Per l'UCPI la Magistratura in politica è un
CANCRO
GIUSTIZIA: PENALISTI, E' UN
CANCRO POLITICA IN MANO A TOGHE (ANSA) - TREVISO, 19 OTT -
''La politica della giustizia non la fa il ministro, ma la
magistratura che la impone e la elabora. E la
sovraesposizione della magistratura, attraverso l'Anm, nei
confronti delle istituzioni politiche, e' il grande cancro
del nostro sistema''. Il presidente dell'Unione delle
Camere penali Oreste Dominioni non usa giri di parole,
inaugurando il congresso straordinario della sua
organizzazione che rappresenta 8500 avvocati, nel
denunciare quello che ritiene ''il problema dei
problemi'', l'elemento piu' ''grave'' nel settore della
giustizia. ''La magistratura e' fuori dalle righe, e' in
grado di dettare e fare le scelte, esautorando la
politica, che nei suoi confronti ha un atteggiamento di
sudditanza'', denuncia Dominioni. E riesce a fare tutto
questo con ''i magistrati che si sono insediati nei vari
uffici del ministero della Giustizia''. Via Arenula ''e'
governata'' dalle toghe, ''di cui i ministri sono
prigionieri da quando la magistratura e' diventata
sovraordinata alla politica''.
GIUSTIZIA: PENALISTI, E' UN CANCRO POLITICA IN MANO A
TOGHE(2) (ANSA)
TREVISO, 19 OTT - Il problema non e' limitato al ministero
della Giustizia: ''ci sono magistrati imboscati nelle
istituzioni europee'', dice Dominioni, che definisce
''scandaloso'' che vi siano 320 magistrati fuori ruolo e
che operano nelle ''istituzioni politiche''. La
magistratura ''va riportata nei suoi binari e questa e'
una battaglia da fare in nome della legalità'', aggiunge
il leader dei penalisti, sottolineando che la sua
organizzazione continuera' a lottare per arrivare alla
separazione delle carriere in magistratura. Ma non basta:
per riportare la magistratura al suo posto occorre anche
riformare il Csm: ''La magistratura non si deve
autogovernare perché altrimenti diventa sempre di più un
potere sovraordinato ai poteri politici'' . La via da
seguire e' ''modificare la composizione del Csm, con la
presenza paritaria di laici e togati''.
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GIOVANI
AVVOCATI: “CI DISSOCIAMO DALLE GRAVI PAROLE DEL PRESIDENTE
DELL’U.C.P.I. DOMINIONI CONTRO L’AZIONE DELLA
MAGISTRATURA”
“L’ “A.N.P.A.-GIOVANI
LEGALI ITALIANI” si dissocia dalla definizione del
Presidente delle Camere Penali che ha parlato di “cancro”
in riferimento alla presunta sovraesposizione della
magistratura verso la politica.Riteniamo assolutamente non
condivisibile l’opinione di Dominioni sia nel merito, sia
soprattutto nelle pesantissime espressioni
utilizzate.Manifestiamo la nostra sentita solidarietà alla
Magistratura la cui indipendenza rappresenta un parametro
di garanzia non solo per i cittadini, ma anche per la
Difesa.Riteniamo poi incoerente affermare che “Via
Arenula e' governata dalle toghe, di cui i ministri sono
prigionieri" e poi continuare a fare richieste e
proposte per la Giustizia al Guardasigilli. Il Presidente
Dominioni presenti d’ora in poi le richieste della sua
associazione direttamente all’ Associazione Nazionale
Magistrati, che lui crede così influente al Ministero di
Giustizia.
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GIUSTIZIA. Riforma ordinamento,
penalisti annunciano nuovo sciopero
04/07/2007 - 12:24
L'Unione delle Camere Penali ha proclamato un nuovo
sciopero di sei giorni, dal 16 al 21 luglio, "per
denunciare al Paese il tradimento dei valori
costituzionali" e "di fronte alla protervia di chi vuole
conservare l'esistente e di impedire una riforma
democratica dell'ordinamento giudiziario e mortifica
l'Avvocatura". Già da ieri e fino a giovedì, i penalisti
si stanno astenendo dalle udienze, sempre contro il
testo di riforma dell'ordinamento giudiziario, la cui
votazione finale è prevista per la fine della settimana
prossima.
