NEWS: I PRATICANTI AVVOCATI SI SCAGLIANO CONTRO LA CASA EDITRICE GIUFFRE': "LE RASSEGNE DI GIURISPRUDENZA DA NOI ACQUISTATE INUTILIZZABILI AGLI ESAMI FORENSI" ; LA POSIZIONE DELL "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" SUL DL BERSANI CITATA SU UN ORGANO DI INFORMAZIONE SPAGNOLO;LA PRESIDENTESSA DI ROMA PRESENTE ALLA "REUNION LAUREATI LUISS"
Dai forza ai Tuoi interessi. Aiutaci a difenderTi contribuendo all' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" e quindi alla battaglia per i Giovani. Abbiamo destinato un conto particolare per il supporto dei Colleghi. Versa il Tuo libero contributo su: Conto Corrente bancario intestato ad "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" Banca Etruria Succursale Bibbiena Stazione Coordinate bancarie CIN2 B ABI 05390 CAB 71335 Conto bancario numero 000000091272 Una delle innumerevoli mails contro la casa editrice Giuffrè che continuano a sommergere le caselle email dell'associazione.,Ne abbiamo ricevute tantissime molto "appassionate" sull'argomento che abbiamo dovuto "edulcorare" in qualche parte Gentile Redazione, le cose a Torino sono andate nel seguente modo. Io, come migliaia di altri praticanti, ho acquistato in libreria le rassegne di giurisprudenza giuffrè sia civile che penale (attenzione! RASSEGNE GIUFFRE'e non CODICI COMMENTATI GIUFFRE' che sono stati tranquillamente ammessi), con su entrambe attaccato un grosso bollino arancione (molto vistoso) con su scritto "ammesso all'esame di stato per avvocato". il solo e unico motivo per cui ho acquistato quei testi era la possibilità (assicuratami dal bollino) di poterli portare all'esame, [................] . Mi spiego meglio, se avessi saputo di non poter portarmi le rassegne, non le avrei mai acquistate, [................] Inoltre le dette rassegne contenevano una evidanziazione dei contrasti di giurisprudenza [................] al pari di altre rassegne tipo quella della "tribuna" arancione e nera che invece è stata ammessa senza problemi. in più, e scandalosamente, alcune sentenze delle Sezioni Unite recentissime della Cassazione civile c'erano solo sulle rassegne [................]Ma veniamo ora alla fase post - esame. Sgonfiato lo scadalo dei primi giorni (confermo il servizio su "Striscia la notizia"), giuffrè sul proprio sito emanava un comunicato di scuse in cui si minaccavano azioni da parte della casa editrice [................] in quanto, secondo loro, nella stesura delle rassegne erano stati pienamente rispettati i criteri di legge imposti per i testi ammessi all'esame. Mi recavo pertanto presso la libreria di acquisto delle rassegne, dove mi si diceva che sarei stata rimborsata di lì a breve, e di ripassare dopo qualche tempo in quanto giuffrè si stava organizzando in merito. Ripassavo dopo un pò, e la libreria tratteneva le rassegne dicendomi che le avrebbe portate a giuffrè per l'apposizione di un timbro, dopo di che mi sarebbero state restituite insieme al rimborso (non si capiva ancora in che forma) del prezzo. Recatami quindi per la terza volta nel negozio in questione, mi vedevo restituire le rassegne unitamente a due buoni di valore pari al prezzo delle rassegne, spendibili non presso quella stessa libreria, ma presso un centro giuffrè ben preciso in un'altra zona della città, con validità limitata al 30/03/2007!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! giudicate voi........io aderisco a qualsiasi azione [......................] COMUNICAZIONE IMPORTANTE per i Praticanti Avvocati: Abbiamo ricevuto moltissime mail dai praticanti avvocati che hanno svolto gli scritti forensi a Dicembre e che sintentizziamo in alcuni punti: - grandissima delusione,rabbia e rammarico per l' impossibilità, in sede di ultimo esame forense, ad utilizzare le rassegne di giurisprudenza della "Casa Editrice Giuffrè" (sui quali con un bollino arancione invece la Casa Editrice "Giuffrè" assicurava :“ammesso alle prove scritte dell’esame di avvocato”) Tutto ciò sarebbe avvenuto senza che la Giuffrè abbia prima fatto verificare dal Ministero di Giustizia se i testi fossero realmente ammissibili in sede d’esame (anche se ciò ovviamente non è obbligatorio) Le altre case editrici non solo -a differenza della Giuffrè - non hanno apposto alcun bollino , ma hanno visto quasi ovunque regolarmente autorizzati i loro prodotti editoriali in sede d'esame. --------------------- NOTICIAS DEL MUNDO - EUROPA Italia.- Los abogados italianos comienzan hoy una huelga de doce días contra la liberalización anunciada por el Gobierno ROMA, 10 (de la corresponsal de EUROPA PRESS C. Giles) Los abogados italianos comenzaron hoy una huelga de doce días contra el decreto del Gobierno de Romano Prodi que anunció la liberalización en este sector, permitiendo la abolición de las tarifas mínimas.La huelga anunciada hace unos días por el Consejo Nacional de Abogados ante lo que denunció como "una violación de los derechos y de las prerrogativas" de la profesión, será la más larga realizada por la categoría y se prevén importantes retrasos y suspensiones en los procesos.Los abogados protestan contra el decreto anunciado por el Gobierno y en el que se prevé la liberalización en varios sectores, entre ellos el de los taxis, las farmacias y los abogados. Según el decreto se eliminan las tarifas mínimas de los abogados, lo que permitirá según el Gobierno descender el precio de la defensa y mejorar los servicios.Mientras, los taxistas y la asociación de propietarios de farmacias están tratando en estos días con el Gobierno aunque el ministro de Desarrollo Económico, Pierluigi Bersani, haya anunciado que se seguirá adelante con esta ley y que hasta el momento "en las reuniones realizadas no han surgido motivos para realizar modificaciones radicales en el decreto".La reunión con los abogados podrá llegar durante la semana, cuandoexponentes de la categoría expondrán a la Comisión de Justicia en el Senado los motivos de su protesta. Aunque entre los abogados, no todos se muestran de acuerdo y los jóvenes abogados reunidos en la Asociación Nacional de Abogados Practicantes (ANPA) aprueban la reforma del Gobierno y no están participando a la protesta. Traduzione: All'interno della categoria forense, non tutti sono d'accordo e i Giovani Avvocati riuniti nell' Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati (ANPA) condividono la riforma del Governo e non hanno intenzione di partecipare alla protesta.
Riceviamo e pubblichiamo dalla Redazione di Diritto e Giustizia
Cari collaboratori,la società Editrice del quotidiano on line Diritto e Giustizia e del supplemento settimanale cartaceo D&G mi ha comunicato, ieri 4 dicembre 2006, che a far data dal 1° gennaio 2007 le pubblicazioni del settimanale D&G saranno sospese. Proseguiranno invece le pubblicazioni dell'utilissimo quotidiano on line Diritto e Giustizia, che in tanti avete avuto modo di apprezzare.Secondo quanto comunicato dalla società editrice, il quotidiano on line potrà ospitare anche una nuova sezione dedicata agli approfondimenti e ai commenti, fino ad oggi contenuti nel settimanale cartaceo D&G. La decisione, funzionale - secondo quanto riferito dall'Editore - ad un risanamento economico della società editrice, non mi vede concorde e, pertanto, ho annunciato le mie dimissioni dalla carica di direttore responsabile pur restando a disposizione dell'Editore per i prossimi tre mesi ove egli possa gradire la disponibilità.Pertanto, da questo momento, tutti gli articoli, gli interventi, i commenti che sono stati già chiesti da questo direttore e dalla redazione, e destinati ai primi numeri di D&G del 2007, saranno - se gli autori ci comunicheranno la propria disponibilità - destinati alla pubblicazione sul quotidiano on line. E tutto il materiale che ci è stato e ci verrà proposto sarà, parimenti, se ritenuto d'interesse, pubblicato sul quotidiano on line all'indirizzo www.dirittoegiustia.it .Pur non condividendo, personalmente, la scelta dell'Editore, inutile che ricordi - qui - quanta utilità e quale diffusione e apprezzamento abbia il quotidiano on line Diritto e Giustizia. Sono dispiaciuto di dover rinunciare ad un incarico prestigioso e, soprattutto, di grande stimolo intellettuale e culturale e - non ultimo - di grande importanza per l'evoluzione del diritto e, dunque, della democrazia. Tuttavia la responsabilità della direzione comporta scelte coerenti. E per tradizione, personale, professionale e familiare, le scelte coerenti sono per questo direttore un dogma.Ringrazio quanti mi sono stati di prezioso aiuto, con collaborazioni e critiche costruttive, quanti hanno manifestato lusinghiero apprezzamento per il lavoro fin qui svolto, quanti hanno dimostrato che il diritto - e la giustizia - non sono solo occasioni per fare politica, come sembra da qualche tempo, ma anche e in primo luogo scudi di civiltà e garanzie per l'Uomo. Gli abbonati alla rivista che avessero in corso un contratto che comprende in tutto o in parte il 2007, oltre che all'agente Giuffrè di zona possono naturalmente rivolgersi alla direzione editoriale di Diritto e Giustizia all'indirizzo matteo.bianchi@giuffre.it e alla segreteria di redazione segreteria@dirittoegiustiia.it. Un caro saluto e all'occasione di reincontrarci, magari per sbaglio, sulle strade del diritto. Roberto Ormanni Da "Plus" allegato del sabato del "Sole 24Ore" del 17.02.2007 pg 12 alcuni pezzi dall'articolo dal titolo "Cinque in gara con l'incognita giovani"
"A metà marzo arriva il nuovo Presidente della Cassa Forense, Maurizio de Tilla, dopo tre mandati ,non può più candidarsi.A eleggerlo saranno gli 80 componenti del Comitato Delegati.............. Secondo indiscrezioni sono cinque i pretendenti alla poltrona.Vincenzo La Russa......Altri candidati sono Vittorio Mormando, nel cda di Cassa Forense, così' come Marcello Colloca attuale VicePresidente.....Anche Ignazio Li Gotti, presente nel Consiglio della Cassa, sarebbe in corsa per la presidenza.Infine nella rosa vi sarebbe pure un ex Presidente:il salernitano Riccardo Scocozza,numero uno della Cassa dal gennaio al settembre del 1993". Nel proseguo dell'articolo citata anche la nostra associazione: "......su chi convoglieranno questi consensi ancora non si sa:ma potrebbe essere favorito colui che metterà un tetto all'aumento di contributi e proporrà una riforma previdenziale che non penalizzerà troppo i giovani legali." Negli scorsi mesi settimane siamo stati contattati dalla redazione di una famosa trasmissione del sabato sera della TV nazionale per rappresentare l'intera categoria degli Avvocati. Pur non potendo partecipare siamo lieti del rilievo e del grado di notorietà che la nostra associazione ha assunto a livello di pubblica opinione fino ad identificarci con l'intera classe forense. L' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" fa i complimenti al Prof. Avv. Ichino sempre vicino alla Giovane Avvocatura. www.corriere.it Corriere della Sera del 21/2/2007 titolo: Sciopero avvocati: Ichino ha ragione Stop alla causa per diffamazione di un legale piemontese. L’ordine di Modena rinuncia Il pm di Milano: critiche legittime alla categoria Nessuna diffamazione ma «rigoroso diritto di critica». Finisce così, con la richiesta di archiviazione, la controversia giudiziaria avviata lo scorso luglio da alcuni avvocati nei confronti di Pietro Ichino. A scatenare la contesa, con l’accusa di diffamazione nei confronti della categoria forense, era stato un articolo dello stesso Ichino, pubblicato sul Corriere del 12 luglio, sullo sciopero messo in atto dagli avvocati in risposta al decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Sarà stato l’incipit dell’articolo («uno sciopero che non produce perdite per chi lo pratica, ma fa danno soltanto a soggetti terzi e al corso della giustizia») o forse il passaggio in cui Ichino paragonava la protesta, per le sue singolari modalità, «a uno sciopero della fame che viene sospeso alle ore dei pasti», sta di fatto che l’Ordine degli avvocati di Modena e un avvocato di Domodossola, Enrico Albert, si sentirono colpiti nella dignità e decisero di sporgere querela nei confronti deli’editorialista e del direttore del Corriere della Sera. Ma se l’intento era quello di difendere l’onorabilità della categoria, l’effetto raggiunto è stato esattamente l’opposto. Le motivazioni con cui i pm Luca Poniz e Maria Stella Cogliandolo, entrambi della Procura di Milano, ne hanno chiesto l’archiviazione, rafforzano addirittura alcuni concetti espressi nell’articolo finito sotto accusa. In particolare, rileva Poniz, la verità della denuncia pubblicata sul Corriere è ampiamente verificabile nella prassi quotidiana. E testualmente scrive: «L’articolo di Pietro Ichino non riveste gll elementi oggettivi e soggettivi della diffamazione: la critica a taluni comportamenti degli avvocati dall’autore riscontrati è netta ma assolutamente contenuta nei limiti rigorosi del diritto di critica». Non solo. Il pm aggiunge anche che «alcune astuzie e comportamenti almeno disinvolti da parte di alcuni avvocati», denunciati da Ichino, sono «ampiamente verificabili