da Europa Quotidiano www.europaquotidiano.it del 10.07.2007
Ordini, giù le mani dal business della formazione 
 
di GAETANO ROMANO *
 
I giovani legali italiani hanno preso atto, ma senza condividerla, dell’astensione proclamata dall’Unione camere penali italiane.Se si cumulano tutti i giorni di sciopero di diverse componenti dell’avvocatura nell’ultimo anno (comprensivi di festivi e periodi feriali) si giunge all’incredibile numero complessivo di più di 40 giorni di astensione, circa 30 giorni nel periodo dal 10 luglio al 16 dicembre 2006 e di più di 10 nel periodo da marzo al 21 luglio 2007. Non ci convincono le lamentazioni circa l’eccessiva durata dei processi, quando invece questa miriade di scioperi ha contribuito in maniera pesante ai rinvii delle udienze processuali.Autorevolemente il presidente Gaetano Nicastro – nella sua relazione a Roma all’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario 2007 – aveva sottolineato come i ricorrenti scioperi degli avvocati non facciano bene all’amministrazione della giustizia in Italia.Per non essere sempre oggetto della pubblica critica, non infondata, per cui gli avvocati non perdono nulla dalle astensioni dalle udienze, sarebbe opportuno che lo sciopero coinvolgesse l’intera giornata lavorativa, quindi anche l’attività di studio. I giovani avvocati non concordano con quest’ utilizzo smodato dello sciopero che fa apparire l’avvocatura, agli occhi dei cittadini, come un autentico “scioperificio”.Ci chiediamo che fine abbia fatto la recente giusta proposta della commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi essenziali che avrebbe regolamentato le astensioni degli avvocati in modo da gravare in minore misura sui cittadini.
Siamo anche in attesa degli esiti delle nostre due segnalazioni inviate all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato; l’una in ordine al non perfetto adeguamento del codice deontologico forense alla legge Bersani (lodata in una recente intervista sull’Espresso anche dal direttore dell’Economist John Micklethwait), l’altra in ordine al regolamento recentemente licenziato dal Consiglio nazionale forense in tema di formazione professionale a pagamento.In riferimento alla prima, l’Antitrust ha ritenuto di non prendere ancora alcuna decisione sanzionatoria – che rientra nei suoi poteri – e si è solamente limitata ad invitare il Consiglio a operare alcune modifiche entro un periodo che è già scaduto.In riferimento alla seconda,crediamo di avere tentato di dimostrare ampiamente ,anche attraverso Lucilla Margherita ,delegata in una particolare audizione, come sia vessatorio ed anticoncorrenziale un sistema formativo in ossequio al quale sostanzialmente si potrà continuare a esercitare la professione di avvocato, solo se la formazione acquisita sarà valutata come adeguata da altri colleghi, quindi concorrenti nel medesimo mercato professionale facenti parte degli ordini locali.La gestione e la verifica di un eventuale obbligo formativo – per tutte le libere professioni – dovrebbero essere invece gestite solo da componenti esterne alla professione.È essenziale che – anche nel ddl Mastella – si sottraggano agli Ordini ed a tutte le associazioni professionali tali compiti, anche per evitare la poco edificante corsa allo accaparramento di questo futuro immenso business, non solo economico. Viceversa ci troveremmo innanzi a un’evidente ipocrisia per la quale gli ordini professionali continueranno a impedire ai propri iscritti di essere imprese, mentre però essi stessi lo diventerebbero gestendo immense quantità di danaro e di potere. Il tutto a spese dei professionisti rappresentati.Ci aspettiamo dalle autorità preposte un intervento non più solo di moral suasion e non più procrastinabile, a tutela della concorrenza e dei cittadini. Viceversa rimane, a noi ed ai consumatori, solo la commissione europea.
Gaetano Romano
 “A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI”


Articolo pubblicato dall' "Indipendente" http://www.indipendenteonline.it/ in data 10.05.2007

 

titolo "Lo scontro generazionale dei legali"

 

"Guerra generazionale tra avvocati.L'Associazione "A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" ha presentato un esposto all'Antitrust contro il regolamento sulla formazione professionale permanente licenziato dal Consiglio Nazionale Forense.A loro dire limita il ricambio e la concorrenza.Nel mirino soprattutto la facoltà di esentare dall'obbligo di formazione quei professionisti che svolgono insegnamento universitario, che possono vantare pubblicazioni e che hanno fatto parte delle commissioni per l'esame di avvocato.Spiega il presidente dell'associazione Gaetano Romano "L' ingiustizia diventa paradosso nel momento in cui l'obbligo formativo ,siccome previsto, incomberà maggiormente sui Giovani Avvocati che non sono ancora così noti da pubblicare su riviste giuridiche, così anziani da poter far parte delle commissioni d’esame d’avvocato e che non sono solitamente docenti universitari"


