Qui di seguito l'articolo pubblicato dal noto settimanale "Economy" http://www.mondadori.it/ame/it/gruppo/testate/ec.html di Panorama (Mondadori) n 22 a pg 129 con un nostro intervento

 

Elezioni Forensi in ritardo - Giovani Legali all'attacco

 

Il rinnovo dei vertici del Consiglio Nazionale Forense (CNF) va per le lunghe.Gli Ordini forensi avrebbero dovuto procedere all'elezione del consigliere nazionale 15 giorni prima della scadenza del triennio di consiliatura avvenuta il 21 Maggio scorso.Inevitabile a questo punto che il CNF chieda il regime di prorogatio.Ipotesi che ha mandato su tutte le furie , Gaetano Romano, presidente dell' ANPA-Giovani Legali Italiani che ha preso carta e penna per chiedere al Ministro della Giustizia Clemente Mastella di fare luce sul ritardo delle elezioni forensi.Secondo il numero uno dell'associazione dei giovani legali italiani, infatti "c'è un immotivato alone di segretezza in ordine alle elezioni forensi" da parte del Consiglio Nazionale Forense a cura di Giovanni Francavilla


Articolo pubblicato dall' "Indipendente" www.indipendenteonline.it in data 24.05.2007

Rubrica "Prof. & Dott" a cura di Francesco Pacifico

 

Giallo al Consiglio Nazionale Forense 
A sorpresa, e senza comunicare la notizia agli associati, il Consiglio nazionale forense è finito in prorogatio. L’organo è già scaduto lunedì scorso e secondo la legge 382 del 1944 i singoli distretti dei consigli dell’ordine degli avvocati avrebbero già dovuto riunirsi per scegliere i loro rappresentanti a livello nazionale. Al ministero della Giustizia, l’unico ente deputato ad approvare slittamento dei tempi, nessuno sarebbe stato informato della cosa. Di conseguenza il voto è destinato a slittare. Su tutte le furie Gaetano Romano presidente dell’Anpa, l’associazione che raccoglie i giovani legali italiani. Tanto da chiedere l’intervento del Guardasigilli Clemente Mastella. «Riteniamo quanto accaduto», spiega, «grave sia perché le elezioni non si svolgeranno immotivatamente entro i termini previsti dalla Legge sia perché c’è un incomprensibile alone di segretezza. Questa consiliatura del Consiglio nazionale forense si dimostra troppo parca di informazioni verso la base dell’avvocatura»


http://www.toplegal.it/approfondimento.asp?ID=3145&idtiponews=435&idargomento=&idsettore=&idstato=6

 

Alpa lanciato verso la riconferma alla guida del Cnf. Anche se...  


 Con due mesi di ritardo rispetto alla fine della vecchia consiliatura, il Cnf dovrebbe rendere note le nuove cariche entro la fine della settimana. L'attesa maggiore riguarda l'elezione del presidente. Guido Alpa (nella foto) dovrebbe avere la strada spianata. Negli scorsi mesi il professore genovese ha visto rafforzare la propria ricandidatura dopo che autorevoli concorrenti, come Remo Danovi, hanno deciso di uscire dalla corsa.
Se le previsioni della vigilia saranno confermate, si dovrà registrare una riconferma quantomeno curiosa. Il Cnf, infatti, vinene fuori da numerose sconfitte sul piano politico. L'ultima in ordine di tempo ha riguardato l'estromissione degli avvocati dai consigli giudiudiziari. Ma l'elenco ricomprende la battaglia persa contro i notai sui passaggi immobiliari con valore catastale inferiore ai 100mila euro, i mille problemi che l'introduzione dell'obbligo formativo sta incontrando e l'approvazione delle liberalizzazioni (l'ormai famoso decreto Bersani) che hanno travolto la categoria senza che la voce di questa venisse ascoltata.
In questi mesi i giovani avvocati dell'Anpa hanno persino espresso il desiderio di poter aderire a Confindustra al fine di ottenere una tutela più efficace dei propri interessi. Il Cnf è stato giudicato troppo distante dai problemi della categoria. Addirittura come è emerso anche dalla ricerca Censis-Aiga, l'iscrizione all'Ordine al contrario di quanto normalmente sostengono le istituzioni forensi non è sinonimo di garanzia della qualità professionale.
Insomma, le premesse avrebbero lasciato spazio a pronostici di altro tenore. Ma gli avvocati italiani sembrano non essersi accorti di nulla.