nelle quotidiane prassi». Fino ad arrivare alla conclusione che l’articolo-denuncia «non ha alcun intento diffamatorio, ma appare funzionale a un ragionamento più complessivo, sulle regole e i protagonisti della loro attuazione». Eloquente la considerazione di Ichino sull’esito della controversia. «A questo punto - ha commentato il giuslavorista - vediamo se ci sarà qualche consiglio dell’Ordine degli avvocati che riterrà di querelare il pm Poniz». Gabriele Dossena -------------------------------------------------------------------------------- “Giocare d’anticipo per vincere le sfide del futuro”. È questo il titolo del convegno organizzato dall’Anpa (Associazione nazionale praticanti ed avvocati)-Giovani Legali Italiani in programma a Potenza il 2 marzo, alle 16.30, presso la Sala convegni dell’Istituto Principe di Piemonte. L’iniziativa, patrocinata dal Parlamento europeo, intende rappresentare l’occasione per un approfondimento sulle importanti tematiche legate al Programma quadro 2007-2013, con il quale l’Unione europea rilancerà la competitività delle piccole e medie imprese, promuovendo l’occupazione ed interventi finalizzati ad una prosperità economica e sociale di lungo periodo. Interverranno l’avvocato Giampaolo Brienza (presidente regionale Anpa-Giovani Legali Italiani), Ivan Forte (assistente presso il Parlamento europeo), Francesco Fioretti (Gruppo T.E.R.N.I. Research Spa). Ospiti d’onore l’europarlamentare Aldo Patriciello (membro della Commissione ITRE) ed il Professor Alfonso Villani (Università degli studi del Molise). Sono previsti anche gli interventi di Vincenzo Telesca (presidente Anpa-Giovani Legali Italiani Potenza), Fernando Barbaro (presidente E.F.A.B.), Piergiulio Petrone (presidente A.P.I. Potenza) e Antonio Sonnessa (presidente provinciale Confagricoltura). “La nostra attività convegnistica – dice l’avvocato Giampaolo Brienza, presidente dell’Anpa-Giovani Legali Italiani Basilicata – è rivolta ai giovani legali e al mondo produttivo regionale. Intendiamo creare momenti di studio e riflessione sulle tante opportunità che l’Unione europea mette a disposizione dell’impresa e delle professioni -------------------------------------------------------------------------------- Vi notiziamo dell'uscita del libro del Dott. Antonio Galdo, Direttore de "L'Indipendente", dal titolo “Fabbriche. Storie, personaggi e luoghi di una passione italiana” edito da Gli struzzi Einaudi. Il Dott Galdo ha trattato parecchie volte ,anche su altri volumi, la materia degli Ordini Professionali, delle Lobbies e delle Corporazioni. Ricordiamo tra gli altri libri, "Guai a chi li tocca. L'Italia in ostaggio delle corporazioni: dai medici ai ferrovieri, dai gondolieri ai magistrati" edito da Mondadori L'"A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" ha accettato di patrocinare il Master seguente 1. MASTER DI SPECIALIZZAZIONE IN INTERNATIONAL BUSINESS LAW Sede: ISPRO - Via Cicerone, 60 – Roma COME ARRIVARE: - Metro linea A - fermata Lepanto - Linea autobus n.913 o n. 70 fermata CICERONE/PLINIO Giorni e Orari: Venerdì dalle 15.00 alle 19.00 (4 h) Sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 (7 h) Data di inizio: Venerdì 16 febbraio 2007 Settimane: 10 – weekend alternati Modalità: 110 ore in aula 80 FAD (moduli di aggiornamento generale) 8 ore (4 Seminari di Specializzazione da 2 ore ciascuno) Periodo Ore di stage: 3 mesi (c/o Studi Legali Internazionali e Nazionali) DESTINATARI: Dottori in Giurisprudenza Praticanti Avvocati Liberi Professionisti OBIETTIVO: La conoscenza delle dinamiche e delle particolarità che caratterizzano i mercati esteri ha grande importanza per districarsi nel cosiddetto mercato globale. Le imprese, gli enti ed i singoli imprenditori hanno bisogno dell’assistenza di una figura professionale capace di gestire il rapporto con i mercati emergenti conoscendone ogni dettaglio giuridico/commerciale. In quest’ottica un percorso formativo diretto a neo laureati e praticanti, ma anche a professionisti già impegnati nel settore, diventa di fondamentale importanza e consente di acquisire le informazioni necessarie a vincere la sfida. Il Master in “International Business Law” - Avvocato d’Affari Internazionale si propone pertanto di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare la professione forense nel difficile confronto giuridico con le dinamiche della globalizzazione. Giornate monotematiche saranno poi dedicate ad approfondimenti di singole aree geografiche, identificate come le zone strategicamente più rilevanti nel panorama internazionale: India, Cina, Sud America, Paesi neocomunitari dell’est. Alcuni lezioni dedicate al marketing, alla comunicazione e alle public affair, completeranno la formazione manageriale del candidato. Infine, un modulo di lingua inglese sarà dimensionato per venire incontro alle specifiche esigenze di un professionista dell’area Business&Legal, affrontando le problematiche connesse al public speaking e alle presentazioni in lingua. Per completare il percorso formativo sono previsti dei Seminari di Specializzazione tenuti da esperti in materia giuridica internazionale e in geopolitica. Il Master, grazie alla collaborazione con UNISU, permette ai giovani professionisti partecipanti l’acquisizione di crediti formativi e, grazie alla formula weekend, di non sacrificare alla formazione giornate di lavoro. CHIUSURA ISCRIZIONI: 9 febbraio 2007 NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI: Il corso è a numero chiuso: il numero minimo è di 25 partecipanti. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione è di 4.500* Euro + IVA * La quota di partecipazione potrà essere finanziata tramite UNICREDITBANCA S.P.A. RIDUZIONI: Per i partecipanti che confermeranno l’iscrizione entro il 31 gennaio 2007 verrà applicata una riduzione del 10%. Per le Aziende che iscriveranno al master i propri dipendenti e/o collaboratori verranno applicate riduzioni da concordare, a seconda del numero dei partecipanti. MODALITA’ DI PAGAMENTO: il pagamento avverrà in 2 *tranche: - 2.250 euro + IVA (50% dell’importo complessivo) al momento dell’accettazione della domanda di ammissione al Master - 2.250+ IVA (restante 50%) entro e non oltre il 16 febbraio 2007 *L’importo della prima tranche si intende come impegno di partecipazione e non potrà essere rimborsato in caso di mancato versamento della seconda tranche. L’interruzione della frequenza al Master non comporterà nessun rimborso delle quote versate. MATERIALI DIDATTICI: A tutti i partecipanti verranno consegnate dispense di approfondimento sugli argomenti trattati nei singoli moduli. Sarà suggerita una lista di testi, indicati dai docenti, a supporto della personale preparazione. STAGE: Lo studente più meritevole (ad insindacabile giudizio del comitato Tecnico Scientifico), avrà la possibilità di frequentare uno stage a New York presso lo studio legale Wilton & Partners, LLP. Per i partecipanti che conseguiranno una frequenza maggiore all’80% è previsto uno stage presso aziende e studi legali (Nazionali ed Internazionali) aderenti al Master. Tutti i partecipanti avranno la possibilità di essere inseriti nei database delle aziende e degli enti impegnati sui mercati esteri, con lo scopo di creare contatti e relazioni tra le rispettive realtà professionali. CERTIFICAZIONI Al termine del master verrà rilasciata un’ attestato di partecipazione con la certificazione attestante i crediti formativi universitari ottenuti. MODULI DIDATTICI MODULI IN E-LEARNING I moduli in E-learning verranno erogati attraverso la piattaforma UNISU – Università Telematica delle Scienze Umane, Università pubblica non statale istituita dal Miur con D.M. del 10/5/2006. - Diritto Internazionale (9 CFU) – 20 ore - Diritto dell’Unione Europea (9 CFU) – 20 ore - Diritto Pubblico Comparato (9 CFU) – 20 ore - Diritto Privato Comparato (9 CFU) – 20 ore MODULI IN AULA 1. Il Business lawyer: la professione di avvocato a confronto con le dinamiche della globalizzazione e l’impatto del diritto comunitari Professione forense, impresa di servizi e diritto comunitario della concorrenza. Tariffe professionali, società tra avvocati, pubblicità professionale e regimi previdenziali nell’ottica del diritto antitrust. La circolazione degli avvocati nella UE: diritto di stabilimento e libera prestazione di servizi. Rilievi comparatistici: the law of lawyering negli USA. 4 ore Docente: Prof. Aldo Berlinguer Venerdì 16 febbraio 2. Il mercato unico, la concorrenza La tutela della concorrenza nel trattato CE e nella l.287/90. Il mercato rilevante. Mercato del prodotto e sua dimensione geografica. Gli artt. 81, 82 e 86 CE: portata e applicazione. I Reg. 1/2003 e 139/2004. Concorrenza e concentrazioni tra imprese. Il ruolo della Commissione europea e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. 7 ore Docente: Prof. Aldo Berlinguer Sabato 17 febbraio 3. Diritto commerciale internazionale Diritto dell’Organizzazione mondiale del commercio. International commercial terms (Incoterms). Diritto internazionale privato e processuale dei contratti. Diritto societario comparato. 4 ore Docente: Prof. Alessandro Palmieri Venerdì 2 marzo 4. Investment law e project finance Dalla finanza d’impresa alla finanza di progetto. La nozione di project financing nella prassi internazionale. Le tre fasi dell’operazione. Tipologie di project financing. Il sistema multinegoziale. I soggetti. Il collegamento negoziale. La project company e l’isolamento del progetto. L’allocazione del rischio ed il security package. Figure negoziali a tutela dei finanziatori: le indirect guarantees. I take-or-pay contracts. Il credit assignment agreement ed il Trust Deed. La “delocalizzazione” e la tutela arbitrale. 7 ore Docente: Prof. Salvatore Sica Sabato 3 marzo 5. La fiscalità internazionale Diritto tributario comunitario e internazionale. Elementi di pianificazione fiscale internazionale. Fiscalità, valore in dogana, dazi. 4 ore Prof. Eugenio Della Valle Venerdì 16 marzo 6. Investment law e finanziamento dell’impresa Fondi strutturali, aiuti di stato e agevolazioni nazionali all’attività di impresa. La l.488/92: progetti finanziabili, ruolo delle banche concessionarie, modalità operative. La programmazione negoziata: i patti territoriali, i contratti di programma, i contratti d’area. La riforma della finanza agevolata. Altre tecniche di finanziamento dell’impresa: leasing, factoring, leveraged buyout, patrimoni dedicati ad uno specifico affare, trusts. 7 ore Docente: Prof. Aldo Berlinguer Sabato 17 marzo 7. Marketing Internazionale Cenni sullo scenario attuale del commercio Internazionale; Marketing Globale e Internazionale: Europa, Medio Oriente, Asia, Stati Uniti, America Latina, Africa. Il piano commerciale per l’estero. Business relationship. Il piano di marketing; analisi dei mercati esteri; sbocchi e canali internazionali; psicologia del marketing. 4 ore Docente: Prof. Giampietro Garioni Venerdì 30 marzo 8. Internazionalizzazione di impresa e investimenti esteri Le tendenze degli IDE delle imprese italiane. Gli incentivi alla costituzione di società o joint ventures all’estero. La l.100/1990 e la partecipazione di Simest al capitale di rischio di imprese estere non UE. I Fondi di Venture Capital. Il D.Lgs.143/1998 (art. 22, comma 5, lettera b) ed i finanziamenti alla realizzazione di programmi di assistenza tecnica e studi di fattibilità connessi all’apertura o potenziamento di reti/collegamenti commerciali (esportazioni) o investimenti di imprese italiane in Paesi non appartenenti all’UE. La l.394/1981 ed i finanziamenti ai programmi di penetrazione commerciale finalizzata alla costituzione o al potenziamento, in Paesi non UE, di insediamenti durevoli. Esame di casi pratici. 7 ore Docente: Prof. Giampietro Garioni Sabato 31 marzo 9. Comunicazione d’impresa Marketing, economia e gestione aziendale. Relazioni pubbliche. Comunicazione intra-aziendale. 4 ore Docente: Dott.ssa Luana Codignoni Noè Venerdì 13 aprile 10. La risoluzione delle controversie internazionaliADR e risoluzione alternativa delle controversie internazionali. La mediation: forme, tecniche, finalità. L’arbitrato ad hoc e amministrato: modelli contrattuali e iter operativo. L’arbitrato internazionale. Il lodo ed il suo riconoscimento all’estero. 7 ore Docente: Prof. Aldo Berlinguer Sabato 14 aprile 11. Mercato del lavoro e immigrazione Diritto internazionale e immigrazione. Normativa comunitaria. Evoluzione della normativa italiana. Contratti di lavoro e permesso di soggiorno. Il lavoro sommerso. Imprenditoria e rimesse degli immigrati. 4 ore Docente: Prof. Roberto Virzo Venerdì 27 aprile 12. Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo Storia delle relazioni internazionali. Istituzioni pubbliche Europee e Comunitarie. Politica economica. Tendenze attuali della globalizzazione. Cooperazione economica planetaria e regionale. 7 ore Docente: Prof. Roberto Virzo Sabato 28 aprile 13. Public Affairs e Lobbying Lobby, gruppi di interesse, gruppi di pressione. La negoziazione legislativa. Lobby ed etica/politica/finanza. Il sistema delle lobbies in Italia, in Europa e nel mondo. Coalition Building. Information e knowlegde management. 