NEWS: I PRATICANTI AVVOCATI SI SCAGLIANO CONTRO LA CASA EDITRICE GIUFFRE': "LE RASSEGNE DI GIURISPRUDENZA DA NOI ACQUISTATE INUTILIZZABILI AGLI ESAMI FORENSI" ; LA POSIZIONE DELL "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" SUL DL BERSANI CITATA SU UN ORGANO DI INFORMAZIONE SPAGNOLO;LA PRESIDENTESSA DI ROMA PRESENTE ALLA "REUNION LAUREATI LUISS"
 
 
 
 
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Una delle innumerevoli mails contro la casa editrice Giuffrè che continuano a sommergere  le caselle email dell'associazione.,Ne abbiamo ricevute tantissime molto "appassionate" sull'argomento che abbiamo dovuto "edulcorare" in qualche parte
 

Gentile Redazione,
le cose a Torino sono andate nel seguente modo.
Io, come migliaia di altri praticanti, ho acquistato in libreria le rassegne di giurisprudenza giuffrè sia civile che penale
(attenzione! RASSEGNE GIUFFRE'e non CODICI COMMENTATI GIUFFRE' che sono stati tranquillamente ammessi), con su entrambe attaccato un grosso bollino arancione (molto vistoso) con su scritto "ammesso all'esame di stato per avvocato".
il solo e unico motivo per cui ho acquistato quei testi era la possibilità (assicuratami dal bollino) di poterli portare all'esame, [................] . Mi spiego meglio, se avessi saputo di non poter portarmi le rassegne, non le avrei mai acquistate, [................]
Inoltre le dette rassegne contenevano una evidanziazione dei contrasti di giurisprudenza   [................] al pari di altre rassegne tipo quella della "tribuna" arancione e nera che invece è stata ammessa senza problemi.
in più, e scandalosamente, alcune sentenze delle Sezioni Unite recentissime della Cassazione civile c'erano solo sulle rassegne [................]Ma veniamo ora alla fase post - esame.
Sgonfiato lo scadalo dei primi giorni (confermo il servizio su "Striscia la notizia"),  giuffrè sul proprio sito emanava un comunicato di scuse in cui si minaccavano azioni da parte della casa editrice [................] in quanto, secondo loro, nella stesura delle rassegne erano stati pienamente rispettati i criteri di legge imposti per i testi ammessi all'esame.
Mi recavo pertanto presso la libreria di acquisto delle rassegne, dove mi si diceva che sarei stata rimborsata di lì a breve, e di ripassare dopo qualche tempo in quanto giuffrè si stava organizzando in merito.
Ripassavo dopo un pò, e la libreria tratteneva le rassegne dicendomi che le avrebbe portate a giuffrè per l'apposizione di un timbro, dopo di che mi sarebbero state restituite insieme al rimborso (non si capiva ancora in che forma) del prezzo.
Recatami quindi per la terza volta nel negozio in questione, mi vedevo restituire le rassegne unitamente a due buoni di valore pari al prezzo delle rassegne, spendibili non presso quella stessa libreria, ma presso un centro giuffrè ben preciso in un'altra zona della città, con validità limitata al 30/03/2007!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
giudicate voi........io aderisco a qualsiasi azione
[......................]

COMUNICAZIONE IMPORTANTE per i  Praticanti Avvocati:
Abbiamo ricevuto moltissime mail dai praticanti avvocati che hanno svolto gli scritti forensi a Dicembre e che sintentizziamo in alcuni punti:
- grandissima delusione,rabbia e rammarico per l' impossibilità, in sede di ultimo esame forense, ad utilizzare le rassegne di giurisprudenza della "Casa Editrice Giuffrè" (sui quali con un bollino arancione invece la Casa Editrice "Giuffrè" assicurava :“ammesso alle prove scritte dell’esame di avvocato”)
Tutto ciò sarebbe avvenuto senza che la Giuffrè abbia prima fatto verificare dal Ministero di Giustizia se i testi fossero realmente ammissibili in sede d’esame (anche se ciò ovviamente non è obbligatorio)
Le altre case editrici  non solo  -a differenza della Giuffrè - non hanno apposto alcun bollino , ma hanno visto quasi ovunque regolarmente autorizzati i loro prodotti editoriali in sede d'esame.

Ciò che è chiaro a tutti è che migliaia di candidati hanno comperato dei testi Giuffrè inutilizzabili in sede d’esame e che ,a differenza di altri Colleghi che avevano comperato altri testi di giurisprudenza (regolarmente ammessi) di altre Case Editrici, sono stati svantaggiati.

E' molto grave che una Casa Editrice metta sul mercato dei testi , assicurando la possibilità che possano essere utilizzati in sede d’esame, e poi si scopre che questi testi risultano inammissibili in quella medesima sede.Attendiamo quindi che la Casa Editrice Giuffrè citi a giudizio le Commissioni e/o il Ministero di Giustizia al fine di avvalorare l'asserita giustezza del proprio comportamento.

A fronte delle incredibili pressioni dei Colleghi, il Direttore Generale della Casa Editrice  Dott. Antonio Giuffrè, intervistato durante il servizio di “Striscia la Notizia” del 16.12.2006, assicurava che almeno il costo delle Rassegne sarebbe stato rimborsato

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2006/12/16/video_4560.shtml?adsl 

Ad esempio però qualche agenzia locale (es. Pordenone,Torino) ,da quello che ci hanno scritto i Colleghi, invece sembra avere versato solo un buono di valore equipollente, che certo non è rimborsare il danaro.

Ma quello che è più importante è che es la stessa agenzia di Pordenone, secondo quello che ci è stato scritto, avrebbe dichiarato essere questa la linea scelta dalla Casa Editrice a livello nazionale.

Ne desumiamo che la Casa Editrice promette in TV una cosa ed invece sembra aver dato delle direttive opposte.

Il comportamento della Casa Editrice Giuffrè a noi appare poco rispettoso di una gran parte dell' utenza (sia quello antecedente di apporre dei bollini senza almeno (anche se solo a titolo di sicurezza) avere prima fatto verificare dal Ministero di Giustizia se i testi fossero realmente ammissibili in sede d’esame - sia quello successivo di promettere un qualcosa e poi a quanto pare non mantenerlo).

Abbiamo complessivamente rilevato la volontà dei Colleghi di prediligere altre Case editrici e mai più la Giuffrè , nei futuri acquisti di ogni tipo di testo durante la loro attività professionale.

 

Già moltissimi colleghi si sono già attivati inviando un lettera raccomandata a/r a " Dott. A. Giuffre' Editore SpA - Via Busto Arsizio, 40 , 20151 Milano (MI)"  con la richiesta di risarcimento per possibili diverse motivazioni (danni derivanti da cd "perdita di chance" (risarcibile in misura ancora maggiore specie nel caso di non auspicabile bocciatura), pubblicità ingannevole, promessa di fatto del terzo).

Cercheremo di supportare a livello nazionale le azioni legali dei Colleghi attraverso azioni collettive.

Intanto ovviamente, se ritenete opportuno, è essenziale la richiesta di risarcimento danni alla Giuffrè in via stragiudiziale per lettera a/r.

 

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NOTICIAS DEL MUNDO - EUROPA
 
Italia.- Los abogados italianos comienzan hoy una huelga de
doce días contra la liberalización anunciada por el
Gobierno
 
ROMA, 10 (de la corresponsal de EUROPA PRESS C. Giles)
 
Los abogados italianos comenzaron hoy una huelga de doce
días contra el decreto del Gobierno de Romano Prodi que
anunció la liberalización en este sector, permitiendo la
abolición de las tarifas mínimas.La huelga anunciada
hace unos días por el Consejo Nacional de Abogados ante lo
que denunció como "una violación de los derechos y de
las prerrogativas" de la profesión, será la más larga
realizada por la categoría y se prevén importantes
retrasos y suspensiones en los procesos.Los abogados
protestan contra el decreto anunciado por el Gobierno y en
el que se prevé la liberalización en varios sectores,
entre ellos el de los taxis, las farmacias y los abogados.
Según el decreto se eliminan las tarifas mínimas de los
abogados, lo que permitirá según el Gobierno descender
el precio de la defensa y mejorar los servicios.Mientras,
los taxistas y la asociación de propietarios de farmacias
están tratando en estos días con el Gobierno aunque el
ministro de Desarrollo Económico, Pierluigi Bersani, haya
anunciado que se seguirá adelante con esta ley y que hasta
el momento "en las reuniones realizadas no han surgido
motivos para realizar modificaciones radicales en el
decreto".La reunión con los abogados podrá llegar
durante la semana, cuandoexponentes de la categoría
expondrán a la Comisión de Justicia en el Senado los
motivos de su protesta.
 
Aunque entre los abogados, no todos se muestran de acuerdo y los jóvenes abogados reunidos en la Asociación Nacional
de Abogados Practicantes (ANPA) aprueban la reforma del Gobierno y no están participando a la protesta.
 
Traduzione:
 
All'interno della categoria forense, non tutti sono d'accordo e i Giovani Avvocati riuniti nell' Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati (ANPA) condividono la riforma del Governo e non hanno intenzione di partecipare alla protesta.

Riceviamo e pubblichiamo dalla Redazione di Diritto e Giustizia
 
Cari collaboratori,la società Editrice del quotidiano on line Diritto e Giustizia e del supplemento settimanale cartaceo D&G mi ha comunicato, ieri 4 dicembre 2006, che a far data dal 1° gennaio 2007 le pubblicazioni del settimanale D&G saranno sospese.
Proseguiranno invece le pubblicazioni dell'utilissimo quotidiano on line Diritto e Giustizia, che in tanti avete avuto modo di apprezzare.Secondo quanto comunicato dalla società editrice, il quotidiano on line potrà ospitare anche una nuova sezione dedicata agli approfondimenti e ai commenti, fino ad oggi contenuti nel settimanale cartaceo D&G.
La decisione, funzionale - secondo quanto riferito dall'Editore - ad un risanamento economico della società editrice, non mi vede concorde e, pertanto, ho annunciato le mie dimissioni dalla carica di direttore responsabile pur restando a disposizione dell'Editore per i prossimi tre mesi ove egli possa gradire la disponibilità.Pertanto, da questo momento, tutti gli articoli, gli interventi, i commenti che sono stati già chiesti da questo direttore e dalla redazione, e destinati ai primi numeri di D&G del 2007, saranno - se gli autori ci comunicheranno la propria disponibilità - destinati alla pubblicazione sul quotidiano on line. E tutto il materiale che ci è stato e ci verrà proposto sarà, parimenti, se ritenuto d'interesse, pubblicato sul quotidiano on line all'indirizzo www.dirittoegiustia.it .Pur non condividendo, personalmente, la scelta dell'Editore, inutile che ricordi - qui - quanta utilità e quale diffusione e apprezzamento abbia il quotidiano on line Diritto e Giustizia.
Sono dispiaciuto di dover rinunciare ad un incarico prestigioso e, soprattutto, di grande stimolo intellettuale e culturale e - non ultimo - di grande importanza per l'evoluzione del diritto e, dunque, della democrazia. Tuttavia la responsabilità della direzione comporta scelte coerenti.
 
E per tradizione, personale, professionale e familiare, le scelte coerenti sono per questo direttore un dogma.Ringrazio quanti mi sono stati di prezioso aiuto, con collaborazioni e critiche costruttive, quanti hanno manifestato lusinghiero apprezzamento per il lavoro fin qui svolto, quanti hanno dimostrato che il diritto - e la giustizia - non sono solo occasioni per fare politica, come sembra da qualche tempo, ma anche e in primo luogo scudi di civiltà e garanzie per l'Uomo.
 
Gli abbonati alla rivista che avessero in corso un contratto che comprende in tutto o in parte il 2007, oltre che all'agente Giuffrè di zona possono naturalmente rivolgersi alla direzione editoriale di Diritto e Giustizia all'indirizzo matteo.bianchi@giuffre.it e alla segreteria di redazione segreteria@dirittoegiustiia.it.

Un caro saluto e all'occasione di reincontrarci, magari per sbaglio, sulle strade del diritto.