Avvocati: una formazione obbligatoria che «calpesta» l’autonomia individuale
Il Sole 24 Ore - Guida al Diritto Numero 22 del 02/06/2007 Pagina 11

http://www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com/
EDITORIALE
di Gaetano Romano *
IL TEMA DELLA SETTIMANA

 

La formazione obbligatoria “lede” l’autonomia dei legali? I giovani avvocati avranno delle difficoltà ad aggiornarsi con il sistema dei crediti varato dal Consiglio nazionale forense? La risposta a questi interrogativi - dopo l’approvazione del regolamento da parte del Cnf - è affidata al presidente dell’“Anpa - Giovani Legali Italiani” Gaetano Romano. Il precedente intervento di Ester Perifano è stato pubblicato sul n. 19/2007.


L'«Anpa - Giovani Legali Italiani» ha inviato nelle scorse settimane all'Autorità garante per la concorrenza una formale segnalazione in ordine al regolamento recentemente licenziato dal Cnf in tema di formazione professionale permanente (per il testo si veda «Guida al Diritto» n. 15/2007, pagine 110 e seguenti).
Nel ricordare che l'articolo 23 della Costituzione prevede che «Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge», non riusciamo a riscontrare, nostro malgrado, alcuna legge che autorizzi il Cnf a regolamentare la materia de qua. Al di là del principio di legalità, per noi Giovani Avvocati la formazione dovrebbe essere lasciata all'autonomia dei professionisti i quali sono ben consapevoli, che, se non si aggiornano, rischiano di essere relegati ai margini dal mercato. Nondimeno il superamento di un esame più selettivo rispetto alle altre professioni (35%, 40% di neoavvocati all'anno sul totale dei candidati) garantisce di per sé una preparazione sufficiente.
Vessatorio appare pertanto il nuovo sistema in ossequio al quale - sostanzialmente - si potrà continuare a esercitare la professione di avvocato, solo se la formazione acquisita sarà valutata - da altri Colleghi - come adeguata; parafrasando il Giovenale: quis custodiet ipsos custodes?
Non ci si sorprenda poi se si altera sempre più il rapporto di rappresentatività tra le istituzioni forensi e la base dell'avvocatura come ad esempio nel caso della legge Bersani; invero secondo un sondaggio della Tomorrow Swg (da «Il Mondo» del 19 gennaio 2007) il 62,5% dei 1.654 professionisti intervistati ha detto sì all'abolizione delle tariffe minime, e addirittura il 72,5% degli interpellati sì alla pubblicità.
Con il contestato regolamento del Cnf non solo la base dell'avvocatura sarà gravata da perdite di tempo e costi, ma alcuni avvocati decideranno sulla formazione - e quindi sul destino professionale - degli altri concorrenti. Chi poi sarà in un modo o nell'altro esentato dall'obbligo formativo sarà avvantaggiato, ai danni proprio degli altri avvocati, con evidenti storture delle dinamiche concorrenziali. L'articolo 6 del regolamento prevede come «illecito disciplinare il mancato adempimento dell'obbligo formativo»; la relativa sanzione, commisurata alla gravità della violazione, potrebbe quindi anche essere quella più radicale. L'eventuale «accreditamento» degli eventi formativi di altri enti, associazioni o società può essere gestito solo da componenti istituzionali esterne che non entrino nel gioco della concorrenza. Il regolamento all'articolo 4 garantisce poi incomprensibili agevolazioni - non solo a coloro i quali avranno il “merito” di produrre vari tipi di pubblicazioni giuridiche - ma persino a chi avrà fatto solo parte delle commissioni per l'esame di avvocato. Nondimeno, in ossequio all'articolo 5, i docenti universitari saranno, «relativamente alle materie d'insegnamento», esentati anche dall'obbligo di formazione.
L'«Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati - Giovani Legali Italiani» esprime altresì stupore in merito all'assoluta discrezionalità - autoattribuitasi dal Cnf - in tema di nuove e non meglio precisate altre “ipotesi” di esonero previste sempre all'articolo 5. Ci chiediamo quale tipo di verifica di un'implementata qualificazione professionale possa garantire quanto sopra. L'ingiustizia diventa paradosso nel momento in cui l'obbligo formativo, siccome previsto, incomberà maggiormente sui giovani avvocati che non sono ancora così noti da pubblicare su riviste giuridiche, così anziani da poter far parte delle commissioni d'esame d'avvocato e che non sono solitamente docenti universitari. A noi sembra parimenti assurdo che qualche principe del foro dovrà sottoporsi a umilianti e anodine lezioni impartite da chissà quale collega auto-improvvisatosi “docente”, magari eteroindicato non si sa per quali reconditi meriti.
La “formazione gratuita” viene riecheggiata dall'articolo 7 del regolamento solo come mera eventualità, ditalché è da prevedersi che essa sarà fatalmente a carico dell'avvocato. L'«Anpa-Giovani Legali Italiani», oltre alla denuncia all'Agcm, ha dato il via - presso i fori italiani - a una petizione pubblicizzata anche sul nostro sito, a difesa degli avvocati e quindi contro il regolamento, che sta avendo una grandissima eco tra i Giovani avvocati e anche tra i Cassazionisti.