4 ore Docente: Dott. Francesco Schlitzer Venerdì 11 maggio 14. Tecniche di comunicazione e Innovazione tecnologica nell’attività legale Tecniche di comunicazione I modelli della comunicazione (cenni). Competenza comunicativa e competenza extralinguistica. Strutturazione del discorso e conduzione del dibattito. Tecniche di negoziazione. La distorsione dei messaggi. L’ascolto attivo. La gestione dei conflitti e delle obiezioni. Ansia e stress nella comunicazione. Dicotomie e “errori culturali”. (mattina – 4 ore) Docente: Dott.ssa Rossella Rega Innovazione tecnologica L’information technology per gli avvocati; la cultura informatica negli studi legali italiani ed esteri; soluzioni hi-tech per gli studi: software gestionali, intranet, servizi telematici, smartphone. (pomeriggio – 3 ore) 7 ore Sabato 12 maggio 15. Scheda Paese: India L’ordinamento giuridico indiano; i contratti, le società, la concorrenza. Diritto del lavoro. Normativa fiscale e doganale. Il commercio con l’estero. La normativa valutaria. Investire in India. Special Economic Zone. 4 ore Docente: Prof. Marina Timoteo Venerdì 25 maggio 16. Scheda Paese: Cina L’organizzazione dello Stato e della Pubblica Amministrazione (Assemblea nazionale del popolo, Comitato permanente, Consiglio di stato ecc.). Problematiche più significative in tema di diritto civile (rapporti con il sistema romanistico, legge sui contratti, il diritto di famiglia ecc.). Regolamentazione degli investimenti stranieri in Cina. Il sistema bancario. Il sistema giudiziario e le sue istituzioni. 7 ore Docente: Prof. Marina Timoteo Sabato 26 maggio 17. Scheda Paese: America Latina L’integrazione economica e commerciale dei paesi del Centro e del Sud America. Cenni sul Trattato con USA e Canada. I paesi del Mercosur. Cenni sui diversi ordinamenti giuridici. Normativa in materia commerciale. 4 ore Docente: Prof. Sabrina Lanni Venerdì 8 giugno 18. Scheda Paese: Paesi neocomunitari dell’est Ordinamento Paesi necomunitari: analisi comparata. Libera circolazione e mercato del lavoro. Prospettive di sviluppo e possibilità di investimento. 7 ore Docente: Prof. Aldo Berlinguer Sabato 9 giugno 19. Business&Legal English: Presenting in English & Public Speaking Business cultures & misunderstanding. Presentation strategies: voice, body language, appearance. Improvisation & self confidence. Handling questions. Listening techniques. 11 ore Docente: Avv. Stefania Del Papa Venerdì 22 e sabato 23 giugno 2. SEMINARI DI SPECIALIZZAZIONE - INTERNATIONAL BUSINESS LAW Sede: ISPRO - Via Cicerone, 60 - Roma Giorni e Orari: Venerdì dalle 11.00 alle 13.00 DESTINATARI: Avvocati Commercialisti MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE: I partecipanti potranno iscriversi ai singoli seminari, indipendentemente dall’iscrizione al Master. Per gli iscritti al Master la partecipazione ai seminari è gratuita. Per il costo dei singoli seminari verranno fornite informazioni contattando la segreteria organizzativa. OBIETTIVO: I seminari approfondiscono alcuni degli argomenti trattati nel Master, portando testimonianze illustri di professionisti specializzati. CERTIFICAZIONI E NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS: Per ciascun seminario verrà rilasciata una certificazione attestante la partecipazione. I partecipanti ai seminari avranno la possibilità di essere inseriti nei database delle aziende e degli enti impegnati sui mercati esteri, con lo scopo di creare contatti e relazioni tra le rispettive realtà professionali. ARGOMENTI 1. Gli Appalti Internazionali – venerdì 2 marzo Docente: Prof.Franco Scoca 2. U.S.A.: Analisi del tessuto socio-economico e prospettive giuridiche rispetto alla globalizzazione dei mercati - venerdì 30 marzo Docente: Avv. Luca Cordelli 3. IRAN: Osservazione del contesto politico e commerciale nelle relazioni internazionali d’affari - venerdì 25 Maggio Docente: Prof. Nicola Pedde
4. Analisi dell’Informazione Finanziaria – 27 Aprile Docente:Prof. Alessandro Politi L'intera conferenza stampa ascoltabile in real audio ripresa da "Radio Radicale-Radio Parlamento" ------------------------------------------------------------------- Pubblichiamo la notizia circa la "REUNION Laureati Luiss" (riunione di tutti i laureati dell'Università LUISS dal 1967 ad oggi) che avverrà l'1 ed il 2 Dicembre a Roma e cui sarà dato inizio dal Presidente della Confindustria LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO Vi parteciperà anche la laureata LUISS e neo Presidentessa della sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" di Roma Avv. Lucilla Margherita dello studio "Puopolo Geffers Rosen & Bosin" REUNION Laureati Luiss Roma, 1-2 Dicembre 2006 scadenza iscrizioni 20 novembre Cara Laureata e Caro Laureato, per motivi organizzativi ti invitiamo a iscriverti alla Reunion entro il 20 novembre. Per garantire il successo dell’evento e poter strutturare al meglio i workshop, è indispensabile per noi avere la lista definitiva dei partecipanti entro tale data. Ti informiamo che abbiamo previsto facilitazioni per i laureati più giovani. Certi di una tua collaborazione, ti invitiamo a visitare il sito, in continuo aggiornamento sia in termini di sviluppo del programma che di contributi di altri laureati già iscritti. ISCRIVITI! TI ASPETTIAMO! Per ulteriori dettagli sul programma e per iscrizioni: http://www.luiss.it/reunion Programma della due giorni: 14.30 - Benvenuto del Board e presentazione delle strategie di sviluppo della LUISS Luca di Montezemolo, Presidente; Attilio Oliva, A.D. e Vice Presidente Esecutivo; Massimo Egidi, Rettore; Pier Luigi Celli, Direttore Generale; Brunetto Tini, Presidente Associazione Laureati 15.30 - Lectio Magistralis di Ronald P. Spogli, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America in Italia Introduzione e chiusura a cura di Alfonso Celotto, laureato Luiss e Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero delle Politiche europee Domande del pubblico 16.30 - Coffee break 16.45 - Tavola rotonda tra laureati Luiss "Fare rete. Classe dirigente per un Paese che si ama" Partecipano: Elisabetta Belloni, Capo Unità di Crisi del Ministero degli Esteri; Giovanni Fiori, Vice Presidente dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato SpA; Stefano Lucchini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione del gruppo Eni; Massimo Nordio, Amministratore Delegato Toyota Motor Italia; Umberto Pieraccioni, Amministratore Delegato di adidas Italy Modera: Giovanni Floris, giornalista, conduttore di Ballarò 17.45 - Domande del pubblico 21.00 - Networking Party, Città del Gusto, Via Enrico Fermi 161 (Zona Marconi) Sabato 2 dicembre 2006 10.30 - Presentazione Action Plan 2006 Associazione Laureati Luiss 11.00 - Workshop tematici Le leve operative nelle mani della classe dirigente per trasformare il nostro futuro 13.30 - Lunch 14.30 - Saluti in plenaria 15.00 - A scelta Continuazione workshop tematici Case d'arte: visita alle case di collezionisti d'arte e agli studi di artisti Sessione di workshop LEGO SERIOUS PLAYTM (workshop per gli sponsor) Nuovi Presidenti nelle sezioni dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani di Roma, Trieste e Barletta Pres. "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" Sezione di Roma Avv. Lucilla Margherita c/o studio legale internazionale "Puopolo Geffers Rosen & Bosin" per contatti roma@anpaitalia.it -------------------------------------------------------------------------------- Sole 24 Ore, passo avanti verso la quotazione 14-12-2006 18:20 La Giunta di Confindustria ha dato mandato alla commissione per lo studio del progetto di quotazione in Borsa della società editoriale «Il Sole 24 Ore» di «definire il progetto di quotazione attraverso offerta pubblica di sottoscrizione con l'obiettivo di pervenire a una quotazione di capitale flottante sul mercato pari al 32,5% del capitale sociale della società» e a verificare, contemporaneamente, «l'effettiva praticabilità dell'emissione di un eventuale prestito obbligazionario non convertibile da parte del sistema confindustriale, come chiesto da alcune associazioni». Lo rende noto un comunicato. La Commissione, rileva una nota, dovrà riferire alla Giunta sull'intero mandato il 28 febbraio 2007. La Giunta, spiega la nota, ha dato mandato alla Commissione Cerutti di «presentare il piano industriale di sviluppo predisposto dalla società Il Sole 24 Ore e approvato dal Consiglio di amministrazione»; definire il progetto di quotazione con offerta pubblica di sottoscrizione; prevedere le modifiche dello statuto della società «Editrice Il Sole 24 Ore» «funzionali all'eventuale adozione del modello dualistico di amministrazione e controllo e all'adeguamento alle disposizioni del Testo Unico per l'intermediazione finanziaria». In merito all'ops, si specifica che «le azioni oggetto dell'aumento di capitale al servizio della quotazione saranno di categoria speciale e prevederanno un limite individuale di proprietà per i soci che si renderanno acquirenti di tali azioni quotate pari all'1% dell'intero capitale sociale della società». In merito alla verifica di una possibile emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, la Commissione dovrà «chiedere a Territoriali e Categorie la disponibilità a sottoscrivere» l'eventuale prestito «secondo le modalità e i termini che fisserà il consiglio di amministrazione del Il Sole 24 Ore». Le risposte, sottolinea la nota, dovranno «pervenire alla Commissione per iscritto e non oltre il primo febbraio 2007 e dovranno contenere risposte precise e vincolanti alle domande formulate dalla Commissione». La Giunta ha, inoltre, conferito il mandato al Presidente di Confinustria, Luca di Montezemolo, «nella sua qualità di azionista de Il Sole 24 Ore, di proporre» al consiglio di amministrazione della società del 19 dicembre «di nominare uno o più advisor per la valutazione del piano industriale di sviluppo e per la definizione di una prima ipotesi di valore della società quotanda». La Giunta ha anche autorizzato il Presidente Montezemolo a convocare l'assemblea straordinaria di Confindustria «giovedì 15 marzo 2007 per l'adozione delle delibere conseguenti». Un apprezzamento, quello manifestato nei confronti de Il Sole 24 Ore, ha sottolineato Cerutti, «per quanto ha fatto in questi anni e per quanto, soprattutto, sta facendo oggi, in questa fase di ulteriore rilancio della sua storia». Il Sole, rileva il presidente della Commissione per lo studio del progetto di quotazione in Borsa, «affronta un passo di ulteriore rilancio, vuole affrontarlo con i suoi investimenti, con il suo programma industriale e oggi la Giunta ha dimostrato un apprezzamento forte. Tutto il sistema industriale ha dimostrato un apprezzamento forte per quello che rappresenta Il Sole: è nell'anima dei nostri imprenditori, lo abbiamo sentito oggi e nei giri per l'Italia. Mai nessuno ha pensato di togliere al Sole le necessarie risorse per affrontare un futuro che è previsto di sviluppo». La delibera della Giunta, ha spiegato Cerutti, «è stata votata da una larghissima maggioranza». Il 28 febbraio, ha ricordato Cerutti, «la Commissione riferirà su tutti gli aspetti» del mandato approvato oggi dalla Giunta che «ha fissato un termine a questo lungo percorso» del progetto di quotazione. «Al di là dei numeri favorevoli o contrari alla quotazione - ha detto Cerutti - nei nostri incontri sono emersi alcuni orientamenti di fondo comuni a tutti gli associati di Confindustria. Il primo è che Il Sole 24 Ore è nell'animo di tutti noi: la nostra è una proprietà collettiva che vive il giornale come parte integrante del proprio mondo. In una parola, ci sentiamo rappresentati, lo sentiamo come una voce forte a difesa del mercato e della cultura industriale». Il secondo punto, ha sottolineato il presidente della Commissione, è «siamo tutti d'accordo, che il Sole è un'azienda che ha bisogno delle risorse per stare sul mercato da protagonisti e per fare investimenti. E siamo tutti d'accordo sul fatto che dobbiamo dargliele». Terzo punto: «Le nostre associazioni territoriali vogliono che Confindustria resti azionista con una maggioranza solida. Sono questi i tre punti, i capisaldi di quel pensiero condiviso di cui avevo parlato quando ho accettato l'incarico». Su questi punti, ha sottolineato Cerutti, «siamo tutti d'accordo, si tratta di un valore importante che ci fa onore». (Agenzia Radiocor) -------------------------------------------------------------------------------- EDITORIA/ MONTEZEMOLO: QUOTAZIONE SOLE 24 ORE, PASSO IMPORTANTE Anche in una logica di mercato 14-12-2006 19:43 Torino, 14 dic. (APCom) - "Credo sia un primo passo importante anche in una logica di mercato. Poi vedremo". Così il presidente di Confindustria e della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha detto questa sera a Torino, ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla possibile quotazione dell'editrice del quotidiano Sole 24 Ore alla Borsa di Milano.
