da
Europa Quotidiano
www.europaquotidiano.it del 10.07.2007
Ordini, giù le mani dal business della formazione
di GAETANO ROMANO *
I giovani legali italiani hanno preso atto, ma senza
condividerla, dell’astensione proclamata dall’Unione camere
penali italiane.Se si cumulano tutti i giorni di sciopero di
diverse componenti dell’avvocatura nell’ultimo anno
(comprensivi di festivi e periodi feriali) si giunge
all’incredibile numero complessivo di più di 40 giorni di
astensione, circa 30 giorni nel periodo dal 10 luglio al 16
dicembre 2006 e di più di 10 nel periodo da marzo al 21 luglio
2007. Non ci convincono le lamentazioni circa l’eccessiva
durata dei processi, quando invece questa miriade di scioperi
ha contribuito in maniera pesante ai rinvii delle udienze
processuali.Autorevolemente il presidente Gaetano Nicastro –
nella sua relazione a Roma all’ultima inaugurazione dell’anno
giudiziario 2007 – aveva sottolineato come i ricorrenti
scioperi degli avvocati non facciano bene all’amministrazione
della giustizia in Italia.Per non essere sempre oggetto della
pubblica critica, non infondata, per cui gli avvocati non
perdono nulla dalle astensioni dalle udienze, sarebbe
opportuno che lo sciopero coinvolgesse l’intera giornata
lavorativa, quindi anche l’attività di studio. I giovani
avvocati non concordano con quest’ utilizzo smodato dello
sciopero che fa apparire l’avvocatura, agli occhi dei
cittadini, come un autentico “scioperificio”.Ci chiediamo che
fine abbia fatto la recente giusta proposta della commissione
di garanzia per gli scioperi nei servizi essenziali che
avrebbe regolamentato le astensioni degli avvocati in modo da
gravare in minore misura sui cittadini.
Siamo anche in attesa degli esiti delle nostre due
segnalazioni inviate all’Autorità garante per la concorrenza e
il mercato;
l’una in ordine al non perfetto adeguamento del codice
deontologico forense alla legge Bersani (lodata in una recente
intervista sull’Espresso anche dal direttore dell’Economist
John Micklethwait), l’altra
in ordine al regolamento recentemente licenziato dal Consiglio
nazionale forense in tema di formazione professionale a
pagamento.In
riferimento alla prima, l’Antitrust ha ritenuto di non
prendere ancora alcuna decisione sanzionatoria – che rientra
nei suoi poteri – e si è solamente limitata ad invitare il
Consiglio a operare alcune modifiche entro un periodo che è
già scaduto.In riferimento alla seconda,crediamo
di avere tentato di dimostrare ampiamente ,anche attraverso
Lucilla Margherita ,delegata in una particolare audizione,
come sia vessatorio ed anticoncorrenziale un sistema formativo
in ossequio al quale sostanzialmente si potrà continuare a
esercitare la professione di avvocato, solo se la formazione
acquisita sarà valutata come adeguata da altri colleghi,
quindi concorrenti nel medesimo mercato professionale facenti
parte degli ordini locali.La gestione e la verifica di un
eventuale obbligo formativo – per tutte le libere professioni
– dovrebbero essere invece gestite solo da componenti esterne
alla professione.È essenziale che – anche nel ddl Mastella –
si sottraggano agli Ordini ed a tutte le associazioni
professionali tali compiti, anche per evitare la poco
edificante corsa allo accaparramento di questo futuro immenso
business, non solo economico. Viceversa ci troveremmo innanzi
a un’evidente ipocrisia per la quale gli ordini professionali
continueranno a impedire ai propri iscritti di essere imprese,
mentre però essi stessi lo diventerebbero gestendo immense
quantità di danaro e di potere. Il tutto a spese dei
professionisti rappresentati.Ci aspettiamo dalle autorità
preposte un intervento non più solo di moral suasion e non più
procrastinabile, a tutela della concorrenza e dei cittadini.
Viceversa rimane, a noi ed ai consumatori, solo la commissione
europea.
Gaetano Romano
“A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI”
Articolo
pubblicato dall'
"Indipendente" http://www.indipendenteonline.it/ in
data 10.05.2007
titolo "Lo
scontro generazionale dei legali"
"Guerra generazionale tra avvocati.L'Associazione "A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani" ha presentato un esposto all'Antitrust contro
il regolamento sulla formazione professionale permanente
licenziato dal Consiglio Nazionale Forense.A loro dire limita
il ricambio e la concorrenza.Nel mirino soprattutto la facoltà
di esentare dall'obbligo di formazione quei professionisti che
svolgono insegnamento universitario, che possono vantare
pubblicazioni e che hanno fatto parte delle commissioni per
l'esame di avvocato.Spiega il presidente dell'associazione
Gaetano Romano "L' ingiustizia diventa paradosso nel momento
in cui l'obbligo formativo ,siccome previsto, incomberà
maggiormente sui Giovani Avvocati che non sono ancora così
noti da pubblicare su riviste giuridiche, così anziani da
poter far parte delle commissioni d’esame d’avvocato e che non
sono solitamente docenti universitari"
Avvocati:
una formazione obbligatoria che «calpesta» l’autonomia
individuale
Il Sole 24
Ore - Guida al Diritto Numero 22 del 02/06/2007 Pagina 11
http://www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com/
EDITORIALE
di Gaetano Romano *
IL TEMA DELLA
SETTIMANA
La
formazione obbligatoria “lede” l’autonomia dei legali? I
giovani avvocati avranno delle difficoltà ad aggiornarsi con
il sistema dei crediti varato dal Consiglio nazionale forense?
