"GRATI ALL’ ING. PININFARINA ,
PRECURSORE DELLA NECESSITA’ DI MAGGIORE CONCORRENZA
ANCHE NELLE LIBERE PROFESSIONI”
“L’ Unione Giovani Avvocati Italiani esprime sincero
cordoglio per l’ improvvisa scomparsa dell’ Ing. Andrea
Pininfarina, che oltre ad essere stato un indiscusso
elemento di spicco del made in Italy nel mondo, come
Vicepresidente di Confindustria è stato un promotore
dell’esigenza di creare dinamiche concorrenziali anche
nell’ambito dei servizi professionali.Ricordiamo che
,sotto la “Presidenza Montezemolo”, nella sua relazione
al grande convegno di Confindustria, intitolato
“Concorrenza, bene pubblico” di Vicenza del Marzo 2006
l’ Ing. Pininfarina ripropose anche la necessità di
liberalizzare le tariffe ,la pubblicità e le società di
capitali professionali a tutela dei consumatori ,delle
imprese nonchè di noi giovani professionisti.La conferma
della giustezza delle sue richieste si materializzò nel
decreto legge governativo di qualche mese dopo con cui
di fatto vennero accolte queste istanze che hanno
modernizzato un intero settore dell’economica italiana e
che tanto hanno giovato anche a noi giovani
professionisti - conclude Gaetano Romano Presidente
dell’ U.G.A.I.Pininfarina: giovani avvocati lo ricordano
come promotore della concorrenza nelle libere
professioni
L'Ugai (Unione Giovani Avvocati Italiani) ha espresso un
sincero cordoglio per la scomparsa di Andrea Pininfarina
e lo ricorda non solo come "un indiscusso elemento di
spicco del made in Italy nel mondo" ma anche come
"promotore dell'esigenza di creare dinamiche
concorrenziali anche nell'ambito dei servizi
professionali". "Ricordiamo - scrive l'Ugai - che, sotto
la presidenza Montezemolo nella sua relazione al grande
convegno di Confindustria, intitolato 'Concorrenza, bene
pubblico' di Vicenza del Marzo 2006 l'Ingegner
Pininfarina ripropose anche la necessita' di
liberalizzare le tariffe, la pubblicita' e le societa'
di capitali professionali a tutela dei consumatori,
delle imprese nonche' di noi giovani professionisti".
Qualche mese dopo - conclude Gaetano Romano Presidente
dell'Ugai - le sue richieste furono accolte e si
concretizzarono in un decreto legge governativo che ha
"modernizzato un intero settore dell'economica italiana
e che tanto hanno giovato anche a noi giovani
professionisti".
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ECCO GLI
INDIRIZZI MAILS DEI SENATORI CHE DECIDONO SULLA
"RIFORMA ALFANO" AI DANNI DELLA CLASSE FORENSE
Chi decide sulla cd "Riforma Alfano" in un comitato
ristretto alla Commissione Giustizia del Senato
Fac simile da
inviare
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Oggetto :Uniti contro la riforma forense
Contenuto: Con il presente fax esprimo la mia più
totale avversione per qualunque riforma della
professione di avvocato...
Visualizza altro
Distinti saluti
nome e cognome
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Giorno 31.05.2008 è uscito un articolo su uno dei
più diffusi settimanali dei consumatori "Il
Salvagente" a pg. 25 nella rubrica "Informagiusto"
che parla del "Forum Giovani Avvocati"
http://www.unionegiovaniavvocati.it/index.php
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“ CI CHIEDIAMO SE LE
DICHIARAZIONI DELL’ ON. BORGHEZIO SUL MEDAGLIERE OLIMPICO
ITALIANO NON VIOLINO LA “LEGGE MANCINO”
“Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni dell’
europarlamentare della Lega Nord On. Mario
Borghezio secondo cui le medaglie olimpiche
italiane “dimostrano la superiorità etnica dei
padani, anche in questo campo” – dichiara Gaetano
Romano Presidente dell’ Unione Giovani Avvocati
Italiani.Come Giovani Avvocati ci chiediamo se
l’On. Borghezio non possa avere in questo caso
violato la Legge 205/93, meglio conosciuta come
Legge Mancino, recante norme in tema di “Misure
urgenti in materia di discriminazione razziale,
etnica e religiosa”.Invero questa legge all’art .1
alla lettera a) punisce anche “chi diffonde in
qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o
sull'odio razziale o etnico“ .Stando alle
dichiarazioni pubblicate su vari organi di stampa
l’On. Borghezio si sarebbe riferito proprio ad una
presunta superiorità etnica di un gruppo , tale
“padano” ,comunque non definito, nè definibile.E’
da valutarsi, a nostro parere, quindi la
compatibilità giuridica delle dichiarazioni
dell’europarlamentare leghista con la Legge
Mancino considerando anche il fatto che non esiste
nemmeno una popolazione “padana” - conclude
Gaetano Romano Presidente dell’ U.G.A.I.
