L' Unione dei Giovani Avvocati Italiani, nel
sottoscrivere l'appello per la libertà di stampa, ha
espresso la propria solidarietà al quotidiano
"Repubblica"
Da pg 4 del quotidiano "Repubblica" del 01.09.2009
"...................Firmano l'appello anche
l'architetto Renzo Piano e la Presidente dei
Senatori Pd Anna Finocchiaro, i Pd Marina Sereni e
Rosy Bondi. Solidale il Presidente dell'Unione dei
Giovani Avvocati, Gaetano Romano
................"
-----------------------------------------------------------------------------------------------
Un fiume di messaggi Benigni, Piano
e Sepulveda firmano l' appello sulla stampa
Repubblica — 01 settembre 2009 pagina 4
sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Roberto Benigni, Gino Strada
e Renzo Piano. Arnoldo Foà, Barbara Spinelli e
Roberto Faenza. In tanti continuano a lasciare
nome e cognome. Con loro oltre 150mila cittadini.
È massiccia l' adesione all' appello in difesa
della libertà di stampa, lanciato dai giuristi
Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo
Zagrebelsky. Non solo. Sono centinaia le lettere e
le e-mail giunte in redazione (ne pubblichiamo una
piccola parte), che criticano la decisione di
Berlusconi di denunciare Repubblica per le dieci
domande che il quotidiano gli pone da mesi, senza
ricevere risposta. A mobilitarsi è il mondo della
cultura e dello spettacolo. Non solo in Italia.
Firmano infatti lo scrittore cileno Luis
Sepulveda; Bernard Guetta, editorialista de L'
Express e France Inter; Edwy Plenel, ex
vicedirettore di Le Mondee presidente del sito
Mediapart. La Federazione dei giornalisti europei
(Efj), che fa parte della Federazione
Internazionale (Ifj), condanna «la vendetta
mediatica» del presidente del Consiglio,
riferendosi alla denuncia a Repubblica, al
francese Nouvel Observateur e «all' attacco» ad
Avvenire. Il segretario generale dell' Efj e dell'
Ifj, Aidan White, afferma che il premier «sta
mettendo a rischio la libertà di informazione
cercando di usare la legge per intimidire i
giornalisti». C' è l' adesione dell' attrice
premio Oscar, Helen Mirren. Firmano l' appello
anche l' architetto Renzo Piano e la presidente
dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, i pd Marina
Sereni e Rosy Bindi.
Solidale il presidente dell' Unione dei giovani
avvocati, Gaetano Romano e dell' Anpi,
il cui segretario nazionale, Raimondo Ricci,
denuncia «una gestione del potere improntata al
disprezzo delle regole democratiche». In difesa
della libertà di stampa, oltre alle tante firme
già arrivate - Dario Fo, Roberto Saviano, Bernardo
Bertolucci e Umberto Eco - altre se ne aggiungono:
Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Liliana
Cavani, Paola Cortellesi. Arnoldo Foà «aderisce
con convinzione». (Hanno collaborato Andrea Gianni
e Andrea Petrosino) - VLADIMIRO POLCHI
----------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------
L'APPELLO
L’attacco a "Repubblica", di
cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo
l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un
tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di
anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla
circolazione internazionale delle informazioni, in
definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della
democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio
sono domande vere, che hanno suscitato interesse non
solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le
si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte
non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo,
facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma
rispondere. Invece, si batte la strada
dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di
"cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di
espressione, senza considerazioni di frontiere, le
informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione
universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal
consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della
degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i
regimi illiberali e antidemocratici del secolo
scorso.Stupisce e preoccupa che queste iniziative non
siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno
riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano
giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza
considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e
credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
----------------------------------------------------------------
http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-repubblicaspeciale-ten-new-questions-to-silvio-berlusconi/2009/08/28/appeal-by-three-jurists/
Appeal by three Jurists
The libel action against “Repubblica” is the last of a
long list of attacks against this daily which can only
be seen as attempts at silencing the free press, at
benumbing public opinion, at removing us from the
international information scene and ultimately at making
our Country the exception to the rule of Democracy.The
questions addressed to our Prime Minister are real
questions that have prompted people’s interest not only
in Italy but also in the media across the world. If they
are considered to be “rhetorical” questions that suggest
answers that displease the person to whom they are
addressed, then there is only one and very easy way of
responding: the reaction should certainly not be that of
silencing the people who ask those questions.The
response instead is that of intimidating those who
exercise the right and duty of “seeking, receiving and
imparting information and ideas through any media and
regardless of frontiers”, as stated in the 1948
Universal Declaration of Human Rights approved by the
Assembly of Nations when memory was still very much
alive of the way information degenerated into propaganda
under the illiberal and antidemocratic regimes of the
20th century. What is astonishing and worrying is that
not only are these initiatives not unanimously
stigmatized, but they are not even reported by the
media, and that furthermore there are jurists who are
even willing to give them legal form, utterly dismissing
the harm this will cause to the very seriousness and
credibility of the Law.
----------------------------------------------------------------
DAL SITO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA
ITALIANA ITALIANA
lunedì 21
settembre 2009
L'Unione dei giovani avvocati aderisce anche per salvare
le intercettazioni
L’Unione dei Giovani Avvocati Italiani aderisce alla
manifestazione di sabato 3 Ottobre in difesa della
Libertà di Stampa.
Se per un
comune cittadino è naturale partecipare a questa
iniziativa, per gli avvocati, ovvero chi difende in
prima persona anche la libertà d’espressione, è un
dovere aderirvi.
La Libertà di Stampa è la massima espressione della
Libertà individuale che è tutelata - non solo dalla
nostra Costituzione - ma anche dalla Convenzione Europea
dei Diritti dell’Uomo e dalla Dichiarazione dei diritti
dell’Uomo.
Senza volere entrare troppo nello specifico degli ultimi
fatti di cronaca politica accaduti, che non ci
competono, non riusciamo a cogliere la logica giuridica
per cui si ritengono “retoriche e diffamatorie” ,e
quindi non degne di risposta (forse anche per non
legittimarle), determinate domande se poste da un
determinato quotidiano, e poi invece le stesse domande
,se poste da un altro organo di stampa, diventerebbero
meritevoli di pronta replica ( presumiamo seguita o
preceduta ,per coerenza giuridica, ma paradossalmente,
da una nuova citazione per danni). A nostro modesto
parere il portato asseritamente diffamatorio di
un’asserzione è sempre oggettivo e non può essere
denigratorio o no a seconda dell’interlocutore che
sostanzia la medesima affermazione.
Nel congratularci per il Vostro impegno a 360° per la
difesa della libertà di espressione, ribadiamo che ,come
associazione, condividiamo anche la Vostra battaglia
contro la nuova normativa approvanda in tema di
intercettazioni ed a tal fine abbiamo aperto un nuovo
gruppo di discussione presente su facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=98784294724&ref=share dal
titolo “AVVOCATI SOLIDALI CON GIORNALISTI, MAGISTRATI VS
DDL ALFANO INTERCETTAZIONI”.
Gaetano Romano
|