UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI: “SUL DDL INTERCETTAZIONI
GOVERNO CONTRADDITTORIO; NON SI METTA IL BAVAGLIO AI
GIORNALISTI”
“L’ Unione Giovani Avvocati Italiani – dichiara Gaetano
Romano Presidente dell’ U.G.A.I. - reputa contraddittorio
il provvedimento in tema di intercettazioni predisposto
dal Governo e censurato persino dalla Federazione Europea
dei giornalisti. E’ infatti incomprensibile come ,da un
lato, si continui a sbandierare la volontà di tutela dei
cittadini in tema di sicurezza, e dall’altro si
sottraggano ai magistrati essenziali strumenti di indagine
come le intercettazioni telefoniche.
Per questo motivo l’ U.G.A.I. intende esprimere
solidarietà non solo alla Federazione Nazionale della
Stampa Italiana (F.N.S.I.) - oggi riunitasi per una giunta
straordinaria - ma anche alla Magistratura associata “
continua Gaetano Romano Presidente dell’ U.G.A.I.
Sono sicuramente condivisibili esigenze di tutela della
privacy, ma queste possono essere garantite facilmente
attraverso una rigorosa applicazione della legge
esistente. E’ quantomeno singolare come questa
insopprimibile esigenza di privacy sia sentita -più che
dai cittadini - dai politici, alcuni dei quali sono stati
oggetto di “intercettazioni” . E comunque come si vuole
garantire la sicurezza dei cittadini se si impedisce alla
magistratura di perseguire sostanzialmente i reati, ed
alla stampa di espletare il naturale diritto di cronaca?
Con la pena edittale di 10 anni ,sotto la quale non si
potrebbe fare uso delle intercettazioni telefoniche, non
sarebbero perseguibili reati di allarme sociale come la
rapina semplice, il furto in appartamento, il sequestro di
persona non a scopo estorsivo , lo sfruttamento della
prostituzione etc. Nel merito - ancorchè il contenuto del
provvedimento sulle intercettazioni non sia stato
definitivamente reso noto - è da notarsi come ,a seguito
dell’approvazione di tale normativa, un singolo giudice
potrebbe comminare pene definitive assai ingenti (anche di
decine di anni di reclusione) e lo stesso singolo giudice
non potrebbe decidere sulle intercettazioni (in quanto la
competenza passerebbe ad un collegio di tre giudici). E’
più “gravosa” la decisione relativa alla comminazione di
una sanzione penale definitiva ad esempio di 15 anni
oppure la determinazione relativamente all’utilizzo o meno
di uno strumento investigativo? La normativa sarebbe
comunque inapplicabile in molti piccoli tribunali che non
hanno la disponibilità numerica sufficiente per far
ruotare diversi collegi di tre giudici ” conclude Gaetano
Romano Presidente dell’ Unione Giovani Avvocati Italiani
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Intercettazioni : contrarieta' dell' Unione Giovani
Avvocati
di osservatoriosullalegalita.org
Anche l'Unione Giovani Avvocati Italiani esprime la sua
contrarieta' al decreto sulle intercettazioni e dichiara
solidarieta' a giornalisti e magistrati, che risultano
colpiti dal provvedimento.
