, il viceministro che dà la caccia agli evasori, viene salvato. Che cosa pensano infatti i professionisti dell' obbligo alla tracciabilità dei pagamenti ricevuti (bancomat, assegni e bonifici al posto dei contanti) ? D' accordo (molto o abbastanza) è il 55,7% degli intervistati. P.Bol.
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PROFESSIONI/ SONDAGGIO, 62,5% DICE NO A TARIFFE MINIME
(MONDO)
Il 72,5% è favorevole anche alla pubblicità
12-01-2007 15:26
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Roma, 12 gen. (APCom) - Architetti, geologi, avvocati,insomma i rappresentanti delle categorie protette da ordini e albi, scesi in piazza a luglio contro il decreto sulle liberalizzazioni, sono più favorevoli ad un apertura del mercato di quanto si immagini. Almeno secondo un sondaggio pubblicato oggi dal settimanale economico "Il Mondo", in collaborazione con Tomorrow Swg, da cui risulta che il 62,5% dei 1.654 intervistati è favorevole all'abolizione delle tariffe minime.
Il 26,8% degli intervistati ha detto di essere "molto" favorevole all'abolizione delle tariffe minime, mentre il 35,7% ha detto di esserlo "abbastanza". "Poco" o "per niente" d'accordo è risultato rispettivamente il 19,6% e il 14,4%.
Ma la maggioranza dei professionisti intervistati ha detto di essere favorevole anche alla pubblicità dei servizi e dei costi (il 72,5%), mentre contrario è risultato solo il 16,6%. Più contenuta invece la percentuale di coloro che hanno detto di essere d'accordo con la tracciabilità dei pagamenti: il 29,2% ha risposto "abbastanza", il 26,5% "molto", il 25,6% "per niente", il 17,5% "poco".
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI: “IL SONDAGGIO DE “IL MONDO” CONFERMA
CHE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI COLLEGHI PROFESSIONISTI HA
APPREZZATO LA NOSTRA BATTAGLIA A FAVORE DELLA LEGGE BERSANI
”
“Per l’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” non sono
sorprendenti i risultati del sondaggio pubblicato oggi dal
prestigioso settimanale economico "Il Mondo", in
collaborazione con Tomorrow Swgm, secondo cui il 62,5% dei
1.654 professionisti intervistati è favorevole
all'abolizione delle tariffe minime.
Quando l’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” ha
supportato la battaglia sull’abolizione dell’obbligo del
minimo tariffario e dell’introduzione di una più ampia
facoltà di pubblicità informativa (che secondo il
sondaggio è condivisa addirittura dal 72,5% degli
interpellati) era consapevole di rappresentare il volere
della maggior parte dei professionisti delle varie categorie
professionali , ed in particolare di quella forense.
I flop delle manifestazioni di piazza contro la legge
Bersani di una infinitesima parte dei professionisti aveva
poi confermato la grande distanza tra gli Ordini
Professionali e la base dei professionisti”
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Giovedì 30 Novembre 2006 anche noi come associazione forense rappresentante dei Giovani siamo stati presenti all'incontro al Ministero della Giustizia sul tema dell'ordinamento giudiziario.
Vi ha partecipato il Segretario Nazionale Avv. Ivano Lusso.
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Alcuni estratti dall'articolo "Lo Studio Legale si fa
azienda e spiazza tutti" di Francesco Martini
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"La campagna pubblicitaria è cominciata due settimane fa e
ha avuto un grande riscontro" racconta il titolare dello
studio legale "Sgromo"
http://www.studiosgromo.it spiegando che il successo , in buona parte , è dovuto
all"abolizione dei minimi tariffari".
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Il Consiglio Nazionale Forense , comunque, tiene duro: "Fino
al primo gennaio 2007, le regole contenute nel nostro codice
si devono ritenere vigenti e idonee a produrre
effetto.Ovviamente di natura deontologica"".Perciò i
giovani avvocati, che vorrebbero applicare tariffe al
ribasso per strappare un pò di clientela ai colleghi più
anziani aspettano trepidanti la fine dell'anno.
