SI E' PARLATO DELLO SCANDALO DEGLI ESAMI FORENSI E DEI GIOVANI AVVOCATI ITALIANI NON SOLO SULLA RASSEGNA STAMPA NOTTURNA DEL TG5, MA ANCHE SU RADIO CAPITAL- ESPRESSO, SUL SOLE 24 ORE, SUL MESSAGGERO , MA ANCHE SU RADIO 24 (RADIO DEL SOLE 24 ORE) NELLE TRASMISSIONI "LA ZANZARA" ED "UN ABUSO AL GIORNO"
RINGRAZIAMO TUTTI I MEZZI DI COMUNICAZIONE I QUALI HANNO DATO E DARANNO VASTA ECO AL NUOVO SCANDALO NAZIONALE E VI INVITIAMO A SUPPORTARLI
 
La trasmissione "Un Abuso al Giorno" su Radio24 (Radio del Sole 24 ore) giovedì 27.12.2007 si è occupata dello scandalo degli esami di avvocato nella
fascia oraria 18.00- 19.00 di ieri giovedì. La trasmissione ha avuto inizio a partire circa dalle 18.47
Anche la trasmissione "La Zanzara" di Radio 24 si è occupata dello scandalo esami venerdì 21.12.2007
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Da IL Messaggero del 14.12.2007
 
ROMA - «Stiamo aspettando la fine delle prove di esami e, nel frattempo, stiamo raccogliendo tutte le segnalazioni per decidere se presentare un esposto in procura». L’avvocato Gaetano Romano (nella foto), presidente dell’Anpa-Giovani avvocati italiani, è sul piede di guerra. Sono tanti gli aspiranti avvocati che hanno segnalato irregolarità durante la prova che si è svolta in questi giorni.
«E ieri - continua Romano - sembra che la cose siano andate allo stesso modo. Le tracce dei temi sarebbero arrivate on line, e quindi sui palmari in possesso dei candidati, ancora prima di due giorni fa».
Ieri mattina, comunque, uno dei siti internet al quale viene contestato di aver diffuso le tracce “illegalmente” xxxxxxxxxxxxxxx si è autosospeso, o meglio ha sospeso l’attività on line negli orari in cui si svolgeva l’esame. E ha ripreso a funzionare nel pomeriggio.
L’associazione dei giovani avvocati, intanto, continua a monitorare la regolarità della prova ed è pronta a scendere in campo se continueranno ad aumentare le proteste da parte di chi all’esame non è arrivato “tecnologicamente”
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Da "La Stampa" del 28.12.2007
" Il malaffare è evidente.
Ora si dimettano i responsabili".

Intervista (3 domande) al
Presidente "ANPA -GIOVANI LEGALI ITALIANI" di Marco Castelnuovo

Avvocato Gaetano Romano, Lei è presidente dell'Associazione Giovani Legali Italiani.Che idea si è fatto di quanto è successo?
"Il malaffare mi sembra evidente. Ci sono state incredibili anomalie in tutta Italia. Di solito si parla del Sud, ma noi abbiamo notizia di fatti incredibili anche al Nord. Sono tanti tasselli che ci restituiscono un affresco particolare. Ci aspettiamo che la magistratura faccia il suo dovere".
La Procura di Bari ha aperto un' inchiesta. sarà imitata da altre Procure?
" Non lo so, speriamo. Intanto si è aperto un varco. Speriamo che in altre zone d' Italia si abbia lo stesso coraggio dimostrato a Bari. Perchè qui non c'è più il problema della concomitanza con cui le tracce uscivano. Ora le tracce escono addirittura il giorno prima e tutti possono averle".
E al ministro Mastella cosa chiede? E al Consiglio Nazionale Forense che stila le commissioni d'esame?
" Mi sembra ormai evidente che l'esame vada riformato. Ma non irrigidito,bisogna anzi ridimensionarlo sulla linea di quel che avviene in Europa. Il Cnf non ha ancora preso posizione su quanto è accaduto.Credo che l'unica cosa che dovrebbe fare sia quella di dimettersi".
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Avvocati, online le tracce degli esami
12/12/2007 da Il Sole 24 Ore
In cammino verso l’Albo

