L’accusa dei legali: «Riforma dettata dai magistrati» tratto
da: Il Sole 24 Ore 3/7/2007
www.ilsole24ore.com
Giustizia. Proteste sull’ordinamento
Inizia il mese decisivo per la riforma dell’ordinamento
giudiziario ed è un inizio denso di polemiche e incertezze.
Questa mattina la commissione Giustizia del Senato approverà
la versione finale del provvedimento. Da domani l’esame
dell’Aula, comunque decisivo. Non ci sarà infatti più tempo
per introdurre modifiche alla Camera, se si intende arrivare
al voto finale entro il 31 luglio, data ultima per evitare
l’entrata in vigore della riforma Castelli. Ieri i capigruppo
di Montecitorio hanno individuato la “finestra disponibile”,
calendarizzando il testo a partire dal 23 mentre il presidente
del Senato, Franco Marini, si augurava una convergenza tra
maggioranza e opposizione «su un provvedimento tanto
importante per la vita del Pese,per gli operatori del diritto,
ma anche per i semplici cittadini».Un appello cui si è unito
anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella che, da
Napoli, ha invitato la maggioranza all’unità e l’opposizione
alla rinuncia all’ostruzionismo. «Spero proprio che le cose
vadano così — ha avvertito Mastella— e che si possa fare ameno
di porre la fiducia. Ma sarei costretto a chiederla se ci
fosse un atteggiamento diverso». Una vigilia non tranquilla.
Non contribuisce certo alla distensione il primo dei tre
giorni di astensione dalle udienze proclamata dalle Camere
penali. Una protesta su cui si ricompatta tutta l’avvocatura.
Il presidente dei penalisti Oreste Dominioni torna a chiedere
un atto di responsabilità al Parlamento e al Governo «che
stanno trattando un intervento epocale come un contratto di
lavoro». L’accusa? Quella di avere svenduto la riforma alle
richieste dell’Anm. A partire dalla rinuncia alla separazione
delle carriere per finire con l’esclusione degli avvocati dai
consigli giudiziari. Un’estromissione che ha fatto da
detonatore, spingendo sul sentiero di guerra sia l’Oua sia l’Aiga.
Per Michelina Grillo, alla guida dell’Oua, quella in cantiere
è una vera e propria «controriforma», «magistratocentrica»,
che cerca di riequilibrare goffamente quanto introdotto nella
passata legislatura. E l’esclusione degli avvocati dai
consigli giudiziari è «ingiuriosa», escludendo la possibilità
dei legali, tra le figure che più vivono a contatto con
l’autorità giudiziaria, di contribuire alla valutazione dei
magistrati. Anche Valter Militi, presidente dell’Aiga,
sottolinea la mancanza di coraggio della riforma che cancella
ogni possibilità di partecipazione attiva degli avvocati,
relegandoli a una presenza solo simbolica.
Unica voce dissonante quella dell’Anpa che, dopo aver contato
più di 30 giorni di astensione proclamati dall’avvocatura
nell’ultimo anno, si chiede se ormai la classe forense non sia
diventata uno «scioperificio».
E sul fronte dei magistrati un’Anm divisa ha convocato oggi il
suo parlamentino dove a premere sull’acceleratore per la
proclamazione di uno sciopero immediato saranno soprattutto le
correnti più moderate come Magistratura indipendente.Giovanni
Negri
COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI: “CON L’ENNESIMO SCIOPERO DI DOMANI
DELL’AVVOCATURA PENALISTA, LA CLASSE FORENSE SI TRAMUTA SEMPRE
PIU’ IN UNO SCIOPERIFICIO:
NELL’ULTIMO ANNO PIU’ DI 30 GG COMPLESSIVI DI SCIOPERO DEGLI
AVVOCATI ”
“L’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani
Legali Italiani” prende atto - senza condividerlo -
dell’ennesimo sciopero proclamato da una parte della classe
forense, questa volta dall’Unione Camere Penali Italiane.Secondo
i nostri calcoli , se si cumulano aritmeticamente tutti i
giorni di sciopero proclamati nell’ultimo anno dalle diverse
componenti dell’ Avvocatura, si giunge all’incredibile numero
complessivo di più di 30 gg di astensione.Trattasi dei famosi
scioperi voluti dagli Avvocati Cassazionisti contro il DL
Bersani sulle liberalizzazioni che era a favore dei
Consumatori e dei Giovani Professionisti (dal 10 al 25 Luglio
2006 , dal 18 al 23 Settembre 2006 , il 12 Ottobre 2006 , dal
13 al 18 Novembre 2006 , dal 14 al 16 Dicembre 2006) nonchè
di quelli voluti esclusivamente dagli 8.500 iscritti all
‘Unione Camere Penali Italiane (dal 21 al 23 Marzo 2007 fino
all’imminente sciopero dal 3 al 5 Luglio 2007).Suonano quasi
ipocrite pertanto sia le lamentazioni di una parte della
Avvocatura circa l’eccessiva durata dei processi, sia magari
le contestuali attribuzioni della responsabilità di tutto ciò
alla Magistratura, quando invece una miriade di scioperi di
una parte della classe forense ,come quelli dell’ultimo anno,
hanno contribuito in maniera pesante ai rinvii delle udienze
processuali.Ci chiediamo che fine abbia fatto la giusta
proposta ,di qualche mese fa, della Commissione di Garanzia
per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi
essenziali che avrebbe regolamentato gli scioperi degli
avvocati in modo da gravare in minore misura sui cittadini.I
Giovani Avvocati non condividono quest’ utilizzo smodato dello
sciopero che fa apparire ,agli occhi dei Cittadini,
l’avvocatura come un autentico “scioperificio” e la rende
sempre più invisa alla pubblica opinione.