Roberto Ormanni


Da "Plus" allegato del sabato del "Sole 24Ore"  del 17.02.2007 pg 12
alcuni pezzi dall'articolo dal titolo "Cinque in gara con l'incognita giovani"

 

"A metà marzo arriva il nuovo Presidente della Cassa Forense, Maurizio de Tilla, dopo tre mandati ,non può più candidarsi.A eleggerlo saranno gli 80 componenti del Comitato Delegati.............. Secondo indiscrezioni sono cinque i pretendenti alla poltrona.Vincenzo La Russa......Altri candidati sono Vittorio Mormando, nel cda di Cassa Forense, così' come Marcello Colloca attuale VicePresidente.....Anche Ignazio Li Gotti, presente nel Consiglio della Cassa, sarebbe in corsa per la presidenza.Infine nella rosa vi sarebbe pure un ex Presidente:il salernitano Riccardo Scocozza,numero uno della Cassa dal gennaio al settembre del 1993".
 
Nel proseguo dell'articolo citata anche la nostra associazione: "......su chi convoglieranno questi consensi ancora non si sa:ma potrebbe essere favorito colui che metterà un tetto all'aumento di contributi e proporrà una riforma previdenziale che non penalizzerà troppo i giovani legali."

Negli  scorsi mesi settimane siamo stati contattati dalla redazione di una famosa trasmissione del sabato sera della TV nazionale per rappresentare l'intera categoria degli Avvocati.
Pur non potendo partecipare siamo lieti del rilievo e del grado di notorietà che la nostra associazione ha assunto a livello di pubblica opinione fino ad identificarci con l'intera classe forense.

L' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" fa i complimenti al Prof. Avv. Ichino sempre vicino alla Giovane Avvocatura.
 
www.corriere.it
Corriere della Sera del 21/2/2007
titolo: Sciopero avvocati: Ichino ha ragione 
Stop alla causa per diffamazione di un legale piemontese. L’ordine di Modena rinuncia
 
Il pm di Milano: critiche legittime alla categoria
 
Nessuna diffamazione ma «rigoroso diritto di critica». Finisce così, con la richiesta di archiviazione, la controversia giudiziaria avviata lo scorso luglio da alcuni avvocati nei confronti di Pietro Ichino. A scatenare la contesa, con l’accusa di diffamazione nei confronti della categoria forense, era stato un articolo dello stesso Ichino, pubblicato sul Corriere del 12 luglio, sullo sciopero messo in atto dagli avvocati in risposta al decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Sarà stato l’incipit dell’articolo («uno sciopero che non produce perdite per chi lo pratica, ma fa danno soltanto a soggetti terzi e al corso della giustizia») o forse il passaggio in cui Ichino paragonava la protesta, per le sue singolari modalità, «a uno sciopero della fame che viene sospeso alle ore dei pasti», sta di fatto che l’Ordine degli avvocati di Modena e un avvocato di Domodossola, Enrico Albert, si sentirono colpiti nella dignità e decisero di sporgere querela nei confronti deli’editorialista e del direttore del Corriere della Sera. Ma se l’intento era quello di difendere l’onorabilità della categoria, l’effetto raggiunto è stato esattamente l’opposto. Le motivazioni con cui i pm Luca Poniz e Maria Stella Cogliandolo, entrambi della Procura di Milano, ne hanno chiesto l’archiviazione, rafforzano addirittura alcuni concetti espressi nell’articolo finito sotto accusa. In particolare, rileva Poniz, la verità della denuncia pubblicata sul Corriere è ampiamente verificabile nella prassi quotidiana. E testualmente scrive: «L’articolo di Pietro Ichino non riveste gll elementi oggettivi e soggettivi della diffamazione: la critica a taluni comportamenti degli avvocati dall’autore riscontrati è netta ma assolutamente contenuta nei limiti rigorosi del diritto di critica». Non solo. Il pm aggiunge anche che «alcune astuzie e comportamenti almeno disinvolti da parte di alcuni avvocati», denunciati da Ichino, sono «ampiamente verificabili nelle quotidiane prassi». Fino ad arrivare alla conclusione che l’articolo-denuncia «non ha alcun intento diffamatorio, ma appare funzionale a un ragionamento più complessivo, sulle regole e i protagonisti della loro attuazione». Eloquente la considerazione di Ichino sull’esito della controversia. «A questo punto - ha commentato il giuslavorista - vediamo se ci sarà qualche consiglio dell’Ordine degli avvocati che riterrà di querelare il pm Poniz». Gabriele Dossena
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http://www.basilicatapress.com/news.asp?ID=2328
 
Giocare d'anticipo per vincere le sfide del futuro
 
“Giocare d’anticipo per vincere le sfide del futuro”. È questo il titolo del convegno organizzato dall’Anpa (Associazione nazionale praticanti ed avvocati)-Giovani Legali Italiani in programma a Potenza il 2 marzo, alle 16.30, presso la Sala convegni dell’Istituto Principe di Piemonte.
L’iniziativa, patrocinata dal Parlamento europeo, intende rappresentare l’occasione per un approfondimento sulle importanti tematiche legate al Programma quadro 2007-2013, con il quale l’Unione europea rilancerà la competitività delle piccole e medie imprese, promuovendo l’occupazione ed interventi finalizzati ad una prosperità economica e sociale di lungo periodo.
Interverranno l’avvocato Giampaolo Brienza (presidente regionale Anpa-Giovani Legali Italiani), Ivan Forte (assistente presso il Parlamento europeo), Francesco Fioretti (Gruppo T.E.R.N.I. Research Spa). Ospiti d’onore l’europarlamentare Aldo Patriciello (membro della Commissione ITRE) ed il Professor Alfonso Villani (Università degli studi del Molise).
Sono previsti anche gli interventi di Vincenzo Telesca (presidente Anpa-Giovani Legali Italiani Potenza), Fernando Barbaro (presidente E.F.A.B.), Piergiulio Petrone (presidente A.P.I. Potenza) e Antonio Sonnessa (presidente provinciale Confagricoltura). “La nostra attività convegnistica – dice l’avvocato Giampaolo Brienza, presidente dell’Anpa-Giovani Legali Italiani Basilicata – è rivolta ai giovani legali e al mondo produttivo regionale. Intendiamo creare momenti di studio e riflessione sulle tante opportunità che l’Unione europea mette a disposizione dell’impresa e delle professioni
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Vi notiziamo dell'uscita del libro del Dott. Antonio Galdo, Direttore de "L'Indipendente", dal titolo “Fabbriche. Storie, personaggi e luoghi di una passione italiana” edito da Gli struzzi Einaudi.
Il Dott Galdo ha trattato parecchie volte ,anche su altri volumi, la materia degli Ordini Professionali, delle Lobbies e delle Corporazioni.
Ricordiamo tra gli altri libri,  "Guai a chi li tocca. L'Italia in ostaggio delle corporazioni: dai medici ai ferrovieri, dai gondolieri ai magistrati" edito da Mondadori

L'"A.N.P.A.-Giovani legali Italiani" ha accettato di patrocinare il Master seguente
 
1. MASTER DI SPECIALIZZAZIONE IN INTERNATIONAL BUSINESS LAW
 
 
Sede:    ISPRO - Via Cicerone, 60 – Roma
                                    
                                     COME ARRIVARE:
                                     - Metro linea A - fermata Lepanto 
                                     - Linea autobus n.913 o n. 70 fermata CICERONE/PLINIO
 
Giorni e Orari:   Venerdì dalle 15.00 alle 19.00 (4 h)
    Sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 (7 h)
Data di inizio:  Venerdì 16 febbraio 2007
Settimane:    10 – weekend alternati
Modalità:    110 ore in aula
80 FAD (moduli di aggiornamento generale)
8 ore (4 Seminari di Specializzazione da 2 ore ciascuno)
Periodo Ore di stage:  3 mesi (c/o Studi Legali Internazionali e Nazionali)
 

DESTINATARI:
Dottori in Giurisprudenza
Praticanti
Avvocati Liberi Professionisti
 
OBIETTIVO:
La conoscenza delle dinamiche e delle particolarità che caratterizzano i mercati esteri ha grande importanza per districarsi nel cosiddetto mercato globale. Le imprese, gli enti ed i singoli imprenditori hanno bisogno dell’assistenza di una figura professionale capace di gestire il rapporto con i mercati emergenti conoscendone ogni dettaglio giuridico/commerciale. In quest’ottica un percorso formativo diretto a neo laureati e praticanti, ma anche a professionisti già impegnati nel settore, diventa di fondamentale importanza e consente di acquisire le informazioni necessarie a vincere la sfida.
Il Master in “International Business Law” - Avvocato d’Affari Internazionale si propone pertanto di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare la professione forense nel difficile confronto giuridico con le dinamiche della globalizzazione. Giornate monotematiche saranno poi dedicate ad approfondimenti di singole aree geografiche, identificate come le zone strategicamente più rilevanti nel panorama internazionale: India, Cina, Sud America, Paesi neocomunitari dell’est. Alcuni lezioni dedicate al marketing, alla comunicazione e alle public affair, completeranno la formazione manageriale del candidato. Infine, un modulo di lingua inglese sarà dimensionato per venire incontro alle specifiche esigenze di un professionista dell’area Business&Legal, affrontando le problematiche connesse al public speaking e alle presentazioni in lingua. Per completare il percorso formativo sono previsti dei Seminari di Specializzazione tenuti da esperti in materia giuridica internazionale e in geopolitica.
Il Master, grazie alla collaborazione con UNISU, permette ai giovani professionisti partecipanti l’acquisizione di crediti formativi e, grazie alla formula weekend, di non sacrificare alla formazione giornate di lavoro.
 
