IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL' "A.N.P.A.-GIOVANI LEGALI ITALIANI" SUL SETTIMANALE "PANORAMA";
I GIOVANI AVVOCATI INTERVISTATI ANCHE SU RADIO CAPITAL E RADIO VATICANA;
L' U.C.P.I. SCIOPERA ANCORA? BASTA CON GLI SCIOPERI AD OROLOGERIA DELL'AVVOCATURA CASSAZIONISTA:SI APPROVI PRESTO LA NUOVA NORMATIVA PIU' STRINGENTE SULLE ASTENSIONI DEGLI AVVOCATI
 
 
 
 
Settimanale "PANORAMA"
Avvocati a giudizio dall’Antitrust 
09/2/2007
 
Professionisti. L’uno-due di Bersani e Catricalà
 
Le lettere dell’Antitrust sono già state imbucate. Destinatari: 14 ordini professionali, ai quali il garante per la concorrenza chiede una serie di documenti per verificare se hanno adeguato i loro codici deontologici alla legge sulle liberalizzazioni, Un’indagine dovrebbe chiudersi entro la fine dell’estate. Così i professionisti, chiusi nella manovra a tenaglia del ministro Pierluigi Bersani da una parte e dello sceriffo del mercato Antonio Catricalà dall’altra, non sembrano avere via di scampo: devono accettare un mondo in cui, come prescrivono le novità introdotte il 1° gennaio dalla legge Bersani, non ci sono più tariffe minime obbligatorie, si può fare pubblicità, si possono costituire società tra professionisti. Norme che scalfiscono le rigidità di un mercato, quello dei servizi professionali, dove l’Italia è sempre in coda alle classifiche internazionali dell’Ocse. E dove operano quasi 1,3 milioni di persone,dai 123 mila architetti ai 57 mila psicologi. Scontata la reazione positiva dei consumatori: per Paolo Martinello,presidente di Altroconsumo, i clienti avranno più strumenti per scegliere un professionista (oggi non si sa neppure in quale settore opera un avvocato) e potranno sapere in anticipo quanto costa una causa (con le tariffe minime fare un preventivo era più difficile). E tra gli oltre 170 mila avvocati che l’impatto della liberalizzazione sarà più forte. Un esempio? Con la fine delle tariffe minime, per cause civili al di sotto dei 50 mila euro gli avvocati potranno offrire assistenza in tribunale a meno di 3 mila euro; mentre per i processi di valore superiore a quella somma (all’incirca un terzo) legale e assistito potranno patteggiare una percentuale sul  compenso che il giudice liquiderà al vincitore. Una svolta storica, se si considera che in questo modo l’avvocato sarà disposto a giocarsi tutte le sue carte pur di vincere: ne va della sua retribuzione. Non solo, la legge Bersani, eliminando il divieto di pubblicità, dovrebbe attivare investimenti in comunicazione per circa mezzo milione di euro: già sono spuntate qua e là le prime inserzioni di piccoli studi legali sul quotidiani gratuiti milanesi e romani. Paola Parigi, avvocato consulente di marketing per studi legali, giudica favorevolmente la riforma perché metterà gli avvocati sullo stesso piano di altri professionisti, come i commercialisti, abituati a mercati più competitivi. E rivela di aver ricevuto un’impennata di richieste di informazioni da parte di studi legali riguardo alla pubblicità e alla creazione di siti web. Un’occasione per mettere a punto le prime strategie di comunicazione ci sarà dall’11 al 13 maggio a Cervia Milano Marittima, dove si terrà la prima fiera delle professioni legali, la Lex Expo (http://www.lexexpo.com).
Non ha dubbi Gaetano Nicosia, un giovane legale autonomo iscritto all’albo di Milano, sul fatto che abbassare le tariffe e comunicarle tramite la pubblicità è Io strumento per aumentare la concorrenza.
 
Sulla stessa linea il suo rappresentante, Gaetano Romano, presidente dell’Associazione Nazionale dei praticanti e dei Giovani Avvocati (anpa): «L’offerta di servizi a prezzi competitivi si lega bene alla possibilità di comunicare le tariffe al cittadino».
 