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In realtà ,senza farsi pubblicità, gli avvocati che non
rispettano i minimi tariffari sono parecchi.Secondo
indiscrezioni erano numerosi anche prima della
liberalizzazione. "La legge, in sostanza, si è adeguata
alla realtà e alla situazione nel resto dell'Europa"
commenta Gaetano Romano, presidente dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani".Che della Legge Bersani non sposterebbe
"una sola virgola.Dal nostro punto di vista va bene così
com'è.Non è vero che dequalifica la categoria
professionale.Anzi sarà possibile migliorare la qualità
delle prestazioni,Aspettiamo un anno, un anno e mezzo e
vediamo cosa succede"
Alcuni estratti dall'articolo "Una sentenza UE che soddisfa
tutti.Sarà proprio vero? " di Francesco Martini
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"............. anche Gaetano Romano, presidente dei giovani
legali italiani che al Salvagente dichiara "La Corte di
Giustizia non ha fatto altro che confermare che le tariffe
minime forensi sono lesive per la concorrenza"
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Dal settiminale
"Il Salvagente" www.ilsalvagente.it n. 5 del 2007 alcuni tratti di due articoli da pg 6 a pg 9
"Codice e class action, il Consiglio tira il freno" di Francesco Martini
"..........Eppure per i Giovani Avvocati, che faticano a entrare sul Mercato dei professionisti, la concorrenza è più importante dell'ossigeno.I vertici del Consiglio Nazionale Forense pretendono di rappresentare le posizioni dell'intera categoria.Invece potrebbe essere vero il contrario,Gli scioperi delle udienze delle settimane scorse hanno dato molta visibilità agli interessi dei conservatori.Ma gli avvocati liberali potrebbero essere una maggioranza timida e silenziosa.Lo rivela un sondaggio commissionato dal settimanale economico "IL MONDO" all'istituto di ricerca Tomorrow SWG:su 1654 professionisti intervistati, il 62,5 per cento è favorevole all'abolizione delle tariffe minime .E il 72,5 per cento vede di buon occhio la possibilità di farsi liberamente pubblciità.E' avvocato anche Paolo Martinello presidente di Altroconsumo, storica associazione dei consumatori, per il quale "le misure della Legge Bersani sono state generalmente apprezzate, tranne che dai vertici degli Ordini degli Avvocati.Che affrontano la questione da un punto di vista politico, dimenticando gli interessi della categoria, che spesso non sono cos' rarefatti.Assumendo le posizioni corporative più chiuse - continua Martinello - i vertici del Consiglio Nazionale Forense rappresentano male la nostra categoria.
In ogni caso lo scollamento tra gli oltre 180.000 avvocati e procuratori italiani e i loro rappresentanti di categoria non è destinato a durare in eterno.L'indagine dell' Antitrust ,ad esempio, non è piovuta dal nulla, ma è stata sollecitata dalle "segnalazioni di singoli professionisti che lamentano comportamenti di taluni organismi tesi a precludere ai propri iscritti l'opportunità di avvalersi delle leve concorrenziali previste dalla Legge Bersani".Il Garante della Concorrenza e del Mercato, fra l'altro,rileva che "alcuni organismi rappresentativi dei professionisti hanno assunto decisioni che interpretano in senso restrittivo" la legge sulle liberalizzazioni".La verifica dell'Antitrust si concentrerà sulla "reale libertà per i professionisti di farsi pubblicità e di ricorrere, nel caso degli avvocati, ai patti di quota lite , ovvero , i liberi accordi tra avvocati e clienti"
titolo " Su quota lite e tempi gli USA ci surclassano"
"...........Servivano regole precise.Invece l'aggiornamento del Codice, secondo Gaetano Romano, presidente dell'associazione dei giovani avvocati,"creerà molta confusione".Per l'avvocato Paolo Martinello ,presidente di Altroconsumo, "il codice è stato ritoccato il minimo indispensabile, con la riserva mentale di poter rimettere tutto in discussione.In realtà non hanno cambiato niente"
Gaetano Romano passa in rassegna i punti oscuri delle nuove regole per la professione.Che,in contraddizione con la legge Bersani, vietano ancora agli avvocati di pubblicizzare i loro nomi e di procacciarsi nuovi clienti, "dimenticando" di specificare che i professionisti possono reclamizzare le tariffe.Vietata anche la pubblicità elogiativa e comparativa....."