CHIUSURA ISCRIZIONI:
9 febbraio 2007
 

NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI:
Il corso è a numero chiuso: il numero minimo è di 25 partecipanti.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
La quota di partecipazione è di 4.500* Euro + IVA
* La quota di partecipazione potrà essere finanziata tramite UNICREDITBANCA S.P.A.
RIDUZIONI:
Per i partecipanti che confermeranno l’iscrizione entro il 31 gennaio 2007 verrà applicata una riduzione del 10%.
Per le Aziende che iscriveranno al master i propri dipendenti e/o collaboratori verranno applicate riduzioni da concordare, a seconda del numero dei partecipanti.
MODALITA’ DI PAGAMENTO:
il pagamento avverrà in 2 *tranche:
- 2.250 euro + IVA (50% dell’importo complessivo) al momento dell’accettazione della domanda di ammissione al Master
- 2.250+ IVA (restante 50%) entro e non oltre il 16 febbraio 2007
*L’importo della prima tranche si intende come impegno di partecipazione e non potrà essere rimborsato in caso di mancato versamento della seconda tranche. L’interruzione della frequenza al Master non comporterà nessun rimborso delle quote versate.
MATERIALI DIDATTICI:
A tutti i partecipanti verranno  consegnate dispense di approfondimento sugli argomenti trattati nei singoli moduli.  Sarà suggerita  una lista di testi, indicati dai docenti, a supporto della personale preparazione.
STAGE:
Lo studente più meritevole (ad insindacabile giudizio del comitato Tecnico Scientifico), avrà la possibilità di frequentare uno stage a New York  presso lo studio legale Wilton & Partners, LLP. Per i partecipanti che conseguiranno una frequenza maggiore all’80% è previsto uno stage presso aziende e studi legali (Nazionali ed Internazionali) aderenti al Master. Tutti i partecipanti avranno la possibilità di essere inseriti nei database delle aziende e degli enti impegnati sui mercati esteri, con lo scopo di creare contatti e relazioni tra le rispettive realtà professionali.
CERTIFICAZIONI
Al termine del master verrà rilasciata un’ attestato di partecipazione con la certificazione attestante i crediti formativi universitari ottenuti.
MODULI DIDATTICI
MODULI IN E-LEARNING
I moduli in E-learning verranno erogati attraverso la piattaforma UNISU – Università Telematica delle Scienze Umane, Università pubblica non statale istituita dal Miur con D.M. del 10/5/2006.
- Diritto Internazionale (9 CFU) – 20 ore
- Diritto dell’Unione Europea (9 CFU) – 20 ore
- Diritto Pubblico Comparato (9 CFU) – 20 ore
- Diritto Privato Comparato (9 CFU) – 20 ore
MODULI IN AULA
1. Il Business lawyer: la professione di avvocato a confronto con le dinamiche della globalizzazione e l’impatto del diritto comunitari
Professione forense, impresa di servizi e diritto comunitario della concorrenza. Tariffe professionali, società tra avvocati, pubblicità professionale e regimi previdenziali nell’ottica del diritto antitrust. La circolazione degli avvocati nella UE: diritto di stabilimento e libera prestazione di servizi. Rilievi comparatistici: the law of lawyering negli USA.
4 ore
Docente: Prof. Aldo Berlinguer
Venerdì 16 febbraio
2. Il mercato unico, la concorrenza
La tutela della concorrenza nel trattato CE e nella l.287/90. Il mercato rilevante. Mercato del prodotto e sua dimensione geografica. Gli artt. 81, 82 e 86 CE: portata e applicazione. I Reg. 1/2003 e 139/2004. Concorrenza e concentrazioni tra imprese. Il ruolo della Commissione europea e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
7 ore
Docente: Prof. Aldo Berlinguer
Sabato 17 febbraio
3. Diritto commerciale internazionale
Diritto dell’Organizzazione mondiale del commercio. International commercial terms (Incoterms). Diritto internazionale privato e processuale dei contratti. Diritto societario comparato.
4 ore
Docente: Prof. Alessandro Palmieri
Venerdì 2 marzo
4. Investment law e project finance
Dalla finanza d’impresa alla finanza di progetto. La nozione di project financing nella prassi internazionale.  Le tre fasi dell’operazione. Tipologie di project financing. Il sistema multinegoziale.  I soggetti. Il collegamento negoziale. La project company e l’isolamento del progetto. L’allocazione del rischio ed il security package.  Figure negoziali a tutela dei finanziatori: le indirect guarantees. I take-or-pay contracts. Il credit assignment agreement ed il Trust Deed. La “delocalizzazione” e la tutela arbitrale.
7 ore
Docente: Prof. Salvatore Sica
Sabato 3 marzo
5.      La fiscalità internazionale
Diritto tributario comunitario e internazionale. Elementi di pianificazione fiscale internazionale. Fiscalità, valore in dogana, dazi.
4 ore
Prof. Eugenio Della Valle
Venerdì 16 marzo
6.  Investment law e finanziamento dell’impresa
Fondi strutturali, aiuti di stato e agevolazioni nazionali all’attività di impresa. La l.488/92: progetti finanziabili, ruolo delle banche concessionarie, modalità operative. La programmazione negoziata: i patti territoriali, i contratti di programma, i contratti d’area.  La riforma della finanza agevolata. Altre tecniche di finanziamento dell’impresa: leasing, factoring, leveraged buyout, patrimoni dedicati ad uno specifico affare, trusts.
7 ore
Docente: Prof. Aldo Berlinguer
Sabato 17 marzo
7. Marketing Internazionale
Cenni sullo scenario attuale del commercio Internazionale; Marketing Globale e Internazionale: Europa, Medio Oriente, Asia, Stati Uniti, America Latina, Africa. Il piano commerciale per l’estero. Business relationship.  Il piano di marketing; analisi dei mercati esteri; sbocchi e canali internazionali; psicologia del marketing.
4 ore
Docente: Prof. Giampietro Garioni
Venerdì 30 marzo
       8.      Internazionalizzazione di impresa e investimenti esteri
         Le tendenze degli IDE delle imprese italiane.       
         Gli incentivi alla costituzione di società o joint ventures all’estero. La l.100/1990 e la partecipazione di Simest al capitale di rischio di imprese estere non UE. I Fondi di Venture Capital.  Il D.Lgs.143/1998 (art. 22, comma 5, lettera b) ed i finanziamenti alla realizzazione di programmi di assistenza tecnica e  studi di fattibilità connessi all’apertura o potenziamento di reti/collegamenti commerciali (esportazioni) o investimenti di imprese italiane in Paesi non appartenenti all’UE. La l.394/1981  ed i finanziamenti ai programmi di penetrazione commerciale finalizzata alla costituzione o al potenziamento, in Paesi non UE, di insediamenti durevoli. Esame di casi pratici.
         7 ore
         Docente: Prof. Giampietro Garioni
         Sabato 31 marzo
9.     Comunicazione d’impresa
Marketing, economia e gestione aziendale. Relazioni pubbliche. Comunicazione intra-aziendale.
4 ore
Docente: Dott.ssa Luana Codignoni Noè
Venerdì 13 aprile
10.      La risoluzione delle controversie internazionaliADR e risoluzione alternativa delle controversie internazionali. La mediation: forme, tecniche, finalità. L’arbitrato ad hoc e amministrato: modelli contrattuali e iter operativo. L’arbitrato internazionale. Il lodo ed il suo riconoscimento all’estero.
7 ore
Docente: Prof. Aldo Berlinguer
Sabato 14 aprile
11.      Mercato del lavoro e immigrazione
Diritto internazionale e immigrazione. Normativa comunitaria. Evoluzione della normativa italiana. Contratti di lavoro e permesso di soggiorno. Il lavoro sommerso. Imprenditoria e rimesse degli immigrati.
4 ore
Docente: Prof. Roberto Virzo
Venerdì 27 aprile
12.       Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo
Storia delle relazioni internazionali. Istituzioni pubbliche Europee e Comunitarie. Politica economica. Tendenze attuali della globalizzazione. Cooperazione economica planetaria e regionale.
7 ore
Docente: Prof. Roberto Virzo
Sabato 28 aprile
13.       Public Affairs e Lobbying
Lobby, gruppi di interesse, gruppi di pressione. La negoziazione legislativa. Lobby ed etica/politica/finanza. Il sistema delle lobbies in Italia, in Europa e nel mondo. Coalition Building. Information e knowlegde management.
4 ore
Docente: Dott. Francesco Schlitzer
Venerdì 11 maggio
14.       Tecniche di comunicazione e Innovazione tecnologica nell’attività legale
Tecniche di comunicazione I modelli della comunicazione (cenni). Competenza comunicativa e competenza extralinguistica. Strutturazione del discorso e conduzione del dibattito. Tecniche di negoziazione. La distorsione dei messaggi. L’ascolto attivo. La gestione dei conflitti e delle obiezioni. Ansia e stress nella comunicazione. Dicotomie e “errori culturali”.
(mattina – 4 ore)
Docente: Dott.ssa Rossella Rega
Innovazione tecnologica L’information technology per gli avvocati; la cultura informatica negli studi legali italiani ed esteri; soluzioni hi-tech per gli studi: software gestionali, intranet, servizi telematici, smartphone. (pomeriggio – 3 ore)
7 ore
Sabato 12 maggio
15.      Scheda Paese: India
L’ordinamento giuridico indiano; i contratti, le società, la concorrenza. Diritto del lavoro. Normativa fiscale e doganale. Il commercio con l’estero. La normativa valutaria. Investire in India. Special Economic Zone.
4 ore
Docente: Prof. Marina Timoteo
Venerdì 25 maggio
16.       Scheda Paese: Cina
L’organizzazione dello Stato e della Pubblica Amministrazione (Assemblea nazionale del popolo, Comitato permanente, Consiglio di stato ecc.). Problematiche più significative in tema di diritto civile (rapporti con il sistema romanistico, legge sui contratti, il diritto di famiglia ecc.). Regolamentazione degli investimenti stranieri in Cina. Il sistema bancario. Il sistema giudiziario e le sue istituzioni.
7 ore
Docente: Prof. Marina Timoteo
Sabato 26 maggio
17.  Scheda Paese: America Latina
L’integrazione economica e commerciale dei paesi del Centro e del Sud America. Cenni sul Trattato con USA e Canada. I paesi del Mercosur. Cenni sui diversi ordinamenti giuridici. Normativa in materia commerciale.
4 ore
Docente: Prof. Sabrina Lanni
Venerdì 8 giugno
18.       Scheda Paese: Paesi neocomunitari dell’est
Ordinamento Paesi necomunitari: analisi comparata. Libera circolazione e mercato del lavoro. Prospettive di sviluppo e possibilità di investimento.
7 ore
Docente: Prof. Aldo Berlinguer
Sabato 9 giugno
19.       Business&Legal English: Presenting in English & Public Speaking
Business cultures & misunderstanding. Presentation strategies: voice, body language, appearance. Improvisation & self confidence. Handling questions. Listening techniques.
11  ore
Docente: Avv. Stefania Del Papa
Venerdì 22 e sabato 23 giugno
2. SEMINARI DI SPECIALIZZAZIONE - INTERNATIONAL BUSINESS LAW
Sede:   ISPRO - Via Cicerone, 60 - Roma
Giorni e Orari:  Venerdì dalle 11.00 alle 13.00
DESTINATARI:
Avvocati
Commercialisti
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:
I partecipanti potranno iscriversi ai singoli seminari, indipendentemente dall’iscrizione al Master. Per gli iscritti al Master la partecipazione ai seminari è gratuita. Per il costo dei singoli seminari verranno fornite informazioni contattando la segreteria organizzativa.
OBIETTIVO:
I seminari approfondiscono alcuni degli argomenti trattati nel Master, portando testimonianze illustri di professionisti specializzati.
CERTIFICAZIONI E NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS:
Per ciascun seminario verrà rilasciata una certificazione attestante la partecipazione.
I partecipanti ai seminari avranno la possibilità di essere inseriti nei database delle aziende e degli enti impegnati sui mercati esteri, con lo scopo di creare contatti e relazioni tra le rispettive realtà professionali.
ARGOMENTI
1. Gli Appalti Internazionali – venerdì 2 marzo
Docente: Prof.Franco Scoca
2. U.S.A.: Analisi del tessuto socio-economico e prospettive giuridiche rispetto alla globalizzazione dei mercati - venerdì 30 marzo
Docente: Avv. Luca Cordelli
3. IRAN:  Osservazione del contesto politico e commerciale nelle relazioni internazionali d’affari - venerdì 25 Maggio
Docente: Prof. Nicola Pedde
4. Analisi dell’Informazione Finanziaria – 27 Aprile
Docente:Prof.  Alessandro Politi

Video del Tg1 sulla nostra conferenza della Confederazione
delle Associazioni dei Giovani Professionisti
http://video.google.it/videoplay?docid=-2624088275306824941
 
L'intera conferenza stampa ascoltabile in real audio ripresa
da "Radio Radicale-Radio Parlamento"
 
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Pubblichiamo la notizia circa la "REUNION Laureati Luiss"
(riunione di tutti i laureati dell'Università  LUISS dal
1967 ad oggi) che avverrà l'1 ed il 2 Dicembre a Roma e
cui sarà dato inizio dal Presidente della Confindustria
 
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO
 

Vi parteciperà anche la laureata LUISS e neo Presidentessa della sezione dell' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" di Roma Avv. Lucilla Margherita dello studio "Puopolo Geffers Rosen & Bosin"
 
REUNION Laureati Luiss
Roma, 1-2 Dicembre 2006
scadenza iscrizioni
20 novembre
 
Cara Laureata e Caro Laureato,
per motivi organizzativi ti invitiamo a iscriverti alla
Reunion entro il 20 novembre.
Per garantire il successo dell’evento e poter strutturare
al meglio i workshop, è indispensabile per noi avere la
lista definitiva dei partecipanti entro tale data.
Ti informiamo che abbiamo previsto facilitazioni per i
laureati più giovani.
Certi di una tua collaborazione, ti invitiamo a visitare il
sito, in continuo aggiornamento sia in termini di sviluppo
del programma che di contributi di altri laureati già
iscritti.
ISCRIVITI! TI ASPETTIAMO!
Per ulteriori dettagli sul programma e per iscrizioni:
http://www.luiss.it/reunion
 
Programma della due giorni:
 
14.30 - Benvenuto del Board e presentazione delle strategie
di sviluppo della LUISS
Luca di Montezemolo, Presidente;
Attilio Oliva, A.D. e Vice Presidente Esecutivo; Massimo
Egidi, Rettore; Pier Luigi Celli, Direttore Generale;
Brunetto Tini, Presidente Associazione Laureati
 
15.30 - Lectio Magistralis
di Ronald P. Spogli, Ambasciatore degli Stati Uniti
d'America in Italia
Introduzione e chiusura a cura di Alfonso Celotto, laureato
Luiss e Capo
dell'Ufficio legislativo del Ministero delle Politiche
europee
Domande del pubblico
 
16.30 - Coffee break
 
16.45 - Tavola rotonda tra laureati Luiss
"Fare rete. Classe dirigente per un Paese che si ama"
Partecipano: Elisabetta Belloni, Capo Unità di Crisi del
Ministero degli Esteri; Giovanni Fiori, Vice Presidente
dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato SpA; Stefano
Lucchini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione
del gruppo Eni; Massimo Nordio, Amministratore Delegato
Toyota Motor Italia;
Umberto Pieraccioni, Amministratore Delegato di adidas Italy
 