 

25/07/2007 


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Liberalizzazioni insufficienti   Mondo Professionisti

Luca Cordero di Montezzemolo, Giovanna Melandri e il Giuseppe Fioroni attaccano gli ordini

 

Siamo alle solite. Ancora una volta il dito è puntato contro gli Ordini Professionali rei di essere il nemico numero uno di imprese e giovani. Il primo ad attaccare il sistema ordinistico è stato il presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezzemolo, che nel corso della sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria ha chiesto al Governo una “forte accelerazione” delle privatizzazioni. “Dobbiamo approfittare del clima favorevole che si è creato – ha detto - e imprimere, cominciando dai provvedimenti che sono già in Parlamento, una forte accelerazione in tanti settori ancora chiusi alla concorrenza: energia, professioni, servizi pubblici locali, pubblica amministrazione”. Anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni non ha lesinato critiche: “Si debbono – ha detto - togliere privilegi e monopoli. Senza riforma nessun futuro alle nuove generazioni Riformare le professioni per dare un futuro occupazionale alle nuove generazioni. Se non riusciamo a togliere i privilegi e il monopolio da mestieri e professioni - ha ammonito Fioroni - non daremo alcun futuro ai nostri ragazzi. Infatti - ha aggiunto il ministro - non si è liberi se non si ha un posto di lavoro e, quindi, la sicurezza per costruire una famiglia, un nuovo progetto di famiglia. Per questo l'impegno da parte del Governo è quello di creare occupazione. Bisogna avere dunque la capacità di liberalizzare le professioni e i mestieri non per togliere qualcosa a qualcuno, ma per dare ai nostri figli la possibilità di esercitare quelle professioni”. E un appello è arrivato dal ministro per le politiche giovanili, Giovanna Melandri. “L'opposizione – ha detto - collabori ad accelerare l'iter parlamentare della legge delega sulla riforma delle professioni liberali. La legge delega - ha ricordato Melandri - è non vorrei dire impantanata, ma in viaggio nel suo percorso parlamentare. Mi auguro che almeno su questi temi, le liberalizzazioni, la riforma degli ordini professionali, ci sia una disposizione costruttiva da parte dell'opposizione. La legge delega - ha ribadito il ministro - deve essere rapidamente tradotta in legge dello stato, anche perché non è possibile che in questo paese uno debba essere figlio di un notaio, un avvocato o un ingegnere per fare il notaio, l'avvocato o l'ingegnere”.


Confindustria - Assemblea 2007
Intervento del Presidente Luca Cordero di Montezemolo
Roma, 24 Maggio 2007
 [................................]

La battaglia della concorrenza, insieme all’internazionalizzazione e all’innovazione, è stata il principale riferimento ideale della Confindustria di questi ultimi anni. Abbiamo ottenuto dei risultati quando la concorrenza sembrava una battaglia ormai abbandonata.

Dal 2004 abbiamo lanciato una campagna per la concorrenza come progetto comune e trasversale a tutte le categorie e a tutti gli interessi.
Abbiamo imposto questi temi al centro del dibattito. Il Governo, con il Ministro Bersani, ha avviato un processo, apprezzabile ma ancora insufficiente, di liberalizzazioni.

Dobbiamo approfittare del clima favorevole che si è creato e imprimere, cominciando dai provvedimenti che sono già in Parlamento, una forte accelerazione in tanti settori ancora chiusi alla concorrenza: energia, professioni, servizi pubblici locali, pubblica amministrazione.

