22.03.2007 pag. 33
I penalisti: “Governo
ostaggio dei magistrati”
Un Governo
“prigioniero politico” dei
magistrati. Una politica della
giustizia “restauratrice” e
“autoritaria”. Una “prepotente
presenza politica” dell’Associazione
nazionale magistrati. Durissime le
parole usate ieri dal presidente
dell’Unione delle camere penali,
Oreste Dominioni, in occasione del
rimo dei tre giorni di sciopero
proclamati dagli avvocati penalisti
contro la politica della giustizia
del centrosinistra. L’adesione della
protesta è stata “massiccia”: a
disertare le udienze è stato il 95%
degli 8.500 iscritti all’Ucpi e
quasi tutti i processi sono stai
rinviati, tranne quelli con imputati
detenuti o nei quali è in scadenzala
prescrizione. Ovunque, soprattutto a
Roma, Milano, Napoli e Palermo, la
giustizia penale si è fermata. Nel
mirino non c’è solo la riforma
dell’ordinamento della giustizia
“orfana” della separazione delle
carriere tra giudici e pubblici
ministeri; ma anche il disegno di
legge Mastella contenente “misure
urgenti” sul processo penale – non
ancora approdato al Consiglio dei
ministri – che rispetto al testo
messo a punto da Via Arenula ha già
subito varie correzioni per andare
incontro, tra l’altro, ai desideri
dei penalisti. Che lo ritengono “un
inaccettabile tentativo di far
pagare al cittadino sotto processo e
all’avvocatura che lo difende le
inefficienze delle strutture e la
carenza dei mezzi. Insomma, con il
“pretesto” di ridurre i tempi,
verrebbero “sottratte garanzie
all’imputato” e verrebbe “compresso
il diritto alla difesa”. “Dal
governo tracima una concezione
autoritaria della giustizia, di cui
l’Anm è portatrice” ha detto
Dominioni nell’assemblea svoltasi
ieri a Roma.
L’Anm ha replicato a
distanza, definendo “un grave
errore” essere additata dall’Ucpi
come una sorta di controparte sulle
questioni della giustizia, e
invitando gli avvocati a riflettere
sulle “pesanti ripercussioni” dei
“prolungati e reiterati scioperi”
dei penalisti “che concorrono ad
allontanare l’obiettivo della durata
ragionevole dei processi”.
E a criticare la protesta è
stata anche l’Associazione dei
giovani avvocati, che definisce
“incomprensibile e inopportuno” lo
sciopero tanto più l’uso “reiterato”
che ne fanno i penalisti “con danni
nefasti anche per i cittadini che
vedono rinviata la propria ansia di
giustizia” .
Donatella Stasio
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI AVVOCATI: “CONTRADDITTORIA
LA POLITICA DELL’U.C.P.I.
SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
;SCIOPERO INOPPORTUNO ED
INCOMPRENSIBILE”
“L’ “Associazione Nazionale
Praticanti ed Avvocati -Giovani
Legali Italiani” reputa
contraddittorio ed incomprensibile
lo sciopero indetto dall’U.C.P.I da
domani fino al 23 Marzo. Prendiamo
atto che lo sciopero è in parte
funzionale a protestare contro il
DDL Mastella sull’ordinamento
giudiziario.Non è possibile però
scioperare per tre anni contro una
riforma (quella voluta dal
precedente Guardasigilli) e poi
nella successiva legislatura
astenersi dalle udienze avverso la
decisione del nuovo Governo di
modificare sostanzialmente la stessa
riforma.
Peraltro lo sciopero è anche
inopportuno perchè si svolge proprio
mentre è in via di valutazione da
parte della Commissione di Garanzia
la proposta - che noi approviamo
appieno - di nuova regolamentazione
delle astensioni dalle udienze degli
avvocati. Per noi Giovani Avvocati
d’altronde il reiterarsi delle
astensioni determina un
depotenziamento dell’istituto del
diritto allo sciopero con nefasti
danni anche per i cittadini che
vedono rinviata la propria ansia di
Giustizia. Lo stesso Presidente di
Cassazione Gaetano Nicastro, in sede
di relazione all’inaugurazione
dell’anno giudiziario, aveva
indicato tra le concause della massa
di ricorsi in materia civile ancora
pendenti in Cassazione, proprio i
ricorrenti scioperi degli avvocati
specie nell’ultimo semestre del
2006.
L’ “A.N.P.A.-Giovani Legali
Italiani intende sottolineare come
non si tratti comunque di uno
sciopero dell’avvocatura tout court,
ma solo dell’U.C.P.I. e dei suoi
8.500 iscritti che sono una
piccolissima parte dell’avvocatura
italiana.
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GIUSTIZIA/GIOVANI
AVVOCATI:INOPPORTUNO E
INCOMPRENSIBILE SCIOPERO
Prima contro riforma Castelli,
ora contro modifiche
Mastella...
20-03-2007 18:50
Roma, 20 mar.
(Apcom) -
E' "contraddittorio e
incomprensibile" lo sciopero
proclamato, da domani a venerdì,
dai penalisti. A contestare
l'iniziativa dell'Unione delle
Camere Penali è l'associazione
che riunisce i giovani avvocati
(Anpa). "Prendiamo atto -
affermano - chde lo sciopero è
in parte funzionale a protestare
contro il ddl Mastella
sull'ordinamento giudiziario.
Non è possibile però scioperare
per tre anni contro una riforma,
quella voluta dal precedente
Guardasigilli, e poi nella
successiva legislatura astenersi
dalle udienze contro la
decisione del nuovo governo di
modificare sostanzialmente la
stessa riforma".
Ma lo sciopero, sostiene il
leader dell'Anpa Gaetano Romano,
è anche "inopportuno" perchè
cade "mentre è in via di
valutazione da parte della
Commissioen di garanzia la nuova
regolamentazione delle
astensioni dalle udienze degli
avvocati". "Per noi giovani
avvocati, d'altronde, il
reiterarsi delle astensioni -
aggiunge - determina un
depotenziamento dell'istituto
del diritto allo sciopero con
nefasti danni anche per i
cittadini che vedono rinviata la
propia ansia di giustizia".
In ogni caso, fa presente l'Anpa,
quello che comincia domani "non
è comunque uno sciopero
dell'avvocatura tout court, ma
solo dell'Ucpi e dei suoi 8.500
iscritti che sono una
piccolissima parte
dell'avvocatura italiana".