ADNK (FDG) - 14/08/2008 - 15.50.00
NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - LO SPORT (8)
ZCZC ADN0626 3 FDG 0 ADN FDS NAZ NOTIZIE FLASH:
2/A EDIZIONE - LO SPORT (8) = Roma."Abbiamo letto
con stupore le dichiarazioni dell'
europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio
secondo cui le medaglie olimpiche italiane
'dimostrano la superiorita' etnica dei padani,
anche in questo campo'. Come Giovani Avvocati ci
chiediamo se Borghezio non possa avere in questo
caso violato la Legge 205/93, meglio conosciuta
come Legge Mancino, recante norme in tema di
'Misure urgenti in materia di discriminazione
razziale, etnica e religiosa'". E' quanto afferma
Gaetano Romano, presidente dell' Unione Giovani
Avvocati Italiani (Ugai). "Invero questa legge
all'articolo 1 alla lettera 'a' -continua Romano-
punisce anche 'chi diffonde in qualsiasi modo idee
fondate sulla superiorita' o sull'odio razziale o
etnico'. Stando alle dichiarazioni pubblicate su
vari organi di stampa Borghezio si sarebbe
riferito proprio ad una presunta superiorita'
etnica di un gruppo, tale 'padano',comunque non
definito, ne' definibile"."E' da valutarsi, a
nostro parere quindi -sottolinea Romano- la
compatibilita' giuridica delle dichiarazioni
dell'europarlamentare leghista con la Legge
Mancino considerando anche il fatto che -conclude-
non esiste nemmeno una popolazione 'padana'". (Pab/Col/Adnkronos)
14-AGO-08 15:49 NNNN
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Il Governo
nazionale - sollecitato dal Consiglio Nazionale
Forense e da alcune associazioni forensi - sembra
intenzionato a porre mano alla riforma
dell’ordinamento professionale forense. Noi
,giovani avvocati, riteniamo deleteria questa
proposta promanante ,in particolare, dagli
esponenti dell’avvocatura cassazionista. Non è
infatti ,in favore degli avvocati, la previsione
della formazione coattiva che tanto grava, quasi
ovunque, in termini di esborso economico e di
sottrazione di tempo all’attività professionale di
ciascun professionista. Non è nell’interesse dei
giovani avvocati, che i componenti del CNF – già
tutti cassazionisti - chiedano l’abolizione dell’
attuale sistema di abilitazione automatica al
patrocinio in Cassazione dopo un certo numero di
anni di anzianità professionale. Non è
nell’interesse della base degli avvocati
introdurre l’assicurazione civile obbligatoria ,
che aprirebbe il varco ad un aumento vorticoso di
cause, magari pretestuose, per responsabilità
professionale dei legali (come già avviene per i
medici). Da ricusare altresì la tenuta, presso gli
ordini, di elenchi degli avvocati specialisti ,
nonché la facoltà per il CNF di determinare il
livello ,non solo dei contributi annuali
obbligatori a carico dei cassazionisti, ma anche
quelli degli avvocati iscritti negli altri albi ed
elenchi. Parimenti da stigmatizzare la possibilità
, per gli Ordini locali, di cancellare gli
avvocati che ,persino con una media anzianità
professionale, non raggiungendo un reddito minimo
prestabilito, non verrebbero magari ritenuti
esercitanti la professione con continuità. Costoro
- al fine di evitare la cancellazione d’ ufficio –
contribuirebbero ad una progressiva corsa
all'accaparramento di clientela con un aumento
esponenziale del contenzioso processuale. Gli
ordini locali poi - con la controriforma -
avrebbero il non invidiabile mandato di tramutarsi
quasi in “controllori fiscali” - d’intesa con gli
uffici finanziari – circa i redditi professionali
(anche al di sotto di un minimo) degli iscritti.
Ci stupiamo che la maggior parte degli ordini
locali abbia avallato un progetto che decreterà
,assai probabilmente, la riduzione quasi totale
del proprio spazio d’azione. La proposta ,onusta
di richiami a “regolamenti” emanandi dal Consiglio
Nazionale Forense, si denota infatti per un’
impostazione autoritaria ed accentratrice; si va
dal potere ispettivo del CNF in relazione ai
procedimenti disciplinari locali agli iscritti,
fino addirittura ai “commissari” ,inviati presso
gli ordini territoriali, per ovviare alle
eventuali omesse revisioni degli albi finalizzate
anche alle cancellazioni coattive degli avvocati
per reddito ritenuto troppo basso. Spiace che gli
ordini locali non abbiano saputo o voluto -
innanzi al C.N.F - difendere gli interessi dei
propri rappresentati. Dato per assodato che il
Consiglio Nazionale Forense dovrebbe in teoria
rappresentare anche i giovani avvocati e le donne,
e che invece è composto solo da avvocati
cassazionisti e - unico caso nel continente
europeo - da 26 componenti tutti di sesso maschile
, ci siamo chiesti che tipo di rappresentatività
abbiano gli ordini locali. Dai dati raccolti dall’
Unione Giovani Avvocati Italiani ,pubblicati sulla
stampa nazionale, risulta che ,su un campione di
circa 80.000 avvocati di Ordini di tutte le
dimensioni ed aree geografiche, la percentuale
nazionale di votanti alle elezioni per il rinnovo
degli ordini locali 2008 è stata inferiore al 45%
.Nei due più grossi fori italiani la percentuale
scende clamorosamente al 32% (Roma) ed al 33%
(Milano).La mancanza di rappresentatività degli
ordini locali non giustifica ,a nostro parere,
l’accondiscendenza al quasi “funerale” della
propria autonomia istituzionale e gestionale,
decretato dalla proposta del CNF .Organismo, il
CNF, i cui componenti, ricordiamo, non sono votati
direttamente dalla base degli avvocati. Ma quale
tipo di legittimazione avrebbero quelle
associazioni ,che hanno avallato la proposta di
riforma, e che hanno ritenuto di richiedere di
essere riconosciute dal cd Congresso Nazionale
Forense (pagato dalla base degli avvocati) ? I
giovani avvocati si sono adoperati per verificare
il mai controllato indice di partecipazione degli
avvocati alle elezioni per votare - presso i vari
Fori italiani - i cd delegati congressuali. Tra i
pochi siti internet degli ordini locali forensi
che hanno pubblicato i dati relativi agli avvocati
votanti ci sono Milano e Bologna (che ospitava il
Congresso) ; ebbene, in questi due Fori hanno
votato ufficialmente rispettivamente addirittura
meno del 6% e del 4% degli aventi diritto al voto.