Quasi tutti terrorizzati, a volte sfiduciati, in alcuni casi copioni. Sono gli aspiranti avvocati, che ieri hanno affollato le Corti d’appello italiane pér affrontare la prima delle tre prove scritte dell’esame 2007: il parere di diritto civile, che oggi sarà seguito da quello di penale e domani dalla redazione di un atto. I più sono reduci da (almeno) due anni di pratica forense e da mesi di studio. Ma molti sono convinti che «buttare sangue» su fascicoli e libri non basti per imbastire una prova sufficiente e approdare agli orali. Così vanno in cerca dell’aiutino. E, ieri, l’hanno trovato sul web: nei forum online i post con tracce e suggerimenti hanno iniziato a rincorrersi già dal mattino. La denuncia dei “brogli via internet” è arrivata ieri dall’Anpa-Giovani legali italiani, l’associazione che riunisce praticanti e avvocati. «I naviganti — spiega il presidente, Gaetano Romano - hanno sfruttato i diversi orari della lettura delle tracce da una sede all’altra»: una differenza di qualche ora, in alcuni casi: se a Torino la prova è iniziata intorno alle io, a Napoli la registrazione dei candidati era ancora in corso a mezzogiorno. Come dire: una volta aperte le prime buste, nelle sedi di Corte d’appello dove le procedure di registrazione si sono concluse rapidamente, le tracce sono finite online. E a beneficiarne sono stati soprattutto i candidati esaminati nelle sedi meno “mattiniere”. E in tanti non hanno resistito alla tentazione di dare una sbirciatina online. Almeno, stando al boom di contatti registrati dal sito Praticxxxxxxxxx ieri è stato il giorno con più pagine visitate I di sempre — che ha ospitato il forum «Scritti 2007: parere di civile», al quale si può accedere dopo una rapida registrazione. Nei post le tracce “buone” sono comparse verso mezzogiorno e, subito, sono seguite massime e sentenze da cui attingere pet stendere il parere. E se dietro ad alcuni nickname sembrano celarsi degli esaminandi, collegati direttamente dalle Corti d’appello, altri utenti si dichiarano amici o parenti dei candidati, in contatto telefonico. Qualcuno, più ingenuo, si chiede: «Ma come fanno gli esaminandi a comunicare con l’esterno se hanno proibito l’ingresso dei cellulari?», Dubbio fugato dai candidati più scafati: «In realtà i bagni di alcune Corti sono un fiorire di cellulari, palmari, eccetera». «Se fosse vero, si tratterebbe difatti molti gravi», commenta il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa. «Lo verificheremo nei prossimi giorni: ogni sede d’esame è presidiata dai nostri ispettori. Le eventuali irregolarità saranno denunciate nei loro verbali, che saranno trasmessi anche al ministero». Nel frattempo, i candidati si preparano alla seconda prova. Con l’augurio dell’ultimo post della serata: «Speriamo che riescano a trapelare notizie!». Valentina Maglione
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Avvocati, il trucco si ripete: la soluzione arriva su Internet
13/12/2007 da Il Messaggero
di MASSIMO MARTINELLI 

Dopo i test d’accesso alle Università, anche l’esame di idoneità per le nuove toghe scatena polemiche