Intanto, l'Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati
- Giovani Legali Italiani comunica di non condividere
l'ennesimo sciopero della categoria: "Secondo i nostri
calcoli - dicono in una nota -, se si cumulano
aritmeticamente tutti i giorni di sciopero proclamati
nell'ultimo anno dalle diverse componenti dell'
Avvocatura, si giunge all'incredibile numero complessivo
di più di 30 giorni di astensione". In particolare, l'Anpa
si riferisce agli scioperi voluti dagli Avvocati
Cassazionisti contro il DL Bersani sulle
liberalizzazioni dello scorso anno, nonché di quelli
voluti dagli 8.500 iscritti all'Unione Camere Penali
Italiane di quest'anno."Suonano quasi ipocrite - dicono
i giovani avvocati - sia le lamentazioni di una parte
della Avvocatura circa l'eccessiva durata dei processi,
sia le contestuali attribuzioni della responsabilità di
tutto ciò alla Magistratura, quando invece una miriade
di scioperi di una parte della classe forense, come
quelli dell'ultimo anno, hanno contribuito in maniera
pesante ai rinvii delle udienze processuali. Ci
chiediamo - concludono - che fine abbia fatto la giusta
proposta ,di qualche mese fa, della Commissione di
Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei
servizi essenziali che avrebbe regolamentato gli
scioperi degli avvocati in modo da gravare in minore
misura sui cittadini".
2007 - redattore: LS
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI: “L’ENNESIMO
INUTILE SCIOPERO DI DOMANI DELL’UCPI E’ SOLO UNO
SCIOPERO POLITICO CONTRO IL GOVERNO PRODI;
L’AVVOCATURA IN APPENA UN ANNO E MEZZO DI GOVERNO DI
CENTROSINISTRA HA SCIOPERATO ADDIRITTURA PER UN NUMERO
MAGGIORE DI GIORNI (45 GG) RISPETTO AI GIORNI DI
SCIOPERO (42 GG) DEI 6 ANNI PRECEDENTI ”
“L’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati
-Giovani Legali Italiani” non solo non condivide, ma
nemmeno si sorprende per l’ennesimo sciopero
proclamato dall’Unione Camere Penali Italiane.
Non lo condividiamo perchè ancora una volta - proprio
chi dice di stare dalla parte del cittadino - indice
uno sciopero contro un’ottima normativa che ha la
funzione di rendere più sicuri e liberi gli italiani.
L’ennesimo sciopero non ci
sorprende perchè ,secondo i nostri calcoli , se si
cumulano aritmeticamente tutti i giorni di sciopero
proclamati dalle diverse componenti dell’ Avvocatura
dal luglio 2006 (quindi in poco più di un anno se
eliminiamo i periodi feriali giudiziari dei mesi di
agosto e settembre), si giunge all’incredibile numero
complessivo di 45 gg di astensioni.
Trattasi degli scioperi voluti da una
parte dell’avvocatura e tenutisi dal 10 al 25 Luglio
2006 , dal 18 al 23 Settembre 2006 , il 12 Ottobre
2006 , dal 13 al 18 Novembre 2006 , dal 14 al 16
Dicembre 2006) nonchè di quelli voluti esclusivamente
dagli 8.500 iscritti all ‘Unione Camere Penali
Italiane (dal 21 al 23 Marzo 2007, dal 3 al 5 Luglio
2007, dal 16 al 21 Luglio 2007 fino ad arrivare allo
sciopero di domani 23.11.2007).
Ci chiediamo se esista una categoria in
Italia che ha scioperato in modo così incessante e
quasi sempre irragionevolmente come la nostra,
conculcando le aspettative di rapida risoluzione dei
processi da parte dei cittadini Italiani.
E’ davvero contraddittorio che gli esponenti dell’UCPI
dichiarino di astenersi contro la pericolosità dei
provvedimenti inseriti nel cd “pacchetto sicurezza”
per poi dichiarare testualmente ,sempre nella delibera
di astensione della propria Giunta dell’8.11.2007,
“che gli stessi, in generale, sono assolutamente
inefficaci per conseguire il fine che asseritamente si
propongono e sembrano dettati esclusivamente da
ragioni demagogiche se non elettorali”.
Ci chiediamo allora coerentemente perchè l’UCPI si
allarma sulla presunta pericolosità dei provvedimenti
se questi non avranno alcuna efficacia.Non riusciamo
nemmeno a comprendere il riferimento alle fantasiose
ragioni elettorali che avrebbero motivato il pacchetto
sicurezza, nè perchè l’UCPI sia così interessata ai
destini elettorali dell’attuale Governo di
centrosinistra.