Ospitiamo un
intervento per la nostra newsletter del Presidente
Nazionale
di Gaetano
Romano
Sul numero 20
del settimanale "Il
Mondo"
,nella rubrica "Professioni" dalle
pgg 118 a 120, è stato pubblicato un articolo intitolato "
La carica degli
under 40"
che avrebbe dovuto essere, in accordo con il titolo, un
servizio sui giovani professionisti e sullo scontro
generazionale.L' incredibile particolarità è che gli
avvocati under 40 non sono stati intervistati ma
sono stati intervistati due avvocati over 40 che
sono iscritti entrambi al medesimo albo professionale dei
Cassazionisti (sic!) ovvero certo non quello dei Giovani,
ma quello dei decani (per cui ci vogliono almeno dodici
anni di anzianità professionale).Davvero
sorprendente forse il tentativo, a dir poco
malriuscito, anche del giornalista de "Il Mondo" Dott. Franco Stefanoni, magari di far credere ai lettori di dar
voce a due avvocati contrapposti sotto il profilo
generazionale quando invece essi sono iscritti entrambi
all'albo dei cassazonisti (non sarebbe stato più
conferente con l'obiettivo dell'articolo , in un vero
scontro generazionale, intervistare uno iscritto all'albo
ordinario degli avvocati ed un altro iscritto a quello dei
Cassazionisti?).Quale il risultato? Che per questo
settimanale le sole richieste dei giovani professionisti ,
nel campo forense in particolare, sarebbero quelle di
gareggiare per i "posti" nei Consigli dell''Ordine (sic!).La
rubrica "Professioni" de Il "Mondo" ci vorrebbe far
credere e vorrebbe far credere agli ignari lettori che in
cima ai pensieri dei giovani incredibilmente vi sarebbe la
richiesta di avere maggiore spazio nei consigli degli
ordini piuttosto che lottare contro vessazioni reali e
cogenti come l'aggiornamento professionale obbligatorio ed
a pagamento voluto dal CNF, le difficoltà
nell'avvio-accesso della professione etcSi aggiunga che
ogni nostro tentativo,anche pregresso, di cercare di fare
emergere questi problemi ,specie il problema gravissimo
della formazione obbligatoria ed a pagamento voluto dal
CNF e dall'Avvocatura Cassazionista, è stato sempre
obnubilato da questa rubrica settimanale, uno dei pochi
organi di stampa se non l'unico, che non ha ritenuto utile
occuparsi dei problemi reali dei Giovani per i quali l' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" si sta impegnando in solitudine.Uno dei
giornalisti che cura questa rubrica "Professioni" e che ha
scritto l'articolo è lo stesso Dott. Franco Stefanoni che
così su un suo ultimo libro ha ritenuto di etichettare in
pratica la stragrande parte degli avvocati fuori dalla
cerchia di quelli che lui legittimamente ritiene "gli
avvocati del potere":Nella breve presentazione all'interno
della copertina di questo libro si dice: "
Gli avvocati del potere sono un'elite, una sottile striscia
professionale.Niente a che fare con la stragande
maggioranza dell'universo legale"Nell'introduzione dello stesso libro il Dott. Stefanoni insiste:"Una
sottile striscia professionale,lontana dal resto della
categoria.In Italia gli avvocati del potere, che stanno dentro al potere, che
lo affiancano, lo proteggono, sono pochi pochissimi.Tutti
gli altri colleghi, nel 2007 una massa di
170.000 persone non
sempre
con un lavoro di
alto profilo, li guardano dal binocolo".Noi invece riteniamo che il lavoro di un avvocato (ma anche quello di
un qualunque lavoratore) sia sempre di alto profilo.E'
forse questo un tentativo di qualche giornalista di
deprezzare non solo i Giovani ma quasi un'intera categoria
di avvocati (che non sono una "massa di persone",
ma una categoria);per inciso a noi risulta, ma possiamo
sbagliarci, che secondo gli ultimi dati censis (2006) a
disposizione gli avvocati siano ufficialmente
solo
158.000.Nessun Collega guarda "dal binocolo" altri
Colleghi.E' davvero offensivo che lo si scriva e lo si
dica.Perchè anche noi si potrebbe dire che forse qualche
giornalista "guarda dal binocolo" altri Giornalisti.Ma non
ci è mai venuto in mente di dirlo.E' evidente che questa
impostazione venga inevitabilmente "riprodotta" dal Signor
Giornalista Dott. Stefanoni anche nella Rubrica
"Professioni" de "Il Mondo" perchè davvero distante dai
problemi dei Giovani Professionisti.Ci spiace per
quest'eccezione perchè confermiamo con forza che invece la
RCS è stata sempre ( e continua ad essere) attenta ai
nostri problemi.Abbiamo chiesto formalmente un nostro
intervento sul settimanale "Il Mondo" al Direttore Dott.
Enrico Romagna - Manoja ,soprattutto al fine di rilevare i
veri problemi dei giovani (vedi aggiornamento
professionale obbligatorio ed a pagamento,avvio-accesso
alla professione), ma evidentemente non ci è stato
accordato.Eccone qui di seguito una parte sostanziale:
lì
21.05.2007
Alla Cortese Attenzione Gent.mo Sig. Direttore
“Il Mondo” Dott. ENRICO ROMAGNA - MANOJA
Nell’articolo "
La carica degli under 40" a pg 118 , all’interno della
rubrica “Professioni” de "Il Mondo" n. 20, si è trattato
di una confederazione di gruppi "giovanili" di
professionisti in cui però vi è anche chi ha quasi decenni
di anzianità professionale (sic!), chi ha superato da
tempo i 40 anni - ma soprattutto sono stati intervistati
incredibilmente - come asseritamente contrapposti sotto il
profilo generazionale - due avvocati che sono iscritti
entrambi al medesimo albo professionale dei cassazionisti
(sic!) ovvero certo non quello dei Giovani, ma quello dei
decani (per cui ci vogliono almeno dodici anni di
anzianità professionale). Per converso della nota
confederazione delle associazioni di professionisti
giovani (di cui fanno parte oltre l' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" anche il "Movimento Nazionale Liberi
Farmacisti” etc) - e la cui conferenza stampa di
presentazione è stata ripresa persino in un servizio del
TG1 del 12.10.2006 - incredibilmente nessuna notizia nel
Vostro articolo.Le vere richieste dei giovani
professionisti (non certo quelle di cui all'articolo come
avere più eletti nei cdo locali e nazionali) sono quelle
concrete relative all'opposizione alla formazione
professionale anticoncorrenziale che si vuole imporre
obbligatoria ed a pagamento,alla liberalizzazione della
professione, all'aiuto sostanziale nei primi anni
dell'attività professionale etc. [......................]
Con
Osservanza
Avv. Gaetano Romano
Presidente “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani”
Vi invitiamo a
rappresentare,qualora lo riteniate opportuno, con il
sottoscritto messaggio email, il Vostro dissenso
all'indirizzo E-mail
ilmondo@rcs.it
Oggetto:Dissenso
per rubrica "Professioni" curata dal Giornalista Dott.
Franco Stefanoni
Vi rappresento
il mio dissenso per l'impostazione della rubrica
"Professioni" curata dal Giornalista Dott. Franco
Stefanoni ed in particolare per "il profilo" che dei
Giovani professionisti è stato dato nell'articolo "La
carica degli under 40" de "Il Mondo" n. 20
Distinti Saluti
.......................
Clamorosa gaffe
dell'inserto interno ad "Italia Oggi" (Direttore Dott.
Bechis Franco) intitolato "La legge e la Giustizia" curato
dalla Dott.ssa Morelli Claudia
Infatti oggi giovedì 21 Giugno 2007 è uscito un articolo
,assolutamente non al passo con la cronaca ,come ci
ha fatto notare per email qualche lettore che ancora
legge questo quotidiano.
Nell'articolo
sotto si parlava di un incontro di una parte
dell'Avvocatura (CNF,Ordini ed alcune associazioni) sulla
formazione che sarebbe dovuto avvenire ,secondo la
giornalista Dott.ssa Pittelli Teresa, oggi
21.06.2007 ;l'incontro invece è avvenuto ieri e di
ciò infatti oggi resoconta fedelemente il Sole 24 ore con
l'articolo dal titolo "Avvocati, la formazione trova un
compromesso" che avete letto sopra.
L'articolo sotto
quindi è completamente fuori dalla cronaca e narra di
contrasti ed eventi superati dalla cronaca (e
dall'incontro) di ieri, non di oggi.
Un errore
clamoroso per un quotidiano nazionale.
-------------------------------------------------------------
Formazione in
crisi da Italia Oggi di Teresa Pittelli
21/6/2007
Avvocatura
divisa dalle nuove regole sulla formazione continua. Le
associazioni forensi hanno firmato nei giorni scorsi un
documento unitario nel quale contestano duramente il
regolamento approvato lo scorso marzo dal Consiglio
nazionale forense, che dovrebbe entrare in vigore tra
dieci giorni. La disciplina varata dal Cnf rende
obbligatoria la formazione permanente per i legali, che
dovranno accumulare un certo numero di crediti ogni anno,
sulla falsariga del sistema universitario, per non
incorrere nelle sanzioni disciplinari previste in caso di
inadempimento. I crediti si acquisteranno con la frequenza
di una serie di corsi e percorsi formativi elencati nel
regolamento, che possono essere organizzati tanto dalle
istituzioni forensi quanto da soggetti privati. Ed è
questo uno dei punti dolenti del documento di protesta
delle associazioni forensi (firmato da Aiaf, Agi, Anf,
Camere penali, Camere civili e Avvocati tributaristi):
essere state relegate a un ruolo marginale
nell'effettuazione delle attività formative, quando ´viene
riconosciuta la possibilità di svolgere direttamente
funzioni formative a realtà estranee al mondo forense, con
pari dignità rispetto alle associazioni forensi, e con il
rischio di favorire fenomeni economicamente speculativi, a
scapito della serietà e della qualità della formazione',
si lamenta nel documento.Un'altra critica che le
associazioni muovono al regolamento del Cnf è l'aver
costretto la formazione entro gli angusti limiti di una
programmazione annuale molto rigida, senza distinguerla
dal mero aggiornamento, che ´dovendo rispondere a esigenze
immediate di novità legislative e giurisprudenziali, deve
dare risposte in tempi brevi e non è suscettibile di
essere programmato anzitempo'. Non piacciono, poi, i
criteri di attribuzione dei crediti formativi individuati
nel regolamento, che le associazioni ritengono
insufficienti a garantire omogeneità nella valutazione e
uniformità nella formazione dei professionisti. Altro
tasto dolente, infine, la specializzazione, che secondo le
associazioni il Cnf lascia al circuito universitario senza
preoccuparsi di vincolarla all'ambito forense, cosa che
poi aprirebbe il varco alla ´spendita di settori di
attività prevalente' slegati da una qualsiasi garanzia di
effettiva competenza specialistica. A parte i rilievi di
merito, però, la maggiore contestazione che le
associazioni muovono al Cnf è nel metodo, e cioè
nell'inadeguato contraddittorio con le associazioni nella
genesi del testo. L'organismo guidato da Guido Alpa in
realtà ha convocato oggi un incontro con le
associazioni e gli ordini, in vista dell'entrata in vigore
del regolamento.