ROMA - Gli avvocati del domani fanno i “furbetti” oggi. Non tutti, non dovunque, non per forza. Ma alcuni di loro si. E per il momento restano impuniti. Tutto alla luce del sole, anzi dei led che illuminano gli schermi dei loro telefonini palmari. Che ieri e l’altro ieri si sono riempiti di indicazioni per svolgere le prove scritte di diritto civile c diritto penale, in tempo reale mentre loro erano seduti su banchi d’esame per diventare avvocato. Se ne sono accorti per primi i giovani avvocati dell’Anpa un’organizzazione che raccoglie molti legali e anche parecchi praticati procuratori. «Lo abbiamo segnalato in anticipo perchè si era già verificato in passato ed eravamo certi che sarebbe successo anche stavolta», spiega Gaetano Romano,messinese, presidente dell’Anpa-Giovani avvocati italiani. Tutto è rimasto documentato nelle pagine internet dei siti che hanno triangolato le informazioni, le tracce dei temi, le soluzioni. E che hanno rilanciato nell’etere anche le richieste di aiuto, come quella di un sedicente “avvbelisario” (questo il suo nickname in rete) che avvisa tutti: «Ragazzi se avete qualche notizia!!! Mia moglie fa l’esame a Lecce datemi un cenno!!!! Ciao Antooo». Il gioco, almeno a leggere la sequenza di messaggi sui forum di siti come Praticxxxxxxxxx, deve essere stato facilissimo. Dal tenore degli interventi si capisce che alcuni dei candidati avevano a disposizione telefonini palmari in grado di connettersi ad internet con una linea veloce, per scaricare le tracce dei temi in apertura di esame e prelevare un paio d’ore dopo le soluzioni esatte. Se qualche procura dovesse decidere di indagare, le conferme del “fattaccio” sono in rete. Basta leggere i messaggi concitati che venivano scambiati nelle ore in cui i candidati erano in aula: «Ieri nonostante i rimproveri credo di essere stata l’unica ad inserire la sentenza del 9 giugno 2006 che risolveva il caso, datemi fiducia oggi, appena saranno in linea le tracce cercherò di aiutare tutti», scriveva una tale Raffabbella sul forum di Praticanti.com alle 9.54 di mattina. «Ma attenzione - dice Gaetano Romano - che quel sito ha l’orologio spostato un’ora avanti». Quindi era ancora prima, nemmeno le nove. E Raffabbella ammetteva di aver diffuso online la traccia buona già il giorno prima, quando era in programma la prova di diritto civile. E insieme alla sua, sono state tantissime le indicazioni sulle soluzioni esatte scaricate in rete durante le ore della prova scritta. Secondo Gaetano Romano si tratta di «uno scandalo senza precedenti, viziato da gravissime irregolarità e per questo l’esame dovrebbe essere annullato». Di più: secondo il presidente dell’Anpa, una fetta di responsabilità dovrebbe ricadere sul Consiglio Nazionale Forense, che non ha garantito la regolarità degli esami nonostante che fin dalla vigilia fosse stato segnalato il rischio di irregolarità. «Ma per il momento non abbiamo fatto denunce penali - precisa il presidente dell’Anpa - ma la magistratura può sempre intervenire d’ufficio, sulla base delle notizie che ci stiamo preoccupando di diffondere». Massimo Martinelli
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Alpa: «Avevo chiesto i metal detector, invano»
13/12/2007 da Il Messaggero
L’INTERVISTA
ROMA - Guido Alpa è il presidente del Consiglio Nazionale Forense. E il trucchetto dei telefonini che navigano in rete l’aveva previsto.

Ha visto? Le soluzioni erano in rete mentre i ragazzi erano ancora in aula. «Le dirò: noi avevamo suggerito di installare i metal detector per evitare che fossero portati i telefonini palmari in aula. Però la cosa non è stata possibile, credo, per motivi legati alle risorse finanziarie».

Quindi tutti promossi e amen? «Il Consiglio ha inviato i suoi ispettori in ogni sede in cui si svolgono gli esami; al termine gli ispettori faranno una relazione e sulla base di quella valuteremo le iniziative da prendere. Se saranno accertate irregolarità, il ministero della Giustizia presenterà una denuncia penale, saranno fatte indagini e si deciderà se annullare l’esame».

Se c’erano gli ispettori, come potrebbe essere accaduta una cosa come quella denunciata dall’Anpa? «Noi abbiamo inviato gli ispettori, che hanno solo compiti di osservazione. La vigilanza sulla regolarità degli esami spetta alla Commissione esaminatrice e alle forze dell’ordine».