GIUSTIZIA/ BRUTI LIBERATI: NO SCIOPERO,BASTANO CORRETTIVI
5/7/2007 del Corriere
della Sera di Dino Martirano
"Ci
siamo opposti alla proclamazione dello sciopero che ci
sembrava un gesto eccessivo. Abbiamo convenuto invece sulle
dimissioni della giunta dell'Anm, un gesto simbolico, per
protestare contro questo atteggiamento ingiustamente punitivo
nei confronti dei magistrati". Così, intervistato oggi dal
Corriere della Sera, Edmondo Bruti Liberati, procuratore
aggiunto a Milano e leader storico di Magistratura
democratica.
"Finchè la situazione sarà fluida - assicura il magistrato -
io mi opporrò allo sciopero dei magistrati, che è una scelta
molto grave e deve essere fatta in casi assolutamente
eccezionali. Noi orgogliosamente
ci distinguiamo dagli avvocati delle Camere penali che hanno
accumulato molti giorni di sciopero in un anno".
"Temo fortemente", prosegue Bruti Liberati, che il 31 luglio i
magistrati si ritrovino con la riforma Castelli in vigore: "Mi
auguro che in Senato si adottino quei correttivi che abbiamo
richiesto e che comunque si approvi un testo. Vogliamo
chiudere in modo equo e efficiente un testo sull'ordinamento
giudiziario. L'incertezza dura da 5 anni e non può durare".Certamente,
conclude il leader di Md, l'emendamento di Ulivo e Udeur sulla
'valvola di sfogo' nel civile "è un buon punto di sintesi".
da
Europa Quotidiano
www.europaquotidiano.it del
13.07.2007
Lobby a palazzo di
giustizia di FEDERICO ORLANDO
Il funambolico procedere della riforma Mastella è senza rete
di protezione, come ricordavano qualche giorno fa Brutti e
Finocchiaro ai senatori ribelli della maggioranza (se il
funambolo cade dalla corda, si va tutti al Traumatologico,
cioè a votare). Naturalmente, ci sono i ribelli ragionevoli, e
cioè gli ex magistrati “toghe rosse” Di Lello, Casson e
D’Ambrosio; e ci sono i ribelli irragionevoli, gli ex
margheriti Manzione, Barbi e Bordon. I primi sono stati
scomunicati dalla loro ex corporazione, l’Anm, catafratta
contro ogni innovazione allo status dei magistrati, che la
legge Mastella introduce pur nel quadro di una sostanziale
riforma della riforma Castelli, ispirata ai Fioretti del
Poverello di Arcore e incombente già dal prossimo 31 luglio:
quando entrerà in vigore, se il riformista Mastella dovesse
cadere dalla fune.A differenza dell’Anm, i tre ex magistrati
condividono due principi che, secondo l’Associazione,
peggiorano la legge Mastella: che il magistrato cambi regione,
se passa dalla carriera requirente a quella giudicante o
viceversa, e che gli avvocati siano ammessi nei consigli
giudiziari, anche quando giudicano l’attività dei magistrati e
ne determinano la carriera. Opinioni, come tutte le opinioni,
discutibili, ma spiegate da D’Ambrosio con spirito
istituzionale: «Noi sediamo in parlamento non per fare gli
interessi di una corporazione, ma di tutti i cittadini».
