In occasione del corteo dei professionisti "navigati" contro la Legge Bersani e quindi contro i Giovani Professioniti, l' "A.N.P.A.-Giovani Legali taliani" insieme alle associazioni dei giovani ingegneri, giovani architetti e giovani farmacisti ha dato luogo ad una conferenza stampa a Roma presso il Centro di Documentazione Economica dei Giornalisti in via Cicerone 28 a Roma.
Prossimamente anche l'adesione dell' "Associazione Giovani Medici Italiani"
Erano presenti i giornalisti de La Stampa,HelpConsumatori,Agenzia AGI,DIRE,apcom (virgilio.it),Diritto e Giustizia,Europa Quotidiano.
E' venuta una troupe del TG1 che ha ripreso l'evento e fatto interviste.
L'intera conferenza è stata registrata da Radio Radicale - Radio Parlamento.
Qui di seguito il sul TG1 delle 13.30 di giovedì 12.10.2006 sulla nostra conferenza stampa a tutela dei Giovani Professionisti e quindi a favore della Legge Bersani.
Qui l'intera conferenza stampa ascoltabile in real audio ripresa da "Radio Radicale-Radio Parlamento"
Se non funzionano i links, potete copiare ed incollare gli indirizzi relativi nella Vostra barra degli indirizzi di internet.
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COMUNICATO STAMPA
Giovedì 12 ottobre 2006 in concomitanza con la manifestazione indetta dai consiglieri degli ordini, le Organizzazioni di liberi professionisti firmatarie del presente documento confermeranno il loro appoggio al decreto Bersani e presenteranno in una conferenza stampa un documento comune di indirizzo per la riforma delle professioni.
Nodi:
La riforma delle professioni è una necessità per lo sviluppo del Paese. Procrastinare o peggio eludere tale impegno significa condannare l’Italia ad una inesorabile marginalizzazione dai contesti di sviluppo economico europeo e mondiale.
Fulcro di qualsiasi riforma dovrà necessariamente essere l’interesse generale, il consumatore-utente deve essere posto al centro di qualsiasi modifica dell’attuale assetto legislativo.
Affrancare l’economia italiana da rendite di posizione corporative non è solo una priorità d’ordine economico, ma un principio di Libertà irrinunciabile.
Il Paese ha il dovere di tutelare le nuove generazioni, affinché il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo.
Affinché tali obiettivi siano raggiunti risulta determinante proseguire nei processi di liberalizzazione avviati, coinvolgendo nelle scelte le associazioni rappresentative dei consumatori.
Proposte:
Rappresentanza di tutti i professionisti affidata ad enti ad iscrizione volontaria;
Modifica e facilitazione dell’esame di Stato abilitante;
Formazione permanente, solo volontaria ed affidata ad enti indipendenti e in concorrenza tra loro;
Abolizione del numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore d’appartenenza;
Conferma della completa abolizione delle tariffe minime e massime obbligatorie;
Possibilità di costituire società intra e interdisciplinari anche con apporto di capitali;
Costituzione di un tavolo permanente di consultazione con le associazioni dei consumatori.
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POLITICA
LA STAMPA
Ma i giovani stanno con Bersani
Il controcorteo: la toga merita rispetto
13/10/2006
di f.ama.
Pierluigi Bersani
ROMA. Hanno scelto il giorno della manifestazione in piazza dei loro colleghi per annunciare a telecamere e giornalisti la loro nascita. Sono giovani professionisti italiani che da ieri hanno una nuova alleanza, una confederazione che unisce tutti coloro che sono a favore del decreto Bersani, delle liberalizzazioni e di uno svecchiamento degli ordini professionali e delle categorie. Un avvocato, un farmacista,un architetto, un ingegnere, hanno preso il microfono in mano in un appartamento al terzo piano di via Cicerone e contestato gli altri, quelli che sfilavano in piazza.
Gaetano Romano, presidente dell’associazione dei giovani legali, è arrivato da Messina per spiegare le sue ragioni. Per essere giovane, è giovane: ha 34 anni, nessuno studio di papà ereditato, un non nascosto orgoglio per la toga che «merita rispetto» e «non può assolutamente essere usata per scendere in piazza in una manifestazione di parte». «Fra i professionisti non c’è più alcuna unità - spiega -. Esiste invece un forte scontro generazionale: noi giovani abbiamo bisogni diversi mentre chi è più avanti con l’età tende a fare il possibile per mantenere lo status quo». Il problema - sostiene Gaetano Romano - , esisteva già da tempo, i giovani professionisti avevano già iniziato lo smarcamento generazionale ognuno all’interno delle rispettive categorie. «Il decreto Bersani ha soltanto accelerato il processo». Ed ora eccoli lì, una nuova voce, assicurano, «un contraltare importante» perchè la manifestazione al Colosseo «è stato un autogol per i professionisti anziani», spiega. «Sostengono di rappresentare due milioni e mezzo di persone, invece ne rappresentano molti di meno». Programmi futuri? «Siamo moderati, vogliamo concertare, non amiamo le piazze, non si addicono a dei professionisti che hanno altri mezzi per far valere le proprie esigenze». Con gli strumenti della moderazione innanzitutto difenderanno il decreto Bersani.
Poi cercheranno di far approvare una profonda riforma delle professioni e proporranno al governo un documento basato su alcuni principi-cardine: rappresentanza di professionisti affidata a enti a iscrizione volontaria, modifica dell’esame di Stato,eliminazione dei minimi e massimi tariffari, massima apertura dell’accesso al mercato. «Bisogna andare avanti con le riforme, il decreto Bersani ha soltanto aperto uno spiraglio in una porta blindata», conclude.
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UNITA'.it
20mila professionisti in piazza contro le liberalizzazioni di Bersani
Ventimila professionisti sono scesi in piazza questa mattina a Roma, una "marcia del ceto medio" come è stata battezzata dagli organizzatori. Ad aprire il corteo un grande striscione dietro al quale erano schierati i leader di tutte le categorie presenti, dagli avvocati ai commercialisti, dai farmacisti ai geologi. Accanto a loro ha fatto una fugace e applauditissima comparsa il leader di An Gianfranco Fini oltre a numerosi altri esponenti del centrodestra.I professionisti in piazza contestavano il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Ma non solo.
«L'aumento dal 12,5 al 20% delle imposte sulle rendite finanziarie delle casse previdenziali dei professionisti –ha detto Maurizio De Tilla, presidente dell'Associazione degli Enti previdenziali privati - dimostra come il governo voglia proseguire nell'attacco all'autonomia e alla libertà delle professioni, disattendendo le richieste del mondo professionale e arrecando un grave danno ai diritti di tutti i cittadini». «È questo il vero «tavolo dei volenterosi», ha sostenuto Michelina Grillo, presidente dell'Organismo Unitario avvocatura italiana. Pochi gli slogan, qualche striscione. Ma lunghi momenti di tensione in piazza Venezia quando cordoni di polizia e carabinieri hanno bloccato la piazza per impedire che i manifestanti potessero alla spicciolata raggiungere Palazzo Chigi. Vibranti le proteste:«Siete peggio dei comunisti», «È un sequestro di persona». Le polemiche non sono finite lì.
Secondo il portavoce azzurro Sandro Bondi il fatto che polizia e carabinieri abbiano bloccato l´ingresso non autorizzato alla piazza del Parlamento significa che «c'è qualcosa di inquietante che sta avvenendo nel nostro Paese». I senatori di An, primo firmatario il capogruppo Altero Matteoli protestano formalmente con il ministro dell´Interno Giuliano Amato. Davide Bordoni,consigliere comunale di Forza Italia protesta con il sindaco Walter Veltroni parlando di «una vera e propria discriminazione mai vista prima né in occasione di cortei sindacali né tantomeno nei confronti dei no-global, ai quali, notoriamente espressione di violenza urbana, non è mai stato precluso alcun percorso cittadino». Mario Landolfi di An giudica il comportamento delle forze dell´ordine «inammissibile» e ha telefonato al questore per protestare.
Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani: «Le manifestazioni vanno tutte rispettate, anche quando sono critiche. Se vogliamo ribadire la centralità delle professioni nel futuro, bisogna avere il coraggio delle riforme. Su questo c'è la disponibilità a discutere.
Penso che nelle prossime settimane possa esserci un confronto al ministero della Giustizia, anche con la nostra presenza».
Non tutti i professionisti comunque condividevano le critiche espresse dalla manifestazione e dagli esponenti del centrodestra. Associazioni che non sono contrarie al decreto Bersani anzi hanno giudicato «un flop» il corteo - Associazioni professionali -Associazione giuristi e
consulenti legali (Agiconsul),"Associazione nazionale praticanti ed avvocati - giovani legali italiani", Associazione professionisti europei laureati (Ape), Comitato di difesa degli interessi degli architetti (Codiarch), Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf)-nonchè la Federfconsumatori – sostenendo che invece le liberalizzazioni non possono che aiutare i professionisti oltre che i consumatori.