Ma la
convocazione appare tardiva ai rappresentanti della base
degli avvocati.
Che accusano, infatti, il Cnf di essere rimasto sempre in
silenzio con riguardo alle loro osservazioni svolte a più
riprese in vari documenti, e di non aver mai mandato un
proprio rappresentante in tutte le più importanti
manifestazioni indette per discutere i temi della
formazione e della specializzazione. Nel documento le
associazioni chiedono al Cnf di rinviare di qualche tempo
l'entrata in vigore del regolamento in modo da modificarne
i punti più controversi. E in attesa che il Cnf prenda una
posizione ufficiale, non escludono proteste più incisive
in caso di mancate risposte. (riproduzione riservata)
Teresa Pittelli
Il grande inganno da Mondo Professionisti
http://www.mondoprofessionisti.eu/
di Andrea Zavagli (Avvocato in Firenze)
Con il trattato di Lisbona del 1994 la Comunità Europea ha
individuato nella “conoscenza” il volano della propria
economia. Lo sviluppo della concorrenza e della qualità
nella gestione del know how intellettuale, dunque, venne
indicato come il primo traguardo da perseguire nella sfida
economica agli altri continenti. La prima conseguenza
della ricerca di tale qualità è stata l’individuazione
della “formazione” quale mezzo di crescita intellettuale,
ritenendo che il continuo approfondimento ed aggiornamento
della conoscenza fosse in grado di fornire al “prodotto
intellettuale” quello sviluppo necessario a vincere la
“scommessa” di Lisbona. Se tale equazione può trovare una
qualche condivisione per i settori scientifici ed
industriali, molto meno può ritenersi corretta per i
settori culturali – normativi. La natura stessa della
“conoscenza” poggia sull’approfondimento e
sull’aggiornamento sì che appare quanto meno “tautologico”
sottolineare la necessità di tali basi per non solo una
“crescita” intellettuale, ma pur anche per la sola
conservazione della conoscenza che, per propria natura,
vive del proprio continuo ampliamento. Come sempre in
Italia, a differenza del resto dell’Europa, si è venuta a
verificare una esasperazione dei concetti sì da rendere il
così detto aggiornamento e la formazione cavalli di
battaglia irrefrenabili. Gli Ordini hanno visto nella
gestione della formazione dei propri iscritti la base di
radicamento della propria funzione (funzione messa
pesantemente in discussione dall’altro caposaldo definito
dall’Europa, la libera concorrenza); le Università - che
non appaiono in grado di sfornare, al termine del proprio
ciclo di studi, professionisti preparati al mondo del
lavoro – hanno visto nell’offerta didattica fornita agli
Ordini la fonte di finanziamento sostitutiva della
riduzione degli stanziamenti statali; le società
commerciali, che nella formazione hanno visto l’apertura
di un rilevantissimo mercato di utenti. Tutto ciò senza
che, ovviamente, alcuna reale utilità ne derivasse per
l’utente finale, il consumatore. L’enorme platea dei
professionisti chiamati all’aggiornamento, infatti, non
consente che la “formazione” possa risultare omogenea ed
effettivamente utile, così come la semplice partecipazione
ad alcune ore di un corso o di una conferenza – non
potendo sostituire l’effettività di uno studio
approfondito delle varie materie – non potrà mai produrre
l’effettiva generalizzata miglior preparazione del
professionista. Gli interessi in ballo, però, sono
talmente importanti (sia a livello economico che di
radicamento di “potere”) che nessuno svolge una analisi
critica effettiva, rimanendo tutti corresponsabili del
“grande inganno”. Le esperienze già svolte dalle
professioni giuridico/economiche (commercialisti,
ragionieri, notai) confermano non solo la velletarietà del
progetto della “formazione obbligatoria” - in conseguenza,
tra l’altro, della impossibilità di svolgere un effettivo
vaglio della partecipazione alle iniziative dei soggetti e
della oggettiva validità della qualità delle diverse
proposte formative – ma ciò non ha impedito che il
Consiglio Nazionale Forense, senza minimamente interrogare
gli avvocati, si sia arrogato il diritto di imporre, con
un proprio regolamento giuridicamente discutibile, la
formazione permanente obbligatoria anche per gli avvocati,
una categoria chiamata dalla stessa connotazione della
propria attività professionale, al costante aggiornamento.
Va rilevato, prima di tutto, che l’Italia è la nazione che
presenta – all’interno della Comunità Europea – la maggior
produzione normativa annuale, sì che appare davvero
difficile poter immaginare un avvocato italiano che non si
aggiorni sulle novità normative che, quasi
quotidianamente, vengono sfornate nelle diverse forme di
Leggi, Decreti Legislativi, Leggi Regionali, Regolamenti
Ministeriali e quant’altro. Proprio tale continua
produzione normativa sta, da anni, costringendo gli
avvocati a disegnarsi settori che, se non possono essere
definiti di specializzazione per mancanza di specifica
disciplina, certamente definiscono con certezza la propria
attività prevalente . In pratica sta scomparendo la figura
dell’avvocato “a tutto campo” a favore di avvocati che
svolgono la propria attività prevalente in settori
specifici della materia giuridica (civile, penale,
amministrativo etc.) e, all’interno di tali materie, in
altrettanto chiaramente circoscritti argomenti (lavoro,
famiglia, commerciale/fallimentare, previdenza etc.). È
sotto gli occhi di tutti, dunque, l’inutilità di addossare
l’obbligo di acquisizione di crediti formativi a circa
180.000 avvocati (salvo le esenzioni previste per i soliti
noti) con un mercato della formazione che, impossibilitato
a subire un qualsiasi effettivo controllo, non potrà mai
far conseguire all’utente il proprio scopo principale:
potersi rivolgere ad un qualificato professionista. Tale
percorso, che appare davvero “scellerato” appare,
oltretutto, contrario anche agli indirizzi che l’Antirust
cerca di dare, in ossequio ai principi europei, alle
libere professioni: libera concorrenza e selezione operata
dal mercato. Anziché consentire, dunque, a chi vuole
proporsi al mercato come effettivamente “esperto” della
materia nella quale svolge la propria attività prevalente
(avendo clientela esclusivamente in quel settore,
investendo nell’aggiornamento cartaceo ed informatico in
quello specifico settore, frequentando master e corsi
specialistici nella materia prevalentemente trattata) di
poterlo fare con propria autoresponsabilità (l’Autorità
Garante per la Pubblicità Ingannevole risultando l’organo
predisposto a valutare la legittimità di tale
dichiarazione del professionista), gli Ordini nostrali
hanno progettato una inutile macchina che viene a porre,
da un lato, un ulteriore paletto costituito da una vera e
propria nuova “condizione all’esercizio della professione”
(viste le sanzioni previste per i non “osservanti” delle
norma regolamentari) e, dall’altra, a vanificare il vaglio
del mercato e l’effettività della auspicata concorrenza
andando a “omogeneizzare” gli accreditamenti. Chiunque
avrà seguito quel determinato “corso” sarà un bravo
avvocato, indipendentemente da qualsiasi altra valutazione
e dalla effettività della partecipazione a quel corso. Il
solo certificato di “presenza” ad un corso, valutato ed
accreditato dall’Ordine o dalle sue estensioni (le
Fondazioni per la Formazione che ormai si stanno
costituendo in Italia a tutti i livelli), avrà più valore
dell’attività giurisdizionale comunque svolta o della
personale formazione svolta nel proprio studio. Non v’é
chi non veda in tale progetto formativo obbligatorio e
permanente un nuovo “Grande Inganno” ancora una volta a
scapito di quell’utente finale il consumatore che solo
voleva capire meglio da quale professionista rivolgersi
per risolvere il proprio specifico problema. In ossequio
all’Europa, dunque, in Italia saremo presto “Todos
caballeros”, anche senza saper effettivamente montare a
cavallo.
Qui di seguito tutti i 4 codici con le ultimissime modifiche
http://www.altalex.com/index.php?idnot=33723
http://www.altalex.com/index.php?idnot=34794
http://www.altalex.com/index.php?idnot=36653
http://www.altalex.com/index.php?idnot=2011
Per la querelle
sulle rassegne di giurisprudenza Giuffrè non ammesse agli
esami forensi andare su
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/praticanti_contro_Giuffre.html
A Bolzano la
percentuale di ammessi agli orali nel 2007 è scesa al 19%
dal 45% dello scorso anno
Ritardano ancora incredibilmente le uscite dei risultati
degli esami di avvocati.
I vertici nazionali dell'Avvocatura dimostrano quasi di non sapere
gestire una semplice sessione di esami di avvocati.Invero
un ritardo così è inaccettabile.
Ricordiamo anche che chi farà parte delle commissioni per l'esame di
avvocato - scelte se non sbagliamo dal CNF - secondo il
regolamento licenziato a gennaio sarà incredibilmente
agevolato per quanto riguarda la formazione obbligatoria.Si
attendono a breve i risultati di Bari,Venezia e Salerno.Per
le grosse Corti d'Appello è assai difficile che i
risultati escano prima della fine dell'estate.Ammessi
ufficiali agli orali per il distretto di Bari
http://www.ordineavvocatilucera.it/PDF/ESAMI%202006%20AMMESSI%20AGLI%20ORALI.pdf
Ritardano ancora incredibilmente le uscite dei risultati degli esami
di avvocati.
Come vi avevamo anticipato nella scorsa newsletter usciti i risultati
di Venezia proprio il 4 Giugno
http://www.ordineavvocativenezia.com/start.htm
Attorno al 55%,60% i promossi agli orali
Perugia (35% di ammessi agli orali)
www.ordineavvocati.perugia.it/Documenti/News_Home/ammessi_prova_orale_esami_avvocato.pdf
Potenza
(25%)
Trento (35%)
A Genova (30% di
ammessi all'orale)
A Campobasso
(20%)
Usciti anche a Torino
torino
http://www.ordineavvocatitorino.it/visualizzazioni/vedi_dettagli.php?areanumber=23&idmessaggio=397
Usciti i risultati di Milano
http://www.ordineavvocatimilano.it/html/pdf/candidati%20ammessi.pdf
A Catanzaro la percentuale è stata del 66%
A Palermo 445 ammessi all'orale
A Reggio Calabria all'orale ammesso il 40%.
A Caltanissetta
al'orale ammesso circa il 48%
A Cagliari il 70%
A Messina il 75%
http://www.giustiziamessina.it/public/news/allegati/ammessi2006.xls
A Trieste 50%
I risultati di Brescia qui
http://www.ordineavvocatibrescia.it/index.php?id=250&category=1
I Risultati di Salerno qui
www.ordineforense.salerno.it
Sono stati pubblicati gli esiti degli esami della Corte
d'Appello di Lecce sul sito dell'Ordine degli Avvocati di
Taranto
www.oravta.it
Ai non ammessi agli orali, consigliamo di non fare alcun
ricorso avverso le bocciature (anche per non spendere
danaro inutile)
Anche se qualche TAR ha talvolta accolto le rimostranze
dei candidati bocciati, il Consiglio di Stato le ha poi
sempre cassate.
Per quanto riguarda le domande gli esami forensi orali
in ordine ai profili deontologici mutati alla Legge
Bersani, Vi notiziamo che l'Antitrust ha pubblicamente
dichiarato che il codice deontologico forense necessita
di ulteriori modifiche per adeguarlo perfettamente alle
liberalizzazioni di Bersani in tema di tariffe, patto di
quota lite e pubblicità.Notiziateci anche su eventuali
"problemi" o possibili abusi che potrete riscontrare in
sede di esami orali da parte delle Commissioni.
Per le prove orali:
Consigliamo: Nozioni
di ordinamento e deontologia forense delle Edizioni
Simone.Di basso costo, è il tradizionale storico manuale
per prepararsi per le domande alle prove
orali di deontologia ed ordinamento forense.
Ottimi manuali, di
basso costo ma completi.
Sconsigliamo:il "Corso
di deontologia forense" , Edizione 2007 per l'esame di
avvocato" di Cedam.
Sentiamo di sconsigliarne l'acquisito non solo
per una questione di prezzo.Ci saremmo infatti aspettati
almeno un testo dal taglio "giovanile" sulla
deontologia, ovvero un testo "dai giovani per i giovani".Invece
a noi appare sicuramente non il migliore tra i testi per
chi si prepara per l'esame di avvocato.
Sconsigliamo
tutti i testi della Collana CEDAM Alpa-Iudica che,per
noi, hanno la stessa impostazione non soddisfacente del
corso di deontologia.
Hai un avvocato d'ufficio? Pena
certa
Denuncia dell'Unione delle camere penali: a chi non ha
soldi viene assegnato un difensore disinteressato
perché sa che dal suo assistito non riceverà una lira.