La risposta a questi interrogativi - dopo l’approvazione del
regolamento da parte del Cnf - è affidata al presidente dell’“Anpa
- Giovani Legali Italiani” Gaetano Romano. Il precedente
intervento di Ester Perifano è stato pubblicato sul n.
19/2007.
L'«Anpa -
Giovani Legali Italiani» ha inviato nelle scorse settimane
all'Autorità garante per la concorrenza una formale
segnalazione in ordine al regolamento recentemente licenziato
dal Cnf in tema di formazione professionale permanente (per il
testo si veda «Guida al Diritto» n. 15/2007, pagine 110 e
seguenti).
Nel ricordare che
l'articolo 23 della Costituzione prevede che «Nessuna
prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non
in base alla legge», non riusciamo a riscontrare, nostro
malgrado, alcuna legge che autorizzi il Cnf a regolamentare la
materia de qua. Al di là del principio di legalità, per noi
Giovani Avvocati la formazione dovrebbe essere lasciata
all'autonomia dei professionisti i quali sono ben consapevoli,
che, se non si aggiornano, rischiano di essere relegati ai
margini dal mercato. Nondimeno il superamento di un esame più
selettivo rispetto alle altre professioni (35%, 40% di
neoavvocati all'anno sul totale dei candidati) garantisce di
per sé una preparazione sufficiente.
Vessatorio appare
pertanto il nuovo sistema in ossequio al quale -
sostanzialmente - si potrà continuare a esercitare la
professione di avvocato, solo se la formazione acquisita sarà
valutata - da altri Colleghi - come adeguata; parafrasando il
Giovenale: quis custodiet ipsos custodes?
Non ci si sorprenda
poi se si altera sempre più il rapporto di rappresentatività
tra le istituzioni forensi e la base dell'avvocatura come ad
esempio nel caso della legge Bersani; invero secondo un
sondaggio della Tomorrow Swg (da «Il Mondo» del 19 gennaio
2007) il 62,5% dei 1.654 professionisti intervistati ha detto
sì all'abolizione delle tariffe minime, e addirittura il 72,5%
degli interpellati sì alla pubblicità.
Con il contestato
regolamento del Cnf non solo la base dell'avvocatura sarà
gravata da perdite di tempo e costi, ma alcuni avvocati
decideranno sulla formazione - e quindi sul destino
professionale - degli altri concorrenti. Chi poi sarà in un
modo o nell'altro esentato dall'obbligo formativo sarà
avvantaggiato, ai danni proprio degli altri avvocati, con
evidenti storture delle dinamiche concorrenziali. L'articolo 6
del regolamento prevede come «illecito disciplinare il mancato
adempimento dell'obbligo formativo»; la relativa sanzione,
commisurata alla gravità della violazione, potrebbe quindi
anche essere quella più radicale. L'eventuale «accreditamento»
degli eventi formativi di altri enti, associazioni o società
può essere gestito solo da componenti istituzionali esterne
che non entrino nel gioco della concorrenza. Il regolamento
all'articolo 4 garantisce poi incomprensibili agevolazioni -
non solo a coloro i quali avranno il “merito” di produrre vari
tipi di pubblicazioni giuridiche - ma persino a chi avrà fatto
solo parte delle commissioni per l'esame di avvocato.
Nondimeno, in ossequio all'articolo 5, i docenti universitari
saranno, «relativamente alle materie d'insegnamento», esentati
anche dall'obbligo di formazione.
L'«Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati - Giovani Legali Italiani»
esprime altresì stupore in merito all'assoluta discrezionalità
- autoattribuitasi dal Cnf - in tema di nuove e non meglio
precisate altre “ipotesi” di esonero previste sempre
all'articolo 5. Ci chiediamo quale tipo di verifica di
un'implementata qualificazione professionale possa garantire
quanto sopra. L'ingiustizia diventa paradosso nel momento in
cui l'obbligo formativo, siccome previsto, incomberà
maggiormente sui giovani avvocati che non sono ancora così
noti da pubblicare su riviste giuridiche, così anziani da
poter far parte delle commissioni d'esame d'avvocato e che non
sono solitamente docenti universitari. A noi sembra parimenti
assurdo che qualche principe del foro dovrà sottoporsi a
umilianti e anodine lezioni impartite da chissà quale collega
auto-improvvisatosi “docente”, magari eteroindicato non si sa
per quali reconditi meriti.