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Da "Europa Quotidiano" del 12.10.2006
| Oggi a Roma si riuniscono (e federano) anche avvocati, architetti e farmacisti pro-Bersani | | Contro le corporazioni. Nasce la lobby dei quarantenni
| | | | di GIOVANNI COCCONI | |
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| No, non chiamateli giovani. Non ne possono più. «Solo in Italia a quarant’anni si è considerati ancora giovani. Èun alibi per snobbarci e lasciare le cose come stanno». Ma della parola lobby non hanno paura. In fondo, è per quello che oggi si riuniscono a Roma (via Cicerone 28, ore 11), per mettersi insieme, loro, avvocati, architetti, commercialisti e farmacisti disubbidienti, schierati al fianco del decreto Bersani e contro gli stessi ordini di appartenenza. «L’idea è quella di federare le associazioni che si sono battute per la liberalizzazione nelle professioni e dare voce alle migliaia di professionisti che chiedono la modernizzazione del mercato ». Il mercato, appunto. Anche perché in vista c’è una riforma degli ordini che il paese attende ormai da decenni e che il parlamento continua a rimandare. Ma che proprio la paura dell’”effetto- Bersani” potrebbe accelerare. Il giorno non è stato scelto a caso. Sempre oggi a Roma sfila il Cup, la rappresentanza degli Ordini, con qualche defezione eccellente come quella degli architetti di Milano. E che ha già dovuto ingoiare l’abolizione delle tariffe minime e la possibilità per i professionisti di farsi pubblicità. I “giovani-vecchi” vorrebbero andare avanti nella stessa direzione. Chiedono che gli Ordini si occupino solo di deontologia, non di rappresentanza, da affidare invece a libere associazioni sul modello anglosassone. Vogliono l’abolizione del numero chiuso, con un limite minimo, non massimo. Sognano di costituire società di professionisti (un commercialista, un avvocato, un notaio...), magari con l’ingresso di capitali. «Insomma chiediamo che l’ordine non diventi un tappo contro la concorrenza e l’innovazione » spiegano. Ma c’è di più. Non accettano di essere controllati (attraverso l’Ordine) dagli stessi colleghi con i quali devono competere sul mercato. Competere, appunto. Non è difficile capire perché in Italia la piattaforma della nuova lobby suoni come una rivoluzione. Loro non si fanno illusioni. Dicono di essere dalla parte dell’Europa e dei consumatori. Per ora può bastare, nella speranza che anche il parlamento li ascolti. I colleghi più navigati (e più ricchi) nel migliore dei casi li considerano degli ingenui. Nel peggiore si può immaginare. Intanto An cavalca in piazza il malumore delle corporazioni. Oggi la manifestazione del Cup si concluderà a Piazza Venezia. «Qualcosa vorrà pur dire...aggiungono loro, maligni. |
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Da "Europa Quotidiano" del 13.10.2006
PROFESSIONI La carica dei quarantenni contro gli ordini pigliatutto: «Ci siamo anche noi» L’altra lobby:«Giù le mani dalla Bersani»
di GIOVANNI COCCONI
Facile dire Bersani. Il ministro da queste parti è quasi un Dio. «Speriamo sieda anche lui al tavolo sulla riforma delle professioni». Sempre che ci sia un tavolo e che il ministro Mastella abbia voglia di sentire anche loro, i giovani professionisti senza santi in parlamento e che negli
ordini di oggi si sentono ospiti molto poco graditi.
Il primo passo lo hanno fatto ieri, con la nascita di una lobby trasversale pro-Bersani per ricordare che «indietro non si torna». Le sigle dicono poco: Codi-Arch, Adiconsul,Ape, Mlnf. Sono associazioni («libere » ci tengono a dire) di architetti, avvocati, farmacisti, ingegneri, tra i trenta e i quarant’anni, fiancheggiate da movimenti consumatori, sindacati e Confindustria.
«Indietro non si torna, perché la legge Bersani è stata come uno spiraglio aperto su una porta blindata» spiega Fabio Romiti del Movimento liberi farmacisti. Ora si deve andare avanti, con una riforma delle professioni che metta al centro il cittadinoutente.
Invece tira una brutta aria di restaurazione. Ieri in piazza a Roma il Cup, il comitato che raduna gli ordini professionali, ha portato dalle 10 alle 20mila persone,
contro il governo e la legge Bersani. «Un flop clamoroso » secondo la lobby dei quarantenni.
Ma non è un segreto che «c’è chi vorrebbe reintrodurre le tariffe minime» e «c’è chi cerca disabotare la legge Bersani». Come i grossisti di farmaci sui cui l’Antitrust ha aperto una procedura d’infrazione.
«La situazione si è sbloccata ma cominciamo a registrare altri comportamenti non in linea con la legge sulla concorrenza: per esempio gli sconti fatti alle farmacie sono più alti che alle parafarmacie alle quali si chiede il pagamento anticipato quando alle farmacie si concedono anche 60-90 giorni. Probabilmente ci attrezzeremo per saltare anche noi la distribuzione come fanno i supermercati ».
Anche i giovani avvocati non si sbilanciano. «È presto per dire se con la Bersani ci sono stati miglioramenti.Tra scioperi e sospensione dei tribunali l’attività è ricominciata da poco» spiega Gaetano Romano, avvocato («con studio mio») che rappresenta i giovani legali italiani. «Credo avrà un impatto positivo sulle nuove generazioni e sui praticanti. Sono molti gli avvocati che non si ritrovano nelle posizioni del Cup. E pensare che dice di rappresentare 2 milioni e mezzo di professionisti».
«Noi siamo costretti a iscriverci all’ordine – dice Elena Zunino, ingegnere.– Ma solo un quinto va a votare per gli organi direttivi.Qualcosa vorrà pur dire. Contemporaneamente sui vertici dell’ordine a Roma si scatenano lotte furibonde con ricorsi al Tar e al Consiglio di stato».
A Milano hanno scelto un’altra strada. «Siamo riusciti a portare un nostro consigliere nell’ordine – spiega Andrea Bonessa del CodiArch – l’architetto Scarsella, una figura mitica della professione milanese. Forse anche per il nostro contributo l’ordine di Milano non ha
aderito nel metodo alla marcia del Cup».«Siamo per la meritocrazia, per aprire il sistema, per servizi a costi inferiori e di maggior qualità» è
l’opinione di Riccardo Cappello, uno che giovane non è più ma che qui è venuto per dare voce ai giuristi e consulenti legali vicini a Confindustria.
«In Italia ci sono professionisti bravissimi.Peccato che non li esportiamo all’estero mentre continuiamo a importare servizi professionali, per esempio dalla Gran Bretagna. Bisogna migliorare l’accesso al credito e sottrarre agli ordini formazione professionale e certificazione di qualità.In fondo la riforma Bersani ha solo allineato la legislazione italiana all’Europa ».
Sull’anomalia «tutta italiana» del numero chiuso per farmacie e studi notarili insiste Sergio Veroli (Federconsumatori), invitato dalle quattro organizzazioni per dimostrare la «volontà controcorrente» di dialogare con il mondo dei consumatori. «Ci sono addirittura professioni che si trasmettono quasi per via ereditaria ». Come fossero quarti di nobiltà.Ma qui nessuno ha voglia di tornare al Medioevo.
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dal sito dsonline.it
12 Ottobre 2006
Bersani: sulle professioni si a dialogo, ma serve coraggio
sulle riforme
Nasce la confederazioni giovani professionisti: gli ordini
solo vecchiume.
12 Ottobre 2006
Bersani: sulle professioni si a dialogo, ma serve coraggio sulle riforme
Nasce la confederazioni giovani professionisti: gli ordini solo vecchiume.
«Se vogliamo ribadire la centralità delle professioni e dei servizi professionali bisogna avere il coraggio di fare le riforme e bisogna avere anche la fantasia per nuove politiche promozionali e di innovazione anche nel mondo delle professioni. Su questo c'è la disponibilità a discutere e anche su alcuni aspetti della Finanziaria». Questo è ciò che ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, commentando la manifestazione di oggi dei professionisti. «Non abbiamo atteggiamenti punitivi - ha affermato - ma bisogna cambiare, innovare, riformare...certamente bisogna farlo con il dialogo ma a volte - ha tenuto a sottolineare - i decreti si fanno perché sono due, tre, quattro anni che si dialoga, si discute e non si arriva mai ad una decisione». E sul decreto liberalizzazioni «non si torna indietro».
«Le manifestazioni vanno rispettate - ha detto Bersani - anche se sono critiche verso misure proposte da me. Devo dire però che le critiche devono essere più variegate. Per quel che riguarda le competenze del mio ministero - ha proseguito - intendiamo partecipare al processo di riforma delle professioni e ci sarà occasione di confronto già nelle prossime settimane sia in sede di ministero della Giustizia sia con la nostra presenza». Bersani ha ricordato che in Italia «c'è gente che ha bisogno di un Ordine per lavorare, ma non è detto che si senta sempre rappresentato da posizioni che a volte tengono conto solo di una parte». Il ministro ricorda infatti che esistono anche «posizioni diverse» all'interno delle professioni, evocando pur senza citarla la presa di posizione annunciata tra gli altri da praticanti avvocati dell'Anpa, liberi farmacisti, consulenti giuridici di Confindustria e giovani professionisti europei.
«Non abbiamo assolutamente un atteggiamento ostativo o punitivo», aggiunge Bersani spiegando come «per la crescita economica dell'Italia c'è bisogno assolutamente di professioni che abbiano capacità di innovazione». Cambiare, innovare, riformare «per dare spazio ai giovani», dunque, ma con il dialogo. «Ricordo - ribadisce ancora - che nel mondo delle professioni c'è anche chi non è d'accordo con l'impostazione della manifestazione. Non prendiamo parte al dibattito interno, ma voglio aggiungere: attenzione ad un eccesso di sovrapposizione fra funzioni dell’ordine e funzioni sindacali. Attenzione perchè c'è gente che per lavorare deve essere iscritta all'ordine e non è detto che si senta sempre rappresentata da posizioni che a volte tengono conto solo di una parte degli interessi in campo. Questo è un elemento di disagio - afferma Bersani - soprattutto per i giovani. Queste cose dobbiamo superarle. Gli ordini ci siano, laddove devono esserci. Se ne metta a prova l'essenzialità, se ne ridisegni il compito per funzioni rilevanti e tutela dei beni pubblici. Cerchiamo poi di avere riforme che consentano più apertura laddove è necessaria».