Fra l'inizio dell'indagine e il processo passano 2
anni e mezzo
Davide Varì
«Vostro onore, mi rimetto alla clemenza di questa
Illustrissima Corte». E' questa, a quanto pare, la
frase retorica più diffusa nelle aule di giustizia
italiane. Non in tutte le aule beninteso, ma solo in
quelle dove l'imputato è «inabbiente», un morto di
fame tanto per intenderci. Il
suddetto inabbiente, che si scontra con la
giustizia del belpaese, finisce
infatti nelle mani dello
svogliato avvocato d'ufficio di turno - spesso
un giovanissimo ed inesperto
apprendista - che nulla fa se non appellarsi alla
clemenza della Corte. Il tutto nella convinzione, anzi
nella certezza, che dal povero malcapitato l'avvocato
non rimedierà neanche una lira.
Fantasie? No, pura e dura realtà, certificata e
denunciata ieri dall'Unione delle camere penali
italiane, dagli avvocati che passano la propria
esistenza tra le aule dei tribunali. Una denuncia che
non lascia spazio a dubbi: «La difesa d'ufficio non
funziona come dovrebbe, a tutto svantaggio
dell'indagato-imputato che vede conculcato il suo
inviolabile diritto alla difesa». Insomma, da questa
analisi impietosa emerge che spesso la difesa del
povero cristo, sempre lui, non è garantita. La causa
principale è la qualità del difensore d'ufficio che
appare «disinteressato al processo tanto da non
seguirlo laddove non vi siano prospettive immediate di
retribuzione» oppure, attento, troppo attento a non
urtare la suscettibilità di un giudice «la cui
esclusiva preoccupazione si concentra sulla
produttività e sulla rapida definizione del processo»
invece di pensare alla celebrazione del giusto
processo.
Del resto, nell'elenco dei difensori d'ufficio si
trova di tutto: spesso, troppo spesso il
professionista che non ha mai messo piede in un'aula
di giustizia e che sta li in attesa di «compensi in
tempi ragionevolmente brevi».
Insomma, nel rapporto delle camere penali emerge un
sostanziale fallimento del sistema d'ufficio. Un
fallimento, è il caso di dire, senza appello.
Accanto a tutto questo, come se non bastasse, la
denuncia, l'ennesima, sulla durata dei processi in
Italia. Il problema dei problemi, il tema dei temi.
Del resto i numeri parlano chiaro: nei 1632 casi presi
in esame si è scoperto che passano almeno 2 anni e
mezzo, spesso tre, dall'inizio dell'indagine
all'approdo in Aula. Questo solo se consideriamo la
fase di avvio. A questi tempi vanno aggiunti altri due
anni dal giorno della sentenza. Una sentenza tutt'altro
che definitiva se consideriamo che nel 70 per cento
dei casi si arriva ad un rinvio ad altra udienza.
Poi i costi, in un clima da caccia alle streghe per
gli sprechi della politica, vengono del tutto ignorati
quelli relativi al sistema giudiziario. Un numero su
tutti: 267 milioni di euro spesi per le
intercettazioni. Si risparmia invece su fotocopiatrici
, toner e carta e informatizzazione, insomma, si
risparmia sull'abc.
Ma come si arriva a questi dati devastanti? Di certo
devastanti per la tanto invocata "ragionevole durata
del processo". Eccesso di garantismo che imbriglia la
giustizia, oppure stato catastrofico
dell'amministrazione? Gian Maria Fara, presidente
dell'Eurispes che si è occupato della ricerca, non ha
dubbi: «Il processo penale è paralizzato dalla
catastrofica condizione della struttura
amministrativa», dunque le garanzie processuali, è
bene ribadirlo definitivamente, non svolgono nessuna
influenza sui tempi di svolgimento del processo.
Nulla di tutto questo, le ragioni di questi ritardi
sono molto più banali: omessa o fallita citazione del
testimone - magari per un indirizzo o un numero civico
sbagliato - mancanza dei testimoni citati, assenza del
giudice, assenza dell'interprete o del trascrittore,
mancanza di un'aula disponibile e così via. Insomma,
un quadro drammatico cui si chiede di intervenire con
urgenza.
Un quadro su cui grava, inoltre, la mancata decisione
di approvare l'indulto senza amnistia. Se l'amnistia
cancella infatti reato e pena, l'indulto solo la pena.
Risultato: migliaia di processi continuano ad essere
celebrati, ingolfando le aule, nonostante vi sia la
consapevolezza e la certezza che gli imputati
beneficeranno dell'indulto. Una schizofrenia che
Marcello Maddalena, procuratore di Torino, ha
pragmaticamente risolto invitando i suoi sostituti ad
accantonare i processi destinati a non avere un futuro
per via dell'indulto. Insomma, un'amnistia fatta in
casa vista l'imbarazzante assenza della politica. Di
una parte della politica.
Di seguito la nostra lettera
che era stata inviata allo stesso quotidiano per la
pubblicazione
Abbiamo letto l'interessantissimo articolo del Dott.
Davide Vari intitolato "Hai un avvocato d'ufficio?
Pena certa" a pagina 8 di "Liberazione" del
28.06.2007.Come Giovani Avvocati apprezziamo
sicuramente l'intendimento di denunciare il fatto che
talvolta l'istituto del difensore d'ufficio non sia
assolto con sufficiente scrupolo e zelo.Non
condividiamo tuttavia la quasi identificazione di tale
figura di difensore d'ufficio con l' avvocato oltre
che giovane anche inesperto, come se questa
"combinazione" fosse sempre valida.E' bene che
si sappia che di solito il difensore d'ufficio è quasi
sempre giovane (ma non inesperto), perchè grandissima
parte degli Avvocati Cassazionisti (per cui ci
vogliono almeno 12 anni di iscrizione all'albo) non si
iscrive agli elenchi per i difensori d'ufficio
considerando questo tipo di difesa poco remunerativa e
quindi una perdita di tempo.La rituale visione per cui
l'Unione Camere Penali Italiane sarebbe il baluardo
per la difesa dei cittadini, spesso poveri, viene
miseramente a cadere se si pensa che nell'Avvocatura
solo i Giovani Avvocati ,e quindi l' "Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali
Italiani", hanno supportato la Legge Bersani e
quindi l'abolizione del vincolo delle tariffe minime
che è sicuramente un modo concreto per venire incontro
ai cittadini indigenti che potranno così pagare
parcelle meno salate.Ci chiediamo come mai l'Unione
Camere Penali Italiane non ha pensato poi di
supportare, come invece ha fatto meritoriamente l' "A.N.P.A.-GIOVANI
LEGALI ITALIANI", sempre la Legge Bersani quando si è
trattato anche di patto di quota lite, ovvero della
possibilità per l'avvocato di essere pagato dal
cliente solo a risultato raggiunto.Non è questo il
modo per garantire l'accesso alla Giustizia anche ai
non abbienti? Ci chiediamo come mai l'U.C.P.I.
continui a difendere quelli che, a nostro parere, sono
quasi autentici carrozzoni burocratici,conservatori e
corporativi rappresentati dagli Ordini Professionali
che sono assai onerosi per la collettività e servono
solo ad aumentare i costi per il consumatore e
l'utente dei servizi professionali.Se qualche
difensore d'ufficio è svogliato o inesperto è
sicuramente colpa, non dei Giovani Avvocati, ma degli
Avvocati Cassazionisti che non si iscrivono alle liste
dei difensore d'ufficio pensando piuttosto a percepire
le più sicure e corpose parcelle degli
imputati facoltosi.E' bene infine ricordare che,se non
erriamo, i corsi per i difensori d'ufficio vengono
svolti nella maggior parte dei casi sotto la gestione
proprio dell'Unione Camere Penali Italiane, pertanto
il mea culpa per l'eventuale impreparazione di taluni
difensori d'ufficio è da addebitarsi esclusivamente a
chi questi corsi organizza.Ci conforta il fatto che
l'Unione Camere Penali Italiane rappresenti, a voler
tener fede agli iscritti dichiarati, solo 8.500
avvocati, quindi una infinitesima parte dei circa
160.000 avvocati.In ultimo è quanto meno non
condivisibile l'(incredibile) attacco ai giudici che
"si concentrano sulla rapida definizione del processo"
(sic!) ,mentre è giusta la lamentela circa l'
"eccessiva durata dei processi".Ricordiamo tuttavia
che dal 3 Luglio i penalisti che aderiscono all'U.C.P.I.
sciopereranno ancora una volta contro il DDL Mastella
sul'ordinamento giudiziario.Ci chiediamo se non
sarebbe stato più opportuno, proprio per cercare
di non allungare ancora di più i processi e per
dimostrare che si predica bene e si razzola
altrettanto bene, che l'U.C.P.I. avesse deciso di
porre fine all'immagine, che i cittadini si sono
fatti, dell'avvocatura come di uno "scioperificio".
Giorno 8
Giugno 2007 si è svolto un Convegno organizzato dall'
"A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" di Potenza su
"Trasparenza e correttezza in tema di anatocismo,
usura, gestione finanziaria e swap�
Troverete il resoconto qui
E' stata
finalmente formalizzata l'elezione dei nuovi
componenti del CNF a mezzo Bollettino del Ministero (pg
11).
Sono stati proclamati gli eletti ma l'Avvocato
Cassiani, Presidente dell'Ordine di Roma,eletto anche
come Consigliere Nazionale Forense, ha abdicato per
l'Avv. Antonio Belloni di Rieti come si desume dal
bollettino.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Di seguito alcuni link in relazione
all'incredibile vicenda di Giuditta Russo, che per
anni ha svolto la professione di avvocato senza
essere nemmeno laureata, vincendo incredibilmente
un' infinità di cause.
--------------------------------------------
14
Giugno 2007 - La Corte Costituzionale dichiara
illegittimo l'art. 2 della legge in favore dell'Onaosi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara
l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, lettera
e), della legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti
pel Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari
italiani in Perugia - ONAOSI), quale sostituito
dall'art. 52, comma 23 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato � legge finanziaria
del 2003), nella parte in cui prevede che la misura
del contributo obbligatorio di tutti i sanitari
iscritti agli ordini professionali italiani è
stabilita dal consiglio di amministrazione della
Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari
Italiani (ONAOSI), con regolamenti soggetti ad
approvazione dei ministeri vigilanti, ai sensi
dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita
dall'art. 1, comma 32 della legge 24 dicembre 1993, n.
537, in materia di trasformazione in persone
giuridiche private di enti gestori di forme
obbligatorie di previdenza e assistenza).
Così deciso in Roma,
nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della
Consulta, il 5 giugno 2007.
Camera di Consiglio del
4 giugno 2007 - Deposito del 14 giugno 2007
COMMENTO: questa è una nostra vittoria e senza falsa
modestia ce ne appropriamo il merito. Il merito
condiviso con tutti coloro che hanno lottato per una
imposizione ingiusta e anticostituzionale, con tutti
coloro hanno creduto nell'affermazione del diritto e
hanno avanzato ricorso contro le cartelle esattoriali.
Una vittoria ancora non completa perché ottenuta su
uno degli aspetti della legge in oggetto e non
nell'interezza del provvedimento. Grazie a chi ha
creduto nella nostra azione, quando nessuna voce si
alzava, se non tardiva, a contestare il provvedimento,
unica voce, la nostra, tra tutte le professioni
coinvolte. Grazie agli avvocati che hanno creduto
nella causa e all'
Associazione Nazionale Avvocati ed Praticanti, Giovani
Legali Italiani che per prima pose a
disposizione la collaborazione dei propri iscritti,
grazie all'impegno del dr. Pellegrino, grazie ai
10.000 sanitari italiani che firmarono la petizione
promossa dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti in
soli 30 giorni. Grazie alla Giustizia Italiana!
--------------------------------------------
ORDINANZA N. 312
ANNO 2007
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
-Franco BILE Presidente
- Giovanni Maria FLICK Giudice
- Francesco AMIRANTE "
- Ugo DE SIERVO "
- Paolo MADDALENA "
- Alfio FINOCCHIARO "
- Alfonso QUARANTA "
- Franco GALLO "
- Luigi MAZZELLA "
- Gaetano SILVESTRI "
- Sabino CASSESE "
- Maria Rita SAULLE "
- Giuseppe TESAURO "
- Paolo Maria NAPOLITANO "
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
nel giudizio di legittimità
costituzionale dell'art. 4, comma 2-bis, del
decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni
urgenti per assicurare la funzionalità di settori
della pubblica amministrazione), aggiunto dalla
relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168,
promosso, con ordinanza del 28 luglio 2006, dal
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
Siciliana sull'appello proposto dal Ministero della
Giustizia ed altra contro Enrico Nicolò Buscemi,
iscritta al n. 3 del registro ordinanze del 2007 e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
n. 7, prima serie speciale, dell'anno 2007.Visto
l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
udito nella camera di consiglio del 4 luglio
2007 il Giudice relatore Sabino Cassese.