 

* Presidente dell'“Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati - Giovani Legali Italiani”


L' "ANPA-GIOVANI LEGALI ITALIANI"  vi svela a cosa serve la formazione professionale obbligatoria ed a pagamento non adeguatamente contrastata dalle associazioni presiedute da Avvocati Patrocinanti in Cassazione (UCPI,AIGA,OUA,Camere Civili)

Pubblichiamo alcuni stralci della Relazione Annuale per l’inaugurazione dell’anno forense 2007 (consultabile integralmente sul sito www.consiglionazionaleforense.it ) dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense Avv. Guido Alpa

 

Sotto l’intestazione “La seconda fase del XXVIII Congresso forense” si legge che“ :

 

[..............] Alla sessione di Milano (del Congresso Nazionale Forense n.d.r.) [..............] Il dibattito si è soprattutto svolto intorno ai profili politici, per cercare di capire come raggiungere il risultato di ridurre l'enorme schiera di avvocati iscritti agli albi e di aspiranti , per far sì che la "legione" non divenisse un ostacolo al suo stesso sviluppo e al suo stesso benessere. Si è dunque parlato dei filtri all'ingresso, dell'aggiornamento professionale, della qualificazione professionale. [..............]

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RITENIAMO FIN TROPPO CHIARE QUESTE PAROLE GRAVISSIME ED ANTICONCORRENZIALI DEL PRESIDENTE DEL CNF AVV. ALPA CHE SVELANO A COSA SERVIRA' LA FORMAZIONE PROFESSIONALE (OVVERO AD ESPUNGERE DAGLI ALBI SPECIE I GIOVANI AVVOCATI).

 

SICURAMENTE IL RAPPORTO DEI GIOVANI CON L'ATTUALE VERTICE DEL CNF, QUALORA FOSSE MALAUGURATAMENTE CONFERMATO il 27 Luglio p.v., SAREBBE DEFINITIVAMENTE COMPROMESSO PER IL FUTURO  ( cui seguirà la decisione di presentare le liste dell' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" in quasi tutti i Fori Italiani per le elezioni per i Consigli dell'Ordine locali nel Gennaio 2008:primo punto del programma dei giovani avvocati italiani sarà l' abolizione immediata dell'obbligo di formazione a pagamento ed anticoncorrenziale)

Siamo aperti ai Colleghi che vorranno collaborare con noi.


da http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/note/06giu2/1919avvojus.htm
Giustizia : "ANPA- Giovani Legali Italani" audita dall'Antitrust
di Mauro W. Giannini

 

Ieri l'Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani e' stata audita presso la Direzione Industria e Servizi dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato ribadendo le sue richieste - gia' espresse per iscritto con due segnalazioni - nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli ordini professionali.

Come ha spiegato l'Avv. Lucilla Margherita, che ha rappresentato in audizione l'Associazione, in ordine alla segnalazione sul non soddisfacente adeguamento del codice deontologico forense alla Legge Bersani, l'A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani "auspica che l'A.G.C.M. finalmente obblighi il Consiglio Nazionale Forense ad ottemperare nel più breve tempo possibile".

 

In merito al regolamento sulla formazione professionale obbligatoria emanato dal C.N.F. in data 18.01.2006, continua Margherita "abbiamo ribadito - anche oralmente - non solo l'assoluta mancanza di legittimità in capo al Consiglio Nazionale Forense per regolamentare la materia , ma anche le gravissime storture delle dinamiche concorrenziali che la attuazione di tale normativa azionerebbe".

In merito a quest'ultima segnalazione, spiega la rappresentante ANPA-GLI, "sono davvero ormai migliaia le adesioni della base dell' Avvocatura, specie dei Giovani Avvocati, alla nostra Petizione Nazionale contro questo regolamento anticoncorrenziale la cui neutralizzazione non può più essere più rinviata".


da http://www.mondoprofessionisti.eu/notizieDettaglio.asp?idRec=627


I giovani legali chiedono all’antitrust l’adeguamento del codice deontologico. L'associazione, ribadisce le sue richieste nell'ambito dell’indagine conoscitiva. (19/06/2007) Professioni
''Durante l'audizione presso la Direzione Industria e Servizi dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbiamo ribadito le nostre richieste – già espresse per iscritto nelle due nostre segnalazioni - nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli ordini professionali. Più specificatamente, in ordine alla segnalazione sul non soddisfacente adeguamento del codice deontologico forense alla Legge Bersani, l' ''Anpa-Giovani Legali Italiani'' auspica che l'Autorita' finalmente obblighi il Consiglio Nazionale Forense ad ottemperare nel più breve tempo possibile". E' quanto afferma l'Associazione in una nota al termine dell'audizione all'Antitrust.