 

Chi ha fiducia nella capacità della sua impresa o del proprio paese non ha paura della concorrenza. Io credo profondamente nell’Italia e negli italiani. Nella nostra società ci sono molte eccellenze, in tutti i campi, non certo solo tra gli imprenditori. [..............................]

L'intero intervento del Presidente Montezemolo può essere letto qui:

http://www.confindustria.it/AreeAtt/DocUfPub.nsf/All/3421EE82647572B9C12572E500394097?openDocument&MenuID=A6AD7AB9EF265258C1256EFB00358600


COMUNICATO STAMPA

 

GIOVANI AVVOCATI: “CONDIVIDIAMO LA RICHIESTA DI MONTEZEMOLO DI ACCELLERAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI”

 

 “I Giovani Avvocati salutano con immenso favore le istanze di liberalizzazione delle professioni intellettuali espresse oggi dal Presidente di Confindustria Montenzemolo all’Assemblea di Confindustria 2007.

Concordiamo pienamente con il Presidente Montezemolo , specie nella parte in cui ricorda l’avvio del processo di liberalizzazione nelle professioni, e  contestualmente chiede l’accellerazione dei provvedimenti in materia che ci sono in Parlamento.L’ “A.N.P.A.- Giovani Legali Italiani” da atto che il Presidente Montezemolo , e Confindustria, hanno il merito – tra i primi - di avere aperto qualche hanno fa il dibattitto sulla necessità di liberalizzare il mondo delle professioni, specie le tariffe professionali, ma riconosce anche che il Ministro Bersani è stato il primo ad accogliere queste coraggiose istanze”       


Professioni, Bersani risponde all’ asse tra Margherita e ordini  24/5/2007 dall' Indipendente www.indipendenteonline.it

 

L’aveva minacciato mesi fa e ora Pier Luigi Bersani prepara un nuovo blitz per salvare la riforma delle professioni. Il primo campanello d’allarme è arrivato con l’annuncio del parlamentare dl Pierluigi Mantini — il relatore alla Camera della legge — che sarà presentato un testo unico per sintetizzare il disegno Mastella e gli altri sei depositati alle Camere. Proposte spesso in contraddizione tra loro, che seppure unificate avrebbero tempi di approvazione biblici. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato sentire Francesco Rutelli dire che «senza il sostegno di autonomi e professionisti il centrosinistra non vince le elezioni». Il ministro dello Sviluppo è molto preoccupato che tutto il suo lavoro fatto in questi mesi vada perduto. Infatti è stato lui a dare il la alla sortita contro il monopolio degli ordini con l’abolizione delle tariffe minime e l’allargamento dei confini delle società tra professionisti. Così è pronto a un nuovo blitz — forse a settembre e con un decreto — per salvaguardare la parte della Mastella che gli sta più a cuore: il riconoscimento delle associazioni dei professionisti. Nel prossimo ottobre l’Italia dovrà recepire la direttiva comunitaria 36 del 2005, la cosiddetta Zappalà, che prevede libertà di movimento all’interno dell’Unione europea soltanto per quelli riconosciuti dalle istituzioni, In Italia questo status è garantito soltanto agli 1,5 milioni di iscritti agli ordini. Rischiano di restare al palo e senza mercato gli altri 3,5 milioni di professionisti indipendenti, che aderiscono alle associazioni. «Senza dimenticare», ricorda Giuseppe Lupoi, presidente del Colap (il coordinamento delle libere associazioni professionali), «che rischiamo di non poter partecipare neppure ai tavoli che si terranno tra il 2007 e il 2008 per individuare i percorsi formativi nella Ue». Questa scadenza potrebbe essere sufficiente per giustificare l’ennesimo intervento in tackle di Bersani. Il ministro non vorrebbe ricorrere alla decretazione d’urgenza, ma potrebbe essere costretto a farlo per vincere le resistenze del partito degli ordini che ha trovato un alleato in Rutelli. Senza contare che a ottobre sbarcherà alla Camera la Finanziaria. Tre sono le strade che il ministro dello Sviluppo sta seguendo. I,a prima è stralciare l’articolo 8 della riforma Mastella — quello che prevede un registro in via Arenula per le associazioni professionali — e inserirlo in un apposito decreto. L’altra passa invece per un ingresso più invasivo dei soci di capitale nelle società tra professionisti, trasformandole in Spa. Ipotesi che spaventa gli ordini, che temono spazi di rappresentanza per Confìndustria. Non a caso Pierluigi Mantini sta provando a fare una mediazione inserendo nel suo testo paletti soltanto per gli studi legali. Ultima ipotesi quella di un intervento del ministro per la Politiche comunitarie, Emma Bonino, nell’atto di recepimento della Zappalà. Il mondo delle associazioni teme che gli interventi di Bersani possano avere effetti limitati. «Riconoscendo con un decreto il registro delle associazioni o le società tra professionisti», nota Giovanni Lega, il segretario dell’AsIa (quella che raccoglie gli studi legali), «potrebbero restare sospesi nodi importanti come il trattamento dei dipendenti. Eppoi quali sarebbero i benefici delle associazioni rispetto alle società?». Il ministro conosce queste remore, e perciò sta incontrando i responsabili delle maggiori associazioni per concordare le mosse. Anche se avrebbe già chiarito che non ha alcuna voglia di passare alla storia come il riformatore che ha liberalizzato soltanto il mercato dei parrucchieri e dei taxisti. Francesco Pacifico