Modera: Giovanni Floris, giornalista, conduttore di
Ballarò
 
17.45 - Domande del pubblico
 
21.00 - Networking Party, Città del Gusto, Via Enrico
Fermi 161 (Zona Marconi)
 
Sabato 2 dicembre 2006
10.30 - Presentazione Action Plan 2006 Associazione Laureati
Luiss
 
11.00 - Workshop tematici
Le leve operative nelle mani della classe dirigente per
trasformare il nostro futuro
 
13.30 - Lunch
 
14.30 - Saluti in plenaria
 
15.00 - A scelta
Continuazione workshop tematici
Case d'arte: visita alle case di collezionisti d'arte e agli
studi di artisti
Sessione di workshop LEGO SERIOUS PLAYTM (workshop per gli
sponsor)
 
Nuovi Presidenti nelle sezioni dell' "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani di Roma, Trieste e Barletta
 
Pres. "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" Sezione di Roma
 
Avv. Lucilla Margherita
c/o studio legale internazionale "Puopolo Geffers Rosen &
Bosin"
 
per contatti roma@anpaitalia.it
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Sole 24 Ore, passo avanti verso la quotazione
 
14-12-2006 18:20
La Giunta di Confindustria ha dato mandato alla commissione
per lo studio del progetto di quotazione in Borsa della
società editoriale «Il Sole 24 Ore» di «definire il
progetto di quotazione attraverso offerta pubblica di
sottoscrizione con l'obiettivo di pervenire a una quotazione
di capitale flottante sul mercato pari al 32,5% del capitale
sociale della società» e a verificare,
contemporaneamente, «l'effettiva praticabilità
dell'emissione di un eventuale prestito obbligazionario non
convertibile da parte del sistema confindustriale, come
chiesto da alcune associazioni». Lo rende noto un
comunicato. La Commissione, rileva una nota, dovrà
riferire alla Giunta sull'intero mandato il 28 febbraio
2007. La Giunta, spiega la nota, ha dato mandato alla
Commissione Cerutti di «presentare il piano industriale di
sviluppo predisposto dalla società Il Sole 24 Ore e
approvato dal Consiglio di amministrazione»; definire il
progetto di quotazione con offerta pubblica di
sottoscrizione; prevedere le modifiche dello statuto della
società «Editrice Il Sole 24 Ore» «funzionali
all'eventuale adozione del modello dualistico di
amministrazione e controllo e all'adeguamento alle
disposizioni del Testo Unico per l'intermediazione
finanziaria». In merito all'ops, si specifica che «le
azioni oggetto dell'aumento di capitale al servizio della
quotazione saranno di categoria speciale e prevederanno un
limite individuale di proprietà per i soci che si
renderanno acquirenti di tali azioni quotate pari all'1%
dell'intero capitale sociale della società». In merito
alla verifica di una possibile emissione di un prestito
obbligazionario non convertibile, la Commissione dovrà
«chiedere a Territoriali e Categorie la disponibilità a
sottoscrivere» l'eventuale prestito «secondo le
modalità e i termini che fisserà il consiglio di
amministrazione del Il Sole 24 Ore». Le risposte,
sottolinea la nota, dovranno «pervenire alla Commissione
per iscritto e non oltre il primo febbraio 2007 e dovranno
contenere risposte precise e vincolanti alle domande
formulate dalla Commissione». La Giunta ha, inoltre,
conferito il mandato al Presidente di Confinustria, Luca di
Montezemolo, «nella sua qualità di azionista de Il Sole
24 Ore, di proporre» al consiglio di amministrazione della
società del 19 dicembre «di nominare uno o più advisor
per la valutazione del piano industriale di sviluppo e per
la definizione di una prima ipotesi di valore della
società quotanda». La Giunta ha anche autorizzato il
Presidente Montezemolo a convocare l'assemblea straordinaria
di Confindustria «giovedì 15 marzo 2007 per l'adozione
delle delibere conseguenti». Un apprezzamento, quello
manifestato nei confronti de Il Sole 24 Ore, ha sottolineato
Cerutti, «per quanto ha fatto in questi anni e per quanto,
soprattutto, sta facendo oggi, in questa fase di ulteriore
rilancio della sua storia». Il Sole, rileva il presidente
della Commissione per lo studio del progetto di quotazione
in Borsa, «affronta un passo di ulteriore rilancio, vuole
affrontarlo con i suoi investimenti, con il suo programma
industriale e oggi la Giunta ha dimostrato un apprezzamento
forte. Tutto il sistema industriale ha dimostrato un
apprezzamento forte per quello che rappresenta Il Sole: è
nell'anima dei nostri imprenditori, lo abbiamo sentito oggi
e nei giri per l'Italia. Mai nessuno ha pensato di togliere
al Sole le necessarie risorse per affrontare un futuro che
è previsto di sviluppo». La delibera della Giunta, ha
spiegato Cerutti, «è stata votata da una larghissima
maggioranza». Il 28 febbraio, ha ricordato Cerutti, «la
Commissione riferirà su tutti gli aspetti» del mandato
approvato oggi dalla Giunta che «ha fissato un termine a
questo lungo percorso» del progetto di quotazione. «Al
di là dei numeri favorevoli o contrari alla quotazione -
ha detto Cerutti - nei nostri incontri sono emersi alcuni
orientamenti di fondo comuni a tutti gli associati di
Confindustria. Il primo è che Il Sole 24 Ore è
nell'animo di tutti noi: la nostra è una proprietà
collettiva che vive il giornale come parte integrante del
proprio mondo. In una parola, ci sentiamo rappresentati, lo
sentiamo come una voce forte a difesa del mercato e della
cultura industriale». Il secondo punto, ha sottolineato il
presidente della Commissione, è «siamo tutti d'accordo,
che il Sole è un'azienda che ha bisogno delle risorse per
stare sul mercato da protagonisti e per fare investimenti. E
siamo tutti d'accordo sul fatto che dobbiamo dargliele».
Terzo punto: «Le nostre associazioni territoriali vogliono
che Confindustria resti azionista con una maggioranza
solida. Sono questi i tre punti, i capisaldi di quel
pensiero condiviso di cui avevo parlato quando ho accettato
l'incarico». Su questi punti, ha sottolineato Cerutti,
«siamo tutti d'accordo, si tratta di un valore importante
che ci fa onore». (Agenzia Radiocor)
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EDITORIA/ MONTEZEMOLO: QUOTAZIONE SOLE 24 ORE, PASSO
IMPORTANTE
Anche in una logica di mercato
14-12-2006 19:43
 
Torino, 14 dic. (APCom) - "Credo sia un primo passo
importante anche in una logica di mercato. Poi vedremo".
Così il presidente di Confindustria e della Fiat, Luca
Cordero di Montezemolo, ha detto questa sera a Torino, ai
giornalisti che gli chiedevano un commento sulla possibile
quotazione dell'editrice del quotidiano Sole 24 Ore alla
Borsa di Milano.

Ospitiamo un intervento per la nostra newsletter del Presidente Nazionale

di Gaetano Romano

Sul numero 20 del settimanale "Il Mondo" ,nella rubrica "Professioni" dalle pgg 118 a 120, è stato pubblicato un articolo intitolato " La carica degli under 40" che avrebbe dovuto essere, in accordo con il titolo, un servizio sui giovani professionisti e sullo scontro generazionale.L' incredibile particolarità è che gli avvocati under 40 non sono stati intervistati ma sono stati intervistati due avvocati over 40 che sono iscritti entrambi al medesimo albo professionale dei Cassazionisti (sic!) ovvero certo non quello dei Giovani, ma quello dei decani  (per cui ci vogliono almeno dodici anni di anzianità professionale).Davvero sorprendente forse il tentativo, a dir poco malriuscito, anche del giornalista de "Il Mondo" Dott. Franco Stefanoni, magari di far credere ai lettori di dar voce a due avvocati contrapposti sotto il profilo generazionale quando invece essi sono iscritti entrambi all'albo dei cassazonisti (non sarebbe stato più conferente con l'obiettivo dell'articolo , in un vero scontro generazionale, intervistare uno iscritto all'albo ordinario degli avvocati ed un altro iscritto a quello dei Cassazionisti?).Quale il risultato? Che per questo settimanale le sole richieste dei giovani professionisti , nel campo forense in particolare, sarebbero quelle di gareggiare per i "posti" nei Consigli dell''Ordine (sic!).La rubrica "Professioni" de Il "Mondo" ci vorrebbe far credere e vorrebbe far credere agli ignari lettori che in cima ai pensieri dei giovani incredibilmente vi sarebbe la richiesta di avere maggiore spazio nei consigli degli ordini piuttosto che lottare contro vessazioni reali e cogenti come l'aggiornamento professionale obbligatorio ed a pagamento voluto dal CNF, le difficoltà nell'avvio-accesso della professione etcSi aggiunga che ogni nostro tentativo,anche pregresso, di cercare di fare emergere questi problemi ,specie il problema gravissimo della formazione obbligatoria ed a pagamento voluto dal CNF e dall'Avvocatura Cassazionista, è stato sempre obnubilato da questa rubrica settimanale, uno dei pochi organi di stampa se non l'unico, che non ha ritenuto utile occuparsi dei problemi reali dei Giovani per i quali l' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" si sta impegnando in solitudine.Uno dei giornalisti che cura questa rubrica "Professioni" e che ha scritto l'articolo è lo stesso Dott. Franco Stefanoni che così su un suo ultimo libro ha ritenuto di etichettare in pratica la stragrande parte degli avvocati fuori dalla cerchia di quelli che lui legittimamente ritiene "gli avvocati del potere":Nella breve presentazione all'interno della copertina di questo libro si dice: " Gli avvocati del potere sono un'elite, una sottile striscia professionale.Niente a che fare con la stragande maggioranza dell'universo legale"Nell'introduzione dello stesso libro il Dott. Stefanoni insiste:"Una sottile striscia professionale,lontana dal resto della categoria.In Italia gli avvocati del potere, che stanno dentro al potere, che lo affiancano, lo proteggono, sono pochi pochissimi.Tutti gli altri colleghi, nel 2007 una massa di 170.000 persone non sempre con un lavoro di alto profilo, li guardano dal binocolo".Noi invece riteniamo che il lavoro di un avvocato (ma anche quello di un qualunque lavoratore) sia sempre di alto profilo.E' forse questo un tentativo di qualche giornalista di deprezzare non solo i Giovani ma quasi un'intera categoria di avvocati (che non sono una "massa di persone", ma una categoria);per inciso a noi risulta, ma possiamo sbagliarci, che secondo gli ultimi dati censis (2006) a disposizione gli avvocati siano ufficialmente solo 158.000.Nessun Collega guarda "dal binocolo" altri Colleghi.E' davvero offensivo che lo si scriva e lo si dica.Perchè anche noi si potrebbe dire che forse qualche giornalista "guarda dal binocolo" altri Giornalisti.Ma non ci è mai venuto in mente di dirlo.E' evidente che questa impostazione venga inevitabilmente "riprodotta" dal Signor Giornalista Dott. Stefanoni anche nella Rubrica "Professioni" de "Il Mondo" perchè davvero distante dai problemi dei Giovani Professionisti.Ci spiace per quest'eccezione perchè confermiamo con forza che invece la RCS è stata sempre ( e continua ad essere) attenta ai nostri problemi.Abbiamo chiesto formalmente un nostro intervento sul settimanale "Il Mondo" al Direttore Dott. Enrico Romagna - Manoja ,soprattutto al fine di rilevare i veri problemi dei giovani (vedi aggiornamento professionale obbligatorio ed a pagamento,avvio-accesso alla professione), ma evidentemente non ci è stato accordato.Eccone qui di seguito una parte sostanziale:

lì 21.05.2007         
                                                          Alla Cortese Attenzione  Gent.mo Sig. Direttore  
                                                        “Il Mondo” Dott. ENRICO ROMAGNA - MANOJA                                                         

Nell’articolo " La carica degli under 40" a pg 118 , all’interno della rubrica “Professioni” de "Il Mondo" n. 20, si è trattato di una confederazione di gruppi "giovanili" di professionisti in cui però vi è anche chi ha quasi decenni di anzianità professionale (sic!), chi ha superato da tempo i 40 anni - ma soprattutto sono stati intervistati incredibilmente - come asseritamente contrapposti sotto il profilo generazionale - due avvocati che sono iscritti entrambi al medesimo albo professionale dei cassazionisti (sic!) ovvero certo non quello dei Giovani, ma quello dei decani  (per cui ci vogliono almeno dodici anni di anzianità professionale). Per converso della nota confederazione delle associazioni di professionisti giovani (di cui fanno parte oltre l' "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" anche il "Movimento Nazionale Liberi Farmacisti” etc) - e la cui conferenza stampa di presentazione è stata ripresa persino in un servizio del TG1 del 12.10.2006 - incredibilmente nessuna notizia nel Vostro articolo.Le vere richieste dei giovani professionisti (non certo quelle di cui all'articolo come avere più eletti nei cdo locali e nazionali) sono quelle concrete relative all'opposizione alla formazione professionale anticoncorrenziale che si vuole imporre obbligatoria ed a pagamento,alla liberalizzazione della professione, all'aiuto sostanziale nei primi anni dell'attività professionale etc. [......................]