"In merito al regolamento sulla formazione professionale obbligatoria emanato dal C.N.F., abbiamo ribadito -afferma Lucilla Margherita dell'Anpa- non solo l'assoluta mancanza di legittimità in capo al Consiglio Nazionale Forense per regolamentare la materia , ma anche le gravissime storture delle dinamiche concorrenziali che la attuazione di tale normativa azionerebbe".


 

COMUNICATO STAMPA

 

 

GIOVANI AVVOCATI OGGI IN AUDIZIONE PRESSO L’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO IN MERITO ALLE DUE SEGNALAZIONI NELL’AMBITO DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SUGLI ORDINI PROFESSIONALI

 

“Durante l’audizione in data odierna presso la Direzione Industria e Servizi dell ‘Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato abbiamo ribadito le nostre richieste  - già espresse per iscritto nelle due nostre segnalazioni - nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli ordini professionali. Più specificatamente, in ordine alla segnalazione sul non soddisfacente adeguamento del codice deontologico forense alla Legge Bersani, l’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” auspica che l’A.G.C.M. finalmente obblighi il Consiglio Nazionale Forense ad ottemperare nel più breve tempo possibile.

In relazione all’altra nostra importante segnalazione ,in merito al regolamento sulla formazione professionale obbligatoria emanato dal C.N.F. in data 18.01.2006, abbiamo ribadito - anche oralmente – non solo l’assoluta mancanza di legittimità in capo al Consiglio Nazionale Forense per regolamentare la materia , ma anche le gravissime storture delle dinamiche concorrenziali che la attuazione di tale normativa azionerebbe. In merito a quest’ ultima segnalazione sono davvero ormai migliaia le adesioni della base dell’ Avvocatura, specie dei Giovani Avvocati, alla nostra Petizione Nazionale contro questo regolamento anticoncorrenziale la cui neutralizzazione non può più essere più rinviata” dichiara l’Avv. Lucilla Margherita che ha rappresentato in audizione l’  “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani”.


Siamo rimasti soli a contrastare (a differenza di UCPI,AIGA,ANF,OUA, ed UNIONE CAMERE CAMERE CIVILI)  il regolamento perchè ,come vedrete da qualche articolo, evidentemente alcune altre associazioni non contestavano il regolamento medesimo perchè vessatorio nei confronti dei colleghi, ma solo perchè le stesse associazioni non erano state dapprima coinvolte nella formazione continua a carico della base dell'avvocatura.

Ci chiediamo come farà qualcuna di esse ,che aveva contestato anche nelle denunce inviate all'antitrust, il regolamento per mancanza di legittimità a regolamentare la materia da parte del CNF, a dimenticare questa "mancanza di legittimità" magari dopo essere state incluse nella gestione della "formazione continua".

 

Siamo pronti a scendere persino in piazza qualora l'Antitrust, a seguito della nostra segnalazione-denuncia inviata loro, non dovesse neutralizzare questo regolamento che obbligherebbe la classe forense a ingentissime spese e perdite di tempo con evidenti negative ripercussioni sul lavoro professionale. 

Crediamo che non sia tollerabile che il danaro della base dell'avvocatura, con la scusa della formazione,  venga trasformato in un immenso business economico e gestionale facente capo agli organi istituzionali ed associativi forensi ed a danno degli altri avvocati.


Avvocati, la formazione trova un compromesso  
Il Sole 24 Ore 21.06.2007 www.ilsole24ore.com

Professionisti. Il. Cnf accoglie le istanze: nuovo testo condiviso il 6 luglio

Slittamento entro novembre degli obblighi per gli iscritti

 