Al terremoto Bersani, appena assorbito dal codice deontologico, potrebbe seguire lo scossone Mastella. Il ministro della Giustizia con un disegno di legge all’esame del Parlamento introduce due ulteriori novità: ridurre e accorpare gli ordini (minacciando l’eliminazione della categoria e della Cassa forense); consentire l’ingresso dei soci di capitali di minoranza negli studi. Innovazioni a catena che riformando la disciplina legale, rimasta ferma dal 1933, spaccano la categoria. Lo scontro è di natura culturale. Giovanni Lega, presidente dell’associazione che raggruppa i principali studi italiani (Asla), quelli che fatturano 1 miliardo di euro su un totale di 7, si schiera a favore delle liberalizzazioni, che considera una presa di coscienza da parte del governo di cambiamenti che da tempo colpiscono il settore stragiudiziale, quella attività svolta dagli avvocati fuori dalle aule dei tribunali. La crescita di operazioni societarie e finanziarie ha infatti attratto in Italia numerosi studi internazionali. «Il nostro Paese importa servizi legali per 12 milioni di euro» fa notare Roberto Cappello, presidente della Agiconsul. «Una somma» aggiunge «che potrebbe finire nelle tasche dei tanti giovani avvocati italiani che vivacchiano con i microcontenziosi», Contro le liberalizzazioni l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua, una specie di parlamentino di 26 membri eletto dai delegati degli iscritti ai 115 ordini locali), il Consiglio nazionale forense (Cnf, l’istituto che disciplina gli albi) e la Cassa forense (l’ente previdenziale). Secondo Michelina Grillo, presidente dell’Oua, «la caduta delle tariffe minime che permette agli avvocati di proporre servizi legali a qualsiasi costo innesca una competizione talmente sfrenata da rendere difficile il controllo e la garanzia della qualità della consulenza, e incerto il valore di liquidazione del patrocinio per i non abbienti».Schierandosi contro la pubblicità, gli anti-Bersani fanno poi sapere che la comunicazione di titoli, qualifiche e specializzazioni da parte di un avvocato dovrebbe essere soggetta al controllo preventivo del Consiglio nazionale forense. «li controllo a posteriori previsto dalla legge» dice Maurizio de Tilla,presidente della Cassa degli avvocati, «è difficilmente realizzabile».Ma i consumatori non solo sono soddisfatti della liberalizzazione, ma insistono: «Questa è solo l’anteprima della riforma» sostiene Martinello di Altroconsumo «ll prossimo passo è l’abolizione di quegli ordini che rappresentano un blocco all’accesso alle professioni». Guido Fontanelli (ha collaborato Daria
Bianchi)
--------------------------------------------------------------------------------
Lunedì' 13.11.2006 il Presidente Nazionale è stato intervistato da "Radio Capital" http://www.capital.it/capital/ sul perchè i Giovani Avvocati non aderiscono in questi gg allo sciopero degli Avvocati Cassazionisti.
Lo stesso giorno l'"A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani" è stata contattata da "Radio Vaticana"
--------------------------------------------------------------------------------
L'Associazione che riunisce i Giovani Avvocati approva la proposta di nuova regolamentazione da parte della Commissione di Garanzia per la regolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati.
E' ora di porre fine agli scioperi ad orologeria sempre degli stessi organi forensi che così pensano di avere maggiore visibilità sugli organi di stampa.Altro che tutela dei diritti dei cittadini!
E’ importante anche rilevare come una causa (es civile) non trattata non voglia dire necessariamente che ambedue gli avvocati abbiano aderito allo sciopero perché basta che uno dei due difensori decida di astenersi perché l’altro, ancorchè non aderente allo sciopero, abbia l’obbligo deontologico di non trattare la causa e di chiedere un rinvio ad altra udienza.E’ pertanto importante rilevare non tanto ad esempio il dato numerico delle cause non tenutesi ,quanto il numero di singoli avvocati astenutisi.
I diritti dei cittadini (ed anche quello degli avvocati che non si vogliono astenere) si tutelano utilizzando il diritto allo sciopero solo in circostanze davvero importanti e comunque con parsimonia.
Assistiamo invece a scioperi ,come quello ultimo proclamato dall'U.C.P.I. dal 21 al 23 Marzo - cui i Giovani Avvocati non aderiranno - che contesta la modifica della riforma Castelli dell'ordinamento giudiziario;proprio quella stessa riforma che la stessa associazione aveva contrastato con numerosissimi scioperi nella scorsa legislatura.
Non si può scioperare contro una riforma e poi protestare anche quando si vuole cancellare quella medesima riforma.
Sarebbe molto grave se il Governo ed il Parlamento si piegassero all'Unione Camere Penali Italiane che rappresenta un'infinitesima parte dell'Avvocatura Italiana (8.500 iscritti su circa 160.000 avvocati).
Chiediamo pertanto che si faccia luogo al più presto alla nuova regolamentazione da parte della Commissione di Garanzia per la regolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati siccome annunciata.
-----------------------------------------------------------
Gli avvocati aprono la protesta 10/10/2006  Il Sole 24 Ore Manovra 2007. l'astensione dei penalisti dà il via a una settimana «calda» -Giovedì manifestazione delle professioni In vista un documento unitario delle categorie, con le priorità per il Governo
 