Le associazioni pro-riforma Bersani hanno infatti definito la manifestazione organizzata dal Cup «un vero e proprio flop», perchè «se gli Ordini in questi anni hanno sempre affermato di rappresentare due milioni e mezzo di professionisti e in piazza ce ne sono solo ventimila, è evidente la stragrande discrasia tra ciò che si dice di rappresentare e quello che si rappresenta davvero. Così hanno detto le Associazioni professionali - Associazione giuristi e consulenti legali (Agiconsul), Associazione nazionale praticanti ed avvocati - giovani legali italiani , Associazione professionisti europei laureati (Ape), Comitato di difesa degli interessi degli architetti (Codiarch), Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) - nonchè la Federconsumatori commentano il corteo sfilato per le vie di Roma contro la legge Bersani sulle liberalizzazioni e la Finanziaria.
Queste Associazioni, infatti, in concomitanza con la manifestazione, hanno voluto ribadire in una conferenza stampa il loro parere positivo sul provvedimento del ministro dello Sviluppo Economico, oltre a lanciare proposte per una riforma delle professioni. «Bersani ha giustamente omologato il sistema italiano a quello europeo - afferma Gaetano Romano, il corteo di oggi ha dimostrato come gli Ordini non siano rappresentativi». «Per noi - aggiunge Fabio Romiti, del Movimento nazionale liberi farmacisti - la legge Bersani è uno spiraglio in una porta blindata che vogliamo si apra presto». La protesta scesa in piazza oggi, secondo Andrea Bonessa del Codiarch «è solo un tentativo di mantenere un certo corporativismo».
La legge sulle liberalizzazioni, sostiene, poi, la Federconsumatori, con il suo vice presidente Sergio Veroli, «va a vantaggio di professionisti e cittadini, è un particolare tentativo di fare dei passi avanti, che ci auguriamo non vengano fermati», ben vengano, dunque, rilevano queste Associazioni, l'abolizione delle tariffe e l'introduzione della pubblicità: «Da tutta l'Europa viene una spinta verso le liberalizzazioni - sostiene Elena Zunino, presidente dell'Ape - guardino l'esempio della Gran Bretagna per vedere che dalle liberalizzazioni non consegue un mercato selvaggio». La seconda fase del processo aperto da Bersani, dovrà dunque essere la riforma delle professioni, «da cui vorremmo - spiega Romiti - che in maniera chiara fosse detto che il numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore di appartenenza non fa più parte del pensiero politico e culturale del nostro Paese». La riforma, rileva poi Riccardo Cappello, presidente dell'Agiconsul, «deve essere il primo passo per liberare l'economia dai troppi vincoli che la stanno restringendo. Non esistono più attività al di fuori delle regole del mercato».
Le Associazioni, alla luce di tutto questo chiedono anche che «la rappresentanza di tutti i professionisti sia affidata ad enti ad iscrizione volontaria», nonchè la modifica dell'esame di Stato abilitante, e una formazione permanente volontaria e affidata ad enti indipendenti e in concorrenza tra loro. Inoltre si vuole «la possibilità di costituire società intere ed interdisciplinari, anche con apporto di capitali» e «una tavolo permanente di consultazione con le Associazioni dei consumatori». La riforma delle professioni, si legge infine nel documento firmate dalle suddette Associazioni, «è una necessità per lo sviluppo del Paese e il suo fulcro dovrà essere «l'interesse generale e il consumatore-utente deve essere posto al centro di qualsiasi modifica dell'attuale assetto legislativo». Il Paese, concludono, «ha il dovere di tutelare le nuove generazioni, affinchè il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo».
http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.asp?id_doc=36815
12 Ottobre 2006 Bersani: sulle professioni si a dialogo, ma serve coraggio sulle riforme Nasce la confederazioni giovani professionisti: gli ordini solo vecchiume. «Se vogliamo ribadire la centralità delle professioni e dei servizi professionali bisogna avere il coraggio di fare le riforme e bisogna avere anche la fantasia per nuove politiche promozionali e di innovazione anche nel mondo delle professioni. Su questo c'è la disponibilità a discutere e anche su alcuni aspetti della Finanziaria». Questo è ciò che ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, commentando la manifestazione di oggi dei professionisti. «Non abbiamo atteggiamenti punitivi - ha affermato - ma bisogna cambiare, innovare, riformare...certamente bisogna farlo con il dialogo ma a volte - ha tenuto a sottolineare - i decreti si fanno perché sono due, tre, quattro anni che si dialoga, si discute e non si arriva mai ad una decisione». E sul decreto liberalizzazioni «non si torna indietro». «Le manifestazioni vanno rispettate - ha detto Bersani - anche se sono critiche verso misure proposte da me. Devo dire però che le critiche devono essere più variegate. Per quel che riguarda le competenze del mio ministero - ha proseguito - intendiamo partecipare al processo di riforma delle professioni e ci sarà occasione di confronto già nelle prossime settimane sia in sede di ministero della Giustizia sia con la nostra presenza». Bersani ha ricordato che in Italia «c'è gente che ha bisogno di un Ordine per lavorare, ma non è detto che si senta sempre rappresentato da posizioni che a volte tengono conto solo di una parte». Il ministro ricorda infatti che esistono anche «posizioni diverse» all'interno delle professioni, evocando pur senza citarla la presa di posizione annunciata tra gli altri da avvocati dell'Anpa-Giovani Legali Italiani, liberi farmacisti, consulenti giuridici di Confindustria e giovani professionisti europei. «Non abbiamo assolutamente un atteggiamento ostativo o punitivo», aggiunge Bersani spiegando come «per la crescita economica dell'Italia c'è bisogno assolutamente di professioni che abbiano capacità di innovazione». Cambiare, innovare, riformare «per dare spazio ai giovani», dunque, ma con il dialogo. «Ricordo - ribadisce ancora - che nel mondo delle professioni c'è anche chi non è d'accordo con l'impostazione della manifestazione. Non prendiamo parte al dibattito interno, ma voglio aggiungere: attenzione ad un eccesso di sovrapposizione fra funzioni dell’ordine e funzioni sindacali. Attenzione perchè c'è gente che per lavorare deve essere iscritta all'ordine e non è detto che si senta sempre rappresentata da posizioni che a volte tengono conto solo di una parte degli interessi in campo. Questo è un elemento di disagio - afferma Bersani - soprattutto per i giovani. Queste cose dobbiamo superarle. Gli ordini ci siano, laddove devono esserci. Se ne metta a prova l'essenzialità, se ne ridisegni il compito per funzioni rilevanti e tutela dei beni pubblici. Cerchiamo poi di avere riforme che consentano più apertura laddove è necessaria». Le associazioni pro-riforma Bersani hanno infatti definito la manifestazione organizzata dal Cup «un vero e proprio flop», perchè «se gli Ordini in questi anni hanno sempre affermato di rappresentare due milioni e mezzo di professionisti e in piazza ce ne sono solo ventimila, è evidente la stragrande discrasia tra ciò che si dice di rappresentare e quello che si rappresenta davvero. Così hanno detto le Associazioni professionali - Associazione giuristi e consulenti legali (Agiconsul), Associazione nazionale praticanti ed avvocati - giovani legali italiani ), Associazione professionisti europei laureati (Ape), Comitato di difesa degli interessi degli architetti (Codiarch), Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) - nonchè la Federconsumatori commentano il corteo sfilato per le vie di Roma contro la legge Bersani sulle liberalizzazioni e la Finanziaria. Queste Associazioni, infatti, in concomitanza con la manifestazione, hanno voluto ribadire in una conferenza stampa il loro parere positivo sul provvedimento del ministro dello Sviluppo Economico, oltre a lanciare proposte per una riforma delle professioni. «Bersani ha giustamente omologato il sistema italiano a quello europeo - afferma Gaetano Romano, presidente Anpa-giovani legali italiani - il corteo di oggi ha dimostrato come gli Ordini non siano rappresentativi». «Per noi - aggiunge Fabio Romiti, del Movimento nazionale liberi farmacisti - la legge Bersani è uno spiraglio in una porta blindata che vogliamo si apra presto». La protesta scesa in piazza oggi, secondo Andrea Bonessa del Codiarch «è solo un tentativo di mantenere un certo corporativismo». La legge sulle liberalizzazioni, sostiene, poi, la Federconsumatori, con il suo vice presidente Sergio Veroli, «va a vantaggio di professionisti e cittadini, è un particolare tentativo di fare dei passi avanti, che ci auguriamo non vengano fermati», ben vengano, dunque, rilevano queste Associazioni, l'abolizione delle tariffe e l'introduzione della pubblicità: «Da tutta l'Europa viene una spinta verso le liberalizzazioni - sostiene Elena Zunino, presidente dell'Ape - guardino l'esempio della Gran Bretagna per vedere che dalle liberalizzazioni non consegue un mercato selvaggio». La seconda fase del processo aperto da Bersani, dovrà dunque essere la riforma delle professioni, «da cui vorremmo - spiega Romiti - che in maniera chiara fosse detto che il numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore di appartenenza non fa più parte del pensiero politico e culturale del nostro Paese». La riforma, rileva poi Riccardo Cappello, presidente dell'Agiconsul, «deve essere il primo passo per liberare l'economia dai troppi vincoli che la stanno restringendo. Non esistono più attività al di fuori delle regole del mercato». Le Associazioni, alla luce di tutto questo chiedono anche che «la rappresentanza di tutti i professionisti sia affidata ad enti ad iscrizione volontaria», nonchè la modifica dell'esame di Stato abilitante, e una formazione permanente volontaria e affidata ad enti indipendenti e in concorrenza tra loro. Inoltre si vuole «la possibilità di costituire società intere ed interdisciplinari, anche con apporto di capitali» e «una tavolo permanente di consultazione con le Associazioni dei consumatori». La riforma delle professioni, si legge infine nel documento firmate dalle suddette Associazioni, «è una necessità per lo sviluppo del Paese e il suo fulcro dovrà essere «l'interesse generale e il consumatore-utente deve essere posto al centro di qualsiasi modifica dell'attuale assetto legislativo». Il Paese, concludono, «ha il dovere di tutelare le nuove generazioni, affinchè il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo». |
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News Liberi professionisti: “Appoggiamo legge Bersani”
12/10/2006 - 17:11
Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il
loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la
manifestazione di oggi, 12 ottobre indetta dai Consiglieri
degli Ordini, hanno presentato a Roma in una conferenza
stampa un documento comune di indirizzo per la riforma delle
professioni.
Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il
loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la
manifestazione di oggi, 12 ottobre indetta dai Consiglieri
degli Ordini, hanno presentato oggi a Roma in una conferenza
stampa un documento comune di indirizzo per la riforma delle
professioni. "La riforma delle professioni è una
necessità per lo sviluppo del Paese. Affrancare l'economia
italiana da rendite di posizione corporative - affermano in
un documento le Organizzazioni di liberi professionisti- non
è solo una priorità d'ordine economico, ma un principio
di libertà irrinunciabile". Ed è necessario proseguire
nei processi di liberalizzazione anche per "tutelare le
nuove generazioni, affinché il futuro sia affidato a
professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a
criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:
affidare la rappresentanza di tutti i professionisti ad enti
ad iscrizione volontaria;
modificare l'esame di Stato abilitante;
affidare la formazione permanente e la certificazione di
qualità, solo volontaria, ad enti indipendenti e in
concorrenza fra loro;
abolire il numero predeterminato di professionisti
autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
confermare la completa abolizione delle tariffe minime e
massime obbligatorie;
rendere possibile la costituzione di società intra e
interdisciplinari anche con apporto di capitali;
costituire un tavolo permanente di consultazione con le
associazioni dei consumatori.
Nel corso della conferenza il richiamo alla manifestazione indetta dai Consiglieri degli Ordini. L'avvocato Gaetano Romano dell' A.N.P.A, Giovani Legali Italiani ha spiegato: "Oggi non scendono in piazza gli avvocati, scendono in piazza una parte della categoria professionale: gli avvocati più navigati. I giovani avvocati hanno aderito fin dall'inizio alla legge Bersani perché consente ai giovani un miglior accesso al mercato professionale sia sotto il profilo dell'abolizione delle tariffe minime, avendo consentito la pubblicità informativa e sia attrarverso altri strumenti che ne deriveranno".Il consumatore - precisa Romano - deve essere al centro del sistema, questo è essenziale. In secondo luogo c'è la necessità di apprestare una riforma che tenda a superare gli ordini professionali in favore di una adesione volontaristica del libero professionista a diverse associazioni professionali e che quindi dia una maggiore garanzia di qualità che oggi non è garantita dagli ordini professionali.
Segue l'intervento dell'avvocato Riccardo Cappello,
AGICONSUL, Associazioni Giuristi e Consulenti Legali che si
sofferma sulla necessità di puntare sulla formazione e la
qualità nella professione, requisito di base per
l'iscrizione all'ordine. "Gli ordini hanno poteri fasulli e
sono dannosi per gli stessi avvocati, - dice Cappello - i
vincoli a cui è sottoposta la professione in Italia
agevola le consulenze degli studi stranieri che vengono in
Italia. Gli ordini non devono obbligare le persone ad essere
iscritte per esercitare devono puntare sulla qualità, non
rilasciare attestati di qualità. L'avvocato deve essere
preparato, leale e corretto per poter aderire
all'associazione, come accade in Inghilterra. Bisogna
puntare sulla qualità come requisito per l'iscrizione e
non dare per scontato che se sei iscritto all'ordine hai
delle competenze"."La gente si sente lontano dall'avvocato -
continua l'esponente dell'AGICONSUL - perché il ruolo
istituzionale dell'avvocato lo fa percepire come complice
fra il cittadino che chiede giustizia e lo stato che non è
in grado di dargliela. Quindi la funzione dell'avvocato deve
essere quella di raccogliere i malcontenti delle classi
popolari per rivolgerlo verso il Governo e verso le
autorità e deve staccarsi completamente dalla politica.
Mentre la magistratura è un potere, l'avvocatura non lo
è. Quindi la giurisdizione che l'avvocatura ha oggi è un
qualcosa che può servire solo ai vertici, ma non alla
gente. Bersani e il Governo devono continuare nelle
liberalizzazioni perché devono rompere quel cerchio,
restituire al cittadino la società. Le società non
esistono, esistono i cittadini che vanno liberati dalla
burocrazia. Non ci possono essere più specificità e
individualità, rivendicare la specificità allontana dal
cittadino".Decisivo l'intervento di Fabio Romiti,
vicepresidente del M.N.L.F. che delineando la situazione
attuale del sistema farmacia esemplifica le opportunità e
i vantaggi della legge Bersani definendola "uno spiraglio
per coloro che non sono titolari di farmacie". Inoltre il
vicepresidente ritiene opportuno incentivare l'uso dei
farmaci generici e sollecita l'armonizzazione delle norme
nazionali con quelle europee in tema di brevettabilità dei
farmaci. Per leggere l'intervista integrale clicca
qui.Presenti anche i consumatori, Sergio Fenaroli di
Federconsumatori che ha concluso: " La legge Bersani tutela
il consumatore moderno, va incontro al riordino delle
professioni, è l'opportunità per lo sviluppo del Paese.
Ai cittadini si chiede massima flessibilità contrattuale e
dall'altra riscontriamo che esistono ancora delle categorie
che vanno avanti per ereditarietà. Bisogna dire basta e
voltare pagina".
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12 ottobre 2006
La protesta dei professionisti contro manovra e dl Bersani
Ventimila professionisti sono scesi in piazza a Roma contro la manovra e il decreto Bersani sulle liberalizzazioni.
Ad aprire il corteo un grande striscione dietro al quale erano schierati i leader di tutte le categorie presenti, dagli avvocati ai commercialisti, dai farmacisti ai geologi. Accanto a loro ha fatto una fugace comparsa il leader di An Gianfranco Fini. «L'aumento dal 12,5 al 20% delle imposte sulle rendite finanziarie delle casse previdenziali dei professionisti - ha detto Maurizio De Tilla, presidente dell'Associazione degli Enti previdenziali privati - dimostra come il governo voglia proseguire nell'attacco all'autonomia e alla libertà delle professioni, disattendendo le richieste del mondo professionale e arrecando un grave danno ai diritti di tutti i cittadini». Lunghi momenti di tensione si sono verificati a piazza Venezia: cordoni di polizia e carabinieri hanno bloccato la piazza per impedire che i manifestanti potessero alla spicciolata raggiungere palazzo Chigi. Vibranti le proteste: «Siete peggio dei comunisti», «È un sequestro di persona». Alla «Marcia del ceto medio» e alle parole di Fini («È una manifestazione civile, di cui mi auguro che a Palazzo Chigi tengano conto») ha risposto il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani: «Le manifestazioni vanno tutte rispettate, anche quando sono critiche. Se vogliamo ribadire la centralità delle professioni nel futuro, bisogna avere il coraggio delle riforme. Su questo c'è la disponibilità a discutere. Penso che nelle prossime settimane possa esserci un confronto al ministero della Giustizia, anche con la nostra presenza».
Diverse Associazioni professionali - Associazione giuristi e consulenti legali (Agiconsul), Associazione nazionale praticanti ed avvocati - giovani legali italiani (Anpa), associazione professionisti europei laureati (Ape), Comitato di difesa degli interessi degli architetti (Codiarch), Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf)- nonchè la Federfconsumatori commentano però negativamente il corteo sfilato per le vie di Roma contro la legge Bersani: definiscono la manifestazione organizzata dal Cup «un vero e proprio flop», perchè «se gli Ordini in questi anni hanno sempre affermato di rappresentare due milioni e mezzo di professionisti e in piazza ce ne sono solo ventimila, è evidente la stragrande discrasia tra ciò che si dice di rappresentare e quello che si rappresenta davvero». Le Associazioni sopra citate, infatti, in concomitanza con la manifestazione, hanno voluto ribadire in una conferenza stampa il loro parere positivo sul provvedimento del ministro dello Sviluppo Economico, oltre a lanciare proposte per una riforma delle professioni.