Dunque se i tre hanno piegato la testa – come hanno chiesto
Finocchiaro e Brutti –, è solo per impedire la caduta del
governo.Nessun piegamento di testa invece, fino a ieri
mattina, da parte degli ex margheriti, soprattutto Manzione,
avvocato della Magna Grecia e perciò facondo portavoce del
partito degli avvocati: la corporazione (altro che tassisti)
di cui i giovani legali denunciavano martedì scorso su Europa
l’egoismo professionale e che ha fatto 40 giorni di sciopero
in un anno, e altri ne farà per la gioia di chi aspetta una
sentenza.Manzione
è autore dell’emendamento che immette gli avvocati nei
consigli giudiziari: una cosuccia gradita al partito di
Berlusconi e alle Camere Penali, visto che non riescono ad
annientare l’unità della magistratura attraverso la
separazione delle carriere. (Neanche la riforma Castelli la
comporta, perché occorre cambiare la Costituzione, la quale
dice: «I magistrati si distinguono fra loro soltanto per
diversità di funzioni», articolo 107. Diversità di funzioni,
non separazione di carriere). Così, non potendoli frantumare
in due ordini e magari in due Csm, che ne dimezzerebbero
l’indipendenza, aggirano il problema col cavallo di Troia:
appunto gli avvocati nei consigli giudiziari, affinché
diventino giudici dei giudici. Tant’è che anche i magistrati,
o almeno la lobby dell’Anm, proclamano a loro volta uno
sciopero, beccandosi un’altra bacchettata dall’ex collega
D’Ambrosio: «Io non l’avrei proclamato. I magistrati sono un
potere dello Stato, non possono incrociare le braccia contro
un altro potere dello Stato proprio mentre sta deliberando».
Meno male, credevamo di essere rimasti gli ultimi a pensarla
così nel paradiso dell’anarchia.Ma nella gara delle lobby ieri
ha vinto quella degli avvocati. In mattinata, Manzione ha
imposto il primo bagno a Mastella e al governo, facendo
approvare (coi voti della Casa delle libertà più i tre ex
margheriti) un sub-emendamento che dice: il magistrato che da
requirente diventa giudicante e passa dal penale al civile o
viceversa, dev’essere trasferito non solo dal circondario del
tribunale ma dalla provincia. E che sarà mai, direte. Nulla,
specie per chi, pubblico dipendente o votato a professioni col
ballo di san Vito (metti i giornalisti), ha conosciuto ben
altri trasferimenti: con famiglia e senza.Ma questo “nulla” è
come il ramoscello che intralcia il torrente, tanto che lo fa
deviare, lo costringe a impantanarsi e a vaporizzare la sua
stessa fisicità.E sempre allo scopo di squalificare i
magistrati nell’opinione pubblica, coltivata dal berlusconismo,
di conseguire una parità fra accusa e difesa non nel processo,
dov’è sacrosanta, ma nell’idea stessa di giustizia penale:
dove la difesa garantisce il cittadino- imputato, mentre
l’accusa incarna la pubblica accusa, cioè la pretesa dello
stato, e quindi di tutti, di ripristinare la legalità.Che ciò
non piaccia al partito degli inquisiti, e a una parte del
partito degli avvocati, è umano e lo comprendiamo. Ma che ciò
stia scritto a chiare lettere nel programma del centrosinistra
e vada sostenuto, è noto anche agli avvocati della Magna
Grecia e della Padania sardanapalesca eletti nell’Unione.
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=14251
GIUSTIZIA. Riforma ordinamento, penalisti annunciano nuovo
sciopero
04/07/2007 - 12:24
L'Unione delle Camere
Penali ha proclamato un nuovo sciopero di sei giorni, dal 16
al 21 luglio, "per denunciare al Paese il tradimento dei
valori costituzionali" e "di fronte alla protervia di chi
vuole conservare l'esistente e di impedire una riforma
democratica dell'ordinamento giudiziario e mortifica
l'Avvocatura". Già da ieri e fino a giovedì, i penalisti si
stanno astenendo dalle udienze, sempre contro il testo di
riforma dell'ordinamento giudiziario, la cui votazione finale
è prevista per la fine della settimana prossima.