Parte con gli avvocati la settimana di protesta dei
professionisti. Da ieri, infatti, è in corso un'astensione
dei penalisti che si concluderà domani. Mentre giovedì
tutta l'avvocatura parteciperà alla manifestazione
unitaria di protesta delle professioni a Roma, con un corteo
che partirà dal Colosseo e si concluderà in piazza
Venezia. Lo stesso giorno, a sottolineare ancora
l'importanza dell'appuntamento, sarà l'intera avvocatura a
incrociare le braccia. E, se a tutto questo si i somma lo
sciopero dei giudici di pace per l'intera settimana {si veda
l'articolo a fianco), è evidente che questi giorni
rischiano di condurre, tra civile e penale, alla paralisi
dei tribunali. Nel mirino alcune delle più significative
scelte del Governo. Per le Camere penali, che hanno concluso
domenica il loro Congresso con l'elezione al vertice di
Oreste Dominioni, è naturalmente prevalente la
contestazione della sospensione alla riforma
dell'ordinamento giudiziario (che peraltro già non piaceva
ai legali perché ancora troppo incerta sul tema chiave
della separazione delle carriere tra Pm e giudici). Ma nel
nutrito elenco delle lamentele trovano spazio anche le
misure del DI Bersani, sul banco degli imputati per avere di
fatto compromesso il diritto di difesa dei non abbienti per
effetto del taglio agli stanziamenti destinati alle spese di
giustizia. E per quanto riguarda l'Oua, alla guida del quale
è stata confermata per altri due anni Michelina Grillo,
l'accento è messo sull'assedio da cui l'avvocatura (ma è
una sensazione diffusa un po' in tutte le professioni) si
sente colpita. «Un attacco - precisa Grillo –
testimoniato anche dalle norme penalizzanti contenute nella
Finanziaria. Gli avvocati continueranno a spiegare in tutte
le sedi che quella proposta dal Governo è una falsa
liberalizzazione, che rovescia il canone liberista e
favorisce una ristretta cerchia di potenti (grandi gruppi
industriali, organizzazioni sindacali) e svantaggia la più
ampia platea dei cittadini>.
 
Unica voce dissonante nel fronte comune dell'avvocatura, quella dell'Anpa-Giovani Legali Italiani (Associazione nazionale praticanti ed avvocati), che ha ha speso parole di appoggio per il DI Bersani, considerato uno strumento magari imperfetto ma utile in soccorso dei giovani.
 
Ma la protesta delle professioni non investe solo la manovra
varata a luglio. Non convince neppure la Finanziaria, con
l'aggravio di imposte e i mancati interventi sulla spesa
pubblica. Dalla manovra i professionisti si aspettavano di
più e di meglio. Anche in una fase non certo espansiva
della spesa pubblica, al Governo viene rimproverato di non
avere messo in campo misure soddisfacenti per i giovani e il
rilancio della competitività. Un tema, quello della
Finanziaria, particolarmente caro ai dottori commercialisti,
che domani porteranno nelle sedi locali dell'Ordine un primo
anticipo delle contestazioni di giovedì: una maniera per
dare à tutti gli iscritti la possibilità di partecipare
al dibattito su un momento che tutte le categorie vogliono
di proposta oltre che di protesta. In questo senso si sta
muovendo anche il Cup, regista della manifestazione di Roma.
In discussione in queste ore c'è un documento che
fornirà le priorità dei professionisti nel confronto con
il Governo. Una sorta di piattaforma non tanto di
rivendicazioni di categoria (che sarebbe comunque difficile
riassumere) quanto piuttosto di principi e indicazioni in
cui possono riconoscersi tutti professionisti. Naturalmente
il documento non potrà eludere il progetto di riordino
delle professioni che, concluse le audizioni del ministero
della Giustizia, sta prendendo una forma definita almeno
nelle linee guida (si veda il servizio a pagina 34).Sul
progetto si addensano le aspettative di chi (gli Ordini)
punta a un rinnovamento che non travolga ruoli e
specificità del sistema attuale e di chi (le associazioni)
vede l'occasione per una svolta più radicale che elimini
sacche di rendita inadeguate ai tempi. Su questo punto un
fronte comune sarà certo più difficile da saldare.
Giovanni Negri
 