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Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la manifestazione di domani 12 ottobre indetta dai Consiglieri degli Ordini, presenteranno in una conferenza stampa un documento comune di indirizzo per la riforma delle professioni. Lo rende noto l'Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani che parteciperà alla manifestazione in rappresentanza dei Giovani Avvocati. "La riforma delle professioni è una necessità per lo sviluppo del Paese.Affrancare l'economia italiana da rendite di posizione corporative - affermano in un documento le Organizzazioni di liberi professionisti- non è solo una priorità d'ordine economico, ma un principio di libertà irrinunciabile". Ed è necessario proseguire nei processi di liberalizzazione anche per "tutelare le nuove generazioni, affinché il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:
affidare la rappresentanza di tutti i professionisti ad enti ad iscrizione volontaria;
modificare l'esame di Stato abilitante;
affidare la formazione permanente e la certificazione di qualità, solo volontaria, ad enti indipendenti e in concorrenza fra loro;
abolire il numero predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
confermare la completa abolizione delle tariffe minime e massime obbligatorie;
rendere possibile la costituzione di società intra e interdisciplinari anche con apporto di capitali;
costituire un tavolo permanente di consultazione con le associazioni dei consumatori.
PROFESSIONI/ NASCE CONFEDERAZIONE ANTI-CUP PER
LIBERALIZZAZIONI
Alleanza di architetti, giovani legali e liberi farmacisti
12-10-2006 15:45
Articoli a tema | Tutte le news di Economia
Roma, 12 ott. (Apcom) - Un "sì" convinto alle
liberalizzazioni e forte sostegno a una riforma delle
professioni che metta al centro del sistema il
cittadino-utente. Sono questi i punti cardine su cui nasce
oggi l'alleanza tra alcune associazioni di liberi
professionisti. Che contestano le posizioni degli Ordini di
appartenenza su decreto Bersani e riordino del sistema
professionale. Sono soprattutto giovani, decisi a
rappresentare una "diversa visione" del loro ambiente. Per
questo, hanno deciso di federarsi, in aperto dissenso con la
manifestazione organizzata nella capitale dagli Ordini. Un
corteo "flop", dicono, guidato da un organismo unitario (il
Cup) che "non rappresenta la gran parte dei professionisti".
La confederazione unisce il Movimento nazionale liberi
farmacisti (Mnlf), gli architetti del Co.Di.Arch., l'Anpa-Giovani Legali Italiani e
l'Associazione professionisti europei
(Ape). Presto si dovrebbero aggiungere anche i Giovani
medici. Si sono messi insieme proprio oggi a Roma per
esprimere la loro opposizione alla protesta del Cup
(Comitato unitario delle professioni) contro il decreto
Bersani e la Finanziaria. "Se in piazza sono solo ventimila
- dice Gaetano Romano, presidente dell'Anpa-Giovani Legali Italiani - la
manifestazione è un flop clamoroso, visto che il Cup dice
di rappresentare 2,5 milioni di professionisti". Il Comitato
unitario non rappresenta tutti, aggiunge Elena Zunino (Ape),
"anche perché è un organismo composto dai presidenti
degli Ordini, eletti solo da una parte degli iscritti. E
l'iscrizione all'Ordine non è nemmeno volontaria".
Contrari alla protesta, questi giovani (ma non solo giovani)
professionisti vogliono invece più liberalizzazioni, nella
direzione tracciata dal decreto Bersani. "Perché solo
così - spiega Fabio Romiti del Mnlf - si aumenta la
qualità, si abbassano le tariffe, si favorisce l'accesso
dei più giovani e meno 'protetti', si sblocca l'economia".
Il prossimo obiettivo è una profonda riforma delle
professioni e, per questo, propongono al governo un
documento di indirizzo basato su pochi punti fondamentali.
Rappresentanza dei professionisti affidata a enti a
iscrizione volontaria; modifica dell'esame di Stato;
formazione permanente; eliminazione minimi e massimi
tariffari; massima apertura dell'accesso al mercato, con
l'abolizione del numero predefinito delle autorizzazioni.
Sull'anomalia "tutta italiana" del numero chiuso per
farmacie e studi notarili ha insistito anche Sergio Veroli
(Federconsumatori), invitato dalle quattro organizzazioni
per dimostrare la volontà "controcorrente" di dialogare
con le associazioni consumeristiche. "Ci sono addirittura
professioni che si trasmettono per via ereditaria - accusa
Veroli - e questa rigidità anacronistica, unica in Europa,
frena il nostro sviluppo sociale ed economico". Per questo,
conclude Romiti, "bisogna andare avanti con le riforme,
perché il decreto Bersani ha soltanto aperto uno spiraglio
in una porta blindata".
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http://economia.alice.it/news/foglia.html?codNotizia=12069933&pmk=rss
PROFESSIONI/DOMANI MIGLIAIA IN PIAZZA,MA NON TUTTI SONO
D'ACCORDO
11/10/2006 20:39
Roma, 11 ott. (Apcom) - Dallo studio alla piazza. Saranno
migliaia i professionisti che domani mattina manifesteranno
nel centro di Roma per esprimere dissenso contro alcune
misure della Finanziaria e sostenere "una razionale riforma
delle professioni intellettuali". La protesta è
organizzata dal Comitato unitario delle professioni (Cup),
che già a luglio aveva guidato la protesta contro il
decreto Bersani. Ma non tutti sono d'accordo, e alcune
associazioni hanno preparato una contro-protesta.La
manifestazione del Cup, che riunisce 44 organizzazioni
professionali, partirà alle 10.30 dal Colosseo. Saranno
circa 20mila (dicono gli organizzatori) le persone portate
in piazza da Ordini, sindacati di categoria, casse di
previdenza e associazioni di professionisti. La piattaforma
comune, firmata da geologi, ingegneri, architetti, biologi e
altre decine di Ordini, contiene alcune generiche richieste
al governo, che sta preparando la riforma generale delle
professioni. Autonomia, indipendenza, competitività,
qualità: sono queste le parole chiave del documento
comune. Qualcuno, però, chiede anche altro. L'Adepp
(Associazione degli ordini previdenziali privati), ad
esempio, si rivolge al presidente del Consiglio per proporre
alcune modifiche della Finanziaria. In particolare,
l'associazione contesta l'aumento dal 12,5% al 20% delle
imposte sulle rendite finanziarie delle casse previdenziali
dei professionisti. Una misura "che dimostra come il governo
voglia proseguire nell'attacco ad autonomia e libertà
delle professioni, con grave danno per tutti i
cittadini".Molto duri anche i toni di protesta
dell'Organismo unitario dell'avvocatura, che, dopo il
decreto Bersani, accusa l'esecutivo di continuare con la
Finanziaria "l'opera di demolizione delle professioni, solo
in nome di un pregiudizio ideologico". E domani gli avvocati
di tutta Italia, già aspri contestatori delle
liberalizzazioni di luglio, si asterranno dalle udienze in
tribunale, per la prima giornata di sciopero di un pacchetto
di proteste scadenzate fino a dicembre.
Ma non tutte le organizzazioni di professionisti saranno
domani in piazza a protestare. Il Movimento nazionale dei
liberi farmacisti (Mnlf), gli architetti del Co.Di.Arch. e i
l'"Anpa-Giovani Legali Italiani" hanno firmato un documento
controcorrente. Confermano infatti l'appoggio alle novità
introdotte dal decreto Bersani e domani a Roma presenteranno
una proposta d'indirizzo per la riforma delle professioni.
Un testo che, tra l'altro, chiede un profondo cambiamento
del sistema ordinistico, l'abolizione dei minimi e massimi
tariffari, la modifica degli esami di Stato abilitanti.
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Da Europa Quotidiano del 14.10.2006 di Marco De Allegri
(Comitato di Difesa degli Architetti)
A Roma si è svolta la manifestazione dei professionisti
italiani contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni,
manifestazione che ad uno sguardo superficiale sembra
riuscita: cartelloni, 15 o forse 20mila presenze, colloquio
con il presidente del consiglio. Ma facciamo due conti
quanti sono gli ordini provinciali in Italia? E quanti i
consiglieri degli ordini? Il totale (approssimativo) fa
23.400, se poi contiamo che alle elezioni per i rinnovi del
consigli partecipa in media il 20 per cento degli iscritti,
dov’è il successo? Dove la rappresentanza? Per giunta
sulla manifestazione ci ha messo il cappello An che ha
partecipato con i grossi calibri a partire da Gianfranco
Fini.
Infine è arrivata la notizia che l’Ordine degli
architetti della provincia di Milano non ha aderito alla
manifestazione ed ha pubblicato un documento sul sito
istituzionale dove esprime parere contrario ad alcune delle
proposte del Cup (Comitato Unitario degli Ordini e dei
Collegi Professionali) il cui presidente è un architetto.
Delle proposte del Cup abbiamo già scritto e commentato
molto su Europa in varie occasioni, le stesse si sono poi
riversate nei vari disegni di legge che si sono arricchiti
di commi fantasiosi e aberranti come : «il professionista
che non ottempera ai doveri di aggiornamento professionale e
che interrompe l’esercizio professionale per un periodo
prolungato, secondo i criteri stabiliti dall’ordinamento
di categoria è radiato dall’albo».
Un altro evento ha caratterizzato la giornata, una
iniziativa parallela, meno roboante, ma densa significati:
la conferenza stampa di un gruppo di associazioni di
professionisti con albo e Ordine (farmacisti, avvocati,
ingegneri e architetti), che accomunati anche dal dato
generazionale (sono 30-40enni), hanno illustrato la loro
piattaforma di proposte con il preciso obbiettivo di essere
ascoltati al tavolo tecnico del governo dove si discuterà
della riforma.
Il ragionamento di questa nascente federazione di
associazioni, che hanno aperto un confronto anche con
Confindustria e alcune associazioni di consumatori, parte
dalla convinzione che è sempre più evidente la
necessità di avere strutture organizzate e complesse, con
più saperi e con una vocazione multidisciplinare in grado
di affrontare la complessità del sistema e le domande
poste ai professionisti dal mercato.