Siamo ben consapevoli che, presumibilmente, le
percentuali negli altri Fori non siano dissimili.
Alla luce di tutto ciò, sarebbe più opportuno
convocare un referendum tra gli avvocati, per
verificare il grado di contrarietà alla proposta
di riforma che graverà giustappunto sulla base
della classe forense. Completando l’analisi della
proposta di controriforma del C.N.F. si nota la
previsione di un accesso alla professione
inutilmente farraginoso ed improponibile, perchè,
se da una parte renderà quasi impossibile il
superamento dell’esame, dall’altra non apporterà
alcun beneficio a chi è già avvocato, essendo i
neoavvocati, per tanti anni, quasi “innocui” sul
piano della concorrenzialità professionale. Altra
efficacia immediata avrebbe avuto , in favore dei
giovani avvocati, la previsione del
prepensionamento per gli avvocati
ultrasessantacinquenni in modo tale da liberare la
gran parte del contenzioso processuale. Negativa
,in particolare, la previsione delle scuole
forensi a pagamento che graveranno ,in termini di
perdite di tempo e di danaro, sui praticanti
avvocati, nonché sugli studi legali che avranno a
disposizione - solo part time - i giovani
colleghi. Manca colpevolmente nella proposta, la
previsione della partecipazione alle società
professionali da parte dei soci di mero capitale,
la qual cosa invece garantirebbe non solo di
ampliare la struttura degli studi professionali,
ma di dare occupazione e sostegno economico ad un
maggior numero di giovani avvocati. L’eventuale
mancanza di indipendenza e di autonomia
dell’avvocato ,rispetto a chi apporterebbe il
capitale esterno, è una favola a cui non crede più
nessuno, anche perché lo stesso discorso si
potrebbe obiettare per quegli studi legali che
vivono sulla base di “pratiche” ricevute per
amicizie politico-elettorali. Per fortuna è già
stata abolita quella norma voluta dal regime
fascista che era atta ad impedire la mera
associazione tra professionisti ,vista come
possibile strumento ,per gli avvocati ebrei
cancellati dall’albo, di esercitare in modo
“mascherato” la professione. In quel contesto è
purtroppo storicamente provato - come i giovani
avvocati italiani hanno ricordato nel “Giorno
della Memoria” - che il Consiglio Superiore
Forense non esitò a rigettare con una “decisione -
standard” ed in un’unica serie di sedute tra il 17
ed il 19 dicembre 1940 – i ricorsi disperati degli
avvocati ebrei avverso le invereconde
cancellazioni dall’ albo ordinario a seguito della
famigerata legge razziale n. 1054/39. Anche la
parte della controriforma riguardante la
pubblicità ,le tariffe e il patto di quota lite è
da ritenersi anacronistica perché reintrodurrebbe
l’impossibilità ,per gli avvocati che lo
volessero, di usufruire,in modo facoltativo, degli
strumenti concessi della Legge Bersani.
Paradossalmente, ad esempio, la proposta
ripristinerebbe il divieto di patto di quota lite
che era previsto dal codice civile per evitare che
gli avvocati potessero guadagnare grosse cifre,
ben più del normale tariffario, dai contenziosi
processuali. Mutuando alcune dichiarazioni ,rese
da uno dei due VicePresidenti Ugai , Manuela
Mongili, in un’ intervista all’interno del
rapporto "Urge ricambio generazionale"
voluto dal CNEL ed edito da "Rubbettino",
riteniamo che “l’avvocato giovane deve trovare
quelle condizioni che soddisfano sia il cliente
che l’avvocato, ma in un momento di crisi come
questo è utopico pensare di potersi vincolare a
una tariffa”. Su questi (ed altri) punti
,nelle scorse settimane, è intervenuto l’Antitrust
che sostanzialmente ci ha dato ragione su molti
punti della segnalazione presentata nel marzo
2007. Siamo rimasti invece perplessi dal fatto che
,le nostre richieste contro la formazione coattiva
a spese degli avvocati, non siano state recepite
all’interno dell’ indagine conoscitiva dell’ AGCM,
specie alla luce del fatto che anche i grandi
media di massa se ne stanno occupando. Dovrebbero
fare infatti riflettere le recenti dichiarazioni
del Presidente di Altroconsumo, Avvocato
Martinelli, sul “Magazine” del Corriere
della Sera del 05.03.2009 secondo cui “si è
creato un mercato della formazione. Un business,
non c’è dubbio. Ci sono avvocati che si sono messi
a fare questo di mestiere”. Secondo i calcoli
indicati , nello stesso articolo, dal giornalista
Agostino Gramigna, sarebbe di “100 milioni di
euro il potenziale giro d’affari della formazione”.