Gaetano Romano, Presidente dell' U.G.A.I. (gia'
APA-Giovani legali) spiega che l'associazione "reputa
contraddittorio il provvedimento in tema di
intercettazioni predisposto dal Governo e censurato
persino dalla Federazione Europea dei giornalisti. E'
infatti incomprensibile come ,da un lato, si continui a
sbandierare la volontà di tutela dei cittadini in tema di
sicurezza, e dall'altro si sottraggano ai magistrati
essenziali strumenti di indagine come le intercettazioni
telefoniche"."Per questo motivo l' U.G.A.I. intende
esprimere solidarietà non solo alla Federazione Nazionale
della Stampa Italiana (F.N.S.I.) - oggi riunitasi per una
giunta straordinaria - ma anche alla Magistratura
associata" continua Romano, spiegando che "Sono
sicuramente condivisibili esigenze di tutela della
privacy, ma queste possono essere garantite facilmente
attraverso una rigorosa applicazione della legge
esistente. E' quantomeno singolare come questa
insopprimibile esigenza di privacy sia sentita -più che
dai cittadini - dai politici, alcuni dei quali sono stati
oggetto di 'intercettazioni' . E tuttavia come si vuole
garantire la sicurezza dei cittadini se si impedisce
sostanzialmente alla magistratura di perseguire i reati,
ed alla stampa di espletare il naturale diritto di
cronaca?" "Con la pena edittale di 10 anni - sotto la
quale non si potrebbe fare uso delle intercettazioni
telefoniche - non sarebbero perseguibili reati di allarme
sociale come la rapina semplice, il furto in appartamento,
il sequestro di persona non a scopo estorsivo , lo
sfruttamento della prostituzione etc." aggiunge il
presidente U.G.A.I. secondo cui "Nel merito - ancorchè il
contenuto del provvedimento sulle intercettazioni non sia
stato definitivamente reso noto - è da notarsi come ,a
seguito dell'approvazione di tale normativa, un singolo
giudice potrebbe comminare pene definitive assai ingenti
(anche di decine di anni di reclusione) e lo stesso
singolo giudice non potrebbe decidere sulle
intercettazioni (in quanto la competenza passerebbe ad un
collegio di tre giudici)". "E' più 'gravosa' la decisione
relativa alla comminazione di una sanzione penale
definitiva ad esempio di 15 anni oppure la determinazione
relativamente all'utilizzo o meno di uno strumento
investigativo? - si chiede il Presidente dell'Unione
Giovani Avvocati Italiani, concludendo - La normativa
sarebbe comunque inapplicabile in molti piccoli tribunali
che non hanno la disponibilità numerica sufficiente per
far ruotare diversi collegi di tre giudici".
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI
AVVOCATI : “ SEMPLICEMENTE VERGOGNOSE LE PAROLE DI
BERLUSCONI SULLA MAGISTRATURA; ESPRIMIAMO SOLIDARIETA’
ALL’ A.N.M. ”
“Rimaniamo
basiti ancora una volta dalla durezza delle parole e dei
toni espressi dal Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi oggi all’ Assemblea di Confesercenti.
Per il premier i magistrati che fanno solo il proprio
dovere di perseguire qualunque reato – e che lui chiama
“politicizzati” – sarebbero le “metastasi della nostra
democrazia”. E’ davvero vergognoso che il rappresentante
del potere esecutivo sia così irrispettoso dei
rappresentati di un altro potere costituzionale ,come
quello giudiziario.
Anche l’utilizzazione del termine “metastasi” è da
stigmatizzare quando ci sono centinaia di migliaia di
persone in Italia che si trovano a fronteggiare questa
gravissima malattia. Ci stupiamo che Berlusconi non
abbia rispetto nemmeno per le sue esperienze personali,
dato che egli stesso ha superato questa grave patologia
negli anni scorsi.
L’ Unione Giovani Avvocati Italiani esprime solidarietà
sia all’ Associazione Nazionale Magistrati, sia ai
singoli Magistrati che ,come sempre, continueranno in
modo indefesso a svolgere la loro attività nell’
interesse dei cittadini e della Giustizia.
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Il segretario
dell’Anm: “Difenderemo con ogni mezzo i principi
costituzionali”
Cascini minaccia lo sciopero “Il governo non tocchi il
Csm”
“Difenderemo con ogni mezzo
i principi costituzionali». Che, giornalisticamente
tradotto, significa «faremo sciopero se toccano il Csm». A
Repubblica il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, toga
di Md e pm a Roma, spiega perché il sindacato dei giudici
si appresta a salire sulle barricate. A meno che non
prevalga lo spirito delle riforme condivise e rispettose
della Costituzione suggerite da Napolitano.