 Con Osservanza                                                                                
                                                                                Avv. Gaetano Romano
                                                                  Presidente “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani”


Vi invitiamo a rappresentare,qualora lo riteniate opportuno, con il sottoscritto messaggio email, il Vostro dissenso all'indirizzo E-mail ilmondo@rcs.it 

Oggetto:Dissenso per rubrica "Professioni" curata dal Giornalista Dott. Franco Stefanoni

 

Vi rappresento il mio dissenso per l'impostazione della rubrica "Professioni" curata dal Giornalista Dott. Franco Stefanoni ed in particolare per "il profilo" che dei Giovani professionisti è stato dato nell'articolo "La carica degli under 40" de "Il Mondo" n. 20

Distinti Saluti

.......................


Clamorosa gaffe dell'inserto interno ad "Italia Oggi" (Direttore Dott. Bechis Franco) intitolato "La legge e la Giustizia" curato dalla Dott.ssa Morelli Claudia Infatti oggi giovedì 21 Giugno 2007 è uscito un articolo ,assolutamente non al passo con la cronaca ,come ci ha fatto notare per email qualche lettore che ancora legge questo quotidiano.

Nell'articolo sotto si parlava di un incontro di una parte dell'Avvocatura (CNF,Ordini ed alcune associazioni) sulla formazione che sarebbe dovuto avvenire ,secondo la giornalista Dott.ssa Pittelli Teresa, oggi 21.06.2007 ;l'incontro invece è avvenuto ieri e di ciò infatti oggi resoconta fedelemente il Sole 24 ore con l'articolo dal titolo "Avvocati, la formazione trova un compromesso" che avete letto sopra.

L'articolo sotto quindi è completamente fuori dalla cronaca e narra di contrasti ed eventi superati dalla cronaca (e dall'incontro) di ieri, non di oggi.

Un errore clamoroso per un quotidiano nazionale.

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Formazione in crisi  da Italia Oggi di Teresa Pittelli
21/6/2007

 

Avvocatura divisa dalle nuove regole sulla formazione continua. Le associazioni forensi hanno firmato nei giorni scorsi un documento unitario nel quale contestano duramente il regolamento approvato lo scorso marzo dal Consiglio nazionale forense, che dovrebbe entrare in vigore tra dieci giorni. La disciplina varata dal Cnf rende obbligatoria la formazione permanente per i legali, che dovranno accumulare un certo numero di crediti ogni anno, sulla falsariga del sistema universitario, per non incorrere nelle sanzioni disciplinari previste in caso di inadempimento. I crediti si acquisteranno con la frequenza di una serie di corsi e percorsi formativi elencati nel regolamento, che possono essere organizzati tanto dalle istituzioni forensi quanto da soggetti privati. Ed è questo uno dei punti dolenti del documento di protesta delle associazioni forensi (firmato da Aiaf, Agi, Anf, Camere penali, Camere civili e Avvocati tributaristi): essere state relegate a un ruolo marginale nell'effettuazione delle attività formative, quando ´viene riconosciuta la possibilità di svolgere direttamente funzioni formative a realtà estranee al mondo forense, con pari dignità rispetto alle associazioni forensi, e con il rischio di favorire fenomeni economicamente speculativi, a scapito della serietà e della qualità della formazione', si lamenta nel documento.Un'altra critica che le associazioni muovono al regolamento del Cnf è l'aver costretto la formazione entro gli angusti limiti di una programmazione annuale molto rigida, senza distinguerla dal mero aggiornamento, che ´dovendo rispondere a esigenze immediate di novità legislative e giurisprudenziali, deve dare risposte in tempi brevi e non è suscettibile di essere programmato anzitempo'. Non piacciono, poi, i criteri di attribuzione dei crediti formativi individuati nel regolamento, che le associazioni ritengono insufficienti a garantire omogeneità nella valutazione e uniformità nella formazione dei professionisti. Altro tasto dolente, infine, la specializzazione, che secondo le associazioni il Cnf lascia al circuito universitario senza preoccuparsi di vincolarla all'ambito forense, cosa che poi aprirebbe il varco alla ´spendita di settori di attività prevalente' slegati da una qualsiasi garanzia di effettiva competenza specialistica. A parte i rilievi di merito, però, la maggiore contestazione che le associazioni muovono al Cnf è nel metodo, e cioè nell'inadeguato contraddittorio con le associazioni nella genesi del testo. L'organismo guidato da Guido Alpa in realtà ha convocato oggi un incontro con le associazioni e gli ordini, in vista dell'entrata in vigore del regolamento. Ma la convocazione appare tardiva ai rappresentanti della base degli avvocati. Che accusano, infatti, il Cnf di essere rimasto sempre in silenzio con riguardo alle loro osservazioni svolte a più riprese in vari documenti, e di non aver mai mandato un proprio rappresentante in tutte le più importanti manifestazioni indette per discutere i temi della formazione e della specializzazione. Nel documento le associazioni chiedono al Cnf di rinviare di qualche tempo l'entrata in vigore del regolamento in modo da modificarne i punti più controversi. E in attesa che il Cnf prenda una posizione ufficiale, non escludono proteste più incisive in caso di mancate risposte. (riproduzione riservata) Teresa Pittelli                                                          


Il grande inganno  da Mondo Professionisti

http://www.mondoprofessionisti.eu/   

di Andrea Zavagli (Avvocato in Firenze)

Con il trattato di Lisbona del 1994 la Comunità Europea ha individuato nella “conoscenza” il volano della propria economia. Lo sviluppo della concorrenza e della qualità nella gestione del know how intellettuale, dunque, venne indicato come il primo traguardo da perseguire nella sfida economica agli altri continenti. La prima conseguenza della ricerca di tale qualità è stata l’individuazione della “formazione” quale mezzo di crescita intellettuale, ritenendo che il continuo approfondimento ed aggiornamento della conoscenza fosse in grado di fornire al “prodotto intellettuale” quello sviluppo necessario a vincere la “scommessa” di Lisbona. Se tale equazione può trovare una qualche condivisione per i settori scientifici ed industriali, molto meno può ritenersi corretta per i settori culturali – normativi. La natura stessa della “conoscenza” poggia sull’approfondimento e sull’aggiornamento sì che appare quanto meno “tautologico” sottolineare la necessità di tali basi per non solo una “crescita” intellettuale, ma pur anche per la sola conservazione della conoscenza che, per propria natura, vive del proprio continuo ampliamento. Come sempre in Italia, a differenza del resto dell’Europa, si è venuta a verificare una esasperazione dei concetti sì da rendere il così detto aggiornamento e la formazione cavalli di battaglia irrefrenabili. Gli Ordini hanno visto nella gestione della formazione dei propri iscritti la base di radicamento della propria funzione (funzione messa pesantemente in discussione dall’altro caposaldo definito dall’Europa, la libera concorrenza); le Università - che non appaiono in grado di sfornare, al termine del proprio ciclo di studi, professionisti preparati al mondo del lavoro – hanno visto nell’offerta didattica fornita agli Ordini la fonte di finanziamento sostitutiva della riduzione degli stanziamenti statali; le società commerciali, che nella formazione hanno visto l’apertura di un rilevantissimo mercato di utenti. Tutto ciò senza che, ovviamente, alcuna reale utilità ne derivasse per l’utente finale, il consumatore. L’enorme platea dei professionisti chiamati all’aggiornamento, infatti, non consente che la “formazione” possa risultare omogenea ed effettivamente utile, così come la semplice partecipazione ad alcune ore di un corso o di una conferenza – non potendo sostituire l’effettività di uno studio approfondito delle varie materie – non potrà mai produrre l’effettiva generalizzata miglior preparazione del professionista. Gli interessi in ballo, però, sono talmente importanti (sia a livello economico che di radicamento di “potere”) che nessuno svolge una analisi critica effettiva, rimanendo tutti corresponsabili del “grande inganno”. Le esperienze già svolte dalle professioni giuridico/economiche (commercialisti, ragionieri, notai) confermano non solo la velletarietà del progetto della “formazione obbligatoria” - in conseguenza, tra l’altro, della impossibilità di svolgere un effettivo vaglio della partecipazione alle iniziative dei soggetti e della oggettiva validità della qualità delle diverse proposte formative – ma ciò non ha impedito che il Consiglio Nazionale Forense, senza minimamente interrogare gli avvocati, si sia arrogato il diritto di imporre, con un proprio regolamento giuridicamente discutibile, la formazione permanente obbligatoria anche per gli avvocati, una categoria chiamata dalla stessa connotazione della propria attività professionale, al costante aggiornamento. Va rilevato, prima di tutto, che l’Italia è la nazione che presenta – all’interno della Comunità Europea – la maggior produzione normativa annuale, sì che appare davvero difficile poter immaginare un avvocato italiano che non si aggiorni sulle novità normative che, quasi quotidianamente, vengono sfornate nelle diverse forme di Leggi, Decreti Legislativi, Leggi Regionali, Regolamenti Ministeriali e quant’altro. Proprio tale continua produzione normativa sta, da anni, costringendo gli avvocati a disegnarsi settori che, se non possono essere definiti di specializzazione per mancanza di specifica disciplina, certamente definiscono con certezza la propria attività prevalente . In pratica sta scomparendo la figura dell’avvocato “a tutto campo” a favore di avvocati che svolgono la propria attività prevalente in settori specifici della materia giuridica (civile, penale, amministrativo etc.) e, all’interno di tali materie, in altrettanto chiaramente circoscritti argomenti (lavoro, famiglia, commerciale/fallimentare, previdenza etc.). È sotto gli occhi di tutti, dunque, l’inutilità di addossare l’obbligo di acquisizione di crediti formativi a circa 180.000 avvocati (salvo le esenzioni previste per i soliti noti) con un mercato della formazione che, impossibilitato a subire un qualsiasi effettivo controllo, non potrà mai far conseguire all’utente il proprio scopo principale: potersi rivolgere ad un qualificato professionista. Tale percorso, che appare davvero “scellerato” appare, oltretutto, contrario anche agli indirizzi che l’Antirust cerca di dare, in ossequio ai principi europei, alle libere professioni: libera concorrenza e selezione operata dal mercato. Anziché consentire, dunque, a chi vuole proporsi al mercato come effettivamente “esperto” della materia nella quale svolge la propria attività prevalente (avendo clientela esclusivamente in quel settore, investendo nell’aggiornamento cartaceo ed informatico in quello specifico settore, frequentando master e corsi specialistici nella materia prevalentemente trattata) di poterlo fare con propria autoresponsabilità (l’Autorità Garante per la Pubblicità Ingannevole risultando l’organo predisposto a valutare la legittimità di tale dichiarazione del professionista), gli Ordini nostrali hanno progettato una inutile macchina che viene a porre, da un lato, un ulteriore paletto costituito da una vera e propria nuova “condizione all’esercizio della professione” (viste le sanzioni previste per i non “osservanti” delle norma regolamentari) e, dall’altra, a vanificare il vaglio del mercato e l’effettività della auspicata concorrenza andando a “omogeneizzare” gli accreditamenti. Chiunque avrà seguito quel determinato “corso” sarà un bravo avvocato, indipendentemente da qualsiasi altra valutazione e dalla effettività della partecipazione a quel corso. Il solo certificato di “presenza” ad un corso, valutato ed accreditato dall’Ordine o dalle sue estensioni (le Fondazioni per la Formazione che ormai si stanno costituendo in Italia a tutti i livelli), avrà più valore dell’attività giurisdizionale comunque svolta o della personale formazione svolta nel proprio studio. Non v’é chi non veda in tale progetto formativo obbligatorio e permanente un nuovo “Grande Inganno” ancora una volta a scapito di quell’utente finale il consumatore che solo voleva capire meglio da quale professionista rivolgersi per risolvere il proprio specifico problema. In ossequio all’Europa, dunque, in Italia saremo presto “Todos caballeros”, anche senza saper effettivamente montare a cavallo.