Succede ogni volta, vero? «Spero non succederà più. Abbiamo già preso accordi con il ministero e stiamo pensando ad alcune modifiche agli esami di abilitazione. Ci sarà una prova preselettiva. Solo al termine, i candidati potranno svolgere la prova scritta. Insomma, potremo selezionare quelli che sono davvero preparati»

Perchè l’Anpa punta il dito sul Consiglio Nazionale Forense e chiede le sue dimissioni? «Chiunque può chiedere qualunque cosa. L’Anpa la conosco bene: sono molto critici nei confronti di tutti gli orgamismi dell’avvocatura: è una forma di protesta, legittima per carità. Loro probabilmente chiedono le mie dimissioni perchè non sanno che la regolarità degli esami non dipende dal Cnf. Se dipendesse da me, da noi, le assicuro che mi dimetterei subito». M.Mart.
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Da il Messaggero del 14.12.2007
"Sì c'erano le tracce on line un'ora prima dell'esame"
 
di PAOLA ANCORA

ROMA - E' possibile conoscere con anticipo temi e quesiti delle prove di abilitazione all'esame di avvocato? Secondo molti giovani aspiranti procuratori legali, che ieri hanno sostenuto l'ultima delle tre prove scritte e che vogliono rimanere protetti dall'anonimato, sì. «Circolavano molte voci sui temi che ci saremmo trovati davanti, circa un'ora prima dell'inizio, e poi si sono rivelate esatte», spiega Chiara, che l'esame lo ha sostenuto nella Corte d'appello di Lecce, Brindisi e Taranto. Cristina, romana, ha tentato l'esame per la prima volta. «Sia la traccia di penale - dichiara - che l'atto di civile sono usciti su internet prima dell'inizio, lo ha verificato anche mio fratello, e in aula qualcuno ha potuto ricevere risposte e soluzioni sul palmare». Qualcuno che ha finito le prove «molto prima degli altri», aggiunge la candidata.
Prende corpo quindi la denuncia fatta ieri dai giovani avvocati dell'Anpa, organizzazione che raccoglie molti legali e praticanti procuratori. Gaetano Romano, messinese, presidente dell'associazione, avvertiva che i temi delle prove di diritto civile e penale erano disponibili su internet ore prima dell'inizio degli esami. Notizia, che fra gli aspiranti avvocati, non suscita alcuno stupore. Piuttosto tanta rabbia.
«Niente di nuovo», per Mario, praticante a Roma, che quest'anno ha tentato per la terza volta di superare il test d'abilitazione. «L'anno scorso - dice - tutti conoscevamo le tracce, qualcuno lo ha saputo prima, qualcun'altro solo qui all'ingresso». Fuori dall'Hotel Ergife, dove si è svolta la tre giorni di prove, si condensano tensione e rabbia dei 5340 candidati di quest'anno, preoccupati che l'allarme brogli porti all'annullamento dell'esame. «Sono cose che si sanno da tempo e si fa finta che non esistano - spiega Marta - ma se non si riforma tutto continueranno ad accadere».
Sui forum dei siti
http://www.pratxxxxxxxxxxxxxx, che due giorni fa raccoglievano le richieste di aiuto degli esaminandi, un giovane candidato, "New" per il popolo della rete, scrive: «questo esame e' una farsa, quante volte lo abbiamo detto; nel mio piccolo vorrei fare qualcosa per arginare l' illegalità». E «l'unica cosa seria da fare - per Caietto, altro abitante del Forum di sarannoavvocati.com - è proporre una riforma seria, che parta dalle università; poi pochi ammessi al praticantato e, per chi entra, abilitazione facile come per i medici». Proposta largamente condivisa dagli aspiranti avvocati.
Oggi per molti di loro quell'esame è uno scoglio insormontabile. Una buffonata secondo Giampiero, candidato romano, che appena uscito dall'aula dice: «da anni tutti copiano, tutti quello che possono fanno i loro comodi e poi, alla fine, ci si trova con un voto su un foglio senza correzioni, e quindi nell'impossibilità di poter capire dove e perchè si è sbagliato». Ma copiare è davvero tanto facile? Soltanto nel primo giorno, a Roma, sono stati espulsi oltre trenta presunti furbetti, beccati a copiare da manuali e pizzini nascosti nelle tasche.
Per Enrico e Barbara, alla loro seconda volta, ieri è stato impossibile. «I commissari giravano tra i banchi senza sosta - dicono - e i sistemi di rivelamento dei cellulari accesi impedivano di chiamare o ricevere messaggi da fuori». Il presidente della commissione d'esame nella Corte d'appello della capitale, l'avvocato Stefano Maranella è convinto che «l'organizzazione e il controllo dell'esame sono stati perfetti: mai come quest'anno il lavoro del Ministero delle telecomunicazioni, dei dipendenti della Corte d'appello, della polizia penitenziaria e dei commissari è stato rigoroso».
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Questi sotto e tutti gli altri articoli sullo scandalo dell'esame forense su http://www.unionegiovaniavvocati.it/viewtopic.php?f=66&t=578&start=0
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Esami da avvocato: si indaga a Bari
Un esposto anonimo accusa un dipendente Corte d'Appello
(ANSA) - BARI, 21 DIC - Un'indagine e' stata avviata a Bari dalla magistratura sulle prove di abilitazione per avvocati. Secondo un esposto anonimo arrivato del capo dei pm di Bari le prove sarebbero 'truccate'. La notizia e' riportata dal quotidiano 'Il Messaggero'.Nell'esposto si parla di un dipendente della Corte d'Appello barese che da anni prende parte all'esame come vigilante o con mansioni amministrative e che aiuterebbe i praticanti a superare le prove.
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"Truccati”gli esami da avvocato, si indaga a Bari e in altre città
21/12/2007 da Il Messaggero