Anm e Csm denunciano il vuoto dl organici che porterà alla
paralisi. Il centrodestra, col presidente Schifani, vuol
cambiare il Csm, E’ logico? «Purtroppo registriamo ancora
una volta che la politica non intende occuparsi del
funzionamento della giustizia e della durata dei processi,
ma vuole riformai-ei giudici per aumentare il controllo
sulla magistratura. La crisi della giustizia ha toccato
livelli drammatici e richiederebbe interventi urgenti
sulle procedure, sul sistema delle notifiche,
sull’organizzazione In questa chiave è positiva
l’indicazione del presidente della Camera per un impegno
straordinario del Parlamento sulla funzionalità della
giustizia». Fini dice questo, ma Schifani tutt’altro. Con
lui tutta la maggioranza: nuovo Csm, separazione delle
carriere, basta con l’obbligatorietà. E voi vi ostinate
con l’efficienza? «La giustizia che interessa i cittadini
è quella che assicura la rapida definizione dei processi.
I cittadini chiedono certezza delle pene e un processo
giusto in tempi ragionevoli, Di questo dovrebbe occuparsi
la politica, invece di insistere in un tentativo di
riduzione dell’indipendenza dell’ordine giudiziario.
L’assetto costituzionale della magistratura e in
particolare il sistema di governo autonomo dei giudici,
giustizia disciplinare compresa, sono punti fondamentali e
irrinunciabili del disegno costituzionale». Se Berlusconi
cambierà tutto dopo l’estate che farete? «Spiegheremo al
Paese e alla politica che il problema della giustizia non
è assicurare maggiore controllo sui giudici. È francamente
singolare che, di fronte all’accusa, a mio avviso,
ingiustificata di un’eccessiva politicizzazione del Csm,
si proponga di aumentarne la componente politica e
renderla più forte di quella togata». Dalla politica
giungono promesse: a settembre Alfano presenterà il
pacchetto giustizia come lo vuole il Cavaliere. Farete
sciopero? «Nella stagione della Bicamerale, la
magistratura ha espresso con forza la propria posizione a
tutela dell’assetto costituzionale. Lo stesso ha fatto per
l’ordinamento giudiziario che, col sistema di concorsi
inventato da Castelli, lo contrastava nettamente». Ma qui
s iva ben oltre. «Per difendere la Carta abbiamo fatto
quattro scioperi, senza rinunciare però a uno sforzo di
dialogo, confronto, proposta. Seguiremo lo stesso metodo e
anche stavolta difenderemo con ogni mezzo i principi che
consideriamo irrinunciabili nell’interesse e a tutela dei
cittadini”. Insomma sciopererete o no? «Ci auguriamo che
prevalga la ragione e alla fine non si arrivi auno
stravolgimento del sistema costituzionale. Ma, se
costretti, non ci sottrarremo alle nostre responsabilità».
Basterà uno sciopero contro l’ira di Berlusconi verso i
giudici? «Un processo di revisione costituzionale richiede
un ampio dibattito nel Paese, un confronto aperto e sereno
tra le forze politiche e con gli esperti del settore. Non
sono buone premesse le invettive o i turpiloqui che non
possono mai fondare culturalmente la discussione sulle
norme fondamentali di un paese civile». Napolitano chiede
riforme condivise. Gli chiederete aiuto? «Ammodernare la
Costituzione non ci vede pregiudizialmente contrari, ma
siamo contro l’alterazione dell’equilibrio fra i poteri
prodotto da una ridotta indipendenza della magistratura,
Ma l’esigenza che la revisione costituzionale passi
attraverso ampie convergenze nel Parlamento e nel Paese è
imprescindibile». Il lodo Alfano è stato fatto in 25
giorni. Ora chiedete al ministro di presentarvi un
progetto per accelerare i tempi della giustizia entro la
chiusura delle Camere. Sfida realistica o provocazione?
«La giustizia chiede riforme urgenti. Al Guardasigilli
abbiamo indicato interventi che potrebbero essere
approvati con la stessa rapidità con cui la maggioranza ha
votato il lodo, Sappiamo che su alcuni, in particolare sul
processo penale, ci sarà l’opposizione della parte più
corporativa dell’avvocatura che pensa in modo miope di
beneficiare dello sfascio della giustizia. Ma il dovere
del ministro è assicurare che la giustizia funzioni
nell’interesse dei cittadini».
da Repubblica 31.07.2008
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L' Unione Giovani
Avvocati Italiani, qualora l'ANM in autunno
dovesse decidere di scioperare sarà,come
sempre, al fianco dei Magistrati.
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