Una nostra ricerca ha però verificato come
dall’11.02.2000 al 27.06.2006 (ovvero in circa 6 anni,
la maggior parte dei quali a guida centrodestra) la
classe forense abbia scioperato per soli 42 gg, ovvero
3 giorni in meno del numero di giorni di sciopero
complessivi deliberati in un appena un anno e mezzo di
governo Prodi.
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GIUSTIZIA/ BRUTI LIBERATI: NO
SCIOPERO,BASTANO CORRETTIVI
5/7/2007 del Corriere della Sera di Dino Martirano
"Ci siamo opposti alla
proclamazione dello sciopero che ci sembrava un gesto
eccessivo. Abbiamo convenuto invece sulle dimissioni della
giunta dell'Anm, un gesto simbolico, per protestare contro
questo atteggiamento ingiustamente punitivo nei confronti
dei magistrati". Così, intervistato oggi dal Corriere della
Sera, Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto a Milano
e leader storico di Magistratura democratica.
"Finchè la situazione sarà
fluida - assicura il magistrato - io mi opporrò allo
sciopero dei magistrati, che è una scelta molto grave e deve
essere fatta in casi assolutamente eccezionali. Noi
orgogliosamente ci distinguiamo dagli
avvocati delle Camere penali che hanno accumulato molti
giorni di sciopero in un anno". "Temo
fortemente", prosegue Bruti Liberati, che il 31 luglio i
magistrati si ritrovino con la riforma Castelli in vigore:
"Mi auguro che in Senato si adottino quei correttivi che
abbiamo richiesto e che comunque si approvi un testo.
Vogliamo chiudere in modo equo e efficiente un testo
sull'ordinamento giudiziario. L'incertezza dura da 5 anni e
non può durare".Certamente, conclude il leader di Md,
l'emendamento di Ulivo e Udeur sulla 'valvola di sfogo' nel
civile "è un buon punto di sintesi".
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http://notizie.alice.it/notizie/politica/2007/07_luglio/16/giustizia/_a_milano_bassa_adesione_avvocati_penalisti_a_sciopero,12878884.html
Politica
GIUSTIZIA/ A MILANO BASSA
ADESIONE AVVOCATI PENALISTI A SCIOPERO
Udienze quasi regolari ma possibili rinvii fino al
21 luglio
Milano, 16 lug. (Apcom) - Udienze quasi regolari stamani a
Milano, nel primo dei sei giorni di sciopero proclamati
dall'Unione camere penali contro la riforma
dell'ordinamento giudiziario. Nel capoluogo lombardo, dopo
gli scioperi delle scorse settimane, l'adesione degli
avvocati penalisti alla protesta è stata ridotta, ma ci
potrebbero essere comunque dei rinvii nelle udienze fino
al 21 luglio. Tra i punti contestati dai penalisti alla
riforma Mastella, la mancanza di una forte separazione
delle carriere tra i giudici e i pm.
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GIOVANI AVVOCATI
CONTROCORRENTE: “GIUSTO IL NO DEL SENATO ALLA PRESENZA DEI
LEGALI NEI CONSIGLI GIUDIZIARI; EVITATA L’IMBARAZZANTE
SITUAZIONE DI AVVOCATI CHE DANNO LA PAGELLA AI MAGISTRATI”
"Sappiamo di andare
controcorrente rispetto ad alcune altre parti
dell’avvocatura, ma non possiamo non rallegrarci del fatto
che il sub-emendamento Manzione ,sulla presenza degli
avvocati nei Consigli Giudiziari, sia stato respinto.