«A Roma candidati entrati in aula a tracce già note»

ROMA - È dalla procura di Bari che è partita la prima risposta contro gli esami da avvocato “truccati”. I magistrati pugliesi, già a lavoro sui concorsi di ammissione irregolari, come quello dei test di accesso alla facoltà di Medicina, hanno aperto nei giorni scorsi un’inchiesta sulle prove per diventare professionisti del Foro. Sono stati in tanti i candidati che hanno segnalato i trucchi per superare la prova in modo illecito. E così un esposto dettagliato, anche se anonimo, è stato recapitato al capo dei pm. Nella denuncia si parla di un dipendente della Corte d’Appello barese che da anni prende parte all’esame come vigilante o con mansioni amministrative. Nella lettera viene descritto nel dettaglio il metodo che il funzionario utilizzerebbe per aiutare i praticanti a Superare le prove nel migliore dei modi, facendo anche da collettore tra l’esterno e i concorrenti. Bari, però, non è l’unico caso, perché altre procure si stanno preparando ad aprire l’inchiesta. A Milano, all’ultima prova, un aspirante avvocato, Giampaolo Ricco, si è alzato dalla sedia ed è corso verso il presidente della commissione che stava leggendo le tracce davanti a circa quattromila esaminandi. Ha interrotto la lettura, ha preso il microfono in mano e ha gridato: «Questo esame è una farsa, c’è già chi conosce le tracce». I segnali di reazione ed esasperazione si ripetono a ogni concorso, ma poi il rischio è che tutto finisca in una prescrizione, come nel caso dell’inchiesta aperta dopo le prove “truccate” a Catanzaro. Erano 2585 candidati e hanno fatto tutti lo stesso compito. Pm dell’indagine, Luigi De Magistris: ha interrogato, verificato le posizioni di commissari e aspiranti legulei, che sono poi finiti sotto accusa. Ma i tempi della giustizia sono stati troppo lunghi e il reato contestato è caduto in prescrizione. Le irregolarità segnalate in un servizio del Messaggero un paio di settimane fa sono state evidenziate anche dall’Anpa, l’Associazione nazionale praticanti ed avvocati, che ha indicato dei siti sui quali le tracce sono state diffuse on line. Elemento che potrebbe portare anche ad invalidare l’esame di stato. Ma non è tutto. Alla prova avvenuta all’Hotel Ergife, a Roma, uno dei dottori in legge ha denunciato una prassi non proprio consona per un esame di questa importanza. Secondo Marco C., mentre l’appuntamento fissato per l’entrata in aula era per le nove, la Commissione avrebbe concesso ad alcuni di loro di arrivare anche oltre le undici. «Eravamo tutti lì, concentrati-racconta l’aspirante avvocato - quando abbiamo visto che alcune persone hanno raggiunto l’albergo molto dopo l’orario previsto. Questo vuoi dire che potevano aver già letto le tracce su internet e avere in mano il tema già pronto, visto che sono state mandate in rete non più tardi delle 10,30». Per Marco C., poi, «la traccia di abilitazione, quest’anno, riguardava un ricorso per Cassazione». «Ma come facciamo a sapere come si fa a farlo? - sottolinea - Si diventa cassazionisti dopo almeno dieci anni di professione». Un episodio analogo è quello di cui parla il procuratore legale Andrea V. Su quattromila candidati, dice, è impossibile immaginare che si venga controllati tutti e con attenzione. Quindi - spiega - «molti degli aspiranti potrebbero essere, in realtà, dei navigati principi del Foro». «Qualche caso - chiarisce ancora Andrea - lo conosco personalmente. A Milano, però, è successo anche altro. Non soltanto i miei compagni di banco erano già a conoscenza delle tracce che sarebbero uscite sul l’usucapione e il comodato, molto prima che le buste venissero aperte. Ma sui siti online specializzati, alle undici e trenta, c’era già il tema bello che svolto e arrivava su palmari. telefonini e smartphone». Andrea V., come altri, ha presentato denuncia e si aspetta che intervenga la magistratura. Con il nickname “Mastella”, che suona come una doppia presa in giro per chi crede nella legalità, invece, il giorno prima dell’esame, qualcuno, manifestando una sorta di preveggenza, ha diffuso le tracce che sarebbero uscite. Naturalmente, ha indovinato la previsione. Cristiana Mangani
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Truccato l'esame degli avvocati" di MARCO CASTELNUOVO
TEMI IN RETE LA SERA PRIMA, APERTA UN’INCHIESTA da La Stampa 28.12.2008