--------------------------------------------------------------------------------
 
Avvocati/ Da oggi di nuovo in sciopero per una settimana
Lunedí 18.09.2006 12:38
Nuova tornata di scioperi degli avvocati che per sei giorni,
da oggi a sabato 23 settembre, si asterranno dalle udienze
per manifestare ancora contro il decreto Bersani. La nuova
protesta, dopo quelle dello scorso luglio andate avanti per
ben 13 giorni, è stata proclamata ancora dall'Organismo
unitario dell'avvocatura, su mandato dei presidenti degli
Ordini degli avvocati e delle associazioni rappresentative
della categoria, contro quelle che considerano "le false
liberalizzazioni" e "in difesa dei diritti dei cittadini".
All'iniziativa aderiscono anche le Camere Penali, pur
prendendo le distanze dalle manifestazioni di piazza alle
quali la scorsa estate hanno dato vita drappelli di colleghi
e la "legittimazione dell'Oua che lo ha proclamato".
 
Si dissocia invece apertamente dalla protesta l'associazione che riunisce i giovani legali: è uno sciopero "dannoso, come i precedenti, ma anche inutile dato che il dl Bersani è stato già convertito, ricevendo peraltro consensi bipartisan dai cittadini".
 
Da oggi gli avvocati si asterranno da tutte le udienze:
civili, penali, amministrative e tributarie, fatta eccezione
per i casi previsti dal codice di autoregolamentazione. Sono
"del tutto insoddisfacenti" le modifiche apportate al
provvedimento in sede di conversione, "ben lontane - secondo
il presidente dell'Oua Michelina Grillo - da quelle attese
dall'avvocatura". E non è escluso che altre iniziative di
protesta vengano decise dal Congresso nazionale forense, in
programma a Roma proprio nei giorni di sciopero, dal 21 al
24 settembre. 
 
Ma nel mirino degli avvocati non c'è soltanto la legge
Bersani. "Si stanno moltiplicando - viene sottolineato nel
documento che ha proclamato l'astensione - iniziative
assunte o preannunciate da esponenti di rilievo della
maggioranza di governo, connotateda una marginalizzazione e
uno svilimento della professione forense sempre più
significativi". Alcuni esempi: "L'approvazione del
regolamento di esecuzione del cosiddetto indennizzo diretto,
la ripresa del progetto delle class action, la pubblicazione
della disciplina attuativa della normativa sulla
conciliazione in materia societaria, nonchè le minacce
dell'autonomia e dell'indipendenza dell'apparato
previdenziale forense".
--------------------------------------------------------------------------------
Video del Tg1 sulla nostra conferenza della Confederazione delle Associazioni dei Giovani Professionisti
http://video.google.it/videoplay?docid=-2624088275306824941
 
L'intera conferenza stampa ascoltabile in real audio ripresa da "Radio Radicale-Radio Parlamento"
 
Liberalizzazioni: a Bersani Il Premio 'Amico Del Consumatore 2006'
 
 

(ASCA) - Roma, 24 ott - E' andato al ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, il premio 'Amico del Consumatore 2006' promosso dalle associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. Il riconoscimento, andato anche, tra gli altri, all'esponente dell'Udc Bruno Tabacci e alla trasmissione televisiva Le Iene, e' stato assgnato oggi in una cerimonia nel corso della quale le associazioni hanno presentato una ricerca su cosa vogliono gli italiani dalla politica. Dall'inchiesta, condotta su un campione di 1000 cittadini, emerge che la misura di liberalizzazione piu' apprezzata del decreto Bersani e' stata la vendita dei farmaci nei supermercati (30% del campione) seguita dall'abolizione delle spese di chiusura dei conti correnti (25%), dalla gratuita' dei passaggi di proprieta' per i beni mobili (18%) e dal potenziamento del servizio taxi (14%). Secondo la ricerca, poi, il governo dovrebbe procedere subito all'abolizione del canone Rai, alla riduzione delle tariffe Rc Auto, a sanzionare le compagnie telefoniche per i disservizi, all'eliminazione dei costi di ricarica dei telefonini, a combattere le speculazioni sull'ortofrutta e sui carburanti, alla lotta all'evasione degli artigiani, alla riduzione dell'Iva, a introdurre pene piu' severe per la malasanita' e a limiti piu' severi per la pubblicita' nei film. Ma tra le richieste formulate al governo dai cittadini emergono anche alcune stranezze come eliminare per legge i reality show, togliere lo stipendio ai politici, riaprire le case chiuse, stipendi dei calciatori legati ai risultati o rendere il lunedi' giorno festivo
--------------------------------------------------------------------------------