Sarebbe stato quantomeno irrazionale e pericoloso per
l’autonomia della magistratura prevedere che alcuni avvocati
potessero valutare la professionalità ,nonchè la qualità del
lavoro dei magistrati dello stesso distretto. Il ruolo della
classe forense non è certo quello di rilasciare “pagelle” ai
componenti della magistratura, bensì solo quello di rendere
effettivo il diritto alla Difesa ,costituzionalmente
garantito. Si è fortunatamente evitata la non commendevole
situazione per cui un avvocato - presidente del Consiglio
dell’Ordine di un distretto e quindi componente del
Consiglio Giudiziario - potesse valutare magari nel
pomeriggio lo stesso giudice che nella mattinata aveva
deciso una sua causa. Questa battaglia in favore del
sub-emendamento Manzione dimostra come qualcuno -
all’interno dell’avvocatura - abbia a cuore, non tanto la
“celebrata“ famosa difesa dei cittadini, bensì la miserevole
ricerca di una fetta di potere nell’ambito
giudiziario.Auspichiamo che nella giornata di domani si
possa arrivare alla neutralizzazione della controriforma
Castelli, la qual cosa - come “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI
ITALIANI”- abbiamo auspicato lo scorso mercoledì mattina
durante la nostra partecipazione ad una trasmissione in onda
su RAIutile.
Ci piace precisare come l’
U.C.P.I. ,dichiarando solamente 8.500 soci , rappresenti
il pensiero di un’ infinitesima parte dell’intera classe
forense che è composta da ben 153.000 avvocati
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GIOVANI
AVVOCATI: “NON CONDIVIDIAMO L’ENNESIMO INUTILE COUPE
DE THÉATRE DI UNA PARTE DELL’AVVOCATURA SUI
CONSIGLI GIUDIZIARI; COSI’ SI PEGGIORA ANCORA DI PIU’
L’IMMAGINE DELLA CLASSE FORENSE AGLI OCCHI DEI
CITTADINI”
“L’appello di O.U.A. e
U.C.P.I. ai Presidenti degli Ordini forensi locali -
affinchè questi si dimettano dai Consigli giudiziari e
dalle sedi istituzionali - è l’ennesimo inutile coupe de
thèatre di quelle stesse componenti dell’avvocatura che
hanno scioperato per ben 42 gg in un solo anno e che
sono state persino condannate alla multa di 25.000 euro
dalla Commissione di garanzia sugli scioperi.Ormai una
parte della classe forense ha la proterva attitudine a
non accettare più alcuna decisione presa
democraticamente dal Parlamento italiano; in tal modo si
allontana sempre più l’avvocatura dai Cittadini”
è il commento del Presidente dell’
“Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani
Legali Italiani", Gaetano Romano
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“Prendiamo atto dell’ennesimo inutile coupe de
thèatre inscenato da una parte dell’avvocatura
relativamente all’invito ai Presidenti dei Consigli
degli Ordini Locali forensi - da parte dell’ U.C.P.I. e
dell’O.U.A. - di ritirarsi dai Consigli Giudiziari
locali e dalle altre sedi istituzionali.Chiediamo
ai Colleghi promotori di questa iniziativa se per loro
il ruolo della classe forense sia anche quello di
rilasciare “pagelle” ai componenti della magistratura,
come essi avrebbero voluto con il sub-emendamento
Manzione o - come invece prevede la Costituzione – sia
solo quello di rendere effettivo il diritto alla Difesa
,costituzionalmente garantito. Tutto ciò
dimostra come qualcuno - all’interno dell’avvocatura -
abbia a cuore, non tanto la “celebrata“ famosa difesa
dei cittadini, bensì la miserevole ricerca di una fetta
di potere nell’ambito giudiziario.Questo
continuo attacco alla magistratura associata nasconde
poi forse inconsciamente una sorta di complesso di
inferiorità nei confronti dei magistrati anche perchè
non si è ancora compreso che - se il Parlamento non
accoglie le richieste dell’avvocatura - è anche perchè
forse i rappresentanti dell’A.N.M. dimostrano una
capacità di dialogo politico più efficace dei
rappresentanti di una parte degli avvocati.Ormai
constatiamo come ,da circa un anno, una parte della
classe forense – specie quella composta dagli Avvocati
più “navigati” – non accetti più alcuna decisione
democraticamente presa dal Parlamento Italiano.La
conseguenza è l’incredibile continuo ricorso allo
sciopero che ha portato nel complesso la classe forense
a proclamare ben 42 giorni di sciopero (compresi feriali
e festivi) dal luglio 2006 al Luglio 2007.Inoltre
sempre secondo i calcoli dell’ “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI
ITALIANI” - dal Febbraio 2000 al Giugno 2006 – la classe
forense aveva scioperato sempre per 42 giorni.Ne
desumiamo che in un anno la classe forense ha scioperato
per lo stesso numero di giorni – 42 – per i quali aveva
scioperato nei precedenti 6 anni.