La “formazione
gratuita” viene riecheggiata dall'articolo 7 del regolamento
solo come mera eventualità, ditalché è da prevedersi che essa
sarà fatalmente a carico dell'avvocato. L'«Anpa-Giovani Legali
Italiani», oltre alla denuncia all'Agcm, ha dato il via -
presso i fori italiani - a una petizione pubblicizzata anche
sul nostro sito, a difesa degli avvocati e quindi contro il
regolamento, che sta avendo una grandissima eco tra i Giovani
avvocati e anche tra i Cassazionisti.
*
Presidente dell'“Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati
- Giovani Legali Italiani”
L' "ANPA-GIOVANI
LEGALI ITALIANI"
vi svela a cosa serve la formazione professionale obbligatoria
ed a pagamento non adeguatamente contrastata dalle
associazioni presiedute da Avvocati Patrocinanti in Cassazione
(UCPI,AIGA,OUA,Camere Civili)
Pubblichiamo alcuni stralci della Relazione Annuale per
l’inaugurazione dell’anno forense 2007 (consultabile
integralmente sul sito
www.consiglionazionaleforense.it
) dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense Avv. Guido
Alpa
Sotto
l’intestazione “La seconda fase del XXVIII Congresso forense”
si legge che“ :
[..............]
Alla sessione di Milano (del Congresso Nazionale Forense n.d.r.)
[..............] Il dibattito si è
soprattutto svolto intorno ai profili politici, per cercare di
capire
come raggiungere il risultato di ridurre l'enorme schiera di
avvocati iscritti agli albi
e di aspiranti , per far sì che la "legione" non divenisse un
ostacolo al suo stesso sviluppo e al suo stesso benessere.
Si è dunque parlato
dei filtri all'ingresso,
dell'aggiornamento professionale,
della qualificazione professionale.
[..............]
--------------------------------------------
RITENIAMO
FIN TROPPO CHIARE QUESTE PAROLE GRAVISSIME ED
ANTICONCORRENZIALI DEL PRESIDENTE DEL CNF AVV. ALPA
CHE SVELANO A COSA SERVIRA' LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
(OVVERO AD ESPUNGERE DAGLI ALBI SPECIE I GIOVANI AVVOCATI).
SICURAMENTE IL RAPPORTO DEI GIOVANI CON L'ATTUALE VERTICE DEL
CNF, QUALORA FOSSE MALAUGURATAMENTE CONFERMATO il 27 Luglio
p.v., SAREBBE DEFINITIVAMENTE COMPROMESSO PER IL FUTURO (
cui seguirà la decisione di presentare le liste dell' "A.N.P.A.-GIOVANI
LEGALI ITALIANI" in
quasi tutti i Fori Italiani per le elezioni per i Consigli
dell'Ordine locali nel Gennaio 2008:primo punto
del programma
dei giovani avvocati italiani sarà l'
abolizione immediata dell'obbligo di formazione a pagamento ed
anticoncorrenziale)
Siamo aperti ai Colleghi che vorranno collaborare con noi.
da
http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/note/06giu2/1919avvojus.htm
Giustizia : "ANPA-
Giovani Legali Italani" audita dall'Antitrust
di Mauro W. Giannini
Ieri
l'Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani
Legali Italiani e' stata audita presso la Direzione Industria
e Servizi dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del
Mercato ribadendo le sue richieste - gia' espresse per
iscritto con due segnalazioni - nell'ambito dell'indagine
conoscitiva sugli ordini professionali.
Come ha
spiegato l'Avv. Lucilla Margherita, che ha rappresentato in
audizione l'Associazione, in ordine alla segnalazione sul non
soddisfacente adeguamento del codice deontologico forense alla
Legge Bersani, l'A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani "auspica che
l'A.G.C.M. finalmente obblighi il Consiglio Nazionale Forense
ad ottemperare nel più breve tempo possibile".
In merito al regolamento sulla formazione professionale
obbligatoria emanato dal C.N.F. in data 18.01.2006, continua
Margherita "abbiamo ribadito - anche oralmente - non solo
l'assoluta mancanza di legittimità in capo al Consiglio
Nazionale Forense per regolamentare la materia , ma anche le
gravissime storture delle dinamiche concorrenziali che la
attuazione di tale normativa azionerebbe".
In merito a quest'ultima segnalazione, spiega la
rappresentante ANPA-GLI, "sono davvero ormai migliaia le
adesioni della base dell' Avvocatura, specie dei Giovani
Avvocati, alla nostra Petizione Nazionale contro questo
regolamento anticoncorrenziale la cui neutralizzazione non può
più essere più rinviata".
da
http://www.mondoprofessionisti.eu/notizieDettaglio.asp?idRec=627
I giovani legali
chiedono all’antitrust l’adeguamento del codice deontologico.
L'associazione, ribadisce le sue richieste nell'ambito
dell’indagine conoscitiva. (19/06/2007) Professioni
''Durante l'audizione
presso la Direzione Industria e Servizi dell'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato abbiamo ribadito le nostre
richieste – già espresse per iscritto nelle due nostre
segnalazioni - nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli
ordini professionali. Più specificatamente, in ordine alla
segnalazione sul non soddisfacente adeguamento del codice
deontologico forense alla Legge Bersani, l' ''Anpa-Giovani
Legali Italiani'' auspica che l'Autorita' finalmente obblighi
il Consiglio Nazionale Forense ad ottemperare nel più breve
tempo possibile". E' quanto afferma l'Associazione in una nota
al termine dell'audizione all'Antitrust.