ROMA. Questa volta la prova c’è ed è su internet. In un forum dedicato alla preparazione dell’esame di avvocato, un anonimo, che si burla del ministro della Giustizia firmandosi «Mastella», il 12 dicembre alle 22,18, scrive: «Sapete ragazzi per domani mi faccio un bell’atto di costituzione e risposta con comanda riconvenzionale per interversione del possesso e usucapione (riconvenzionale)». La mattina dopo, il 13, è il giorno della terza e ultima prova per l’abilitazione alla professione forense. Il tema è di diritto civile. Controlli con eventuale sequestro di telefonini e palmari all’ingresso. Lunga attesa prima dell’apertura della segretissima busta e infine la lettura del tema: «Riconvenzionale e usucapione con interversione di possesso», guarda un po’. Tra le migliaia di giovani (si calcola più di trentamila) che hanno affrontato l’esame di avvocato, moltissimi erano quelli che conoscevano già la traccia. Hanno così potuto, la sera prima, consultare manuali, amici, sentenze sul caso e redigere l’atto da portare all’esame. Conoscere le tracce il giorno prima conferma l’esistenza di talpe e rende difficilissimo distinguere chi ha studiato da chi ha copiato. E così, spontaneamente, è partita la protesta degli «onesti», di chi, cioè, la sera prima non si era collegato a Internet e che si è presentato ignaro alla prova. Sono loro i primi che non ora non vogliono che "passi questo scandalo".Prima hanno raccolto in un blog le loro esperienze. Poi hanno sottoscritto una petizione online all'indirizzo dei Ministri Mastella e Bersani e del Presidente dell'Antitrus Catricalà perchè si riformi in toto il sistema di accesso alla professione.Poi si sono rivolti alla magistratura.Le testimonianze dei praticanti riempiono i blog e i forum aperti dall' Unione Giovani Avvocati su questa "allucinante" esperienza. E in effetti fa una certa impressione leggere i racconti di quello che è successo nei palazzetti di tutta Italia da Torino a Milano, da Firenze a Bari, da Lecce a Napoli a Palermo, durante un esame che dovrebbe certificare ,tra l'altro, il rispetto per la legalità. A Milano ,per esempio, un praticante altoatesino si è platealmente alzato ed ha urlato al Presidente di Commissione "Siete tutti dei buffoni, l'esame è da annullare. E una farsa.C'è già chi conosce le tracce". A Roma alcuni esaminandi sono entrati all' Ergife, dove si svolgeva l'esame, un paio d'ore dopo l'apertura delle buste.Per la prima volta i giovani aspiranti avvocati non si sono fermati al virtuale di internet. A Milano, Torino e Bari, innanzitutto sono partite le denunce.C'è chi si è rivolto ai carabinieri, chi al Tar, chi al Ministero.La procura di Bari, per prima, ha aperto un'inchiesta ,altre potrebbero seguire a breve.C'è chi auspica ,i ragazzi per primi, l'annullamento dell'esame.Gli stessi studenti che hanno sostenuto la prova ammettono che "per porre un'argine all'illegalità" si dovrebbe annullare tutto quanto, anche se ciò comporta, la perdita per loro di un anno secco.Difficile che ciò avvenga veramente, ma il problema è sul tavolo.Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa sostiene "aver chiesto invano i metal detector" per arginare l'uso dei telefonini e che comunque "sono allo studio "modifiche alla prova di abilitazione".In particolare i tecnici del Ministero stanno studiando l'introduzione di una preselezione a crocette tipo quelle quelle che affrontano gli aspiranti notai.Quello che resta è un diffuso senso di impunità tra i ragazzi che lasciano messaggi su internet nei quali chiedono (o danno) consigli o indicazione sui testi d'esame. In fondo lo scandalo dei 2585 compiti tutti uguali consegnati da aspiranti avvocati nell'esame di abilitazione del 1997 a Catanzaro è caduto nel vuoto.Il reato è andato in prescrizione e gli esaminati sono oggi avvocati.
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Abbiamo notizia che la Procura Antimafia di Milano ha aperto un fascicolo sullo scandalo degli esami forensi.
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Sullo scandalo degli esami di avvocati è stato detto molto.Ma non tutto.
Ancora ci attendiamo le dimissioni del Presidente del CNF Prof. Guido Alpa.
Ci limitiamo a rammentare che ,se non erriamo, il Consiglio Nazionale Forense ha designato per la Commissione centrale d’esami , tra gli altri, come Presidente della Commissione l’ Avv. Cricrì (uscente VicePresidente del CNF), nonchè l’Avv. Petiziol come VicePresidente (uscente consigliere del CNF) della Commissione  e l’Avv. Italia come commissario (sempre uscente consigliere del CNF).
 