Non sarebbe l’ ora che gli altri ordini locali
seguissero l’esempio dell’Ordine degli avvocati di
Roma che ha sostanzialmente reso facoltativa - ove
non sia possibile garantirne la gratuità - la
formazione per i propri iscritti?
Gaetano Romano
Presidente Unione Giovani Avvocati Italiani
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“PIU’ DI 200 MILA
AVVOCATI IN ITALIA? DATI TUTTI DA DIMOSTRARE. I
GIOVANI AVVOCATI PROPONGONO IL PREPENSIONAMENTO
OBBLIGATORIO PER GLI AVVOCATI
ULTRASESSANTACINQUENNI”
“Nel condividere
interamente l’autorevole relazione del Primo
Presidente della Cassazione Dott. Carbone, ci
sentiamo però di avere molti dubbi sul numero
di avvocati in Italia desunto dai dati del
Consiglio degli ordini forensi d'Europa. Quei
dati sono comunicati periodicamente dal
Consiglio Nazionale Forense proprio al CCBE;
non essendoci tuttavia ad oggi alcun albo
nazionale degli avvocati, ci chiediamo su
quali basi il C.N.F. possa indicare al CCBE il
numero esatto di avvocati presenti in Italia.
Invitiamo pertanto il CNF a fornire alla
pubblica opinione il dato diviso per ogni
ordine locale forense in modo da poterlo
verificare” Riteniamo, a nostro parere, molto
più probante il numero reso dal Censis nel
2006 secondo cui gli avvocati erano 158.000,
contro 183.044 ingegneri ed addirittura
377.726 medici. Si desume come, se il trend
fosse confermato negli ultimi due anni, gli
avvocati sarebbero meno degli ingegneri e meno
della metà dei medici. Rifacendoci allo studio
della Banca d’Italia richiamato oggi dal Primo
Presidente della Cassazione, è utile ricordare
che, nell’ambito dell’avvocatura, la maggiore
concorrenza può portare a una riduzione del
prezzo del servizio per i consumatori. Ciò a
nostro parere permette a tantissimi cittadini
di potersi difendere con spese non ingenti.
Ogni riforma tendente a ridurre la concorrenza
nella professione forense, danneggerebbe in
primis i cittadini che vedrebbero aumentate le
tariffe professionali. Per questo siamo pronti
a scendere in piazza contro il Governo in
difesa del consumatore, delle imprese e del
loro diritto a potersi difendere con un costo
il più basso possibile.In ogni caso anche
qualora il problema fosse il numero di
avvocati, proponiamo il prepensionamento per
gli avvocati ultrasessantacinquenni in modo
tale da liberare la gran parte del contenzioso
processuale in favore dei giovani avvocati e
di quelli che stanno per diventarlo “
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Intervento di Daniela Marchesi su
lavoce.info
"L’ipotesi di ricorrere al numero
chiuso per contenere l’eccesso di domanda
di giustizia non mi sembra, però, una
proposta condivisibile. Il fatto che si
rilevi una correlazione tra numero dei
processi e numero degli avvocati non dà
indicazioni chiare sulle relazioni di
causalità tra i due fenomeni: è possibile
che ciò si verifichi perché gli avvocati,
quando sono troppi, cercano di procurarsi
il lavoro alimentando la domanda di
giustizia, cosa che giustificherebbe il
numero chiuso. Ma è altrettanto possibile
che, invece, vi siano più avvocati dove vi
è più litigiosità, proprio perché vi è più
lavoro e vi sono più opportunità. In tal
caso, il numero chiuso sarebbe una
distorsione imposta dall’alto e porterebbe
più danni che vantaggi, quali ad esempio
rendite e inadeguatezza del servizio.
Assai più neutro e con maggiori garanzie
di successo sarebbe invece un intervento
che modifichi la formula di determinazione
dell’onorario degli avvocati, attualmente
a prestazione, in una modalità a forfait,
che favorirebbe un concorrenza virtuosa
tra i legali incentivando l’alleggerimento
dei fascicoli processuali e riducendo i
tempi dei processi.
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PERCHE' ALL'ORDINE NON PIACE LA
CONCORRENZA
di
Daniela
Marchesi
07.04.2009
A più di due anni dal decreto
Bersani, i servizi professionali
appaiono ancora assai poco
concorrenziali. La riforma è stata
sostanzialmente annullata
dall'azione degli ordini, che hanno
utilizzato i codici deontologici per
ridurre al minimo i cambiamenti,
soprattutto sulla disciplina delle
tariffe e la pubblicità. Ma mettere
all'indice i minimi tariffari ha un
valore più simbolico che di
sostanza. In ambito legale, la
regola da smantellare è quella che
determina l'onorario degli avvocati
secondo il numero degli atti svolti.
Per passare alla parcella a forfait.