"In merito al regolamento sulla formazione professionale
obbligatoria emanato dal C.N.F., abbiamo ribadito -afferma
Lucilla Margherita dell'Anpa- non solo l'assoluta mancanza
di legittimità in capo al Consiglio Nazionale Forense per
regolamentare la materia , ma anche le gravissime storture
delle dinamiche concorrenziali che la attuazione di tale
normativa azionerebbe".
COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI OGGI IN AUDIZIONE PRESSO L’AUTORITA’ GARANTE
DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO IN MERITO ALLE DUE
SEGNALAZIONI NELL’AMBITO DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SUGLI
ORDINI PROFESSIONALI
“Durante l’audizione in data odierna presso la Direzione
Industria e Servizi dell ‘Autorita’ Garante della Concorrenza
e del Mercato abbiamo ribadito le nostre richieste - già
espresse per iscritto nelle due nostre segnalazioni -
nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli ordini
professionali.
Più specificatamente, in ordine alla segnalazione sul non
soddisfacente adeguamento del codice deontologico forense alla
Legge Bersani, l’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” auspica
che l’A.G.C.M. finalmente obblighi il Consiglio Nazionale
Forense ad ottemperare nel più breve tempo possibile.
In relazione all’altra nostra importante segnalazione ,in
merito al regolamento sulla formazione professionale
obbligatoria emanato dal C.N.F. in data 18.01.2006, abbiamo
ribadito - anche oralmente – non solo l’assoluta mancanza di
legittimità in capo al Consiglio Nazionale Forense per
regolamentare la materia , ma anche le gravissime storture
delle dinamiche concorrenziali che la attuazione di tale
normativa azionerebbe. In merito a quest’ ultima segnalazione
sono davvero ormai migliaia le adesioni della base dell’
Avvocatura, specie dei Giovani Avvocati, alla nostra Petizione
Nazionale contro questo regolamento anticoncorrenziale la cui
neutralizzazione non può più essere più rinviata” dichiara
l’Avv. Lucilla Margherita che ha rappresentato in audizione
l’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani
Legali Italiani”.
Siamo rimasti soli a contrastare (a differenza di UCPI,AIGA,ANF,OUA,
ed UNIONE CAMERE CAMERE CIVILI) il regolamento perchè ,come
vedrete da qualche articolo, evidentemente alcune altre
associazioni non contestavano il regolamento medesimo perchè
vessatorio nei confronti dei colleghi, ma solo perchè le
stesse associazioni non erano state dapprima coinvolte nella
formazione continua a carico della base dell'avvocatura.
Ci chiediamo come farà qualcuna di esse ,che aveva contestato
anche nelle denunce inviate all'antitrust, il regolamento per
mancanza di legittimità a regolamentare la materia da parte
del CNF, a dimenticare questa "mancanza di legittimità" magari
dopo essere state incluse nella gestione della "formazione
continua".
Siamo
pronti a scendere persino in piazza qualora l'Antitrust, a
seguito della nostra segnalazione-denuncia inviata loro, non
dovesse neutralizzare questo regolamento che obbligherebbe la
classe forense a ingentissime spese e perdite di tempo con
evidenti negative ripercussioni sul lavoro professionale.
Crediamo che non sia tollerabile che il danaro della base
dell'avvocatura, con la scusa della formazione, venga
trasformato in un immenso business economico e gestionale
facente capo agli organi istituzionali ed associativi forensi
ed a danno degli altri avvocati.
Avvocati,
la formazione trova un compromesso
Il Sole 24 Ore
21.06.2007
www.ilsole24ore.com
Professionisti. Il. Cnf accoglie le istanze: nuovo testo
condiviso il 6 luglio
Slittamento entro novembre degli obblighi per gli iscritti
La
formazione professionale degli avvocati entrerà in vigore
gradualmente nell’arco di tre anni. Con una progressione dei
crediti minimi obbligatori (dieci il primo anno a partire dal
1° gennaio, 20 il secondo e solo dal terzo anno a pieno
regime) e l’inserimento, da subito, delle attività prevalenti
come aspetti qualificanti dell’aggiornamento. Mentre si aprirà
un confronto sul tema delle specializzazioni. In ogni caso,
gli obblighi per gli iscritti slittano dal 1° luglio a una
data ancora imprecisata tra ottobre e novembre, che sarà resa
nota il 6 luglio, quando il Consiglio nazionale forense
presenterà ai sindacati un regolamento rivisitato. È questo il
perimetro entro cui il Cnf, presieduto da Guido Alpa — dopo le
pressioni di Ordini e associazioni— si muoverà per modificare
il regolamento ‘sulla formazione continua (si veda «il Sole-24
Ore» di ieri). A spiegarlo, il vice presidente, Pierluigi
Tirale, al termine di una giornata di seminario in cui le
rappresentanze hanno chiesto di poter contare con un ruolo
autonomo nell’organizzazione degli eventi e soprattutto di
dare valorizzazione a percorsi specialistici. Soddisfatta l’Oua,
per «una formazione di base orientata alle specializzazioni
sulle quali si darà una risposta al termine del triennio». Il
clima si è senza dubbio disteso rispetto ai giorni scorsi. Al
termine della riunione, i rappresentanti delle associazioni si
sono detti, in generale, soddisfatti, pur specificando di
restare in attesa del nuovo testo “concertato”, prima di
pronunciarsi definitivamente, «Il Consiglio nazionale si è
reso conto che deve condividere questo tipo di decisioni con
tutte le componenti dell’avvocatura», è il commento di Ester
Perifano, dirigente di Anf(l’Associazione nazionale forense).