Intanto,
l'Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati - Giovani
Legali Italiani comunica di non condividere l'ennesimo
sciopero della categoria: "Secondo i nostri calcoli - dicono
in una nota -, se si cumulano aritmeticamente tutti i giorni
di sciopero proclamati nell'ultimo anno dalle diverse
componenti dell' Avvocatura, si giunge all'incredibile numero
complessivo di più di 30 giorni di astensione". In
particolare, l'Anpa si riferisce agli scioperi voluti dagli
Avvocati Cassazionisti contro il DL Bersani sulle
liberalizzazioni dello scorso anno, nonché di quelli voluti
dagli 8.500 iscritti all'Unione Camere Penali Italiane di
quest'anno."Suonano quasi ipocrite - dicono i giovani avvocati
- sia le lamentazioni di una parte della Avvocatura circa
l'eccessiva durata dei processi, sia le contestuali
attribuzioni della responsabilità di tutto ciò alla
Magistratura, quando invece una miriade di scioperi di una
parte della classe forense, come quelli dell'ultimo anno,
hanno contribuito in maniera pesante ai rinvii delle udienze
processuali. Ci chiediamo - concludono - che fine abbia fatto
la giusta proposta ,di qualche mese fa, della Commissione di
Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei
servizi essenziali che avrebbe regolamentato gli scioperi
degli avvocati in modo da gravare in minore misura sui
cittadini".
2007 -
redattore: LS
da http://www.ateneonline-aol.it/070713cama.php
MASTELLA: "NEL 2002, MANZIONE ERA CONTRO AVVOCATI"
"Manzione il 13
giugno 2002 disse che l'Ulivo avrebbe marciato compatto contro
la riforma Castelli".
Lo ha detto il ministro Clemente Mastella in Aula, dopo la
bocciatura del provvedimento presentato dal senatore. Mastella
ha citato le
parole di Manzione proprio in merito al "tentativo di svuotare
il ruolo del Csm riducendo il numero dei componenti e
introdurre misure che insidiano l'autonomia dei magistrati".
Riferendosi all'emendamento, il ministro ha detto: "Sono amico
di Manzione. Ho contribuito a portarlo in Parlamento ma quando
sento espressioni apodittiche e atteggiamenti quasi sacrali
resto stupito".
COMUNICATO
STAMPA
GIOVANI
AVVOCATI: “NON CONDIVIDIAMO L’ENNESIMO INUTILE COUPE DE
THÉATRE DI UNA PARTE DELL’AVVOCATURA SUI CONSIGLI GIUDIZIARI;
COSI’ SI PEGGIORA ANCORA DI PIU’ L’IMMAGINE DELLA CLASSE
FORENSE AGLI OCCHI DEI CITTADINI”
“L’appello di O.U.A. e U.C.P.I. ai Presidenti degli Ordini
forensi locali - affinchè questi si dimettano dai Consigli
giudiziari e dalle sedi istituzionali - è l’ennesimo inutile
coupe de thèatre di quelle stesse componenti dell’avvocatura
che hanno scioperato per ben 42 gg in un solo anno e che sono
state persino condannate alla multa di 25.000 euro dalla
Commissione di garanzia sugli scioperi.Ormai una parte della
classe forense ha la proterva attitudine a non accettare più
alcuna decisione presa democraticamente dal Parlamento
italiano; in tal modo si allontana sempre più l’avvocatura dai
Cittadini” è il commento del Presidente dell’ “Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani",
Gaetano Romano
“Prendiamo atto dell’ennesimo inutile coupe de thèatre
inscenato da una parte dell’avvocatura relativamente
all’invito ai Presidenti dei Consigli degli Ordini Locali
forensi - da parte dell’ U.C.P.I. e dell’O.U.A. - di ritirarsi
dai Consigli Giudiziari locali e dalle altre sedi
istituzionali.Chiediamo ai Colleghi promotori di questa
iniziativa se per loro il ruolo della classe forense sia anche
quello di rilasciare “pagelle” ai componenti della
magistratura, come essi avrebbero voluto con il
sub-emendamento Manzione o - come invece prevede la
Costituzione – sia solo quello di rendere effettivo il diritto
alla Difesa ,costituzionalmente garantito.