COMUNICATO STAMPA
 
“IL FRONTE PRO SCIOPERO DELL’AVVOCATURA CASSAZIONISTA COMINCIA A DISARTICOLARSI”
 

“Nell’apprendere circa la nuova inutile ondata di giorni
di sciopero dal 13 al 18 novembre 2006, prendiamo atto che ,
mentre l’ Associazione dei Giovani Legali Italiani
conferma la propria condivisione per la Legge Bersani in
tema di liberalizzazioni, il fronte dell’Avvocatura
Cassazionista inizia a disarticolarsi.Verifichiamo invero
come lo sciopero voluto dall’ OUA, organismo che noi
riteniamo assolutamente autoreferenziale in quanto
espressione solo di associazioni presiedute da Avvocati
Cassazionisti e quindi non giovani, sia stato formalmente
appoggiato solamente da una associazione, l’Unione Camere
Penali Italiane (peraltro numericamente assai marginale con
appena 8.500 iscritti dichiarati).Il fatto che le altre
associazioni forensi non sembrano concordare
sull’opportunità del nuovo sciopero crea una evidente
frattura persino in chi  ha ritenuto di fare ricorso a forme
estreme e reiterate di protesta come gli scioperi.
 
Tutto ciò mentre anche in sede di riunione a Torino della
Trilateral Commission anche il Professor Mario Monti ha
plaudito alle liberalizzazioni di Bersani e lo stesso
Bersani ha ricevuto meritatamente il premio “Amico del
Consumatore 2006”.  
 
--------------------------------------------------------------------------------
 
 
COMPETITIVITA'/ MONTI: POTENZIARE RUOLO ANTITRUST
"Importante proseguire su strada delle liberalizzazioni"
28-10-2006 14:38
Articoli a tema | Tutte le news di Economia
 
Torino, 28 ott. (Apcom) - "E' importante togliere gli
elementi corporativi e introdurre gli elementi competitivi
nell'economia italiana. Il Governo Prodi ha iniziato su
questa strada e penso sia importante proseguire per quanto
riguarda i servizi pubblici, l'energia e le libere
professioni in senso più ampio". Lo ha affermato oggi a
Torino l'ex commissario europeo Mario Monti, parlando a
margine della Trentesima riunione della Trilateral.
 
"Spazi per maggiore concorrenza ci sono - ha aggiunto - ma
serve una vigorosa politica di potenziamento delle
autorità di controllo della concorrenza a cominciare
dall'Antitrust".
--------------------------------------------------------------------------------
Riceviamo e pubblichiamo:
 
UDU (Unione degli Universitari)
http://www.udu.it/
APPELLO PER LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI
 
Gli ordini professionali sono enti pubblici nati per essere
a tutela di interessi pubblici, titolari di pubblici poteri.
Sennonché sono anche organizzazioni in totale autogoverno,
i cui organi sono rappresentativi soltanto dei
professionisti che ne fanno parte. Questa ambiguità di
fondo nasce dal fatto che le professioni intellettuali, data
la complessità del “lavoro offerto”, non possono
rispondere alle pure logiche del mercato, in considerazione
del fatto che il cittadino beneficiario della prestazione
professionale non è in grado di valutare opportunamente la
qualità della prestazione erogata né in fase preventiva
né, in generale, a prestazione effettuata.
A partire dalla necessità della tutela del cittadino di
fronte al professionista che offre servizi si perpetua la
politica da casta nella gran parte degli ordini
professionali. La cosiddetta tutela del cittadino, della
prestazione e ella professione passa attraverso il controllo
delle tariffe, il potere disciplinare, la regolamentazione
dell’accesso all’ordine da parte di organi che, ben
distanti dall’essere rappresentativi dei pubblici
interessi, sono autoreferenziali e rappresentanti dei soli
interessi della categoria. La tendenza di questi anni
qualunque sia stato il governo, sostenuto da robusti poteri
forti, sembra essere, piuttosto che un riduzione del numero
e delle specificità professionali che necessitano di
essere ancora regolamentate per la tutela dei cittadini,
l’allargamento di politiche corporative ai nuovi e diversi
settori professionali.
Limitatamente a professioni che investono interessi di
rilevanza costituzionale, ci può apparire ancora oggi
congruo affidare ad organismi, profondamente rivisti
rispetto a quelli attuali, competenze in materia di
aggiornamento professionale, di correttezza e qualità
delle prestazioni ed un corrispondente potere disciplinare.
Si deve invece intervenire decisamente per impedire che
questi possano agire come un cartello, limitando la
concorrenza tra professionisti, a proprio vantaggio ed a
danno sia dei clienti, che di coloro che aspirano a
esercitare le professioni. È necessario quindi sottrarre
agli ordini ogni competenza in materia di accesso alle
professioni, stabilendo altresì che le commissioni per gli
esami di stato non prevedano designazioni di membri da parte
degli ordini. Il sistema di controllo tariffario deve essere
sottratto dagli organi professionali (organi o associazioni
che siano) e affidato ad autorità terze. A tutela degli
interessi pubblici nascenti da asimmetrie informative
nell’ambito di prestazioni professionali attinenti a beni
di interessi primario, al sistema ordinistico riformato
dovranno essere affiancate ulteriori strutture pubbliche di
controllo, modellate sulla struttura di autorità
indipendenti, che esercitino le attività di controllo in
quelle materie che saranno sottratte alla competenza degli
ordini e che godano di un concorrente potere disciplinare.
Ogni potere sull’accesso deve essere sottratto agli
ordini! Maggiore centralità và anzi assegnata al valore
legale del titolo di studio, a maggior ragione dopo la
riforma universitaria del 1999, per determinare la
possibilità o meno di operare determinate professioni. Per
tutte quelle professioni non bisognose di tutele, infatti,
si deve passare dal sistema rigido e corporativo degli
ordini ad un sistema di associazioni private certificate e
riconosciute da autorità pubbliche. Puntiamo perciò su
un cosiddetto sistema duale, dove alcune, poche attività
vengano considerate riservate, mentre altre la gran parte di
quelle oggi organizzate in ordini e le tantissime nuove
figure professionali, siano attività regolamentate e non
riservate.
Chiediamo a tutte le studentesse e gli studenti, le liste,
le associazioni e le organizzazioni di sostenere la nostra
battaglia per un’immediata riforma delle professioni,
dall’accesso alla regolamentazione interna. Un paese
moderno non può più essere stritolato da interessi
corporativi che influisco sia sulla qualità e sui prezzi
delle prestazioni che sulla possibilità per i giovani di
inserirsi nel mondo del lavoro.
--------------------------------------------------------------------------------
 