Crediamo che non vi sia alcuna categoria professionale o
di lavoratori che abbia scioperato in modo così
scriteriato. Ricordiamo
ancora che queste stesse componenti dell’avvocatura
italiana erano state condannate dalla Commissione di
garanzia sugli scioperi - nel settembre 2006 - al
pagamento di euro 25.000 per avere indetto un’astensione
non nei termini previsti dal regolamento di
autoregolamentazione degli scioperi.Quest’
ennesima inutile iniziativa - relativamente ai Consigli
Giudiziari - non fa che rendere sempre più invisa ai
Cittadini la classe forense.
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Giustizia :
astensioni avvocati , Garante accetta alcune richieste
di Mauro W. Giannini
A seguito
dell'incontro, ieri, fra diverse delegazioni
dell'Avvocatura e la Commissione per gli scioperi, il
Garante ha recepito alcune delle modifiche richieste dagli
avvocati, i quali sottolineavano la peculiarita' della
professione forense e le differenze in ordine alle
motivazioni delle proteste degli avvocati.Secondo
Michelina Grillo, presidente dell'Organismo Unitario per
l'Avvocatura, "Il confronto è stato molto proficuo, ci
sono state delle aperture da parte della Commissione, ma
soprattutto si è preso atto della fondatezza delle nostre
osservazioni". Grillo ha annunciato che l’avvocatura
predisporra' un’ulteriore versione del codice di
autoregolamentazione: "Considerato l’esito della riunione
odierna ci auguriamo che possa essere condiviso dalla
Commissione, così da mettere la parola fine a questa lunga
vicenda", ha concluso il presidete OUA.Fra le modifiche
recepite dalla Commissione, l'eliminazione del riferimento
al "contemperamento degli interessi" e la previsione della
possibile revoca dell'astensione anche a ridosso della
stessa. Accettate anche le richieste specifiche
dell'Unione Camere penali, cioe' la possibilita' di
astensione anche se altre parti del processo non vi
aderiscono e il diritto ad esercitare l'astensione nelle
udienze in camera di consiglio "ancorchè non sia prevista
la partecipazione del difensore".All'incontro hanno
partecipato, oltre all'OUA e all'UCPI, anche Aiga, Anf e
Ucci. Non coinvolta l'ANPA-giovani legali, che avrebbe
invece gradito una proposta di riforma della
regolamentazione dell'astensione collettiva degli avvocati
piu' rigida di quella proposta dal garante.
Ieri il presidente
dell'Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati
-Giovani Legali Italiani, Gaetano Romano, aveva reso noto
di aver inviato alla Commissione la richiesta "di
sollecita approvazione di questa o ancora più restrittiva
riforma afferente lo 'sciopero' degli avvocati". Egli
aveva aggiunto che "il ritardo nell'approvazione ha
indirettamente prodotto un aumento vertiginoso dei giorni
di scioperi promossi in circa un anno da una parte della
classe forense" che l'ANPA-GIOVANI LEGALI ITALIANI ha
calcolato essere stati nel 2007 ben 42, cioe' tanti quanti
deliberati dal 2000 al 2006
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COMUNICATO STAMPA
“I Giovani Avvocati
avrebbero gradito una proposta di riforma della
regolamentazione dell’astensione collettiva degli avvocati
dalle udienze assai più rigida di quella prefigurata nella
delibera n. 07/26, adottata il 25/01/07 dalla Commissione di
Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei
servizi pubblici essenziali.Siamo lieti comunque che la
Commissione abbia accolto nei fatti la sollecitazione da noi
svolta a mezzo un articolo su “Europa Quotidiano” del
10.07.2007 a pg 4 in cui ci chiedevamo che fine avesse fatto
l’iter per l’approvazione di questa riforma.Abbiamo inviato
alla Commissione in data odierna la richiesta di sollecita
approvazione di questa o ancora più restrittiva riforma
afferente lo “sciopero” degli avvocati.Il ritardo
nell’approvazione ha indirettamente prodotto un aumento
vertiginoso dei giorni di scioperi promossi in circa un anno
da una parte della classe forense (dovrebbero essere
precisamente 42 gg di astensione ovvero paradossalmente
tanti quanti deliberati dal 2000 al 2006!). Siamo certi
verrà posto un immediato freno a tutto ciò ,soprattutto
nell’interesse dei Cittadini e dell’organizzazione del
Potere Giudiziario”
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