Per l’avvocato Lodovica Giorgi, che ha partecipato al tavolo
per l’unione Camere penali, «il coinvolgimento delle
associazioni da parte del Cnf significa l’ammissione del fatto
che senza queste non può fare formazione. Inoltre, è
importante l’accoglimento del nostro punto divi- sta sulla
formazione specializzante». Per l’Agi (l’Associazione
giuslavoristi italiani),alla riunione c’era l’avvocato Pino
Fontana, che spiega: «Il rinvio era ovvio, sarebbe stato
clamoroso il contrario. Però constatiamo ancora forti
resistenze su alcuni punti. Il Consiglio vuole il
riconoscimento dei tkoli di specializzazione solo attraverso
percorsi universitari, mentre noi auspichiamo il
riconoscimento anche dei percorsi formativi attraverso le
associazioni di settore, ovviamente dotate dei requisiti
necessari. A contrastare questo punto ci sono anche alcune
associazioni generaliste». Mentre per Salvatore Grimaudo
(unione Camere civili), «si tratta di apportare modifiche di
non eccessiva incisività: osservazioni di metodo, non
ideologiche, a una materia molto delicata».
Assente al seminario, l’Associazione nazionale praticanti ed
avvocati— giovani legali italiani ha però ribadito lunedì,
all’Authority Antitrust, in merito al regolamento sulla
formazione professionale, «non solo l’assoluta mancanza di
legittimità, in capo al Cnf, di regolare la materia, ma anche
le gravissime storture alle dinamiche concorrenziali che la
normativa azionerebbe”.
Intanto è
iniziato ieri, con l’introduzione del relatore, Roberto
Manzione (ulivo) l’esame del Ddl di riforma della professione
forense in commissione Giustizia al Senato. L’unione Camere
penali si è detta subito soddisfatta per la «comprensione
della necessità di un percorso autonomo di riforma per
l’avvocatura». Priorità, per l’ucpi, sono «stralcio dal Ddl
Mastella sulle professioni, rigore nell’accesso e nella
deontologia e formazione permanente». Laura Cavestri Serena
Saporito
I GIOVANI AVVOCATI PRENDONO ATTO CHE PER L'ASSOCIAZIONE DI
AVVOCATI CASSAZIONISTI AIGA E PER CASINI
casini_p@camera.it
(UDC) POCO CONTA AVER PASSATO L'ESAME FORENSE E CHE PER POTERE
CONTINUARE AD ESERCITARE LA PROFESSIONE SARA' NECESSARIO
SOTTOPORSI ALLA FORMAZIONE PERMAMENTE ED AL CONTINUO CONTROLLO
DEL CDO DI APPARTENENZA
"Avvocati,
accesso da riscrivere " del
20/7/2007 tratto dal quotidiano I.O.
L’emorragia di avvocati..
E poi
aggiornamento e formazione continua.
Per la prima volta, la categoria, riflettendo su stessa (a
fornire lo spunto la ricerca sugli avvocati italiani
realizzata dal Censis per conto dell’Aiga
[....................] Poco
conta, quindi, l’iscrizione all’ordine che, al contrario di
quanto normalmente sostengono le istituzioni forensi, non è
sinonimo di garanzia della qualità professionale. Quindi ben
venga la proposta della categoria sulla formazione permanente
secondo il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che,
nel corso del suo intervento, ha dichiarato di condividere in
pieno tale proposta, «uno dei punti principali della vostra
professione”, insieme ‘al controllo nell’accesso e al
controllo disciplinare”.[....................]
Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo "Dalle Camere le
linee-guida per la riforma" del 19/7/2007 su Il Sole 24 Ore
www.ilsole24ore.com.
chi volesse far "capire" all'On. Pisicchio che la base
dell'avvocatura è contro la formazione permanente (i cui
obiettivi sono stati resi chiari nella relazione del
Presidente uscente del CNF) può scrivere a
pisicchio_g@camera.it
di Pino Pisicchio – Presidente Commissione Giustizia Camera
dei Deputati
Nel suo rapporto
con le attività professionali, lo Stato rinuncia a esercitare
direttamente un certo numero di attività importanti,concedendo
ad alcuni soggetti qualificati la possibilità di svolgerle in
sua vece, nell’interesse primario del cittadino. Chiede però a
chi deve esercitare funzioni così rilevanti alcune
fondamentali garanzie, come la qualità della formazione, la
garanzia dell’idoneità a svolgere la professione,
[.................] Ordini
e associazioni hanno questa funzione «certificatoria» rispetto
all’interesse pubblico, della sussistenza dei requisiti di
«attendibilità» del lavoro degli iscritti.