La Corte di Giustizia Ue boccia le tariffe minime 
6/12/2006 Il Messaggero
 
 
ROMA - «Il divieto italiano assoluto di derogare ai minimi
tariffari,stabiliti per gli avvocati, costituisce una
restrizione della libera prestazione dei servizi». Con
questa sentenza la Corte di Giustizia europea ha bocciato
ieri le tariffe minime degli avvocati ancora vigenti in
Italia ma che gli ordini sono obbligati a cancellare entro
fine anno in base alla legge Bersani. «E' una ulteriore
conferma della bontà della scelte fatte dal governo
italiano con il decreto sulle liberalizzazioni - ha
commentato la notizia il ministro dello Sviluppo - che
anticipatamente aveva soppresso in via generale il regime
tariffario, preso m esame dalla Corte». Del tutto opposta
la valutazione del presidente della Cassa forense Di Tilla
secondo il quale la corte del Lussemburgo «smentisce
categoricamente l'asserzione del ministro Pier Luigi Bersani
secondo il quale la normativa europea imporrebbe
l'abolizione delle tariffe e del limite minimo degli
onorari. Anche la Corte ritiene ovviamente possibile la
deroga convenzionale tra parte e avvocato per particolari
obbiettivi di superiore interesse». Il governo ribatte:
«Incomprensibili sono le interpretazioni che alcuni
esponenti dell'avvocatura italiana forniscono della sentenza
della Corte di Lussemburgo».
--------------------------------------------------------------------------------
 
Avvocati e tariffe, la Corte dell'Ue per la liberalizzazione
 
6/12/2006 Il Corriere della Sera www.corriere.it
 
La Corte europea di giustizia boccia le tariffe minime
obbligatorie, difese in Italia dall'ordine degli avvocati,
perché contrastano con la normativa Ue a favore della
libera prestazione dei servizio. In particolare renderebbero
effettivamente «più difficile l'accesso degli avvocati
stabiliti all'estero al mercato dei servizi legali». Il
ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che ha
già superato il problema delle tariffe minime con il
decreto di liberalizzazioni noto come Bersani- Visco, ha
affermato che la Corte Ue «conferma la bontà delle
scelte fatte dal governo». Ma, si sa, il diritto è
interpretabile. E la lobby degli avvocati ha interpretato
alcune parti secondarie della sentenza come una conferma
della loro difesa delle tariffe minime, ottenute con una
disposizione del 1933. In realtà i giudici comunitari
stabiliscono che «è lo Stato italiano (e non l'ordine
professionale) che detiene il potere decisionale
relativamente ai minimi tariffari per gli onorari degli
avvocati». Pertanto spetta solo allo Stato decidere se in
alcuni casi possano essere giustificate «restrizioni alla
libera prestazione dei servizi» per tutelare la qualità
delle prestazioni. In più la Corte Ue indica che a questo
obiettivo si può arrivare imponendo regole più severe
agli avvocati, invece delle tariffe minime ai clienti.
(i.c.)
--------------------------------------------------------------------------------
PROFESSIONI/ BERSANI: DA CORTE UE CONFERMA SCELTE GOVERNO
Ministro commenta sentenza su tariffe minime avvocati
05-12-2006 17:27
 