 


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L’Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati -Giovani Legali Italiani chiede lumi in relazione alle elezioni del Consiglio Nazionale Forense , il cui triennio di consiliatura è già scaduto il 21.05.2007. Secondo l’art. 13 d.lgs.lgt 23.11.1944 n.382 i singoli Distretti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati locali si sarebbero dovuti riunire nei quindici giorni precedenti la scadenza del Consiglio Nazionale Forense, procedendo all’ elezione del consigliere nazionale che rappresenterà ciascun distretto per il triennio successivo. Successivamente per legge i Consiglieri eletti nei vari distretti eleggono - nella prima seduta utile - il Presidente del Consiglio Nazionale Forense. Per quanto ci consta tutto ciò non è ancora avvenuto e quindi il C.N.F. entra ipso iure in regime di prorogatio.Invero anche sul recentissimo quindicinale bollettino del Ministero di Giustizia, organo deputato alla pubblicazione dei risultati ex art 11 d.lgs.lgt, n.382 del 1944, non è stata data alcuna notizia circa l’eventuale elezione dei Consiglieri nei Distretti locali. Riteniamo quanto sopra grave sia perchè le elezioni non si svolgeranno immotivatamente entro i termini previsti dalla Legge, sia perchè c’è un incomprensibile alone di segretezza in ordine a queste elezioni, ma soprattutto perchè il Consiglio Nazionale Forense, ancorché ciò sia previsto dalla normativa, è in regime di prorogatio. Questa consiliatura del C.N.F., a nostro parere sempre troppo parca di informazioni per la base dell’avvocatura anche circa ciò che avviene nelle sedute settimanali del C.N.F., rappresenta in generale una grossa delusione per i Giovani Avvocati, di cui quest’ ultima vicenda ne rappresenta la punta dell’iceberg. “Chiediamo formalmente – ha concluso Gaetano Romano (Presidente Giovani Legali Italiani) - l’intervento del Ministero di Giustizia Mastella per fare luce su questa vicenda”.


http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/note/05mag3/2300avvojus.htm

 

Giovani avvocati ANPA chiedono lumi a Mastella su elezioni CNF
di Mauro W. Giannini

 