[.................]
Diamo notizia che insigni amministrativisti (anche notissimi
professori universitari) hanno presentato al TAR Lazio un
ricorso contro il regolamento della formazione obbligatoria ed
a pagamento voluto dal CNF.
Continua
intanto la petizione nazionale contro il regolamento del CNF
del 18.01.2007, istituitivo della formazione obbligatoria ed a
pagamento a carico della classe forense.
Potete ricevere il
fascimile della petizione o aderire alla petizione medesima
inviando una mail a
redazione@anpaitalia.it
Per maggiori informazioni andare su
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/garante_concorrenza.htm
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/petiz_anticoncorr.html
Vi raccomandiamo di inviare i moduli compilati dai Colleghi
nei Vostri Fori all'Ufficio di Presidenza Nazionale
Qui di seguito due interessanti articoli in merito
all'indagine conoscitiva antitrust in tema di professioni:
un primo
articolo:
http://www.awn.it/AWN/download/rep100607c.pdf
il secondo
articolo:
Pubblicità, Ordini prudenti
12/6/2007 Il Sole 24
Ore
Net mirino
dell’Antitrust i freni alle liberalizzazioni
Disincentivi ‘psicologici” all’abbandono dei minimi tariffari
e autorizzazioni preventive (e per l’Antitrust non dovute)
sulle iniziative pubblicitarie. Sono questi i cardini su cui
si sta concentrando l’indagine dell’Antitrust sui codici
deontologici degli Ordini professionali. L’analisi sarà resa
nota entro l’estate», spiega l’Authority, facendo presagire
che i risultati definitivi saranno pronti a settembre.
Infatti, « i Consigli nazionali hanno tempo sino a fine giugno
per far pervenire relazioni illustrative, circolari e
comunicazioni». Un surplus di informazioni richieste
dall’Antitrust agli Ordini che entro il 3 dicembre scorso
dovevano recepire, nei propri codici deontologici, le novità
contenute nella manovra Bersani (decreto legge 223/06,
convertito nella legge 248/06). Ovvero, eliminazione
dell’inderogabilità dei minimi tariffari e del divieto
rispetto al “patto di quota lite”, apertura alla pubblicità
informativa e alla costituzione di società multidisciplinari.
Nonostante nel giro di consultazioni con l’Authority gli
Ordini si siano dimostrati aperti a ulteriori correzioni, in
molti casi, gli Albi hanno sinora giocato in difesa, con
formulazioni ambigue e interpretazioni parzialmente
restrittive, come sottolineato nella relazione del presidente
dell’Antitrust, Antonio Catricalà, a Montecitorio, di fronte
alle commissione riunite Giustizia e Attività produttive (si
veda «Il Sole-24 Ore» del 9 marzo). E in molti casi la
pubblicità ad essere attentamente monitorata. La pubblicità
informativa, ad esempio, è spesso subordinata a
un’autorizzazione preventiva(farmacisti)o a una comunicazione
“ex ante”, richiesta — tra gli altri — ad avvocati,
commercialisti, geologi e geometri. I geometri devono inoltre
segnalare in anticipo anche la possibilità di partecipazioni a
trasmissioni radiotelevisive e la costruzione del sito
Internet, il cui indirizzo web va “notificato” al Collegio di
appartenenza. Il richiamo al «decoro» e alla «proporzionalità
dei compensi» e il «divieto di accaparramento della clientela»
— secondo la relazione di Catricalà alle commissioni Giustizia
e Attività produttive — disincentivano, di fatto,
l’allontanamento dei professionisti dai minimi tariffari.
Analogo fenomeno accade per rendere praticabile il nuovo
“patto di quota lite” ovvero la parametrazione del compenso
legale all’esito del procedimento. Laura Cavestri
Riportiamo
una parte di un articolo dell'associazione degli avvocati aiga
Rispettiamo la posizione di quest'associazione che porta
avanti il pensiero comune delle associazioni presiedute da
Avvocati Cassazionisti,però i Giovani Avvocati ritengono che
debba essere il Mercato e non un altro Collega a valutare la
possibilità di continuare ad esercitare la professione.
Non condividiamo neppure l'instaurazione di un regime quasi di
terrore degli ordini professionali sui propri iscritti come
quello quasi prefigurato nell'articolo
Uno
stralcio di un articolo
dal
quotidiano degli Avvocati Cassazionisti Italia Oggi
"Più
formazione per conquistare spazio"
L'intervento
di Luca
Scagliotti - Giunta nazionale AIGA
...............l'affidarsi al mercato pare la scappatoia di
chi non ha saputo costruire un percorso formativo adeguato e
che teme l'irrompere del merito in un paese che fa della legge
dei mediocri un punto fermo. I
giovani professionisti .........................non
potranno che avere vantaggi in un sistema fondato su di una
effettiva formazione permanente obbligatoria,
alla quale non a caso sono contrari solo i giovani nemici del
merito ......................Nel contempo occorre dare
centralità al controllo deontologico,
spesso instrumentum regni, che dovrà essere svincolato, in
termini di rapidità ed effettività, dal giudizio penale e
che potrebbe esercitarsi anche in
caso di illecito civile. Gli ordini professionali
riconquisteranno centralità nel sistema paese solo se
dimostreranno che a regole di accesso più severe saranno
accompagnate rigorose verifiche dei requisiti per la
permanenza negli albi.