Roma, 5 dic. (Apcom) - La sentenza della Corte Ue che
definisce il divieto italiano di derogare alle tariffe
minime per gli avvocati "una restrizione della libera
prestazione dei servizi", pur rinviando al giudice italiano
la pronuncia in merito, è "una ulteriore conferma della
bontà della scelte fatte dal governo italiano con il
decreto sulle liberalizzazioni, che anticipatamente aveva
soppresso in via generale il regime tariffario, preso in
esame dalla Corte." Lo afferma in una nota il ministro dello
Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, commentando "con
soddisfazione" la decisione della Corte di Giustizia
europea.
 
"La decisione di oggi - afferma il ministro -, con la
conferma della piena corrispondenza tra le misure per il
cittadino-consumatore e le indicazioni europee, ci spinge a
continuare sulla strada dell'innovazione e della riforma
dell'intero sistema delle professioni; un percorso che con
il ddl approvato venerdì scorso dal consiglio dei
ministri, il governo ha intrapreso con decisione".
 
Per Bersani sono "incomprensibili le interpretazioni che
alcuni esponenti dell'avvocatura italiana forniscono della
sentenza della Corte di Lussemburgo. Il Parlamento italiano
ha valutato con la legge dello scorso agosto l'inesistenza
di ragioni imperative di interesse pubblico tali da
giustificare il mantenimento delle tariffe minime
obbligatorie. La scelta del legislatore italiano risulta,
quindi, perfettamente coerente e compatibile con le
conclusioni a cui è giunta la stessa Corte di Giustizia
europea".
--------------------------------------------------------------------------------
COMUNICATO STAMPA
 
ANCHE LA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’ U.E. CONFERMA CHE LE
TARIFFE MINIME DEGLI AVVOCATI LEDEVANO LA CONCORRENZA
 
“L’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” è lieta che
anche la Corte di Giustizia Europea abbia sostanzialmente
confermato che le tariffe minime degli Avvocati costituivano
una restrizione alla libera prestazione dei servizi.
Viene a cadere anche l’ultima speranza per chi continuava
a credere che la Corte di Giustizia dell’U.E. avrebbe
ritenuto compatibile il tariffario minimo forense con i
principi di libera concorrenza come era invece avvenuto con
la famosa sentenza “Arduino” del 2002.
Assai meritoriamente il Governo prima di tutti aveva
compreso che le tariffe minime forensi impedivano, specie ai
Giovani Avvocati, di accedere al mercato.
Nei mesi precedenti - dal Presidente dell’ Antitrust
Catricalà al Commissario U.E. al Mercato interno McCreevy,
dal Governatore di Bankitalia Draghi all’ OCSE con Jean
Philippe Cotis fino al recentissimo convegno della
“Trilateral Commission” a Torino - era stato tutto un
susseguirsi di consensi alle liberalizzazioni del Ministro
Bersani.
Adesso arriva la “conferma” anche a livello giudiziario
circa la giustezza dell’iniziativa del Governo”    
--------------------------------------------------------------------------------
Maggiori info sulla prestigiosa organizzazione mondiale
"Trilateral Commission" su http://www.trilateral.org/
--------------------------------------------------------------------------------

               COMUNICATO STAMPA
 
I GIOVANI AVVOCATI CONTRO l’ENNESIMO SCIOPERO DESTINATO
SOLO A DANNEGGIARE ULTERIORMENTE I CITTADINI E L’IMMAGINE
DELLA CLASSE FORENSE
 