“Nella giornata dedicata a tutte le donne,
il Presidente dell’Unione Giovani Avvocati
Italiani ricorda che da una loro indagine
condotta qualche tempo fa all’interno di
quasi tutti i singoli Consigli Nazionali
degli Avvocati d’Europa (quindi anche oltre
i limiti dell’Unione Europea) – risulta “
incredibilmente, che solo l’Italia sembri
non avere alcuna donna Consigliere
Nazionale. Persino la Turchia vanta una
donna all’interno dell’ “Executive Board of
The Turkish Bar Association”. “In Italia
invece - continua Romano - il Consiglio
Nazionale Forense, massimo organo
istituzionale forense, è composto da 26
componenti, tutti uomini. Si potrebbe
pensare che ciò è dovuto alla poca presenza
femminile nell’avvocatura ma ciò è smentito
dal fatto che la media delle donne italiane
iscritte all’Albo degli Avvocati (36%) è in
linea con la media delle donne avvocato nel
continente europeo (287.232 pari a circa il
35%). Sono quindi precluse sostanzialmente
alle donne avvocato le posizioni di vertice
dell’avvocatura e c’è poco da attendersi in
termini di riforme da un organismo nazionale
forense composto esclusivamente da uomini.
E’ molto grave che una categoria che si
vanta di difendere i diritti dei cittadini,
non abbia ancora pensato a quote di donne
all’interno dell’organismo nazionale
forense” conclude il Presidente dell’
U.G.A.I., Gaetano Romano.
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Domenica
05 Aprile 2009 (L'ARENA DI VERONA E IL
GIORNALE DI VICENZA)
NAZIONALE,
pagina 4
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Maria Stella Gelmini
BRESCIA
Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella
Gelmini si è detta «d’accordo con Massimo Cacciari
sull’abolizione del valore legale del titolo di
studio». Si è pronunciata in tal senso venerdì
sera nel corso di un incontro pubblico tenutosi a
Castenedolo, in provincia di Brescia, incontro al
quale, oltre a lei, ha partecipato anche il
sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Proprio il
filosofo, intervenendo poco prima, aveva lanciato
la proposta.
«Sono d’accordo sull’abolizione del valore legale
del titolo di studio», ha detto la Gelmini,
prendendo la parola per le conclusione. «Perché
non siamo partiti in questa direzione? Perché, su
un tema così forte, anche dall’opposizione,
servono più voci che si levino nella direzione del
professor Cacciari. È un elemento per introdurre
competizione, per rendere più virtuoso il sistema.
Ma oggi da una parte dell’opposizione non c’è la
disponibilità a ragionare su questo tema. Su temi
come questo occorre una trasversalità. Perché su
alcuni temi le lobby sono molto forti, sia
nell’opposizione che nella maggioranza».
All’incontro di Castenedolo veniva presentato il
libro di Bruno Vespa Viaggio in un’Italia diversa,
presenti, oltre al ministro Gelmini e a Cacciari,
l’autore, Mino Martinazzoli e il filosofo Emanuele
Severino.
L’Unione giovani avvocati italiani ha apprezzato
la presa di posizione della Gelmini, favorevole
all’abolizione del valore legale della laurea. Ma
avverte che una simile innovazione «avrebbe la sua
massima efficacia solo se combinata con
l’abolizione degli ordini professionali inutili e
costosi (per i cittadini e per gli iscritti)».
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CAMPAGNA NAZIONALE U.G.A.I. 2009
BLOCCHIAMO LA FORMAZIONE COATTIVA (VOLUTA
SOPRATTUTTO DAL VERTICE DEL CNF ED ANCHE DA CAMERE
PENALI, AIGA, OUA E CAMERE CIVILI)
A SPESE DELLA BASE DELL'AVVOCATURA
AIUTACI A DIFENDERE LA TUA AUTONOMIA ED INDIPENDENZA
DI PROFESSIONISTA LIBERO DAL CNF E DELLE ALTRE
ASSOCIAZIONI FORENSI
NO
AGLI ORDINI PROFESSIONALI
=
NO
AI CONTRIBUTI ANNUALI OBBLIGATORI
ED ALLE SPESE PER LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA A
CARICO DEGLI AVVOCATI =
TARIFFE PIU’ BASSE PER I CONSUMATORI
______________
PREPENSIONAMENTO
AVVOCATI ULTRASESSANTACINQUENNI
=
RESTITUZIONE AL MERCATO
DI CIRCA IL 70 % CONTENZIOSO PROCESSUALE
=
MAGGIORI GUADAGNI
PER I GIOVANI AVVOCATI
__________________________________
COMUNICATO
STAMPA
GIOVANI AVVOCATI ITALIANI : “NON CONDIVIDIAMO LA
SCELTA DELLA COLLEGA SERRACCHIANI PER FRANCESCHINI.
NOI CON BERSANI.”
“Noi non dimentichiamo ciò che Pierluigi Bersani
ha fatto ,da Ministro, in favore dei giovani
professionisti, dei consumatori nonché degli
apparati produttivi del Paese. Per questo motivo
per noi giovani è naturale sostenere l’ex Ministro
dello sviluppo economico affinché il PD riprenda
il cammino di rinnovamento e di sviluppo “Abbiamo
tra l’altro appreso con sorpresa dalla stampa il
supporto che l’On. Debora Serracchiani ritiene di
dovere dare all’altro competitor, On. Franceschini,
che non ha mai espresso proposte di
liberalizzazioni in favore dei giovani
professionisti. Comprendiamo che l’Avv.