Ritenuto che, con l'ordinanza in epigrafe, il
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
Siciliana ha sollevato, in riferimento agli articoli
3, 24, 25, 111 e 113 della Costituzione, questione di
legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2-bis,
del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni
urgenti per assicurare la funzionalità di settori
della pubblica amministrazione), aggiunto dalla
relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168;
che, in base alla norma censurata, «Conseguono
ad ogni effetto l'abilitazione professionale o il
titolo per il quale concorrono i candidati, in
possesso dei titoli per partecipare al concorso, che
abbiano superato le prove d'esame scritte ed orali
previste dal bando, anche se l'ammissione alle
medesime o la ripetizione della valutazione da parte
della commissione sia stata operata a seguito di
provvedimenti giurisdizionali o di autotutela»;
che la questione è stata sollevata nel corso
del giudizio d'appello promosso dal Ministero della
giustizia e dalla Commissione per gli esami di
avvocato presso la Corte d'appello di Catania avverso
la sentenza del Tribunale amministrativo regionale
della Sicilia-Sezione di Catania 23 luglio 2004, che
ha dichiarato improcedibile, per intervenuta
cessazione della materia del contendere, il ricorso di
Enrico Nicolò Buscemi, volto ad ottenere
l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento
di non ammissione alla prova orale degli esami di
avvocato nella sessione dell'anno 2002;
che l'efficacia di tale provvedimento era
stata, in precedenza, sospesa con ordinanza del
Tribunale amministrativo regionale della Calabria 16
luglio 2003, cui avevano fatto seguito la
rivalutazione delle prove scritte ad opera della
Commissione esaminatrice e l'ammissione alla prova
orale, poi sostenuta con esito positivo;
che, successivamente all'ordinanza del TAR
Calabria 16 luglio 2003, l'Avvocatura dello Stato
aveva proposto regolamento di competenza e che, su
accordo delle parti, gli atti del giudizio erano stati
trasmessi al Tribunale amministrativo regionale della
Sicilia-Sezione di Catania;
che il Consiglio di Stato, con ordinanza 18
novembre 2003, aveva accolto l'appello, proposto dal
Ministero della giustizia e dalla Commissione
esaminatrice, contro l'ordinanza cautelare del TAR
Calabria 16 luglio 2003, «con conseguente caducazione
di tutti gli atti» adottati dalla Commissione in
seguito ad essa;
che il Consiglio di giustizia
amministrativa, escluso che l'ammissione alla prova
orale e il suo superamento abbiano determinato � come
invece ritenuto dalla menzionata sentenza del TAR
Sicilia-Sezione di Catania � la cessazione della
materia del contendere, ha, tuttavia, rilevato una
causa di improcedibilità nella circostanza che,
durante il giudizio, è entrato in vigore il menzionato
art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge n. 115 del
2005, il quale impone al collegio � secondo il
remittente � di prendere atto che il candidato,
ammesso alle prove orali � poi superate positivamente
� dopo la rivalutazione delle prove scritte seguita
all'ordinanza cautelare del TAR Calabria, ha ormai
conseguito «ad ogni effetto» l'abilitazione
professionale; donde l'impedimento ad emettere una
pronuncia nel merito dell'appello, in quanto l'effetto
provvisorio del provvedimento cautelare si sarebbe
definitivamente consolidato, derivandone � appunto �
l'improcedibilità dell'appello per cessazione della
materia del contendere;che, pertanto, secondo il
giudice remittente, la questione sollevata sarebbe
rilevante ai fini della pronuncia sul merito della
controversia;
che, secondo il giudice remittente, sarebbero
violati:
l'art. 3 Cost., poiché la norma, non
rispettando i principi del giusto processo (per i
quali � fra l'altro � le parti hanno il diritto di
agire e di difendersi in ogni stato e grado del
giudizio, il giudice deve giudicare nel
contraddittorio delle parti e il processo deve
comprendere le impugnazioni), viola l'interesse
dell'amministrazione che ha indetto il concorso o la
sessione d'esame a far sì che la misura cautelare
conservi il suo carattere strumentale rispetto alla
decisione di merito, mentre la norma censurata rende
avulsa la misura cautelare dal giudizio di merito;
inoltre, la norma, consolidando gli effetti prodotti
dall'ordinanza cautelare favorevole all'interessato,
si pone in contrasto con il dovere
dell'amministrazione di tutelare la par condicio degli
esaminandi;
gli artt. 24 e 111 Cost., che garantiscono il
diritto al contraddittorio e la sua effettività, anche
nelle situazioni in cui si tratta di contemperare
questa garanzia con le esigenze di celerità del
processo; il che può avvenire solo attraverso lo
schema del processo complessivamente considerato
(quindi, comprensivo della fase cautelare e della fase
di merito), laddove la norma denunciata introduce un
modello di processo nel quale viene attribuita
efficacia di giudicato all'esito di un giudizio che
non è neppure a cognizione piena; al riguardo, non a
caso la Corte costituzionale (sentenza n. 427 del
1999) � nel dichiarare infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 2 e 3,
del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67 (Disposizioni
urgenti per favorire l'occupazione), convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135,
nella parte in cui dispone che il giudice
amministrativo può decidere immediatamente la
controversia, ancorché sia stato chiamato a
pronunciarsi su di una domanda cautelare � ha ritenuto
che la finalità di accelerare lo svolgimento dei
processi amministrativi non pregiudica il rispetto di
precise regole (quali l'integrità del contraddittorio,
la completezza delle prove, gli adempimenti
processuali per la tutela del diritto di difesa di
tutte le parti), che postulano un'effettiva e completa
tutela giurisdizionale; il tutto, ferma restando l'appellabilità
della decisione;
l'art. 25 Cost., in quanto la rivalutazione
delle prove scritte è avvenuta per effetto di una
decisione cautelare emessa da un giudice (il TAR
Calabria) che le stesse parti hanno riconosciuto
incompetente;
gli artt. 24, 111 e 113 Cost., in quanto la
decisione cautelare favorevole al candidato diviene
sostanzialmente inimpugnabile una volta che egli abbia
superato le prove concorsuali scritte e orali, con ciò
verificandosi, da un lato, che un'ordinanza di
sospensiva produce effetti definitivi e irreversibili
e, dall'altro lato, che la parte interessata perde la
possibilità di ottenere il riesame della decisione
cautelare, ogni qualvolta la rivalutazione con esito
positivo delle prove scritte si concluda � com'è nella
normalità dei casi � prima della decisione
sull'appello avverso l'ordinanza cautelare (e,
ovviamente, prima della celebrazione del giudizio di
merito, talché viene meno anche la possibilità del
ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., il quale non
è ammesso contro decisioni a carattere strumentale e
interinale);
gli artt. 111 e 113 Cost. sulla garanzia del
doppio grado di giurisdizione, anche in violazione dei
principi comunitari relativi alla qualità e
all'efficacia della tutela giurisdizionale
nell'ordinamento comunitario (viene richiamata la
sentenza della Corte di giustizia CE, 17 dicembre
1998, n. 185, nella causa C-185/95P);
che si è costituito, rappresentato e difeso
dall'Avvocatura generale dello Stato, il Ministro
della giustizia, il quale ha contestato tutte le
censure di illegittimità costituzionale formulate
nell'ordinanza di rimessione, chiedendo che la Corte
ne dichiari l'infondatezza.
Considerato che la questione di legittimità
costituzionale sollevata dal Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione Siciliana si incentra
sull'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno
2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la
funzionalità di settori della pubblica
amministrazione), aggiunto dalla relativa legge di
conversione 17 agosto 2005, n. 168, nella parte in cui
prevede che un provvedimento giurisdizionale, anche di
natura cautelare, dal quale derivi l'obbligo per
l'amministrazione di rivalutare le prove scritte
sostenute da un candidato ad esami di Stato per
l'abilitazione professionale, sia sufficiente a
rendere irreversibile l'esito finale dell'esame (e,
quindi, il conseguimento dell'abilitazione
professionale), una volta che il candidato abbia
positivamente superato le prove orali; con ciò
impedendo ogni ulteriore accertamento giudiziale sul
merito della pretesa fatta valere dal candidato in
sede cautelare e, perciò, attribuendo al provvedimento
cautelare il valore di un accertamento definitivo
circa l'esito della prova scritta sostenuta
dall'interessato;
che la questione è insorta nel corso del
giudizio d'appello avverso una sentenza che ha
dichiarato improcedibile, per intervenuta cessazione
della materia del contendere, il ricorso di un
candidato agli esami di avvocato nella sessione
dell'anno 2002, volto ad ottenere l'annullamento,
previa sospensione, del provvedimento di non
ammissione alla prova orale degli esami stessi;
che la questione è stata sollevata sul
presupposto che, in esito agli atti compiuti dalla
Commissione esaminatrice a seguito dell'ordinanza
cautelare del TAR Calabria 16 luglio 2003, il
candidato abbia senz'altro superato la prova orale
degli esami e che la disposizione censurata abbia
reso, ormai, irreversibile l'esito positivo della
prova;
che la questione è manifestamente
inammissibile;
che, infatti, il giudice remittente non ha
considerato che l'ordinanza del Consiglio di Stato 18
novembre 2003, nel respingere � in accoglimento
dell'appello avverso la menzionata ordinanza del TAR
Calabria 16 luglio 2003 � la domanda cautelare
dell'interessato e nel dichiarare la «conseguente
caducazione di tutti gli atti» adottati in esecuzione
di detta ordinanza del TAR Calabria, ha fatto venir
meno gli effetti prodotti da tali atti e, cioè, il
superamento delle prove scritte, l'ammissione del
candidato alla prova orale e il superamento di questa;
che lo stesso giudice remittente ha escluso
che gli atti compiuti dalla Commissione esaminatrice
siano andati oltre la necessaria conformazione
all'ordinanza cautelare del TAR Calabria, talché le
operazioni della Commissione � dalla rinnovata
valutazione, con esito positivo, delle prove scritte
alla valutazione positiva della prova orale � non
hanno acquisito «autonoma valenza sostanziale» e non
possono considerarsi «come un quid pluris rispetto
alla doverosa esecuzione» del provvedimento cautelare;
che, pertanto, la situazione che si prospetta
al giudice a quo è quella, precedente all'ordinanza
cautelare del TAR Calabria 16 luglio 2003, nella quale
il candidato è stato escluso, dopo la valutazione
delle prove scritte, dall'ammissione alla prova orale;
che, in presenza di tale situazione, il
giudice remittente non è chiamato ad applicare la
disposizione censurata, atteso che la caducazione
dell'ordinanza del TAR Calabria 16 luglio 2003, nonché
degli atti ad essa conseguenti e dei loro effetti, ha
cancellato i presupposti (la rivalutazione delle prove
scritte effettuata dalla Commissione d'esame, la
successiva ammissione del candidato alla prova orale e
il superamento di questa) per l'applicazione della
disposizione censurata.
Per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la manifesta inammissibilità della
questione di legittimità costituzionale dell'art. 4,
comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115
(Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità
di settori della pubblica amministrazione), aggiunto
dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n.
168, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 25,
111 e 113 Cost., dal Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione Siciliana con
l'ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte
costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio
2007.
F.to:
Franco BILE, Presidente
Sabino CASSESE, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA
-------------------------------------------
--------------------------------------------
Come associazione dei giovani avvocati
italiani abbiamo inviato un telegramma di cordoglio
Articolo
dal titolo "Morto il presidente Riccardo Scocozza"
del20/7/2007 da Il Sole 24 Ore
CASSA
FORENSE
È
improvvisamente scomparso, mercoledì sera, il
neopresidente della Cassa forense, Riccardo Scocozza.
Salernitano, 78 anni, cassazionista e decano dell�avvocatura
salernitana, Scocozza era succeduto, 15 marzo scorso,
all�ex presidente Maurizio de Tilla, dopo essere già
stato alla guida dell�Ente di previdenza, per un breve
periodo, nel 1993. Questa mattina, dalle ore 10, sarà
allestita una camera ardente presso il Palazzo di
Giustizia di Salerno. I funerali si svolgeranno, a
partire dalle ore 16, nella Chiesa di S. Francesco,
nello stesso capoluogo campano.
--------------------------------------------
Convenzione per
gli iscritti dell' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI"
con il Teatro Sociale di Como As.Li.Co.
www.teatrosocialecomo.it .Sconto
del 20% sull�acquisto dei singoli biglietti per la
nuova stagione 2007-2008.Lo
sconto sarà effettuato per le manifestazioni promosse
dal Teatro Sociale As.Li.Co.
Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie Speciale
-Concorsi
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
CONCORSO (scad. 12 novembre 2007)
Bando di esame per l'abilitazione all'esercizio della
professione di avvocato - sessione 2007 (G.U. n. 58
del 24-7-2007)
Visti il regio decreto-legge 27 novembre 1933,
n. 1578, convertito, con modificazioni, nella legge 22
gennaio 1934, n. 36, relativo all'ordinamento delle
professioni di avvocato; il regio decreto 22 gennaio
1934, n. 37, contenente le norme integrative e di
attuazione del predetto; la legge 23 marzo 1940, n.
254, recante modificazioni all'ordinamento forense; il
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
13 settembre 1946, n. 261, contenente norme sulle
tasse da corrispondersi all'Erario per la
partecipazione agli esami forensi, come da ultimo
modificata dal decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 21 dicembre 1990, art. 2 - lettera b);
l'art. 2 della legge 24 luglio 1985, n. 406; la legge
27 giugno 1988, n. 242; la legge 20 aprile 1989, n.
142; il decreto del Presidente della Repubblica 10
aprile 1990, n. 101; la legge 24 febbraio 1997, n. 27,
relativa alla soppressione dell'albo dei procuratori
legali e a norme in materia di esercizio della
professione forense; il decreto-legge 21 maggio 2003,
n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 18
luglio 2003, n. 180, recante modifiche urgenti alla
disciplina degli esami di abilitazione alla
professione forense;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15
luglio 1988, n. 574, contenente le norme di attuazione
dello statuto speciale per la regione Trentino Alto
Adige in materia di uso della lingua tedesca e della
lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la
pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari
e successive modificazioni, nonche' l'art. 25 decreto
legislativo 9 settembre 1997, n. 354, che istituisce
la sezione distaccata in Bolzano della Corte di
Appello di Trento;
Ritenuta l'opportunita' di indire una sessione di
esami di Avvocato presso le sedi delle Corti di
appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari,
Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro,
Firenze, Genova, L'Aquila, Lecce, Messina, Milano,
Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria,
Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e
presso la Sezione distaccata di Bolzano della Corte di
appello di Trento per l'anno 2007;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
Decreta:
Art. 1.
E' indetta per l'anno 2007 una sessione di
esami per l'iscrizione negli albi degli Avvocati
presso le sedi di Corti di appello di Ancona, Bari,
Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso,
Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L'Aquila, Lecce,
Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza,
Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento,
Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata in
Bolzano della Corte di appello di Trento.
Art. 2.1. L'esame ha carattere teorico-pratico
ed e' scritto ed orale.
2. Le prove scritte sono tre. Esse vengono svolte sui
temi formulati dal Ministero della giustizia ed hanno
per oggetto:
a) la redazione di un parere motivato, da scegliersi
tra due questioni in materia regolata dal codice
civile;
b) la redazione di un parere motivato, da scegliersi
tra due questioni in materia regolata dal codice
penale;
c) la redazione di un atto giudiziario che postuli
conoscenze di diritto sostanziale e di diritto
processuale, su un quesito proposto, in materia scelta
dal candidato tra il diritto privato, il diritto
penale ed il diritto amministrativo.
3. Le prove orali consistono:
a) nella discussione, dopo una succinta illustrazione
delle prove scritte, di brevi questioni relative a
cinque materie, di cui almeno una di diritto
processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra
le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile,
diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto
penale, diritto amministrativo, diritto tributario,
diritto processuale civile, diritto processuale
penale, diritto internazionale privato, diritto
ecclesiastico e diritto comunitario;
b) nella dimostrazione di conoscenza dell'ordinamento
forense e dei diritti e doveri dell'avvocato.
Art. 3.
Le prove scritte presso le sedi indicate
nell'art. 1 si terranno alle ore nove antimeridiane
nei giorni seguenti;
11 dicembre 2007: parere motivato su questione in
materia civile;
12 dicembre 2007: parere motivato su questione in
materia penale;
13 dicembre 2007: atto giudiziario su quesito
proposto, in materia di diritto privato, di diritto
penale e di diritto amministrativo.
Art. 4.1. La domanda di ammissione agli esami
di cui all'art. 1, redatta su carta da bollo, dovra'
essere presentata, entro il 12 novembre 2007, alla
Corte di appello competente.
2. Si considerano prodotte in tempo utile le domande
spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento
entro il termine di cui al precedente comma. A tal
fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale
accettante.
3. Nelle domande dovranno essere indicate le cinque
materie scelte tra quelle indicate nel precedente art.
2, n. 3, lettera a).
4. Le domande stesse dovranno essere corredate dai
seguenti documenti soggetti all'imposta di bollo (Euro
14.62):
a) diploma originale di laurea in giurisprudenza o
copia autentica dello stesso ovvero documento
sostitutivo rilasciato dalla competente autorita'
scolastica attestante l'avvenuto conseguimento della
laurea;
b) certificato di compimento della pratica prescritta,
ai sensi del combinato disposto dell'art. 10 del regio
decreto 22 gennaio 1934, n. 37 e degli articoli 9 del
decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile
1990, n. 101, come sostituito dall'art. 1 legge 18
luglio 2003, n. 180 e 11 del decreto del Presidente
della Repubblica 10 aprile 1990, n. 101.
Dovra' essere altresi' allegata la ricevuta della
tassa di euro 12,91 per l'ammissione agli esami
versata direttamente ad un concessionario della
riscossione o ad una Banca o ad una agenzia postale,
utilizzando il Modulario F/23, indicando per tributo,
la voce 729/T. Allo scopo si precisa che per "Codice
Ufficio" si intende quello dell'Ufficio delle entrate
relativo al domicilio fiscale del candidato.
5. I candidati potranno avvalersi del diritto di cui
all'art. 46 decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445 (autocertificazione)
limitatamente alla certificazione del conseguimento
della laurea in giurisprudenza.
6. I candidati hanno facolta' di produrre dopo la
scadenza del termine stabilito per la presentazione
delle domande, ma non oltre i venti giorni (21
novembre 2007) precedenti a quello fissato per
l'inizio delle prove scritte, il certificato di cui al
n. 4 lettera b) del presente articolo.
Il termine perentorio di cui sopra sara' da
considerarsi osservato solo se il certificato
perverra' (e non sara' meramente spedito) alle Corti
di appello entro il termine stesso. Cio' al fine di
consentire alle commissioni il rispetto del termine
previsto dall'art. 17 regio decreto 22 gennaio 1934,
n. 37.
7. Coloro che si trovano nelle condizioni previste
nell'art. 18, comma secondo, del regio decreto-legge
27 novembre 1933, n. 1578, debbono presentare, in
luogo del documento di cui al n. 4 lettera b)
del presente articolo un certificato
dell'Amministrazione presso la quale hanno prestato
servizio, che comprovi il requisito prescritto.
8. Per coloro che abbiano ricoperto la carica di vice
pretori onorari, per i vice procuratori onorari e per
i giudici onorari di tribunale, nel certificato
saranno indicate le sentenze pronunciate, le
istruttorie e gli altri affari trattati.
Art. 5.
I cittadini della provincia di Bolzano hanno
facolta' di usare la lingua tedesca nelle prove
dell'esame per l'iscrizione negli albi degli Avvocati
che si terranno presso la Sezione distaccata in
Bolzano della Corte di appello di Trento.
Art. 6.
1. Ciascun commissario dispone di dieci punti
di merito per ogni prova scritta e per ogni materia
della prova orale e dichiara quanti punti intende
assegnare al candidato.
2. Sono ammessi alla prova orale i candidati che
abbiano conseguito, nelle tre prove scritte, un
punteggio complessivo di almeno 90 punti e con un
punteggio non inferiore a 30 punti per almeno due
prove.
3. Sono considerati idonei i candidati che ricevono un
punteggio complessivo per le prove orali non inferiore
a 180 punti ed un punteggio non inferiore a 30 punti
per almeno cinque prove
Art. 7.
1. I candidati portatori di handicap debbono
indicare nella domanda l'ausilio necessario in
relazione all'handicap, nonche' l'eventuale necessita'
di tempi aggiuntivi.
2. Per i predetti candidati la commissione provvede ai
sensi dell'art. 20 della legge 5 febbraio 1992, n.
104.
Art. 8.
Con successivo decreto ministeriale saranno
nominate la commissione e le sottocommissioni
esaminatrici di cui all'art. 1-bis della legge 18
luglio 2003, n. 180.
Roma, 13 luglio 2007
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Scotti
Anche per gli
iscritti alla newsletter dell" Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati - Giovani Legali
Italiani� c'è la possibilità di avere per 30
giorni gratis ,ogni giorno, sulla propria email il
quotidiano "L'Indipendente".
Oltre ai quotidiani che acquistate in edicola,
potrete avere un altro noto quotidiano
gratis per 30 gg sulla Vostra
Email.
Ricordiamo che "L'Indipendente" cura una
rubrica chiamata "Prof & Dott." in cui ci si occupa di
libere professioni,corporazioni e lobbies.
Il direttore dell' "Indipendente" è il giornalista
Dott. Antonio Galdo che collabora anche con
"Panorama", "Economy", noto anche per i Suoi volumi su
Ordini Professionali, Lobbies e Corporazioni (es il
libro "Guai a chi li tocca. L'Italia in ostaggio delle
corporazioni: dai medici ai ferrovieri, dai gondolieri
ai magistrati")
L'ultimo suo libro è �Fabbriche. Storie, personaggi e
luoghi di una passione italiana� edito da Gli struzzi
Einaudi che verrà presentato a Sesto San Giovanni il
17.04.2007 ore 21.00 presso la Sala del Consiglio
Comunale.
Per avere per
30 giorni gratis ,ogni giorno, sulla propria email
gratis il quotidiano "L'Indipendente" potete
registrarvi in modo assolutamente gratis su:
http://www.indipendenteonline.it/registrazione_online/registrazione.html
Il peso del file con il quotidiano allegato è
assai basso ( va da un minimino di 200k fino a un
massimo di 800k nel caso particolare del giornale
culturale della domenica che presenta spesso degli
inserti). Si tiene però sempre sotto il mezzo mega di
dimensione a parte, appunto, rare eccezioni.Quindi un
allegato di modeste dimensioni.
Dopo questi 30 gg gratuiti ,aventi finalità
promozionale del quotidiano, potrete dare una
valutazione del servizio gratuito avuto.
Qualora riteneste il quotidiano interessante potrete,
se vorrete, sottoscrivere un abbonamento.
Professione
avvocato
A chi piace la ricetta polacca?
Sono anni, ormai, che in Italia ciclicamente sentiamo
qualcuno lamentarsi della degenarazione che ha colpito
il mondo forense. L'attività legale ridotta a
mercimonio. I servizi venduti come patate. I costi
arrivati alle stelle. Cittadini e imprese impotenti di
fronte agli avvocati succhia soldi. E chi sarebbero i
principali responsabili di questo degrado? Il coro,
solitamente, è quasi unanime: i supermercati del
diritto, le law firm battenti bandiera inglese o
americana.
Lungi da noi tediarvi sull'annosa questione anche in
questo articolo, ma c'è un fatto di cronaca che ha
attirato la nostra attenzione e ci sembra una
interessante "provocazione".
In Polonia, dove il dibattito sulla professione ha
toni più o meno simili a quelli registrati nella
Penisola, il governo ha deciso di risolvere il
problema introducendo un tetto alle tariffe orarie
applicabili dagli studi legali. Non più di 70 euro
ogni sessanta minuti di lavoro. Un'abominio per le law
firm ma anche per molti studi locali.
Le proteste contro la possibile introduzione di un
limite massimo alle fee orarie è arrivata da studi
come Clifford Chance, Allen & Overy, Lovell's, Gide
Loyrette Nouel, Gleiss Lutz e White & Case. Ma anche
da realtà come Wardynski & Partners, ovvero
indipendenti polacchi che operano nel mercato
d'affari.
La cifra è stata calcolata in base a un curioso
stratagemma: quei 70 euro rappresenterebbero il 30% di
uno stipendio medio polacco. L'effetto di questa
proposta di legge è stato immediato. Molte law firm si
sono attivate per protestare fino a minacciare di
levare le tende. Gli inglesi hanno fatto intervenire
il loro ambasciatore e presto potrebbero fare
altrattanto anche gli americani.
In Italia mai nessuno ha pensato a una soluzione tanto
drastica. Nemmeno gli apologeti dei minimi tariffari
demoliti da Bersani. Eppure questa sì che sarebbe una
misura piuttosto efficace per favorire l'accesso alla
tutela giudiziaria dei cittadini. Ma si sa, da queste
parti tutti hanno ben chiara la distinzione tra la
deontologia e il denaro. Vero?
18/07/2007
Dal programma di Mario Adinolfi
candidato alle primarie del Partito Democratico:
"Vogliamo zero vincoli all'ingresso nelle
libere professioni, che devono essere libere
appunto, dopo l'ottenimento dei titoli di studio per
esercitarle"
|