I giovani avvocati dell'ANPA hanno chiesto al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, notizie sulle ritrdate elezioni del Consiglio Nazionale Forense di cui, dicono "non si ha alcuna notizia".L'"Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani" chiede lumi in relazione alle elezioni del Consiglio Nazionale Forense, il cui triennio di consiliatura, sottolineano, "è già scaduto il 21.05.2007". L'associazione presieduta da Gaetano Romano spiega che, secondo l'apposito decreto legislativo, i singoli Distretti dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati locali si sarebbero dovuti riunire nei quindici giorni precedenti la scadenza del Consiglio Nazionale Forense, procedendo all' elezione del consigliere nazionale che rappresenterà ciascun distretto per il triennio successivo. Successivamente per legge i Consiglieri eletti nei vari distretti eleggono - nella prima seduta utile - il Presidente del Consiglio Nazionale Forense"."Per quanto ci consta tutto ciò non è ancora avvenuto e quindi il C.N.F. entra ipso iure in regime di prorogatio" - afferma l'ANPA-GLI, che rilev come anche sul recentissimo quindicinale bollettino del Ministero di Giustizia, organo deputato alla pubblicazione dei risultati, "non è stata data alcuna notizia circa l'eventuale elezione dei Consiglieri nei Distretti locali". I giovani avvocati dell'ANPA ritengono "grave" tutto questo, "sia perchè le elezioni non si svolgeranno immotivatamente entro i termini previsti dalla Legge, sia perchè c'è un incomprensibile alone di segretezza in ordine a queste elezioni, ma soprattutto perchè il Consiglio Nazionale Forense, ancorchè ciò sia previsto dalla normativa, è in regime di prorogatio". Romano osserva come "Questa consiliatura del C.N.F., a nostro parere sempre troppo parca di informazioni per la base dell'avvocatura anche circa ciò che avviene nelle sedute settimanali del C.N.F., rappresenta in generale una grossa delusione per i Giovani Avvocati, di cui quest' ultima vicenda ne rappresenta la punta dell'iceberg". "Chiediamo formalmente - conclude ANPA-GLI - l'intervento del Ministero di Giustizia Mastella per fare luce su questa vicenda".


COMUNICATO STAMPA

 

IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE IN REGIME DI PROROGATIO :I GIOVANI AVVOCATI CHIEDONO AL MINISTRO DI GIUSTIZIA CHE SI FACCIA LUCE SULLE RITARDATE ELEZIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

L’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani” chiede lumi in relazione alle elezioni del Consiglio Nazionale Forense , il cui triennio di consiliatura è già scaduto il 21.05.2007.  Secondo l’art. 13 d.lgs.lgt 23.11.1944  n.382 i singoli Distretti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati locali si sarebbero dovuti riunire entro i quindici giorni precedenti la scadenza del Consiglio Nazionale Forense , procedendo all’ elezione del consigliere nazionale che rappresenterà ciascun distretto per il triennio successivo.Solo in tal modo i Consiglieri eletti nei vari distretti avrebbero avuto la possibilità di eleggere - prima della scadenza della consiliatura e nella prima seduta utile del nuovo C.N.F. - il Presidente del Consiglio Nazionale Forense.


Sul recentissimo quindicinale bollettino del Ministero di Giustizia del 15.05.2007 , organo deputato alla pubblicazione dei risultati delle elezioni locali ex art 11 d.lgs.lgt, n.382 del 1944, non è stata data alcuna notizia circa l’eventuale elezione dei Consiglieri nei Distretti locali che quindi non sono stati eletti entro il 6 Maggio (ovvero – come per legge - 15 gg prima della scadenza della consiliatura del C.N.F.). Ne consegue che  il C.N.F. è entrato da giorni ipso iure in regime di prorogatio e ciò lo riteniamo grave perchè nemmeno le elezioni del Presidente del C.N.F. si sono tenute entro i termini previsti dalla Legge, ovvero prima della scadenza della consiliatura. Questa consiliatura del C.N.F., a nostro parere sempre troppo parca di informazioni per la base dell’avvocatura anche circa ciò che avviene nelle sedute  settimanali del C.N.F., rappresenta in generale una grossa delusione per i Giovani Avvocati, di cui quest’ ultima vicenda ne rappresenta la punta dell’iceberg.Il C.N.F. ha trovato il tempo per approvare un regolamento vessatorio per gli avvocati sulla formazione obbligatoria ed a pagamento, e non ha trovato il tempo ed il modo di far svolgere le proprie elezioni, tanto da andare addirittura in regime di "prorogatio".Chiediamo formalmente l’intervento del Ministero di Giustizia Mastella per fare luce su questa vicenda. 