Ma vediamo più da vicino questa piattaforma, i punti
fondamentali sono sei: rappresentanza dei liberi
professionisti, accesso alle professioni regolamentate,
formazione continua e certificazione delle prestazioni,
modalità di esercizio dell’attività professionale e
tariffe, compiti e funzioni degli enti di tutela
dell’interesse pubblico, professionisti incaricati di
pubblici servizi e riserve di attività.
Cominciamo dal primo. La rappresentanza dei liberi
professionisti, dovrà essere affidata ad enti ad
iscrizione volontaria di tipo associativo e/o sindacale,
poiché l’attuale rappresentanza affidata agli Ordini
professionali, è viziata dal vincolo dell’iscrizione
obbligatoria e quindi di una rappresentanza in qualche modo
imposta che contrasta oltre tutto con le funzioni di tutela
dell’interesse pubblico generale.
L’Ordine dunque come organo di garanzia e di tutela
dell’interesse pubblico generale dovrà diventare ente
terzo.
Secondo. L’accesso all’esercizio delle professioni
regolamentate è vincolato dallo stato all’ottenimento di
un titolo di studio universitario riconosciuto.Tale titolo
dovrà essere condizione necessaria per garantire
l’ingresso effettivo nell’attività professionale su
tutto il territorio della Comunità europea.L’esame di
stato profondamente riformato e facilitato dovrà diventare
un elemento complementare volto alla semplice verifica della
conoscenza delle modalità di esercizio della professione.
Terzo. La formazione necessaria all’aggiornamento
professionale dovrà essere libera e a discrezione del
professionista. In questo contesto la formazione non potrà
che essere offerta da enti autonomi in concorrenza sul
mercato.
Su questo punto si registra anche medesima posizione
dell’Ordine degli architetti della provincia di Milano.
Quarto. L’esercizio delle professioni regolamentate
dovrà poter essere svolto sia in forma individuale, sia in
forma associata, sia in forma societaria anche con apporto
di capitale. In particolare, dovrà essere individuata una
speciale forma societaria, a responsabilità limitata, che
consenta sempre e comunque il controllo da parte dei
professionisti della maggioranza del capitale.
In questo nuovo assetto devono sparire definitivamente le
tariffe minime.
Quinto. Laddove si riscontri l’inevitabilità di un
controllo deontologico sui professionisti, non affidabile al
mercato, l’ente pubblico preposto a tale compito dovrà
garantire un’effettiva terzietà di giudizio nella tutela
dell’interesse pubblico generale. Tale ente non potrà
quindi in nessun caso essere affidato a colleghi concorrenti
che operano sullo stesso mercato professionale dei colleghi
controllati, ma dovrà operare nella forma di ente terzo
arbitrale di giudizio.
La funzione principale dell’ente di controllo dovrà
essere quella di agire, nel pubblico interesse, contro quei
professionisti che dovessero adottare comportamenti
scorretti sul mercato, così come definiti da un codice
deontologico predeterminato e conciso.
Sesto. Il numero chiuso per l’accesso alla libera
attività dei professionisti incaricati di pubblici
servizi, appare, nella sua forma attuale, in aperto
contrasto con l’interesse pubblico generale: mentre i
cittadini hanno interesse ad avere un numero minimo e non
certo massimo di servizi essenziali sul territorio.
Nel momento in cui lo stato dovesse ritenere che alcune
attività fossero d’importanza primaria, come ad esempio
per l’assistenza farmaceutica o per quella dei notai,
dovrebbe farsi carico di stabilire standard di qualità e
di requisiti minimi per lo svolgimento delle stesse
attività professionali, ma lasciare agli operatori del
settore la libertà di proporsi sul mercato.
Riteniamo che un governo di profilo riformista non possa non
considerare le proposte e le questioni che la lobby dei
professionisti quarantenni evidenzia. Ci vuole coraggio nel
nostro paese ad esprimere pubblicamente queste opinioni e il
coraggio va premiato.
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I commercialisti scendono in piazza 11/10/2006 Il Sole 24
Ore
Professionisti. Oggi la manifestazione contro le misure
della Finanziaria è il riconoscimento delle Associazioni
A Roma domani la protesta di tutte le categorie contro le
liberalizzazioni
I professionisti scendono in piazza per esprimere il disagio
contro la manovra finanziaria e le liberalizzazioni.
L'abolizione delle tariffe minime e il giro di vite sugli
studi di settore si saldano nel malcontento: così i
vertici istituzionali degli Ordini chiamano a raccolta gli
iscritti. Oggi in piazza ci saranno i dottori
commercialisti, contro la mancata modifica del decreto
Bersani- Visco e alcuni provvedimenti contenuti nella
proposta di legge Finanziaria 2007. Da oggi a venerdì si
asterrarmo dalle udienze gli avvocati penalisti (contro il
decreto Bersani e la mancata separazione delle carriere in
magistratura) e domani, in occasione della manifestazione
nazionale promossa a Roma dal Cup (Comitato degli Ordini),
tutti i legali si asterranno dalle udienze. Le
manifestazioni dei dottori commercialisti si svolgeranno con
modalità diverse, da città a città, davanti al Comune
sede dell'Ordine o a un'altra sede istituzionale. Tra gli
obiettivi della protesta il frequente ricorso alla
decretazione d'urgenza, con la previsione di norme fiscali
retroattive (in spregio allo Statuto del contribuente). Un
malcostume denunciato, tra gli altri, dal presidente
dell'Ordine di Milano, Luigi Martino, in una lettera al
presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ma l' obiettivo dei
dottori commercialisti non si ferma alle misure fiscali.
C'è anche - ricorda il presidente del Consiglio nazionale,
Antono Tamborrino - «lo scandaloso tentativo di
ridimensionamento della funzione degli Ordini, anche
attraverso il malcelato riconoscimento delle
Associazioni». Il riferimento è alla bozza di riforma
del Guardasigilli, Clemente Mastella (all'esame degli altri
ministeri, si veda «Il Sole- 24 Ore» di ieri). Proprio
il timore di un ridimensionamento degli Ordini e
l'opposizione alle misure di liberalizzazione faranno
scendere in campo, domani, i professionisti iscritti agli
Albi. La manifestazione indetta dal Cup si terrà a Roma:
dalle 10.30 i professionisti si troveranno in Piazza del
Colosseo per sfilare sino a Piazza Venezia. Secondo un
comunicato sono attese tra le 15 e le 20 mila persone. «La
manifestazione – spiega la nota - intende evidenziare ai
cittadini, alle istituzioni, al Governo il valore economico,
culturale e sociale delle professioni; la necessità di
procedere a una riforma razionale del settore; la capacità
delle professioni di elaborare i principi sui quali
incardinare una proposta di legge di riforma». Per
Giuseppe Cappochin (Cup Veneto e Forum delle professioni
intellettuali del Nord Italia), occorre mobilitarsi per
contrastare misure, come quelle contenute nel decreto
Bersani, che favoriscono le grandi società di capitali e
cooperative.
Il fronte dei professionisti iscritti agli Ordini, tuttavia,non è granitico: per la liberalizzazione si sono espressi da Agiconsul e Anpa-Giovani Legali Italiani (avvocati) a Codiarch (architetti), dai liberi farmacisti ad Ape (professionisti junior). D'altra parte, si fa strada tra i professionisti iscritti agli Ordini una posizione di dialogo con il Governo. Lo stesso presidente del Cup, Raffaele Sirica, pone l'accentò sulla volontà di «proposta » da parte dei professionisti................. M.C_D.
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Domani a Roma incontro sul decreto Bersani
Si svolgerà domani a Roma presso il centro di
documentazione economica dei giornalisti la conferenza
stampa dal titolo “La riforma delle professioni:
opportunità per il paese”. Interverranno l’avvocato Riccardo Cappello, presidente di Agiconsul, l’avvocato Gaetano Romano, presidente di A.N.P.A – Giovani legali italiani, l’ingegnere Elena Zunino, presidente di A.P.E., l’architetto Marco De Allegri, portavoce di CO.DI.ARCH., il dottor Vincenzo De Vito, presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, il dottor Sergio Veroli, vice presidente di Federconsumatori. Si parlerà del decreto
Bersani, delle opportunità che questa legge offre ai
professionisti e degli interventi che dovrebbero essere
apportati per tutelare le nuove generazioni che si
affacceranno nel mondo della libera professione.