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Pubblichiamo una nota di qualche mese fa di alcune
qualificatissime Colleghe Giovani Avvocati sul DL Bersani.
"Apprendiamo, col solito sentimento ibrido di indignazione e
rassegnazione, la notizia dello sciopero proclamato dagli
avvocati in risposta al decreto Bersani. Speravamo,
credevamo che per una volta la categoria, a cui ancora una
volta non possiamo vantarci di appartenere, sapesse cogliere
l’occasione offerta da una riforma moderna e richiesta da
tempo dalla società tutta, per uscire dal settarismo e dal
corporativismo in cui è chiusa verrebbe da dire da secoli,
specchio fedele, almeno in questo, del Paese in cui si
colloca.
C’era una volta una categoria che si poneva alla testa
delle rivoluzioni! Speranza ovviamente vana. Chi scrive è
un gruppo di avvocati con la «a» minuscola, quegli
avvocati in sintesi senza generazioni di avi appartenenti al
mondo della professione, figli spesso di una piccola
borghesia che un po’ velleitariamente ha cercato di
emanciparsi, che ogni giorno si confronta con una categoria
in cui non fa premio l’abilità professionale o la
preparazione, quanto il portafoglio clienti ereditato da
papà, un pacchetto clienti che naturalmente va difeso con
le unghie e con i denti sottraendolo alle normali regole
della concorrenza e del mercato.
Chi scrive ha sopportato quella oscena forma di caporalato
che va sotto il nome di praticantato.
Chi scrive, sa che l’unico modo per riuscire a rimanere in
un grande studio con la possibilità di emanciparsi dopo i
canonici dieci anni, è quello di sopportare altro
caporalato a mille euro al mese.
Chi scrive si è sinceramente stancato dell’arroganza,
della grettezza, della chiusura assoluta di una categoria
che difende i propri interessi alla stregua di diritti
divini.
Benché avvocati: non condividiamo in nulla le ragioni di
uno sciopero che trova la sua unica ragione nella difesa di
un interesse individuale, a scapito di quello più ampio
della società tutta, attaccando una riforma, come quella
Bersani, che ha l’unico torto di essere troppo europea per
la così detta patria del diritto.
Per questo chiediamo ai giornali che ricevono la presente di
voler, molto irritualmente, tenere aperta questa lettera per
la sottoscrizione di tutti quegli avvocati giovani o meno
giovani che non si riconoscono nelle grette ragioni di
bottega degli scioperanti.
E’l’unico modo che abbiamo per cominciare a dire che,
anche nel piccolo mondo antico delle professioni, senza
dover per forza di cose immaginare un mondo perfetto, un
altro mondo è possibile.
Contro lo sciopero dei privilegiati a favore della riforma
Bersani".
Gabriella Arcuri
Romana D’Ambrosio
Simona Censi, Erminia Cozza
Anna Laura Cavalcassi
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http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/notizie/10ott2/1100farma.htm Decreto Bersani : si' con proposte dai liberi professionisti
di osservatoriosullalegalita.org
Domani 12 ottobre, in concomitanza con la manifestazione
indetta dai consiglieri degli ordini, alcune Organizzazioni
di liberi professionisti confermeranno il loro appoggio al
decreto Bersani e presenteranno in una conferenza stampa un
documento comune d’indirizzo per la riforma delle
professioni.
Secondo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, ANPA e
Co.Di.Arch, la riforma delle professioni è una necessità
per lo sviluppo del Paese e "fulcro di qualsiasi riforma
dovrà necessariamente essere l’interesse generale, il
consumatore-utente deve essere posto al centro di qualsiasi
modifica dell’attuale assetto legislativo".