Serracchiani adesso sia un parlamentare europeo,
tuttavia sarebbe opportuno ,a nostro parere, che
non dimenticasse di essere una Collega e quindi
potesse determinare le sue scelte in base agli
esponenti politici che hanno dimostrato
fattivamente di avere in mente l’interesse dei
giovani”
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COMUNICATO STAMPA
GIOVANI
AVVOCATI : “PLAUDIAMO ALL’APPELLO ODIERNO DEL
PRESIDENTE MARCEGAGLIA SULLA NECESSITA’ DI NUOVE
LIBERALIZZAZIONI ; SI COMINCI CON LE LOBBY
PROFESSIONALI”
“Condividiamo l’appello, all'incontro Nielsen a
Santa Margherita di Pula (Cagliari), svolto oggi
dal Presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia, secondo cui è l’ora di dare inizio
a riforme impopolari che vanno a toccare lobby e
privilegi” “E’ da anni che anche noi chiediamo
la liberalizzazione delle professioni,
autentiche zavorre non solo per l’economia
italiana, per i consumatori e per le imprese, ma
anche per i giovani professionisti.L’ultimo
tentativo di modernizzazione del sistema degli
ordini professionali, attraverso l’abolizione
del vincolo delle tariffe minime e del divieto
di pubblicità, risale alla Legge Bersani del
2006. L’appello per una forte dose di
liberalizzazioni in tutti i settori
dell’economia viene da un contesto , quello
imprenditoriale , che è il vero motore
dell’economia italiana , a differenza di quello
corporativistico delle lobby professionali che
rimane avvitato su se stesso ed impermeabile
alla modernizzazione.La liberalizzazione delle
professioni è una delle cosiddette riforme a
costo zero che produrrebbe sicuramente un
aumento del PIL nazionale, oltre a creare
dinamiche concorrenziali virtuose a beneficio di
tutti”
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http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=24484
Con la prefazione dell'ex Ministro
dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, L'Assedio
svela i retroscena dei pacchetti di liberalizzazioni
voluti dal Governo Prodi. A raccontarli sono Antonio
Lirosi, ex-consigliere dell'allora Ministro Bersani e
attuale dirigente al Ministero dello Sviluppo Economico,
ed Enrico Cinotti, giornalista de "Il Salvagente". Che
fine hanno fatto le "lenzuolate" promosse dal ministro
Bersani? Dove sono finite le misure varate durante il
governo Prodi? E chi le ha volute e le vuole tuttora...
contrastare? In un libro dal titolo L'Assedio, Antonio
Lirosi ed Enrico Cinotti raccontano, a tre anni dal
primo pacchetto di liberalizzazioni e a due dal secondo
i retroscena di chi si oppose venendo allo scoperto -
tassisti, farmacisti, avvocati, banche, assicurazioni
per primi - ma anche il lavorio di contrasto dietro le
quinte, operato dalle lobbies e dai potentati economici,
con la complicità di esponenti influenti dei partiti
politici. Di destra e di sinistra.Nel libro che si
fregia della prefazione del fautore delle
liberalizzazioni, Pier Luigi Bersani, anche lo stato
dell'arte di quei provvedimenti. Mentre la crisi
economica morde il potere d'acquisto dei consumatori,
non mancano i tentativi delle corporazioni colpite di
mettere in discussione le liberalizzazioni.Il libro è
completato da un'appendice, di valore d'uso pratico,
grazie alla quale ogni consumatore potrà, misura per
misura, capire cosa era previsto, qual è lo stato
dell'arte e quali sono tuttora i nuovi diritti e le
opportunità di risparmio, con alcuni nuovi dati sui
risultati ottenuti:oltre 480 mila famiglie nel 2008
hanno ottenuto automaticamente dalla loro banca la
cancellazione dell'ipoteca sulla casa dopo l'estinzione
del mutuo senza più bisogno di rivolgersi ad un notaio.
Il risparmio complessivo è stimabile in 100 milioni di
euro; sono in aumento i clienti che cambiano banca senza
più essere obbligati a pagare spese fisse di chiusura
del conto corrente. Nel 2007 sono stati 2 milioni e
trecentomila; ammonta a circa 2 miliardi di euro la
cifra annua risparmiata dagli utenti di telefonia mobile
dall'eliminazione delle commissioni fisse per la
ricarica delle schede prepagate; sono 2.986 le
parafarmacie attive al 1 luglio 2009, di cui 2.497 sono
piccoli esercizi di vicinato, che vendono medicinali da
automedicazione con pressi più bassi anche del 20%.
L'Assedio, di A.Lirosi e E. Cinotti edito da
Aliberti Editore, pgg 153 (€12,90)
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21 lug 17:17 -
POL - Giovani avvocati: incredibile Pd si lamenti rinvio
riforma forense
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Roma, 21 lug (Velino) - “I giovani
avvocati italiani rimangono basiti dal fatto che il
capogruppo in commissione Giustizia del Senato, Felice
Casson si lamenti del fatto che la controriforma forense
sia stata rimandata in.....