La formazione professionale degli avvocati entrerà in vigore gradualmente nell’arco di tre anni. Con una progressione dei crediti minimi obbligatori (dieci il primo anno a partire dal 1° gennaio, 20 il secondo e solo dal terzo anno a pieno regime) e l’inserimento, da subito, delle attività prevalenti come aspetti qualificanti dell’aggiornamento. Mentre si aprirà un confronto sul tema delle specializzazioni. In ogni caso, gli obblighi per gli iscritti slittano dal 1° luglio a una data ancora imprecisata tra ottobre e novembre, che sarà resa nota il 6 luglio, quando il Consiglio nazionale forense presenterà ai sindacati un regolamento rivisitato. È questo il perimetro entro cui il Cnf, presieduto da Guido Alpa — dopo le pressioni di Ordini e associazioni— si muoverà per modificare il regolamento ‘sulla formazione continua (si veda «il Sole-24 Ore» di ieri). A spiegarlo, il vice presidente, Pierluigi Tirale, al termine di una giornata di seminario in cui le rappresentanze hanno chiesto di poter contare con un ruolo autonomo nell’organizzazione degli eventi e soprattutto di dare valorizzazione a percorsi specialistici. Soddisfatta l’Oua, per «una formazione di base orientata alle specializzazioni sulle quali si darà una risposta al termine del triennio». Il clima si è senza dubbio disteso rispetto ai giorni scorsi. Al termine della riunione, i rappresentanti delle associazioni si sono detti, in generale, soddisfatti, pur specificando di restare in attesa del nuovo testo “concertato”, prima di pronunciarsi definitivamente, «Il Consiglio nazionale si è reso conto che deve condividere questo tipo di decisioni con tutte le componenti dell’avvocatura», è il commento di Ester Perifano, dirigente di Anf(l’Associazione nazionale forense). Per l’avvocato Lodovica Giorgi, che ha partecipato al tavolo per l’unione Camere penali, «il coinvolgimento delle associazioni da parte del Cnf significa l’ammissione del fatto che senza queste non può fare formazione. Inoltre, è importante l’accoglimento del nostro punto divi- sta sulla formazione specializzante». Per l’Agi (l’Associazione giuslavoristi italiani),alla riunione c’era l’avvocato Pino Fontana, che spiega: «Il rinvio era ovvio, sarebbe stato clamoroso il contrario. Però constatiamo ancora forti resistenze su alcuni punti. Il Consiglio vuole il riconoscimento dei tkoli di specializzazione solo attraverso percorsi universitari, mentre noi auspichiamo il riconoscimento anche dei percorsi formativi attraverso le associazioni di settore, ovviamente dotate dei requisiti necessari. A contrastare questo punto ci sono anche alcune associazioni generaliste». Mentre per Salvatore Grimaudo (unione Camere civili), «si tratta di apportare modifiche di non eccessiva incisività: osservazioni di metodo, non ideologiche, a una materia molto delicata».

 

Assente al seminario, l’Associazione nazionale praticanti ed avvocati— giovani legali italiani ha però ribadito lunedì, all’Authority Antitrust, in merito al regolamento sulla formazione professionale, «non solo l’assoluta mancanza di legittimità, in capo al Cnf, di regolare la materia, ma anche le gravissime storture alle dinamiche concorrenziali che la normativa azionerebbe”.

 

Intanto è iniziato ieri, con l’introduzione del relatore, Roberto Manzione (ulivo) l’esame del Ddl di riforma della professione forense in commissione Giustizia al Senato. L’unione Camere penali si è detta subito soddisfatta per la «comprensione della necessità di un percorso autonomo di riforma per l’avvocatura». Priorità, per l’ucpi, sono «stralcio dal Ddl Mastella sulle professioni, rigore nell’accesso e nella deontologia e formazione permanente». Laura Cavestri Serena Saporito


I GIOVANI AVVOCATI PRENDONO ATTO CHE PER L'ASSOCIAZIONE DI AVVOCATI CASSAZIONISTI AIGA E PER CASINI casini_p@camera.it (UDC) POCO CONTA AVER PASSATO L'ESAME FORENSE E CHE PER POTERE CONTINUARE AD ESERCITARE LA PROFESSIONE SARA' NECESSARIO SOTTOPORSI ALLA FORMAZIONE PERMAMENTE ED AL CONTINUO CONTROLLO DEL CDO DI APPARTENENZA

 

 

"Avvocati, accesso da riscrivere " del 20/7/2007 tratto dal quotidiano I.O. 

 

L’emorragia di avvocati.. E poi aggiornamento e formazione continua. Per la prima volta, la categoria, riflettendo su stessa (a fornire lo spunto la ricerca sugli avvocati italiani realizzata dal Censis per conto dell’Aiga [....................] Poco conta, quindi, l’iscrizione all’ordine che, al contrario di quanto normalmente sostengono le istituzioni forensi, non è sinonimo di garanzia della qualità professionale. Quindi ben venga la proposta della categoria sulla formazione permanente secondo il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che, nel corso del suo intervento, ha dichiarato di condividere in pieno tale proposta, «uno dei punti principali della vostra professione”, insieme ‘al controllo nell’accesso e al controllo disciplinare”.[....................]


 

Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo "Dalle Camere le linee-guida per la riforma" del  19/7/2007 su Il Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com.

chi volesse far "capire" all'On. Pisicchio che la base dell'avvocatura è contro la formazione permanente (i cui obiettivi sono stati resi chiari nella relazione del Presidente uscente del CNF) può scrivere a pisicchio_g@camera.it

 

di Pino Pisicchio – Presidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati

 

Nel suo rapporto con le attività professionali, lo Stato rinuncia a esercitare direttamente un certo numero di attività importanti,concedendo ad alcuni soggetti qualificati la possibilità di svolgerle in sua vece, nell’interesse primario del cittadino. Chiede però a chi deve esercitare funzioni così rilevanti alcune fondamentali garanzie, come la qualità della formazione, la garanzia dell’idoneità a svolgere la professione, [.................] Ordini e associazioni hanno questa funzione «certificatoria» rispetto all’interesse pubblico, della sussistenza dei requisiti di «attendibilità» del lavoro degli iscritti. [.................] 