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COMUNICATO STAMPA

 GIOVANI AVVOCATI: “ LO SCANDALO SULL’ESAME DI AVVOCATO OGGI SI E’ AGGRAVATO ; ANCORA UNA VOLTA DIMOSTRATA L’INUTILITA’ DELL’ ORDINE NAZIONALE DEGLI AVVOCATI; ATTENDIAMO ANCORA CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE SI DIMETTA”

 

 “L’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani" , con sorpresa e sgomento, rende noto che oggi le tracce dell’ultimo giorno sull’esame di avvocato sono arrivate online addirittura già nella primissima mattinata sul forum interno di qualche sito cui si può accedere solo con una registrazione gratuita

La passività dimostrata dal vertice del Consiglio Nazionale Forense , anche in questa situazione, conferma l’inutilità dell’Ordine Nazionale degli Avvocati di cui chiediamo il superamento. Ricordiamo che i commissari avvocati, che a quanto pare non hanno saputo neppure consentire la legalità dell’esame attraverso i controlli, sono designati su istanza del Consiglio Nazionale Forense.

La passività d’azione dimostrata dall’attuale massimo vertice del Consiglio Nazionale Forense , anche in questa situazione, conferma l’inutilità dell’Ordine Nazionale degli Avvocati di cui chiediamo il superamento. Nel frattempo attendiamo ancora che lo stesso Presidente del Consiglio Nazionale Forense si dimetta non ritenendo in alcun modo bastevoli i riferimenti giustificativi, pubblicati su qualche organo di stampa, relativi alla possibile mancanza di fondi per adottare i metal detector.

Noi siamo la dimostrazione che una libera associazione professionale di Giovani Avvocati risulta più efficente di un Ordine Nazionale, secondo noi inutile.