“L’ “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” assiste
ancora una volta all’ennesimo sciopero - proclamato da una
parte dell’avvocatura - che è destinato a danneggiare
ulteriormente i cittadini. Da un recentissimo sondaggio
pubblicato sulla stampa nazionale e relativo a 1003
interviste radiofoniche effettuate tra i cittadini del
NordOvest, la figura dell’avvocato risulta essere
all’ultimo posto quanto a fiducia. E’ questo secondo i
Giovani Avvocati l’effetto devastante del dissennato ed
inutile ricorso allo sciopero di una parte
dell’Avvocatura.
E’ evidente che anche questa parte dell’Avvocatura -
perlopiù composta da Avvocati Cassazionisti – si sia
stancata di astensioni destinate ad allontanare la classe
forense dalla società civile, se è vero che l’OUA
(Organismo Unitario dell’Avvocatura) è rimasta
desolatamente l ’unica voce dell’avvocatura ad avere
proclamato lo sciopero contro le misure di liberalizzazione
della professione.
Lo sciopero è sorprendente dopo che anche la Corte di
Giustizia Europea - a differenza di quanto era avvenuto nel
2002 con la famosa sentenza “Arduino” – ha
sostanzialmente statuito il 05.12.2006  che il divieto
assoluto di derogare le tariffe minime forensi ,abolito
dalla Legge Bersani e non reintrodotto dal DDL Mastella,
costituiva una restrizione alla libera prestazione dei
servizi. 
-------------------------------------------------------------------------------
Sole 24 Ore
http://www.sole24ore.com
14.12.2006             
 
Appelli triplicati in soli sei anni 
 

Il Sole 24 Ore
 
Non è certo il primo allarme sui mali della macchina
giudiziaria italiana e sicuramente non sarà l'ultimo. Ma
quello lanciato ieri a Roma dall'Oua (l'Organismo unitario
dell'avvocatura), con il terzo «Controrapporto», cade in
una fase particolarmente per il pianeta giustizia. Da oggi a
sabato, infatti,scattano nuove astensioni dalle udienze
proclamate dagli avvocati contro le "liberalizzazioni"
previste dal decreto Bersani e per l'avvio di una più
efficace stagione di riforme
 
(salvo il distinguo dell'Anpa, l'associazione dei giovani legali, per la quale lo sciopero è destinato solo «a danneggiare i cittadini e l'immagine della classe forense»).
 
Ma,soprattutto, si fa sempre più stringente il pressing
dell'Europa che tiene sotto osservazione l'Italia per
l'eccessiva durata dei processi. «L'Europa da anni chiede
all'Italia di cambiare rotta - ha dichiarato Michelina
Grillo, presidente dell'Oua -. In più occasioni, sono
stati contestati gli stessi dati dei documenti inviati dal
Governo. Gli organismi comunitari da tempo invitano il
nostro Paese ad avviare riforme strutturali. Ma finora le
risposte sono state considerate nsufficienti». Nel
Controrapporto Oua si analizzano diverse "zone calde del
settore. Appare molto preoccupante, per esempio, la
situazione delle Corti d'appello dove si registra un forte
aumento delle nuove cause, dovute sia ai ricorsi contro i
processi lumaca previsti dalla legge Pinto, sia alle nuove
competenze in materia di lavoro e previdenza. Dal 2000 al
2005 i procedimenti pendenti sono triplicati (da 91.606 a
323-918). Al 31dicembre 2005 le cause iscritte hanno
superato quota 320 mila(si veda il Sole-24 ore del 22
novembre scorso). La durata media è passata da 578 a 845
giorni. In relazione alla durata, il Controrapporto
sottolinea come sia cresciuta in misura patologica quella
dei processi del lavoro, per i quali l'Italia ha il record
negativo in Europa: 700 giorni per il primo grado e 800 nel
secondo. Resta il problema delle risorse. Per l'Oua, con il
decreto Bersani che ha abolito il meccanismo delle
anticipazioni delle spese da parte delle Poste, è stata
«dichiarata l'insolvenza del ministero» con gravi
conseguenze sul pagamento degli stipendi della magistratura
onoraria (che ormai fa fronte a oltre il 50%della
giurisdizione civile e penale) e per il patrocinio a spese
dello Stato. M.Bel.
--------------------------------------------------------------------------------
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=11317
 
News LIBERALIZZAZIONI. Avvocati in sciopero da domani fino a
sabato, 16 dicembre
13/12/2006 - 18:27
 
Da domani a sabato 16 dicembre nuova ondata di sciopero
contro le misure di liberalizzazione delle professioni
proclamato dall' Organismo Unitario dell' Avvocatura (Oua).
Lo sciopero è sorprendente - commentano i Giovani Legali.
L'ANPA-GIOVANI LEGALI ITALIANI sottolinea che una parte dell' avvocatura "é stanca
di astensioni destinate ad allontanare la classe forense
dalla società civile" e osserva che l' Oua "é rimasta
desolatamente l' unica voce dell' avvocatura ad avere
proclamato lo sciopero" contro la riforma delle professioni.
 
2006 - redattore: NZ