Diamo notizia che insigni amministrativisti (anche notissimi professori universitari) hanno presentato al TAR Lazio un ricorso contro il regolamento della formazione obbligatoria ed a pagamento voluto dal CNF.

 

Continua intanto la petizione nazionale contro il regolamento del CNF del 18.01.2007, istituitivo della formazione obbligatoria ed a pagamento a carico della classe forense.
Potete ricevere il fascimile della petizione o aderire alla petizione medesima inviando una mail a
  redazione@anpaitalia.it 

 

Per maggiori informazioni andare su
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/garante_concorrenza.htm
http://www.anpaitalia.it/sito/pag/petiz_anticoncorr.html

 

 

Vi raccomandiamo di inviare i moduli compilati dai Colleghi nei Vostri Fori all'Ufficio di Presidenza Nazionale


Qui di seguito due interessanti articoli in merito all'indagine conoscitiva antitrust in tema di professioni:

 

un primo articolo:

http://www.awn.it/AWN/download/rep100607c.pdf


il secondo articolo:

 

Pubblicità, Ordini prudenti  
12/6/2007 Il Sole 24 Ore

Net mirino dell’Antitrust i freni alle liberalizzazioni

 

Disincentivi ‘psicologici” all’abbandono dei minimi tariffari e autorizzazioni preventive (e per l’Antitrust non dovute) sulle iniziative pubblicitarie. Sono questi i cardini su cui si sta concentrando l’indagine dell’Antitrust sui codici deontologici degli Ordini professionali. L’analisi sarà resa nota entro l’estate», spiega l’Authority, facendo presagire che i risultati definitivi saranno pronti a settembre. Infatti, « i Consigli nazionali hanno tempo sino a fine giugno per far pervenire relazioni illustrative, circolari e comunicazioni». Un surplus di informazioni richieste dall’Antitrust agli Ordini che entro il 3 dicembre scorso dovevano recepire, nei propri codici deontologici, le novità contenute nella manovra Bersani (decreto legge 223/06, convertito nella legge 248/06). Ovvero, eliminazione dell’inderogabilità dei minimi tariffari e del divieto rispetto al “patto di quota lite”, apertura alla pubblicità informativa e alla costituzione di società multidisciplinari. Nonostante nel giro di consultazioni con l’Authority gli Ordini si siano dimostrati aperti a ulteriori correzioni, in molti casi, gli Albi hanno sinora giocato in difesa, con formulazioni ambigue e interpretazioni parzialmente restrittive, come sottolineato nella relazione del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, a Montecitorio, di fronte alle commissione riunite Giustizia e Attività produttive (si veda «Il Sole-24 Ore» del 9 marzo). E in molti casi la pubblicità ad essere attentamente monitorata. La pubblicità informativa, ad esempio, è spesso subordinata a un’autorizzazione preventiva(farmacisti)o a una comunicazione “ex ante”, richiesta — tra gli altri — ad avvocati, commercialisti, geologi e geometri. I geometri devono inoltre segnalare in anticipo anche la possibilità di partecipazioni a trasmissioni radiotelevisive e la costruzione del sito Internet, il cui indirizzo web va “notificato” al Collegio di appartenenza. Il richiamo al «decoro» e alla «proporzionalità dei compensi» e il «divieto di accaparramento della clientela» — secondo la relazione di Catricalà alle commissioni Giustizia e Attività produttive — disincentivano, di fatto, l’allontanamento dei professionisti dai minimi tariffari. Analogo fenomeno accade per rendere praticabile il nuovo “patto di quota lite” ovvero la parametrazione del compenso legale all’esito del procedimento. Laura Cavestri


Riportiamo una parte di un articolo dell'associazione degli avvocati aiga

Rispettiamo la posizione di quest'associazione che porta avanti il pensiero comune delle associazioni presiedute da Avvocati Cassazionisti,però i Giovani Avvocati ritengono che debba essere il Mercato e non un altro Collega a valutare la possibilità di continuare ad esercitare la professione.