Qui di seguito tutti i 4 codici con le ultimissime modifiche

http://www.altalex.com/index.php?idnot=33723

http://www.altalex.com/index.php?idnot=34794

http://www.altalex.com/index.php?idnot=36653

http://www.altalex.com/index.php?idnot=2011


Per la querelle sulle rassegne di giurisprudenza Giuffrè non ammesse agli esami forensi andare su
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/praticanti_contro_Giuffre.html

A Bolzano la percentuale di ammessi agli orali nel 2007 è scesa al 19% dal 45% dello scorso anno
Ritardano ancora incredibilmente le uscite dei risultati degli esami di avvocati.

I vertici nazionali dell'Avvocatura dimostrano quasi di non sapere gestire una semplice sessione di esami di avvocati.Invero un ritardo così è inaccettabile.

Ricordiamo anche che chi farà parte delle commissioni per l'esame di avvocato - scelte se non sbagliamo dal CNF - secondo il regolamento licenziato a gennaio sarà incredibilmente agevolato per quanto riguarda la formazione obbligatoria.Si attendono a breve i risultati di Bari,Venezia e Salerno.Per le grosse Corti d'Appello è assai difficile che i risultati escano prima della fine dell'estate.Ammessi ufficiali agli orali per il distretto di Bari
http://www.ordineavvocatilucera.it/PDF/ESAMI%202006%20AMMESSI%20AGLI%20ORALI.pdf

Ritardano ancora incredibilmente le uscite dei risultati degli esami di avvocati.

Come vi avevamo anticipato nella scorsa newsletter usciti i risultati di Venezia proprio il 4 Giugno

http://www.ordineavvocativenezia.com/start.htm

Attorno al 55%,60% i promossi agli orali

Perugia (35% di ammessi agli orali)
www.ordineavvocati.perugia.it/Documenti/News_Home/ammessi_prova_orale_esami_avvocato.pdf
Potenza
(25%)
Trento (35%)
A Genova (30% di ammessi all'orale)
A Campobasso (20%) 

Usciti anche a Torino

torino http://www.ordineavvocatitorino.it/visualizzazioni/vedi_dettagli.php?areanumber=23&idmessaggio=397

Usciti i risultati di Milano
http://www.ordineavvocatimilano.it/html/pdf/candidati%20ammessi.pdf

A Catanzaro la percentuale è stata del 66%

A Palermo 445 ammessi all'orale

A Reggio Calabria all'orale ammesso il 40%.
A Caltanissetta al'orale ammesso circa il 48%
A Cagliari il 70%
A Messina il 75%
http://www.giustiziamessina.it/public/news/allegati/ammessi2006.xls
A Trieste 50%

I risultati di Brescia qui

http://www.ordineavvocatibrescia.it/index.php?id=250&category=1

I Risultati di Salerno qui

www.ordineforense.salerno.it

Sono stati pubblicati gli esiti degli esami della Corte d'Appello di Lecce sul sito dell'Ordine degli Avvocati di Taranto www.oravta.it

Ai non ammessi agli orali, consigliamo di non fare alcun ricorso avverso le bocciature (anche per non spendere danaro inutile)
Anche se qualche TAR ha talvolta accolto le rimostranze dei candidati bocciati, il Consiglio di Stato le ha poi sempre cassate.
Per quanto riguarda le domande gli esami forensi orali in ordine ai profili deontologici mutati alla Legge Bersani, Vi notiziamo che l'Antitrust ha pubblicamente dichiarato che il codice deontologico forense necessita di ulteriori modifiche per adeguarlo perfettamente alle liberalizzazioni di Bersani in tema di tariffe, patto di quota lite e pubblicità.Notiziateci anche su eventuali "problemi" o possibili abusi che potrete riscontrare in sede di esami orali da parte delle Commissioni.
Per le prove orali:
Consigliamo: Nozioni di ordinamento e deontologia forense delle Edizioni Simone.Di basso costo, è il tradizionale storico manuale per prepararsi per le domande alle prove orali di deontologia ed ordinamento forense.
 
Consigliamo la collana "Strumenti per lo studio del diritto" de La Tribuna  http://latribuna.corriere.it/dynuni/dyn/Formazione/Speciale%20compendi.jhtml.
Ottimi manuali, di basso costo ma completi.
Sconsigliamo:il "Corso di deontologia forense" , Edizione 2007 per l'esame di avvocato" di Cedam.
Sentiamo di sconsigliarne l'acquisito non solo per una questione di prezzo.Ci saremmo infatti aspettati almeno un testo dal taglio "giovanile" sulla deontologia, ovvero un testo "dai giovani per i giovani".Invece a noi appare sicuramente non il migliore tra i testi per chi si prepara per l'esame di avvocato.
Sconsigliamo tutti i testi della Collana CEDAM Alpa-Iudica che,per noi, hanno la stessa impostazione non soddisfacente del corso di deontologia.
 

                                      Tratto da quotidiano "Liberazione" www.liberazione.it
 
Hai un avvocato d'ufficio? Pena certa
 
Denuncia dell'Unione delle camere penali: a chi non ha soldi viene assegnato un difensore disinteressato perché sa che dal suo assistito non riceverà una lira. Fra l'inizio dell'indagine e il processo passano 2 anni e mezzo 
 
Davide Varì
«Vostro onore, mi rimetto alla clemenza di questa Illustrissima Corte». E' questa, a quanto pare, la frase retorica più diffusa nelle aule di giustizia italiane. Non in tutte le aule beninteso, ma solo in quelle dove l'imputato è «inabbiente», un morto di fame tanto per intenderci. Il suddetto inabbiente, che si scontra con la giustizia del belpaese, finisce infatti nelle mani dello svogliato avvocato d'ufficio di turno - spesso un giovanissimo ed inesperto apprendista - che nulla fa se non appellarsi alla clemenza della Corte. Il tutto nella convinzione, anzi nella certezza, che dal povero malcapitato l'avvocato non rimedierà neanche una lira.
Fantasie? No, pura e dura realtà, certificata e denunciata ieri dall'Unione delle camere penali italiane, dagli avvocati che passano la propria esistenza tra le aule dei tribunali. Una denuncia che non lascia spazio a dubbi: «La difesa d'ufficio non funziona come dovrebbe, a tutto svantaggio dell'indagato-imputato che vede conculcato il suo inviolabile diritto alla difesa». Insomma, da questa analisi impietosa emerge che spesso la difesa del povero cristo, sempre lui, non è garantita. La causa principale è la qualità del difensore d'ufficio che appare «disinteressato al processo tanto da non seguirlo laddove non vi siano prospettive immediate di retribuzione» oppure, attento, troppo attento a non urtare la suscettibilità di un giudice «la cui esclusiva preoccupazione si concentra sulla produttività e sulla rapida definizione del processo» invece di pensare alla celebrazione del giusto processo.
Del resto, nell'elenco dei difensori d'ufficio si trova di tutto: spesso, troppo spesso il professionista che non ha mai messo piede in un'aula di giustizia e che sta li in attesa di «compensi in tempi ragionevolmente brevi».
Insomma, nel rapporto delle camere penali emerge un sostanziale fallimento del sistema d'ufficio. Un fallimento, è il caso di dire, senza appello.
Accanto a tutto questo, come se non bastasse, la denuncia, l'ennesima, sulla durata dei processi in Italia. Il problema dei problemi, il tema dei temi. Del resto i numeri parlano chiaro: nei 1632 casi presi in esame si è scoperto che passano almeno 2 anni e mezzo, spesso tre, dall'inizio dell'indagine all'approdo in Aula. Questo solo se consideriamo la fase di avvio. A questi tempi vanno aggiunti altri due anni dal giorno della sentenza. Una sentenza tutt'altro che definitiva se consideriamo che nel 70 per cento dei casi si arriva ad un rinvio ad altra udienza.
Poi i costi, in un clima da caccia alle streghe per gli sprechi della politica, vengono del tutto ignorati quelli relativi al sistema giudiziario. Un numero su tutti: 267 milioni di euro spesi per le intercettazioni. Si risparmia invece su fotocopiatrici , toner e carta e informatizzazione, insomma, si risparmia sull'abc.
Ma come si arriva a questi dati devastanti? Di certo devastanti per la tanto invocata "ragionevole durata del processo". Eccesso di garantismo che imbriglia la giustizia, oppure stato catastrofico dell'amministrazione? Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes che si è occupato della ricerca, non ha dubbi: «Il processo penale è paralizzato dalla catastrofica condizione della struttura amministrativa», dunque le garanzie processuali, è bene ribadirlo definitivamente, non svolgono nessuna influenza sui tempi di svolgimento del processo.
Nulla di tutto questo, le ragioni di questi ritardi sono molto più banali: omessa o fallita citazione del testimone - magari per un indirizzo o un numero civico sbagliato - mancanza dei testimoni citati, assenza del giudice, assenza dell'interprete o del trascrittore, mancanza di un'aula disponibile e così via. Insomma, un quadro drammatico cui si chiede di intervenire con urgenza.
Un quadro su cui grava, inoltre, la mancata decisione di approvare l'indulto senza amnistia. Se l'amnistia cancella infatti reato e pena, l'indulto solo la pena. Risultato: migliaia di processi continuano ad essere celebrati, ingolfando le aule, nonostante vi sia la consapevolezza e la certezza che gli imputati beneficeranno dell'indulto. Una schizofrenia che Marcello Maddalena, procuratore di Torino, ha pragmaticamente risolto invitando i suoi sostituti ad accantonare i processi destinati a non avere un futuro per via dell'indulto. Insomma, un'amnistia fatta in casa vista l'imbarazzante assenza della politica. Di una parte della politica.

Di seguito la nostra lettera che era stata inviata allo stesso quotidiano per la pubblicazione
Abbiamo letto l'interessantissimo articolo del Dott. Davide Vari intitolato "Hai un avvocato d'ufficio? Pena certa" a pagina 8 di "Liberazione" del 28.06.2007.Come Giovani Avvocati apprezziamo sicuramente l'intendimento di denunciare il fatto che talvolta l'istituto del difensore d'ufficio non sia assolto con sufficiente scrupolo e zelo.Non condividiamo tuttavia la quasi identificazione di tale figura di difensore d'ufficio con l' avvocato oltre che giovane anche inesperto, come se questa "combinazione"  fosse sempre valida.E' bene che si sappia che di solito il difensore d'ufficio è quasi sempre giovane (ma non inesperto), perchè grandissima parte degli Avvocati Cassazionisti (per cui ci vogliono almeno 12 anni di iscrizione all'albo) non si iscrive agli elenchi per i difensori d'ufficio considerando questo tipo di difesa poco remunerativa e quindi una perdita di tempo.La rituale visione per cui l'Unione Camere Penali Italiane sarebbe il baluardo per la difesa dei cittadini, spesso poveri, viene miseramente a cadere se si pensa che nell'Avvocatura solo i Giovani Avvocati ,e quindi l' "Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani", hanno supportato la Legge Bersani e quindi l'abolizione del vincolo delle tariffe minime che è sicuramente un modo concreto per venire incontro ai cittadini indigenti che potranno così pagare parcelle meno salate.Ci chiediamo come mai l'Unione Camere Penali Italiane non ha pensato poi di supportare, come invece ha fatto meritoriamente l' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI", sempre la Legge Bersani quando si è trattato anche di patto di quota lite, ovvero della possibilità per l'avvocato di essere pagato dal cliente solo a risultato raggiunto.Non è questo il modo per garantire l'accesso alla Giustizia anche ai non abbienti? Ci chiediamo come mai l'U.C.P.I. continui a difendere quelli che, a nostro parere, sono quasi autentici carrozzoni burocratici,conservatori e corporativi rappresentati dagli Ordini Professionali che sono assai onerosi per la collettività e servono solo ad aumentare i costi per il consumatore e l'utente dei servizi professionali.Se qualche difensore d'ufficio è svogliato o inesperto è sicuramente colpa, non dei Giovani Avvocati, ma degli Avvocati Cassazionisti che non si iscrivono alle liste dei difensore d'ufficio pensando piuttosto a percepire le più sicure e corpose parcelle degli imputati facoltosi.E' bene infine ricordare che,se non erriamo, i corsi per i difensori d'ufficio vengono svolti nella maggior parte dei casi sotto la gestione proprio dell'Unione Camere Penali Italiane, pertanto il mea culpa per l'eventuale impreparazione di taluni difensori d'ufficio è da addebitarsi esclusivamente a chi questi corsi organizza.Ci conforta il fatto che l'Unione Camere Penali Italiane rappresenti, a voler tener fede agli iscritti dichiarati, solo 8.500 avvocati, quindi una infinitesima parte dei circa 160.000 avvocati.In ultimo è quanto meno non condivisibile l'(incredibile) attacco ai giudici che "si concentrano sulla rapida definizione del processo" (sic!) ,mentre è giusta la lamentela circa l' "eccessiva durata dei processi".Ricordiamo tuttavia che dal 3 Luglio i penalisti che aderiscono all'U.C.P.I. sciopereranno ancora una volta contro il DDL Mastella sul'ordinamento giudiziario.Ci chiediamo se non sarebbe stato più opportuno, proprio per cercare di non allungare ancora di più i processi e per dimostrare che si predica bene e si razzola altrettanto bene, che l'U.C.P.I. avesse deciso di porre fine all'immagine, che i cittadini si sono fatti,  dell'avvocatura come di uno "scioperificio".   