PROFESSIONI/ CATRICALA': GRAN PARTE ORDINI IN RITARDO SU
RIFORME
Ordini e albi
apparato sproporzionato e costoso
Roma, 28
giu. (Apcom) - Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà,
bacchetta la "maggior parte" degli Ordini professionali che
non hanno ancora adeguato i propri codici alle norme previste
dal decreto Bersani di luglio 2006: lo stop alle tariffe fisse
o minime, al divieto di pattuire compensi parametrati al
raggiungimento di obiettivi, al divieto, anche parziale, di
svolgere pubblicità e al divieto di fornire servizi
professionali con società interdisciplinari. Il termine di
adeguamento scadeva il 1 luglio.
Catricalà,
parlando in un'audizione davanti alle commissioni Giustizia e
Attività produttive di Montecitorio sulla riforma delle
professioni, ha sintetizzato i primi risultati dell'indagine
dell'Antitrust sul recepimento nei codici deontologici degli
ordini professionali dei principi di concorrenza. "Devo
osservare - ha detto Catricalà - che mentre alcuni ordini si
sono mostrati collaborativi, tra questi va menzionato il
Collegio dei geometri, quello dei periti industriali e quello
dei farmacisti che hanno inviato una nuova bozza del codice
deontologico in cui sono stati recepiti quasi tutti i
suggerimenti proposti dai nostri uffici, la maggior parte
degli Ordini si è invece mostrata assai meno pronta e
disponibile". Vi è la necessità invece di "porre un freno al
proliferare del sistema ordinistico e degli albi che
francamente costituisce un apparato di controllo
sproporzionato e costoso".Catricalà ha tenuto a ribadire che
"gli sforzi dell'Autorità sono volti a promuovere un processo
di modernizzazione delle professioni, senza che ciò comporti
un loro snaturamento, che sarebbe del resto contro l'interesse
degli stessi consumatori".
Il
presidente dell'Antitrust ha poi sottolineato i "tentativi,
più o meno espressi, di riservare" la disciplina della
formazione a "strutture facenti capo agli Ordini. A questi
ultimi - ha detto Catricalà - spetta una funzione importante
nel definire i criteri di accreditamento degli eventi
formativi, che però devono avere natura obiettiva e non
discriminatoria e favorire il pluralismo delle istanze
formative".
L’Antitrust bacchetta Ordini e Collegi del 2/7/2007
tratto da:
Il Sole 24 Ore
Albi &
mercato. Intervento del Garante sull’adeguamento al decreto
Bersani
Ordini
professionali come un «Giano bifronte»: alcune categorie si
mostrano disponibili ma poi in Parlamento «vengono a
raccontare le nostre vessazioni». In generale, gli Albi
restano «per la maggior parte poco collaborativi». Un apparato
che, così come è, «è sproporzionato e costoso». Una
bacchettata severa nei toni e coerente con le precedenti
quella che il presidente dell’Authority Antitrust, Antonio
Catricalà, ha inflitto ieri a Ordini e Collegi, facendo il
punto sull’indagine conoscitiva in corso, nella sua relazione
alle Commissioni riunite Bilancio e Attività produttive della
Camera sulla riforma delle professioni. Mentre alcuni Ordini
si sono mostrati collaborativi, ha dichiarato Catricalà, «la
maggior parte degli Ordini si è invece mostrata assai meno
pronta e disponibile» ad adeguare i propri codici alle norme
previste dal decreto Bersani di luglio 2006: «Stop alle
tariffe fisse o minime, al divieto di pattuire compensi
parametrati agli obiettivi, al divieto, anche parziale, di
svolgere pubblicità e di fornire servizi con società
interdisciplinari». Il termine scadeva il 1° gennaio 2007.