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COMUNICATO STAMPA
“RIFORMA FORENSE; E’ INCREDIBILE CHE IL SENATORE
CASSON DEL PD SI LAMENTI PER IL RINVIO DI UNA
CONTRORIFORMA A DANNO DELLA BASE DEGLI AVVOCATI ,
DELLE IMPRESE E DEI CONSUMATORI”
“I giovani avvocati italiani rimangono basiti dal
fatto che il Capogruppo in Commissione Giustizia del
Senato, Felice Casson si lamenti del fatto che la
controriforma forense sia stata rimandata in autunno”
E’ per noi incredibile che ,in Commissione Giustizia
del Senato, il PD solleciti l’approvazione di una
riforma , da alcuni definita quasi fascista, voluta
solo dalle gerarchie ordinistiche forensi e contraria
agli interessi ,non solo della base degli avvocati, ma
anche di imprese e consumatori.La controriforma
forense vorrebbe reintrodurre i minimi tariffari a
danno di imprese, giovani avvocati e consumatori, e
vorrebbe punire la base degli avvocati ,non solo con
nuove spese ed incombenze insostenibili, ma anche con
misure illiberali e classiste indegne della Repubblica
Italiana ,come ad esempio la cancellazione dall’albo
degli avvocati per asserita mancata continuità
professionale.Questa è la conferma che il Pd deve
cambiare radicalmente marcia in autunno con una nuova
guida nazionale finalmente degna di un centrosinistra
vicina agli interessi dei consumatori , delle imprese
e della base degli avvocati e quindi contraria alle
richieste delle lobbies ordinistiche. “
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http://www.libertiamo.it/2009/07/22/liberalizzare-le-professioni-impresa-da-gulliver/
Liberalizzare le professioni, impresa da Gulliver
- Alcuni ragazzotti, spalleggiati da
qualche deputato naive, redigono una proposta di legge
sulla liberalizzazione (e sull’ammodernamento) delle
professioni, la depositano grazie ai deputati alla
Camera dei Deputati e puntano ad aprire un dibattito –
anzi, diciamola tutta, uno scontro – interno alla
maggioranza di governo, sperando che il maggior partito
di opposizione scelga finalmente di fare il suo
mestiere. Il tutto mentre al Senato si discute e si
approva un testo corporativo e illiberale su una delle
più importanti professioni, quella forense.La nostra
proposta, che abbiamo chiamato “Per aprire le
professioni”, è un testo di bandiera o una mossa tattica
per cercare di gonfiare il petto in attesa che la
controriforma dell’avvocatura giunga nell’altro ramo del
Parlamento? Entrambe le cose, ma con un’aggiunta
“filosofica”: l’affermazione di una diversa visione del
mondo e della società. Quella del Senato, si perdoni il
termine, è una vera porcheria, una controriforma
corporativa dell’avvocatura che alza insostenibili
barriere all’ingresso per i giovani, reintroduce le
antistoriche e anticoncorrenziali tariffe ed elimina
ogni scampolo di concorrenza permesso dalla legge
Bersani (quel po’ che era rimasto, la gran parte è già
stato vanificato dagli Ordini con pasticci
interpretativi). D’altronde, come diceva ieri Gaetano
Romano dell’Unione Giovani Avvocati Italiani,
intervistato da Libertiamo.it, non c’è molto da
aspettarsi da un sistema di partiti – tutti, nessuno
escluso – che si fa quasi dettare una riforma dal
Consiglio Nazionale Forense.
Domani quindi presentiamo una proposta di legge che pare
battuta in partenza, sull’avvocatura e sulle altre
professioni. Ma non lo facciamo perché siamo ingenui o
inguaribili ottimisti: lo facciamo perché vogliamo
esprimere, spiegare e comunicare con forza che “un altro
mondo è possibile”. E non è il mondo preconizzato dai
tanti nostri coetanei no-global e sinistrorsi: qui non
si chiedono salari minimi, contratti a tempo
indeterminato per tutti, lotte contro le multinazionali.
E’ possibile – anche in Italia… cazzo – un mondo fatto
di merito, di responsabilità, di opportunità, di
competizione. A partire dalle libere professioni, che si
chiamerebbero non a caso “libere”.
Provate a dire negli altri paesi ad economia avanzata
che per tutelare il decoro di una professione va vietata
la pubblicità di un’attività professionale sui
quotidiani o su Internet. Spiegate ad un architetto di
un grande studio di New York che in Italia le società di
professionisti non possono assumere la forma di società
di capitali. Raccontate ad un commercialista spagnolo
che in Italia la sua attività è incompatibile con quella
di giornalista. Vi guarderanno cercando di capire il
perché di questi astrusi divieti.
Sentita questa. Ho un amico brasiliano che ha conseguito
il suo PhD alla Bocconi di Milano e ora insegna in
un’università americana. Qualche anno fa è venuto a
trovarmi a Roma in compagnia di una sua amica. Le
spiegava che in Italia abbiamo il “problema dei taxi”.
Io lo guardavo, stupito e imbarazzato, parlare di un
paese in cui non si riesce a liberalizzare quel settore,
un paese in cui la politica viene condizionata nelle sue
scelte da qualsivoglia corporazione. “I taxi?” chiedeva
divertita la ragazza, forse pensando a quanto
competitivo sia lo stesso settore nelle metropoli
americane, o a Barcellona, a Buenos Aires, a Bangkok, a
Londra. Ecco, a me quella conversazione – chissà perché
– mi riportò alla mente I viaggi di Gulliver. Nel paese
di Blefuscu, impero rivale di Lilliput, era stata
emanato dall’imperatore un editto con il quale
s’imponeva ai sudditi che volessero bere un uovo fresco,
di rompere lo stesso dalla parte della punta stretta,
anziché da quella della punta larga, come è normale che
sia. Il tutto perché il padre del re, da bambino, si era
graffiato un dito seguendo il metodo classico. Il popolo
reagì violentemente a questa legge. Ci furono sei
rivoluzioni. Nell’Italia di oggi, non ci s’indigna
nemmeno. In attesa della rivoluzione, con il nostro
disegno di legge, cerchiamo di spiegare almeno da che
parte si rompe l’uovo.