Per superare i criteri nepotistici e le rendite di posizione
corporative e passare a metodi di selezione meritocratici,
secondo le organizzazioni di liberi professionisti, "risulta
determinante proseguire nei processi di liberalizzazione
avviati, coinvolgendo nelle scelte le associazioni
rappresentative dei consumatori".In concreto, i
professionisti propongono che la rappresentanza di tutti i
professionisti sia affidata ad enti ad iscrizione
volontaria, che sia modificato l'esame di Stato abilitante e
sia istituita la formazione permanente e la certificazione
di qualità, solo volontaria ed affidata ad enti
indipendenti e in concorrenza tra loro.Inoltre chiedono sia
abolito il numero predeterminato di professionisti
autorizzati ad operare nel settore d’appartenenza, sia
confermata la completa abolizione delle tariffe minime e
massime obbligatorie. Si chiede anche di dare la
possibilita' di costituire società intra e
interdisciplinari anche con apporto di capitali e di
costituire un tavolo permanente di consultazione con le
associazioni dei consumatori.Su molti dei punti proposti e
ripresi dal decreto Bersani c'e' invece opposizione sia da
parte di molti organismi dell'avvocatura - che per questo si
sono anche astenuti e si asterranno domani dalle udienze
civili, penali e amministrative - sia da parte dei
farmacisti, che avevano infatti manifestato.
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Da uno dei più noti quotidiani on line di politica ed economia.
Dobbiamo solamente rilevare a margine dell'articolo come l' Associazione dei Giovani che ha un così vasto seguito nazionale e mediatico sia interessata a difendere i Giovani nel maggior numero possibile degli Consigli dell'Ordine degli Avvocati, non solo in due o tre.La funzione dell'
"A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" è soprattutto quella di restituire finalmente ai Giovani rappresentatività ed una Casa Comune nell'ambito di un panorama forense che vede quali Presidenti di tutte le altre associazioni nazionali solo esponenti dell'Avvocatura Cassazionista
http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/avvocatidff.html
Fronda avvocati/ Lotta intestina: i giovani si alleano con i grandi studi per spodestare Giuggioli
Lunedí 09.10.2006 15:31
Da una parte ci sono i giovani avvocati riuniti nell’Anpa (Associazione nazionale praticanti ed avvocati)-Giovani Legali Italiani; dall’altra i grandi studi di Roma e Milano, composti ciascuno da 200-300 legali e dediti soprattutto alla gestione delle controversie tra imprese. A lungo contrapposte per storia, interessi e motivi anagrafici, le due categorie da qualche tempo hanno cominciato a camminare assieme. E a stringere a tenaglia gli organi di rappresentanza della categoria, dal Cnf (Consiglio nazionale forense) e Oua (Ordine unitario? avvocati). A favorire la nascita dell’insolita alleanza è stato il decreto Bersani sulla liberalizzazione delle professioni, con il conseguente pacchetto di scioperi deciso dai legali. Entrambe le categorie hanno contestato la decisione della associazione principale e ora minacciano di creare una fronda pro-Bersani che potrebbe cambiare gli equilibri in vista delle prossime scadenze elettorali.L’Anpa-Giovani Legali Italiani è stata tra le maggiori sostenitrici dell’apertura della professione legale al mercato: l’abolizione de minimi tariffari consente, infatti, ai giovani avvocati di conquistare fette nel mercato delle pratiche legali base (ad esempio i sinistri stradali e le controversie condominiali) proponendo prezzi più competitivi.I grandi studi associati, invece, plaudono alla possibilità di fare pubblicità come qualsiasi altra categoria produttiva: il confronto tra le diverse offerte – è il loro assunto – aiuta a fare trasparenza nel mercato e finisce con il premiare la meritocrazia. Questa convinzione accomuna la maggior parte dei legali impegnati nei grandi studi italiani come Chiomenti, Bonelli Erede Pappalardo e Gianni Origoni Grippo, oltre ai professionisti al lavoro nelle law firm internazionali come Clifford Chance, Dewey Ballatine e Dla Piper: tutte persone che si sono formate in contesti anglosassoni, dove concetti come “minimi tariffari” e “divieto di fare pubblicità” sono considerati delle bestemmie.Milano è la città in cui più forte è il clima di ribellione contro lo spirito “corporativo” ed è proprio qui che nei prossimi mesi - forse settimane - potrebbe nascere una nuova lista pro-liberalizzazioni. Uno schieramento chiamato a raccogliere il maggior numero di consensi in vista delle elezioni dell’Ordine, previste per gennaio 2008. L’obiettivo è riuscire a convincere grandi nomi del foro che hanno sposato il decreto Bersani (uno su tutti il giuslavorista Pietro Ichino, iscritto proprio all’ordine di Milano) a mobilitarsi nell’iniziativa, con l’obiettivo di spodestare il presidente in carica, Paolo Giuggioli.