L’ “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI”, baluardo della modernizzazione e liberalizzazione della professione, da tempo ha preso le distanze dall’attuale vertice del Consiglio Nazionale Forense che non riconosciamo come portatore degli interessi anche di noi Giovani Avvocati.

Nell’attesa che sia data la possibilità agli studi professionali ,che sono intesi a livello comunitario come imprese, di aderire alle grandi ed efficenti confederazioni industriali, e non più agli ordini professionali, continueremo a contribuire al miglioramento dell’avvocatura tutta.

I Giovani Avvocati dell’ “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI” anticipano che  prossimamente faranno sorgere un pubblico dibattito anche sulla formazione permanente obbligatoria ed a pagamento a carico degli avvocati, secondo noi anticoncorrenziale” dichiara   Gaetano Romano , Presidente dell’  Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani”.          

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Praticanti, niente impronte ai corsi
14/2/2008 Italia Oggi
Privacy: vietati i dati biometrici

Non si possono installare sistemi biometrici di rilevazione delle impronte per disciplinare gli ingressi in aula di praticanti avvocati che seguono i corsi di formazione forense, evitare assembramenti, eliminare code o scoraggiare abusivi scambi di tesserini. Il sistema è sproporzionato rispetto ai fini che intende perseguire. Lo stop (si veda ItaliaOggi di ieri) è del garante privacy che, con un provvedimento di cui è stato relatore Mauro Paissan, ha vietato al consiglio dell'ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere il trattamento, in qualunque forma, dei dati biometrici dei praticanti e ha avviato un'istruttoria per verificare se vi siano i presupposti per contestare le violazioni concernenti irregolarità nell'informativa e la mancata notificazione all'autorità prevista in questi casi dalla legge. Nel disporre il divieto il garante, pur riconoscendo al consiglio dell'ordine il compito di verificare la effettiva partecipazione dei praticanti alla scuola, ha constatato che il trattamento effettuato era illecito perché non conforme ai principi di necessità e proporzionalità. L'uso delle impronte digitali, ha affermato il garante, se può essere giustificato per obiettive e documentate esigenze di sicurezza di beni e persone in situazioni di elevato rischio, non può invece ritenersi lecito per generiche esigenze di sicurezza e di ausilio al rispetto delle regole scolastiche. Verifiche più rispettose della sfera personale degli individui possono essere disposte, per esempio, attraverso l'utilizzazione di tesserini magnetici o controlli «a vista» dei partecipanti. Il trattamento, inoltre, è stato ritenuto non proporzionato anche sotto l'aspetto tecnico: il sistema prevede infatti la centralizzazione in un unico archivio dei codici identificativi derivati dall'esame delle impronte, anziché un sistema meno invasivo quale la memorizzazione dei singoli codici su badge nell'esclusiva disponibilità dei praticanti.
Da nostre informazioni dopo la procura di Bari e quella antimafia di Milano, anche la Procura di ROMA avrebbe aperto le indagini sullo scandalo degli esami forensi 2007
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ELEZIONI/ VELTRONI A BERLUSCONI: FIGLIO OPERAIO PUO' FARE AVVOCATO
"Bisogna rimettere in moto l'ascensore sociale del paese"

Mantova, 13 mar. (Apcom) - Walter Veltroni, da Mantova, sottolinea la diversità tra il suo programma e quello del leader del Pdl Silvio Berlusconi sul piano sociale, rimarcando che occorre superare la scarsa mobilità sociale italiana: "Bisogna rimettere in moto l'ascensore sociale del paese", osserva Veltroni ricordando un dibattito elettorale del 2006 in cui Silvio Berlusconi disse: 'Lei non penserà che il figlio di un operaio possa fare l'avvocato?' la mia risposta - afferma Veltroni - è assolutamente sì. Bisogna recuperare la speranza, rimettere in moto l'ascensore sociale del paese".
Veltroni poi aggiunge, parafrasando una canzone di Jovanotti 'Mi fido di te': "Non bisogna avere paura di cadere ma voglia di volare, voglia di tentarci.