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CONCORRENZA. Antitrust su
riforma forense, plauso dei Giovani Avvocati
22/09/2009 - 11:26
"Plaudiamo all'intervento
del Presidente dell' Autorità Garante Concorrenza e
MercatoCatricalà con cui si critica il testo di riforma
forense, pendente in Commissione Giustizia al Senato,
attraverso il quale si vorrebbero favorire le gerarchie
ordinistiche a danno dei giovani avvocati, dei
consumatori e delle imprese" dichiara il Presidente
dell' Unione Giovani Avvocati Italiani, Gaetano Romano.
"E' molto grave che il
Governo assecondi le richieste di autoreferenziali
ordini professionali che produrranno ingenti danni per
le imprese, per i consumatori ma anche per i propri
iscritti cui - a dispetto delle sempre più corpose tasse
annuali - viene inibito di svolgere la propria
professione in modo da poter competere con gli altri
colleghi europei. La controriforma forense, tra le altre
cose, intenderebbe abolire di fatto le benefiche
liberalizzazioni di Bersani".
L'UGAI chiede, infine,
all'Antitrust di non limitarsi ad un semplice appello ma
di fare tutto il possibile affinché il Governo non porti
avanti l'illiberale riforma forense contro i
consumatori, le imprese ed i giovani avvocati.
2009 - redattore: VC
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Interventi e repliche Corriere della
Sera 26.09.2009
L' aggiornamento dei professionisti A
proposito dell' articolo «Lo speciale balzello dei corsi
di formazione per i giovani in toga» (CorrierEconomia,
21 settembre), vorrei precisare che alcune affermazioni
fatte dal coordinatore della commissione per l'
assegnazione dei crediti formativi del Consiglio
Nazionale Forense non sono corrette. L' aggiornamento
professionale, infatti, non è obbligatorio in tutto il
mondo; esiste una risoluzione europea (2002/C 163/01 del
27/06/02) che lo auspica per tutte le professioni e
mestieri (dall' ingegnere alla casalinga), senza però
prevedere alcun obbligo. Tale risoluzione è stata
tuttavia interpretata da alcuni Ordini professionali,
tra i quali quello dei geologi, in modo tale da rendere
obbligatorio l' aggiornamento. Va poi precisato che gli
avvocati non sono stati gli ultimi professionisti ad
adeguarsi a tale norma, visto che, limitandoci alle
categorie più importanti, gli architetti e gli ingegneri
ancora prevedono l' aggiornamento facoltativo, senza
aver travisato il significato originario della suddetta
Risoluzione europea. Esistono ampie frange di
professionisti che stanno combattendo questa imposizione
dall' alto, rivendicando invece il diritto a seguire l'
aggiornamento in base alle proprie necessità e
possibilità, senza ricorrere all' avvilente sistema dei
crediti a punti. Chi scrive sta conducendo un'
iniziativa, con oltre 750 colleghi geologi, per chiedere
che l' aggiornamento sia reso facoltativo. Antonio
Menghini
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http://www.lexform.it/trattazione-processo-civile/
Ci permettiamo di segnalare a tutti i praticanti e
giovani avvocati, dopo averlo consultato, l'E-Book
"Come evitare le insidie e i trabocchetti del processo
civile!" della collana "Diritto e Processo" di
Lexform.it. La particolarità è che non esiste in
commercio un testo simile ,avendo il testo, un taglio
pratico che affronta tutte le questioni relative alle
preclusioni delle domande, eccezioni, conclusioni,
richieste istruttorie, allegazioni di fatti,
argomentazioni, aggiornato con la più recente
giurisprudenza e normativa. Il Manuale sulle insidie e
i trabocchetti della fase di trattazione del processo
civile di cognizione, aggiornato alla riforma del
processo civil 2009, è privo di divagazioni,
elucubrazioni, inutili orpelli.Auspichiamo che ne
venga preparato uno sul processo prenale dallo stesso
taglio pratico.Il Collega Mirco Minardi , autore del
libro,è anche su facebook.
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Presidente
dell'Unione Giovani Avvocati Italiani
"Non ha avuto dubbi a stare dalla parte dei
cittadini consumatori, opponendosi alle lobby".
Gaetano Romano.
"Scelgo Bersani perché è una delle pochissime
personalità politiche, se non l'unica, a
comprendere e risolvere le esigenze dei giovani.
Gli altri fanno a gara, a parole, per occuparsene,
ma alla fine nessuno ha interesse a risolverli
realmente".
Così Gaetano Romano, presidente dell'Unione
Giovani Avvocati Italiani (U.G.A.I.), a sostegno
di Pier Luigi Bersani nella corsa alla segreteria
nazionale del Pd.
"Secondo me
Bersani - ha proseguito Romano - ha avuto
l'intuizione politica più innovativa degli ultimi
anni, comprendendo prima di tutti, con le sue
politiche, che lo sviluppo delle dinamiche sociali
porta all'emersione di una nuova figura di
cittadino: il cittadino consumatore. Tra le lobby
e la loro tutela, infatti - ha terminato il
presidente dell'U.G.A.I. - lui non ha avuto dubbi,
scegliendo di stare dalla parte dei cittadini".
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