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L’”A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani” non ha ritenuto
di portare la voce dei Giovani Avvocati Italiani al 28°
Congresso Nazionale Forense, espressione di interessi ed
aspettative generazionali diverse dalle nostre.Tale
decisione è consequenziale alla nostra coerente adesione
ai principi di liberalizzazione di cui alla “Legge
Bersani” in tema di tariffe, pubblicità e società
interprofessionali.Questi ultimi mesi hanno dimostrato che
iniziative rumorose ed eclatanti come quelle portate innanzi
da una parte dell’Avvocatura non hanno sortito alcun
effetto se non quello di rendere l’intera categoria degli
avvocati invisa ai consumatori ed al popolo
italiano.Sicuramente un approccio più moderato come quello
svolto dall’Associazione che riunisce i Giovani Legali
Italiani - in termini di comunicazione mediatica negli
interventi da Radio 24 al TG1, dalla trasmissione
“Cominciamo Bene Estate” su Raitre ai più diffusi
organi di stampa – ha sortito l’effetto positivo di
attirare la simpatia e il consenso dei cittadini verso le
nuove le dell’Avvocatura.Assolutamente non condivisibile
buona parte delle mozioni congressuali che, estremamente
sbilanciate contro i Giovani e contro le esigenze di
modernizzazione professionale delle Law Firms più
accreditate a livello nazionale, evidentemente risentono
della mancanza dell’apporto dell’unica associazione
nazionale forense presieduta da un Avvocato non
Cassazionista.I Giovani Legali Italiani contrasteranno in
modo assolutamente reciso il progetto di legge “Mantini”
di controriforma delle libere professioni, o similari che
pendono in Parlamento, che avrebbero l’effetto di far
arretrate ancora di più il sistema ordinistico nazionale e
quindi renderlo inadatto a competere con gli studi legali
stranieri in Italia.Non è invero possibile - come faceva
rilevare l’Associazione Studi Legali Associati - sottacere
le richieste delle componenti professionali
dell’avvocatura che tra le altre cose contribuiscono in
maniera rilevante soprattutto al PIL Nazionale.Nondimeno
,per quanto ci compete, non contrasta in alcuna maniera con
la deontologia professionale garantire ai Giovani Avvocati
nuovi strumenti concorrenziali quali quelli delineati dalla
Legge Bersani;sarà sempre possibile riprendere sotto il
profilo disciplinare chi abusa di strumenti concorrenziali
normalmente presenti in quasi tutti gli Stati dell’Unione
Europea.Altro è il discorso se si vuole contrastare
l’assunto comunitario per cui gli studi professionali sono
da considerarsi imprese.Ma contrastare questo concetto è
davvero ”impresa” ardua se non minando alla base gli
equilibri dei trattati comunitari.L’ “Associazione
Nazionale Praticanti ed Avvocati-Giovani Legali Italiani”
è aperta ad ogni tipo di contributo che venisse da coloro
i quali perseguono gli stessi ideali di modernizzazione
professionale.
Avv. Gaetano Romano
Presidente “A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani”
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Commissione di garanzia
di Anna Teresa Paciotti
Una doccia fredda ha bagnato i duemila partecipanti al
XXVIII Congresso Nazionale Forense aperto a Roma il 21
settembre. Il via ai lavori è stato dato da Guido Alpa
che, nella relazione di apertura “Dare nuovo valore all’
Avvocatura” ha premesso :“A mia memoria, ma anche nella
memoria restituita dagli annali dell’ Avvocatura, credo
che questa sia la prima volta che un congresso forense si
celebri contestualmente alla astensione dal lavoro,
proclamata nei giorni dal 18 al 23 settembre. La coincidenza
non è casuale: è una manifestazione del disagio in cui
è stata costretta l’ Avvocatura dalle recenti
innovazioni legislative che hanno, in modo erratico e senza
consultazioni, modificato, repentinamente, alcuni capisaldi
della nostra disciplina. Ma si tratta di due iniziative che
si svolgono su piani diversi: la seconda è volta a
sollecitare un’attenzione all’esterno; la prima è la
riflessione interna sullo stato attuale e sul futuro dell’
Avvocatura italiana nell’ambito della disciplina delle
professioni intellettuali. E pertanto, delusi, aggrediti ma
non rassegnati gli Avvocati italiani hanno risposto
all’appello del Consiglio Nazionale forense, degli Ordini
e delle altre componenti dell’ Avvocatura per celebrare
nella Capitale la sessione finale del XXVIII Congresso
forense.”. Purtroppo, le iniziative di sollecitazione
all’esterno sono costate care. La Commissione di garanzia
per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha multato
l’Avvocatura per l’astensione dalle udienze nel mese di
luglio e i legali si sono visti irrogare una sanzione di 25
mila euro. Il presidente dell’Oua, Michelina Grillo, ha
affermato che la multa sarà pagata con una sottoscrizione
volontaria degli avvocati e ha ribadito che le astensioni
dal lavoro continueranno. Anzi, al Congresso, sabato 23
settembre, verrà votata una mozione che prevede
un’astensione di 15 giorni dalle udienze, lo sciopero
bianco ma anche la possibilità di consulenze gratuite per
una giornata.
Vogliamo ricordare la dichiarazione del Presidente Nazionale
dell’ ”A.N.P.A.-Giovani Legali Italiani”, Avv. Gaetano
Romano con cui ci sentiamo di concordare. “Assistiamo
inermi ad uno sciopero contro il Dl Bersani indetto senza il
minimo consulto con la base della classe forense. E’ anche
intollerabile che si dia l’immagine all’esterno di
un’avvocatura che non osserva incredibilmente nemmeno le
leggi dello Stato in tema di astensioni e quindi con uno
sciopero indetto fuori dai termini di legge e per una durata
superiore a quella prevista come legittima. La verità è
che c’è un timore , da parte di alcuni vertici della
classe forense, a confrontarsi con la base della categoria,
specie con i Giovani, perché vi è , da parte delle nuove
leve, una sostanziale adesione alle riforme del Ministro
Bersani.Non accettiamo scioperi proclamati dall’alto e non
ci sentiamo rappresentati da chi ha proclamato questo
sciopero che serve solo a mantenere le rendite di posizione
dell’Avvocatura Cassazionista a danno dei Giovani
Avvocati. Non aderiremo ad uno sciopero illegittimo contro
un provvedimento governativo che va tra l’altro nella
direzione giusta e siamo sicuri che il tasso di adesione
all’astensione svelerà finalmente come ad opporsi alla
modernità sia solo la parte più “navigata”
dell’avvocatura, ovvero i Cassazionisti, non certo i
Giovani” Largo ai giovani, quindi e stop alle difese
corporative.
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http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=pmi&id=133345 Per gentile concessione
http://www.helpconsumatori.it -
Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il
loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la
manifestazione di domani 12 ottobre indetta dai Consiglieri
degli Ordini, presenteranno in una conferenza stampa un
documento comune di indirizzo per la riforma delle
professioni. Lo rende noto l'Associazione Nazionale
Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani che parteciperà alla
manifestazione in rappresentanza dei Giovani Avvocati. "La
riforma delle professioni è una necessità per lo
sviluppo del Paese.Affrancare l'economia italiana da rendite
di posizione corporative - affermano in un documento le
Organizzazioni di liberi professionisti- non è solo una
priorità d'ordine economico, ma un principio di libertà
irrinunciabile". Ed è necessario proseguire nei processi
di liberalizzazione anche per "tutelare le nuove
generazioni, affinché il futuro sia affidato a
professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a
criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:
affidare la rappresentanza di tutti i professionisti ad enti
ad iscrizione volontaria;
modificare l'esame di Stato abilitante;
affidare la formazione permanente e la certificazione di
qualità, solo volontaria, ad enti indipendenti e in
concorrenza fra loro;
abolire il numero predeterminato di professionisti
autorizzati ad operare nel settore d'appartenenza;
confermare la completa abolizione delle tariffe minime e
massime obbligatorie;
rendere possibile la costituzione di società intra e
interdisciplinari anche con apporto di capitali;
costituire un tavolo permanente di consultazione con le
associazioni dei consumatori.
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Agenzia Apcom
PROFESSIONI/DOMANI MIGLIAIA IN PIAZZA,MA NON TUTTI SONO
D'ACCORDO
11-10-2006 20:39
Piattaforma per la riforma professioni e contro la
Finanziaria
Roma, 11 ott. (Apcom) - Dallo studio alla piazza. Saranno
migliaia i professionisti che domani mattina manifesteranno
nel centro di Roma per esprimere dissenso contro alcune
misure della Finanziaria e sostenere "una razionale riforma
delle professioni intellettuali". La protesta è
organizzata dal Comitato unitario delle professioni (Cup),
che già a luglio aveva guidato la protesta contro il
decreto Bersani. Ma non tutti sono d'accordo, e alcune
associazioni hanno preparato una contro-protesta.
La manifestazione del Cup, che riunisce 44 organizzazioni
professionali, partirà alle 10.30 dal Colosseo. Saranno
circa 20mila (dicono gli organizzatori) le persone portate
in piazza da Ordini, sindacati di categoria, casse di
previdenza e associazioni di professionisti. La piattaforma
comune, firmata da geologi, ingegneri, architetti, biologi e
altre decine di Ordini, contiene alcune generiche richieste
al governo, che sta preparando la riforma generale delle
professioni. Autonomia, indipendenza, competitività,
qualità: sono queste le parole chiave del documento
comune. Qualcuno, però, chiede anche altro.L'Adepp
(Associazione degli ordini previdenziali privati), ad
esempio, si rivolge al presidente del Consiglio per proporre
alcune modifiche della Finanziaria. In particolare,
l'associazione contesta l'aumento dal 12,5% al 20% delle
imposte sulle rendite finanziarie delle casse previdenziali
dei professionisti. Una misura "che dimostra come il governo
voglia proseguire nell'attacco ad autonomia e libertà
delle professioni, con grave danno per tutti i
cittadini".Molto duri anche i toni di protesta
dell'Organismo unitario dell'avvocatura, che, dopo il
decreto Bersani, accusa l'esecutivo di continuare con la
Finanziaria "l'opera di demolizione delle professioni, solo
in nome di un pregiudizio ideologico". E domani gli avvocati
di tutta Italia, già aspri contestatori delle
liberalizzazioni di luglio, si asterranno dalle udienze in
tribunale, per la prima giornata di sciopero di un pacchetto
di proteste scadenzate fino a dicembre.
Ma non tutte le organizzazioni di professionisti saranno
domani in piazza a protestare. Il Movimento nazionale dei
liberi farmacisti (Mnlf), gli architetti del Co.Di.Arch. e i
giovani legali Anpa hanno firmato un documento
controcorrente. Confermano infatti l'appoggio alle novità
introdotte dal decreto Bersani e domani a Roma presenteranno
una proposta d'indirizzo per la riforma delle professioni.