Giorno 8 Giugno 2007 si è svolto un Convegno organizzato dall' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" di Potenza su "Trasparenza e correttezza in tema di anatocismo, usura, gestione finanziaria e swap�
Troverete il resoconto qui

E' stata finalmente formalizzata l'elezione dei nuovi componenti del CNF a mezzo Bollettino del Ministero (pg 11).
 
Sono stati proclamati gli eletti ma l'Avvocato Cassiani, Presidente dell'Ordine di Roma,eletto anche come Consigliere Nazionale Forense, ha abdicato per l'Avv. Antonio Belloni di Rieti come si desume dal bollettino.
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Di seguito alcuni link in relazione all'incredibile vicenda di Giuditta Russo, che per anni ha svolto la professione di avvocato senza essere nemmeno laureata, vincendo incredibilmente un' infinità di cause.
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14 Giugno 2007 - La Corte Costituzionale dichiara illegittimo l'art. 2 della legge in favore dell'Onaosi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti pel Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia - ONAOSI), quale sostituito dall'art. 52, comma 23 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato � legge finanziaria del 2003), nella parte in cui prevede che la misura del contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani è stabilita dal consiglio di amministrazione della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI), con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza).
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2007.
Camera di Consiglio del 4 giugno 2007 - Deposito del 14 giugno 2007
COMMENTO: questa è una nostra vittoria e senza falsa modestia ce ne appropriamo il merito. Il merito condiviso con tutti coloro che hanno lottato per una imposizione ingiusta e anticostituzionale, con tutti coloro hanno creduto nell'affermazione del diritto e hanno avanzato ricorso contro le cartelle esattoriali. Una vittoria ancora non completa perché ottenuta su uno degli aspetti della legge in oggetto e non nell'interezza del provvedimento. Grazie a chi ha creduto nella nostra azione, quando nessuna voce si alzava, se non tardiva, a contestare il provvedimento, unica voce, la nostra, tra tutte le professioni coinvolte. Grazie agli avvocati che hanno creduto nella causa e all' Associazione Nazionale Avvocati ed Praticanti, Giovani Legali Italiani che per prima pose a disposizione la collaborazione dei propri iscritti, grazie all'impegno del dr. Pellegrino, grazie ai 10.000 sanitari italiani che firmarono la petizione promossa dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti in soli 30 giorni. Grazie alla Giustizia Italiana!
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ORDINANZA N. 312
ANNO 2007
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
-Franco BILE Presidente
- Giovanni Maria FLICK Giudice
- Francesco AMIRANTE "
- Ugo DE SIERVO "
- Paolo MADDALENA "
- Alfio FINOCCHIARO "
- Alfonso QUARANTA "
- Franco GALLO "
- Luigi MAZZELLA "
- Gaetano SILVESTRI "
- Sabino CASSESE "
- Maria Rita SAULLE "
- Giuseppe TESAURO "
- Paolo Maria NAPOLITANO "
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione), aggiunto dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168, promosso, con ordinanza del 28 luglio 2006, dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana sull'appello proposto dal Ministero della Giustizia ed altra contro Enrico Nicolò Buscemi, iscritta al n. 3 del registro ordinanze del 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 7, prima serie speciale, dell'anno 2007.Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nella camera di consiglio del 4 luglio 2007 il Giudice relatore Sabino Cassese.
Ritenuto che, con l'ordinanza in epigrafe, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 24, 25, 111 e 113 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione), aggiunto dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168;
 
che, in base alla norma censurata, «Conseguono ad ogni effetto l'abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono i candidati, in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d'esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l'ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela»;
 
che la questione è stata sollevata nel corso del giudizio d'appello promosso dal Ministero della giustizia e dalla Commissione per gli esami di avvocato presso la Corte d'appello di Catania avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia-Sezione di Catania 23 luglio 2004, che ha dichiarato improcedibile, per intervenuta cessazione della materia del contendere, il ricorso di Enrico Nicolò Buscemi, volto ad ottenere l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento di non ammissione alla prova orale degli esami di avvocato nella sessione dell'anno 2002;
che l'efficacia di tale provvedimento era stata, in precedenza, sospesa con ordinanza del Tribunale amministrativo regionale della Calabria 16 luglio 2003, cui avevano fatto seguito la rivalutazione delle prove scritte ad opera della Commissione esaminatrice e l'ammissione alla prova orale, poi sostenuta con esito positivo;
che, successivamente all'ordinanza del TAR Calabria 16 luglio 2003, l'Avvocatura dello Stato aveva proposto regolamento di competenza e che, su accordo delle parti, gli atti del giudizio erano stati trasmessi al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia-Sezione di Catania;
che il Consiglio di Stato, con ordinanza 18 novembre 2003, aveva accolto l'appello, proposto dal Ministero della giustizia e dalla Commissione esaminatrice, contro l'ordinanza cautelare del TAR Calabria 16 luglio 2003, «con conseguente caducazione di tutti gli atti» adottati dalla Commissione in seguito ad essa;
che il Consiglio di giustizia amministrativa, escluso che l'ammissione alla prova orale e il suo superamento abbiano determinato � come invece ritenuto dalla menzionata sentenza del TAR Sicilia-Sezione di Catania � la cessazione della materia del contendere, ha, tuttavia, rilevato una causa di improcedibilità nella circostanza che, durante il giudizio, è entrato in vigore il menzionato art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge n. 115 del 2005, il quale impone al collegio � secondo il remittente � di prendere atto che il candidato, ammesso alle prove orali � poi superate positivamente � dopo la rivalutazione delle prove scritte seguita all'ordinanza cautelare del TAR Calabria, ha ormai conseguito «ad ogni effetto» l'abilitazione professionale; donde l'impedimento ad emettere una pronuncia nel merito dell'appello, in quanto l'effetto provvisorio del provvedimento cautelare si sarebbe definitivamente consolidato, derivandone � appunto � l'improcedibilità dell'appello per cessazione della materia del contendere;che, pertanto, secondo il giudice remittente, la questione sollevata sarebbe rilevante ai fini della pronuncia sul merito della controversia;
che, secondo il giudice remittente, sarebbero violati:
l'art. 3 Cost., poiché la norma, non rispettando i principi del giusto processo (per i quali � fra l'altro � le parti hanno il diritto di agire e di difendersi in ogni stato e grado del giudizio, il giudice deve giudicare nel contraddittorio delle parti e il processo deve comprendere le impugnazioni), viola l'interesse dell'amministrazione che ha indetto il concorso o la sessione d'esame a far sì che la misura cautelare conservi il suo carattere strumentale rispetto alla decisione di merito, mentre la norma censurata rende avulsa la misura cautelare dal giudizio di merito; inoltre, la norma, consolidando gli effetti prodotti dall'ordinanza cautelare favorevole all'interessato, si pone in contrasto con il dovere dell'amministrazione di tutelare la par condicio degli esaminandi;
gli artt. 24 e 111 Cost., che garantiscono il diritto al contraddittorio e la sua effettività, anche nelle situazioni in cui si tratta di contemperare questa garanzia con le esigenze di celerità del processo; il che può avvenire solo attraverso lo schema del processo complessivamente considerato (quindi, comprensivo della fase cautelare e della fase di merito), laddove la norma denunciata introduce un modello di processo nel quale viene attribuita efficacia di giudicato all'esito di un giudizio che non è neppure a cognizione piena; al riguardo, non a caso la Corte costituzionale (sentenza n. 427 del 1999) � nel dichiarare infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 2 e 3, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67 (Disposizioni urgenti per favorire l'occupazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, nella parte in cui dispone che il giudice amministrativo può decidere immediatamente la controversia, ancorché sia stato chiamato a pronunciarsi su di una domanda cautelare � ha ritenuto che la finalità di accelerare lo svolgimento dei processi amministrativi non pregiudica il rispetto di precise regole (quali l'integrità del contraddittorio, la completezza delle prove, gli adempimenti processuali per la tutela del diritto di difesa di tutte le parti), che postulano un'effettiva e completa tutela giurisdizionale; il tutto, ferma restando l'appellabilità della decisione;
l'art. 25 Cost., in quanto la rivalutazione delle prove scritte è avvenuta per effetto di una decisione cautelare emessa da un giudice (il TAR Calabria) che le stesse parti hanno riconosciuto incompetente;
gli artt. 24, 111 e 113 Cost., in quanto la decisione cautelare favorevole al candidato diviene sostanzialmente inimpugnabile una volta che egli abbia superato le prove concorsuali scritte e orali, con ciò verificandosi, da un lato, che un'ordinanza di sospensiva produce effetti definitivi e irreversibili e, dall'altro lato, che la parte interessata perde la possibilità di ottenere il riesame della decisione cautelare, ogni qualvolta la rivalutazione con esito positivo delle prove scritte si concluda � com'è nella normalità dei casi � prima della decisione sull'appello avverso l'ordinanza cautelare (e, ovviamente, prima della celebrazione del giudizio di merito, talché viene meno anche la possibilità del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., il quale non è ammesso contro decisioni a carattere strumentale e interinale);
gli artt. 111 e 113 Cost. sulla garanzia del doppio grado di giurisdizione, anche in violazione dei principi comunitari relativi alla qualità e all'efficacia della tutela giurisdizionale nell'ordinamento comunitario (viene richiamata la sentenza della Corte di giustizia CE, 17 dicembre 1998, n. 185, nella causa C-185/95P);
che si è costituito, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, il Ministro della giustizia, il quale ha contestato tutte le censure di illegittimità costituzionale formulate nell'ordinanza di rimessione, chiedendo che la Corte ne dichiari l'infondatezza.
Considerato che la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana si incentra sull'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione), aggiunto dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168, nella parte in cui prevede che un provvedimento giurisdizionale, anche di natura cautelare, dal quale derivi l'obbligo per l'amministrazione di rivalutare le prove scritte sostenute da un candidato ad esami di Stato per l'abilitazione professionale, sia sufficiente a rendere irreversibile l'esito finale dell'esame (e, quindi, il conseguimento dell'abilitazione professionale), una volta che il candidato abbia positivamente superato le prove orali; con ciò impedendo ogni ulteriore accertamento giudiziale sul merito della pretesa fatta valere dal candidato in sede cautelare e, perciò, attribuendo al provvedimento cautelare il valore di un accertamento definitivo circa l'esito della prova scritta sostenuta dall'interessato;
che la questione è insorta nel corso del giudizio d'appello avverso una sentenza che ha dichiarato improcedibile, per intervenuta cessazione della materia del contendere, il ricorso di un candidato agli esami di avvocato nella sessione dell'anno 2002, volto ad ottenere l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento di non ammissione alla prova orale degli esami stessi;
che la questione è stata sollevata sul presupposto che, in esito agli atti compiuti dalla Commissione esaminatrice a seguito dell'ordinanza cautelare del TAR Calabria 16 luglio 2003, il candidato abbia senz'altro superato la prova orale degli esami e che la disposizione censurata abbia reso, ormai, irreversibile l'esito positivo della prova;
che la questione è manifestamente inammissibile;
che, infatti, il giudice remittente non ha considerato che l'ordinanza del Consiglio di Stato 18 novembre 2003, nel respingere � in accoglimento dell'appello avverso la menzionata ordinanza del TAR Calabria 16 luglio 2003 � la domanda cautelare dell'interessato e nel dichiarare la «conseguente caducazione di tutti gli atti» adottati in esecuzione di detta ordinanza del TAR Calabria, ha fatto venir meno gli effetti prodotti da tali atti e, cioè, il superamento delle prove scritte, l'ammissione del candidato alla prova orale e il superamento di questa;
che lo stesso giudice remittente ha escluso che gli atti compiuti dalla Commissione esaminatrice siano andati oltre la necessaria conformazione all'ordinanza cautelare del TAR Calabria, talché le operazioni della Commissione � dalla rinnovata valutazione, con esito positivo, delle prove scritte alla valutazione positiva della prova orale � non hanno acquisito «autonoma valenza sostanziale» e non possono considerarsi «come un quid pluris rispetto alla doverosa esecuzione» del provvedimento cautelare;
che, pertanto, la situazione che si prospetta al giudice a quo è quella, precedente all'ordinanza cautelare del TAR Calabria 16 luglio 2003, nella quale il candidato è stato escluso, dopo la valutazione delle prove scritte, dall'ammissione alla prova orale;
che, in presenza di tale situazione, il giudice remittente non è chiamato ad applicare la disposizione censurata, atteso che la caducazione dell'ordinanza del TAR Calabria 16 luglio 2003, nonché degli atti ad essa conseguenti e dei loro effetti, ha cancellato i presupposti (la rivalutazione delle prove scritte effettuata dalla Commissione d'esame, la successiva ammissione del candidato alla prova orale e il superamento di questa) per l'applicazione della disposizione censurata.
Per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione), aggiunto dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 111 e 113 Cost., dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana con l'ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2007.
F.to:
Franco BILE, Presidente
Sabino CASSESE, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA
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Per contattarci su Palermo palermo@anpaitalia.it 
Per contattarci su Parma parma@anpaitalia.it
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Come associazione dei giovani avvocati italiani abbiamo inviato un telegramma di cordoglio
Articolo dal titolo "Morto il presidente Riccardo Scocozza"  del20/7/2007 da Il Sole 24 Ore
CASSA FORENSE
È improvvisamente scomparso, mercoledì sera, il neopresidente della Cassa forense, Riccardo Scocozza. Salernitano, 78 anni, cassazionista e decano dell�avvocatura salernitana, Scocozza era succeduto, 15 marzo scorso, all�ex presidente Maurizio de Tilla, dopo essere già stato alla guida dell�Ente di previdenza, per un breve periodo, nel 1993. Questa mattina, dalle ore 10, sarà allestita una camera ardente presso il Palazzo di Giustizia di Salerno. I funerali si svolgeranno, a partire dalle ore 16, nella Chiesa di S. Francesco, nello stesso capoluogo campano.
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Convenzione per gli iscritti dell' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" con il Teatro Sociale di Como As.Li.Co. www.teatrosocialecomo.it .Sconto del 20% sull�acquisto dei singoli biglietti per la nuova stagione 2007-2008.Lo sconto sarà effettuato per le manifestazioni promosse dal Teatro Sociale As.Li.Co.

Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie Speciale -Concorsi
 
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
CONCORSO (scad. 12 novembre 2007)

Bando di esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato - sessione 2007 (G.U. n. 58 del 24-7-2007)
Visti il regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, nella legge 22 gennaio 1934, n. 36, relativo all'ordinamento delle professioni di avvocato; il regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, contenente le norme integrative e di attuazione del predetto; la legge 23 marzo 1940, n. 254, recante modificazioni all'ordinamento forense; il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 261, contenente norme sulle tasse da corrispondersi all'Erario per la partecipazione agli esami forensi, come da ultimo modificata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 1990, art. 2 - lettera b); l'art. 2 della legge 24 luglio 1985, n. 406; la legge 27 giugno 1988, n. 242; la legge 20 aprile 1989, n. 142; il decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1990, n. 101; la legge 24 febbraio 1997, n. 27, relativa alla soppressione dell'albo dei procuratori legali e a norme in materia di esercizio della professione forense; il decreto-legge 21 maggio 2003, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 18 luglio 2003, n. 180, recante modifiche urgenti alla disciplina degli esami di abilitazione alla professione forense;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, contenente le norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti dei cittadini con la pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari e successive modificazioni, nonche' l'art. 25 decreto legislativo 9 settembre 1997, n. 354, che istituisce la sezione distaccata in Bolzano della Corte di Appello di Trento;

Ritenuta l'opportunita' di indire una sessione di esami di Avvocato presso le sedi delle Corti di appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L'Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata di Bolzano della Corte di appello di Trento per l'anno 2007;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
 
Decreta:
 
Art. 1.
E' indetta per l'anno 2007 una sessione di esami per l'iscrizione negli albi degli Avvocati presso le sedi di Corti di appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L'Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata in Bolzano della Corte di appello di Trento.
 
Art. 2.1. L'esame ha carattere teorico-pratico ed e' scritto ed orale.

2. Le prove scritte sono tre. Esse vengono svolte sui temi formulati dal Ministero della giustizia ed hanno per oggetto:

a) la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;

b) la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;

c) la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo.

3. Le prove orali consistono:

a) nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario;

b) nella dimostrazione di conoscenza dell'ordinamento forense e dei diritti e doveri dell'avvocato.
 
Art. 3.
Le prove scritte presso le sedi indicate nell'art. 1 si terranno alle ore nove antimeridiane nei giorni seguenti;

11 dicembre 2007: parere motivato su questione in materia civile;

12 dicembre 2007: parere motivato su questione in materia penale;

13 dicembre 2007: atto giudiziario su quesito proposto, in materia di diritto privato, di diritto penale e di diritto amministrativo.
Art. 4.1. La domanda di ammissione agli esami di cui all'art. 1, redatta su carta da bollo, dovra' essere presentata, entro il 12 novembre 2007, alla Corte di appello competente.

2. Si considerano prodotte in tempo utile le domande spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine di cui al precedente comma. A tal fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante.

3. Nelle domande dovranno essere indicate le cinque materie scelte tra quelle indicate nel precedente art. 2, n. 3, lettera a).

4. Le domande stesse dovranno essere corredate dai seguenti documenti soggetti all'imposta di bollo (Euro 14.62):

a) diploma originale di laurea in giurisprudenza o copia autentica dello stesso ovvero documento sostitutivo rilasciato dalla competente autorita' scolastica attestante l'avvenuto conseguimento della laurea;

b) certificato di compimento della pratica prescritta, ai sensi del combinato disposto dell'art. 10 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37 e degli articoli 9 del decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1990, n. 101, come sostituito dall'art. 1 legge 18 luglio 2003, n. 180 e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1990, n. 101.

Dovra' essere altresi' allegata la ricevuta della tassa di euro 12,91 per l'ammissione agli esami versata direttamente ad un concessionario della riscossione o ad una Banca o ad una agenzia postale, utilizzando il Modulario F/23, indicando per tributo, la voce 729/T. Allo scopo si precisa che per "Codice Ufficio" si intende quello dell'Ufficio delle entrate relativo al domicilio fiscale del candidato.

5. I candidati potranno avvalersi del diritto di cui all'art. 46 decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (autocertificazione) limitatamente alla certificazione del conseguimento della laurea in giurisprudenza.

6. I candidati hanno facolta' di produrre dopo la scadenza del termine stabilito per la presentazione delle domande, ma non oltre i venti giorni (21 novembre 2007) precedenti a quello fissato per l'inizio delle prove scritte, il certificato di cui al n. 4 lettera b) del presente articolo.

Il termine perentorio di cui sopra sara' da considerarsi osservato solo se il certificato perverra' (e non sara' meramente spedito) alle Corti di appello entro il termine stesso. Cio' al fine di consentire alle commissioni il rispetto del termine previsto dall'art. 17 regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37.

7. Coloro che si trovano nelle condizioni previste nell'art. 18, comma secondo, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, debbono presentare, in luogo del documento di cui al n. 4 lettera b)

del presente articolo un certificato dell'Amministrazione presso la quale hanno prestato servizio, che comprovi il requisito prescritto.

8. Per coloro che abbiano ricoperto la carica di vice pretori onorari, per i vice procuratori onorari e per i giudici onorari di tribunale, nel certificato saranno indicate le sentenze pronunciate, le istruttorie e gli altri affari trattati.
Art. 5.
I cittadini della provincia di Bolzano hanno facolta' di usare la lingua tedesca nelle prove dell'esame per l'iscrizione negli albi degli Avvocati che si terranno presso la Sezione distaccata in Bolzano della Corte di appello di Trento.
 
Art. 6.
1. Ciascun commissario dispone di dieci punti di merito per ogni prova scritta e per ogni materia della prova orale e dichiara quanti punti intende assegnare al candidato.

2. Sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano conseguito, nelle tre prove scritte, un punteggio complessivo di almeno 90 punti e con un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno due prove.

3. Sono considerati idonei i candidati che ricevono un punteggio complessivo per le prove orali non inferiore a 180 punti ed un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno cinque prove
Art. 7.
1. I candidati portatori di handicap debbono indicare nella domanda l'ausilio necessario in relazione all'handicap, nonche' l'eventuale necessita' di tempi aggiuntivi.

2. Per i predetti candidati la commissione provvede ai sensi dell'art. 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
 
Art. 8.
Con successivo decreto ministeriale saranno nominate la commissione e le sottocommissioni esaminatrici di cui all'art. 1-bis della legge 18 luglio 2003, n. 180.

Roma, 13 luglio 2007
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Scotti

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Professione avvocato 
A chi piace la ricetta polacca? 
Sono anni, ormai, che in Italia ciclicamente sentiamo qualcuno lamentarsi della degenarazione che ha colpito il mondo forense. L'attività legale ridotta a mercimonio. I servizi venduti come patate. I costi arrivati alle stelle. Cittadini e imprese impotenti di fronte agli avvocati succhia soldi. E chi sarebbero i principali responsabili di questo degrado? Il coro, solitamente, è quasi unanime: i supermercati del diritto, le law firm battenti bandiera inglese o americana.
Lungi da noi tediarvi sull'annosa questione anche in questo articolo, ma c'è un fatto di cronaca che ha attirato la nostra attenzione e ci sembra una interessante "provocazione".
In Polonia, dove il dibattito sulla professione ha toni più o meno simili a quelli registrati nella Penisola, il governo ha deciso di risolvere il problema introducendo un tetto alle tariffe orarie applicabili dagli studi legali. Non più di 70 euro ogni sessanta minuti di lavoro. Un'abominio per le law firm ma anche per molti studi locali.
Le proteste contro la possibile introduzione di un limite massimo alle fee orarie è arrivata da studi come Clifford Chance, Allen & Overy, Lovell's, Gide Loyrette Nouel, Gleiss Lutz e White & Case. Ma anche da realtà come Wardynski & Partners, ovvero indipendenti polacchi che operano nel mercato d'affari.
La cifra è stata calcolata in base a un curioso stratagemma: quei 70 euro rappresenterebbero il 30% di uno stipendio medio polacco. L'effetto di questa proposta di legge è stato immediato. Molte law firm si sono attivate per protestare fino a minacciare di levare le tende. Gli inglesi hanno fatto intervenire il loro ambasciatore e presto potrebbero fare altrattanto anche gli americani.
In Italia mai nessuno ha pensato a una soluzione tanto drastica. Nemmeno gli apologeti dei minimi tariffari demoliti da Bersani. Eppure questa sì che sarebbe una misura piuttosto efficace per favorire l'accesso alla tutela giudiziaria dei cittadini. Ma si sa, da queste parti tutti hanno ben chiara la distinzione tra la deontologia e il denaro. Vero?
 
18/07/2007 

Dal programma di Mario Adinolfi candidato alle primarie del Partito Democratico:
 

"Vogliamo zero vincoli all'ingresso nelle libere professioni, che devono essere libere appunto, dopo l'ottenimento dei titoli di studio per esercitarle"