Non condividiamo neppure l'instaurazione di un regime quasi di terrore degli ordini professionali sui propri iscritti come quello quasi prefigurato nell'articolo

 

Uno stralcio di un articolo dal quotidiano degli Avvocati Cassazionisti Italia Oggi

 

"Più formazione per conquistare spazio" L'intervento

 

di Luca Scagliotti - Giunta nazionale AIGA

 

...............l'affidarsi al mercato pare la scappatoia di chi non ha saputo costruire un percorso formativo adeguato e che teme l'irrompere del merito in un paese che fa della legge dei mediocri un punto fermo. I giovani professionisti .........................non potranno che avere vantaggi in un sistema fondato su di una effettiva formazione permanente obbligatoria, alla quale non a caso sono contrari solo i giovani nemici del merito ......................Nel contempo occorre dare centralità al controllo deontologico, spesso instrumentum regni, che dovrà essere svincolato, in termini di rapidità ed effettività, dal giudizio penale e che potrebbe esercitarsi anche in caso di illecito civile. Gli ordini professionali riconquisteranno centralità nel sistema paese solo se dimostreranno che a regole di accesso più severe saranno accompagnate rigorose verifiche dei requisiti per la permanenza negli albi.


PROFESSIONI/ CATRICALA': GRAN PARTE ORDINI IN RITARDO SU RIFORME
Ordini e albi apparato sproporzionato e costoso

 

Roma, 28 giu. (Apcom) - Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, bacchetta la "maggior parte" degli Ordini professionali che non hanno ancora adeguato i propri codici alle norme previste dal decreto Bersani di luglio 2006: lo stop alle tariffe fisse o minime, al divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento di obiettivi, al divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità e al divieto di fornire servizi professionali con società interdisciplinari. Il termine di adeguamento scadeva il 1 luglio.

Catricalà, parlando in un'audizione davanti alle commissioni Giustizia e Attività produttive di Montecitorio sulla riforma delle professioni, ha sintetizzato i primi risultati dell'indagine dell'Antitrust sul recepimento nei codici deontologici degli ordini professionali dei principi di concorrenza. "Devo osservare - ha detto Catricalà - che mentre alcuni ordini si sono mostrati collaborativi, tra questi va menzionato il Collegio dei geometri, quello dei periti industriali e quello dei farmacisti che hanno inviato una nuova bozza del codice deontologico in cui sono stati recepiti quasi tutti i suggerimenti proposti dai nostri uffici, la maggior parte degli Ordini si è invece mostrata assai meno pronta e disponibile". Vi è la necessità invece di "porre un freno al proliferare del sistema ordinistico e degli albi che francamente costituisce un apparato di controllo sproporzionato e costoso".Catricalà ha tenuto a ribadire che "gli sforzi dell'Autorità sono volti a promuovere un processo di modernizzazione delle professioni, senza che ciò comporti un loro snaturamento, che sarebbe del resto contro l'interesse degli stessi consumatori".

 

Il presidente dell'Antitrust ha poi sottolineato i "tentativi, più o meno espressi, di riservare" la disciplina della formazione a "strutture facenti capo agli Ordini. A questi ultimi - ha detto Catricalà - spetta una funzione importante nel definire i criteri di accreditamento degli eventi formativi, che però devono avere natura obiettiva e non discriminatoria e favorire il pluralismo delle istanze formative".


L’Antitrust bacchetta Ordini e Collegi  del 2/7/2007

tratto da: Il Sole 24 Ore

 

Albi & mercato. Intervento del Garante sull’adeguamento al decreto Bersani

 

Ordini professionali come un «Giano bifronte»: alcune categorie si mostrano disponibili ma poi in Parlamento «vengono a raccontare le nostre vessazioni». In generale, gli Albi restano «per la maggior parte poco collaborativi». Un apparato che, così come è, «è sproporzionato e costoso». Una bacchettata severa nei toni e coerente con le precedenti quella che il presidente dell’Authority Antitrust, Antonio Catricalà, ha inflitto ieri a Ordini e Collegi, facendo il punto sull’indagine conoscitiva in corso, nella sua relazione alle Commissioni riunite Bilancio e Attività produttive della Camera sulla riforma delle professioni. Mentre alcuni Ordini si sono mostrati collaborativi, ha dichiarato Catricalà, «la maggior parte degli Ordini si è invece mostrata assai meno pronta e disponibile» ad adeguare i propri codici alle norme previste dal decreto Bersani di luglio 2006: «Stop alle tariffe fisse o minime, al divieto di pattuire compensi parametrati agli obiettivi, al divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità e di fornire servizi con società interdisciplinari». Il termine scadeva il 1° gennaio 2007. Catricalà dispensa parole di apprezzamento per «l’ottimo atteggiamento» di geometri, periti industriali e farmacisti «che hanno inviato una nuova bozza di codice deontologico in cui sono stati recepiti quasi tutti i suggerimenti». Ci è anche «piaciuta la best practice dei notai e dei geometri», ha aggiunto il Garante. Così come «un ottimo documento» è la carta dei diritti degli psicologi, «predisposta con le associazioni dei consumatori su competenze e qualifiche del professionista, prezzi e condizioni alle quali viene offerta la prestazione». Tra gli avvocati, invece, ha proseguito Catricalà, «registriamo una certa resistenza». L’intento dell’Antitrust, chiarisce ancora Catricalà, non vuole essere affatto punitivo: «Lo sforzo dell’Autorità è volto a promuovere un processo di modernizzazione - delle professioni, senza un loro snaturamento». Dunque, «le associazioni trovano giustificazione là dove il Parlamento non ritenga per motivi costituzionali di istituire l’Ordine della categoria». Gli Ordini sono «il baluardo deontologico delle professioni e, probabilmente, altri giudici potrebbero essere impropri». Ma la loro disciplina deve essere adeguata alle effettive esigenze di tutela e non come mezzo di ingiustificata protezione. Per questo, l’Authority ha chiesto «un freno al proliferare del sistema ordinistico», che, al di là degli ambiti di «diritto di difesa, certezza dei nogozi, diritto alla salute e alla sicurezza di impianti e costruzioni», costituisce «un apparato di controllo sproporzionato e costoso». «Condivido — ha invece aggiunto Pierluigi Mantini (Ulivo), relatore della riforma sulle professioni in discussione alla Camera — il giudizio favorevole di Catricalà sulla trasformazione della legge delega in una legge quadro di principi che anticipi i tempi della riforma. E condivido l’idea che alcune professioni, come gli avvocati, i notai e i medici, debbano avere norme ordina- mentali specifiche». L.Ca.