Catricalà dispensa parole di apprezzamento per «l’ottimo
atteggiamento» di geometri, periti industriali e farmacisti
«che hanno inviato una nuova bozza di codice deontologico in
cui sono stati recepiti quasi tutti i suggerimenti». Ci è
anche «piaciuta la best practice dei notai e dei geometri», ha
aggiunto il Garante. Così come «un ottimo documento» è la
carta dei diritti degli psicologi, «predisposta con le
associazioni dei consumatori su competenze e qualifiche del
professionista, prezzi e condizioni alle quali viene offerta
la prestazione». Tra gli avvocati, invece, ha proseguito
Catricalà, «registriamo una certa resistenza». L’intento
dell’Antitrust, chiarisce ancora Catricalà, non vuole essere
affatto punitivo: «Lo sforzo dell’Autorità è volto a
promuovere un processo di modernizzazione - delle professioni,
senza un loro snaturamento». Dunque, «le associazioni trovano
giustificazione là dove il Parlamento non ritenga per motivi
costituzionali di istituire l’Ordine della categoria». Gli
Ordini sono «il baluardo deontologico delle professioni e,
probabilmente, altri giudici potrebbero essere impropri». Ma
la loro disciplina deve essere adeguata alle effettive
esigenze di tutela e non come mezzo di ingiustificata
protezione. Per questo, l’Authority ha chiesto «un freno al
proliferare del sistema ordinistico», che, al di là degli
ambiti di «diritto di difesa, certezza dei nogozi, diritto
alla salute e alla sicurezza di impianti e costruzioni»,
costituisce «un apparato di controllo sproporzionato e
costoso». «Condivido — ha invece aggiunto Pierluigi Mantini
(Ulivo), relatore della riforma sulle professioni in
discussione alla Camera — il giudizio favorevole di Catricalà
sulla trasformazione della legge delega in una legge quadro di
principi che anticipi i tempi della riforma. E condivido
l’idea che alcune professioni, come gli avvocati, i notai e i
medici, debbano avere norme ordina- mentali specifiche». L.Ca.
COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI: TROPPO CONSERVATORE L’INTERVENTO DEL
PRESIDENTE CATRICALA’ SUGLI ORDINI PROFESSIONALI; CHIEDEREMO
DI ESSERE TUTELATI DALL’ANTITRUST EUROPEO
“L’
“Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali
Italiani” non condivide la Relazione annuale ,fin troppo
conservatrice, del Presidente dell’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato, Dott. Catricalà, nella parte
relativa alle libere professioni.
I Giovani
Avvocati si sarebbero attesi parole più ferme di contrasto a
quelle e proprie Corporazioni rappresentate dalle cosiddette
“libere” professioni.
A pagina 4
del documento di presentazione del Presidente Catricalà alla
Relazione annuale dell’ AGCM si parla di valorizzare il ruolo
degli Ordini Professionali ,testualmente, nel “continuo
aggiornamento dei Professionisti”.
Concordiamo sulla necessità che il professionista si aggiorni
continuamente, specie a tutela dei consumatori, ma ci stupisce
che l’AGCM voglia valorizzare questa competenza in mano agli
Ordini Professionali che potrebbero utilizzarla come strumento
per eliminare i propri concorrenti sul Mercato.
L’ “A.N.P.A.-Giovani
Legali Italiani” ,com’è noto, ha formalmente inviato all’AGCM
una denuncia-segnalazione ,nell’ambito dell’indagine
conoscitiva attivata dallo stesso Antitrust sugli ordini
professionali, proprio in ordine ad un regolamento
“anticoncorrenziale” sulla formazione professionale
obbligatoria del Consiglio Nazionale Forense in data 18
gennaio 2007 peraltro emanato , a nostro parere, in carenza di
competenza sulla materia.E’ stato infatti violato il
fondamentale “Principio di Legalità” ,di cui all’art 23.
della Costituzione (“Nessuna prestazione personale o
patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”) ,
nella misura in cui non sembra esserci ad oggi alcuna Legge
Nazionale che autorizzi il C.N.F. a regolamentare questa
materia.
Il
regolamento sulla formazione professionale approvato dal
C.N.F. - come abbiamo dimostrato anche durante la nostra
audizione di qualche giorno fa presso la Direzione Industria e
Servizi dell ‘AGCM - ha il non troppo malcelato intendimento
di innescare delle dinamiche anticoncorrenziali rafforzate dal
fatto che i vertici degli Ordini forensi potranno decidere sul
destino professionale dei propri concorrenti nel medesimo
Mercato Professionale. Se infatti l’ aggiornamento
professionale del singolo avvocato - gestito incredibilmente
in regime di monopolio dalle Istituzioni Forensi - non verrà
ritenuto dai vertici degli Ordini forensi ,sufficiente, lo
stesso professionista rischierà sanzioni disciplinari, non
esclusa la radiazione.Ci chiediamo chi controllerà i
“controllori” in questa delicatissima gestione della
formazione professionale e come si intende contrastare il
legittimo sospetto che tutto ciò possa essere utilizzato dai
vertici degli Ordini Professionali come strumento di
“ricatto” per i propri concorrenti sul Mercato Professionale.
L’
aggiornamento continuo dei professionisti deve essere invece
gestito da enti esterni rispetto a quelli propri dei
professionisti, proprio al fine di evitare che tutto ciò si
traduca ,non solo in un immenso business economico per i
vertici delle Istituzioni professionali gravante
economicamente sui singoli professionisti , ma anche in una
leva per ridurre i propri concorrenti sul Mercato
Professionale.
Se i
Giovani Avvocati dovessero verificare confermata nei fatti
questa impostazione conservatrice dell’ Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato chiederemo l’intervento del
Commissario Europeo per la Concorrenza in via sussidiaria
rispetto all’ Antitrust italiano dal quale potremmo non
sentirci tutelati.