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Ricapitoliamo:

L'elezione del Presidente del CNF Alpa è avvenuta il 21.05.2004

 

www.consiglionazionaleforense.it/pdf/esporta.php?areanumber=6&idmessaggio=2684

 

Ergo il triennio è scaduto:il CNF va in propogatio

 

Nessuna notizia di elezioni sull'ultimo bollettino ufficiale del Ministero di Giustizia (15.05.2007) ove devono essere formalizzate le elezioni dei Consiglieri dei distretti locali;le elezioni dovevano avvenire 15 gg prima della scadenza della consiliatura ovvero attorno al 6 maggio.

 

http://www.giustizia.it/news/bollettino-bollettino.htm

 

Qui sotto in rosso la normativa generale per le elezioni in tutti gli Ordini professionali

 

La norma di riferimento è quella relativa alle "Commissioni centrali" che altro non sono che i Consigli Nazionali Professionali secondo la dizione corrente.

 

da https://www.tuttoingegnere.it/web/ITA/CNI/DL382_44.pdf traiamo le norme più importanti

 

DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 23 novembre 1944, n.382

 

Norme sui Consigli degli Ordini e Collegi e sulle Commissioni centrali professionali

 

Pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 98 del 23 Dicembre 1944

[................................]

 

Art. 11. - Nelle elezioni prevedute dal presente capo s'intende eletto ilcandidato che ha riportato un numero maggiore di voti. A ciascun Consiglio spetta un voto per ogni cento iscritti o frazione di cento, fino a duecento  iscritti; un voto per ogni duecento iscritti fino a seicento iscritti; ed un voto ogni trecento iscritti da seicento iscritti ed oltre.In caso di parità di voti si applica la disposizione dell'articolo 5, comma  secondo. Ogni Consiglio comunica il risultato della votazione ad una Commissione nominata dal Ministro per la grazia e giustizia e composta di cinque professionisti che, verificata l'osservanza delle norme di legge,accerta il risultato complessivo della votazione e ne ordina la pubblicazione

 

con proclamazione degli eletti nel bollettino del Ministero.

 

[................................]

 

Art. 13. - I Consigli devono essere convocati per le elezioni nei quindici giorni precedenti a quello in cui scade la Commissione centrale. Non si può fare parte contemporaneamente di un Consiglio e della Commissione centrale.In mancanza di opzione nei dieci giorni successivi all'elezione si presume larinunzia all'ufficio di componente del Consiglio.I componenti delle Commissioni centrali restano in carica tre anni.

[................................]

 

CAPO III

 

Disposizioni comuni

 

Art. 15. - I componenti del Consiglio o della Commissione centrale devono essere iscritti all'albo. Essi possono essere rieletti.Fino all'insediamento del nuovo Consiglio o della nuova Commissione, rimane in carica il Consiglio o la Commissione uscente.Alla sostituzione dei componenti deceduti o dimissionari o che rimangono assenti dalle sedute per un periodo di oltre sei mesi consecutivi si procede mediante elezioni suppletive. Quelle riguardanti la Commissione centrale si svolgono nei Consigli che non hanno alcun componente nella Commissione stessa. Il componente eletto a norma del comma precedente rimane in carica fino alla scadenza del Consiglio o della Commissione centrale.

[..........................]

Note(1)

 Le Commissioni centrali sono ora denominate Consigli nazionali, in base all'art. 2 del D.P.L. 21 giugno 1946, n. 6

[..........................]