COMUNICATO STAMPA

 

GIOVANI AVVOCATI: TROPPO CONSERVATORE L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE CATRICALA’ SUGLI ORDINI PROFESSIONALI; CHIEDEREMO DI ESSERE TUTELATI  DALL’ANTITRUST EUROPEO

 

“L’ “Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani”  non condivide la Relazione annuale ,fin troppo conservatrice, del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Dott. Catricalà, nella parte relativa alle libere professioni.

I Giovani Avvocati si sarebbero attesi parole più ferme di contrasto a quelle e proprie Corporazioni rappresentate dalle cosiddette “libere” professioni.

A pagina 4 del documento di presentazione del Presidente Catricalà  alla Relazione annuale dell’ AGCM si parla di valorizzare il ruolo degli Ordini Professionali ,testualmente, nel “continuo aggiornamento dei Professionisti”.

Concordiamo sulla necessità che il professionista si aggiorni continuamente, specie a tutela dei consumatori, ma ci stupisce che l’AGCM voglia valorizzare questa competenza in mano agli Ordini Professionali che potrebbero utilizzarla come strumento per eliminare i propri concorrenti sul Mercato.

L’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” ,com’è noto, ha formalmente inviato all’AGCM una denuncia-segnalazione ,nell’ambito dell’indagine conoscitiva attivata dallo stesso Antitrust sugli ordini professionali, proprio in ordine ad un regolamento “anticoncorrenziale” sulla formazione professionale  obbligatoria del Consiglio Nazionale Forense in data 18 gennaio 2007 peraltro emanato , a nostro parere, in carenza di competenza sulla materia.E’ stato infatti violato il fondamentale “Principio di Legalità”  ,di cui all’art 23. della Costituzione (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”) , nella misura in cui non sembra esserci ad oggi alcuna Legge Nazionale che autorizzi il C.N.F. a regolamentare questa materia.

Il regolamento sulla formazione professionale approvato dal C.N.F. - come abbiamo dimostrato anche   durante la nostra audizione di qualche giorno fa presso la Direzione Industria e Servizi dell ‘AGCM - ha il non troppo malcelato intendimento di innescare delle dinamiche anticoncorrenziali rafforzate dal fatto che i vertici degli Ordini forensi potranno decidere sul destino professionale dei propri concorrenti nel medesimo Mercato Professionale. Se infatti l’ aggiornamento professionale del singolo avvocato  - gestito incredibilmente in regime di monopolio dalle Istituzioni Forensi -  non verrà ritenuto dai vertici degli Ordini forensi ,sufficiente, lo stesso professionista rischierà sanzioni disciplinari, non esclusa la radiazione.Ci chiediamo chi controllerà i “controllori” in questa delicatissima gestione della formazione professionale e come si intende contrastare il legittimo sospetto che tutto ciò possa essere utilizzato dai vertici degli Ordini Professionali come strumento  di “ricatto” per i propri concorrenti sul Mercato Professionale.

L’ aggiornamento continuo dei professionisti deve essere invece gestito da enti esterni rispetto a quelli propri dei professionisti, proprio al fine di evitare che tutto ciò si traduca ,non solo in un immenso business economico per i vertici delle Istituzioni professionali gravante economicamente sui singoli professionisti , ma anche in una leva per ridurre i propri concorrenti sul Mercato Professionale.

Se i Giovani Avvocati dovessero verificare confermata nei fatti questa impostazione conservatrice dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiederemo l’intervento del Commissario Europeo per la Concorrenza  in via sussidiaria rispetto  all’ Antitrust italiano dal quale potremmo non sentirci tutelati.