Tutto ciò
dimostra come qualcuno - all’interno dell’avvocatura - abbia
a cuore, non tanto la “celebrata“ famosa difesa dei
cittadini, bensì la miserevole ricerca di una fetta di potere
nell’ambito giudiziario.Questo continuo attacco alla
magistratura associata nasconde
poi forse inconsciamente una sorta di complesso di inferiorità
nei confronti dei magistrati anche perchè non si è ancora
compreso che - se il Parlamento non accoglie le richieste
dell’avvocatura - è anche perchè forse i rappresentanti
dell’A.N.M. dimostrano una capacità di dialogo politico più
efficace dei rappresentanti di una parte degli avvocati.Ormai
constatiamo come ,da circa un anno, una parte della classe
forense – specie quella composta dagli Avvocati più “navigati”
– non accetti più alcuna decisione democraticamente presa dal
Parlamento Italiano.La conseguenza è l’incredibile continuo
ricorso allo sciopero che ha portato nel complesso la classe
forense a proclamare ben 42 giorni di sciopero (compresi
feriali e festivi) dal luglio 2006 al Luglio 2007.Inoltre
sempre secondo i calcoli dell’ “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI
ITALIANI” - dal Febbraio 2000 al Giugno 2006 – la classe
forense aveva scioperato sempre per 42 giorni.Ne desumiamo che
in un anno la classe forense ha scioperato per lo stesso
numero di giorni – 42 – per i quali aveva scioperato nei
precedenti 6 anni. Crediamo che non vi sia alcuna categoria
professionale o di lavoratori che abbia scioperato in modo
così scriteriato. Ricordiamo ancora che queste stesse
componenti dell’avvocatura italiana erano state condannate
dalla Commissione di garanzia sugli scioperi - nel settembre
2006 - al pagamento di euro 25.000 per avere indetto
un’astensione non nei termini previsti dal regolamento di
autoregolamentazione degli scioperi.Quest’ ennesima inutile
iniziativa - relativamente ai Consigli Giudiziari - non fa che
rendere sempre più invisa ai Cittadini la classe forense.
COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI CONTROCORRENTE: “GIUSTO IL NO DEL SENATO ALLA
PRESENZA DEI LEGALI NEI CONSIGLI GIUDIZIARI;
EVITATA
L’IMBARAZZANTE SITUAZIONE DI AVVOCATI CHE DANNO LA PAGELLA AI
MAGISTRATI”
"Sappiamo di andare controcorrente rispetto ad alcune altre
parti dell’avvocatura, ma non possiamo non rallegrarci del
fatto che il sub-emendamento Manzione ,sulla presenza degli
avvocati nei Consigli Giudiziari, sia stato respinto. Sarebbe
stato quantomeno irrazionale e pericoloso per l’autonomia
della magistratura prevedere che alcuni avvocati potessero
valutare la professionalità ,nonchè la qualità del lavoro dei
magistrati dello stesso distretto. Il ruolo della classe
forense non è certo quello di rilasciare “pagelle” ai
componenti della magistratura, bensì solo quello di rendere
effettivo il diritto alla Difesa ,costituzionalmente
garantito. Si è fortunatamente evitata la non commendevole
situazione per cui un avvocato - presidente del Consiglio
dell’Ordine di un distretto e quindi componente del Consiglio
Giudiziario - potesse valutare magari nel pomeriggio lo stesso
giudice che nella mattinata aveva deciso una sua causa. Questa
battaglia in favore del sub-emendamento Manzione dimostra come
qualcuno - all’interno dell’avvocatura - abbia a cuore, non
tanto la “celebrata“ famosa difesa dei cittadini, bensì la
miserevole ricerca di una fetta di potere nell’ambito
giudiziario.Auspichiamo che nella giornata di domani si possa
arrivare alla neutralizzazione della controriforma Castelli,
la qual cosa - come “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI”-
abbiamo auspicato lo scorso mercoledì mattina durante la
nostra partecipazione ad una trasmissione in onda su RAIutile.
http://notizie.alice.it/notizie/politica/2007/07_luglio/16/giustizia/_a_milano_bassa_adesione_avvocati_penalisti_a_sciopero,12878884.html
Politica
GIUSTIZIA/ A MILANO
BASSA ADESIONE AVVOCATI PENALISTI A SCIOPERO
Udienze quasi regolari ma possibili rinvii fino al 21 luglio
postato 4 ore fa da APCOM
Milano, 16 lug. (Apcom) -
Udienze quasi regolari stamani a Milano, nel primo dei sei
giorni di sciopero proclamati dall'Unione camere penali contro
la riforma dell'ordinamento giudiziario. Nel capoluogo
lombardo,
dopo gli scioperi delle scorse settimane, l'adesione degli
avvocati penalisti alla protesta è stata ridotta, ma ci
potrebbero essere comunque dei rinvii nelle udienze fino al 21
luglio.
Tra i punti contestati dai penalisti alla riforma Mastella, la
mancanza di una forte separazione delle carriere tra i giudici
e i pm.