Un testo che, tra l'altro, chiede un profondo cambiamento
del sistema ordinistico, l'abolizione dei minimi e massimi
tariffari, la modifica degli esami di Stato abilitanti.
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Liberalizzazioni, i liberi professionisti appoggiano la
legge 2006-10-14 01:40:21
Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il
loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la
manifestazione di giovedì 12 ottobre indetta dai
Consiglieri degli Ordini, hanno presentato in una
conferenza stampa un documento comune di indirizzo per la
riforma delle professioni.
Lo rende noto l'Associazione Nazionale Praticanti ed
Avvocati Giovani Legali Italiani che parteciperà ha partecipato alla
manifestazione in rappresentanza dei Giovani Avvocati. "La
riforma delle professioni è una necessità per lo
sviluppo del Paese.Affrancare l'economia italiana da rendite
di posizione corporative - affermano in un documento le
Organizzazioni di liberi professionisti- non è solo una
priorità d'ordine economico, ma un principio di libertà
irrinunciabile". Ed è necessario proseguire nei processi
di liberalizzazione anche per "tutelare le nuove
generazioni, affinché il futuro sia affidato a
professionisti capaci, che si siano potuti formare grazie a
criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:affidare la
rappresentanza di tutti i professionisti ad enti ad
iscrizione volontaria; modificare l'esame di Stato
abilitante; affidare la formazione permanente e la
certificazione di qualità, solo volontaria, ad enti
indipendenti e in concorrenza fra loro; abolire il numero
predeterminato di professionisti autorizzati ad operare nel
settore d'appartenenza; confermare la completa abolizione
delle tariffe minime e massime obbligatorie; rendere
possibile la costituzione di società intra e
interdisciplinari anche con apporto di capitali; costituire
un tavolo permanente di consultazione con le associazioni
dei consumatori.
Filippo Poleggi
Presidente Sez. Campobasso Movimento Consumatori
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12 ottobre 2006
La protesta dei professionisti contro manovra e dl Bersani
Ventimila professionisti sono scesi in piazza a Roma contro
la manovra e il decreto Bersani sulle liberalizzazioni.
Ad aprire il corteo un grande striscione dietro al quale
erano schierati i leader di tutte le categorie presenti,
dagli avvocati ai commercialisti, dai farmacisti ai geologi.
Accanto a loro ha fatto una fugace comparsa il leader di An
Gianfranco Fini. «L'aumento dal 12,5 al 20% delle imposte
sulle rendite finanziarie delle casse previdenziali dei
professionisti - ha detto Maurizio De Tilla, presidente
dell'Associazione degli Enti previdenziali privati -
dimostra come il governo voglia proseguire nell'attacco
all'autonomia e alla libertà delle professioni,
disattendendo le richieste del mondo professionale e
arrecando un grave danno ai diritti di tutti i cittadini».
Lunghi momenti di tensione si sono verificati a piazza
Venezia: cordoni di polizia e carabinieri hanno bloccato la
piazza per impedire che i manifestanti potessero alla
spicciolata raggiungere palazzo Chigi. Vibranti le proteste:
«Siete peggio dei comunisti», «È un sequestro di
persona». Alla «Marcia del ceto medio» e alle parole
di Fini («È una manifestazione civile, di cui mi auguro
che a Palazzo Chigi tengano conto») ha risposto il
ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani: «Le
manifestazioni vanno tutte rispettate, anche quando sono
critiche. Se vogliamo ribadire la centralità delle
professioni nel futuro, bisogna avere il coraggio delle
riforme. Su questo c'è la disponibilità a discutere.
Penso che nelle prossime settimane possa esserci un
confronto al ministero della Giustizia, anche con la nostra
presenza».
Diverse Associazioni professionali - Associazione giuristi e
consulenti legali (Agiconsul), Associazione nazionale
praticanti ed avvocati - giovani legali italiani ,
Associazione professionisti europei laureati (Ape), Comitato
di difesa degli interessi degli architetti (Codiarch),
Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf)- nonchè la
Federfconsumatori commentano però negativamente il corteo
sfilato per le vie di Roma contro la legge Bersani:
definiscono la manifestazione organizzata dal Cup «un vero
e proprio flop», perchè «se gli Ordini in questi anni
hanno sempre affermato di rappresentare due milioni e mezzo
di professionisti e in piazza ce ne sono solo ventimila, è
evidente la stragrande discrasia tra ciò che si dice di
rappresentare e quello che si rappresenta davvero». Le
Associazioni sopra citate, infatti, in concomitanza con la
manifestazione, hanno voluto ribadire in una conferenza
stampa il loro parere positivo sul provvedimento del
ministro dello Sviluppo Economico, oltre a lanciare proposte
per una riforma delle professioni.
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AVVOCATI: SCIOPERO? PRIMA ERA ERRATO ORA E’ ANCHE INUTILE
Thursday, September 7th, 2006
AGI) - Roma, 7 set. - “Confermiamo la nostra contrarieta’ allo sciopero come fatto nello scorso luglio: se prima era errato, oggi e’ anche inutile, dato che il decreto Bersani e’ stato convertito in legge”. Cosi’ il presidente nazionale dell’Anpa (Associazione nazionale praticanti ed avvocati)- Giovani Legali Italiani, Gaetano Romano, commenta la notizia secondo cui la Giunta dell’Organismo dell’Avvocatura Italiana ha proclamato altri 6 giorni di astensione dalle udienze contro la legge sulle liberalizzazioni.
“Questa ulteriore protesta ci appare - afferma Romano, interpellato dall’Agi - solo come un tentativo di avere visibilita’. Ribadiamo che il decreto era necessario per adeguarsi alle direttive europee, e che, attraverso la liberalizzazione della pubblicita’ e l’abolizione dell’obbligo del tariffario minimo, da’ la possibilita’ ai giovani avvocati di essere finalmente competitivi sul mercato”. (AGI)
Oll
LIBERALIZZAZIONI. Avvocati, Lirosi: "Sì alla pubblicità
degli studi via web"
30/01/2007 - 15:04
È intervenuto anche Antonio Lirosi al convegno organizzato
oggi a Roma dagli studi associati di avvocati per discutere
del pacchetto Bersani e delle nuove misure sulla
pubblicità. Secondo il Direttore generale del Ministero
dello Sviluppo Economico, il consiglio forense dovrebbe
consentire la pubblicità degli studi legali su Internet.
"Vogliamo che ci sia la supremazia della concorrenza sulle
corporazioni: il cittadino-consumatore è la guida di
questo processo di liberalizzazioni che volutamente parte
dal basso". Con queste parole Antonio Lirosi, Direttore
generale per l'armonizzazione del mercato e la tutela dei
consumatori e presidente del Cncu presso il Ministero dello
Sviluppo economico, è intervenuto nell'ambito di un
convegno dal titolo "Libere professioni: un nuovo modo di
comunicare alla luce della riforma Bersani. Tesi a
confronto", organizzato oggi a Roma dallo Studio Legale
Macchi di Cellere Gangemi.
Gli avvocati degli studi legali associati si sono, infatti,
confrontati sul processo di liberalizzazioni che ha
investito la categoria con la riforma Bersani. "Dopo la
reazione conservativa dei primi mesi, abbiamo iniziato a
metabolizzare i cambiamenti in atto - ha detto Claudio
Visco, Managing Partner dello Studio Legale Macchi di
Cellere Gangemi, aprendo i lavori della giornata - Il
principio delle liberalizzazioni era già una prassi che si
stava consolidando e incanalando negli studi legali del
nostro Paese negli ultimi anni". Ma in questo senso, un mea
culpa arriva da Giovanni Lega, Segretario generale dell'Asla
(Associazione studi legali associati) che, a proposito del
provvedimento riguardante la pubblicità, dichiara che "la
categoria ha avuto il torto di non aver anticipato il
carattere innovativo di questo decreto".
Affrontando le principali novità del pacchetto Bersani
relative alla professione degli avvocati - come la fine
delle tariffe obbligatorie e l'affermazione dell'uso della
pubblicità - Lirosi ha evidenziato alcuni dei vantaggi per
i consumatori: non solo la possibilità di negoziare le
parcelle, ma anche quella di scegliere con maggiore
consapevolezza uno studio anziché un altro grazie alle
maggiori informazioni a disposizione tramite i media
pubblicitari.
"Gli adeguamenti dei codici deontologici degli avvocati ai
nuovi provvedimenti si sono realizzati con risultati
soddisfacenti - ha sottolineato Antonio Lirosi - Ma il
Consiglio forense si è dimostrato rigido vietando la
pubblicità su Internet su tutti i fronti, a meno che un
avvocato o uno studio non apra un sito web con proprio
dominio: su questo, giudicherà l'Antitrust, che ha avviato
proprio ieri un'indagine conoscitiva per verificare lo stato
di applicazioni delle disposizioni a favore della
competitività introdotte dal pacchetto Bersani".
"Siamo di fronte - ha detto Lirosi - a un passaggio
culturale storico: il governo ha deciso all'improvviso
l'introduzione di misure per promuovere la concorrenza in
vari settori e la società si è mostrata più reattiva
del mondo istituzionale, dimostrando non solo di covare al
suo interno un forte bisogno di cambiamento, ma anche
mettendo in luce il ritardo culturale dell'Italia
nell'affrontare temi che altri paesi europei già da anni
hanno metabolizzato".
2007 - redattore: LS